LA  MIA VITA PER   LA  GOSPA

Cari amici,

per  due volte alla  settimana,  vi racconto sul Blog  la storia  delle apparizioni della Madonna   a  Medjugorje, così come io  l’ho  vissuta  dai primissimi anni fino ad  oggi.

Vostro  Padre  Livio


2  Medjugorje un nome  profetico

La prima volta che ho sentito il nome di Medjugorje ho provato un tonfo al cuore, come se quella parola mi riguardasse direttamente. Ero a tavola con la mia comunità nella parrocchia di S. Giuseppe Calasanzio a Milano e un mio confratello, che insegnava religione in un Istituto tecnico attiguo, raccontò che degli studenti avevano parlato in classe di una apparizione della Madonna in quel piccolo villaggio della Jugoslavia comunista.

Eravamo nel 1982 e, a tanti anni di distanza, mi ricordo come se fosse ora, la strana sensazione che provai nell’intimo del cuore, come se quel nome non mi fosse del tutto sconosciuto. Eppure era la prima volta che lo sentivo.

Pur essendo fin dall’infanzia molto devoto della Madonna, non avevo mai provato il bisogno di visitare i grandi santuari mariani, come se fossi appagato dal fatto di essere stato presente un paio di volte, all’età di quattro anni, all’apparizione della Madonna alle Ghiaie di Bonate, a poca distanza da casa mia, nella parte opposta del fiume Brembo.

Medjugorje risuonò come un eco lontana nelle pareti del mio cuore, come se quel nome venisse a galla dagli abissi  insondabili della memoria.

Mi incuriosì innanzi tutto il fatto che la Madonna apparisse anche oggi. Eravamo un po’ tutti abituati a guardare alle apparizioni mariane come a una realtà del passato, che non ci coinvolgeva personalmente, se non per l’attualità degli insegnamenti. Le apparizioni più recenti, che avevano interessato sopratutto l’Italia del dopoguerra, erano state quasi tutte oscurate.

Nella parrocchie non si parlava che di Lourdes e di Fatima, come se la Madonna avesse chiuso lì il suo ciclo e si fosse stancata di venire sulla terra. “Finalmente un’apparizione che interpella la nostra generazione” mi sono detto. Mi colpi subito anche il fatto insolito della durata, allora di circa un anno di apparizioni quotidiane.

Non poteva essere un fenomeno passeggero, tanto più che avveniva in un paese comunista, dove  l’evento non poteva che sollevare ostilità e persecuzioni. Tutte queste considerazioni mi frullavano nella testa, mentre le chiacchiere del pranzo si spegnevano. Mi chiedevo che significato avesse un’apparizione della Madonna in un area del mondo che apparteneva al blocco comunista.

 Mi sembrava una sfida aperta della Vergine potente contro il male al suo avversario di sempre. Forse stava accadendo qualcosa che avrebbe finalmente abbattuto il muro che separava il mondo in due schieramenti opposti, l’un contro l’altro armati? Intuivo che qualcosa di straordinario era  incominciato  e che interpellava la nostra generazione.

Mi sono recato a Medjugorje per la prima volta circa tre anni dopo e mi chiedo ancora come abbia fatto ad aspettare così tanto. Solo adesso mi rendo conto che ho rischiato di perdere la grazia di una chiamata. Il fatto è che in quei primi tempi i pellegrinaggi erano rarissimi e il nome di Medjugorje non appariva nelle carte geografiche.

 C’era poi il timore di un lungo viaggio in un paese comunista, dove i pellegrini erano ostacolati. La carne, il mondo e il maligno sono sempre alleati nel vanificare le grazie che Dio ci dona. La risposta deve essere sollecita, prima che la voce interiore venga soffocata. Mai rimandare gli appuntamenti di Dio.

Infatti, se mi fossi dato da fare per intraprendere il viaggio, avrei potuto essere presente alla fase particolarmente suggestiva dei primi anni delle apparizioni, quando la Madonna dialogava con i veggenti e rispondeva alle loro domande.

Molti di quei colloqui e insegnamenti sono stati raccolti e messi per iscritto, ma non hanno avuto, almeno per ora, una versione ufficiale dalla parrocchia, la quale si limita solo a certificare i messaggi ad essa rivolti dalla Madonna attraverso la veggente Marjia a partire dal Marzo 1984.

Successivamente la Madonna non ha risposto alle domande se non raramente e non gradisce neppure che le vengano poste. La Madre viene sopratutto per pregare e dà i messaggi per il cammino spirituale di tutti.

Nonostante che il tempo passasse senza particolare novità, il seme piantato nel cuore si preparava a germogliare. Un impatto notevole, anche sui giornali nazionali, ebbe in quegli anni una iniziativa di Comunione e Liberazione di raccogliere delle firme da inviare al nostro Presidente della repubblica, Sandro Pertini, per la liberazione di Fra Jozo, parroco di Medjugorje, condannato a tre anni di carcere dal regime comunista.

 Furono raccolte ventimila firme e anch’io vi partecipai. Non saprei se Pertini abbia fatto qualche passo diplomatico. Fatto sta che il periodo di carcerazione di Fra Jozo fu dimezzato. Tuttavia il tempo passato in carcere fu segnato da angherie e da umiliazioni. I veggenti mi hanno raccontato che spesso chiedevano alla Madonna notizie di Fra Jozo e la supplicavano che venisse liberato.

La Santa Vergine ascoltata con viva partecipazione e li consolava. Fra Jozo aveva avuto, in quei primi giorni, la grazia di vedere  la Madonna in chiesa insieme ai veggenti e aveva subito intonato un canto mariano, al quale si è unita la gente presente.

La vicenda della prigionia di Fra Jozo  diffuse la conoscenza di Medjugorje in Italia attraverso i mass-media, che ritenevano politicamente utile la notizia della persecuzione della Chiesa nella vicina Jugoslavia. Nel frattempo anche i giornali del regime comunista incominciarono la loro opera di diffamazione e di demolizione di Medjugorje.

Ma ciò non fece che rendere note le apparizioni in tutta la regione e incrementare l’afflusso dei pellegrini. La Madonna, come è solita fare, volgeva a sua vantaggio  la rabbia del serpente infernale.

Avrei rischiato di rimandare ancora il mio primo viaggio a Medjugorje se non vi fosse andato un giovane della mia parrocchia, il quale mi propose di ritornare insieme a lui. Era l’occasione che aspettavo, un segnale del cielo che non potevo ignorare.

 La Madonna mi metteva a disposizione una guida ideale, che conosceva la strada e il luogo delle prime apparizioni. Allora andare a Medjugorje non era facile per noi sacerdoti. Le perplessità dei superiori però non riuscirono a frenarmi. Il 14 Marzo del 1985 partimmo in automobile, facendo un percorso che mai avrei immaginato divenisse un appuntamento ripetuto centinaia di volte, senza stanchezze e con una gioia sempre nuova.

Ho conosciuto molte persone che sono ritornate a Medjugorje innumerevoli volte. Quando si risponde per la prima volta alla chiamata, si sente il bisogno di ritornarvi. A Medjugorje si sperimenta una pace che, al ritorno a casa, è difficile conservare.

 Pian piano ci si rende conto della grazia immensa data alla nostra generazione di avere la Madre di Dio che scende ogni giorno dal cielo per pregare con  noi e ricolmarci di grazie. Vale la pena vagare qua e là, per cercare pace e riposo, quando la Madonna stessa ci ha fatto dono di un oasi celeste?

Ora si arriva a Medjugorje velocemente, attraverso una comoda autostrada, abbreviando notevolmente i tempi del viaggio. Allora si costeggiava la via del mare, con panorami incantevoli, ma molto più lunga e pericolosa. Pioveva a dirotto e i massi cadevano lungo le pareti rotolando sull’asfalto.

Vedevo da vicino il mondo oltre la “cortina di ferro”. Non scorgevo nessun paradiso in terra, ma piuttosto paesi poveri, case vecchie e molte auto della polizia in circolazione. Fummo fermati alle porte di Medjugorje e accuratamente ispezionati. Un poliziotto, dopo aver rovistato nella valigia, esaminò con attenzione  la confezione di un dentifricio, ma non trovò nulla di particolare.

Finalmente ecco spuntare la Chiesa dai due campanili, ora noti in tutto il mondo. Al vederla trasalii di gioia. Quelle due torri svettanti mi richiamano sempre alla memoria i due testimoni dell’Apocalisse. Erano circa le 17 del pomeriggio. Il piazzale era deserto, ma dall’interno della Chiesa si elevava un canto vigoroso. Spinsi lo sguardo lontano, oltre i tetti delle case.

 All’orizzonte si stagliava una catena montuosa, leggermente avvolta dalla nebbia. Il nome “Medjugorje” infatti significa “in mezzo alle montagne”. Mi venne in mente il versetto del salmo: “ Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l’aiuto? ( Sal 120,1). Con l’occhio cercai invano di indovinare il luogo delle prime apparizioni. La Madonna però  mi aspettava lì vicino, nella chiesa parrocchiale.

Vostro Padre Livio