"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul dono inestimabile di appartenere alla Chiesa

La Chiesa è una realtà invisibile, nella sua dimensione soprannaturale e visibile negli uomini che la compongono a diversi livelli. Cristo ha costruito la Chiesa su un uomo, Pietro, al quale ha dato anche le chiavi del regno dei Cieli, conferendogli un potere vicario straordinario, enorme che possiamo vedere nel Magistero Petrino dei successori di Pietro.

La Chiesa, tuttavia, ha una dimensione soprannaturale, non è un’istituzione umana. La Chiesa va guardata con lo sguardo della fede, con la consapevolezza di farne parte, di essere il gregge di Cristo Buon Pastore. Con l’offuscamento della fede che ha caratterizzato questi decenni si è persa la visione soprannaturale della Chiesa e ci si è adagiati su una visione secolare di essa, mondana.

Guardando alla Chiesa con uno sguardo soprannaturale e con fede, se ne scorge la luce e la grandezza che Dio le ha conferito. La Chiesa è il Corpo mistico di Cristo e la depositaria della Verità rivelata. Specialmente in vista del futuro che è quello di un cammino di sofferenza lungo la via del Calvario, dobbiamo tornare a guardare la Chiesa con lo sguardo soprannaturale. Non dobbiamo aspettare che arrivi la bufera per guardare alla Chiesa in modo diverso rispetto a quello mondano. Dobbiamo sfrondare i pregiudizi, i ragionamenti umani che lasciano il tempo che trovano e tornare allo sguardo soprannaturale perché la Chiesa è illuminata dalla luce dello Spirito Santo. Le valutazioni umane riducono la Chiesa a un’istituzione umana, ma è la fonte della grazia che salva, è il deposito della Verità divina, non è soggetta a mutamenti, caducità, perversione di se stessa.

La Chiesa è viva da duemila anni, nessuno è riuscita a distruggerla. La Regina della pace ha detto che la Chiesa è indistruttibile: «Figli miei, la Chiesa è stata perseguitata e tradita fin dai suoi inizi, ma è cresciuta di giorno in giorno. È indistruttibile, perché mio Figlio le ha dato un cuore: l’Eucaristia» (Messaggio del 2 dicembre 2015). La Chiesa è indistruttibile perché nella luce della fede vediamo la presenza di Cristo vivo in essa. Cristo Risorto è veramente presente nell’Eucarestia con il suo corpo, sangue, anima e divinità.

Guardiamo, allora, la Chiesa con uno sguardo soprannaturale proprio perché è un’istituzione divina, viene da Dio, è stata fondata da Cristo stesso. Dicendo che la Chiesa è un’istituzione divina diciamo che Cristo e Dio, è il Verbo che si è fatto carne. La Chiesa non è un’istituzione umana, ma è un’istituzione divina che dura in eterno.

La Chiesa è una e ha tre dimensioni: quella pellegrina sulla Terra che è quella visibile, quella che soffre e si purifica in purgatorio, quella che gode beatamente della luce di Dio in Paradiso. La Chiesa Cattolica è un unicum di queste dimensioni unite dalla grazia santificante. I fedeli in grazia di Dio sulla Terra, insieme con le anime del purgatorio e del Paradiso, formano un solo corpo con Cristo. È questa la grandezza della Chiesa e nella Celebrazione Eucaristica dobbiamo sentirci tutti in comunione con la Chiesa del Cielo. Siamo una cosa sola anche con i nostri cari che ci hanno preceduto proprio perché fanno parte della Chiesa celeste, possiamo essere in comunione di preghiera con loro.

La Chiesa non è un’associazione religiosa organizzata secondo criteri umani, ma siamo il corpo mistico di Cristo. La Chiesa è una fonte inesauribile della grazia dello Spirito Santo che ci purifica dal peccato originale con il Sacramento del Battesimo, ci fortifica con il Sacramento della Confermazione, ci nutre con il Sacramento dell’Eucarestia, ci unisce a Cristo con il Sacramento del Matrimonio o dell’Ordine, ci prepara all’unione con Cristo nella vita eterna con il Sacramento dell’unzione degli infermi.

L’Eucarestia è il cuore della Chiesa. Da qui scaturisca una riflessione su come ciascuno di noi vive la partecipazione alla Santa Messa domenicale, se la snobbiamo, se la viviamo con ardore, se la trascuriamo. Non dobbiamo mancare alla partecipazione all’Eucarestia, è una medicina spirituale insostituibile che nutre e fortifica la nostra anima. La Chiesa è la fonte di Verità, nel suo grembo ha la Parola di Dio, custodisce la divina rivelazione.

Gesù è Via, Verità e Vita. È in Lui che troviamo la salvezza, non altrove. È in Cristo che troviamo la vera sapienza che rende più edotti di chi frequenta le più famose facoltà teologiche. Lo Spirito Santo illumina, eleva, rende saggi. La Chiesa è la fonte della grazia e della Verità.

Nel popolo c’è un amore particolare per chi è stato messo da Cristo a capo della Chiesa. Gesù Cristo ha fatto del Papa non un sovrano assoluto (che sarebbe una categoria mondana che devierebbe dalle intenzioni divine), ma un suo rappresentante sulla Terra. È Cristo stesso che lo sceglie. Il Papa scelto deve essere umile fino a scomparire per far emergere Cristo. Cristo dà al Papa un potere totale che, a sua volta, deve esercitare in nome di Cristo. È Cristo che governa la Chiesa. È giusto, allora, avere uno sguardo soprannaturale verso il Papa che non riveste il ruolo di sovrano assoluto, ma è “il dolce Cristo in Terra” come diceva Santa Caterina da Siena.

Nei tempi moderni abbiamo avuto la grazia di avere dei Papi di altissima statura spirituale e morale, uomini dai carismi eccezionali, persone umanamente memorabili. Dio sceglie persone con dei limiti e dei difetti proprio per mantenerli nell’umiltà, le critiche sono assolutamente inopportune. Il Papa e la Chiesa vanno difesi, sostenuti e amati. La Chiesa è nostra madre.           
Verranno tempi difficili e la Chiesa avrà bisogno di amore e sostegno proprio come si fa con una madre quando è nel bisogno. I cristiani siano grati alla Chiesa proprio come i figli lo sono con una madre che li ha messi al mondo, cresciuti e accuditi. Amate, sostenete, aiutate la Chiesa, i parroci, il Santo Padre. Diamoci tutti da fare per aiutare anche le nostre parrocchie, ciascuno faccia quello che può per dare il proprio contributo.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Radio Maria al servizio della Chiesa Cattolica

Radio Maria è straordinaria per l’adesione popolare che ha in ogni parte del mondo e per la diffusione che ha avuto, benché non sia formalmente la radio ufficiale della Chiesa Cattolica. Radio Maria è un’Associazione composta da cattolici che fin dall’inizio si sono messi fin da subito al servizio della Regina della pace.

Radio Maria non è una proprietà della Chiesa Cattolica ma è un’Associazione civile che ha comunque dei rapporti profondi con la Chiesa. Radio Maria ha una struttura giuridica delineata nel Documento fondativo al quale bisogna sempre sottostare. Nello Statuto si legge, infatti:      
            L’Associazione riconosciuta per il suo alto valore culturale e morale, è costituita per il perseguimento senza scopo di lucro di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante lo svolgimento di attività di interesse generale senza finalità di lucro e nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati.

            L’Associazione persegue le proprie finalità secondo lo spirito e l’insegnamento della Chiesa Cattolica, diffondendo e divulgando il messaggio cristiano di gioia e di speranza, con particolare attenzione per gli immigrati, le persone sofferenti e svantaggiate in ragione di condizioni, fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari.

Si tratta, allora, di un’Associazione che fa riferimento a chi guida la Chiesa Cattolica e al Ministero petrino. Dal punto di vista dottrinale questo è importantissimo proprio perché viene preso a livello statutario l’impegno a seguire l’insegnamento della Chiesa Cattolica, del suo Magistero che si esprime attraverso il Sommo Pontefice e tutti gli organismi ecclesiali, in modo particolare l’episcopato con a capo il Papa.

Ne deriva che tutti conduttori e tutti coloro che trasmettono dai microfoni di Radio Maria devono attenersi a questa impostazione di fondo; è sempre stato così. Radio Maria ha acquisito un certo livello di affidabilità nel tempo, proprio perché ha osservato quello che è nello Statuto. Si tratta di affidabilità dottrinale che abbiamo conquistato sul terreno giorno dopo giorno, lottando per portare avanti le nostre idee in cui crediamo fermamente e dalle quali non si transige: fedeltà alla Chiesa Cattolica e al Santo Padre. Sono proprio queste le basi su cui personalmente ho il compito di vigilare, sia come Direttore di Radio Maria Italia, sia come Responsabile dei Direttori di tutte le Radio Maria del mondo. Tutti i Direttori devo attenersi in prima persona all’insegnamento della Chiesa Cattolica e vigilare sui conduttori perché anche loro si attengano.

In tanti anni di trasmissioni devo dire che è successo poche volte di dover intervenire, ma quando ho ritenuto opportuno interrompere un conduttore o sospenderlo per diversità di vedute inerenti proprio alla Dottrina Cattolica o al Magistero del Papa, l’ho fatto senza problemi. Si tratta di regole su cui non transigo.

I vertici di Radio Maria sono due: uno di carattere laico, il Presidente che è responsabile di tutto ciò che è di carattere materiale, economico, civile; l’altra autorità è quella del Direttore che deve essere necessariamente un sacerdote proprio perché il suo ambito di competenza è quello spirituale. Il Direttore di Radio Maria, per rivestire questa carica deve avere il permesso del suo Superiore.

Il Direttore è responsabile del palinsesto e di quello che viene proprio messo in onda, quindi dei contenuti stessi delle trasmissioni. Da questa impostazione ne deriva il vantaggio della Chiesa di poter intervenire sul Direttore, qualora o contenuti non fossero conformi alla Dottrina Cattolica. Questo è un grande vantaggio per la Chiesa stessa perché, attraverso il Direttore, può assicurarsi la cattolicità dell’insegnamento che passa per i microfoni di Radio Maria. In ogni parte del mondo abbiamo costruito sedi, acquistato frequenze, formato il personale senza che la Chiesa avesse direttamente incombenze materiali o problemi di carattere giuridico da risolvere. Nel medesimo tempo, i vescovi sono sempre intervenuti ai nostri microfoni e solitamente sono proprio loro che individuano tra i sacerdoti della loro diocesi i possibili direttori tra i quali scegliere.

Lo spirito di Radio Maria è di totale adesione alla Chiesa Cattolica, fedeltà al Santo Padre e ai vescovi. Il nostro regolamento proibisce critiche alla Chiesa Cattolica da parte dei conduttori e degli ascoltatori; non permettiamo che certe forme di libertà e cattiveria inquinino la Radio.

Viviamo in un tempo di grandi tribolazioni, la profezia di Fatima non si è ancora realizzata e si compirà nel tempo dei Segreti. Il mondo è costellato di forme di odio, violenza e persecuzione religiosa come mai prima d’ora. La stessa Chiesa Cattolica è perseguitata in forme anche subdole. L’imperialismo russo ortodosso punta a conquistare l’Europa, i rappresentanti dei vertici russi vogliono eliminare la Chiesa Cattolica e sostituire il Papa con il loro capo religioso. Si tratta di programmi esplicitati e di obiettivi ben precisi di realizzazione di un vero e proprio impero mondiale conquistato a colpi di arma da fuoco e persecuzione religiosa. Ecco l’importanza, allora, della fedeltà di Radio Maria alla Chiesa Cattolica e al Santo Padre: nel futuro che ci attende la Chiesa sarà perseguitata e il Papa verrà ucciso.

La professione di fede cattolica, l’amore per la Chiesa e per il Papa dev’essere qualcosa di profondo, di esistenziale, di radicato negli animi di chi trasmette a Radio Maria, di chi collabora e di chi la ascolta e la sostiene. La Madonna ha bisogno della nostra fedeltà e della nostra testimonianza, saranno queste le armi con cui il Suo Cuore Immacolato trionferà. Il progetto di satana di sostituire il Santo Padre con un rappresentante religioso ortodosso andrà in frantumi, crollerà insieme a tutto ciò che gli uomini hanno inventato per sostituirsi alla Chiesa.    
La Madonna trionferà insieme alla Chiesa Cattolica e noi con essa! Con la fede, la testimonianza e la fedeltà alla Chiesa e al Santo Padre continuiamo a lottare accanto alla Regina della pace per mettere satana a perdere.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Radio Maria al servizio della Regina della pace

Il 13 maggio ha una doppia chiave di lettura. Per coloro che non credono agli avvenimenti di Medjugorje, quella di Fatima sarebbe una profezia già realizzata che si manifesta in una devozione mariana senza una prospettiva futura. L’altra lettura è stata tra l’altro autorevolmente insegnata da Benedetto XVI quando ha detto che una parte del Segreto di Fatima deve ancora realizzarsi.       
C’è però un’altra interpretazione, autorevolmente confermata da Benedetto XVI, secondo cui il Messaggio di Fatima, pur essendosi in parte realizzato, è ancora in corso di compimento. Questa visione è stata condivisa anche da Radio Maria nel corso degli anni, attraverso libri e riflessioni che hanno presentato Fatima come l’inizio di una mariofania proseguita poi a Medjugorje.

La Madonna stessa ha detto di essere venuta a Medjugorje per realizzare quanto iniziato a Fatima, intervenendo in momenti critici della Storia nell’agosto 1991 (crollo dell’Unione Sovietica) e quando la Russia ha invaso l’Ucraina (Messaggio del 25 gennaio 2023). Questo conferma la nostra testi dell’esistenza di un piano unico che unisce Fatima e Medjugorje e che culminerà con il tempo dei dieci Segreti; solo allora la Russia si convertirà.

Alcuni, soprattutto tra i tradizionalisti, ritengono che la Russia si sia già convertita. Ma se fosse così, ci troveremmo davanti a una contraddizione, considerando il ruolo attuale della Russia nello scenario globale. La conversione del popolo russo, di cui la Madonna parla, deve ancora compiersi, e avverrà nel tempo dei Segreti, quando il mondo e la Chiesa saranno minacciati dalle potenze del male.

In questa lotta spirituale, la Madonna guiderà la Chiesa verso la salvezza, e alla fine trionferà. Ma il cammino passerà attraverso eventi difficili, in cui la Russia sarà protagonista. Questo è il volto attuale dell’imperialismo russo-ortodosso, che si manifesta come potere politico assoluto sostenuto da una falsa religione.

Questa ideologia non è circoscritta alla Russia, ma rappresenta una tendenza globale dell’umanità che si pone al posto di Dio. Tuttavia, se la Madonna insiste sulla Russia, è perché in essa si manifesteranno eventi decisivi per il destino dell’umanità.

Chi studia queste dinamiche non si meraviglia della presenza continua della Madonna, che da anni accompagna l’umanità per proteggerla dal disegno di satana. Radio Maria ha avuto e continua ad avere un ruolo importante in questo piano, servendo la Regina della Pace fin dalle sue origini, con impegno, concretezza e coraggio.

Vorrei soffermarmi su questo piano meraviglioso incominciato nel 1917 e che in gran parte si deve ancora realizzare e si realizzerà nel tempo di dieci Segreti attraverso i quali la Madonna cambierà il mondo, lo preserverà dalla catastrofe mondiale e salverà la Chiesa dalle potenze del male che vogliono distruggerla. Alla fine, la Madonna con la Chiesa Cattolica trionferà nel mondo e il popolo russo si convertirà. Ma non solo il popolo russo. La Madonna cita il popolo russo perché è quello che nel tempo dei Segreti svilupperà una seconda fase dire dell’imperialismo russo ortodosso che è la più pericolosa, attraverserà il tempo dei Segreti, cercherà di distruggere il mondo e la Chiesa; soccomberanno e il popolo russo si convertirà

Purtroppo, anche quelli che credono a Medjugorje non prendono sul serio i Segreti di Medjugorje, né questi eventi che nel loro insieme costituiscono la prima fase degli ultimi tempi: la fase del primo grande combattimento spirituale che ha come protagonista da una parte la Vergine Maria, dall’altra satana con le due bestie da supporto che sono il potere umano assoluto e la falsa religione. Possiamo dire che in questa fase non è coinvolta solamente alla Russia, ma è un po’ l’umanità intera che è senza Dio, che è contro Dio e mette se stessa al posto di Dio. Se la Madonna parla della conversione del popolo russo è perché, purtroppo, nel tempo dei Segreti avverranno eventi tremendi che avranno la Russia come protagonista.

Ritengo che questo sia proprio l’esito dell’attuale imperialismo russo ortodosso, per la semplice ragione che si sono messi in testa di conquistare il mondo, si sono messi in testa che solo loro sono i cristiani, tutti gli altri sono deviati. E quindi, purtroppo, chi studia l’ideologia a supporto di tutto questo, non si meraviglia che la Madonna è qui da così tanto tempo. C’è veramente in palio il futuro del mondo della Chiesa. La Madonna è qui per sventare questo tentativo di satana.       
Radio Maria ha avuto un ruolo non piccolo in tutto questo, anche in tutti questi anni. Fin da quando è nata Radio Maria è stata al servizio della Regina dalla Pace, ma lo ha fatto in un modo molto concreto e direi anche molto coraggioso. Io ero già presente quando era ancora una piccola radio parrocchiale e c’ero quando è stata fondata l’Associazione Radio Maria, proprio come Direttore.

Abbiamo sempre trasmesso tutti i Messaggi della Regine della pace. È stato un atto di coraggio che abbiamo portato avanti fino ad oggi. Parlo proprio di coraggio perché i primi tempi ci siamo scontrati con una contrarietà diffusa anche da parte della Chiesa, però noi l’abbiamo fatto non andando contro determinate disposizioni della Chiesa, l’abbiamo fatto semplicemente seguendo quello che poi a me aveva detto il vescovo di Mostar, cioè che siamo tutti liberi di credere o di non credere, però l’importante è stare alle disposizioni della Chiesa. Ebbene, la Chiesa ha mai proibito di diffondere i Messaggi di Medjugorje. Fin dall’inizio, la Chiesa ha mai proibito di diffondere i Messaggi di Medjugorje, tant’è vero che la parrocchia li ha sempre diffusi sul suo sito internet. Fin dall’inizio li diffondeva e li commentava il compianto Padre Slavko proprio a Radio Maria. Quindi noi fin dall’inizio abbiamo sempre diffuso i Messaggi di Medjugorje. Io devo dire che ho fatto questo lavoro, possiamo ben dire dal 1988; ho commentato i Messaggi che inizialmente erano settimanali, poi erano mensili. Li ho commentati sempre liberamente e non ho mai avuto da parte della Chiesa un richiamo.

Molti si ricordano i tempi in cui anche Papa Francesco aveva delle perplessità su Medjugorje, probabilmente aveva le sue informazioni che pervenivano da qualcuno che era contrario a Medjugorje. Io non ho mai fatto riferimenti, ma ho sempre avuto fiducia in Papa Francesco, persona retta, che poi ovviamente si è fatto le sue convinzioni, pur senza mai pronunciarsi sulle apparizioni, ma pronunciandosi sui frutti spirituali molto positivamente. Inoltre, si è pronunciato anche sui Messaggi, nel senso che la Santa Sede, attraverso la figura del responsabile del Santo Ufficio, il cardinale Fernandez, ha dato una valutazione positiva dei Messaggi. Non si dice che siano infallibili, ma nell’insieme è stata data una valutazione molto positiva.

I primi anni di apparizioni ho scritto un libro su Medjugorje proprio nei tempi in cui i più alti organi della Chiesa avevano manifestato delle perplessità. Ho potuto fare tutto quello che ho fatto per Medjugorje sempre con coraggio. È stato un coraggio quotidiano.

Ricordo che all’inizio avevo letto e commentato per mesi un libro apologetico in difesa di Medjugorje, “La luce nella tempesta”; temevo che mi arrivasse qualche fulmine da parte della Santa Sede. Non ho mai fatto critiche perché sono un papista nato, un papista di convinzione perché so che il Papa è illuminato dallo Spirito Santo.
Devo lodare proprio e ringraziare questa libertà che la Chiesa ha sempre lasciato a Radio Maria di leggere, approfondire, commentare i Messaggi di Medjugorje in tutto questo periodo. Noi abbiamo elaborato questo ponte, questo piano di Maria che incomincia a Fatima e termina col compimento del decimo Segreto di Medjugorje per protrarsi anche oltre, quando verrà il tempo della pace. Radio Maria è inserita in questo programma. È stata l’unica radio che ha commentato sempre tutti i Messaggi, li ha raccolti, li ha messi a disposizione. Il cardinale Fernandez, il 19 settembre 2024 quando è stato riconosciuto il Nulla Osta ufficiale a Medjugorje, ha mostrato un libro di raccolta dei Messaggi di cui sono il coautore.

È necessario capire che Radio Maria è stata voluta proprio dalla Madonna. La Madonna ha voluto una radio, non ha voluto né un sito internet, né una televisione. La radio ha il grande vantaggio che ha costi relativi; ha certamente i suoi costi ma sono irrisori rispetto ad altri mass media. La radio, poi, ha il vantaggio della parola che va al cuore, ha il vantaggio di arrivare dappertutto. La Madonna sapeva bene quant’era il valore della radio e forse sapremo quanto è grande il valore della radio anche nel tempo dei Segreti. La Madonna ha avuto una sua radio che diffondesse i suoi Messaggi, che desse le sue informazioni, che fosse affidabile. Affidabile per Lei, prima di tutto, e per la Chiesa, perché quando la radio è affidabile per la Madonna, è anche affidabile per la Chiesa, come dimostra il fatto che i vescovi ci chiamano da tutte le parti del mondo perché vogliono Radio Maria nella loro diocesi.

In alcuni zone del mondo, come tutta l’Africa, Radio Maria è la radio della Chiesa. In Medio Oriente Radio Maria è la radio della Chiesa. È incredibile! E anche dove non è la radio della Chiesa, perché ci sono altre radio, come in Europa o in America, però è la radio più seguita. Quindi, la Madonna sapeva quel che faceva, vedeva il futuro, sapeva che Lei attraverso questo strumento mantenuto, alimentato dai sacrifici e dalle offerte dei fedeli, poteva arrivare a portare i suoi Messaggi dappertutto. Lo fa adesso e lo che farà anche in futuro. Certamente la Madonna sarà presente tutto il tempo dei Segreti e darà i suoi Messaggi, lo ha detto la veggente Vicka. Questo sarà possibile attraverso Radio Maria.       
La Madonna ha bisogno di una radio affidabile, che faccia quello che dice Lei. Se fa quello che dice Lei, fa anche quello che dice la Chiesa. La Chiesa è in sintonia con la Madonna. Radio Maria è a servizio totale della Regina della pace e noi abbiamo anche degli obblighi morali, spirituali per sostenerla, per aiutarla, per diffonderla. Tanto più che poi, al di là dei Messaggi specifici di Medjugorje, non c’è nessuna radio che offre la totalità della fede cristiana, in comunione col Papa, in un modo totalmente affidabile per i fedeli.

Andiamo avanti con fierezza, senza vergogna di essere ascoltatori di Radio Maria. Con fierezza sosteniamo e aiutiamo la Madonna. Maria non si fa battere in generosità, ricompensa sempre chi si sacrifica per Lei. Radio Maria è una grazia che anche noi, che ci lavoriamo ogni giorno, facciamo fatica a capire come la Madonna abbia fatto a realizzare quel che ha realizzato, solamente fidandosi della Provvidenza e con l’aiuto di persone al suo servizio che molte volte non hanno particolari qualifiche ma sono persone di buona volontà e di tanto zelo che è ovviamente quello che la Madonna vuole.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Perché la Madonna ha bisogno di una radio
 
La Madonna ha avuto bisogno di una radio e ci ha fatto un dono immenso. Fin dal Messaggio dato nel gennaio 1987 a Vicka di Medjugorje a un gruppo di pellegrini volontari e ascoltatori di Radio Maria, la Regina della pace ha dato una sorta di programma delineandone la missione: «Fatevi annunciatori di conversione. Siate veri figli della Madonna e tutti i messaggi della Regina Pacis testimoniate con amore». È proprio su queste parole che abbiamo costruito il palinsesto di Radio Maria; un seme che oggi è diventato un albero rigoglioso sul quale molti uccelli edificano i loro nidi. Radio Maria è un miracolo che la Madonna ha fatto a completo servizio della Chiesa.

Dobbiamo prendere consapevolezza della grandezza di questo dono. Radio Maria è fiorita in Italia e si è diffusa veramente in tutto il mondo grazie unicamente al sostegno degli ascoltatori delle loro offerte e delle loro preghiere. Tutti conduttori sono volontari, insieme alle persone che rispondono ai telefoni, agli studi mobili e a tanti collaboratori che prestano il loro servizio gratuitamente per la Madonna. L’anima di Radio Maria è proprio il volontariato.

Maria ha voluto questa radio, l’ha benedetta, l’ha protetta, ha fatto in modo che si diffondesse proprio perché era necessaria in questi tempi particolari. Ciascuno di noi ha una responsabilità nei confronti di Radio Maria anche perché grazie a essa sono innumerevoli le anime che si convertono. L’impegno che sta dietro l’organizzazione di una radio di questa portata è tantissimo, c’è bisogno di sostegno spirituale e materiale. È importante aiutare la Madonna ad aiutarci; è importante aiutare la Madonna a diffondere la sua radio ovunque, fino ai confini esistenziali. Il nostro obiettivo è quello di raggiungere tutti i cristiani, anche quelli che vivono in zone povere, lontano dalle grandi città. L’unico mezzo che avrebbero per ascoltare la Parola di Dio è proprio Radio Maria. È proprio con la preghiera e l’evangelizzazione che la Regina della pace vuole arrivare al maggior numero di cuori possibili.

Il Santo Padre Leone XIV conosce bene l’opera di Radio Maria, in Perù ne ha toccato con mano l’opera di evangelizzazione e l’ha benedetta. Tutta la Famiglia di Radio Maria è gioiosa per la grazia di questa elezione, non manca da parte nostra la preghiera e il sostegno per il Papa e il suo Ministero. Il Papa ha dedicato una riflessione a Gesù Buon Pastore e noi accostiamo questa bellissima immagine di Cristo che dà la vita per le sue pecore proprio al Pastore della Chiesa, che la guida in questo tempo di tribolazione e la porta sul sentiero della speranza tenendo alto il baluardo della fede.

Radio Maria è sempre in sintonia con la Chiesa, prega per il Papa e lo sostiene con spirito di servizio. Aiutiamo la Madonna ad aiutarci.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul fondamento della Chiesa Cattolica: Cristo Risorto

Il problema di fondo della Chiesa di tutti i tempi è la fede; perfino gli Apostoli, durante la Passione e subito dopo, facevano fatica a credere nella Resurrezione di Cristo. Questo combattimento spirituale deve essere affrontato ogni giorno e dobbiamo uscirne ogni volta vittoriosi, se vogliamo raggiungere la vita eterna. Gesù stesso ha detto: «Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato» (Mc 16,16). 
Il centro della fede cattolica è la Persona di Cristo Risorto, credere significa professare che Cristo Risorto è il Figlio di Dio, il Redentore e il Salvatore del mondo. Prima ancora di essere rivolta a una serie di formulazioni, la fede è rivolta a una Persona. Il vero credente non è quello che ha imparato le varie formule a memoria, che pure sono importanti, ma la fede deve andare oltre le parole proprio perché innanzitutto è l’incontro con Cristo Risorto.

Gli Apostoli stessi credono nel momento in cui incontrano il Signore Risorto, senza la grazia non lo avrebbero riconosciuto. In ogni caso, la fede ha come punto di arrivo proprio il mistero del Verbo Incarnato, morto e risorto per la nostra salvezza. La vita cristiana è una partecipazione alla vita di Cristo Risorto; la natura umana è di per sé ferita dal peccato e dalla morte. Quando nasciamo ci troviamo in una situazione esistenziale in cui siamo esposti alla fragilità, alla malattia, al peccato, alla morte. Da questa situazione l’uomo non può salvare se stesso, nonostante la grande eresia del nostro tempo sia proprio l’impostura anticristica; l’umanità ha scelto di abbandonare la salvezza che viene dalla Croce e dalla Resurrezione di Cristo e ha avuto la presunzione di salvare se stessa con i suoi mezzi, la scienza e la tecnica.

Per quanto l’uomo si dia da fare vediamo il male prosperare sempre di più. L’uomo non si può salvare da solo. Anche le salvezze delle altre religioni sono ipotesi umane che l’uomo stesso si costruisce da sé. La salvezza cristiana è la persona di Cristo Risorto, è rivelazione divina. La fede cristiana è un evento di grazia, è il Verbo che si è fatto carne assumendo una natura umana, è Cristo che in Croce ha espiato i nostri peccati al nostro posto e per nostro amore ed è risorto glorioso.

In Cristo Risorto non c’è traccia della debolezza della natura umana che lui stesso ha condiviso assumendo una natura umana. Gesù ha condiviso tutta la situazione umana, eccetto il peccato. In Cristo Risorto non c’è sofferenza, non c’è morte, non c’è limite; la sua natura umana è trasfigurata dalla potenza dello Spirito Santo ed è resa partecipe della natura divina.

Siamo chiamati a partecipare alla natura umana di Cristo Risorto unita alla sua divinità, con la fede e la santità della vita quotidiana. San Paolo scriveva: “Sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me!” (Galati 2,20). Il Cristianesimo è l’incontro con Cristo Risorto, è l’unione a Cristo Risorto, è partecipare alla vita di Cristo Risorto cioè alla sua pienezza di verità, di santità, di bellezza, di bontà. Tutto questo è possibile mediante la grazia dei Sacramenti e l’impegno di osservare e di vivere i Comandamenti.

Senza l’unione con Cristo siamo rami secchi. Il nostro obiettivo sia essere tralci che uniti alla vite danno molto frutto. Credere in Cristo. Amare Cristo. Seguire Cristo. Imitare Cristo. La Vergine Maria è Madre e maestra, ci insegna a vivere la fede in Suo Figlio Gesù. In tutti questi anni di apparizioni a Medjugorje la Regina della pace non fa che invitarci a seguire Suo Figlio, la sua catechesi è tutta cristologica. La Madonna ci porta a Gesù. Questa è la strada più sicura: Ad Jesum per Mariam (“A Gesù attraverso Maria”) è il motto che ha segnato la vita e l’opera di san Luigi Grignion de Monfort.

Siamo al bivio: da una parte c’è la strada che porta a Cristo, dall’altra il baratro dell’abisso delle tenebre. Purtroppo, il sentiero che porta alla perdizione eterna è molto trafficato; tanti hanno deciso di abbandonare la fede e di rifiutare la salvezza che viene dalla Croce. Senza fede la vita è un vagare al buio, senza luce e senza meta. Nella Parabola della vite e dei tralci Gesù dice: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato»

Credere in Cristo e unirci lui mediante la fede e la rinuncia al male, sia la nostra scelta continua nel combattimento spirituale quotidiano. La nostra vita sia improntata sul desiderio di essere tralci uniti a Cristo.

La Madonna ci chiama alla conversione, ci esorta a uscire dalla palude che ci sta risucchiando per portarci alla morte. Se siamo sulla via buia della perdizione, dobbiamo decidere di cambiare strada e andare verso la luce di Cristo, seguirlo, vivere secondo la Sua Parola, testimoniarlo con la nostra vita.

È questa la vita che merita di essere vissuta, che acquista un valore inestimabile anche nell’eternità. Nella strada della fede in Cristo diventiamo sempre più luminosi, felici, vero riflesso della vita eterna.

Con coraggio abbandoniamo quel tipo di vita in cui non c’è Cristo e tutto ruota attorno al nostro ego. Lasciamo la strada dei vizi e del peccato. Recidiamo le radici del male nel nostro cuore e apriamolo a Cristo che bussa. La vita senza Cristo è inquieta, triste, buia, fine a se stessa, vuota.

Con umiltà riconosciamoci peccatori, bisognosi di grazia e di aiuto. Con le parole del salmista invochiamo la salvezza di Dio: “dal profondo a te grido Signore, Signore ascolta la mia voce”. Chiediamo a Dio la grazia di tirarci fuori dallo stagno maleodorante del peccato che ci distrugge. Con umiltà preghiamo, chiediamo perdono, tendiamo la mano a Cristo affinché la afferri e ci tragga in salvo.

Ciascun credente fa bella e santa la Chiesa attraverso il cambiamento, la resurrezione dal peccato, la vita di santità e di grazia. Con l’aiuto di Dio tutto è possibile! Come Cristo è risorto dai morti anche noi possiamo risorgere dalla morte spirituale per diventare luce per gli altri e diffondere pace, gioia e bontà. La via della salvezza è Cristo! Tutte le altre sono false luci che ci attirano al male e ci portano a cadere rovinosamente nel baratro. Non c’è rimedio alla perdita eterna dell’anima.     

La misericordia di Dio è grande ma è necessario chiederla con umiltà e pentimento accostandoci al Sacramento della Riconciliazione dove Dio ci aspetta per abbracciarci con il suo immenso amore.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla recita del Santo Rosario

La Regina della pace fin dall’inizio delle apparizioni a Medjugorje ha dato come indicazione spirituale di pregare il Santo Rosario completo tutti i giorni; il 14 agosto 1984 è apparsa inaspettatamente al veggente Ivan, nella vigilia della solennità dell’Assunta, e gli ha detto di trasmettere al popolo queste parole: «Vorrei che la gente in questi giorni preghi con me. E che preghi il più possibile. Che inoltre digiuni il mercoledì e il venerdì. Che ogni giorno reciti almeno il Rosario: i misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi». Nel 2002 San Giovanni Paolo II ha introdotto i Misteri della luce, pertanto, le Corone sono diventate quattro.

Sostanzialmente la Madonna ci chiede di dedicare un paio d’ore della nostra giornata alla recita del Santo Rosario. Sono consapevole che la vita frenetica, il lavoro, la famiglia, gli impegni sono molti, i tempi sono cambiati e la società è ben diversa rispetto a qualche decennio fa; possiamo, però, suddividere la nostra preghiera in diversi momenti, ad esempio in auto quando andiamo al lavoro, in fila al supermercato, mentre aspettiamo i bambini fuori da scuola, al mattino mentre ci prepariamo. Sono tanti i momenti della giornata in cui possiamo per così dire “distribuire” le Corone del Rosario.

La Madonna è da sempre molto insistente nella recita del Santo Rosario, ci tiene molto e lo manifesta in tutte le apparizioni anche del secolo scorso, oltre che a Medjugorje. La recita del Santo Rosario affonda le sue radici lontano, fin dai tempi della battaglia di Lepanto (1571), quando i marinai cristiani si unirono a Papa Pio V (un domenicano) nella preghiera del Santissimo Rosario e sconfissero una forza turca molto più grande. La battaglia fu un punto di svolta nel respingere le invasioni turche dall’Europa. Il 7 ottobre è stata istituita la festa della Madonna del Rosario proprio per ricordare la battaglia e l’intercessione della Madonna.

Viviamo in una società laicizzata, mondanizzata, dove la dimensione soprannaturale è stata completamente cancellata e il riferimento a Dio è totalmente assente. Certamente a questo hanno contribuito i mass-media (esclusi quelli cattolici, ovviamente) che non fanno altro che bombardare di notizie e alimentare le chiacchiere della gente, senza alcun riferimento all’interiorità e alla spiritualità. La mentalità moderna, ormai, esclude il soprannaturale e indirizza l’opinione pubblica in maniera molto terrena ed effimera. I mass-media non orientano mai lo sguardo della gente verso il Cielo, anzi.

In questa situazione veniamo rinchiusi in una sorta di bozzolo intramondano, dalla nascita alla morte. Benché per grazia abbiamo la voce interiore della coscienza che ci richiama al trascendente, generalmente siamo comunque trascinati in un modo di pensare ormai globalizzato, standardizzato alla totale assenza di riferimenti a Dio.

Indubbiamente la perdita della fede è la catastrofe del nostro tempo. Anche i cristiani sono stati ampiamente condizionati da questo tipo di società e, nonostante ci siano delle evidenti piccole riprese, molti hanno abbandonato la fede, vivono ignorando i Comandamenti e i Sacramenti sono ormai quasi del tutto disertati.

In questo contesto storico, allora, la Madonna ha pensato a una medicina, uno strumento efficacissimo, per conservare la fede e irrobustirla, proprio perché sta rischiando di evaporare. La Madonna ha chiesto la recita del Rosario completo, la contemplazione di venti Misteri suddivisi ingaudiosi, dolorosi, gloriosi e luminosi. Il Rosario è una preghiera molto semplice, non necessita del supporto di un messale, l’enunciazione dei Misteri è facilmente memorizzabile. Se detto con un po’ di attenzione, il Rosario è in grado di richiamare ai misteri della Redenzione lungo il corso di tutta la giornata, è una medicina potentissima contro tutte le malattie della secolarizzazione che hanno abolito la Legge di Dio. Il Rosario è un antidoto fortissimo per conservare la fede e per fermare il virus della scristianizzazione.

Il Rosario, inoltre, è alla portata di tutti. I bambini sono già in grado di pregare il Rosario se in famiglia viene insegnato. È una preghiera che abbraccia la Chiesa intera dalle più alte cariche ecclesiali alla gente semplice, i bambini, gli adulti, i malati, i sofferenti, le famiglie, le persone sole. Può essere recitato ovunque: in auto, in casa, in un letto di ospedale. La Madonna vuole questa preghiera sulle labbra di ciascun pastore della Chiesa e di tutti i cristiani, anche i più semplici.

L’efficacia della recita del Santo Rosario completo sta proprio nel fatto che, meditando i venti Misteri, ci accostiamo quotidianamente all’intera opera della Redenzione. Il Rosario completo è una sintesi mirabile del Cristianesimo. La pratica quotidiana permette di raggiungere un livello spirituale altissimo, si riescono a portare avanti le occupazioni quotidiane e terrene mantenendo lo sguardo interiore elevato verso il Cielo.

Ad esempio, se iniziamo la giornata meditando i Misteri della gioia, ripercorriamo eventi meravigliosi come l’Annunciazione, la visita di Maria alla cugina Elisabetta, la nascita di Gesù, la presentazione di Gesù al tempio e il ritrovamento di Gesù fra i dottori. Con queste immagini nel cuore, le nostre labbra pregano ringraziando Dio per aver fatto del nostro cuore la sua dimora.

I Misteri della luce, poi, ci portano a meditare sul valore del Sacramento del Battesimo, sull’annuncio della conversione e del Regno di Dio e quindi ci rafforzano nella convinzione e nel coraggio di annunciare e testimoniare la nostra fede.

I Misteri dolorosi avvicinano le nostre sofferenze a quelle di Gesù, lo accompagniamo sulla via del Calvario con le nostre croci e, guardandolo soffrire, chiediamo la grazia di sopportare i nostri dolori e offrirli per amore, per la salvezza delle anime. Uniti a Cristo nella meditazione delle umiliazioni che ha subito per noi, ci sentiremo più forti nel sopportare qualsiasi oltraggio nei nostri confronti.

I Misteri della gloria ci aiutano a chiedere alla Vergine Maria di saper ringraziare la Santissima Trinità per il miracolo meraviglioso dell’Opera della Redenzione, della santificazione e della glorificazione che ci tocca da vicino e riguarda la nostra vita perché essa ci eleva, ci redime, ci santifica.

Recitato e meditato in questo modo il Rosario diventa un viaggio attraverso tutti i misteri meravigliosi della salvezza, della gioia, della luce, del dolore e della gloria. Applicandosi quotidianamente nella recita completa del Santo Rosario, essa stessa diventa una pratica di cui non si riesce più a fare a meno. La Madonna ha chiesto la recita completa del Rosario ogni giorno proprio per questo motivo, per elevarci spiritualmente nonostante le occupazioni terrene. Questa pratica è veramente alla portata di tutti se impariamo a valorizzare i vuoti della giornata.

Continuando nella pratica e tenendo viva la recita quotidiana del Rosario completo la nostra anima si eleva e la nostra psiche ne risente positivamente perché scopriamo quanto è bello godere della compagnia di Gesù e di Maria in ogni momento. Per invogliarci alla preghiera e non aiutarci a prendere questa sana abitudine teniamo la Corona del Rosario sempre a portata di mano, in tasca ad esempio. La recita quotidiana delle quattro Corone è una corazza invulnerabile agli strali del maligno: «rivestitevi dell’armatura contro satana e vincetelo con il Rosario in mano» (Messaggio dell’8 agosto 1985). Satana è veramente libero dalle catene e solamente chi lo sa affrontare con la Corona del Rosario in mano ne esce vittorioso.

Prendiamo questo impegno di recitare il Rosario nella sua completezza. Inizialmente saremo un po’ in difficoltà, ma poi diventerà un’abitudine di cui non riusciremo più a fare a meno proprio perché ne sentiremo i benefici interiori che solamente questa pratica può darci. La preghiera del Santo Rosario non solo fa bene a noi stessi, ma porta tantissime anime a Dio proprio per la sua forza di intercessione. La Madonna ci ha promesso la pace, la Corona del Rosario è l’arma della battaglia e della vittoria.

Come si recita il Rosario

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulle cose necessarie per la salvezza dell’anima

Per capire quali sono le cose necessarie per la salvezza dell’anima è importante partire da un concetto base, ovvero che la sorte dell’uomo non è come quella degli animali che alla fine della vita diventano un pugno di polvere. Abbiamo un’anima spirituale immortale che Dio stesso ha infuso in ciascuno di noi nel momento nel concepimento. L’anima spirituale immortale sussiste anche dopo la morte; in quel momento essa si stacca dal corpo, viene immediatamente giudicata e inviata in Paradiso, in purgatorio o all’inferno. Sono Verità di fede ampiamente presenti da sempre nell’insegnamento della Chiesa, si tratta di Verità innegabili. La salvezza della propria anima, allora, è certamente l’impegno più importante della vita. L’anima si perde ignorando Dio e i suoi Comandamenti.

Ci sono delle componenti fondamentali per la cura dell’anima che non vanno trascurate, anzi, bisogna esercitarle ogni giorno. Non ci si può prendere cura dell’anima nell’ultimo istante di vita, potrebbe essere troppo tardi anche perché andiamo verso tempi incerti, non solo per la sopravvivenza personale ma anche per quanto riguarda l’intera umanità.

Siamo in un passaggio storico in cui può capitare di tutto da un momento all’altro. Satana è libero dalle catene e vuole distruggere la nostra vita e il pianeta sul quale viviamo; ha veramente conquistato molti cuori. Prendiamo atto della nostra situazione esistenziale di creature che possono sparire da un momento all’altro, consapevoli, però, che nell’istante in cui termina la vita c’è il giudizio di Dio su quello che abbiamo fatto.

Siamo alla vigilia di eventi mondiali che stanno maturando nel ventre del mondo, ne consegue che è necessaria una dovuta riflessione su quello che c’è dopo la morte. Mia nonna diceva sempre: “Di anima una sola se ne ha, se si perde che ne sarà?”, è un grande insegnamento semplice, popolare, ma profondissimo e che ho sempre nel cuore.

Per la salvezza della nostra anima è indispensabile la fede. Gesù stesso ha detto: «Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato» (Mc 16,16). Credere in Dio – nella sua esistenza, nel suo ruolo di Creatore e nella sua Provvidenza – è il presupposto necessario per salvarsi. Ogni uomo, giunto all’età della ragione, è in grado di conoscere l’esistenza di Dio, lo ha detto anche la Regina della pace molto chiaramente: «Il peccato del mondo è quello di non interessarsi a Dio. L’uomo è capace di conoscere l’esistenza di Dio. Tutti sono chiamati a cercare Dio e a realizzare ciò che Lui vuole» (Messaggio del 25 febbraio 1984). Ogni uomo ha dentro di sé la coscienza, quella voce interiore che ci esorta a fare il bene e a evitare il male e ci indica ciò che è bene, attraverso la pace del cuore quando lo compiamo, e che rimorde quando commettiamo il male. La fede, allora, è la base fondamentale necessaria per la salvezza dell’anima.

Questa ventata di scristianizzazione che si è abbattuta sull’umanità negli ultimi decenni ha fatto dimenticare ai cristiani tutte le Verità fondamentali ed eterne, imprescindibili per la salvezza dell’anima. Insieme alla fede non possiamo trascurare la preghiera, con cui la fede stessa viene alimentata come l’acqua con il fiore. La preghiera accresce la fede e ci mette in dialogo con Dio. Nella preghiera parliamo con Dio e lo ascoltiamo, chiediamo le grazie necessarie per essere perseveranti sulla via del bene. Senza preghiera non ci si salva.

Un’altra componente fondamentale per la salvezza dell’anima è certamente l’osservanza dei Comandamenti. Il 25 dicembre 2012 la Regina della pace è apparsa alla veggente Marija senza dare il Messaggio; improvvisamente, però, il Bambino Gesù che teneva tra le braccia ha iniziato a parlare in maniera solenne e ha detto: «Io sono la vostra pace, vivete i miei Comandamenti». Dobbiamo tornare ai Comandamenti, fare un esame di coscienza revisionandoli a uno a uno per capire qual è il nostro rapporto con Dio alla luce della sua Legge Santa. Per salvare l’anima dobbiamo vivere i Comandamenti attraverso uno sforzo continuo di adeguamento della nostra condotta personale alle esigenze di santità enunciate nel Decalogo. Non ci si po’ salvare senza osservare i Comandamenti.

Nel brano di Vangelo sul giovane ricco Gesù stesso indica proprio i Comandamenti come strada per la salvezza eterna: Mentre Gesù usciva per la via, un tale accorse e, inginocchiatosi davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?» Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, tranne uno solo, cioè Dio. Tu sai i Comandamenti: “Non uccidere; non commettere adulterio; non rubare; non dire falsa testimonianza; non frodare nessuno; onora tuo padre e tua madre”». Accostiamoci al Sacramento della Confessione con una buona preparazione interiore, specchiamoci nei Comandamenti e ammettiamo le nostre mancanze con l’obbiettivo di migliorarci e con la consapevolezza che solamente quella è la strada per la santità.

La salvezza dell’anima prescinde inevitabilmente dall’attingimento alla grazia dei Sacramenti, in particolare la Confessione e la Comunione. Tocca constatare che ultimamente, purtroppo, i Battesimi e i Matrimoni sono sempre meno; sono poche le famiglie che mettono la loro unione nelle mani di Dio e affidano nelle mani del Signore i bambini, trascurando quindi l’educazione cristiana. Attraverso i Sacramenti riceviamo la grazia dello Spirito Santo e sono stati man mano rimossi con disinvoltura, ma essi stessi sono stati istituiti da Cristo stesso! Non è trascurabile nemmeno il dato tangibile delle innumerevoli persone che lasciano questa vita senza ricevere il Sacramento dell’Estrema unzione, il Viatico e la Confessione, o ancora i tanti malati che non ricevono il Sacramento dell’Unzione degli infermi. Dio ha messo a disposizione i Sacramenti come fonti di grazia e noi, in maniera consapevole e decisa, li abbiamo rimossi dalla nostra vita come conseguenza del fatto che viviamo come se Dio non esistesse. Senza Sacramenti l’anima marcisce e muore.

La fede, la preghiera, i Comandamenti e i Sacramenti sono i nutrimenti dell’anima senza i quali essa come un fiore che, senza acqua e senza sole, appassisce e muore. Staccati dalla vera vite che è Cristo siamo come tralci secchi buoni solo per essere bruciati. La salvezza dell’anima dipende dal nostro attaccamento a Dio, dal nostro rapporto continuo e intimo con lui, dall’osservanza della sua Legge e dalla pratica dei Sacramenti.

Nel momento in cui avverranno gli eventi dei Segreti di Medjugorje quale sarà la sorte delle anime lontane da Dio? La Madonna è qui per salvare il maggior numero di anime possibili e il Suo Cuore Immacolato trionferà; tuttavia, molti sceglieranno di schierarsi col demonio e si perderanno eternamente. Il 25 luglio 2020 la Regina della pace ha detto una frase che è un programma di vita per chi crede e vuole salvarsi: «In questo tempo inquieto in cui il diavolo miete le anime per attirarle a sé, vi invito alla preghiera perseverante affinché nella preghiera scopriate il Dio d’amore e di speranza»; è Dio la vera salvezza, in Lui dobbiamo confidare. Dal profondo dell’abisso dei nostri peccati dobbiamo pentirci, invocare la Divina Misericordia e cambiare vita, riconoscendoci come creature davanti al Creatore, bisognose di Lui e del suo amore. Chi è lontano da Dio faccia propria l’invocazione del salmista Davide: Dal profondo a te grido, o Signore; Signore, ascolta la mia voce. Siano i tuoi orecchi attenti alla voce della mia preghiera (Salmo 130).

Alla fine della vita saremo giudicati innanzitutto nel nostro rapporto con Dio e poi nel nostro rapporto con il prossimo. Non facciamoci trovare impreparati. La salvezza della nostra anima sia la priorità della nostra vita. Dio non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva.

Prendiamoci cura della nostra anima come se fosse un fiore, poniamola nel vaso solido della fede, alimentiamola con l’acqua della preghiera, lasciamo che il sole dei Comandamenti la scaldi e la illumini, teniamola al riparo dai venti impetuosi con la grazia dei Sacramenti.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla preoccupazione della Madonna per le nostre anime

Le preoccupazioni della Madonna non sono necessariamente le nostre. Certamente la Regina della pace è preoccupata per la situazione del mondo, nel quale regnano l’odio e la guerra. La sua vera preoccupazione è certamente la salvezza eterna delle nostre anime perché è chiaro che le anime si salvano o si perdono eternamente; questo è un Dogma di fede chiaramente rivelato dalla Parola di Dio e sancito dalla Chiesa.

La preoccupazione della Madonna si è riproposta tante volte in tutti questi anni di apparizioni, arrivando perfino a espressioni molto forti: «il diavolo miete le anime per attirarle a sé» (Messaggio del 25 luglio 2020).

Da gennaio a ad aprile del 2025 la Regina della pace ha dato Messaggi il cui fulcro era la conversione, rinnovata con forza. L’ammonimento della Madonna è sempre più urgente e proporzionato alla sua preoccupazione. Il Messaggio del 25 aprile 2025 si è aperto in un modo drammatico: «Cari figli, i venti dell’inquietudine, dell’egoismo e del peccato afferrano molti cuori e li guidano all’inquietudine e alla perdizione»; in questo Messaggio risuonano parole fortissime dette proprio pochi giorni dopo la Santa Pasqua. Durante la Quaresima, il 25 marzo 2025, la Madonna aveva detto: «Pregate con me, figlioli, perché senza Dio non avete né futuro né vita eterna. Vi amo, ma non posso aiutarvi senza di voi. Perciò dite sì a Dio».

La Madonna ha una visione celeste, completa e profonda della situazione esistenziale dell’umanità in generale e di ogni cuore in particolare. Maria vede lo stato di vita o di morte di ciascuna anima e ci dice che i venti diabolici afferrano molti cuori e li portano alla perdizione eterna.

È bene mettere in luce le Verità fondamentali della fede Cattolica che nel corso dei decenni sono sbiadite fino a quasi cancellarsi dalla nostra memoria; lo spirito del tempo nel quale viviamo è quello di un mondo senza Dio che impone una visione della vita atea e materialistica. L’umanità ha veramente perso la capacità di educare alla fede le nuove generazioni e la società vive davvero come se Dio non esistesse. Il mondo vive allegramente senza Dio! L’uomo si è messo al posto di Dio in una maniera quasi naturale, comoda. È ora di svegliarsi!

Satana libero dalle catene ha talmente oscurato le menti e inquinato i cuori che ormai non ci si pone più il problema di Dio e si ha una concezione della vita che è orientata unicamente alla morte; si vive allora completamente assorti ai piaceri della vita, ai vizi, alle cose effimere. Questa è la visione del mondo dal punto di vista celeste ma che possiamo vedere anche noi quotidianamente e ovunque.

Il dramma è che il peccato ci distrugge lentamente dall’interno e porta la nostra anima alla morte, alla perdizione eterna. In questa situazione globale, tipica anche dei Paesi di antica cristianità che hanno perso la fede e l’idea di peccato, sono stati praticamente cassati i Comandamenti e si vive come se Dio non ci fosse. In questo tipo di società malata spiritualmente vengono a mancare i medici.

Nelle tenebre non ci sono le luci che illuminano e che guidano. In mondo immerso nel peccato sono poche le voci che chiamano alla conversione! La Regina della pace ha bisogno di noi per amplificare il suo appello alla conversione, al ritorno a Dio e ai suoi Comandamenti.

Chi vive nel peccato inevitabilmente si perde eternamente. Chi crede si salverà! È urgente fare un’inversione di rotta. La Madonna è angosciata per le anime che si perdono e perché non ci sono abbastanza voci che richiamano alla conversione, all’apertura dei cuori. Di fronte a un’umanità che vive senza Dio e che quindi non ha né futuro né vita eterna, la Madonna si rivolge a coloro che hanno risposto alla sua chiamata e dice: «vi esorto, figlioli, offritemi le vostre preghiere, sofferenze e lacrime per la conversione dei cuori che sono lontani dal cuore di mio Figlio Gesù».

Il dramma del tempo che stiamo vivendo è proprio la perdizione delle molte anime. L’ammonimento della Regina della pace si è talmente affievolito che ormai non si sente più, quei pochi che lo ripetono e lo ribadiscono vengono addirittura accusati di terrorismo psicologico, come se parlare del diavolo fosse un’eresia! La legge di Dio non cambia, l’inferno esiste anche se lo neghiamo, i Comandamenti ci sono anche se li rimuoviamo, Dio esiste anche se viviamo come se non ci fosse. Solo Dio è il Signore della Storia e padrone del mondo. Dio è buono, ci chiama alla conversione affinché le nostre anime si salvino.

La Madonna ci incoraggia a tornare a Dio e alla preghiera affinché possiamo già stare bene fin da adesso e assicurarci la salvezza eterna. Il mondo di oggi è immerso nella menzogna, è malato spiritualmente e la Madonna è preoccupata, ci richiama continuamente alla conversione. La Verità non cambia mai, è eterna come è eterno Dio; lasciamoci allora illuminare dalla Parola che salva, che vivifica che illumina interiormente. Guardiamo alla nostra condizione esistenziale. Se siamo schiavi del demonio e accecati dal peccato, pieghiamoci nell’umiltà di creature e chiediamo perdono a Dio, apriamogli il cuore, lasciamolo entrare e abbandoniamoci a Lui. Convertiamoci, torniamo a Dio e ai suoi Comandamenti. Ascoltiamo i richiami della Madonna che ci vuole tutti salvi!

Senza pentimento e senza conversione le nostre anime sono possedute da satana e le perderemo nella morte eterna dove non c’è luce.

Preghiamo, aiutiamo la Madonna a salvare quante più anime possibili. Nel tempo dei Segreti ciascuno dovrà ricoprire un ruolo e dovrà decidere se stare dalla parte della Regina della pace oppure da quella di satana. È il momento di predisporre la nostra anima a questa scelta radicale che ci si prospetta e che non è poi così lontana. Apriamo il cuore alla fede, nell’umiltà e nella decisione irreversibile di amare Dio sopra ogni cosa. Aiutiamo chi è lontano a ritrovare la strada che porta alla salvezza.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sul cuore della fede cristiana

Cari amici, San Paolo nella Lettera ai Corinti capitolo primo versetto 15, disse: “Se dunque i morti non risuscitano, nemmeno Cristo è risuscitato. E se Cristo non è risuscitato, vana è la nostra predicazione e vana è anche la vostra fede”; Papa Benedetto XVI ha scritto: “Ma se Cristo non è risorto, vuota è allora la nostra predicazione, vuota anche la vostra fede”, il Cristianesimo rischia di essere una religione con qualche intuizione bella sotto il profilo morale e spirituale, ma di fatto sarebbe un ramo secco perché manca la persona di Cristo Risorto.

Questa è una Verità fondamentale della nostra fede nella quale molti cristiani non credono. Da decenni esistono statistiche allarmanti. Quando si pone la domanda sulla Risurrezione di Cristo, dei morti e la vita eterna, quasi la metà dei cristiani dubitano o negano.

L’evento della Risurrezione di Cristo è il cuore stesso del Cristianesimo. Lo è ancor di più dell’Incarnazione perché nella luce della fede è il Verbo che si fa carne nel grembo della Vergine Maria e viene in mezzo a noi; la certezza che sia il Verbo che si è fatto carne viene dalla Risurrezione.

Gli Apostoli credevano che Gesù fosse il Figlio di Dio, come disse Pietro a Filippi: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. Quando nella Passione Pietro vide la morte di Cristo, si perse come fecero gli altri Apostoli. La loro fede messianica è svanita, è evaporata e ha ripreso forza nel momento in cui l’hanno visto Risorto. Per questo motivo possiamo dire che la Risurrezione è il cuore stesso del Cristianesimo per la certezza che ci dà che il Verbo che si è fatto carne e che Cristo è il Figlio di Dio.

Un’altra ragione per cui la Risurrezione è il cuore della fede, è il fatto che partecipando alla Risurrezione di Cristo, noi stessi veniamo salvati. La salvezza consiste nel fatto che mediante la fede veniamo uniti a Cristo Risorto, noi che siamo mortali diventiamo immortali.

Questo è il motivo per cui la nostra fede il Cristo Risorto deve essere al centro della nostra vita, della nostra esperienza spirituale, della nostra preghiera. La salvezza cristiana è essere come tralci uniti alla vite, quindi essere in Cristo, essere viventi in Lui. San Paolo disse: “Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me” (Gal 2,19-20).

La Risurrezione di Cristo è una realtà della quale non abbiamo esperienza, è una realtà totalmente soprannaturale che va al di là delle nostre possibilità di conoscenza, che possiamo cogliere solo con la luce della fede e con l’esperienza interiore della grazia.

Non c’è da meravigliarsi che davanti al Sepolcro vuoto, sia le autorità ebraiche sia Pilato, hanno fatto cercare il cadavere di Gesù Cristo. La Risurrezione non è il ritorno alla vita di prima, come ha fatto Lazzaro. Essa non è la rianimazione di un cadavere, ma una nuova creatura. Il corpo carnale diventa spirituale. Non possiamo conoscere il pieno significato del corpo spirituale in quanto non abbiamo un’esperienza diretta, però alla fine dei Tempi risorgeremo dai morti e avremo anche noi un corpo Risorto come quello di Gesù Cristo.

La prospettiva che abbiamo davanti è di bellezza, di gioia, di eternità beata, non possiamo avere idea di cosa significhi essere nuove creature in Cristo. Lo saremo in Paradiso con la nostra anima, finché non ci sarà la fine del mondo. Anche con i nostri corpi risorti vivremo la vita beata e questa è quella che già Cristo vive in se stesso, l’Arca della nostra salvezza. Mediante la fede in Cristo Risorto, mediante la vita da persone risorte secondo la Verità, la giustizia divina e la santità, siamo innestati in Gesù come tralci che producono frutti di vita eterna e quando moriremo lasciamo la salma che è destinata alla Resurrezione. Già da ora partecipiamo all’immortalità di Cristo Risorto.

La fede in Cristo Risorto non è soltanto una prospettiva di eternità, ma una prospettiva di vita Santa, secondo la grazia, i Comandamenti e non sotto la potenza della carne inquinata dal vizio come dice San Paolo: “La carne è contaminata quando le membra del corpo sono strumento al peccato, al vizio”. La carne ha bisogno di essere guarita perché infetta dal peccato originale; perciò, la Risurrezione è la guarigione del nostro cuore inquinato. È una guarigione che viene mediante la grazia dello Spirito Santo, che ci fortifica nelle Virtù morali, ci trasforma a immagine viva di Cristo. Questo è l’impegno della vita cristiana, vivere come persone risorte, nuove, in santità di vita.

Esorto quelli che ancora non l’hanno fatto, a fare la Pasqua e a risorgere alla vita nuova in Cristo Gesù, mediante il pentimento dei peccati, la Confessione, la preghiera, i Santi propositi e una vita retta. Diversamente se non siamo uniti a Cristo viviamo come rami secchi: “Io sono la vite. Voi siete i tralci. Se uno rimane unito a me e io a lui, egli produce molto frutto; senza di me non potete far nulla”.

In questo tempo di Pasqua in cui Cristo è risorto deve diventare il centro della nostra fede, della nostra vita, della nostra speranza e della nostra gioia. Vivendo in Cristo Risorto siamo pieni di gioia, di luce, di forza, siamo belli, luminosi. Il Cristianesimo non è un compenso di dottrine, ma è Cristo Risorto, il Verbo fatto carne che ha vinto la morte, è Risorto glorioso dai morti ed è fonte di grazie. Tutti gli uomini sono chiamati mediante la fede a unirsi a Cristo Risorto e a vivere da persone risorte. Questo sia il nostro impegno, la nostra gioia quotidiana, sia la nostra prospettiva di eternità e di mortalità.

In questi giorni stiamo piangendo la morte di Papa Francesco ma lui è già nell’Eternità Beata. Con la sua sofferenza spirituale e fisica ha fatto una purificazione finale. Nella sua malattia si è visto come il Signore ha operato profondamente in lui; quindi, ora guarda dal Cielo con uno sguardo di Misericordia e compassione, intercede per noi e in questa luce siamo gratificati dal fatto che ci manca.

La Chiesa pellegrina sulla Terra è una sola cosa insieme alla Chiesa del Purgatorio. Siamo un’unica Chiesa e un’unica circolazione della grazia, l’importante è avere la fede e vivere in grazia di Dio.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sul significato del Pontificato di Papa Francesco

Cari amici, il Pontificato di Papa Francesco si è concluso nella gloria e nella gioia della Pasqua. Sono convinto che in Cielo, dopo tante fatiche e tante lacrime, stia raccogliendo la giusta ricompensa che è l’Amore eterno di Dio.

C’è una grande proliferazione di valutazioni di questo Pontificato. Molto dipende dalla posizione ideologica di ognuno. Quello che è il valore di una persona rimane impresso nella memoria e di essa emerge tutto quello che è veramente imperituro, grande e straordinario, che fa la Storia della salvezza.

Ho meditato su quali temi Papa Francesco ha una sua identità e grandezza spirituale e storica ed è la sua preoccupazione per la pace. Questo è il problema più importante del mondo contemporaneo. Si tratta di capire – alla luce della fede – in quale fase della storia ci troviamo, altrimenti non capiremmo neanche la grandezza di un uomo e di quei tratti caratteristici che ha lasciato in eredità.

Siamo entrati nella fase della Storia che è quella degli ultimi tempi, ossia i Tempi dell’Apocalisse. È un tempo lungo che possiamo suddividere, alla luce della Sacra Scrittura, in tre fasi: la prima fase è il primo grande combattimento escatologico fra la Donna vestita di Sole e il grande drago rosso; la seconda parte è quella del tempo di Pace e il dono di Dio per l’umanità; la terza tappa è il movimento finale dell’impero delle tenebre che verrà giudicato e condannato eternamente dalla venuta di Cristo nella Gloria.

Ci sono tanti elementi che dicono che questa è la prima fase del Tempo dell’Apocalisse, come il fatto che queste saranno le ultime Apparizioni della Madonna, venuta come Regina della pace, fino alla morte dei veggenti. Solo questo fatto fa capire che siamo entrati nella fase Apocalittica della Storia che è quella della Madonna incoronata di dodici stelle in lotta con il drago.

Mi sono sempre chiesto se Papa Francesco avesse capito veramente questo tempo. Tuttavia, so per certo che fin dall’inizio del suo Pontificato aveva messo come primo problema dell’umanità quello della pace. Questa tematica è andata sviluppandosi nel tempo sempre più fino a diventare giornaliera, dal momento in cui la Russia ha invaso l’Ucraina e quello che è successo in Medioriente.

È stato il primo Papa che ha preannunciato la corsa dell’umanità a una deriva pericolosa: quella della Terza Guerra Mondiale. Secondo il Santo Padre era già cominciata e che per quanto a pezzi, andava suturandosi ovunque attraverso la corsa al riarmo. Quando è cominciata la guerra in Ucraina – con la minaccia di bombe atomiche – sappiamo che egli è intervenuto con forza al riguardo, mettendo l’umanità davanti allo scenario dell’Armageddon e dell’autodistruzione totale.

Il Papa ha capito questa situazione perché sapeva qual era il significato della presenza della Regina della pace a Medjugorje. La Madonna in diversi Messaggi ha detto che satana vuole la guerra: «Satana è forte e desidera distruggere non soltanto la vostra vita umana, ma anche la natura e il pianeta sul quale vivete» (Messaggio del 25 gennaio 1991), ma ha anche detto che è l’umanità stessa che vuole la morte: «L’umanità ha deciso per la morte» (Messaggio del 25 ottobre 2022); «Il futuro è al bivio perché l’uomo moderno non vuole Dio» (Messaggio del 25 gennaio 2023).

La Gospa negli ultimi Messaggi ha ripetuto più volte di pregare per coloro che non vogliono la pace: «Figlioli, siate le mie mani di pace e di preghiera, siate amore per tutti coloro che non amano, non pregano e non vogliono la pace» (Messaggio del 25 febbraio 2025).

Quello che rende grande Papa Francesco è proprio questa sintonia con la Regina della pace e il fatto che lui sentiva perfettamente con il cuore quello che preoccupa la Madonna. Sentiva il pericolo, sentiva l’attacco delle tenebre nell’umanità, per questo motivo ha speso la sua fatica, le sue invocazioni, ogni Angelus, ogni Natale e ogni Pasqua presentando i panorami della guerra che avanza in tutto il mondo e che rischia di distruggerlo in poco tempo.

Non ci sono altre persone – cristiane e non – che meglio di lui abbiano capito il dramma del nostro tempo. Non è solo un dramma religioso della perdita della fede ma della distruzione del mondo fra loro legati. La perdita della fede consegna il mondo nelle mani di satana che lo vuole distruggere.

Questa sintonia con la Regina della pace è la vera grandezza di Francesco, il servizio per la pace è quanto lui ha dato in questi anni e continuerà a dare in Cielo con la sua intercessione. Questa per me è la sua vera eredità, ha messo la Chiesa in allerta perché viviamo in un’umanità che fa la guerra a Dio e che di conseguenza la fa a se stessa.

Questa comprensione che Francesco ha avuto del nostro tempo e del Messaggio della Regina della pace ha fatto sì che Medjugorje venisse veramente aiutata. Papa Giovanni Paolo II amava Medjugorje come Benedetto XVI, ma Francesco ha compiuto un cammino fin dall’inizio ed è andato avanti fino a salvarla.

Era tutto pronto per una condanna della Chiesa su Medjugorje. Il Santo ufficio a suo tempo aveva deciso di stroncare le Rivelazioni a Santa Faustina Kowalska ed è stato l’arcivescovo di Cracovia – Papa Giovanni Paolo II – che ha impedito questa liquidazione del tema meraviglioso della Divina Misericordia. Allo stesso modo stava per succedere a Medjugorje. Il Papa ha detto chiaramente, di ritorno da Fatima, che voleva i testi della Commissione Ruini perché voleva dare un giudizio egli stesso e non lasciarlo al Santo ufficio. Questo ha portato a una protezione anche concreta da parte del Santo Padre che ha liberalizzato i pellegrinaggi. I giudizi che lui ha dato sul numero, sulla bontà delle conversioni e sui frutti ha fatto sì che si arrivasse al nulla-osta della Santa Sede. Il Papa fino alla fine ha voluto tale nulla-osta che diversamente sarebbe stato negato.

Questo grande evento condizionerà l’umanità nel futuro di Medjugorje, perché è attraverso di essa che arriverà il trionfo del Cuore Immacolato di Maria. Papa Francesco ha messo la Chiesa sulla frequenza giusta della lunga presenza di Maria, lungi dall’essere esaurita. Questo è il suo grande lascito.

Sull’onda di Medjugorje, Francesco è diventato il Papa per eccellenza che ha sempre lottato per la pace. Dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia c’è stata la consacrazione il 25 marzo 2022 nella Basilica di San Pietro, di entrambi questi Paesi. In quel momento la Madonna appariva a Medjugorje e il Messaggio è stato: «Ascolto il vostro grido e le preghiere per la pace».

Papa Francesco ha immesso l’umanità sulla strada giusta, che è quella della comprensione dei Tempi nei quali viviamo, quella della grande battaglia fra la Donna vestita di Sole e l’impero delle tenebre, personificato dal grande drago rosso. Questo è il futuro che abbiamo davanti.

Prego con voi affinché questo Conclave trovi quel Papa che Dio ha stabilito che ci sia e che salirà il Calvario come ha profetizzato Maria nel Terzo Segreto di Fatima. Un Papa che guiderà la Chiesa sulla via del Calvario mentre i soldati con spari di fuoco e frecce cercano di sterminare la Chiesa e in cima davanti alla Croce lo abbattono con colpi di arma da fuoco.

Questo è quello che abbiamo davanti. Ma Papa Francesco ci ha guidato alle soglie di questo futuro. Al prossimo Papa suo successore toccherà fare la Via Crucis che profetizzò con molta chiarezza e forza San Giovanni Paolo II al Monastero di Fulda, quando parlò della persecuzione della Chiesa e del bagno di sangue necessario perché risorgesse.

Benedetto XVI non era d’accordo con quanto detto da Giovanni Paolo II ovvero che fosse lui quel Papa profetizzato nel Segreto di Fatima, che la Madonna aveva salvato dalla morte. In realtà Benedetto XVI vuole sottolineare che nel Segreto il Papa viene ucciso non ferito, quindi non poteva essere lui.

Il Segreto di Fatima si deve realizzare proprio in quella salita al Calvario da parte del Papa. Questo è il futuro della Chiesa e del Papa. Tutti dobbiamo riflettere su queste realtà che la Gospa ha rivelato fin da Fatima.

Papa Francesco ha avuto la forza di combattere e non si è mai arreso. Tutte le Domeniche all’Angelus aveva il tema della guerra in Ucraina, in Israele e in tutto il mondo. Ha dato un panorama drammatico il giorno di Pasqua, ha capito che il mondo va verso la morte e ha capito qual è il ruolo della Chiesa: di intercedere e prodigarsi affinchè il mondo sia salvato. Questo è esattamente ciò che la Gospa ha rivelato a Medjugorje e a Fatima.

La Madonna ha preannunciato il trionfo del suo Cuore Immacolato. Che Dio ci conceda di essere noi le mani che operano questo miracolo della Regina della pace, di salvare il mondo dall’autodistruzione e regalare ai nostri figli un tempo di prosperità e di pace.

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