L’ULTIMO  PAPA CONTRO L’ANTICRISTO

(Dal romanzo di Robert Benson “Il Padrone del mondo”)

Il Papa che fronteggerà l’Anticristo nella visione di Benson sarà l’ultimo Papa e per questo il suo nome sarà “Silvestro”. La resa dei conti avverrà fra questi due antagonisti, che rappresenteranno gli antagonisti di sempre: il dragone infernale e Gesù Cristo, con l’umanità schierata dall’una o dall’altra parte. Con questo scontro si concluderà la storia e si aprirà la scenario del Giudizio finale. Il principe di questo mondo, incarnato nell’Anticristo, avrà come oppositore strenuo il Romano Pontefice, il “dolce Cristo in terra”.   In una pagina memorabile Benson delinea il programma e le iniziative con cui il Papa fronteggia la marea montante  dei tempi dell’Anticristo: tutto il mondo ormai è passato sotto il dominio diretto dell’ “uomo iniquo”, eccetto la città di Roma, ancora sotto il governo del Papa. Completamente insensibile alle opinioni del mondo, egli, nel suo programma di resistenza strenua e silenziosa all’apostasia in atto, dà a Roma un’organizzazione tutta particolare, volta unicamente a mantenere vivi i valori soprannaturali e a ribadire l’importanza unica ed esclusiva della salvezza eterna delle anime:

 “Egli si era proposto, fin da allora, di fare di Roma una città di santi. Non si era dato pensiero delle opinioni mondane…Le sue numerose encicliche contenevano tutte il principio che lo scopo della Chiesa è di rendere gloria a Dio e di coltivare nelle anime il seme soprannaturale. Egli affermava che niente aveva importanza né significato se non in relazione con questi scopi supremi. Tutti gli uomini furono chiamati a riflettere sul loro destino immortale, sulla maestà di Dio, sul fatto che, dopo il breve tratto della vita, avrebbero dovuto rendere conto a Dio, creatore e sovrano dell’universo. Il mondo fu molto stupito di fronte alla condotta di questo Papa. I popoli si attendevano sdegni unanimi, complotti, proteste, emissari segreti, discussioni, calde esortazioni. Nulla di tutto ciò. Egli sembrava ignorare i passi compiuti dal progresso; sembrava che ancora credesse che il mondo intero fosse fedele a Dio: non aveva ancora scoperto che Dio era lui! Così il popolo pensava”” ( Ib. pag 135-13/).

Il combattimento escatologico ha bisogno di una Chiesa rinnovata e riportata all’essenziale della sua missione soprannaturale. Il primo obbiettivo è la conservazione della fede in un mondo in cui essa si dissolve come la nebbia al sole.  La negazione del soprannaturale è la suggestione satanica che cattura le menti fuori e dentro la Chiesa. Benson ha colto con grande anticipo la radice della moderna impostura, contro la quale è necessaria l’eroica resistenza della fede. Nel medesimo tempo è necessaria la testimonianza della santità. Cioè di una vita in cui Dio abbia il primato assoluto e i cuori siano ricolmi della carità e della speranza soprannaturali. Una Chiesa che crede in Gesù Cristo e lo ama, spargendo intorno a sé la sua luce e il suo amore, è la roccia contro la quale le fortezze volanti dell’esercito dell’Anticristo invano lanceranno i loro ordigni di morte.

L’altra arma fondamentale per non soccombere nella battaglia finale è quella della preghiera. Nel tempo in cui l’uomo glorificherà se stesso e proclamerà la sua divinità, indicando nell’Anticristo  il salvatore del mondo, la dimensione soprannaturale, cioè la certezza interiore dell’esistenza di Dio e del suo mirabile piano di salvezza realizzato nel suo Verbo Incarnato, rimarrà radicata soltanto in quei cuori che sperimenteranno la divina presenza nella preghiera. Infatti Dio non lo si può vedere e una ragione offuscata dall’orgoglio e dai pregiudizi può anche arrivare a giustificare l’ateismo. Tuttavia nella preghiera il cuore coglie la sua misteriosa  irradiazione di luce, di pace e di amore.  Ciò che il cuore avverte come vero non si piega facilmente al soffiare dei venti dello scetticismo.  Benson anticipa uno dei tempi fondamentali della Regina della pace, riguardo alla necessità assoluta della preghiera, per la conservazione della fede nell’ora dell’impero delle tenebre.

Infatti, durante l’universale smarrimento delle menti e dei cuori, la forza della suggestione satanica offuscherà la ragione, e soltanto chi, mediante la preghiera, farà l’intima esperienza del soprannaturale, avrà la forza di andare controcorrente e di professare la verità della fede cristiana. Oggi gli strali delle porte dell’inferno sono rivolti non tanto contro l’esistenza di Dio, quanto contro la divinità di Gesù Cristo. Vi è una convergenza nel negarla da parte delle realtà più diverse. Le grandi religioni, compreso l’Islam, si accordano con il nuovo paganesimo di matrice occidentale nel ritenere uno scandalo la fede nella divinità di Gesù di Nazareth.  Il risorgente anticristianesimo, che per molti aspetti è un anticattolicesimo, in quanto ha di mira la Chiesa cattolica, riesce misteriosamente a unificare il mondo. E’ una unità contro Cristo, non di amore dunque, ma di odio. Il genio di Benson  l’ha intuito e ha indicato nell’intima amicizia col Signore Risorto, sia nella preghiera personale come nei sacramenti, in particolare nell’eucaristia, la sorgente dalla quale attingere la forza per resistere saldi nella fede.

In questo passaggio del suo romanzo, Benson, che durante la sua predicazione sacerdotale ha toccato con predilezione la tematica dell’intima amicizia con Gesù Cristo, ci ha lasciato alcune pagine immortali sulla forza della preghiera nel tempo della prova. Come Gesù nel Getzemani, nell’ora dell’impero delle tenebre, così anche il cristiano, nell’ora dell’Anticristo, ha nella preghiera l’arma della vittoria. E’ infatti nella preghiera che si sperimenta Dio e la verità della fede.  E’ nella preghiera che Dio parla con parole che si stampano nell’anima a caratteri di fuoco. Che cosa sono le parole degli uomini se non segni scritti sulla sabbia che un soffio di vento cancella?  Che cosa sono le parole umane che  volano via come foglie secche, nei confronti delle parole divine che non passeranno, neppure quando il cielo e la terra saranno passati?

Nella sua preghiera il futuro Papa “ udì parole di infinita tenerezza; udì parole taglienti come la spada e ardenti come il fuoco; si sentivano lacrime e sangue scendere, nello sforzo di raccogliere, di trattenere, di capire quelle divine parole che gli passavano accanto con la rapidità della freccia scoccata dall’arco. Voleva rispondere….Vide il corpo mistico nell’agonia, disteso sul mondo come infinita Croce, muto nel dolore; vide i suoi nervi strappati, contorti, finché l’amore gli donò una visione rapida e fuggente; il sangue vivo cadeva, goccia a goccia, dalla testa, dalle mani, dai piedi; il mondo con risa e scherni, si era tutto raccolto ai piedi di questa Croce sanguinante….Maria taceva, trafitto il Cuore dalle sette spade”( Ib.  pag.  46-50). 

Quando la preghiera introduce l’anima nella dimensione soprannaturale, allora anche il debordare dell’inferno sulla terra acquista un significato nel piano di Dio. Benson, nella descrizione della Passione della Chiesa durante la prova spaventosa degli ultimi tempi, anticipa l’insegnamento del Catechismo della Chiesa Cattolica: “ La Chiesa non entrerà nella gloria del Regno che attraverso quest’ultima Pasqua, nella quale seguirà il suo Signore nella sua morte e resurrezione” ( 677). E’ rivolgendo lo sguardo alla Passione di Cristo, alla sua morte e alla sua resurrezione, che i cristiani affrontano il Mysterium iniquitatis senza indietreggiare. La Chiesa, vista nella luce della fede,  altro non è se non Gesù Cristo diffuso e comunicato in ognuno dei suoi membri.

Fa una certa impressione sentire sulla labbra dell’ultimo Papa, sintetizzate in poche parole, le esortazioni della Madonna, rivolte in oltre mezzo secolo di apparizioni a Medjugorje: “La Messa, la preghiera, il Rosario. Queste sono le prime e le ultime cose. Il mondo nega la loro potenza ed è invece in tutto questo che il cristiano deve cercare appoggio e rifugio. Tutte le cose in Gesù Cristo: in Gesù Cristo ora e sempre. Nessun altro mezzo può servire: Egli deve fare tutto, perché noi non possiamo fare più nulla” ( Ib. pag.  140-143). “ La preghiera opera miracoli nei cuori degli uomini e nel mondo” ( 25-10.2001) afferma a sua volta la Regina della Pace. E’ questa l’arma invincibile che il Cielo ha messo a disposizione perché tutti la possano usare contro il drago sciolto dalle catene.

Quando Benson scriveva il suo romanzo, la Chiesa stava per entrare nella bufera della più sanguinosa persecuzione della sua storia, con centinaia di migliaia di martiri. Dieci anni dopo, nel 1917, la Madonna a Fatima rivelava quel segreto terrificante che preannunciava la salita al Calvario del popolo di Dio, guidato dal Vescovo vestito di bianco, in mezzo a un mondo in macerie. Noi ci chiediamo: la persecuzione è alle nostre spalle o ci sta davanti?  René Girard afferma che l’Apocalissse è davanti a noi. Il messaggio di Benson è chiaro e diventa sempre più attuale mano a mano che ci inoltriamo nel nuovo millennio.  Una umanità che si è messa al posto di Dio non può che perseguitare Gesù Cristo e la Chiesa.  Dietro la religione umanitaria c’è l’antico serpente, il cui odio contro Dio non fa che crescere, “ sapendo che gli resta poco tempo” (Ap 12,12). Non vi è dubbio che “Il Padrone del mondo” costituisca la più lucida anticipazione dello scatenamento satanico che la Chiesa abbia mai conosciuto.

E’ lo stesso ultimo Papa che non esita a preparare il gregge perché affronti con coraggio la passione che l’attende: “Ormai è prossima la persecuzione. Già sono stati fatti alcuni tentativi, ma la persecuzione non è da temere. Come sempre essa, senza alcun dubbio, cagionerà delle defezioni….d’altra parte confermerà nella fede i veri credenti ed eliminerà dalla Chiesa le coscienze titubanti…L’attacco di satana  nel ventesimo secolo violentò le sorgenti stesse della vita spirituale e morale, attaccando contemporaneamente il corpo, l’intelletto e il cuore, La cosa che più è da temere è questa influenza immensa  che sa esercitare l’umanitarismo: esso, infatti, si avvicina, come il Regno di Dio, con grande forza, esaltando le menti visionarie e romantiche; asserisce le sue verità e non le dimostra, soffoca con guanciali comodi invece di sollecitare le menti e ferisce con l’arma della cosiddetta scienza. “

Di fronte all’estremo pericolo, colui che sarà l’ultimo Papa escogita l’estremo rimedio. Sarà l’istituzione  di un nuovo Ordine religioso, senza abito o distintivo particolare, più libero dei gesuiti, più penitente dei certosini, più povero dei francescani. Uomini e donne che faranno tre voti e, in più, dichiarano la loro disponibilità, se necessario, a patire il martirio. Cristo crocifisso ne sarà il patrono.  L’Ordine di Cristo Crocifisso, aperto a tutti i cristiani dai diciassette anni in poi, sarà dunque lo strumento per l’immane battaglia, che sarà quella definitiva. Infatti “Ogni singolo Ordine nacque e fiorì in momenti diversi, secondo le necessità e tutti hanno corrisposto nobilmente alla loro vocazione…Ora però non dobbiamo più lottare contro l’una o l’altra forza, ma contro l’immensità manifesta di quel potere, già preannunciato da secoli: ma la sua sconfitta è stata stabilita fin dall’eternità”. Alla Chiesa dei tempi della fine sarà dunque chiesta la disponibilità sacrificio supremo per  cooperare alla vittoria contro l’ultimo scatenamento del male.  Come Gesù Cristo ha vinto con la Croce così la Chiesa riporterà la vittoria definitiva rivivendo in se stessa il mistero pasquale.

( Padre Livio  – Profezie sull’Anticristo – pag 173-177)