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Mese: Giugno 2022 Pagina 7 di 16

📖TESTI E DOCUMENTI 📑

Da nord a sud: ecco la mappa dei 22 miracoli eucaristici in Italia

Gelsomino Del Guercio – Aleteia – pubblicato il 21/09/16

Da nord a sud, lungo tutta la penisola, come evidenzia Avvenire (19 settembre) si sono verificati importanti miracoli eucaristici. Abbiamo così tracciato una mappa dettagliata, dal Veneto alla Puglia, di tutti gli eventi straordinari accaduti fino ad oggi.

1) GRUARO (VENEZIA), 1294

Una donna stava lavando una delle tovaglie d’altare della chiesa di San Giusto sul lavatoio costruito lungo la roggia Versiola. Improvvisamente vide il lino della tovaglia tingersi di sangue. Osservando più attentamente, notò che il sangue usciva da una Particola consacrata rimasta tra le pieghe della tovaglia.


Il  documento più  autorevole e antico che descrive il Miracolo è un rescritto del 1454 di Papa Niccolò V. Fu allora che il titolo della chiesa parrocchiale, precedentemente Santa Maria e San Giovanni Evangelista, fu mutato, per disposizione di Papa Nicolò V, in Chiesa del Santissimo Corpo di Cristo (28 marzo 1454). Oggi la tovaglia è conservata in un cilindro di cristallo, sostenuto da un reliquiario d’argento del maestro orafo Antonio Calligari.

 TORINO, 1453

Nell’Alta Val Susa presso Exilles, le truppe di Renato d’Angiò si scontrarono con le milizie del duca Lodovico di Savoia. Qui i soldati si abbandonarono al saccheggio del paese ed alcuni entrarono in chiesa. Uno di loro forzò la porticina del tabernacolo e rubo’ l’ostensorio con l’ostia consacrata. Avvolse tutta la refurtiva in un sacco e a dorso di mulo si diresse verso Torino. Sulla piazza maggiore, presso la chiesa dello Spirito Santo (conosciuta oggi come la chiesa del Corpus Domini) il mulo inciampò e cadde. Ecco aprirsi il sacco e l’ostensorio con l’Ostia consacrata elevarsi al di sopra delle case circostanti tra lo stupore della gente.


Accorse anche il vescovo che rimase estasiato insieme alla folla, per il miracolo. Aveva in mano un calice, lo alzo verso l’alto e lentamente l’Ostia consacrata comincio’ a ridiscendere, posandosi dentro il calice.

I più antichi documenti che descrivono il miracolo sono gli Atti Capitolari del 1454, 1455, 1456 e alcuni scritti coevi del Comune di Torino.

3) CANOSIO (CUNEO), 1630

Don Antonio Reinardi, parroco di Canosio, paesino della diocesi di Saluzzo lungo le sponde del torrente Maira, richiamò tutti i cittadini col suono delle campane per invitarli a pregare il Signore di fare cessare la piena del torrente. Propose inoltre di fare un voto: se il villaggio di Canosio fosse stato risparmiato dalla furia devastatrice del Maira, i cittadini avrebbero fatto celebrare in perpetuo ogni anno una festa nell’ottava del Corpus Domini. Don Rainardi, prese il Santissimo Sacramento che pose nell’ostensorio e si diresse in processione verso il torrente, accompagnato da alcuni fedeli, cantando il «Miserere».

Impartita la benedizione, la pioggia cessò immediatamente e il livello del torrente ritornò subito alla normalità. Purtroppo, molti dei documenti che descrivevano il Miracolo, conservati fino al XVII secolo presso gli archivi parrocchiali, furono bruciati durante la guerra tra Spagna e Francia; c’è però una copia della relazione lasciata dal parroco che fu diretto testimone degli eventi.

4) DRONERO (CUNEO), 1631

La domenica del 3 agosto del 1631, verso l’0ra dei Vespri,  si  sprigionò  un  grande incendio nella cittadina di Dronero, nel marchesato di Saluzzo. La popolazione cercò in ogni modo di domare il fuoco, ma ogni tentativo si rivelò vano.Il fuoco intanto aumentava sempre di più. Il Padre Maurizio da Ceva, Cappuccino, ebbe l’ispirazione di ricorrere alla potenza del Salvatore velato sotto le specie  eucaristiche. Subito organizzò una solenne processione con il Santissimo Sacramento e seguito da tutti i cittadini, si diresse nel luogo dell’incendio. All’avanzare del Santissimo Sacramento il fuoco si arrestò miracolosamente.

Una lapide presente nella chiesetta di Santa Brigida a Dronero descrive in modo dettagliato il Miracolo e ogni anno, in occasione della festa del Corpus Domini, i cittadini di Dronero onorano la memoria del Prodigio con una solenne processione con il Santissimo Sacramento.

5) FERRARA, 1171

Questo Miracolo Eucaristico è avvenuto a Ferrara, nella Basilica di Santa Maria in Vado, il giorno di Pasqua. Padre Pietro da Verona, priore della Basilica, stava celebrando la Messa di Resurrezione e giunto alla frazione del pane consacrato, mentre spezzava l’Ostia, vide da questa sprizzare un fiotto di sangue che andò con le sue goccioline a macchiare la piccola volta sovrastante l’altare della celebrazione. La volticina macchiata di sangue fu racchiusa in seguito in un tempietto costruito nel 1595, ed è ancora oggi visibile nella monumentale Basilica di S. Maria in Vado.


Numerose sono le testimonianze che riportano il Miracolo, tra queste la  più importante è la Bolla di Papa Eugenio IV (30 marzo 1442), in cui il Pontefice menziona il Prodigio riferendosi alle testimonianze dei fedeli e alle antiche fonti storiche. Il manoscritto di Gerardo Cambrense è il documento più antico  (1197) che menziona il Prodigio ed è conservato nella Biblioteca Lamberthiana di Canterbury.

6) RIMINI, 1223

Nella sua intensa attività di evangelizzazione, sant’Antonio fu attivo a Rimini verso il 1223 ed è proprio in questo periodo che il miracolo viene attestato da numerosi libri storici. Il Miracolo Eucaristico fu operato da Sant’Antonio dopo che un certo Bonovillo, un eretico, lo sfidò a dimostrare con un prodigio la vera presenza del Corpo di Cristo nella comunione.

L’appuntamento tra i due fu fissato in Piazza Grande (l’attuale piazza Tre Martiri), richiamando una immensa folla di curiosi. Giunto davanti alla mula, il Santo avrebbe detto: «In virtù e in nome del Creatore, che io, per quanto ne sia indegno, tengo veramente tra le mani, ti dico, o animale, e ti ordino di avvicinarti prontamente con umiltà e di prestargli la dovuta venerazione».

L’animale, nonostante fosse stremato dalla fame, lasciò da parte il fieno, si avvicinò per adorare l’ostia consacrata tanto che piegò ginocchia e capo, suscitando lo stupore e la commozione dei presenti. A ricordo di questo episodio fu costruito, a piazza Tre Martiri, una chiesetta dedicata a sant’Antonio con un tempietto antistante, opera del Bramante (1518).

7) BAGNO DI ROMAGNA, 1412

Nel 1412, l’allora priore della Basilica di Santa Maria di Bagno di Romagna, Padre Lazzaro da Verona, mentre celebrava la Santa Messa, fu assalito da forti dubbi circa la reale presenza di Gesù nel SS. Sacramento. Aveva da poco pronunciato le parole della consacrazione sul vino che questo si trasformò in vivo sangue e cominciò a ribollire fuoriuscendo dal calice e riversandosi sul corporale. Padre Lazzaro, profondamente commosso e pentito, confessò ai fedeli presenti alla celebrazione la sua incredulità e lo strepitoso Miracolo che il Signore aveva operato sotto il suo sguardo.


Nel 1912 il Cardinale Giulio Boschi, Arcivescovo di Ferrara, fece celebrare il quinto centenario del Miracolo, a cui seguì un convegno di studi eucaristici.

8) FIRENZE, 1292 e 1595

Nella chiesa di Sant’Ambrogio a Firenze, sono custodite le Reliquie di due Prodigi Eucaristici avvenuti nel 1230 e nel 1595. Nel Miracolo del 1230, un prete lasciò nel calice alcune gocce di vino consacrato. Il giorno seguente, tornando a celebrare la Messa nella stessa chiesa trovò dentro al calice delle gocce di sangue vivo rappreso ed incarnato. Il sangue fu subito raccolto in un’ampolla di cristallo. Il Vescovo Ardingo da Pavia ordinò di portare  la  Reliquia in Vescovado, e dopo poche settimane la restituì alle Suore del Monastero che la custodirono presso la chiesa diSant’Ambrogio.


L’altro Miracolo Eucaristico avvenne il Venerdì Santo dell’anno 1595, quando, scoppiato un furioso incendio nella chiesa, restarono prodigiosamente intatte alcune Particole consacrate. Nel1628  l’Arcivescovo di Firenze, Marzio Medici, dopo averle esaminate, le trovò incorrotte e le fece dunque riporre in  un prezioso reliquiario.

9) SIENA, 1730

Nella Basilica di San Francesco a Siena, si conservano intatte da 276 anni, 223 Ostie. L’Arcivescovo Tiberio Borghese fece chiudere per dieci anni in una scatola di latta sigillata alcune ostie non consacrate. La commissione scientifica preposta quando riaprì la scatola vi trovò solo vermi e frammenti putrefatti. Il fatto è contro ogni legge fisica e biologica, lo stesso scienziato Enrico Medi così si espresse al riguardo: «Questo intervento diretto di Dio, è il Miracolo[…], compiuto e mantenuto tale miracolosamente per secoli, a testimoniare la realtà permanente di Cristo nelSacramento Eucaristico».


Nel 1914, il Papa San Pio X autorizzò un esame a cui parteciparono numerosi professori di bromatologia, igiene, chimica e farmaceutica, fra cui vi era anche il noto Professore Siro Grimaldi. La conclusione finale del  verbale che redassero diceva: «Le Sante Particole di Siena sono un classico esempio della perfetta conservazione di Particole di pane azzimo  consacrate nell’anno 1730, e costituiscono un fenomeno singolare».

10) MORROVALLE (MACERATA), 1560

Nel 1560, a Morrovalle un grosso incendio distrusse tutta la chiesa dei Francescani, tranne l’Ostia magna contenuta in una pisside (anch’essa completamente bruciata a eccezione del coperchio).

Mons. Ludovico di Forlì, fu immediatamente inviato dal Papa Pio IV a Morrovalle per indagare la veridicità dei fatti. Il Papa Pio IV, appena ricevette il resoconto del Vescovo, giudicò l’evento superiore ad ogni causa naturale e ne autorizzò il culto con l’indizione della Bolla Sacrosanta Romana Ecclesia (1560).

11) MACERATA, 1356

Il 25 aprile del 1356, a Macerata, un sacerdote di cui non si conosce il nome, stava celebrando la Messa nella cappellina della chiesa di Santa Caterina, di proprietà delle monache benedettine.

Durante la frazione del pane, prima della Comunione, il prete cominciò a dubitare circa la reale presenza di Gesù nell’Ostia consacrata. Fu proprio nel momento in cui spezzava l’Ostia che, con suo grande spavento, vide sgorgare da questa un abbondante fiotto di sangue che macchiò parte del lino e del calice posti sull’altare.

Anche lo storico Ferdinando Ughelli cita questo Miracolo nella sua opera Italia Sacra del 1647 e descrive come sin dal XIV secolo “il corporale veniva portato in solenne processione per la città, chiuso in un’urna di cristallo d’argento, con il concorso di tutto il Piceno”.

12) ASSISI, 1240

Nella Leggenda di Santa Chiara Vergine si raccontano vari miracoli operati da Santa Chiara. Si narrano episodi di moltiplicazione di pane, di bottiglie di olio comparse quando in convento era del tutto assente. Ma il più famoso tra i miracoli da lei operati è quello accaduto nel 1240, un venerdì di settembre, in cui Chiara di fronte ad un assalto di soldati saraceni penetrati con la forza anche nel chiostro del suo convento di San Damiano, riesce a metterli in fuga mostrando loro l’Ostia Santa.

13) CASCIA, 1241

Nel 1330, a Cascia un contadino gravemente ammalato fece chiamare il prete per ricevere la Comunione. Il sacerdote, un po’ per incuria e un po’ per apatia, invece di prendere con sé il ciborio per riporre la Particola da portare a casa del malato, prelevò da questo un’Ostia che infilò irriverentemente nel libro delle preghiere. Una volta giunto dal contadino, il sacerdote aprì il libro e con spavento vide che l’Ostia si era trasformata in un grumo di sangue che aveva macchiato anche le pagine del libro.


Nell’atto di ricognizione della Reliquia del Miracolo Eucaristico di Cascia avvenuta nel 1687, viene riportato anche il testo di un antichissimo Codice del convento di Sant’Agostino in cui sono descritte numerose notizie riguardanti il Prodigio. Oltre a questo codice, l’episodio viene anche menzionato negli Statuti Comunali di Cascia del 1387.

14) BOLSENA (VITERBO), 1264

Un sacerdote di Praga, che si trovava in viaggio in Italia,stava celebrando la Messa nella Basilica di Bolsena,quando al momento della consacrazione avvenne unProdigio: l’Ostia si trasformò in carne. Questo Miracolo sostenne la fede del sacerdote dubbioso circa la reale presenza di Cristo nell’Eucaristia. Le Sacre Specie furono subito ispezionate da Papa Urbano IV e da San Tommaso d’Aquino.Il Pontefice decise di estendere a tutta la Chiesa la festa del Corpus Domini «affinché questo eccelso e venerabileSacramento fosse per tutti memoriale dello straordinario amore di Dio per noi».


La notizia del Miracolo si diffuse subito e sia il Papa che San Tommaso  d’Aquino poterono verificare immediatamente di persona il Prodigio. Dopo  attento esame Urbano IV ne approvò il culto. Egli decise poi di estendere la festa del Corpus Domini, che sino all’epoca era stata soltanto una festa  locale della diocesi di Liegi, a tutta la Chiesa universale.

15) LANCIANO, 750 d.C.

Un’iscrizione marmorea del XVII secolo, descrive questo Miracolo Eucaristico avvenuto a Lanciano nel 750, presso la chiesa di San Francesco.

«Un monaco sacerdote dubitò se nell’Ostia consacrata ci fosse veramente il Corpo di Nostro Signore. Celebrò Messa e, dette le parole della consacrazione, vide divenire Carne l’Ostia e Sangue il Vino. Fu mostrata ogni cosa agli astanti. La Carne è ancora intera e il Sangue diviso in cinque parti disuguali che tanto pesano tutte unite quanto ciascuna separata».

16) ROMA, 595 d.C e 1610

La reliquia di questo Miracolo Eucaristico si conserva ad Andechs, in Germania, presso il monastero benedettino. Si verificò a Roma nel 595 durante una celebrazione eucaristica presieduta dal Papa San Gregorio Magno. Al momento di ricevere la Santa Comunione, una nobildonna romana cominciò a ridere perché assalita dai dubbi circa la verità della reale presenza di Cristo nel pane e nel vino consacrati. Il Papa allora, turbato dalla sua incredulità, decise di non comunicarla e subito le specie del pane si mutarono in carne e in sangue.

Tra le opere più importanti in cui è menzionato questo Miracolo Eucaristico avvenuto a Roma nell’anno 595 vi è la Vita Beati Gregorii Papae scritta dal Diacono Paolo nel 787.

Ancora oggi è possibile vedere l’impronta miracolosa lasciata dall’Ostia caduta sul gradino dell’altare della Cappella Caetani, nella Chiesa di Santa Pudenziana a Roma. L’impronta sul gradino vi restò impressa in seguito alla caduta dell’Ostia dalle mani di un sacerdote che proprio mentre stava celebrando la Messa fu colto dal dubbio sulla reale presenza di Gesù nel Sacramento dell’Eucaristia.

17) ALATRI (FROSINONE), 1228

Ad Alatri si conserva ancora oggi presso la Cattedrale di S. Paolo Apostolo, la Reliquia del Miracolo Eucaristico avvenuto nel 1228 che consiste in un frammento di Particola convertita in carne. Una giovane donna, per riconquistare l’amore del suo fidanzato, si rivolge ad una fattucchiera che le ordina di rubare un’Ostia consacrata per farne un filtro d’amore.


Durante una Messa la ragazza riesce a prelevare un’Ostia che nasconde in un panno, ma arrivata a casa si accorge che l’Ostia si è trasformata in carne sanguinante.

Di questo Prodigio ne parlano numerosi documenti, tra cui la Bolla di Gregorio IX.

18) VEROLI (FROSINONE), 1570

Nella Pasqua del 1570, nella chiesa di Sant’Erasmo a Veroli, durante l’esposizione del SS. Sacramento (che a quei tempi veniva inserito in una teca cilindrica posta dentro un grande calice ministeriale, coperto con la patena) per le Quaranta ore di pubblica adorazione, Gesù Bambino apparve nell’Ostia esposta e operò numerose grazie. Oggi il calice dove fu esposto il SS. Sacramento è custodito nella chiesa di Sant’Erasmo e viene utilizzato per la celebrazione della Santa Messa, una volta l’anno, il martedì dopo Pasqua.

Il documento più autorevole su questo Miracolo Eucaristico fu redatto immediatamente dopo i fatti dalla Curia ed è conservato nell’archivio della chiesa di S. Erasmo. Molto dettagliata è la deposizione di un certo Giacomo Meloni, che fu tra i primi testimoni che assistettero al Prodigio.

19) PATIERNO (NAPOLI), 1774

II 29 agosto del 1774, la Curia arcivescovile si espresse favorevolmente riguardo al miracoloso ritrovamento e all’inspiegabile preservazione delle Ostie trafugate dalla chiesa di S. Pietro a Patierno il 24 febbraio del 1772.

Nel 1971 è stato indetto l’Anno Eucaristico diocesano per dare modo alla comunità diocesana di prendere coscienza del Miracolo Eucaristico.

Purtroppo nel 1978, alcuni ignoti ladri sono riusciti a rubare anche il Reliquiario con le miracolose Particole del 1772.

Tra le varie testimonianze ci furono anche quelle di tre rinomati scienziati del tempo tra i quali vi era anche il noto Dottor Domenico Cotugno della Regia Università di Napoli, che così si espressero al riguardo: «Segnatamente la straordinaria apparizione dei lumi, variata in tante maniere, e l’intatta conservazione delle dissepolte Particole non possono spiegarsi co’ principi fisici, e superano le forze degli agenti naturali: quindi è che debbono essere considerate come miracolose».

20) CAVA DEI TIRRENI (SALERNO), 1656

La «Festa di Castello», puntualmente rivissuta sin dal 1657, ricorda la liberazione dal contagio della peste, della Città di Cava avvenuta il 25 maggio 1656, giorno dell’Ascensione. Il «male» finì dopo la pia processione e benedizione con il Corpus Domini, svolta dal Casale della SS. Annunziata al terrazzo superiore di Monte Castello.

21) TRANI, 1000 circa

Una donna di religione non cristiana, incredula circa la verità del Dogma Cattolico della presenza reale di Gesù nell’Eucaristia, aiutata da una sua amica cristiana, durante la celebrazione di una Santa Messa, riuscì a rubare un’Ostia consacrata. La donna, quasi sfidando Dio, pose poi la Particola consacrata dentro una padella di olio sopra il fuoco.

Improvvisamente dall’Ostia stillò una grande quantità di sangue che si riversò sul pavimento fino a fuoriuscire dall’uscio della porta di casa. Il frate Bartolomeo Campi, descrive nella sua opera «L’Innamorato di Gesù Cristo» (1625). L’Arcivescovo fu subito informato dell’accaduto e ordinò di riportare riverentemente la Particola nella chiesa. Lo stesso abate cistercense Ferdinando Ughelli (1670), nella sua conosciutissima opera enciclopedica «Italia sacra».

22) SAN MAURO LA BRUCA (SALERNO), 1969

Nel 1969, a San Mauro la Bruca ignoti ladri, penetrati di nascosto nella chiesa parrocchiale, si impossessarono di alcuni oggetti sacri, tra cui la pisside contenente delle Particole consacrate. Le Ostie furono ritrovate la mattina seguente e ancora oggi si mantengono intatte.

Solo nel 1994, dopo 25 anni di approfondite analisi, Monsignor Biagio D’Agostino, Vescovo di Vallo della Lucania, ha riconosciuto la conservazione miracolosa delle Particole e ne ha autorizzato il culto. Dall’esperienza di analisi compiute da scienziati e chimici si sa che già dopo sei mesi la farina azzima si rovina gravemente e, nel giro massimo di un paio d’anni, si riduce a poltiglia e poi a polvere

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IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

L’ULTIMO  PAPA CONTRO L’ANTICRISTO

(Dal romanzo di Robert Benson “Il Padrone del mondo”)

Il Papa che fronteggerà l’Anticristo nella visione di Benson sarà l’ultimo Papa e per questo il suo nome sarà “Silvestro”. La resa dei conti avverrà fra questi due antagonisti, che rappresenteranno gli antagonisti di sempre: il dragone infernale e Gesù Cristo, con l’umanità schierata dall’una o dall’altra parte. Con questo scontro si concluderà la storia e si aprirà la scenario del Giudizio finale. Il principe di questo mondo, incarnato nell’Anticristo, avrà come oppositore strenuo il Romano Pontefice, il “dolce Cristo in terra”.   In una pagina memorabile Benson delinea il programma e le iniziative con cui il Papa fronteggia la marea montante  dei tempi dell’Anticristo: tutto il mondo ormai è passato sotto il dominio diretto dell’ “uomo iniquo”, eccetto la città di Roma, ancora sotto il governo del Papa. Completamente insensibile alle opinioni del mondo, egli, nel suo programma di resistenza strenua e silenziosa all’apostasia in atto, dà a Roma un’organizzazione tutta particolare, volta unicamente a mantenere vivi i valori soprannaturali e a ribadire l’importanza unica ed esclusiva della salvezza eterna delle anime:

 “Egli si era proposto, fin da allora, di fare di Roma una città di santi. Non si era dato pensiero delle opinioni mondane…Le sue numerose encicliche contenevano tutte il principio che lo scopo della Chiesa è di rendere gloria a Dio e di coltivare nelle anime il seme soprannaturale. Egli affermava che niente aveva importanza né significato se non in relazione con questi scopi supremi. Tutti gli uomini furono chiamati a riflettere sul loro destino immortale, sulla maestà di Dio, sul fatto che, dopo il breve tratto della vita, avrebbero dovuto rendere conto a Dio, creatore e sovrano dell’universo. Il mondo fu molto stupito di fronte alla condotta di questo Papa. I popoli si attendevano sdegni unanimi, complotti, proteste, emissari segreti, discussioni, calde esortazioni. Nulla di tutto ciò. Egli sembrava ignorare i passi compiuti dal progresso; sembrava che ancora credesse che il mondo intero fosse fedele a Dio: non aveva ancora scoperto che Dio era lui! Così il popolo pensava”” ( Ib. pag 135-13/).

Il combattimento escatologico ha bisogno di una Chiesa rinnovata e riportata all’essenziale della sua missione soprannaturale. Il primo obbiettivo è la conservazione della fede in un mondo in cui essa si dissolve come la nebbia al sole.  La negazione del soprannaturale è la suggestione satanica che cattura le menti fuori e dentro la Chiesa. Benson ha colto con grande anticipo la radice della moderna impostura, contro la quale è necessaria l’eroica resistenza della fede. Nel medesimo tempo è necessaria la testimonianza della santità. Cioè di una vita in cui Dio abbia il primato assoluto e i cuori siano ricolmi della carità e della speranza soprannaturali. Una Chiesa che crede in Gesù Cristo e lo ama, spargendo intorno a sé la sua luce e il suo amore, è la roccia contro la quale le fortezze volanti dell’esercito dell’Anticristo invano lanceranno i loro ordigni di morte.

L’altra arma fondamentale per non soccombere nella battaglia finale è quella della preghiera. Nel tempo in cui l’uomo glorificherà se stesso e proclamerà la sua divinità, indicando nell’Anticristo  il salvatore del mondo, la dimensione soprannaturale, cioè la certezza interiore dell’esistenza di Dio e del suo mirabile piano di salvezza realizzato nel suo Verbo Incarnato, rimarrà radicata soltanto in quei cuori che sperimenteranno la divina presenza nella preghiera. Infatti Dio non lo si può vedere e una ragione offuscata dall’orgoglio e dai pregiudizi può anche arrivare a giustificare l’ateismo. Tuttavia nella preghiera il cuore coglie la sua misteriosa  irradiazione di luce, di pace e di amore.  Ciò che il cuore avverte come vero non si piega facilmente al soffiare dei venti dello scetticismo.  Benson anticipa uno dei tempi fondamentali della Regina della pace, riguardo alla necessità assoluta della preghiera, per la conservazione della fede nell’ora dell’impero delle tenebre.

Infatti, durante l’universale smarrimento delle menti e dei cuori, la forza della suggestione satanica offuscherà la ragione, e soltanto chi, mediante la preghiera, farà l’intima esperienza del soprannaturale, avrà la forza di andare controcorrente e di professare la verità della fede cristiana. Oggi gli strali delle porte dell’inferno sono rivolti non tanto contro l’esistenza di Dio, quanto contro la divinità di Gesù Cristo. Vi è una convergenza nel negarla da parte delle realtà più diverse. Le grandi religioni, compreso l’Islam, si accordano con il nuovo paganesimo di matrice occidentale nel ritenere uno scandalo la fede nella divinità di Gesù di Nazareth.  Il risorgente anticristianesimo, che per molti aspetti è un anticattolicesimo, in quanto ha di mira la Chiesa cattolica, riesce misteriosamente a unificare il mondo. E’ una unità contro Cristo, non di amore dunque, ma di odio. Il genio di Benson  l’ha intuito e ha indicato nell’intima amicizia col Signore Risorto, sia nella preghiera personale come nei sacramenti, in particolare nell’eucaristia, la sorgente dalla quale attingere la forza per resistere saldi nella fede.

In questo passaggio del suo romanzo, Benson, che durante la sua predicazione sacerdotale ha toccato con predilezione la tematica dell’intima amicizia con Gesù Cristo, ci ha lasciato alcune pagine immortali sulla forza della preghiera nel tempo della prova. Come Gesù nel Getzemani, nell’ora dell’impero delle tenebre, così anche il cristiano, nell’ora dell’Anticristo, ha nella preghiera l’arma della vittoria. E’ infatti nella preghiera che si sperimenta Dio e la verità della fede.  E’ nella preghiera che Dio parla con parole che si stampano nell’anima a caratteri di fuoco. Che cosa sono le parole degli uomini se non segni scritti sulla sabbia che un soffio di vento cancella?  Che cosa sono le parole umane che  volano via come foglie secche, nei confronti delle parole divine che non passeranno, neppure quando il cielo e la terra saranno passati?

Nella sua preghiera il futuro Papa “ udì parole di infinita tenerezza; udì parole taglienti come la spada e ardenti come il fuoco; si sentivano lacrime e sangue scendere, nello sforzo di raccogliere, di trattenere, di capire quelle divine parole che gli passavano accanto con la rapidità della freccia scoccata dall’arco. Voleva rispondere….Vide il corpo mistico nell’agonia, disteso sul mondo come infinita Croce, muto nel dolore; vide i suoi nervi strappati, contorti, finché l’amore gli donò una visione rapida e fuggente; il sangue vivo cadeva, goccia a goccia, dalla testa, dalle mani, dai piedi; il mondo con risa e scherni, si era tutto raccolto ai piedi di questa Croce sanguinante….Maria taceva, trafitto il Cuore dalle sette spade”( Ib.  pag.  46-50). 

Quando la preghiera introduce l’anima nella dimensione soprannaturale, allora anche il debordare dell’inferno sulla terra acquista un significato nel piano di Dio. Benson, nella descrizione della Passione della Chiesa durante la prova spaventosa degli ultimi tempi, anticipa l’insegnamento del Catechismo della Chiesa Cattolica: “ La Chiesa non entrerà nella gloria del Regno che attraverso quest’ultima Pasqua, nella quale seguirà il suo Signore nella sua morte e resurrezione” ( 677). E’ rivolgendo lo sguardo alla Passione di Cristo, alla sua morte e alla sua resurrezione, che i cristiani affrontano il Mysterium iniquitatis senza indietreggiare. La Chiesa, vista nella luce della fede,  altro non è se non Gesù Cristo diffuso e comunicato in ognuno dei suoi membri.

Fa una certa impressione sentire sulla labbra dell’ultimo Papa, sintetizzate in poche parole, le esortazioni della Madonna, rivolte in oltre mezzo secolo di apparizioni a Medjugorje: “La Messa, la preghiera, il Rosario. Queste sono le prime e le ultime cose. Il mondo nega la loro potenza ed è invece in tutto questo che il cristiano deve cercare appoggio e rifugio. Tutte le cose in Gesù Cristo: in Gesù Cristo ora e sempre. Nessun altro mezzo può servire: Egli deve fare tutto, perché noi non possiamo fare più nulla” ( Ib. pag.  140-143). “ La preghiera opera miracoli nei cuori degli uomini e nel mondo” ( 25-10.2001) afferma a sua volta la Regina della Pace. E’ questa l’arma invincibile che il Cielo ha messo a disposizione perché tutti la possano usare contro il drago sciolto dalle catene.

Quando Benson scriveva il suo romanzo, la Chiesa stava per entrare nella bufera della più sanguinosa persecuzione della sua storia, con centinaia di migliaia di martiri. Dieci anni dopo, nel 1917, la Madonna a Fatima rivelava quel segreto terrificante che preannunciava la salita al Calvario del popolo di Dio, guidato dal Vescovo vestito di bianco, in mezzo a un mondo in macerie. Noi ci chiediamo: la persecuzione è alle nostre spalle o ci sta davanti?  René Girard afferma che l’Apocalissse è davanti a noi. Il messaggio di Benson è chiaro e diventa sempre più attuale mano a mano che ci inoltriamo nel nuovo millennio.  Una umanità che si è messa al posto di Dio non può che perseguitare Gesù Cristo e la Chiesa.  Dietro la religione umanitaria c’è l’antico serpente, il cui odio contro Dio non fa che crescere, “ sapendo che gli resta poco tempo” (Ap 12,12). Non vi è dubbio che “Il Padrone del mondo” costituisca la più lucida anticipazione dello scatenamento satanico che la Chiesa abbia mai conosciuto.

E’ lo stesso ultimo Papa che non esita a preparare il gregge perché affronti con coraggio la passione che l’attende: “Ormai è prossima la persecuzione. Già sono stati fatti alcuni tentativi, ma la persecuzione non è da temere. Come sempre essa, senza alcun dubbio, cagionerà delle defezioni….d’altra parte confermerà nella fede i veri credenti ed eliminerà dalla Chiesa le coscienze titubanti…L’attacco di satana  nel ventesimo secolo violentò le sorgenti stesse della vita spirituale e morale, attaccando contemporaneamente il corpo, l’intelletto e il cuore, La cosa che più è da temere è questa influenza immensa  che sa esercitare l’umanitarismo: esso, infatti, si avvicina, come il Regno di Dio, con grande forza, esaltando le menti visionarie e romantiche; asserisce le sue verità e non le dimostra, soffoca con guanciali comodi invece di sollecitare le menti e ferisce con l’arma della cosiddetta scienza. “

Di fronte all’estremo pericolo, colui che sarà l’ultimo Papa escogita l’estremo rimedio. Sarà l’istituzione  di un nuovo Ordine religioso, senza abito o distintivo particolare, più libero dei gesuiti, più penitente dei certosini, più povero dei francescani. Uomini e donne che faranno tre voti e, in più, dichiarano la loro disponibilità, se necessario, a patire il martirio. Cristo crocifisso ne sarà il patrono.  L’Ordine di Cristo Crocifisso, aperto a tutti i cristiani dai diciassette anni in poi, sarà dunque lo strumento per l’immane battaglia, che sarà quella definitiva. Infatti “Ogni singolo Ordine nacque e fiorì in momenti diversi, secondo le necessità e tutti hanno corrisposto nobilmente alla loro vocazione…Ora però non dobbiamo più lottare contro l’una o l’altra forza, ma contro l’immensità manifesta di quel potere, già preannunciato da secoli: ma la sua sconfitta è stata stabilita fin dall’eternità”. Alla Chiesa dei tempi della fine sarà dunque chiesta la disponibilità sacrificio supremo per  cooperare alla vittoria contro l’ultimo scatenamento del male.  Come Gesù Cristo ha vinto con la Croce così la Chiesa riporterà la vittoria definitiva rivivendo in se stessa il mistero pasquale.

( Padre Livio  – Profezie sull’Anticristo – pag 173-177)

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

COME  MAI IL “TEMPO DEI SEGRETI”, CHE E’ PROSSIMO, E’ AVVOLTO DA  UN SILENZIO  TOMBALE?

Cari amici,

le apparizioni di Medjugorje non sono una fra  le innumerevoli che  la  Madre  di Dio ci ha donato  in questi due millenni  di storia cristiana.

Sono le  ultime,  come  la  Madonna  ha tenuto a  sottolineare fin dai primi tempi  ma,  soprattutto, sono le  più  importanti  e  le più necessarie per  la  Chiesa  e per  l’umanità.

Infatti i pericoli che  riguardano la Fede  cattolica  e la stessa sopravvivenza dell’umanità  sono  immani.

 Mai si era verificata  una situazione così  estrema  da  richiedere la   presenza così prolungata  di Maria per salvare  le  nostre  vite,  il  pianeta  sul quale viviamo  e  la  stessa  Chiesa.

La  Madonna ci ha detto tutto fin dal principio, svelandoci per  tempo   il  piano di satana,  ma  noi non ci siamo lasciati coinvolgere,  perché gli ammonimenti dei  messaggi ci sembravano lontani e irreali.

Ora  però  che  si sono presentati prepotentemente  i cavalieri  dell’Apocalisse, la  peste,  la guerra,  la fame  e la morte, ci stiamo pian piano svegliando  dal  sonno stanco delle nostre  anime.

Ci rendiamo conto  che  le profezie  della  Regina della pace si stanno avverando e che siamo entrati nel tempo dell’Apocalisse e  del  prima grande combattimento escatologico, quello della Donna e il  drago.

Nel  frattempo Medjugorje è divenuto  un grande  santuario mariano, dove confluiscono  pellegrini e  soprattutto sacerdoti da  ogni parte del  mondo. Tutti possono apprezzare il fervore  della fede e il  numero  di conversioni autentiche e  durevoli.

Tuttavia una domanda  sale  spontanea dal  profondo del  cuore:  come mai  il  tema fondamentale  di questa  lunga presenza della Madonna  che è  “il  tempo dei segreti”  è  avvolto da  un  silenzio  tombale,  come se  fosse  collettivamente  rimosso?

Eppure tutti noi temiamo che  potrebbe esplodere  una catastrofe  nucleare e  nel  medesimo tempo vediamo la fede cristiana rifiutata e combattuta proprio nei paesi che l’hanno diffusa nel mondo.

La Madre  ci ha ammonito in tutti questi anni e  nel  medesimo tempo ci indicato il mezzo per  uscire  vincitori da questa  catastrofe  incombente. Il  mezzo è  solo Lei,   che  l’amore di Dio  ha inviato per salvare la nostre  vite  e  il  pianeta  sul qual viviamo.

C’è un momento,  che la  Madonna  ha previsto  nel suo piano,  quando  tutta  la Chiesa  si scuoterà e prenderà consapevolezza di questo  momento unico della storia  della  salvezza.

Sarà il  momento dell’apparizione sulla  collina del segno promesso,  dopo che è stato preannunciato tre  giorni prima. Sarà  un segno che viene dal  Signore,  quindi  umanamente  inspiegabile, bellissimo,  indistruttibile  e durevole.

Questo segno inequivocabile  viene dato  dalla Madonna perché si creda  alla  sua  presenza.  E’  quindi dato  in  primo luogo alla Chiesa, che sola  ha l’autorità si pronunciarsi sull’origine soprannaturale  delle apparizioni. 

E’ questo  il passaggio decisivo che spingerà   la Chiesa  a  mettersi al  servizio del piano di salvezza di Maria,  che si realizzerà nel  cuore della  battaglia,  dal quarto al decimo segreto.

Un evento storico e soprannaturale di tale  grandezza e  importanza,  che finalmente introdurrà  l’umanità in un tempo di pace, non può avvenire senza  la guida della Chiesa.

“Io con i miei pastori vincerò”

Vostro Padre Livio

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

Abbiamo bisogno di essere guidati nel cammino spirituale

Carissimo Padre Livio,

Le scrivo per dirle semplicemente “grazie”. Ma è un “grazie” che nasce dal cuore.
Lei veramente è un “Padre” (ovviamente senza nulla togliere agli altri sacri pastori).
La sua paternità spirituale, come si evince anche dalle mail che riceve giornalmente, ha generato molti “figli”nel corso di questi anni in cui lei ha diretto mirabilmente Radio Maria (con l’aiuto della Madonna).
Lei si sta prendendo cura di noi, ogni giorno, con i suoi “pensieri spirituali” sul blog, proprio come un buon padre.
Perché tutti siamo un po’ come bambini, ed abbiamo bisogno di essere quotidianamente guidati nel cammino spirituale.
Le voglio confidare una cosa a cui tengo molto: in questi ultimi tempi, a partire soprattutto dal messaggio del 25 febbraio 2022, ho deciso di intensificare la preghiera, prendendo lo spunto dalla frase “cari figli, pregate con me, perchè satana non prevalga”. Le sembrerà strano, ma dedicando più tempo al Rosario, invece di sentirmi più “sicuro”, ho sperimentato una maggior veemenza del tentatore nei miei confronti. E diverse volte mi sono trovato soccombente. Questa cosa la devo ritenere pericolosa? Cioè: secondo lei, l’intensificarsi delle prove è da attribuire al tempo apocalittico in cui siamo entrati? Oppure Dio sta permettendo che le nostre anime siano passate al vaglio da satana, proprio come accadde agli apostoli nel momento del Gethsèmani?
A volte mi sento smarrito di fronte agli assalti del male, e all’emergere della nostra fragilità. E l’unico modo per superare i momenti difficili è soltanto quello di inginocchiarmi davanti alla Croce.
Mi scusi lo sfogo, padre Livio.
Le voglio bene.

Ave, Maria

Donato

Caro Donato,

Grazie!

Ave  Maria

Padre  Livio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sull’importanza dell’Eucaristia

Cari amici,

domenica sarà la festa del Corpus Domini. Nella parrocchia di Medjugorje si sta facendo la Novena in preparazione al quarantunesimo anniversario che sarà il 25 giugno.

Per comprendere appieno la festa del Corpus Domini vorrei partire dal messaggio della Regina della pace del 2 dicembre 2015:


«Figli miei, la Chiesa è stata perseguitata e tradita fin dai suoi inizi, ma è cresciuta di giorno in giorno.
È indistruttibile, perché mio Figlio le ha dato un cuore: l’Eucaristia»

Ecco allora l’importanza di questo Sacramento: così come il cuore è importante per il nostro corpo, allo stesso modo è l’Eucaristia per tutta la Chiesa. Ciò che fa vivere la Chiesa è l’Eucaristia.

Gesù Cristo è vero Dio, vero Uomo e come tale ha un corpo e un’anima dotata di intelligenza e volontà umane che ha anche un’io divino. La Persona divina del Verbo è unita all’umanità costituita da corpo, sangue e anima.

L’Eucaristia ha un posto centrale nella fede cattolica e nella vita cristiana, è la fonte della grazia. Il centro della Chiesa, fin dalle origini, è l’Eucaristia. La preghiera ufficiale della Chiesa, che è la fonte viva della grazia e che la Chiesa celebra dalla Resurrezione di Cristo fino ad oggi, è proprio la Santa Messa.

La Santa Messa è la preghiera della Chiesa per eccellenza. Senza Santa Messa la Chiesa non potrebbe vivere, sarebbe una fonte secca.

Dal punto di vista teologico l’Eucaristia è il cuore di tutti i sacramenti. La Santa Messa è l’evento fondamentale della vita della Chiesa e della vita cristiana perché è l’evento della Redenzione.

La Redenzione dell’umanità è avvenuta per mezzo del sacrificio di Cristo sulla Croce, per nostro amore, per la nostra salvezza e con la sua gloriosa Resurrezione. Il mistero Pasquale nella sua totalità è il cuore della Chiesa, è il compimento della Redenzione. Dalla Croce viene la grazia del perdono dei peccati e della Misericordia; dalla Croce viene la grazia di tutti i Sacramenti (in particolare Battesimo e Penitenza ch purificano dai peccati, anche i più gravi); dal sacrificio di Cristo viene la Redenzione nella sua totalità, quindi la figliolanza divina e la vita eterna.

La Santa Messa è il rinnovarsi nel tempo del mistero centrale della fede che è il mistero Pasquale della morte e Resurrezione di Cristo. Celebrando la Messa celebriamo l’opera della nostra Redenzione. Ecco perché la Messa è l’atto di culto per eccellenza ed è come un tronco da cui fuoriescono i rami delle altre preghiere e devozioni.

Capiamo allora l’importanza della Santa Messa. Il giorno dopo il Sabato Santo prende il nome di domenica (dies Dominicus, «giorno del Signore») e in questo giorno, fin dalle origini, la Chiesa ha celebrato l’Eucaristia spezzando il pane. Ricordiamo bene l’episodio dei discepoli di Emmaus che hanno riconosciuto Gesù proprio dallo spezzare del pane.

Il nome della Celebrazione Eucaristica nel corso degli anni è cambiato ma ha origine sempre dallo spezzare del pane che Gesù ha compiuto nell’Ultima Cena. È lì che ha istituito il Sacramento dell’Eucaristia dicendo «fate questo in memoria di me».

Obbedendo a queste parole, i cristiani delle origini hanno organizzato la loro Liturgia, prima nelle case e poi in piccoli locali appositi, celebrando l’Eucaristia proprio spezzando il pane, come aveva detto di fare Gesù.

Ci sono moltissime testimonianze, tra cui quella di San Paolo, in cui si descrivono i cristiani che si radunano a celebrare l’Eucarestia che consisteva in due momenti (come ora): la Liturgia della Parola e la Liturgia Eucaristica.

Quando ha istituito l’Eucaristia, Gesù ha istituito anche il Sacramento dell’Ordine. C’è un legame fortissimo tra sacerdote ed Eucaristia, la centralità della missione sacerdotale è proprio la Celebrazione Eucaristica.

L’Eucaristia è il cibo per l’anima, la grazia al quale ogni cristiano deve attingere per ricevere l’amore di Dio, che è lo Spirito Santo. Partecipando all’Eucaristia la nostra anima si rinnova, diventa splendente, diventa tempio della Santissima Trinità. Non abbiamo idea di quali meraviglie compie nella nostra anima una Santa Comunione fatta con fede.

Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia” 

LA SORTE DELLE ANIME NEI GIORNI DELLA GRANDE TRIBOLAZIONE – Puntata 35

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕ 

🔴NOVITA’🔴LIVE VIDEO LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

PERCHE’ LA CHIESA  NON SI PRONUNCIA UFFICIALMENTE SU MEDJUGORJE?

Caro Padre Livio, buongiorno. 

Sono Sergio da Venezia, 65 anni e ascoltatore di Radio Maria fin dalle origini.
Vorrei scriverLe tante cose per raccontarLe come Radio Mario ha inciso profondamente  sulla mia vita e su quella della mia famiglia.

 Ma sento che ha sempre molte mail da gestire e quindi mi limiterò a fare solo una domanda che ormai da tempo serbo tra me e me ma che ora mi sono deciso a proporLe sentendo ripetutamente  la sua convinta testimonianza sull’ingresso, di fatto, della nostra storia umana nella prima fase dell’Apocalisse.

Fra tutte le vicissitudini vissute nell’arco della mia vita questa mi sembra sia senza ombra di dubbio la più sconvolgente ed anche inquietante visto che mai avrei immaginato di poter essere presente ed in qualche modo partecipe a questo biblico evento.

Quello che mi manda in corto circuito è  il fatto che la Chiesa ed il Primato di Pietro su cui aleggia da sempre lo Spirito Santo, non sia stata preposta ad annunciare “per prima” ed ufficialmente questa svolta epocale.

Il Signore permette sicuramente quello che noi il più delle volte non capiamo; permette le pandemie, permette le guerre e ben altro sempre per trarre dal male il nostro maggior bene.  …

Insomma,  che la chiesa non si sbilanci in annunci di questo tipo  e temporeggi nella routinarieta’ , faccia parte anche questo di un soprannaturale che, come dice Lei, sorprende?

Preghiamo insieme per una maggiore comprensione di questi tormentati tempi. Grazie tante.

Un forte abbraccio.
Sergio

Caro Sergio,

La tematica degli “ultimi tempi” è puntualmente  presente  nel Magistero della Chiesa a  cominciare da Pio XII fino a Papa Francesco.

D’altra  parte, dopo l’ultima guerra mondiale,  finita  col   lancio di due bombe atomiche, e la scristianizzazione galoppante, non era possibile non sentire lo squillo delle  trombe dell’Apocalisse.

La Chiesa ha  la consapevolezza dei tempi che viviamo,  anche perché  non solo è  attenta ai segni dei tempi, ma anche alle apparizioni mariane e alle  loro profezie ( La Salette, Fatima).

Per quanto riguarda Medjugorje la Chiesa  lascia liberi di credere o di non credere e ha  sapientemente  provveduto ad un accompagnamento pastorale che sta rinnovando la Chiesa stessa.

La Chiesa si rende conto che il piano della  Madonna  è  a lunga  scadenza   (il trionfo del Cuore   Immacolato e  il  tempo di pace promesso) e segue con attenzione.

La Madonna ha detto che  lascerà  un segno sulla collina  ( terzo segreto) che è  la firma inequivocabile  della sua presenza.

Il segno è un dono in primo luogo per la Chiesa tutta  intera, perché creda all’origine soprannaturale delle apparizioni.

Da quel momento,  come ha felicemente  intuito Robert  Benson nel   suo romanzo  “Il Padrone del  mondo”,  potrebbe essere il  Papa a  prendere  in mano la situazione.

Infatti è  dal quarto al  decimo segreto  che si decidono le sorti del mondo e della Chiesa stessa. Chi se non il Papa potrebbe guidare  le  schiere  di Maria verso la vittoria e ai tempi nuovi dell’umanità?

La stessa  Mirjana nella  sua  autobiografia prospetta la possibilità  che sia il  Papa ad annunciare i segreti  al  mondo.

Siamo di fronte a  eventi di una tale importanza per  l’umanità, per la Chiesa e per  lo stesso piano di Dio della Creazione  e della Redenzione,  che solo  il  Vicario di Cristo potrebbe sopportarne  il  peso.

Ave Maria

Padre  Livio

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