"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2022 Pagina 24 di 179

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

Caro Padre  Livio,

in questi giorni Lei ci ha dato una  lettura  del  terzo segreto  di Fatima con una riflessione  fatta da Giovanni Paolo II a Fulda in Germania nel  1980

Il grande Papa,  rivolgendo lo sguardo al Futuro,  ha  parlato di sconvolgimenti della  natura provocati  dalla guerra e  di una  impressionante persecuzione alla Chiesa.

Concludeva esortando alla recita  instancabile del Rosario.

Questa rivelazione  mostra  con evidenza  la connessione che c’è fra  i segreti di Fatima e quelli di Medjugorje:   essi si proiettano sul  prossimo futuro dell’umanità.

A  questo punto però  a me   viene  spontaneo un interrogativo:  chi scatenerà  questa sanguinosa persecuzione contro la Chiesa  cattolica  che  potrà esigere anche  il sacrificio della nostra  vita, come  ha detto il Papa?

Danilo da  Milano

Caro Danilo,

è una domanda pertinente, che non mi ero mai posto  fino a  qualche tempo fa.

Sappiamo che i cristiani sono perseguitati ovunque   nel  mondo,  specie nei paesi islamici e i quelli comunisti.

Nelle  democrazie  occidentali,  impregnate  di laicismo, la  persecuzione per ora  è di carattere  culturale e amministrativo.

Tuttavia  in passato  l’Occidente ha dato spettacolo di persecuzioni sanguinose  in  particolare contro i cattolici

Non  escludo  che,  nel  prossimo futuro, sia la sedicente  “Terza Roma” a scatenare la  persecuzione contro la  Chiesa  cattolica sulla scia di una  guerra di invasione   che arrivi fino in Italia.

Credo  che  Giovanni Paolo II  a Fulda pensasse  proprio a questo.

Non per nulla  un anno  dopo gli hanno  sparato e  Lui ha sempre saputo da dove era arrivato   il  proiettile.

Ave  Maria

P.   Livio

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

I GIOVANI E LA  FEDE

Carissimo Padre Livio,

Ascolto il suo programma e oggi ha parlato di un argomento che mi tormenta e che in questo fine settimana è tornato prepotentemente a sollecitarmi.

I giovani e la fede.

Vengo da una famiglia profondamente cattolica.

Ho fatto tutti i miei studi dalle Suore Orsoline figlie di Maria Immacolata, istituto adiacente alla mia parrocchia di Santa Lucia (Roma).

Sono cresciuta in parrocchia. Catechismo fina alla cresima, gruppo dopocresima, animazione liturgica, gruppo giovani, catechista, gruppo universitari, Equipes Notre Dame, gruppo famiglie… Fin da adolescente ho vissuto e sentito la parrocchia come la mia seconda casa.

Ho due figli (23 e 21 anni) che sono nati e cresciuti in parrocchia. Rosario serale tutti insieme, Compieta, preghiera, messa in parrocchia con le altre famiglie e i loro figli… Fino alla cresima. Poi hanno smesso di andare in chiesa.

Passiamo dal grande dice di credere e pregare, ma non va in chiesa perché si annoia, al piccolo che, dopo alcuni eventi dolosi (la morte di un suo compagno di scuola e di una mia amica mamma di due bimbi per i quali avevamo pregato incessantemente) ha perso la fede e si dichiara ateo. Anche piuttosto sprezzante. parla di “voi cristiani” come dei poveracci che, non avendo il coraggio di affrontare la misera condizione umana, si sono inventati una religione consolatoria che promette qualcosa di bello dopo la morte. In generale, per lui, la Bibbia è un libro fantasy al pari del Signore degli anelli.

E questa è la premessa.

Veniamo al dunque. La mia parrocchia si è spopolata. Giovani non se ne vedono da anni. Ormai siamo quattro gatti a frequentare la messa e i sacramenti. Ancora meno quelli che sono impegnati in qualche attività.

Il parroco ha avviato un “cantiere” per ricostruire e ricompattare la comunità.

Sabato la prima assemblea con preghiera, lettura della Parola e risonanza in gruppi.

Mi sono trovata in gruppo (e già questa è una “coincidenza” particolare) con alcuni amici che hanno condiviso con me il percorso dall’adolescenza ad oggi e che hanno figli coetanei dei miei e cresciuti con loro. Tutti ormai lontanissimi dalla Chiesa. 

Tutti stiamo vivendo con dolore questa realtà e non ci facciamo una ragione di come tutti questi ragazzi si siano rivoltati contro la religione o, nella migliore delle ipotesi, se ne disinteressano. L’unico che continua un forte cammino di fede e guida gruppi giovanili, non riesce a portarseli dietro,

E proprio lì ho avuto un’idea. Sono sicura che sia stata un’illuminazione, ma chiedo consiglio a lei.

Assodato tutti insieme che, con questi ragazzi, parlare di Dio è controproducente, li spinge a detestare la religione ancora di più. L’esempio… forse un domani si ricorderanno di come vivevano i loro genitori, ma, ad oggi, ci vedono come poveracci e fanno di tutto per essere il più possibile diversi da noi.

L’idea: formare dei gruppi di preghiera tra noi genitori. In segreto, che i figli non ne sappiano nulla. Una specie di resistenza. E pregare insieme e incessantemente per loro, per la loro conversione.

Ho chiesto a una cara amica, priora di un monastero di clausura carmelitano vicino Roma se se la sentisse con le sue sorelle di sostenerci e ne è stata entusiasta. 

Più che sostenerci a distanza pregando da sole nel convento, vuole partecipare agli incontri collegandosi via internet. Nei prossimi giorni penserà a come organizzare la preghiera (incontri mensili o settimanali) perché anche loro sentono impellente il bisogno di fare qualcosa per questa generazione che si sta perdendo.

Preghi per noi P. Livio, perché, se è volontà della Madonna, l’impresa vada a buon fine e possiamo recuperare i nostri figli (ma anche gli altri giovani) al Signore.

Santa giornata

Cristina

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

APOSTOLI DI MARIA

32. Maria chiama i suoi apostoli alla  conversione

Gli Apostoli di Maria, quelli che dovranno portare  al  mondo il  messaggio della conversione,  non  potranno  farlo se  loro stessi non si sono seriamente convertiti e se non  si sono fortificati nella  loro decisione. Infatti, nel  tempo dei segreti sarà  necessaria  una forte unione con Gesù e Maria per  resiste alla potenza della  seduzione  e  alla  minaccia della  persecuzione. 

Le conversioni improvvisate l’ultimo momento, sotto l’incalzare degli  eventi, rischiano di ridursi ad  uno stato  d’animo emotivo,  delle  pianticelle appena  piantate  e con radici deboli, che la tempesta  distrugge  e  il  vento spazza via. E’ necessario arrivare  al momento decisivo della battaglia termprati dalla pratica dei comandamenti e  delle  virtù  cristiane.   

La conversione è la sintesi di tutti i messaggi della Regina della pace. Lei stessa ha tenuto a precisare che “Questo è il messaggio più importante che vi ho dato qui” (25-02-1996). Ha scelto una parrocchia per chiamarla alla conversione, in modo tale che aiutasse a convertirsi tutti quelli che sarebbero venuti a lì ( cfr 08-03-1984).

Da Medjugorje la chiamata alla conversione risuona incessantemente fino agli estremi confini del mondo. Mai si è assistito a un evento simile nella storia dell’umanità. Dalla risposta a questo drammatico appello del cielo dipende lo stesso futuro del mondo.

 La Madonna ne ha rivelato rivelava la straordinaria portata e il carattere  ultimativo: “Sono venuta a chiamare il mondo alla conversione per l’ultima volta. In seguito non apparirò più sulla terra: queste sono le mie ultime apparizioni” ( 02-05-1982).

.La presenza della Madonna e il suo messaggio, rivolto all’umanità intera, crea una situazione inedita che scompagina i progetti umani e nel medesimo tempo ne rivela il carattere ingannevole e provvisorio. “Tutto attorno a voi è passeggero e tutto crolla, solo la gloria di Dio rimane” ( 02 -09 – 2911).

Il mondo è sull’orlo del fallimento e il cammino umano precipita verso l’abisso. La situazione non è diversa da quella dei tempi di Noé, quando sul mondo si è scatenato il diluvio:

 “Come fu ai giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni  che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finchè venne il diluvio e inghiottì tutti, così sarà anche alla venuta del Figlio dell’uomo” ( Mt 24, 37-39).

Come ai tempi di Noè l’umanità non fu distrutta, ma ebbe la possibilità di un nuovo inizio, così sarà anche per la nostra generazione. Tuttavia ad una condizione: che venga accolto l’accorato appello di Maria alla conversione.

L’urgenza della conversione ha innanzi tutto una motivazione personale. Se uno non si converte non si salva. In particolare sui paesi di antica cristianità che stanno rifiutando Cristo, dando origine a una apostasia silenziosa dalle dimensioni impressionati, “pende la spada di Damocle del padrone della vigna” (Benedetto XVI).

Coloro che rinnegano Cristo e la salvezza, dopo averlo conosciuto, corrono il rischio “di peccare contro lo Spirito Santo e l’impenitenza finale” (Giovanni Paolo II). Le persone che vivono e muoiono senza Dio e senza preghiera come potranno salvarsi? A chi si rivolgeranno per essere liberati dalle spire del serpente? Chi invocheranno dopo aver dissipato la fede?

 La Gospa richiama  a Medjugorje, come a Fatima, il dramma di molte anime che vanno all’inferno e che si condannano da se stesse all’esilio eterno. “Vi supplico: convertitevi!” (25-10-1996) è il grido della Madre angosciata che vede i suoi figli perire nelle paludi del peccato.

Nel tempo in cui dilagano le tenebre della menzogna e della morte, sono una moltitudine innumerevole quelli che vagano qua e là senza una meta, inseguendo chimere ingannatrici, finché non giunge il momento in cui aprono gli occhi dinanzi all’orrore:

“Soffro molto per i non credenti – confida la Gospa – Anche loro sono figli miei! Non sanno quale tremendo destino li aspetta.Tutto quello che vi ho confidato si realizzerà. Anche gli ammonimenti al mondo si verificheranno. Però non dovete pensare per questo che Dio abbia un cuore duro. Guardatevi attorno e vi renderete  conto di quanto siano immersi nel peccato gli uomini d’oggi. E così non direte più che Dio ha un cuore duro. Piuttosto voi dovreste pregare di più per i non credenti e i peccatori” (25-10-1985).

Senza conversione non solo non c’è possibilità di salvezza eterna, ma neppure la speranza di un futuro. La storia umana è giunta dinanzi a un aut-aut secco: o il mondo si converte e la terra diventerà un giardino, oppure prosegue  sulla via del rifiuto di Dio e la terra verrà ridotta a un cumulo di rovine (Giovanni Paolo II).

La Regina della pace non nasconde le conseguenze dell’incredulità e della messa al bando di Dio: “Voi state creando un mondo nuovo senza Dio, solamente con le vostre forze; ed è per questo che non siete soddisfatti e non avete la gioia nel cuore” ( 25-01-1997).

 “Dio mi manda a voi per amore, per aiutarvi a capire che senza di lui non c’è né futuro né gioia e che, soprattutto, non c’è salvezza eterna” ( 25-04 1997). La Gospa non esita a far riecheggiare per il nostro tempo l’ammonimento di Gesù per la sua generazione:  “Se non vi convertirete, perirete tutti” ( Lc 11,3).

Avendo rifiutato il Messia pacifico, Gerusalemme è perita nelle fiamme con tutti i suoi abitanti. Se la Regina della pace non fosse qui in mezzo a noi, chi potrebbe fermare il disegno infernale di distruggere la terra intera? ( cfr 25-01-1991). Infatti gli uomini si illudono di fare a meno di Dio, esaltando se stessi e mettendosi al suo posto.

Senza Dio l’umanità non è affatto più libera e più felice. L’uomo, indicando se stesso come dio, diviene in realtà uno schiavo del maligno, cadendo nella trappola del suo piano di distruzione e di morte. L’ammonimento della Madre non potrebbe essere più esplicito:

“Cari figli, vi invito tutti in modo speciale a pregare per le mie intenzioni affinché attraverso le vostre preghiere si fermi il piano di Satana su questa terra, che é ogni giorno più lontana da Dio, e mette se stesso al posto di Dio e distrugge tutto ciò che é bello e buono nell’anima di ognuno di voi.” ( 25-10-2010). Un mondo in balia del demonio non potrebbe che perire nelle fiamme di un inferno che è debordato sulla terra.

In questa luce si comprende l’appello alla conversione, che risuona incessante e universale in tutti i  messaggi, in modo tale che ogni orecchio lo oda e che ognuno prenda le sue decisioni. La Madonna non si stanca di mettere in guardia dalla tentazione di procrastinare le scelte, come se l’umanità avesse ancora molto tempo a disposizione.

Adesso è il tempo di grazia e del ritorno a Dio. Più i giorni passano e più il momento dei segreti si avvicina   Quando il tempo della prova  giungerà al culmine, per molti, che hanno perso il momento favorevole, sarà troppo tardi.

 “Affrettatevi a convertirvi! Quando si manifesterà sulla collina il segno promesso, sarà troppo tardi. Questo tempo di grazia costituisce per voi una grande possibilità per convertirvi e per approfondire la vostra fede” (02-09-1982).

“Il mio Cuore brucia d’amore per voi. La sola parola che desidero dire al mondo è questa: conversione, conversione! Fatelo sapere a tutti i miei figli. Chiedo solo conversione. Nessuna pena, nessuna sofferenza mi è di troppo pur di salvarvi. Vi prego soltanto di convertirvi! Pregherò mio Figlio Gesù di non punire il mondo, ma vi supplico: convertitevi! Voi non potete immaginare ciò che accadrà, né ciò che Dio Padre manderà sul mondo. Per questo vi ripeto: convertitevi! Rinunciate a tutto! Fate penitenza! Ecco. Qui c’è tutto ciò che disidero dirvi. Convertitevi!” ( 25-04-1983).

Gli Apostoli di Maria devono farsi portatori di questa urgenza improcrastinabile.  Il  piano di satana  è di fare arrivare il   mondo impreparato al momento culminante  della prova,  per  scompaginare  e,  se  possibile,  costringere  alla  resa quelli che Maria ha scelto e ha  chiamato.

Vostro Padre Livio

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

“Ti abbraccio ricordandoti e configurandoti come un autentico soldato di Cristo quale  sei.”

Carissimo padre Livio,      
sono un medico cattolico, che tutti i giorni segue le tue brillanti ed esaustive catechesi su Radio Maria.

Infatti, a quell’ora sono in macchina per raggiungere i miei pazienti e con sommo fervore ascolto la tua voce, portatrice di serenità e saggezza.

Voglio complimentarmi con te, poiché le tue discettazioni mattutine sono sinonimo di elevato gradiente culturale che irrefutabilmente ti contraddistingue.

In questi tempi nevralgici che potenzialmente preludono a un conflitto mondiale, la tua dissertazione attinente a svariati argomenti (il commento alle notizie riportate dai giornali) e le tematiche teologiche (catechesi successiva), rendono lo stato d’animo dell’ascoltatore più sereno e disteso.

La tua voce amica certamente fa breccia nel cuore di tante persone che la mattina si sintonizzano su Radio Maria.

Ti abbraccio ricordandoti e configurandoti come un autentico soldato di Cristo, quale sei.

Dionisio

Caro Dionisio,

ho voluto pubblicare la tua bellissima lettera, scritta a mano, che mi incoraggia molto perché sincera e scritta col cuore.

Anche noi qui, in prima linea, abbiamo bisogno non solo di preghiere ma anche di incoraggiamenti.

Dio ti benedica e la Madonna ti protegga per l’opera buona che hai compiuto.

Ave Maria

Padre Livio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul piccolo gregge di Maria

Cari amici,

riflettendo sulla presenza della Madonna a Medjugorje, ci siamo resi conto che c’è una prospettiva ben precisa. La Regina della pace ha scelto una parrocchia con la quale ha acceso una luce che man mano ha attirato sacerdoti, vescovi e tanti pellegrini da ogni parte del mondo. Questa parrocchia ha messo al centro della sua attività la preghiera, la fede, la via della santità, la carità.

La parrocchia di Medjugorje è un modello per tutte le parrocchie del mondo, la Madonna ha voluto accendere questa luce all’interno della Chiesa proprio in un momento di grande crisi e di grandi sconvolgimenti nel modo di concepire il valore della vita umana. In questi anni lo stesso Cristianesimo è stato messo in questione.

In questi quarant’anni Maria ha coperto con il suo manto la Chiesa e i suoi fedeli, ma satana non è stato fermo a guardare. Questa lunga presenza della Regina della pace ha dato molti frutti. Dio combatte sempre nel medesimo modo, ovvero con i piccoli gruppi. Gedeone vinse con soli trecento uomini perché Dio era con lui (Gdc, 7), fu chiaro allora che la vittoria era da attribuire a Dio e non all’esercito. Fra la gente più semplice Gesù scelse gli Apostoli, con dodici pescatori ha conquistato il mondo. Nella storia della Chiesa è sempre così: Dio vince con un piccolo gregge.

La Madonna è qui per costituire questo piccolo gregge di resistenti nella fede cattolica. La Madonna a Medjugorje non ha scelto solamente i veggenti, ha scelto anche la parrocchia.

«Cari figli, io ho scelto in modo speciale questa parrocchia ed è mio desiderio guidarla»
(1 marzo 1984)

Tutti parroci di Medjugorje hanno guidato la parrocchia a servizio della Madonna, facendo tutto ciò che Lei stessa ha indicato. All’interno di questa parrocchia si è man mano costituito il gregge di mariani che hanno risposto alla chiamata della Regina della pace. Questo gregge ha come caratteristica l’integrità della fede, la forza della preghiera, la luce della speranza, l’attenzione alla carità nei confronti degli ultimi.

La Madonna intende fortificare, preparare e guidare questo piccolo gregge verso la vittoria del suo Cuore Immacolato.

Con questo gregge la Madonna entra in quel momento della Storia nel quale l’umanità ha deciso per la morte, ha deciso di fare a meno di Dio.  

La decisione è personale e radicale. Ciascuno di noi scelga da che parte stare: se aprire il cuore a Dio e far parte dell’esercito di Maria oppure stare dalla parte delle schiere infernali del principe delle tenebre.

Sta a noi scegliere: l’Amore o l’odio? La pace o la guerra? Il Cielo o gli inferi? La speranza o l’angoscia? La Donna vestita di sole o il serpente infernale?

«Figlioli, verranno le prove e voi non sarete forti ed il peccato regnerà, ma se siete miei, vincerete
perché il vostro rifugio sarà il Cuore di mio Figlio Gesù»
 (25 luglio 2019)

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

“IO SONO CRISTIANO E AMO GESÙ SOPRA OGNI COSA” – Puntata 1

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

Carissimo Padre  Livio,

grazie per il suo editoriale di Venerdì scorso: chiaro, coraggioso ,  ma soprattutto credibile.

Lei ha colto molto bene l’importanza delle  parole di S.  Giovanni Paolo a Fulda.

In pratica il  grande  Papa ha rivelato il segreto di Fatima nella  sua interezza,  riguardo al  mondo e alla Chiesa,  e ha  gettando una luce anche sui 10 segreti di Medjugorje che ne  sono la  prosecuzione.

L’impressione però  è  che ci sia una indifferenza generale,  anche fra  noi cattolici, nei riguardi  ammonimenti del Cielo.

Temo che saranno  gravi  le conseguenze di questo  disinteresse.

Secondo Lei possiamo immaginare  quanti entreranno nel tempo  della pace?

Maria di  Gallarate.

Cara  Maria,

seguiamo l’ esortazione della  Madonna all’inizio delle prove  di  pregare   giorno e notte. Preghiamo per i lontani  che sono  più   in pericolo. 

La  Madonna, con le  rivelazioni  dei tre  giorni in anticipo  offre  la possibilità di salvarsi a tutti  quelli che la  ascoltano.

Ma quanti la  ascolteranno?

I dieci segreti ricordano le  dieci piaghe  di Egitto ,  che il Faraone non  volle ascoltare.

L’esito è  stato  che il  popolo di Israele  si è  salvato,  mentre il  Faraone col suo esercito è perito.

Ave Maria

Padre Livio

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

LA  MIA VITA PER   LA  GOSPA

Cari amici,

per  due volte alla  settimana,  vi racconto sul Blog  la storia  delle apparizioni della Madonna   a  Medjugorje, così come io  l’ho  vissuta  dai primissimi anni fino ad  oggi.

Vostro  Padre  Livio


2.  Medjugorje un nome  profetico

La prima volta che ho sentito il nome di Medjugorje ho provato un tonfo al cuore, come se quella parola mi riguardasse direttamente. Ero a tavola con la mia comunità nella parrocchia di S. Giuseppe Calasanzio a Milano e un mio confratello, che insegnava religione in un Istituto tecnico attiguo, raccontò che degli studenti avevano parlato in classe di una apparizione della Madonna in quel piccolo villaggio della Jugoslavia comunista.

Eravamo nel 1982 e, a tanti anni di distanza, mi ricordo come se fosse ora, la strana sensazione che provai nell’intimo del cuore, come se quel nome non mi fosse del tutto sconosciuto. Eppure era la prima volta che lo sentivo.

Pur essendo fin dall’infanzia molto devoto della Madonna, non avevo mai provato il bisogno di visitare i grandi santuari mariani, come se fossi appagato dal fatto di essere stato presente un paio di volte, all’età di quattro anni, all’apparizione della Madonna alle Ghiaie di Bonate, a poca distanza da casa mia, nella parte opposta del fiume Brembo.

Medjugorje risuonò come un eco lontana nelle pareti del mio cuore, come se quel nome venisse a galla dagli abissi  insondabili della memoria.

Mi incuriosì innanzi tutto il fatto che la Madonna apparisse anche oggi. Eravamo un po’ tutti abituati a guardare alle apparizioni mariane come a una realtà del passato, che non ci coinvolgeva personalmente, se non per l’attualità degli insegnamenti. Le apparizioni più recenti, che avevano interessato sopratutto l’Italia del dopoguerra, erano state quasi tutte oscurate.

Nella parrocchie non si parlava che di Lourdes e di Fatima, come se la Madonna avesse chiuso lì il suo ciclo e si fosse stancata di venire sulla terra. “Finalmente un’apparizione che interpella la nostra generazione” mi sono detto. Mi colpi subito anche il fatto insolito della durata, allora di circa un anno di apparizioni quotidiane.

Non poteva essere un fenomeno passeggero, tanto più che avveniva in un paese comunista, dove  l’evento non poteva che sollevare ostilità e persecuzioni. Tutte queste considerazioni mi frullavano nella testa, mentre le chiacchiere del pranzo si spegnevano. Mi chiedevo che significato avesse un’apparizione della Madonna in un area del mondo che apparteneva al blocco comunista.

 Mi sembrava una sfida aperta della Vergine potente contro il male al suo avversario di sempre. Forse stava accadendo qualcosa che avrebbe finalmente abbattuto il muro che separava il mondo in due schieramenti opposti, l’un contro l’altro armati? Intuivo che qualcosa di straordinario era  incominciato  e che interpellava la nostra generazione.

Mi sono recato a Medjugorje per la prima volta circa tre anni dopo e mi chiedo ancora come abbia fatto ad aspettare così tanto. Solo adesso mi rendo conto che ho rischiato di perdere la grazia di una chiamata. Il fatto è che in quei primi tempi i pellegrinaggi erano rarissimi e il nome di Medjugorje non appariva nelle carte geografiche.

 C’era poi il timore di un lungo viaggio in un paese comunista, dove i pellegrini erano ostacolati. La carne, il mondo e il maligno sono sempre alleati nel vanificare le grazie che Dio ci dona. La risposta deve essere sollecita, prima che la voce interiore venga soffocata. Mai rimandare gli appuntamenti di Dio.

Infatti, se mi fossi dato da fare per intraprendere il viaggio, avrei potuto essere presente alla fase particolarmente suggestiva dei primi anni delle apparizioni, quando la Madonna dialogava con i veggenti e rispondeva alle loro domande.

Molti di quei colloqui e insegnamenti sono stati raccolti e messi per iscritto, ma non hanno avuto, almeno per ora, una versione ufficiale dalla parrocchia, la quale si limita solo a certificare i messaggi ad essa rivolti dalla Madonna attraverso la veggente Marjia a partire dal Marzo 1984.

Successivamente la Madonna non ha risposto alle domande se non raramente e non gradisce neppure che le vengano poste. La Madre viene sopratutto per pregare e dà i messaggi per il cammino spirituale di tutti.

Nonostante che il tempo passasse senza particolare novità, il seme piantato nel cuore si preparava a germogliare. Un impatto notevole, anche sui giornali nazionali, ebbe in quegli anni una iniziativa di Comunione e Liberazione di raccogliere delle firme da inviare al nostro Presidente della repubblica, Sandro Pertini, per la liberazione di Fra Jozo, parroco di Medjugorje, condannato a tre anni di carcere dal regime comunista.

 Furono raccolte ventimila firme e anch’io vi partecipai. Non saprei se Pertini abbia fatto qualche passo diplomatico. Fatto sta che il periodo di carcerazione di Fra Jozo fu dimezzato. Tuttavia il tempo passato in carcere fu segnato da angherie e da umiliazioni. I veggenti mi hanno raccontato che spesso chiedevano alla Madonna notizie di Fra Jozo e la supplicavano che venisse liberato.

La Santa Vergine ascoltata con viva partecipazione e li consolava. Fra Jozo aveva avuto, in quei primi giorni, la grazia di vedere  la Madonna in chiesa insieme ai veggenti e aveva subito intonato un canto mariano, al quale si è unita la gente presente.

La vicenda della prigionia di Fra Jozo  diffuse la conoscenza di Medjugorje in Italia attraverso i mass-media, che ritenevano politicamente utile la notizia della persecuzione della Chiesa nella vicina Jugoslavia. Nel frattempo anche i giornali del regime comunista incominciarono la loro opera di diffamazione e di demolizione di Medjugorje.

Ma ciò non fece che rendere note le apparizioni in tutta la regione e incrementare l’afflusso dei pellegrini. La Madonna, come è solita fare, volgeva a sua vantaggio  la rabbia del serpente infernale.

Avrei rischiato di rimandare ancora il mio primo viaggio a Medjugorje se non vi fosse andato un giovane della mia parrocchia, il quale mi propose di ritornare insieme a lui. Era l’occasione che aspettavo, un segnale del cielo che non potevo ignorare.

 La Madonna mi metteva a disposizione una guida ideale, che conosceva la strada e il luogo delle prime apparizioni. Allora andare a Medjugorje non era facile per noi sacerdoti. Le perplessità dei superiori però non riuscirono a frenarmi. Il 14 Marzo del 1985 partimmo in automobile, facendo un percorso che mai avrei immaginato divenisse un appuntamento ripetuto centinaia di volte, senza stanchezze e con una gioia sempre nuova.

Ho conosciuto molte persone che sono ritornate a Medjugorje innumerevoli volte. Quando si risponde per la prima volta alla chiamata, si sente il bisogno di ritornarvi. A Medjugorje si sperimenta una pace che, al ritorno a casa, è difficile conservare.

 Pian piano ci si rende conto della grazia immensa data alla nostra generazione di avere la Madre di Dio che scende ogni giorno dal cielo per pregare con  noi e ricolmarci di grazie. Vale la pena vagare qua e là, per cercare pace e riposo, quando la Madonna stessa ci ha fatto dono di un oasi celeste?

Ora si arriva a Medjugorje velocemente, attraverso una comoda autostrada, abbreviando notevolmente i tempi del viaggio. Allora si costeggiava la via del mare, con panorami incantevoli, ma molto più lunga e pericolosa. Pioveva a dirotto e i massi cadevano lungo le pareti rotolando sull’asfalto.

Vedevo da vicino il mondo oltre la “cortina di ferro”. Non scorgevo nessun paradiso in terra, ma piuttosto paesi poveri, case vecchie e molte auto della polizia in circolazione. Fummo fermati alle porte di Medjugorje e accuratamente ispezionati. Un poliziotto, dopo aver rovistato nella valigia, esaminò con attenzione  la confezione di un dentifricio, ma non trovò nulla di particolare.

Finalmente ecco spuntare la Chiesa dai due campanili, ora noti in tutto il mondo. Al vederla trasalii di gioia. Quelle due torri svettanti mi richiamano sempre alla memoria i due testimoni dell’Apocalisse. Erano circa le 17 del pomeriggio. Il piazzale era deserto, ma dall’interno della Chiesa si elevava un canto vigoroso. Spinsi lo sguardo lontano, oltre i tetti delle case.

 All’orizzonte si stagliava una catena montuosa, leggermente avvolta dalla nebbia. Il nome “Medjugorje” infatti significa “in mezzo alle montagne”. Mi venne in mente il versetto del salmo: “ Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l’aiuto? ( Sal 120,1). Con l’occhio cercai invano di indovinare il luogo delle prime apparizioni. La Madonna però  mi aspettava lì vicino, nella chiesa parrocchiale.

Vostro Padre Livio

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