"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Maggio 2022 Pagina 4 di 15

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

L’ANNUNCIO DEI SEGRETI  COGLIERA’ DI SORPRESA UN  MONDO INDIFFERENTE (1  parte)

Cari amici,

la credibilità dei dieci segreti della Regina della pace è fuori discussione per tutti quelli che seguono gli eventi di Medjugorje fin  dagli inizi,  quando la Regina della  pace  aveva già  rivelato tutto a  Mirjana il giorno di Natale del 1982, consegnandole un rotolo di pergamena  sul quale era scritto tutto il  necessario.

Da allora è  incominciato un  lungo tempo di attesa che ben  pochi avevano immaginato, attraversando un arco di tempo nel quale il mondo è profondamente  cambiato,  fino ad arrivare sull’orlo di una possibile catastrofe temporale e spirituale.

In tutti questo tempo la  Madonna,  pur sottolineando l’urgenza della conversione, ha solo sfiorato in qualche  espressione gli eventi del tempo futuro, chiedendoci di essere  preparati in questa battaglia decisiva della storia e assicurandoci la sua e nostra vittoria.

Anche i veggenti non hanno insistito più  di tanto sulla  tematica dei segreti,  cercando evitare col silenzio domande indiscrete alle quali non era  possibile  dare una  risposta.

L’avvicinarsi del   40.mo anno delle   apparizioni, il tema di quando sarebbe  avvenuto il primo annuncio al  mondo si è  riproposto come se ci fossero degli indizi per  poterlo indicare,  come se  la  Madonna o i veggenti avessero lasciato delle  tracce per  i curiosi. In realtà non è  stato così e le aspettative  sono state rimandate ad  occasioni più propizie.

Questo non significa che il tempo dei segreti sia lontano. Significa soltanto che questa tematica  è  di estrema  serietà,  perché  fa parte di un piano straordinario  di Dio che riguarda la storia  della  salvezza. A tutto ciò che è di Dio ci si vede avvicinare togliendo i calzari dai piedi e purificando la mente   e  il  cuore.

L’annuncio dei segreti è un evento divino, nel senso che tale momento non è stato stabilito dagli uomini ma da Dio. E’ qualcosa che non viene dalla terra,  ma dal Cielo,  chiunque sia la  persona che dovrà  annunciarli.

Noi sappiamo con quale  ferreo rigore  la Regina della  pace  abbia protetto i segreti in tutto questo tempo, tanto che non  è  mai stato aggiunto nulla a quanto la Madonna ha permesso che fin dal  principio  fosse reso noto.

Solo la veggente Vicka ha comunicato ( proprio in diretta su Radio Maria)  la decisione della Madonna di continuare le apparizioni quotidiane con uno dei tre veggenti ( Marija –  Vicka –  Ivan) che le hanno attualmente, fino alla  fine dei segreti e anche oltre,  dando anche i messaggi.

Noi non ci rendiamo conto della straordinaria importanza che l’inizio dei segreti  ha nei i piani di Dio per la  salvezza  del  mondo. Non ci rendiamo conto che sarà  il Cielo stesso a intervenire  per salvare  la  terra e i  suoi abitanti.  Non ci rendiamo  conto che   l’inferno invaderà ogni angolo del pianeta  per  distruggere e catturare le  anime.

Parliamoci chiaramente. L’Apocalisse  è  incominciata già  con la  prima apparizione della Regina della  pace  incoronata di dodici stelle. Ma dopo il tempo della sua  lunga  permanenza e le  sue rivelazioni,  il  mondo dorme più  che mai  il   sonno della  morte, specie nei paesi di antica cristianità.

Anche fra quelli che hanno risposto alla chiamata, pochi sono sintonizzati con la Regina della  pace ( come  Lei stessa ha detto con rammarico). La verità  è  che il  mondo corre dietro alle  sue torri di Babele  e  la Chiesa, “ferita e tradita”,  ricorda i Dodici apostoli prima della  Passione.

Il panorama si fa sempre più chiaro: più   si avvicina il tempo dell’annuncio del primo segreto e più il  mondo  nella sua totalità sarà  indifferente, cieco e sordo. Forse neppure  il segno sulla  collina delle  prima  apparizioni darà  uno scossone salutare.

Saranno gli eventi dei segreti, dal quarto al settimo, a frantumare le  false sicurezze  e a mettere  le  anime davanti alla  scelte decisive e a risvegliarle finalmente  dal  sonno della morte. 

Vostro  Padre  Livio

LA SORTE DELLE ANIME NEI GIORNI DELLA GRANDE TRIBOLAZIONE – Puntata 21

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla virtù della pazienza

Cari amici,

la festa odierna coinvolge soprattutto i salesiani, ma possiamo dire che si irradia a tutto il mondo.          
La sede di Radio Maria sorge su un terreno che ha una storia particolare, legata proprio a Maria Ausiliatrice. Quando abbiamo fatto il sopralluogo per trovare il posto giusto per iniziare i lavori, abbiamo notato subito che su una colonna si ergeva una bellissima statua di Maria Ausiliatrice. Era come se questo spazio fosse predestinato alla Madonna! Il posto giusto su cui far edificare una degna sede per la sua Radio ce l’ha indicato Lei stessa!   
La statua spicca da lontano e accoglie maternamente chi viene a visitare la nostra sede.

Oggi vorrei parlarvi della virtù della pazienza. Siamo in tempi difficili, in un certo senso drammatici. È in atto la grande lotta fra la Donna vestita di Sole e il drago infernale. In tempi come questi è necessaria la pazienza, la resistenza al male, agli assalti dell’impero delle tenebre, alle seduzioni, agli attacchi, agli scoraggiamenti.

Ogni giorno bisogna resistere saldi nella fede, nella preghiera e nell’adempimento dei nostri doveri. È solo così che si esce vittoriosi dalla battaglia quotidiana.

La vittoria non è eclatante, il male lo è. Il male è sempre roboante, vuole intimidire ma la sua è una falsa forza. Questo deve rassicurarci: il male ha già perso la grande battaglia perché grazie alla morte in Croce di Cristo. Il maligno può agire per permissione divina ma non può andare oltre determinati limiti che Dio permette perché noi, attraverso il combattimento spirituale, possiamo essere protagonisti dell’opera della Redenzione.

La prospettiva dev’essere sempre questa: nell’umiltà, nella pazienza e nella resistenza, alla fine si vince innanzitutto nel combattimento spirituale, poi sul piano umano.

È la capacità quotidiana di non retrocedere, di costruire mentre si demolisce, di essere operosi nonostante le avversità, l’atteggiamento che dovremmo avere.

Oggi il mondo vuole demolire la Chiesa, svuotare la fede cristiana, abolire la Croce. Noi, singolarmente, dobbiamo essere fortezze che resistono, non si arrendono, non cedono.

Non possiamo farcela da soli, ovviamente. Dobbiamo chiedere aiuto a Dio, nostra forza. Questo è il metodo di Dio, completamente opposto al fracasso dell’impero delle tenebre: la resistenza di ogni cuore, la pazienza dei piccoli, degli umili, dei deboli. Questa resistenza molte volte porta anche al martirio, la fedeltà deve essere vissuta fino alla morte.

Dobbiamo resistere nella fedeltà a Cristo anche a costo della vita o di tante sofferenze e mortificazioni, e andare avanti.

Le opere di Dio con cui tiene viva la Chiesa e diffonde la fede nascono sempre nel silenzio e nell’umiltà, vanno avanti nella testimonianza e nella resistenza alle bufere.

Laddove c’è il bene, c’è sempre l’attacco del diavolo che seduce, tortura, schiaccia, distrugge.

Dobbiamo essere forti. Dobbiamo resistere.

La pazienza e la fortezza sono due virtù tipiche di questo tempo dove il male dilaga, la fede si dissolve e si cede al nichilismo.

Resistiamo con fortezza al male senza pretendere una grande vittoria, il fatto di resistere già lo è.

Dio centellina le vittorie, cosicché rimaniamo nell’umiltà. Dobbiamo ringraziare Dio anche per le vittorie spirituali che otteniamo.

Ringraziamo Dio per la grazia della perseveranza, della conversione.

Con la stessa pazienza e dedizione dell’agricoltore, occupiamoci della nostra anima. Strappiamo le erbacce, seminiamo con amore e attendiamo che i germogli crescano.

Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia” 

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IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

LA MADONNA HA RACCONTATO AI VEGGENTI  LA SUA VITA

Nella prima fase del suo programma, che va dall’inizio delle apparizioni (24-06-1981) fino all’elezione della parrocchia ( 01-03-1984), la Regina della  pace ha raccontato ai veggenti la sua vita, raccomandando di scriverla.

Si tratta di una iniziativa di grande rilievo, che non ha precedenti nelle apparizioni mariane dei tempi moderni. Quanto la Madonna ha rivelato al riguardo per ora è rimasto segreto, ma quando lo riterrà opportuno verrà fatto conoscere.

“La Madonna ci ha detto di fissare bene nella memoria quanto ci diceva e di scriverlo. E che un giorno avremmo potuto raccontarlo anche agli altri” (Vicka).

Non è la prima volta che la Madonna fa conoscere la sua vita attraverso rivelazioni private. Nel corso dei secoli la Chiesa è stata arricchita di capolavori insuperabili, fonte inesauribile di luce e di santità.

La Regina della pace, raccontando la sua vita ai veggenti, li ha fatti crescere nella fede e nella pratica cristiana. “I vostri figli vi osservano” ha ammonito una volta, rivolgendosi ai genitori. Gli insegnamenti vengono recepiti dai ragazzi e dai giovani, se vedono che sono vissuti.

L’essenziale della vita di Maria è già nei vangeli. In tutti i momenti fondamentali della vita di Gesù la Vergine è presente. Non si riflette abbastanza che, dal momento del concepimento fino alla deposizione e alla sepoltura,  la Madre è sempre accanto al Figlio.

La “Gospa” ha raccontato la sua vita a tutti i veggenti singolarmente, eccetto Mirjana, che allora si trovava a Sarajevo per i suoi studi e che ha cessato le apparizioni quotidiane nel giorno di Natale del 1982.

Tuttavia nei messaggi che  ha dato a  Mirjana nelle apparizioni successive del  2 del  mese la “Gospa” fa  spesso riferimento a momenti particolari della sua vita.

Colpisce il segreto assoluto che ha chiesto a tutti riguardo al contenuto. Non ha neppure dato  a Ivanka il permesso di mostrare a Fra Janko, almeno da lontano, il quaderno con la scrittura cifrata che   la  Madonna stessa le aveva suggerito.

Di Vicka sappiamo che ha scritto ogni giorno, dopo l’apparizione, quello che la Madonna le ha raccontato, compilando tre quaderni, che renderà noti quando le verrà dato il permesso.

In diverse occasioni ho chiesto a Vicka  di farmeli vedere, almeno da lontano, ma lei mi ha sempre rimandato alla prossima volta.

Per quanto la Vergine abbia messo il sigillo della segretezza sulla sua vita, tuttavia qualcosa ha rivelato attraverso i messaggi. Si tratta di particolari tutt’altro che trascurabili.

Quello più rilevante riguarda la questione se la Madonna sia morta prima di essere stata assunta in cielo.

Al riguardo la “Gospa” è categorica. Proprio nel giorno dell’Assunta così risponde: “ Mi chiedete della mia assunzione. Sappiate che io sono salita al cielo prima della morte”( 15 – 08 – 1981).

 L’affermazione della Madonna si pone così nel solco della tradizione più antica che  parla della “Dormizione” della Beata Vergine Maria, intesa come momento di grazia nel quale la Madre di Dio “ è stata pienamente conformata al Figlio suo Risorto, il vincitore del peccato e della morte.

L’altro particolare che la Regina della pace ha rivelato, chiedendo il coinvolgimento dei fedeli, riguarda il giorno della sua natività, la cui festa liturgica è celebrata dalla Chiesa l’8 Settembre. La Madonna ha voluto dare molta enfasi a questa rivelazione con un messaggio commuovente:

“ Il 5 Agosto prossimo si celebri il secondo millennio della mia nascita. Per quel giorno Dio mi permette di donarvi grazie particolari e di dare al mondo una speciale benedizione. Vi chiedo di prepararvi intensamente con tre giorni da dedicare esclusivamente a me. In quei giorni non lavorate. Prendete la corona del rosario e pregate, digiunate a pane e acqua. Nel corso di tutti questi secoli mi sono dedicata completamente a voi: è troppo se adesso vi chiedo di dedicare tre giorni a me?” ( 01-08-1984).

La precisazione della Madonna può essere un prezioso punto di riferimento per gli storici e gli esegeti, sempre che la vogliano accogliere. L’intenzione della Madre di Dio è però un’altra.

 Vuole che i suoi figli si rendano conto del suo amore inesauribile e universale, che abbraccia l’intero cammino della Chiesa e di ogni persona in particolare. Anche quello che ci chiede per festeggiare il suo compleanno è a nostro esclusivo vantaggio.

Quel giorno i veggenti e i giovani del villaggio hanno preparato per l’incontro con la Madonna una torta enorme con gli auguri di rito. Non era però possibile sistemarvi sopra tutte le candeline necessarie.

Vostro Padre Livio

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

Perché Dio crea anche quelli che sa già che lo rifiuteranno? –  Risposta

Buongiorno Caro Padre Livio,

questa mattina, come sempre, ho ascoltato attentamente i suoi interventi e questa volta ho deciso di provare a rispondere al quesito posto da Claudio e Daniela:

“ Perché Dio crea anche le anime che sa già che lo rifiuteranno?”

Le risposte che si potrebbero dare sono davvero molte, potremmo parlarne ore ed ore, ma a mio modo di vedere sarebbero comunque “umane”, ovvero limitate.

E ‘ la nostra curiosità, il nostro desiderio di conoscere che ci porta a porre domande di questo genere. E’ vero sarebbe bello “sapere tutto” sul Mistero di Dio , a chi non piacerebbe!

Quante volte anche io mi soffermo a chiedermi: Ma come agisce Dio ?

E perché ?

Ebbene quello che io rispondo a questa domanda è questo: lasciamo fare a Dio il suo lavoro; fidiamoci di Lui ( non è questo che lei Padre Livio ha detto questa mattina? )

Noi umani abbiamo già il nostro lavoro di uomini e di figli di Dio da fare e mi sembra già tanta roba.

Mio figlio Leonardo, che ha 11 anni, si fida di noi due genitori, lui fa il bambino, al resto pensano mamma e papà.

Dio ha affidato ad ognuno di noi un “compito” e dobbiamo impegnarci con Fede e al meglio delle nostre possibilità per compierlo, come diligenti api operaie.

Al resto penserà Dio, non trova? Saprà Lui perché crea ognuno di noi…

Roberta

Cara Roberta,

mi sono arrivate diverse risposte a  questo interrogativo,  alcune anche acute,  ma  la sua mi convince  per  la sua semplicità.

In fondo è la Madonna stessa che  ci ha esorta a  non soffermarci su   domande  alle  quali non sapremmo rispondere  mentre,  quando saremo davanti al  Padre  celeste,  ci sarà  tutto chiaro.

Fidiamoci di Dio  che ci ha creato, che  ci ha redento, che sa  tutto di noi e che  ci ama.

Ave Maria

Padre Livio

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Morto Stanislav Petrov, l’eroe dimenticato che salvò il mondo dall’apocalisse nucleare

Aveva 78 anni. Durante la Guerra Fredda, il 26 settembre 1983, non si fidò del sistema di difesa sovietico per cui missili atomici lanciati dagli Usa erano in arrivo: «Ero un analista, ero certo che si trattasse di un errore». Non fu premiato ma richiamato

di Fabrizio Dragosei – Corriere  della  Sera-  16 Settembre 2017

L’uomo che ha salvato il mondo è morto come è vissuto: nell’anonimato, senza riconoscimenti o quasi, in un misero appartamento di una cittadina satellite di Mosca. Per mesi, anzi, nessuno ne ha saputo nulla e la notizia è trapelata solo ora perché qualcuno l’ha cercato nell’anniversario di quel 26 settembre 1983. Fu allora che il tenente colonnello Stanislav Petrov (morto a 78 anni) decise che i segnali che arrivavano dai radar intercettori erano sbagliati, nonostante i tecnici giurassero il contrario.

Non era vero che gli Stati Uniti avevano lanciato decine di missili termonucleari contro l’Unione Sovietica; lui non seguì la procedura, non avvertì il Cremlino che avrebbe avuto meno di quindici minuti per decidere di reagire, facendo partire bombe atomiche dirette verso l’America e l’Europa. In quei pochi minuti che seguirono l’allarme dato a mezzanotte e quindici minuti, Petrov salvò il pianeta dall’olocausto nucleare.

I suoi superiori, quando poi si chiarì che si era trattato di un errore del sistema, non lo premiarono. Il colonnello, anzi, ricevette un richiamo per non aver seguito la procedura standard e la sua storia è rimasta segreta fino al crollo dell’Unione Sovietica. Ma anche dopo, in Russia non si è quasi mai parlato di Petrov. Il colonnello ha ricevuto qualche riconoscimento all’estero, ma nulla in patria.

Un anno fa lo siamo andati a trovare a Fryasino, la cittadina dove viveva a una ventina di chilometri dalla capitale. L’articolo uscito sul Corriere suscitò parecchio interesse in Italia, tanto che un gruppo di volontari, l’R 14 di Milano, decise di assegnargli un premio e un contributo economico che gli è stato utile negli ultimi mesi di vita.

Petrov abitava in uno dei tipici palazzi di cemento armato costruito in epoca kruscioviana per dare una casa, anche se di scarsa qualità, a tutti i sovietici. Una persona schiva, modesta, un uomo minuto e già segnato dalla malattia. Di poche parole. Quando lo incontrammo, si schermì subito «Noo!, che ho fatto? Niente di speciale, solamente il mio lavoro». Per aggiungere subito dopo: «Ero l’uomo giusto al posto giusto al momento giusto».

In realtà è stata una fortuna per questo pianeta che Petrov non fosse un militare qualunque, uno dei tanti addetti alla sorveglianza a distanza dei silos americani nei quali sono custoditi i missili intercontinentali. Lui era un analista che quella notte si trovò quasi casualmente a fare un turno di guardia ai calcolatori, sostituendo uno dei militari professionisti. Un altro avrebbe semplicemente controllato i segnali in arrivo (cosa che lui fece) e si sarebbe limitato ad applicare il protocollo, informando i suoi superiori: «Missili americani in arrivo. Colpiranno il territorio dell’Unione Sovietica fra 25/30 minuti». L’analista reagì invece diversamente, con grande professionalità.

Petrov non credeva che gli Stati Uniti potessero veramente attaccare. «E se pure l’avessero fatto, non avrebbero lanciato solo un grappolo di missili», ci disse un anno fa. Si convinse che fosse «un’avaria del sistema». Così non disse ai superiori che era in corso un vero attacco. E salvò il pianeta. La notte in questione era quella del 26 settembre 1983 alle 00,15. Venticinque giorni prima, il 1° settembre, un caccia sovietico aveva abbattuto un jumbo jet coreano con 269 persone a bordo che era entrato nello spazio aereo dell’Urss.

Erano gli anni della gerontocrazia al comando, della paranoia e della profondissima crisi. Il gensek (segretario generale del partito) Jurij Andropov era permanentemente in ospedale. In quell’occasione, il 1° settembre, a controllare i radar non c’era un «Petrov», ma un militare disciplinato e ottuso che riferì ai suoi superiori: un apparecchio, probabilmente un aereo spia degli Stati Uniti, aveva violato il territorio della madrepatria. I generali e i politici applicarono le regole. In pochi minuti il maggiore Gennadij Osipovich che aveva affiancato il jet civile con il suo Sukhoi, ricevette l’ordine di abbattere l’intruso. «Non dissi alla base che era un Boeing, perché nessuno me lo aveva chiesto», si è giustificato in seguito.

Petrov no. Petrov non era ottuso. I tempi per rispondere ad un attacco nucleare sono strettissimi. I missili impiegano meno di mezz’ora per raggiungere la Russia dagli Usa. Alcuni minuti servono per controllare che tutti i parametri siano giusti. Poi la comunicazione telefonica a Mosca: l’informazione arriva ai vertici. Si sveglia il capo supremo (allora era il gensek, oggi sarebbe il presidente Putin) e a quel punto bisogna decidere subito. Militari, ex agenti del KGB (come Andropov, ma forse anche come Putin) non sono abituati a mettere in discussione le procedure.

In quelle settimane del 1983 la tensione era altissima, con Reagan che aveva bollato l’Urss come «Impero del male» appena sei mesi prima e Andropov che si diceva convinto della volontà di aggressione americana. A un attacco si sarebbe risposto quasi certamente con una massiccia rappresaglia: decine di missili sovietici lanciati verso gli Stati Uniti. E Washington avrebbe certamente replicato con il lancio (questa volta vero) delle sue testate nucleari. Per il globo sarebbe stata la fine. Ma Petrov non era ottuso. Al suo posto di controllo a Serpukhov-15, vicino Mosca, arrivò il segnale sempre atteso e tanto temuto: «Si accese una luce rossa, segno che un missile era partito. Tutti si girarono verso di me, aspettando un ordine. Io ero come paralizzato, dapprincipio. Ci mettemmo subito a controllare l’operatività del sistema, ventinove livelli in tutto», ci raccontò. Pochissimi minuti e si accese un’altra luce, poi un’altra. «Nessun dubbio, il sistema diceva che erano in corso lanci multipli dalla stessa base», racconta. «Una nostra comunicazione avrebbe dato ai vertici del paese al massimo 12 minuti. Poi sarebbe stato troppo tardi». Petrov era sicuro che la segnalazione fosse sbagliata, nonostante tutto. «Ero un analista, ero certo che si trattasse di un errore, me lo diceva la mia intuizione» Così comunicò che c’era stato un malfunzionamento del sistema. “I quindici minuti di attesa furono lunghissimi. E se eravamo noi a sbagliare? Ma nessun missile colpì l’Unione Sovietica».

In seguito si chiarì che il sistema era stato ingannato da riflessi di luce sulle nuvole. Non venne premiato: se lui aveva ragione, qualcun altro aveva sbagliato a progettare il sistema, magari qualche alto papavero. Così tutto venne insabbiato e finì tra le storie “soverscenno secretno”, top secret. “Alla fine, quando mi congedai, non mi concessero nemmeno la solita promozione a colonnello”, ha raccontato. A 76 anni, nel 2016, faceva la vita di sempre nel palazzo di Fryasino. Poi la salute è peggiorata. Il figlio Dmitrij lo ha ricoverato più volte in ospedale. Il 19 maggio di quest’anno è venuto a mancare. Ma anche noi lo abbiamo saputo solo adesso.

16 settembre 2017 (modifica il 16 settembre 2017 | 22:18)

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sull’affidamento personale

Cari amici,

il Cielo ci ama, ci guarda, entra nella nostra vita. Chi ha la fede vede e soprattutto sente la presenza del soprannaturale. Non c’è dubbio che è una verità di fede fondamentale è proprio quella del governo del mondo da parte di Dio.

Dio non solo è il Creatore di tutte le cose, ma provvede, ci assiste, segue la Storia umana. Non solo. Dio segue la vita di ciascuno di noi.

La Regina della pace ha detto:        

«Sappiate sempre che Dio sa tutto, Dio vede, Dio ama».
E ancora: «vi guarda e vi ascolta. Noi vi siamo sempre vicini.
Questo è un amore che chiama, unisce, converte, incoraggia e ricolma»

(messaggio del 2 gennaio 2017)

«Dio sa tutto» è un’espressione che ci rincuora. Dio sa, provvede e interviene sulle nostre vite e lo fa per tutti gli uomini, anche per chi non crede il Lui.

Dio provvede alla Storia del mondo, alla Storia dell’uomo. Se non ci fosse la divina Provvidenza, con tutti i pericoli che ci sono e le calamità naturali che incombono, anche la nostra stirpe umana sarebbe già estinta!

Dio ha provveduto sempre. Anche quando non credevamo in Lui. E lo fa anche oggi che lo combattiamo, che lo neghiamo.

Dio provvede sulla vita di ciascuno di noi. Dio conosce ogni persona e affida a ciascuno una missione. Dio provvede alla vita di ogni persona, anche se questa non crede.

Dio è il Padre buono che, se anche il figlio è andato via da casa, lo aspetta.

La Madonna, fin dai primi mesi a Medjugorje, ha insegnato l’affidamento totale di se stessi e della propria vita a Dio.

Questa nozione di affidamento, poi, è diventata sempre più ampia fino a diventare Consacrazione, che è un termine molto forte e totalizzante.

Stiamo vivendo momenti drammatici della Storia umana, satana è sciolto dalle catene e gioca tutte le carte per impadronirsi della Creazione e del genere umano.

La Madonna allora ha sollecitato l’affidamento, che è un passo in avanti rispetto alla fede nella Provvidenza.

Cosa succede nell’affidamento? Succede che noi, affidandoci a Dio, lo costringiamo a intervenire. L’affidamento è chiamare Dio a gran voce affinché intervenga, è supplicarlo.

«O Dio vieni a salvarmi», in queste poche parole è racchiusa la richiestadi intervenire nelle nostre vite

Abbiamo bisogno ogni giorno di ricostruire il nostro rapporto con Dio. Le vicende quotidiane creano affaticamenti spirituali, preoccupazioni soprattutto mentali, ansietà e paure di carattere psicologico. Nel corso della giornata non mancano momenti di scoraggiamento, angoscia. Abbiamo paura del futuro. Sperimentiamo la nostra debolezza esistenziale.

Per uscire fuori da questa situazione di angoscia esistenziale che molte volte caratterizza le nostre giornate – e che caratterizza soprattutto questo tempo (prima la pandemia, poi la guerra) – dobbiamo alzare lo sguardo al Cielo.

«Datemi tutti i vostri sentimenti e tutti i vostri problemi.
Io voglio consolarvi nelle vostre prove. Desidero colmarvi di pace, di gioia e di amore di Dio»

(messaggio del 20 giugno 1985)

Quanto sono materne e rassicuranti queste parole! Ci fanno sentire al sicuro, protetti!           
Mettiamo nelle mani della Madonna i nostri problemi quotidiani, Lei può tutto! Affidiamole con fede le nostre preoccupazioni fin dal mattino, momento in cui la mente viene assalita dai pensieri e dalle angosce, e vivremo gli affanni con meno angoscia e più serenità, nella certezza che veramente Dio vede e provvede.

Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia” 

LA SORTE DELLE ANIME NEI GIORNI DELLA GRANDE TRIBOLAZIONE – Puntata 20

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