Mese: Settembre 2023 Pagina 8 di 15
La “deriva orientale” russa nell’abbraccio mortale di Putin a Kim

di Stefano Caprio – Asia News – 17 Settembre 2023
Il leader del Cremlino ha accolto il dittatore di Pyongyang per trattare armi e tecnologia di basso livello. La distanza di Xi Jinping dai due “teppisti” e il gergo da “malavita” usato dal presidente russo nell’incontro. Il sostegno “materiale e spirituale” alla guerra santa del patriarca Kirill.
Il Forum economico orientale di Vladivostok voleva essere, nelle intenzioni di Vladimir Putin, l’esaltazione del nuovo ruolo geopolitico della Russia, la celebrazione della “svolta verso Oriente” per dichiarare vittoria nella guerra contro l’Occidente e la globalizzazione, vero obiettivo dietro il fragile paravento della povera Ucraina. L’evento si è però rivelato assai meno simbolico e apocalittico, evidenziando piuttosto una “deriva orientale” del mondo russo e del suo leader, sceso sotto il livello perfino del “paria mondiale” per eccellenza, il dittatore nord-coreano Kim Jong-un.
La narrazione dell’incontro tra Kim e Putin ha superato anche le leggende del viaggio del 1950 in Russia di Mao Zedong, quando il “quattro volte grande” Maestro, Capo, Comandante e Timoniere percorse quasi diecimila chilometri nel vagone blindato per incontrare Iosif Stalin, il Padre dei Popoli, in una fusione dei culti della personalità, a tre mesi dalla rivoluzione cinese e a cinque anni dalla vittoria dell’Unione Sovietica sul nazismo. Fu quello il solenne inizio della Guerra Fredda tra Oriente e Occidente, anche se Pechino e Mosca cominciarono presto a guardarsi in cagnesco tra di loro, evidenziando una competizione ben più globale di quella della Russia con la stessa Europa.
Il treno di Kim ha percorso meno di settecento chilometri a 60 all’ora per coprire la distanza tra Pyongyang e Vladivostok, mentre il vero padrone dell’Asia, Xi Jinping, si è ben guardato dal farsi vedere in mezzo ai due “teppisti”, che dovevano parlare di scambi di armi e tecnologie a basso livello. L’occasione in effetti ha tirato fuori tutto lo spirito del gopnik che è in Putin, il quale girava per le strade di Leningrado per affermarsi tra gli altri piccoli delinquenti, e oggi probabilmente voleva vantarsi con il “compagno Kim” di aver fatto fuori perfino “l’amico Ženja”, quell’Evgenij Prigožin che aveva cercato di fare lo sbruffone ancora più di lui.
Il capetto coreano ha cercato di elevarsi alla solennità della “guerra santa della Russia contro l’Occidente globalista”, ma le dichiarazioni di Putin lo hanno trascinato fino ai bassifondi del gergo da malavita, con cui il padrino del Cremlino si esprime quando si sente a suo agio. Sui capitali che fuggono dalla Russia, egli ha ammonito a “non pestare sempre i piedi sullo stesso rastrello”, un’espressione minacciosa nei confronti di coloro che “hanno fregato i soldi onestamente guadagnati” con varie sanzioni e macchinazioni, ma rassicurando che “sistemeremo tutto, so che mi capiscono quelli a cui mi rivolgo”.
Agli imprenditori Putin rivolge assicurazioni tipicamente “di famiglia”: “non ci sarà nessuna de-privatizzazione, la procura farà il suo lavoro con chi se lo merita, ma nessuno si deve spaventare, basta osservare le regole”. Infatti i passaggi di varie aziende e compagnie alla proprietà dello Stato sono soltanto “procedure previste dalla legge”. Anche le dichiarazioni contro la guerra, come quella del fondatore di Yandex Arkadij Volož, sono solo “tentativi di questi personaggi per salvare il proprio business, tanto più che hanno preso e se ne sono andati, decidendo di legare il proprio destino ad altri Paesi… che Dio conservi loro la salute e una buona vita in Israele!”. La “deriva putiniana” si rende particolarmente evidente nelle espressioni di sapore antisemita, che sono per lui l’esempio tipico di “tradimento della patria”.
Secondo il leader russo infatti “ogni uomo decide dentro di sé che cosa vuole essere, se ha qualche senso di autocoscienza nazionale, o se vuole soltanto imitare altri modelli, rinunciando ad essere un russo nato in Unione Sovietica, e cercando di diventare una maschera di altri”. E qui l’ira di Putin ha preso improvvisamente la direzione dei tempi in cui egli stesso è salito al potere, favorito da un nume tutelare che oggi diventa il “traditore per eccellenza”, il politico ed economista Anatolij Čubajs. Fuggito all’estero poco dopo l’invasione dell’Ucraina, sopravvissuto anche a un tentativo di avvelenamento, il grande tessitore del sistema eltsiniano ha pubblicato di recente un articolo scientifico in cui viene presentato come “osservatore indipendente di Glasgow”, mandando Putin su tutte le furie: “Non capisco perché Anatolij Borisovič cerchi di nascondersi, mi hanno fatto vedere delle sue foto in cui si presenta come un Moiša Izrailevič”, intendendo con questo “un ebreo in fuga”, e deridendolo per i suoi scarsi successi nel campo delle nano-tecnologie, settore che Čubajs ha curato negli ultimi anni della sua eclettica e trentennale partecipazione al potere.
La fuga di Čubajs ha ispirato il padrino a prendersela anche con gli “operatori della cultura”, quei “circa 160-170 che se ne sono andati all’estero” dimenticando qualche zero, naturalmente soltanto per “le cose materiali da comprare allo shopping, case e appartamenti nelle zone turistiche”. Putin assicura che “nessuno da noi disturba quelli che non sono d’accordo con le autorità russe, ma loro hanno preferito andare, Dio sia con loro”, tanto più che almeno eviteranno di “scavare nel cervello di milioni di nostri cittadini, proponendo qualche loro valore non tradizionale”. Anche la legge russa sugli “agenti stranieri” non è una minaccia per nessuno, “è un calco di quella in vigore negli Usa dal 1938, solo molto più liberale”, e se qualche dettaglio va sistemato “ascoltiamo i suggerimenti degli attivisti umanitari, e alla fine ci atteniamo alle sentenze dei tribunali”.
Infine, sulla guerra in Ucraina ribadisce che “non possiamo smettere di combattere quando il nemico scatena la controffensiva, noi non siamo dei trozkisti, che non hanno uno scopo finale”. In questo può contare sul sostegno morale e spirituale del patriarca Kirill, che negli stessi giorni ha presieduto le solenni celebrazioni in onore del santo principe Aleksandr Nevskij, vincitore sugli svedesi e teutonici e amico degli invasori mongoli. Le sue spoglie nella Lavra a lui dedicata, in fondo alla Prospettiva Nevskij che attraversa i palazzi scenografici di San Pietroburgo, sono state di nuovo collocate nel sarcofago d’argento restituito dal Museo dell’Ermitage, senza tante proteste dei colleghi della Galleria Tretjakov come era invece avvenuto per l’icona della Trinità di Rublev.
Ispirandosi al condottiero duecentesco, ha proclamato il patriarca, “i cittadini della Russia devono ergersi a difesa della Patria, affinché possa uscire vittoriosa dalla lotta iniziata dalle forze dal male”. Bisogna essere pronti “nell’ora decisiva”, ha ricordato Kirill durante il sacro corteo per le vie della “capitale del nord”, città natale del presidente e del patriarca stesso, che lui vorrebbe fosse proclamata anche “capitale della cultura” russa. Il capo della Chiesa ortodossa incita alla nuova mobilitazione generale, per risolvere definitivamente la guerra: “Si devono mobilitare i soldati e le forze politiche, e anche la Chiesa dev’essere mobilitata, anzitutto per offrire le preghiere a sostegno dei nostri capi, dell’esercito, e per essere in prima linea accanto a loro”, magari con nuovi cappellani militari, anche perché qualcuno di essi è già caduto eroicamente al fronte.
Il patriarca ricorda ai fedeli ortodossi che “bisogna difendere la patria non soltanto dai nemici esterni, ma anche da quelli interni… la fede è quella forza che può mobilitare tutte le altre energie della persona!”. Mentre l’inviato del papa, il cardinale Zuppi, cercava a Pechino qualche sostegno per le missioni umanitarie, la distribuzione mondiale del grano e in qualche modo fermare la guerra; dalla Russia – dove presto potrebbe tornare – giungono solo proclami roboanti di conflitto globale e “metafisico” su tutti i fronti, dall’Ucraina a Vladivostok, al posto dell’unione dei popoli “dall’oceano Atlantico all’oceano Pacifico”, come auspicavano in passato i papi e i politici più sognatori. La speranza è che non si possa andare più in basso di quanto abbiano mostrato i compagni Kim, Volodja e Kirill, e che da questo livello si cominci a risalire, un poco per volta.
DOMENICA 24.MA DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici di Radio Maria Buona Domenica!
La Domenica è nel medesimo tempo il primo e ultimo giorno
della settimana. E’ il primo perché Cristo risorto ha inaugurato i tempi nuovi
della Redenzione, ma è anche l’ultimo perché è il compimento
nell’eternità del nostro cammino nel tempo.
In questa luce soprannaturale apriamoci alla pace e alla gioia
di questo giorno benedetto, in modo particolare partecipando all’Eucaristia in unione con tutta la Chiesa.
Nel vangelo di oggi Gesù ci racconta una parabola che illustra
l’invocazione del Padre nostro: “Rimetti a noi i nostri debito,
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori.”
La parabola ha per protagonista un servo che ottiene dal suo
padrone la remissione di un debito di diecimila talenti. Subito dopo
però fa mettere in prigione un suo compagno che gli doveva 100
denari.
Saputo questo il padrone lo dà in mano agli aguzzini, finché non
abbia estinto il debito. La motivazione è improntata a una ferrea giustizia:
“Non dovevi tu aver pietà del tuo compagno, come io ho avuto
pietà di te”?
Cari amici, questa parabola ci richiamo ad una delle
componenti fondamentali della vita cristiana: la compassione e il
perdono, senza i quali la nostra fede sarebbe solo di facciata.
Non si tratta solo di un atteggiamento interiore di
bontà naturale, che potremmo trovare anche in chi non crede, ma
della presenza nei nostro cuore dell’amore misericordioso di Dio che perdona
a noi ciò che non siamo in grado di perdonare agli altri.
L’esortazione di Gesù è quella di conformare il nostro cuore
a quello del Padre celeste, facendo tutti gli sforzi necessario per
purificarci dall’egoismo, dalla volontà di sopraffare, dal gusto
amaro di farla pagare.
Non siamo cristiani se il cuore non è cristiano e perché diventi
cristiano è necessario sfrattare l’odio, la vendetta, la maldicenza, e
farvi entrare il perdono, la compassione e la bontà dei
sentimenti.
“Ricordati della tua fine e smetti di odiare” ci ricorda il Qoelet. E’
quanto il mondo d’oggi dovrebbe fare.
Vostro Padre Livio
Vangelo
Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 18,21-35
In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».
Parola del Signore.

Dio si manifesta come meno ce lo aspettiamo
Caro Padre Livio,
in risposta alla lettera di Serena, mi sento di dire che la sua posizione è simile a quella di tanti credenti che, una volta che si sono fatta un’idea di chi è Dio e di come dovrebbe essere la Chiesa, non accettano che Dio e la Chiesa possano essere anche altro rispetto al loro pensiero. E questo lo deduco dal Vangelo stesso nel passo di Luca 4,14-30 dove si narra che Gesù non venne accolto dai suoi compaesani come possibile messia perché figlio del falegname del posto che tutti conoscevano e quindi non poteva essere il messia potente che avrebbe liberato Israele dalla schiavitù dei Romani.
Io invece credo che Dio possa manifestarsi come vuole e, soprattutto, come meno ce lo aspettiamo perché la Sua Sapienza ci supera infinitamente. Pertanto ritengo che sia una grave presunzione ritenere che Medjugorje non sia parte del progetto divino di salvezza del mondo, dal momento che vede al centro di tutto Maria, Madre della Chiesa. Lei si pone in continuazione dell’opera di salvezza iniziata da Gesù con la sua incarnazione, vita terrena, morte corporale, resurrezione e salita al cielo.
Infatti il Cristo ha affidato proprio a Lei e agli Apostoli il compito di annunciare la sua presenza fino ai confini della Terra. Maria dunque svolge perfettamente il compito affidatole dal Figlio di condurre più anime possibili alla salvezza, sottraendole al Maligno.
Infine anche i sei veggenti, come tutti gli altri passati e presenti, collaborano, in modo speciale, a questa opera di salvezza per scelta e non fingendo in alcun modo, essendo stati ripetutamente osservati e analizzati scientificamente durante le apparizioni. Inoltre, fatto non secondario, la loro vita è totalmente dedita a Dio, attraverso Maria, in parole ed opere pur in una evidente normalità di sposi e genitori di numerosi figli. Cosa potremmo desiderare di avere come testimoni più di così?
Un caro e fraterno saluto
Massimo
Quali dubbi si possono avere su Medjugorje?
Caro Padre Livio , mi chiamo Beatrice e sono di Seregno.Volevo rispondere con due parole alla mail di Serena: “Serena ma scusa guarda cos’è Radio Maria e chi è il Suo Direttore. Quali dubbi puoi avere su Medjugorje? Dai loro frutti li riconoscerete ha detto Gesù Cristo Nostro Signore. Padre Livio tornato da Medjugorje ha dato inizio a Radio Maria che aiuta tanti cristiani a svegliarsi e a prendere coscienza di sé stessi e del senso della propria esistenza. La Messa domenicale e la relativa omelia non sono sufficienti, abbiamo bisogno di nutrimento quotidiano. E ce lo ha dato la Madonna con Radio Maria.
Non avrei dubbi al tuo posto. E poi una battuta: possibile che noi cristiani crediamo solo a ciò che non si vede? “
Un saluto e un abbraccio fraterno.
Beatrice
Le critiche alle apparizioni di Medjugorje da parte di alcuni cristiani
Carissimo P.Livio, fa specie sentire certe valutazioni critiche da parte di cristiani che hanno in sé così poco discernimento. La storia della Chiesa è assai ricca di manifestazioni riguardo alla profondità della Grazia, la storia dei santi è lì a portata di mani e occhi per darci prove inconfutabili della verità che si manifesta attraverso gli uomini e le donne che hanno risposto alla chiamata del cielo. La lettera di Serena mi ha molto meravigliato quando dice -“
“Recentemente ho voluto ascoltare il racconto di quando la Madonna avrebbe portato fisicamente Vicka e Jacov in paradiso, inferno e purgatorio.
Con il massimo rispetto per Lei e senza voler dare giudizio alcuno, voglio dirle che di fronte a queste “rappresentazioni” provo una grande tristezza e in esse vedo il male ed una grande lontananza dal nostro Signore che ci ha messo in guardia dai lupi rapaci. Mi dispiace solo che molti cristiani, soprattutto i più miti ed indifesi, si affidino ciecamente a quelle che sono, a mio modesto parere, espressioni lontane dalla fede e dalla Chiesa.”
Ora, non si capisce bene se Serena vive in questo tipo di mondo o se ne immagina un altro riguardo al “MALE” o “AI LUPI RAPACI” , poiché poi ambedue i concetti mi pare riguardino quest’epoca fuori dalla fede e fuori dalle cose di Dio, posso capire un atteggiamento critico, ci mancherebbe, ma la critica dev’essere sempre sostenuta dal buon senso della ragione, e qui non ne vedo. Non si capisce poi come si possa seguire Radio Maria che da sempre è, si può dire, una costola di Medjugorie, e quindi se se ne seguono programmi e le direzioni non si dovrebbe rimanerci male su questioni che riguardano messaggi, veggenti, e tutto quello che ne deriva, che a mio parere sono e restano il cuore della radio e la prima motivazione che ha reso lo stesso P.LIVIO l’ottimo conduttore che è . Insomma, questo tipo di spirito critico con l’essenza di radio Maria non combaciano, ma questa ultima osservazione che pongo, per fortuna ma più per Grazia , non è un mio problema. Non ho difficoltà a seguire la chiesa e Medjugorje in egual misura.
Sempre Ave Maria P.Livio.
Giuseppe.
Radio Maria e Medjugorje
Carissimo padre Livio.
Ho letto e ascoltato la lettera di Serena, rispettosamente ma decisamente critica dei racconti dei veggenti di Medjugorje e del risalto che ad essi dà Radio Maria.
Non cerco di confutare, anche se, come Serena laureato (in Filosofia) sposato e con figli (ho 60 anni appena compiuti) ne sarei tentato.
Io ringrazio Radio Maria per il risalto che dà alle testimonianze dei veggenti di Medjugorje.
Grazie a questa insistenza infatti, dopo 41 anni di totale mia indifferenza (I filosofi sono ancor peggio degli avvocati come Serena! Sorridiamoci sopra!), nel 2022 mi sono deciso ad “andare a vedere” e sono andato in pellegrinaggio organizzato (la prima volta sconsiglio il “fai da te”) a Medjugorje, incontrando personalmente la veggente Ivanka.
Il mio giudizio è stato di totale credibilità della testimonianza della veggente: ci ha raccontato delle apparizioni con una normalità e semplicità assolute, in modo del tutto simile a come i Santi Vangeli ci raccontano di Gesù, dei suoi 3 anni di vita pubblica pieni di miracoli, della Sua Resurrezione, delle Sue apparizioni agli Apostoli, cosí resistenti a riconoscerLo da Risorto.
Dopo questo pellegrinaggio ho letteralmente “divorato” alcuni libri sui e dei veggenti: il mio giudizio si è rinforzato.
Probabilmente Serena, fosse vissuta al tempo delle apparizioni a Fatima, avrebbe scritto le stesse cose che ha scritto oggi su Medjugorje: giustamente Santa Madre Chiesa è molto prudente nel giudicare ma…qualcuno che all’inizio ci creda senza che ci sia ancora approvazione ufficiale è pur necessario!
Io ringrazio Radio Maria per il coraggio che ha avuto e che ha nel farsi altoparlante di apparizioni ancora in corso e con affetto invito anche Serena ad “andare a vedere”, senza farsi fuorviare dalle più che normali attività economiche che anche a Medjugorje sono potute nascere grazie alle apparizioni. A Medjugorje, come a Fatima e a Lourdes, non ci sono certo solo quelle… Guido (Torino)
Finché il Signore vorrà sosterrà Radio Maria
Buongiorno carissimo padre Livio. Non le ho mai scritto, ( ma questa volta ho sentito che era il momento di farlo) anche se ascolto e sostengo radio Maria da quando è iniziata. L’apprezzo moltissimo e devo a lei, caro padre, e alle tante catechesi, anche di altri conduttori, che negli anni ho ascoltato, il mio cammino di fede, l’amore per la Madonna e per la santa Chiesa cattolica. Tutto questo ha cambiato radicalmente la mia vita,e quella della mia famiglia. Ho sentito la chiamata a credere alle apparizioni di Medjugorje nel 1984.
Vorrei rispondere a Serena con molta semplicità.
Serena dice di vedere nel racconto del paradiso, inferno e purgatorio di Viska e Jacov, il male, e che è lontano da ciò che ci dice Gesù, che ci mette in guardia dai lupi rapaci. A parte il fatto che le parole di Gesù sull’inferno sono durissime…..”pianto e stridore di denti” eccetera…. personalmente, vedo nelle parole dei due veggenti di Medjugorje, le stesse cose dette dalla Madonna a Fatima (apparizione approvata dalla Chiesa), da santi e mistici della Chiesa cattolica, quali padre Pio, Santa Caterina da Genova, santa Faustina Kovalska, e tanti altri. Come si possono definire esperienze lontane dalla fede e dalla Chiesa, se ricalcano ciò che la Chiesa insegna da sempre?
Poi Serena dice che vorrebbe che Radio Maria avesse preghiere, pensieri e catechesi, più vicine alle parole di Papa Francesco e della Chiesa. Io, in quasi 40 anni di ascolto, non ho mai sentito a Radio Maria una preghiera, o un pensiero, o una catechesi, diverse dalle parole del Catechismo della Chiesa cattolica, o dal magistero dei Papi che negli anni si sono susseguiti.
Spero che Serena continui ad ascoltare questo prezioso strumento, dono di Maria ai suoi figli. E che continui il suo cammino di fede.
A lei, caro padre, posso solo dire un grazie immenso. Per la sua fede, il suo coraggio, la sua perseveranza. Certamente tutti doni di Dio, donati a lei attraverso il Cuore Immacolato di Maria.
Finché il Signore vorrà, sosterrò Radio Maria, e pregherò per lei, carissimo padre.
Dio la benedica
Teresa
Alcune brevi considerazioni a seguito della lettera di Serena.
1 – Sappiamo tutti, grazie anche a Lei, che la lotta in corso tra Bene e male non è solo a livello umano, ne para la Bibbia e ne
vediamo ogni giorno le molteplici ed efferate manifestazioni.
Maria ci indica la Preghiera quale unico strumento per conservare la Fede e combattere il male.
2 – Anche la risurrezione di Lazzaro ,operata da Gesù, ha prodotto reazioni opposte tra le persone, vedi Gv 12,10-11 :
” I sommi sacerdoti allora deliberarono di uccidere Lazzaro, poiché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù”. Occorre veramente un ulteriore Dono di Grazia per saper accogliere i Doni che Dio ci offre per fortificarsi nella Fede .
Lui comunque è rispettoso sempre della Liberta’ che ci ha donato .
3 – Sono stati effettuati test scientifici con gli strumenti modernissimi di investigazione che dimostrano assenza di malattia, allucinazioni o altro nei veggenti, risultati così integri mentalmente. La Vera Scienza è sempre al servizio di Dio.
4 – La Chiesa non può esprimere il suo parere definitivo sino al termine delle apparizioni, ma può intervenire se nota contraddizioni col Vangelo. Sino ad ora c’è stata una presa in carico da parte della Chiesa, in funzione di una tutela delle
Apparizioni di Medjugorje e recentemente, anche tramite il giudizio di osservatori ecclesiastici inviati dal Papa, c’è stata addirittura una legittimazione del pellegrinaggi.
5 – Come lei ben ricorda personaggi autorevoli quali Papa S. Giovanni Paolo II, Padre Amorth ecc….hanno creduto alle apparizioni di Medjugorje.
Preghiamo tutti perché questo grande Dono di Dio venga accolto nei cuori.
Grazie ancora Padre Livio
Licia
Non stacchiamoci mai dall’orazione
Caro Padre Livio,
Ho ascoltato e letto la lettera di Barbara da Bergamo e la sua risposta.
Credo che la Madonna intenda proprio questo con l’ espressione “in questo tempo di grazia” che sta ripetendo negli ultimi messaggi.
Infatti anch’io mi sono accorta che è adesso il momento della Grazia, dell’aggrapparsi a Lei, Nostra Madre con costanza nella preghiera!
E io che ero lontana dai Sacramenti e dalla Messa posso testimoniare che, grazie alla decisione di prendere il Rosario e pregare tutti giorni, grazie su grazie sono arrivate su me, la mia famiglia e persone intorno a me. Parlo di Grazie di conversione, di fede, di carità, ecco che Maria è già al nostro fianco nella battaglia quotidiana!
Come insegna Santa Teresa d’Avila, qualsiasi cosa succeda, non stacchiamoci mai dall’orazione.
Chiedo ogni giorno la grazia di non lasciare mai la preghiera.
Grazie Padre Livio, perché è merito anche di Radio Maria e del suo instancabile apostolato che è avvenuta in me la conversione.
Un augurio di coraggio e perseveranza a tutti noi.
Ave Maria
Barbara da Siena
La Regina della pace è in sintonia con la Chiesa

Uno dei motivi più importanti delle credibilità di Medjugorje è la stretta connessione che vi è fra la Madonna e la Chiesa. Va innanzi tutto messo in risalto che la Chiesa si è sempre occupata dell’evento fin dai primi giorni, sia a livello parrocchiale che diocesano, per poi interessare la Conferenza episcopale della ex Jugoslavia e infine la stessa Santa Sede. Nessun’altra apparizione mariana ha avuto un’attenzione così particolare da parte dell’Autorità ecclesiastica.
Attualmente, nonostante il proliferare di presunte apparizioni e di messaggi da ogni parte del mondo, solo Medjugorje tiene impegnata la Chiesa in un opera assidua di discernimento e di accompagnamento pastorale. L’occhio vigile della Chiesa è una garanzia per i fedeli che accorrono da ogni parte del mondo e che nutrono la loro vita spirituale con i messaggi della Regina della pace.
La dimensione ecclesiale dell’evento è resa più evidente da una presenza straordinaria di sacerdoti e persino di Vescovi che accompagnano i pellegrini, guidandoli sulla retta via delle devozione mariana e nell’accostamento ai sacramenti della penitenza e dell’eucaristia. Le moltitudini che arrivano a Medjugorje si trovano a loro agio, perché tutte le iniziative spirituali sono centrate sulla Chiesa parrocchiale guidata dai frati francescani.
Il contesto è quello consueto di ogni parrocchia cattolica, dove però la dimensione internazionale e il fervore della preghiera danno un grande aiuto per il risveglio spirituale. Ovviamente ciò che fa di Medjugorje una parrocchia speciale è la presenza della Madonna, che i pellegrini avvertono come un dono interiore di grazia, anche quando i veggenti non sono presenti e in quel particolare momento non ci sono apparizioni sul luogo. La dimensione parrocchiale fa di Medjugorje un santuario diverso da altri, come ad esempio La Salette, Lourdes e Fatima, dove il luogo dell’apparizioni ha soppiantato la parrocchia. La Madonna ha voluto fare di una parrocchia lo strumento per il rinnovamento dell’intera Chiesa.
Poco sottolineano il fatto che la Gospa, circa tre anni dopo aver scelto i sei veggenti, ha rivolto una chiamata particolare alla parrocchia, impegnandosi a guidarla personalmente con i messaggi dati alla veggente Marija e coinvolgendo tutti i parrocchiani in un cammino di conversione. L’importanza che la Madonna dà a questa elezione lo dimostra il fatto che i primi due segreti, secondo quanto afferma Mirjana, sarebbero un ammonimento rivolto alla parrocchia stessa.
La Madonna in tutti questi anni è intervenuta più volte direttamente nella vita parrocchiale, esortando, ammonendo e correggendo, come farebbe ogni buon parroco. Anche quando quelli che hanno risposto alla chiamata sono diventati una moltitudine mondiale, la Madonna ha tenuto sempre il suo occhio materno sul piccolo gregge di Medjugorje, al quale riserva un’attenzione e una cura particolari.
Solo qualche settimana dopo le apparizioni sul Podbrdo, la Gospa ha provveduto a spostare il baricentro spirituale dalla collina alla Chiesa dei due campanili. La Madre della Chiesa, pur rivolgendosi al mondo intero fin dall’inizio, ha scelto come pulpito quello di un villaggio sconosciuto dove la Chiesa è come una chioccia che tiene sotto le sue ali i pulcini. Da quel luogo apparentemente insignificante la Gospa si è fatta sentire sempre più lontano, raggiugendo l’intera Chiesa e andando oltre i suoi confini.
Pur essendo un evento di portata mondiale, Mediugorje è rimasta la parrocchia di Maria, dalla quale continua a chiamare, per poi inviare ovunque nel mondo quelli che rispondono. Plasmando la parrocchia secondo i desideri del suo cuore, la Gospa ha iniziato un rinnovamento spirituale dell’intera Chiesa. La preghiera, il vangelo, i sacramenti e il digiuno sono gli strumenti con i quali la Madonna ha risvegliato la fede e ha iniziato un cammino di conversione che migliaia di sacerdoti in tutto il mondo hanno riportato nelle loro parrocchie.
La profonda sintonia con la Chiesa si evidenza in tutto ciò che la Madonna insegna e nello stesso piano che realizza. Le parole della Regina della pace sono speciali, per la sapienza e per l’amore materno che LE contraddistinguono. I messaggi che ci dona sono senza dubbio la forma di evangelizzazione più seguita, anche da quelli che non frequentano mai. Nessuno conosce Gesù e la sua Parola come la Madre che lo ha generato e si è fatta sua discepola. La gente che ascolta avverte che tutto ciò che la Madonna dice è esattamente ciò che la Chiesa insegna.
Chi ascolta la Gospa cresce nella fede e ama la Chiesa. La Madre è attenta a tutto ciò che avviene nella Chiesa e fa camminare i suoi figli in sintonia con essa. I tempi dell’anno liturgico e le solennità religiose sono un’occasione che la Madonna non perde mai per esortare i parrocchiani a viverli con la Chiesa intera. L’effetto delle apparizioni di Medjugorje sull’intera Chiesa lo conosce soltanto il Cielo, ma anche qui sulla terra un occhio limpido si rende conto che la presenza di Maria in questi decenni è stata decisiva per il risveglio della fede e la pace nel mondo.
La Madre ha accompagno il cammino degli ultimi tre Papi, S. Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco, sostenendo l’intera Chiesa sotto attacco ovunque nel mondo. Chi segue la Gospa non critica la Chiesa, non si mette di traverso, non si vergona di essere cristiano, preferisce morire invece di tradire. Chi segue la Gospa frequenta la Chiesa, pratica i sacramenti, aiuta i sacerdoti e prega per loro invece di criticarli. Che segue la Gospa non si ferma agli aspetti umani, per loro natura transeunti, ma scopre il mistero della Chiesa, la sposa di Dio qui sulla terra, “colonna e sostegno della verità” (1 Tim 3,15) e fonte inesauribile di santità.
Nessuno più della Vergine potente contro il male, che è scesa in campo incoronata di stelle nella battaglia decisiva contro satana, conosce l’importanza della posta in palio. L’impero delle tenebre infatti ha scatenato un’offensiva mai vista per distruggere la Chiesa e impadronirsi dell’umanità. Nel terzo segreto di Fatima la Madonna ha mostrato ciò che la Chiesa ha vissuto nel secolo scorso e ciò a cui sta andando incontro. Lei, che ha accompagno Gesù fin sulla cima del Calvario, come poteva abbandonare la Chiesa nell’ora della sua Passione?
Non vi è dubbio che l’obbiettivo primario del demonio è la distruzione della Chiesa. Solo in questo modo potrà estendere il suo dominio su tutta la terra, mettendo se stesso al posto di Dio. Per contrastare il suo piano la Madre ha posto mano a un rinnovamento della Chiesa come mai era accaduto, operando all’intero della Chiesa stessa e mettendosi al fianco dei suoi Pastori, come nei giorni della Passione quando, col coraggio e la forza della sua fede, rincuorò gli apostoli sotto attacco del principe delle tenebre.
La Madre della Chiesa vede quello che satana sta preparando con l’attacco alla Chiesa dall’esterno e con la disgregazione della fede e della disciplina dall’interno. La sua principale preoccupazione è quella di far rifiorire la Chiesa nei cuori, mediante la preghiera e il cammino di conversione. E’ instancabile nel guidarci verso suo Figlio, perché “La sua Chiesa nasce in ogni cuore che lo conosce” (02- 02- 2016).
D’altra parte la Chiesa si è resa conto di quale immensa grazia sia Medjugorje in questo tempo di ostilità, di sbandamenti e di tradimenti. Le persone umili e pie sono quelle che con più generosità aiutano la Madre nella sua opera di rinnovamento e di incoraggiamento. I superbi, che si stizziscono al suo nominare la Madonna, saranno i primi a tradire nel tentativo di salvare la pelle. Ma sarà l’ennesima illusione.

Pensiero Spirituale sui dolori di Maria
Cari amici, la Vergine Maria ha avuto come due annunciazioni. Quella dell’Arcangelo Gabriele, è stata la prima ed è stata un’annunciazione della gioia cui è seguito l’annuncio gioioso alla cugina Elisabetta nel bellissimo episodio del Vangelo che conosciamo; la seconda è avvenuta in occasione della Presentazione di Gesù al Tempio, quando l’anziano Simeone ha profetizzato alla Madonna il futuro di quel Bambino che sarebbe stato una pietra d’inciampo per molti perché non avrebbero creduto che sarebbe stato il Figlio di Dio e che una spada avrebbe trafitto l’anima di Maria.
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione
– e anche a te una spada trafiggerà l’anima – affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». (Lc 2, 33)
La Madonna in quel momento ha avuto una profezia autorevole da parte di Dio: lo Spirito Santo che parlava attraverso Simeone ha fatto capire a Maria che il fatto di essere la Madre del Verbo Incarnato avrebbe comportato per Lei il seguirlo sulla via della Croce. Le parole di Simeone hanno tracciato la strada della Madonna attraverso il percorso della vita terrena proprio come un cammino di preparazione alla Croce del Figlio. Maria ha percorso questa strada ben conoscendola fin dall’inizio, ha accompagnato Gesù nei tre anni di vita pubblica e in modo particolare è stata presente accanto a Suo Figlio nei giorni della Passione e a Gerusalemme.
Si parla dei sette dolori delle Beata Vergine Maria, ma ce n’è uno che genera tutti gli altri: “Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto” (Gv 1, 11). L’atto d’amore col quale il Padre ha inviato il Figlio sulla Terra per redimere l’umanità assumendo la natura umana (eccetto il peccato) ed espiando i peccati del mondo al nostro posto e per nostro amore, è la salvezza cristiana che il mondo ha rifiutato. Non tutti hanno rifiutato la salvezza, ma tanti lo rifiutano.
La Chiesa, nel corso della sua Storia, deve testimoniare la salvezza che è Cristo Crocifisso e Risorto, la grazia della Redenzione che è l’amore di Dio rifuso nei nostri cuori. Lungo il cammino, però, la Storia vivrà le stesse cose che ha vissuto Gesù, troverà chi crede e chi no, chi la accoglie e chi la rifiuta, chi la sostiene e chi la tradisce.
La spada di Maria trafigge il Suo Cuore fin da quando ha corrisposto alla grazia immensa dell’Incarnazione. Anche oggi quella stessa spada trafigge il Cuore di Maria. Certamente quella spada ha trafitto la sua anima in modo particolare nel corso della vita di Gesù e soprattutto ai piedi della Croce per cui, giustamente, noi diciamo che la Madonna è la grande cooperatrice dell’opera della Redenzione. Ci sono mistici e teologi che parlano della “Passione di Maria” da affiancare alla Passione di Cristo. Gesù ha vissuto un’espiazione tremenda per amore, per compensare il disamore, la cattiveria, l’odio, il disprezzo di Dio che c’è nei peccati degli uomini di tutto il mondo; con il suo amore Cristo ha bruciato tutto il male del mondo e grazie a questo sacrificio con il Battesimo siamo liberati dal peccato originale e con la Confessione ci vengono perdonati i peccati. Questa è la salvezza cristiana che il Signore ha donato a tutti gli uomini e che molti uomini hanno rifiutato perché cercano una propria salvezza.
La Madonna ha partecipato spiritualmente e profondamente alla Passione di Suo Figlio. Solamente una madre può capire il dolore di Maria quando ai piedi della Croce Lei stessa ha offerto al Padre il Figlio in sacrificio. La Madonna ha accettato la volontà di Dio, non si è ribellata e ha detto sì alla Croce del Figlio.
La Madonna ha aderito totalmente e meravigliosamente all’opera della Redenzione.
Pascal diceva che Cristo è in agonia fino alla fine del mondo; allo stesso modo la Madonna stessa è in agonia fino alla fine del mondo perché lungo il corso della Storia la salvezza di Cristo viene da alcuni accolta e da altri rifiutata.
La Regina della pace ha detto: «Vi prego, non permettete che il mio Cuore pianga lacrime di sangue per le anime che si perdono nel peccato» (messaggio del 24 maggio 1984). La Madonna versa lacrime di sangue per lo strazio nel vedere i suoi figli finire nella bocca del drago che li distrugge e che li vuole portare nella perdizione eterna.
La Madonna soffre ancora. La Passione di Cristo e la Passione di Maria perpetuano nei secoli perché gli uomini non hanno mai smesso di indurirsi nel male, continuano a rifiutare la Redenzione e a cercarla altrove, non smettono di disprezzare l’amore di Dio e si lasciano catturare dalle false luci, dalle false salvezze, dalle cose effimere.
La Madonna soffre nel vedere i suoi figli cadere nella trappola del tentatore.
La Madonna versa lacrime di sangue per ogni anima che si perde.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”
Il mio pensiero (critico) su Radio Maria e Medjugorje

Caro Padre Livio,
mi chiamo Serena, ho 47 anni, un marito e tre figli. Sono cristiana. Svolgo la professione di avvocato.
Cerco di coltivare ogni giorno la mia fede e praticarla in famiglia, in parrocchia e nel lavoro.
Ascolto, sostengo e prego con Radio Maria, da circa due anni. Vi ringrazio per questa costante e importante presenza, per me e per tutte le persone che, come me, ne traggono grande forza nello spirito.
Ho sin da subito compreso l’impostazione di grande devozione di Radio Maria per Medjugorje, le apparizioni ed i suoi veggenti e, sin da subito, non ho compreso -ed ancora oggi non comprendo – questa grande attenzione per le apparizioni (soprattutto attuali), sulle quali la Nostra Chiesa ha ancora forti dubbi; ciò anche a seguito di approfondimenti e indagini (mi riferisco ad esempio alla commissione presieduta dal Cardinal Ruini) che, con serietà, hanno cercato di verificare la genuinità delle apparizioni.
Con tutta franchezza mi stupisco e provo anche una certa amarezza ogni volta che viene dato tanto spazio in radio ai racconti dei veggenti. Ed infatti, spesso, purtroppo, in questi occasioni, mi trovo a spegnare la radio.
(…………………………………….)
Recentemente ho voluto ascoltare il racconto di quando la Madonna avrebbe portato fisicamente Vicka e Jacov in paradiso, inferno e purgatorio.
Con il massimo rispetto per Lei e senza voler dare giudizio alcuno, voglio dirle che di fronte a queste “rappresentazioni” provo una grande tristezza e in esse vedo il male ed una grande lontananza dal nostro Signore che ci ha messo in guardia dai lupi rapaci. Mi dispiace solo che molti cristiani, soprattutto i più miti ed indifesi, si affidino ciecamente a quelle che sono, a mio modesto parere, espressioni lontane dalla fede e dalla Chiesa.
Questo il mio pensiero e credo che sia anche quello di molti altri cristiani che vorrebbero ascoltare attraverso Radio Maria pensieri, preghiere, catechesi più vicini al pensiero del nostro Papa e della nostra Chiesa.
La ringrazio molto per aver letto il mio pensiero e spero che Lei ne abbia uno per me.
Serena
Cara Serena,
la ringrazio per la franchezza della sua esposizione, che non ho nessuna intenzione di confutare. Le posso solo dire che, secondo la mia esperienza, per credere alle apparizioni di Medjugorje è necessaria una chiamata dall’alto a cui rispondere.
Mi permetto di segnalarle che, fra quelli che credono alle apparizioni, ci sono numerosi rappresentanti qualificati della Chiesa, fra i quali S. Giovanni Paolo II.
La Madonna comunque offrirà ai più dubbiosi un momento di verità e cioè l’annuncio tre giorni prima degli eventi dei segreti.
In particolare a loro è riservato il terzo segreto, il segno sulla montagna, che viene dal Signore, cioè inspiegabile, bellissimo, indistruttibile e durevole.
Però la Madonna ha detto che molti verranno a vederlo, si inginocchieranno ma non crederanno.
Mi impegno a pregare per lei perché non sia fra questi.
Ave Maria
Padre Livio
LA MIA VITA PER LA GOSPA
Cari amici, a intervalli regolari, vi racconto sul Blog la storia delle apparizioni della Madonna a Medjugorje, così come io l’ho vissuta dai primissimi anni fino ad oggi.

28. Il gruppo di preghiera della Gospa
“E’ necessario formare dei gruppi di preghiera e non solo in questa parrocchia. I gruppi di preghiera sono necessari in tutte le parrocchie” ( 11-04-1982). La “Gospa” fin dall’inizio delle apparizioni esorta alla preghiera e scende dal Cielo sulla terra per pregare con noi. Ha disposto le cose in modo tale che la Chiesa parrocchiale divenisse il cuore pulsante della sua azione di rinnovamento spirituale.
Tutta la grande piana di Medjugorje, circondata dal Monte delle prime apparizioni e dal monte della Croce è un tempio all’aperto, dove la preghiera sale incessante dal cuore dei pellegrini. Questo però non le è bastato. Ha voluto che le famiglie divenissero dei cenacoli di preghiera e ha affiancato alla parrocchia un gruppo di preghiera che Lei stessa ha formato e guidato in tutto questo lungo tempo, perché fosse di modello e di stimolo per tutte le parrocchie del mondo.
Una delle cose che più mi hanno impressionato la prima volta che sono andato a Medjugorje in quei primi anni di grande fervore, è stata la partecipazione dei giovani ai due gruppi di preghiera che si erano formati: quello della Madonna, guidata dal veggente Ivan, e quello della parrocchia guidato allora di Padre Slavko.
Alcuni ragazzi, fra i quali la veggente Marija, partecipavano ad ambedue i gruppi, dedicando così alla preghiera tutte le serate, dopo i tre rosari e la S. Messa serale. Terminata la cena, fino a notte inoltrata, i giovani si dedicavano alla preghiera con straordinario fervore.
Ora le cose sono un po’ cambiate, ma questo torrente impetuoso di acqua fresca continua a scorrere grazie anche ai numerosi gruppi di pellegrini, sensibili al triplice “Pregate, pregate, pregate”, che la Gospa non si stanca di rinnovare.
Da Medjugorje i gruppi di preghiera della Regina della pace si sono diffusi capillarmente in tutto il mondo, divenendo uno strumento di straordinaria efficacia nella mani della Madonna, per far crescere le persone nella fede e per associarle alla sua incessante intercessione.
La “Gospa” ha dato inizio al gruppo di preghiera da Lei guidato il 4 Luglio del 1982. Nedjo, il chitarrista del gruppo, racconta che in occasione di una apparizione straordinaria sul Podbrdo ( allora sorvegliato dalla polizia), presente il veggente Ivan e un gruppetto di giovani, la Madonna li invitava ad andare sulla montagna due volte alla settimana, nei giorni da loro scelti, esortandoli a non temere nulla, perché Lei li avrebbe protetti.
I ragazzi si accordarono sul martedì e sul venerdì. Ai primi nove giovani la seconda volta se ne aggiunsero altri. Col passare del tempo si sono uniti nuovi membri, mentre qualcuno si è ritirato da solo. Oggi i ragazzi di allora sono uomini adulti e partecipano al gruppo con i loro figli. Il gruppo è sempre stato guidato dal veggente Ivan e ad esso hanno partecipato anche Vicka e Marija.
Quando Ivan ha fatto il servizio militare, la Madonna ha incaricato Marija, esortandola a prendere l’impegno seriamente. Ciò sta a indicare come la Madonna ci tiene al suo gruppo e ne ha una grande cura. Non per nulla la preghiera si conclude ordinariamente con l’apparizione della Madonna, che prega, istruisce, esorta e a volte ammonisce.
Attualmente il gruppo di Ivan anima la preghiera in occasione delle apparizioni straordinarie serali sul Podbrdo o alla Croce blu, alle quali partecipano anche i pellegrini. Tuttavia continuano anche gli incontri di preghiera riservati al gruppo.
Durante i miei primi viaggi a Medjugorje ho partecipato alcune volte agli incontri riservati al gruppo, grazie ai buoni uffici della veggente Marija, e ho potuto rendermi conto della serietà, del fervore e della semplicità che lo caratterizzavano.
Ovviamente l’apparizione è una grazia che gli altri gruppi non possono avere. La presenza di Maria, come Madre e Maestra, è un dono speciale per quel gruppo. Tutti i gruppi però possono godere della presenza spirituale della Madonna, quando recitano il Rosario e meditano i suoi messaggi. Ero molto interessato a vedere come la Gospa guida un gruppo e ho concluso che non potrebbe esservi un modo più semplice e più formativo.
Il tratto più evidente è il clima di silenzio e di raccoglimento. La Gospa lo raccomanda spesso nei suoi messaggi. Prima di incominciare la preghiera bisogna liberare al mente dai pensieri, dalle preoccupazioni e dalle distrazioni mondane e mettersi alla presenza di Dio. La preghiera nasce da un clima spirituale che la favorisce. E’ un fiore che sboccia su un terreno adeguatamente preparato. La Madre ha tracciato un cammino di preghiera molto semplice.
Prima con i sette Pater, Ave e Gloria, poi con una parte del Rosario, quindi le tre parti intere e infine la meditazione e l’adorazione davanti al Santissimo e alla Croce. La Madonna ha voluto che il gruppo fosse molto attivo nella preghiera e nel digiuno, ma in un modo ordinato e senza esagerazioni. Il gruppo è alieno da fenomeni carismatici e si caratterizza per la sua”normalità”.
Tuttavia la Gospa ha chiesto al gruppo sacrifici di non poco conto. Nedjo, che ha tenuto il diario degli incontri, racconta alcuni episodi che testimoniano come la Madre sappia alternare sapientemente dolcezza e fermezza:
“Ci ha fissato incontri a notte tarda, a volte anche dopo mezzanotte, una volta persino alle tre di mattina. Né la bora, né la neve, né la pioggia né il maltempo le hanno impedito di chiamarci e noi siamo andati nonostante tutto…Però nessuno si è mai ammalato a causa del freddo e della pioggia, anche se a volte siamo tornati a casa completamente bagnati. Spesso sul monte della Croce per la potenza della bora non potevamo restare diritti, allora ci sedevamo dietro la Croce a pregare e a cantare in attesa dell’apparizione….
Una volta la Madonna ci aveva chiamati sul monte della Croce. Faceva veramente freddo, in modo tale che, nonostante ci fossimo coperti molto bene, con sciarpe e berretti, sentivamo che il gelo penetrava nelle ossa. Tremavamo tutti come foglie. Al termine dell’apparizione la Madonna ci aveva invitato a pregare ancora tre parti del rosario: i misteri gaudiosi, dolorosi, gloriosi.
Ci siamo rannicchiati dietro la Croce per evitare che la bora ci investisse direttamente. e abbiamo cominciato a pregare. Con fatica abbiamo resistito fino al termine del primo rosario, mentre durante il secondo quasi dormivamo e i nostri pensieri andavano al caldo della casa e dietro altre cose. Ad un tratto, nel mezzo del secondo rosario, viene la Madonna, ci ringrazia e ci dice che non ha senso continuare a pregare cosi, che i nostri pensieri sono lontani e che dovevamo tornare a casa e terminare là i rosari.
Scendendo dal monte, camminavamo abbattuti e tristi. Non potevamo sopportare la sconfitta che avevamo subito. Tuttavia, mentre stavamo scendendo Ivan ci ha detto che la Madonna era apparsa di nuovo, ma sorridente, dicendo che ci eravamo corretti, dopo il suo rimprovero” (Nedjo).
La Madonna ha plasmato il gruppo secondo criteri che dovrebbero essere di esempio per tutti: preghiera, umiltà, sacrificio e testimonianza, soprattutto con l’esempio della vita.
“Per grazia penso che la Madonna abbia voluto lasciarci nell’anima la conoscenza della nostra indegnità per questo dono straordinario. Spesso, guardando alla nostra imperfezione, mi sono chiesto che cosa abbia trovato in noi, specialmente quando vedo intorno a me quanti pregano e sono migliori di me” (Nedjo).
Il gruppo è anche stato provato in un modo che fa meditare. Proprio Nedjo, che componeva e accompagnava con la chitarra i canti durante gli incontri con la Madonna, è stato improvvisamente chiamato alla casa del Padre, lasciando la giovane moglie Mirjana, sorella di Vicka, anche lei membro del gruppo, e quattro bambini.
Ivan riferisce che durante l’apparizione, a cui il gruppo era presente, la Gospa aveva pregato a lungo su Nedjo. Al termine Ivan lo comunica all’interessato, dicendo che non sapeva il motivo di questa speciale preghiera. Nedjo, sale in macchina, la avvia e si accascia improvvisamente. Nessuno è dispensato dalle prove più dolorose.
Quanto alle intenzioni di preghiera, la Madonna, come ha più volte espresso nei suoi messaggi, desidera che si preghi per le sue intenzioni e per la realizzazione dei suoi piani. A volte Lei stessa indica al gruppo una intenzione specifica che le sta a cuore. Per quanto riguarda i nostri particolari bisogni, la Madre esorta i suoi figli a offrirle i problemi, le difficoltà, le malattie, le angosce, ma anche i gioie, i progetti, le vittorie, perché Lei stessa provvede, se noi ci mettiamo al suo servizio.
La Gospa ha guidato il gruppo fin dal 1982, dando numerosi messaggi, con i quali ha portato avanti la sua opera di formazione spirituale e la realizzazione dei suoi progetti. Ivan li raccoglie tutti diligentemente e rappresentano un filone importante dei messaggi della Regina della pace.
Non vi è dubbio che il gruppo formato e guidato dalla Gospa fin dai primi mesi delle apparizioni sia un modello a cui guardare, perché ovunque sorgano delle realtà simili.
“Voglio raccomandare a tutti i miei sacerdoti di formare e organizzare dei gruppi di preghiera, soprattutto fra i giovani, per raccoglierli, per dare loro consigli e per guidarli sulla via del bene” ( 22-08-1988). “I gruppi di preghiera sono forti: attraverso di loro posso vedere, figlioli, che lo Spirito Santo opera nel mondo” ( 25-06-2004). E’ con la forza della preghiera che la Regina della pace trionferà sul potere delle tenebre.
