"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla Passione di Maria in unione con Gesù – Venerdì Santo

Il Venerdì Santo è un giorno particolare, dedicato alla preghiera, al digiuno e soprattutto alla contemplazione della Croce sulla quale Cristo si è immolato come vittima d’amore per la salvezza dei peccati del mondo. Per gli Apostoli è stato difficile comprendere l’importanza e la grandezza della Croce, ma con la grazia dello Spirito Santo disceso su di loro nel giorno della Pentecoste Pietro ha capito perché Cristo ha dovuto patire sulla Croce.

Cristo patì per i nostri peccati. Il Figlio di Dio ha dovuto espiare tutti i peccati di tutti gli uomini, di tutti i tempi. Sulla Croce Cristo ha distrutto il male, lo ha vinto. È questo il senso della sofferenza di Gesù proprio perché il suo dolore è animato dall’amore per l’umanità. Sono misteri che possono essere illuminati solamente dalla grazia della fede. Al di là della carne e del sangue e al di là dell’intelligenza umana, ci vuole la grazia dello Spirito Santo.

La Madonna ha partecipato profondamente alla Passione di Suo Figlio Gesù. Non deve colpire, allora, il fatto che proprio nei giorni della Settimana Santa la Madonna fosse presente a Gerusalemme consapevole di quello che Suo Figlio avrebbe affrontato. La Madonna sapeva che una spada le avrebbe trafitto l’anima, come predetto dal vecchio Simeone. A differenza degli Apostoli, Maria aveva capito e aveva creduto a tutte le rivelazioni che Gesù aveva fatto su come sarebbe avvenuta la Redenzione.

Tutta la vita di Maria è stata contrassegnata dalla Passione, dal dolore proprio perché aveva compreso profondamente e fin da subito che quel Bambino concepito verginalmente era il Figlio di Dio e che sarebbe morto sulla Croce per redimere i peccati del mondo. Maria ha sofferto insieme a Suo Figlio e il suo più grande dolore era dovuto al fatto che la crocifissione sarebbe stata inutile per molti che l’avrebbero rifiutata, non l’avrebbero accolta come ancora della Salvezza. Il rifiuto della Salvezza che viene dalla Croce da parte di molti è il motivo della sofferenza di Gesù durante la Passione e mentre prega sudando sangue nel Getsemani. È per lo stesso motivo che la Regina della pace piange lacrime di sangue per ogni suo figlio che si perde nel peccato.

La Madonna ha avuto l’annuncio della sua sofferenza quando Gesù è stato presentato al Tempio, quando Simeone le annunciò la profezia del dolore che, come madre, avrebbe dovuto affrontare. Quelle parole sono state l’orizzonte che Maria ha avuto davanti agli occhi durante tutta la vita di Gesù, fin dall’infanzia; durante la predicazione quella prospettiva si è concretizzata. Quando Gesù è entrato nella Sinagoga di Nazaret e ha preso il testo messianico del profeta Isaia e lo ha attribuito a se stesso: «Oggi si è adempiuta questa Scrittura, che voi avete udito». Gli abitanti di Nazaret hanno reagito con ostilità e lo hanno deriso rabbiosamente; non volevano accettare che il figlio del falegname si autoproclamasse il Messia, lo conducono in cima a una collina per gettarlo giù e ucciderlo. Di fronte a un evento del genere possiamo immaginare la sofferenza e l’angoscia di Maria che aveva visto suo Figlio così disprezzato proprio nella città dove era cresciuto.

Le classi dirigenti di allora avevano già condannato Gesù e lo avevano giudicato un bestemmiatore proprio perché diceva di se stesso di essere il Figlio di Dio, il Salvatore del mondo. Nei tre anni di predicazione pubblica non hanno potuto condannarlo a morte perché non era giunta ancora la sua ora, ma indubbiamente la Madonna è stata testimone della durezza dei cuori di questo mondo che non vuole Dio. La Regina della pace ripete queste parole ancora oggi nei Messaggi di Medjugorje: «l’uomo moderno non vuole Dio. Perciò l’umanità va verso la perdizione» (Messaggio del 25 gennaio 2023). La Madonna soffriva molto perché Suo Figlio – che sarebbe morto sulla Croce per salvare l’intera umanità – veniva rifiutato, deriso e condannato da quelli che avrebbe salvato.

Maria ha capito e creduto alle parole di Gesù quando diceva che sarebbe stato catturato, imprigionato, percosso e crocifisso. La Madonna ha creduto anche alle parole di Gesù sulla sua gloriosa Resurrezione. Maria ha accettato che Suo Figlio fosse vittima innocente d’amore perché sapeva che quella era la volontà di Dio ed era sicura che Gesù sarebbe risorto. La fede di Maria e l’accettazione della missione di Suo Figlio hanno sostenuto Gesù. Quando la Vergine Maria dice sì all’angelo che le annuncia che il Figlio di Dio si sarebbe fatto carne nel suo grembo, nel suo “Eccomi” è racchiusa anche l’accettazione della Croce. La Madonna accetta la volontà di Dio che invia Suo Figlio a patire sulla Croce per cancellare i peccati di tutti gli uomini di tutti i tempi. La Regina della pace ha racchiuso in una bellissima frase il suo atteggiamento di accettazione della volontà del Padre: «La mia vita è stata dolore, silenzio ed un’immensa fede e fiducia nel Padre Celeste» (Messaggio a Mirjana del 2 settembre 2016).

Il grande amore per Suo Figlio, per l’umanità e per il disegno di Dio, hanno fatto sì che la Madonna accettasse la Croce come l’ha accettata Gesù stesso. Maria segue sempre Gesù, è con Lui in ogni istante, non lo abbandona mai. La Madonna è stata l’unica a comprendere profondamente quello che sarebbe accaduto a Suo Figlio. La Madonna ha illuminato gli Apostoli, li ha fortificati nella fede proprio perché Lei stessa è sempre stata fedele alle parole di Cristo. La Madonna è testimone di tutto quello che è avvenuto, ha visto il Figlio maciullato dai flagelli, incoronato di spine, beffeggiato dai soldati, umiliato e offeso. Maria ha visto fino in fondo il coraggio di Suo Figlio, l’amore di Dio attraverso il sacrificio di Gesù. La Madonna ha sempre creduto, la sua fede non ha vacillato nemmeno per un istante. La Madonna ha visto anche la ferocia della gente, l’odio dei cuori che hanno rifiutato Gesù e preferito Barabba, ha visto il diavolo che possedeva le anime.

Maria nella sua umiltà ha accettato la sofferenza di Suo Figlio, proprio come Gesù stesso ha preso la Croce e l’ha portata su di sé per espiare i peccati anche di coloro che non credevano, che lo condannavano, che gli sputavano addosso. Anche oggi Cristo è rifiutato, è condannato, è maltrattato, è deriso. I cuori umani sono feroci, sono intrisi di odio e di violenza.

Maria, ai piedi della Croce, è come un altare che offre al Padre Suo Figlio, vittima d’amore per la salvezza del mondo. Commuove contemplare con quanta devozione, amore e dolore, Maria prende tra le braccia il corpo di Suo Figlio e se ne prende cura con amore immenso di Madre. Maria, poi, sarà la prima a vedere Gesù Risorto, sarà l’unica ad aspettarlo vivo nel giorno della Resurrezione. Il dolore della Madonna continua ancora, a Medjugorje ha detto che versa lacrime di sangue per ogni figlio che si perde nel peccato.

È il momento di lavare le nostre anime con il sangue di Cristo e con le lacrime di Maria dai peccati che le insudiciano.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla Passione di Gesù – Giovedì Santo

Il Giovedì Santo è il giorno degli abbandoni e dei tradimenti da una parte e dall’altra parte del grande amore di Gesù per l’umanità. Quel giorno, infatti, Cristo ha istituito il Sacramento dell’Eucarestia e quello del Sacerdozio. Nonostante Gesù avesse profetizzato la loro caduta, gli Apostoli si sono lasciati abbindolare da discorsi terreni e materiali. Il giorno delle Palme hanno incominciato a sognare proprio perché non hanno capito che il regno di Cristo non apparteneva a questa Terra e nulla aveva a che vedere con i possedimenti e le ricchezze. Gli Apostoli pensavano che quanto annunciato nei tre anni di predicazione stesse per realizzarsi; sgomitavano, allora, per spartirsi i posti e mentre Gesù lavava loro i piedi litigavano su chi sarebbe stato il primo.

Gesù, umile e paziente, si è inginocchiato e ha lavato loro i piedi asciugandoli poi con l’asciugatoio di cui si era cinto. La sete di mondo degli Apostoli ha offuscato la loro fede e l’ha indebolita perché vedevano in Gesù un re come era stato Davide; certamente non avevano compreso la grandezza del potere di Cristo e della sua signoria proprio perché il loro sguardo è rimasto fisso sulle cose terrene e non si è elevato al Cielo.

Gli Apostoli hanno affrontato il momento delle grandi prove impreparati. È una cosa che si ripete anche oggi. Stiamo affrontando uno dei momenti più drammatici della Storia della Salvezza disarmati spiritualmente. È in atto il primo grande combattimento escatologico descritto dal capitolo XII dell’Apocalisse, in cui si fronteggiano la Donna vestita di Sole e il drago infernale. La Regina della pace è qui da così tanto tempo affinché ci rafforziamo nella fede e non ci lasciamo travolgere dagli eventi. Nonostante i continui appelli della Gospa, l’umanità non si cura di prepararsi e rafforzarsi spiritualmente al tempo delle grandi prove; proprio come hanno fatto gli Apostoli il mondo moderno è imbevuto di mondanità.

Gli Apostoli non hanno ascoltato la Parola di Gesù e non l’hanno recepita profondamente. Nei tre anni di vita pubblica Gesù non ha mai dato l’idea di essere un Messia terreno; anzi, dopo aver guidato gli Apostoli verso un messianismo trascendente nella confessione di Pietro a Filippi, quando Gesù chiede a Pietro: «Voi chi dite che io sia?» e lui gli risponde: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Dopo la Trasfigurazione sul monte Tabor Gesù predice la sua crocifissione, ma gli Apostoli non hanno capito che l’Agnello di Dio sarebbe morto in Croce e che la sua gloriosa Resurrezione sarebbe stata la manifestazione dell’onnipotenza di Dio, pensavano unicamente alle cose terrene.

Nel Getsemani gli Apostoli vedono Gesù grondante di sangue ed entrano in crisi, non si aspettavano di vedere soffrire così il Messia che avevano idealizzato quando compiva i miracoli. Quando sono arrivati i briganti a catturarlo, non si aspettavano che Gesù venisse imprigionato, tanto più che alla domanda dei soldati su chi fosse Gesù di Nazareth, Cristo risponde attribuendo a se stesso il nome di Jahvè: «Io sono». Questa risposta è stata data da Gesù proprio per dare un segno agli Apostoli, affinché rimanessero saldi nella loro fede; invece hanno vacillato. Quando hanno visto Gesù catturato, flagellato e percosso, hanno perso fede nella sua divinità. La sera del Giovedì Santo Gesù aveva preannunciato lo scandalo da parte degli Apostoli; dopo l’istituzione dell’Eucarestia il Vangelo di Matteo racconta: E dopo aver Cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. Allora Gesù disse loro: «Voi tutti vi scandalizzerete per causa mia in questa notte. Sta scritto infatti: Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge.

Gli Apostoli non si aspettavano che Gesù venisse trattato come un criminale, hanno perso di vista le sue profezie e hanno distolto lo sguardo dalla sua grandezza, dalla sua divinità che splendeva nelle ore della Passione come mai prima. La loro fede è entrata in crisi, tant’è vero che sono fuggiti.

Accade poi che colui che aveva detto: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente», rinnega Gesù dicendo: «Non conosco quell’uomo»; Pietro, nel momento della prova, dimostra che la sua fede vacilla. Quando la sera del Giovedì Santo Gesù dice: «Uno di voi mi tradirà», gli Apostoli rimangono molto colpiti e addolorati profondamente cominciarono a domandargli: «Sono forse io, Signore?» e Gesù risponde: «Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Ovviamente il traditore è Giuda, il quale sfrontatamente, pur avendo venduto Gesù per trenta denari, ha cenato vicino a lui mostrando di quanta falsità e sfacciataggine è capace satana. Il cuore di Giuda ormai è indurito, è passato dalla parte di satana tant’è che non si ravvede nemmeno davanti alle parole di Gesù nel Getsemani: «Con un bacio mi tradisci?».

La salvezza eterna delle nostre anime è a serio rischio. Giuda aveva il cuore ormai abitato dal diavolo e infatti non si è salvato; la condanna traspare dalle parole di Gesù: «Sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Durante la prova la fede degli Apostoli è crollata, non ha retto perché non era abbastanza solida. È un crollo drammatico dal quale si sono salvati grazie alla fede di Maria e a quella di San Giovanni che, accanto alla Madonna ai piedi della Croce, ha salvato il collegio apostolico. Pietro si accorge di aver tradito il Maestro tre volte, proprio come Gesù stesso aveva predetto; il suo cuore però non è indurito, si pente e piange amaramente ottenendo da Gesù il perdono e la conferma nel ruolo di capo degli Apostoli.

Il tempo che stiamo vivendo è molto simile al Giovedì Santo degli Apostoli; l’umanità sta rifiutando Cristo e la fede cattolica sta subendo da parte di satana un forte attacco. Nel tempo dei Segreti la fede dovrà essere granitica proprio perché dovrà resistere ai forti attacchi di satana che manifesterà la sua potenza di odio negli aventi che si abbatteranno sul mondo. La Madonna è qui per rafforzare la nostra fede adesso, affinché non abbiamo a vacillare quando le prove saranno davanti ai nostri occhi. Ogni giorno dobbiamo rafforzarci nella fede con la preghiera e distogliendo il nostro interesse dalle cose effimere di questo mondo.
Fissiamo la Croce affinché sia Cristo stesso a rassicurarci sulla sua vittoria sul male.
Il Cuore Immacolato di Maria trionferà, arruoliamoci nelle sue schiere, se saremo suoi vinceremo.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla Passione di Gesù – Mercoledì Santo

Gesù è stato condannato a morte ingiustamente; la ragione è stata espressa molto chiaramente nel processo che il Sinedrio ha impiantato contro Gesù. Infatti, dopo aver accampato diverse accuse con falsi testimoni, davanti al silenzio di Gesù il sommo sacerdote ha incalzato: «Ti scongiuro per il Dio vivente di dirci se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio». Di fronte all’inaudita risposta di Gesù, il Sinedrio ne decretò la condanna a morte.

Quelli che avevano preso Gesù, lo condussero da Caiafa, sommo sacerdote, presso il quale erano riuniti gli scribi e gli anziani. Pietro lo seguiva da lontano, finché giunsero al cortile del sommo sacerdote; ed entrò, mettendosi a sedere con le guardie, per vedere come la vicenda sarebbe finita. I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano qualche falsa testimonianza contro Gesù per farlo morire, e non ne trovavano, benché si fossero fatti avanti molti falsi testimoni. Finalmente, se ne fecero avanti due che dissero: «Costui ha detto: “Io posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni”». E il sommo sacerdote, alzatosi in piedi, gli disse: «Non rispondi nulla? Non senti quello che testimoniano costoro contro di te?» Ma Gesù taceva. E il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro per il Dio vivente di dirci se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio». Gesù gli rispose: «Tu l’hai detto; anzi vi dico che da ora in poi vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza, e venire sulle nuvole del cielo». Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti, dicendo: «Egli ha bestemmiato; che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Ecco, ora avete udito la sua bestemmia; che ve ne pare?» Ed essi risposero: «È reo di morte». Allora gli sputarono in viso e gli diedero dei pugni e altri lo schiaffeggiarono, dicendo: «O Cristo profeta, indovina! Chi ti ha percosso?» (Mt 26,57-68).

Gesù è stato condannato a morte perché si è proclamato Figlio di Dio, affermazione inaudita per il Sinedrio che l’ha considerata una bestemmia. Questa affermazione compare in tutti i Vangeli; Gesù dice di se stesso di essere il Figlio di Dio e lo fa anche pedagogicamente perché l’Incarnazione è un evento così straordinario che non apparteneva nemmeno al linguaggio dei discepoli; gli ebrei, infatti, aspettavano un Messia, un unto del Signore, non il Figlio di Dio.

Gesù si è dichiarato Figlio di Dio in tutta la sua predicazione e lo ha fatto in diversi modi, con le Parabole, gli insegnamenti, le domande agli Apostoli. Tutta la predicazione di Gesù è orientata a manifestare la sua divinità. Quando Gesù dice apertamente di essere il Figlio di Dio, la reazione della gente è violenta, è avversa proprio perché per loro quelle parole erano scandalose. Perfino davanti alla folla dei rozzi soldati che sono andati al Getsemani a catturarlo, alla domanda del comandante su chi fosse Gesù il Nazareno, Cristo risponde attribuendo a se stesso il nome di Jahvè: «Io sono», la reazione dei soldati è di shock. Anche durante la Passione, proprio mentre viene umiliato, insultato e picchiato, Gesù fa emergere la grandezza della sua divinità. Dall’inizio della sua predicazione quello che Gesù rivela è proprio che il Verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi. Questa è l’essenza del Cristianesimo: Cristo è il Figlio di Dio fatto uomo.

Quando la Madonna è apparsa a Kibeho, in Africa, si è rivelata come “la Madre del Verbo” e lo ha fatto innanzitutto perché essendo un Continente di nuova evangelizzazione era opportuno affermare l’essenza del Cristianesimo; dicendo che la Madonna è Madre di Dio, vuol dire che quel Bambino che è dato da Lei è Dio. Questo è il cuore del Cristianesimo, è Vangelo. Negando la divina figliolanza di Cristo, crollano tutte le altre Verità di fede.

Così come questa affermazione è stata motivo di scandalo nel Sinedrio, allo stesso modo lo è oggi: questa Verità è rifiutata oggi come allora. L’uomo moderno che si mette al posto di Dio non tollera che Dio si sia fatto uomo. Il mondo non accetta il fatto che il Verbo si è fatto carne e che è il Signore del mondo e della Storia. Questo rifiuto è una costante nella Storia perché il mondo è inquinato dal male e dalla superbia di Lucifero. Il Cristianesimo è odiato dal mondo corroso dal peccato, dominato dal potere delle tenebre proprio perché l’angelo ribelle vuole usurpare il trono di Dio e lo fa negandone la supremazia sul mondo e sulla Storia.

Questa ribellione è costante, caratterizza tutti i tempi e negli ultimi decenni è riuscita a conquistare i Paesi di antica cristianità. Ecco perché la Regina della pace ha detto: «la Croce e la fede sono rifiutate» (Messaggio del 25 luglio 2020). Basta guardarsi intorno per percepire la realtà del pensiero comune, ormai sono rimasti pochi a credere alla divina figliolanza di Gesù Cristo. La dissoluzione della fede è in atto da decenni e ultimamente si sta manifestando in maniera iperbolica; leggendo i Messaggi della Regina della pace possiamo renderci conto della velocità che sta prendendo sempre di più questo rifiuto del Cristianesimo. Il veleno di satana si sta diffondendo, proprio perché non accetta che Dio si faccia uomo, per questo il Cristianesimo è sempre a rischio di persecuzione. Ogni volta che la Chiesa proclama che il Verbo si è fatto carne c’è il rifiuto da parte dell’impero delle tenebre che si oppone e che vuole mettere se stesso al posto di Dio.

Il mondo oggi si trova nella medesima situazione in cui si trovava Gerusalemme nel momento della Passione. Nel momento dell’«Ecce Homo», quando Pilato presenta alla folla Gesù flagellato e coronato di spine, di fronte alla possibilità di scegliere fra la salvezza a Cristo o a Barabba la gente urla a gran voce: «Barabba! Barabba!».

Oggi è lo stesso. L’umanità vuole un Barabba a capo del mondo; nella società anticristica la fede e la Croce sono rifiutate, Cristo è condannato, Dio è eliminato. Gesù, anche oggi, è ignorato, disprezzato, condannato, umiliato. Nessuno ne parla come del Figlio di Dio. Il maligno è riuscito a inculcare questo modo di pensare nella società moderna, nel cuore degli uomini.

Se manca la fede in Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore del mondo, non c’è salvezza eterna.

Testimoniamo con coraggio la fede in Cristo proprio nel tempo dell’impostura anticristica.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla Passione di Gesù – Martedì Santo

Tutta la vita di Gesù è stata una preparazione al suo sacrificio sulla Croce. Gesù ha affrontato la Passione senza resistere, l’ha affrontata liberamente. Potremmo dire che la Passione di Gesù è il compimento della volontà del Verbo che è la stessa del Padre.        
Il Padre e il Verbo sono all’origine della Redenzione; c’è una sola volontà in Dio che accomuna il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. È una volontà di Misericordia che ha come punto di riferimento l’Incarnazione. Il Verbo fatto carne aveva un intelletto umano sostenuto dalla forza e dalla grazia dello Spirito Santo.

Gesù ci ha redento con la sua volontà umana totalmente unita alla volontà del Padre. Gesù ha voluto, ha accettato, ha desiderato il sacrificio della Croce: Egli disse loro: «Ho vivamente desiderato di mangiare questa Pasqua con voi, prima di soffrire» (Lc 22,15). Tutta la vita di Gesù è un cammino verso la Passione; ha desiderato questa ora e l’ha preparata, non è fuggito quando è stato il momento della cattura. Luca descrive in poche parole l’umanità di Gesù quando stava per compiersi la sua ora e si mostra fermamente deciso ad affrontare il sacrificio della Croce: Mentre stavano per compiersi i giorni della sua assunzione allora egli indurì il volto per camminare verso Gerusalemme (Lc 9,51). Gesù indurisce il volto perché è convinto e deciso a prendere sulle sue spalle tutta la cattiveria dell’umanità, espressa in un modo spaventoso a Gerusalemme.

Il male del mondo, tutti i peccati di tutti gli uomini di tutti i tempi, sono stati presi da Gesù sulle spalle. Cristo ha espiato tutti i peccati del mondo, l’odio verso Dio, l’arroganza, la cattiveria, la malvagità, la violenza, l’odio. Solamente il Figlio di Dio poteva liberarci dal male.

Gesù ha desiderato e ha affrontato la Passione senza vacillare un solo istante. È commovente leggere il brano del Vangelo che descrive la forza con cui Gesù prega nel Getsemani, soffrendo fino a sudare sangue. In quel momento Gesù pensava al suo sacrificio e soffriva per quanti non lo avrebbero accettato, per tutti coloro che non avrebbero apprezzato il suo amore, la salvezza offerta sulla Croce.

Nonostante sapesse che la sua Passione sarebbe stata inutile per tutti coloro che l’avrebbero rifiutata (e che continuano a rifiutarla), Gesù ha accettato la volontà del Padre: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia, non sia fatta la mia, ma la tua volontà» (Lc 22, 42).
Gesù ha voluto affrontare la Passione. Il brano di Vangelo che descrive l’agonia di Gesù nel Getsemani è di una profondità disarmante e commovente. Gesù prega intensamente, dialoga intimamente con il Padre e accetta la sua volontà. È un momento così intenso che il suo sudore diventa sangue. I discepoli, tuttavia, si addormentano proprio perché non comprendono quello che sta per accadere, non si rendono conto dell’avanzare delle tenebre e dell’intensità del male che stava incombendo sempre più vicino. Gesù è solo davanti al Padre, la sua santa umanità si stringe con forza alla divinità.

Poi, uscito, andò, come al solito, al monte degli Ulivi, e anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo, disse loro: «Pregate di non entrare in tentazione». Egli si staccò da loro circa un tiro di sasso e postosi in ginocchio pregava, dicendo: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Però non la mia volontà, ma la tua sia fatta». Allora gli apparve un angelo dal cielo per rafforzarlo. Ed essendo in agonia, egli pregava ancor più intensamente, e il suo sudore diventò come grosse gocce di sangue che cadevano in terra. E, dopo aver pregato, si alzò, andò dai discepoli e li trovò addormentati per la tristezza, e disse loro: «Perché dormite? Alzatevi e pregate, affinché non entriate in tentazione» (Lc 22, 39-46).

Nei momenti supremi della vita, come nel Getsemani, siamo soli davanti a Dio nel quale dobbiamo riporre tutta la nostra fiducia. Sono momenti talmente drammaticamente profondi che l’appoggio umano non ci è utile. Abbiamo bisogno solamente di Dio. In quei momenti dobbiamo trovare il coraggio di stare davanti a Dio, da soli, nella nostra miseria, nella nostra umanità, nella nostra sofferenza. Mettiamoci davanti al Creatore come creature bisognose unicamente di lui. Confidiamo in Dio, affidiamoci totalmente, aggrappiamoci a lui.

Il mondo di oggi è in balìa del male, i cuori sono piedi di odio e satana regna. In questo momento storico siamo lontani da Dio e si arriva addirittura a bestemmiarlo nel momento delle prove. L’umanità sta andando veramente verso la perdizione eterna. Per uscire fuori da questa morsa del male è inutile cercare appoggi umani, si rivelerebbero deludenti! Bisogna avere l’umiltà e il coraggio di inginocchiarci davanti a Dio e accettare la sua volontà.
Nel momento dell’agonia il nostro atteggiamento sia come quello di Gesù che si affida totalmente all’amore del Padre.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla Passione di Gesù – Lunedì Santo

Gesù Cristo ha espiato i nostri peccati sulla Croce e ha salvato il mondo dal male, dal peccato, dall’inferno. La Regina della pace ha detto tante volte di prendere in mano la Croce e guardarla, meditarla. La Croce è un mistero immenso d’amore. Dalla Croce si manifesta tutto l’amore di Dio e allo stesso tempo tutta la potenza del male e la malizia che ha conquistato il cuore dell’uomo.

Nei giorni della Passione, a Gerusalemme, c’è stato lo scontro fra l’impero delle tenebre e il Verbo che si è fatto uomo e che ha voluto patire per i nostri peccati.

Cristo ha patito per il nostri peccati. È un mistero d’amore che dobbiamo meditare e fare nostro; gli Apostoli non avevano capito nulla di tutto ciò che Gesù aveva anticipato loro, sono rimasti nella prospettiva di un messianismo trionfale. Quando è arrivato il momento della Verità, quando la potenza del male si è manifestata nei cuori delle persone, dei sacerdoti, degli scribi, dei farisei e del popolo al grido di: «Crucifige! Crucifige!», proprio in quel momento gli Apostoli hanno dimostrato di non essere preparati e sono fuggiti.

Gli Apostoli hanno capito quello che era accaduto solo dopo la discesa dello Spirito Santo. Con l’Omelia a Gerusalemme nel giorno della Pentecoste Pietro convertì cinquemila persone; in quell’occasione riuscì a verbalizzare il perché Cristo aveva abbracciato la Croce, accettando che il male si riversasse su di lui con tanta violenza. Gesù è morto per i nostri peccati ma noi facciamo fatica a capire questa espressione, siamo come oscurati, siamo complici del peccato che è latente in noi e non ci rendiamo conto della gravità del peccato, che è come un tumore silenzioso e latente che da dentro ci distrugge. Non c’è male paragonabile al peccato, che quando è mortale dà la morte eterna all’anima.

Meditando la Passione del Signore ci rendiamo contro della gravità del peccato il cui riscatto è stato possibile solamente grazie al Verbo che si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi. Cristo, Agnello di Dio, ha portato su di sé tutti i peccati del mondo e li ha espiati sulla Croce.

Chiediamo la luce dello Spirito Santo perché ci aiuti a comprendere la gravità del peccato, a capire la situazione spirituale in cui ci troviamo se viviamo in stato di peccato mortale che è il male assoluto. In questa condizione maleodorante siamo ormai assuefatti e non ci rendiamo conto di essere totalmente immersi in questa situazione. Il peccato è il tumore dell’anima, ci corrode giorno dopo giorno, offusca la mente, la rende squallida, inquina il cuore, lo rende impietoso e superbo.

Ci meravigliamo di quello che la cronaca quotidiana descrive, dalle bramosie di potere di chi si crede invincibile ai delitti familiari consumati fra le mura domestiche. Ma ormai siamo tristemente abituati proprio perché il cuore dell’uomo anziché essere abitato da Dio è intriso di male. Purtroppo, anche la bellezza che c’è nel mondo si sta deturpando, siamo diventati incapaci di vederla e di apprezzarla. L’umanità ha veramente scelto per la morte.

Prendiamo consapevolezza del male che è in noi e che ci divora. Chiediamo allo Spirito Santo di darci la grazia di vederci come Dio ci vede. La Regina della pace ha detto che versa lacrime di sangue per ogni suo figlio che si perde nel peccato: «Vi prego, non permettete che il mio Cuore pianga lacrime di sangue per le anime che si perdono nel peccato» (Messaggio del 24 maggio 1984). Chiediamo allo Spirito Santo la grazia di fare un esame di coscienza sincero. Facciamo un’attenta revisione interiore proprio per capire in che stato è la nostra anima; se siamo lontani da Dio torniamo a lui!

Guardiamo a Cristo, che nella Passione ha preso su di sé i peccati del mondo, li ha distrutti nel suo immenso amore. Cristo ha ottenuto il perdono dei peccati di tutti gli uomini di tutti i tempi proprio con il suo amore di uomo; con il suo intelletto umano Gesù ha accolto la missione che il Padre gli ha dato, l’ha compresa e l’ha accettata. Con la sua sapienza Gesù ha abbracciato tutto il male del mondo e lo ha avvolto nella sua Misericordia. Con la sua volontà d’amore Cristo ha distrutto il male.

L’amore di Gesù per noi ha bruciato tutti i peccati, di tutti gli uomini, di tutti i tempi. Ne deriva che, se chiediamo perdono dei nostri peccati per quanto gravi essi siano, ci vengono perdonati perché Cristo ha patito al nostro posto e per nostro amore.

Cristo ci ha amato fino a dare la sua vita al nostro posto e per nostro amore. Contempliamo, allora, il Crocifisso in ogni dettaglio: le braccia spalancate, i chiodi, la corona di spine, l’espressione del volto, i segni dei flagelli. Gesù ha sopportato tutto nel silenzio, per amore di ciascuno di noi.

Nei giorni della Passione, a Gerusalemme, si è manifestato nei cuori degli uomini tutto il male di cui sono capaci. Satana ha scatenato tutto il male possibile che è in suo potere, gli uomini non sono riusciti a resistere e, come belve affamate, hanno rifiutato Cristo, lo hanno umiliato e condannato. L’umanità ha rifiutato la fede e la Croce ed è diventata un branco di belve affamate. È bene, allora, esaminarsi profondamente e capire se siamo tiepidi, o addirittura ostili, nei confronti di Dio. Esaminiamo la nostra supponenza, la nostra sufficienza, la nostra aggressività e tutto ciò che ci porta a disprezzare le cose divine e a preferire gli sterchi satanici che il diavolo riversa sul mondo.

Estirpiamo le radici del male e versiamovi sopra il sale della divina sapienza affinché non germoglino più e la nostra anima sia un bellissimo giardino di fiori odorosi e colorati.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul tempo dei Segreti

In questa fase della Storia – caratterizzata da agitazione, confusione e paura, incertezza, violenza – è importante guardare a quello che accade con la luce della fede, è l’unico modo per comprendere che cosa sta realmente accadendo e soprattutto qual è la prospettiva che abbiamo davanti. Guardando alla Storia con la luce della fede vediamo, allora, che ci si prospetta un tempo di pace e che dopo il Calvario c’è la Resurrezione.

Secondo la Sacra Scrittura, il Magistero della Chiesa e le apparizioni della Regina della pace dopo questo tempo così tribolato ci sarà un tempo di pace. Il tempo dei Segreti è un’indicazione che la Madonna ha dato a Medjugorje ai sei veggenti, è allora una rivelazione mariana che ha un antecedente nei Segreti di Fatima. La Regina della pace, infatti, ha detto che i Segreti di Medjugorje realizzeranno quello che Lei stessa ha già rivelato a Fatima. Delle rivelazioni di Fatima abbiamo la testimonianza e le riflessioni di alcuni Papi moderni, il Magistero della Chiesa se n’è occupato fin dall’inizio (1917), ne consegue che si tratta di apparizioni serie di cui quelle di Medjugorje ne sono la continuazione. L’escatologia biblica, poi, nei Vangeli, nell’Apocalisse e nelle Lettere degli Apostoli, configura la parte finale della Storia come un tempo caratterizzato da due grandi combattimenti spirituali intervallati da un tempo di pace.

Siamo entrati nel primo di questi due grandi combattimenti spirituali dove si fronteggiano la Donna vestita di Sole e il dragone infernale. Il fatto che Papi del calibro di Pio XII, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e lo stesso Francesco si siamo occupati di questo tema e lo abbiano fatto oggetto di riflessioni, encicliche e omelie nel corso del loro Magistero, denota il fatto che stiamo vivendo tempi seri con eventi da non sottovalutare. È necessaria un’allerta spirituale e siamo tutti chiamati ad ascoltare la voce dello Spirito che si manifesta in tanti modi, anche nelle apparizioni mariane.

Entriamo in un tempo caratterizzato da un importante intervento divino con cui Dio vuole salvare il mondo dall’autodistruzione e la fede cattolica dall’autodissoluzione. Il mondo è veramente a rischio di autodistruzione e la fede cattolica rischia veramente l’autodissoluzione. Siamo di fronte a un attacco di satana con cui vuole distruggere l’opera della Creazione e della Redenzione. Nel tempo dei Segreti, di cui non conosciamo la durata ma ci auguriamo sia breve, la fede sarà messa alla prova perché satana cercherà strenuamente di attuare il suo piano di distruzione del mondo e fare incetta di anime che moriranno nella disperazione e nella bestemmia. Satana già sta regnando nei cuori di molti, basta guardarsi intorno per vedere quanta violenza e quando odio ci sono nella società moderna. Il potere di satana non è mai stato così forte come adesso.

Siamo, allora, nel pieno di una fase di un attacco dell’impero delle tenebre che vuole impossessarsi del mondo che Cristo ha redento e di cui è il Re. Nel medesimo tempo abbiamo un intervento di Dio, della sua Onnipotenza e della sua Misericordia per salvare il mondo; la Madonna è qui da così tanto tempo proprio per questo! Nel tempo dei Segreti accadranno cose mai viste e terrificanti e allo stesso tempo ci saranno interventi divini che attesteranno che Dio è il padrone del mondo, unico Signore e Salvatore.

Il terzo Segreto è il segno sulla montagna, bellissimo, indistruttibile, durevole, che viene dal Signore; questo segno attesterà in maniera inequivocabile l’esistenza di Dio. Il fatto che gli eventi dei Segreti verranno annunciati di volta in volta tre giorni prima che accadono è un’ulteriore manifestazione della potenza di Dio, della sua scienza sul futuro e della sua padronanza sul mondo. All’attacco di satana per distruggere il mondo ci sarà la risposta di Dio che manifesterà tutta la sua Onnipotenza e la testimonianza di tutti gli apostoli di Maria che avranno risposto alla sua chiamata e le saranno rimasti fedeli anche nelle tribolazioni. Questa sarà la grande battaglia nel tempo dei Segreti che si protrarrà fino al trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

Senza la prospettiva della fede non capiamo nulla del tempo che stiamo vivendo e nemmeno del futuro che ci attende, brancoliamo nella paura, nell’angoscia, nell’incertezza. La Regina della pace ci ha dato gli strumenti per capire; i suoi Messaggi sono di natura evangelica, la Madonna attualizza quello che è già stato scritto, dice quello che è già stato rivelato e non c’è mai una parola fuori posto o non conforme alla Dottrina Cattolica.

In questo tempo di grande testimonianza della fede, attraverso gli strumenti che Dio ha messo in campo (il segno sulla montagna, la rivelazione tre giorni prima che gli eventi accadano, la testimonianza degli apostoli di Maria e tante altre cose che adesso non conosciamo) faranno cadere man mano le squame dagli occhi increduli della maggior parte dell’umanità; gli uomini inizieranno a vedere, a capire, a correre sotto il manto della Madonna per essere protetti. Man mano che i Segreti si realizzeranno, sempre più persone si convertiranno ed entreranno nella Chiesa Cattolica. Il mondo, poi, avrà un tempo di pace.

Vorrei ora ricorrere alla Parabola evangelica delle due case proprio per spiegare in maniera allegorica le due diverse impostazioni della vita umana che possiamo decidere a livello personale.

«Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia.
Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia.

Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande»
(Mt 7,24-27)

La prima casa di cui Gesù parla è quella costruita sulla roccia che rimane salda e non viene distrutta dalle piene dei fiumi, dai venti impetuosi e dalla pioggia battente. Quella casa rappresenta quelli che hanno costruito la vita su Dio; nel tempo dei Segreti, resistendo imperterriti a tutte le tempeste che satana avrà scatenato e rimanendo saldi nella fede si salveranno. Nel tempo dei Segreti vedremo molte case costruite sulla sabbia crollare, sono le vite costruite sull’ateismo.

Per il mondo senza Dio – cioè per le case costruite sulla sabbia – non c’è né felicità, né futuro, né vita eterna. Nel tempo dei Segreti, allora si manifesterà ciò che siamo realmente: case costruite sulla roccia o case costruite sulla sabbia? Le prime rimarranno salde, nulla le potrà abbattere; le altre crolleranno e andranno verso la perdizione. È questo, allora, il momento di chiederci su che cosa abbiamo costruito la nostra casa: su Dio, sui Comandamenti, sui Sacramenti, sulla bontà, sulla giustizia, sull’amore oppure sui vizi capitali, sulla cattiveria, sulla bramosia di potere, sulla fame di mondo?

Questo è il momento per cambiare vita se l’abbiamo costruita sull’effimero. Il primo passo è la Confessione, il proposito di non peccare più, la quotidianità vissuta in grazia di Dio, nella sua luce e sotto la sua protezione. Apriamo il cuore a Dio e convertiamoci, siamo ancora in tempo!

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul digiuno e la rinuncia nella lotta contro satana

Prima di iniziare la sua vita pubblica di predicazione, Gesù si è ritirato nel deserto per quaranta giorni e quaranta notti osservando un digiuno radicale e dedicandosi alla preghiera. È chiaro che se Gesù si è preparato all’attacco di satana con il digiuno e la preghiera è perché – nonostante la sua natura umana fosse inattaccabile – fosse un esempio per noi.

La tentazione è un’invenzione di satana che ha usato con successo quando è riuscito a trarre in inganno i progenitori. La tentazione è un adescamento; satana presenta il male (la disobbedienza a Dio) tinto di bene. La Genesi descrive la tentazione con poche parole ma con una profondità incredibile, quelle poche righe sono un capolavoro da leggere e rileggere più volte. Satana presenta a Eva la disobbedienza al comando di Dio che aveva proibito di mangiare il frutto dell’albero come fosse una menomazione alla libertà umana, e presenta la disobbedienza al comando di Dio come qualcosa di estremamente appetitoso e desiderabile perché permette la libertà.
Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: «È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?». Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete». Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male». Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.

Satana propose la tentazione ai progenitori proprio nello stesso modo in cui adesso divulga lo slogan “senza Dio si vive meglio”. Satana presenta il male come una realizzazione di se stessi, sotto forma di bene, come una fonte di felicità. Il diavolo offre il veleno sotto forma di elisir appetitoso. La tentazione, di fatto, è un inganno che ha una potenza attrattiva talmente forte che ci acceca. Difatti, Eva guarda all’albero e trova il frutto sommamente desiderabile, in quel momento i suoi occhi non vedono altro e lei lo desidera con tutta se stessa. Certe tentazioni risvegliano in noi desideri malsani di impurità, di possesso, di gloria, di superbia.

Satana non ha mai smesso di tentare l’umanità e lo ha sempre fatto allo stesso modo, offrendo il male sotto forma di bene. Accade, però, che cedendo alla tentazione non assaporiamo la felicità o la libertà che satana ci aveva promesso, ma ci sentiamo nudi, peccatori, indegni. Proprio come i progenitori si sono vergognati per aver ceduto alla tentazione e si sono sentiti privi dei doni con cui Dio li aveva creati, allo stesso modo succede ogni volta che cadiamo in tentazione e pecchiamo.

Dio aveva creato i progenitori ricolmi di doni dello Spirito Santo, nel momento in cui hanno assaggiato il frutto succoso che satana aveva proposto loro, si sono accorti che in realtà quel frutto era marcio ed erano stati ingannati. In quel momento hanno perso tutto. Con un morso hanno assaporato il veleno che la serpe porta dentro di sé e che inietta negli altri. Questa tattica di satana è all’ordine del giorno anche oggi, ogni volta che ci presenta una tentazione ai nostri occhi appare come qualcosa di estremamente desiderabile, tanto che non vediamo altro. Succede anche oggi che quando cediamo ci rendiamo che abbiamo peccato, ci sentiamo sporchi.

I nostri progenitori non si sono pentiti, hanno cercato di nascondersi nel giardino per vivere lontani da Dio. La stessa cosa si ripete oggi, non osserviamo i Comandamenti e viviamo come se Dio non ci fosse. Dio è andato a cercare i progenitori proprio perché nella sua infinita Misericordia sapeva che quel tipo di vita li avrebbe condotti nel regno di satana. La conversione di Adamo ed Eva è avvenuta successivamente; anche il loro figlio Caino era inquinato dal male, difatti per avidità ha ucciso il fratello Abele.

La tentazione è un’invenzione di satana con cui cattura innumerevoli anime presentando il male sotto forma di bene. Per vincere la tentazione sono necessari il digiuno, la preghiera e la rinuncia. La Madonna ce lo ha detto fin dall’inizio delle apparizioni a Medjugorje. I progenitori sono caduti nella tentazione pur essendo in uno stato totale di grazia, la loro natura umana era sana, non aveva ferite come la nostra. Questo sta a indicare che la tentazione ha una tale potenza che può fare cadere anche le persone in grazia, come lo erano i nostri progenitori.

La forza della tentazione satanica è irresistibile, ci ha polarizzato. Abbiamo rifiutato la fede e la Croce credendo di poter diventare i padroni del mondo, in realtà ci siamo consegnati nelle mani del maligno. Rifiutando Dio diventiamo schiavi di satana. L’umanità ha scelto la morte proprio perché non vuole Dio; l’uomo moderno, al bivio fra la vita e la morte, sceglie la strada di satana e vive come se Dio non ci fosse.

Il digiuno è la rinuncia ai desideri malsani che satana suscita in noi. Tutto quello che il maligno ci propone è contro i Comandamenti di Dio e lo rende luccicante davanti ai nostri occhi. Satana ci inganna con quello che ci offre; se non siamo capaci di dire no, cadiamo nella sua trappola. Accade anche, purtroppo, che quando ci accorgiamo di aver peccato, ci pentiamo e ci confessiamo con il proposito di non peccare più, ricadiamo nella stessa trappola proprio perché satana è molto abile nel colpirci nel nostro punto debole; è lì che va ad insinuarsi la serpe maligna.

È importante, allora, rafforzare la volontà nella preghiera e nell’esercizio delle rinunce. Ogni giorno possiamo esercitare il nostro spirito con piccole rinunce di ogni genere. Allenare la volontà a dire no aiuterà a distogliere lo sguardo dalla tentazione. Quando, attraverso l’esercizio della rinuncia, arriviamo a dire “no” a satana che ci presenta una tentazione per trascinarci nel fango, segniamo una vittoria strepitosa, il Cielo fa un’ovazione enorme. Ogni “no” è una nuova corazza, è un rafforzamento continuo del nostro spirito, è uno strato in più che impedisce a satana di trafiggere con i suoi dardi infuocati. Così rafforzati, procediamo nel cammino di Dio ed è così che dobbiamo entrare nel tempo dei Segreti dove satana sarà più che mai scatenato con le sue false promesse, le sue seduzioni anticristiche. Nel tempo dei Segreti dilagherà la menzogna satanica, spunteranno in ogni dove i falsi salvatori. Con la Corona del Rosario teniamo lontano satana, distogliamo gli occhi dello spirito dalle tentazioni, resistiamo e rafforziamoci.

In palio c’è la salvezza eterna della nostra anima. Chi perde l’anima ha perso tutto! La verità è eterna come è eterno Dio: «che giova all’uomo se guadagna tutto il mondo e perde l’anima sua?»

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul cuore che anela a Dio

In diverse occasioni, soprattutto nei Messaggi del due del mese alla veggente Mirjana, la Regina della pace ha detto che è possibile essere felici anche sulla Terra. Questa espressione, se contestualizzata nel tempo che stiamo vivendo, ha un valore particolare. Guardando alla nostra condizione esistenziale possiamo ben dire che siamo tutt’altro che felici; sicuramente non godiamo della vera felicità del cuore, quella piena e duratura che viene solamente da Dio. Siamo attratti da felicità effimere e dalle false luci che il mondo ci propone ma il cuore umano anela ad altro.

La Regina della pace ha descritto in pochissime parole quello che sta realmente accadendo a livello spirituale: «l’umanità ha deciso per la morte» (Messaggio del 25 ottobre 2022); in questo modo la vita non può che essere angosciosa, spaventosa, come una notte senza fine. L’uomo moderno ha rifiutato la fede e la Croce e sceglie di vivere senza Dio, la sua esistenza non può che essere caratterizzata da quel male di vivere che offusca il cuore e annebbia la mente.

Viviamo in un mondo che ha scelto di eliminare Dio, ecco perché siamo infelici. Avendo tolto Dio dalla prospettiva della nostra vita non possiamo che essere infelici. Non ci sono eccezioni da questa realtà esistenziale perché la vita si riduce a sofferenza, a gioie effimere, al vuoto, al nulla. L’esistenza umana senza Dio è come la Terra senza il Sole, il buio totale non può che generare morte e scenari spaventosi.

La Madonna ci indica la strada della fede per godere della vera gioia già su questa Terra. La vita è un pellegrinaggio talvolta in salita, ma se vissuta con fede diventa un’esperienza bellissima, una missione, un’occasione unica. La Regina della pace parla della felicità vera, autentica, profonda. Una volta gustata questa felicità, non se ne cercano altre. Questa felicità, tuttavia, è soggetta alla prova e ai limiti che vengono dalla necessità della Croce che purifica per lottare contro le tentazioni. Questa felicità scaturisce da un pellegrinaggio spirituale sul Calvario ma è la vera felicità, è quella felicità cui anela il cuore umano, l’unica che soddisfa veramente. Quanti santi, soprattutto tra quelli che incontriamo quotidianamente, hanno lo sguardo limpido e sincero, un sorriso che conquista i cuori; queste persone sono felici anche portando la croce e sopportando le frustate esistenziali.

La felicità è possibile su questa Terra. È possibile, però, in Dio, non altrove. L’inganno di satana, in questo tempo, è proprio la mentalità diffusa secondo la quale si può essere felici senza Dio. Lo slogan è stato argutamente studiato, è accattivante e attraente: “senza Dio si vive meglio!”; gli atei più tronfi se ne fanno un distintivo da sfoggiare sul petto, come se fosse il caso di andarne fieri…

Ha ragione, allora, la Regina della pace quando dice che abbiamo rifiutato la proposta di felicità che viene dal Dio vivo e vero, che si è fatto uomo, si è incarnato, è venuto in mezzo a noi e ha portato l’amore del Padre attraverso il suo cuore. La conseguenza di questo rifiuto è la situazione di oscurità, di malvagità, di cattiveria che ha conquistato molti cuori. L’esistenza senza Dio è come quella di un cadavere che cammina. Il regista dietro tutto questo è satana, menzognero e omicida fin dal principio. È lo stesso serpente che sibilando ai progenitori la tentazione che senza Dio si vive meglio, li ha privati della felicità che Dio stesso aveva donato loro creandoli.

Nella cappella Brancacci, situata all’interno della chiesa di Santa Maria del Carmine di Firenze, c’è un bellissimo affresco del Masolino che ritrae Adamo ed Eva nel Paradiso Terrestre; i progenitori sono ritratti felici, i visi sono distesi, i corpi luminosi. Nella stessa cappella Masaccio ha dipinto la cacciata dei progenitori dall’Eden; i loro volti sono lividi, la pelle è scura, le mani coprono la vergogna, le espressioni sono disperate e sgomente. Traspare l’amarezza della sconfitta, si sono fatti ingannare dal serpente che, promettendo una vita migliore senza Dio, li ha fatti cadere nella trappola della loro stessa superbia. Quegli affreschi ritraggono perfettamente la situazione esistenziale con e senza Dio: da una parte la felicità interiore, lo sguardo disteso e luminoso; dall’altra l’angoscia, la vergogna, le tenebre. Il male distrugge, deturpa e si riversa sugli altri, infiamma i cuori. Il bene fa bene, illumina, dà gioia interiore.

È importante, allora, capire come mai si è felici in Dio. Quante persone possono testimoniare che sperimentano la vera gioia interiore vivendo in intima unione con Dio! Il motivo è semplice: l’uomo è stato creato capace di Dio e orientato a Dio. Come i fiori che tendono spontaneamente al Sole e aprono le loro corolle sotto i suoi raggi apparendo bellissimi, allo stesso modo siamo stati creati orientati a Dio, capaci di Dio. Su questa strada l’uomo realizza se stesso, cioè l’orientamento a Dio su cui lavora la grazia dello Spirito Santo per eliminare le grossolanità, per purificare. Tolte le scorie del peccato, l’anima si apre a Dio come un fiore. Ecco perché si è felici in Dio.

Sant’Agostino insegna che il cuore umano è inquieto finché non riposa in Dio. È la descrizione della condizione di quelli che hanno perso la strada verso Dio; sono inquieti, non hanno pace, la coscienza rimorde. Questo male di vivere cessa nel momento in cui si apre il cuore a Dio, si coopera con Lui per purificare il cuore e per donarlo a Lui. La felicità è un incontro d’amore della creatura con il Creatore. Il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Dio e trova la vera gioia solamente quando si apre a Lui.

Il cuore umano anela a Dio e anche quelli che sono lontani hanno una disposizione profonda e interiore con cui Dio stesso continua a chiamarli a sé affinché si ravvedano e gli aprano il cuore. Preghiamo affinché la grazia operi nei cuori e faccia emergere il desiderio di Dio. Questa descrizione ha un duplice valore: il primo è quello personale, cerchiamo la nostra felicità non nelle cose effimere che il diavolo ci getta come esche per catturarci e per distruggerci, cerchiamo la felicità nel rapporto con Dio, nella preghiera, nell’osservanza dei Comandamenti, nel silenzio dell’anima, nel Sacramento della Confessione. La resurrezione della nostra anima è proprio lì. Poi c’è l’aspetto missionario: testimoniamo gioiosamente agli altri la strada che porta alla felicità. Dimostriamo la verità della fede con la nostra gioia. Dimostriamo che Dio esiste con la nostra gioia in Dio.

La gioia dell’essere cristiani è una tematica più che mai attuale e la Madonna ci invita a riflettere su questo. La felicità è possibile già su questa Terra, cerchiamola in Cristo e non rimarremo delusi.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sull’essere gioiosi cercatori di Dio

Nel Messaggio del 25 settembre 2022 la Madonna ha coniato in croato un termine nuovo: “cercatori di Dio”: «Cari figli! Pregate perché lo Spirito Santo vi illumini affinché siate gioiosi cercatori di Dio e testimoni di un amore senza limiti. Io sono con voi, figlioli, e vi invito tutti di nuovo: incoraggiatevi e testimoniate le opere buone che Dio fa in voi e attraverso di voi. Siate gioiosi in Dio. Fate del bene al prossimo per stare bene sulla terra e pregate per la pace che è minacciata perché satana vuole la guerra e l’inquietudine. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

Questa espressione, oltre a essere nuova, è efficace, è molto forte perché è una missione che la Madonna dà a tutti quelli che hanno risposto alla chiamata. In questo mondo senza Dio chi ha accolto la chiamata della Regina della pace deve dare testimonianza di essere cercatore di Dio, proprio per contrastare il rifiuto di Dio di tutti coloro che hanno scelto di allontanarsi, di vivere come se non esistesse. In questo Messaggio la Madonna ci ha invitato a pregare per ricevere dallo Spirito Santo la grazia di essere gioiosi cercatori di Dio e testimoni di un amore senza limiti.

Chi ha risposto alla chiamata della Gospa è chiamato a essere testimone per tutti coloro che hanno rifiutato la fede e la Croce e vivono come se Dio non ci fosse.

La scomparsa di Dio dal panorama della Storia è un processo che ha avuto inizio molto tempo fa; potremmo indicativamente dire che in Europa la scristianizzazione è iniziata circa due secoli fa. La prima volta che la Regina della pace ha utilizzato l’espressione “mondo nuovo senza Dio” è stata il 25 gennaio 1997: «Cari figli, vi invito a riflettere sul vostro futuro. Voi state creando un nuovo mondo senza Dio, solamente con le vostre forze, ed è per questo che non siete soddisfatti e non avete la gioia nel cuore. Questo tempo è il mio tempo e perciò, figlioli, vi invito di nuovo a pregare. Quando troverete l’unità con Dio, sentirete fame della Parola di Dio, e il vostro cuore, figlioli, traboccherà dalla gioia. Testimonierete, ovunque sarete, l’amore di Dio. Io vi benedico e vi ripeto che sono con voi per aiutarvi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

Da allora, questa espressione è stata ripetuta dalla Madonna in un crescendo drammatico. Il nuovo secolo senza Dio è esploso con il nuovo millennio; prima c’erano per così dire le gemme, ma la fioritura vera e propria del rifiuto di Dio si è manifestata vistosamente a partire dall’inizio del nuovo millennio. Il 1° gennaio 2001 la Madonna ha chiesto alla veggente, agli abitanti di Medjugorje e ai pellegrini di andare sul Podbrdo per l’apparizione; in quell’occasione diede un Messaggio dai toni drammatici: «Cari figli, questa sera in modo speciale vi ho voluto qua. In modo speciale adesso in cui satana è libero dalle catene. Io vi invito a consacrarvi al mio Cuore e al Cuore di mio Figlio. In modo speciale adesso, cari figli miei, vi invito a essermi vicini. Io vi benedico tutti con la mia benedizione materna. Andate in pace, cari figli miei». Da allora, in questi decenni, la Madonna è andata descrivendoci un mondo sempre più deciso nella sua corsa verso l’ateismo di massa, verso la negazione di Dio. Tant’è vero che oggi viviamo in un mondo in cui l’ateismo è la normalità, la fede è l’eccezione ed è molto contrastata.

Dall’inizio del Millennio la Regina della pace ha continuato a metterci in guardia dai pericoli del mondo nuovo senza Dio, a esortarci a testimoniare la nostra fede, a tenere lontane le tenebre che vogliono afferrarci. I suoi Messaggi sono sempre state delle sentenze spirituali a cui non abbiamo badato, ma maternamente la Regina della pace ha sempre fotografato la grave situazione spirituale in cui grava l’umanità che ha rifiutato Dio. Il 25 marzo 2020 la Madonna ha detto: «satana regna e desidera distruggere le vostre vite e il pianeta sul quale camminate»; il 25 ottobre 2022 ha detto: «l’umanità ha deciso per la morte»; il 25 gennaio 2023 ha detto: «Il futuro è al bivio perché l’uomo moderno non vuole Dio. Perciò l’umanità va verso la perdizione». Si tratta di parole molto forti e che indicano una trasformazione del mondo; la scristianizzazione, il rifiuto di Dio, non riguarda più solamente una certa popolazione o una zona geografica, il mondo moderno non vuole Dio, è l’umanità intera ad aver voltato le spalle al Creatore.

Fin dall’inizio delle Apparizioni a Medjugorje la Madonna ha detto apertamente che l’Occidente ha rifiutato Dio: «L’Occidente ha incrementato il progresso, ma senza Dio, come se non fosse Lui il Creatore» (Messaggio del 30 ottobre 1981). Nel corso degli anni, allora, l’orizzonte si è allargato fino a descrivere un mondo che non vuole Dio e non vuole la pace, anche se ne parla. La situazione è tale per cui, entrando nel tempo dei Segreti, la Madonna deciderà di cambiare radicalmente il mondo perché Dio non può permettere che si vada avanti così, satana perderà potere e la Madonna trionferà insieme a Suo Figlio Gesù.

Siamo totalmente immersi nel mondo senza Dio ma non ce ne accorgiamo, abbiamo ormai assimilato questa mentalità. Le nuove generazioni stanno crescendo in un mondo in cui Dio non c’è, è bestemmiato, disprezzato, umiliato, rifiutato, deriso. Oggi parlare di Dio è quasi impossibile. L’ateismo è come un gas letale, ma inodore che a poco a poco uccide le anime. Quante persone crescono e muoiono senza Dio! Non dobbiamo, allora, meravigliarci se la Regina della pace ha detto che molte anime vanno all’inferno.

All’interno di questa visione intramondana della vita l’umanità è rinchiusa in una caverna esistenziale dalla quale non vede il Cielo! Siamo in un passaggio storico in cui per la prima volta nella Storia dell’umanità al soprannaturale viene dato il benservito! Il pericolo è che alla religione cristica subentri quella umanistica, invece del culto di Cristo Verbo di Dio e Redentore del mondo, c’è il culto dell’uomo che si è messo al posto di Dio. Questa mentalità ha conquistato anche la comunicazione che riporta tutto in chiave immanentistica, non c’è alcun riferimento al soprannaturale. La professione di fede cattolica, secondo cui il Verbo si è fatto carne, non è sentita.

A mio parere stiamo vivendo una fase storica anticristica, come descritta nel Catechismo della Chiesa Cattolica. Difatti, la Madonna è stata inviata da Suo Figlio per la grande battaglia contro le due bestie che sono i due volti dell’anticristo: il potere umano assoluto e la falsa religione. In questa fase storica l’uomo si mette al posto di Dio, si crede padrone del mondo e le religioni diventano umanitarie, fanno da supporto alla prima bestia, al potere umano. Quindi è questo il momento in cui dovrebbe manifestarsi l’anticristo come Colui che si sostituisce a Cristo dando al mondo la sua falsa pace. Questo è quanto sostiene anche Maria Valtorta in un suo famoso Dettato del 1943, nel quale afferma che in quel preciso momento erano già in vita alcuni che vedranno la manifestazione dell’anticristo. Il fatto che la Madonna sia qui da così tanto tempo si spiega con il pericolo immane che la Chiesa corre: la grande impostura anticristica. La Regina della pace è qui per la grande vittoria!

Facciamo, allora, attenzione a non farci oscurare, catturare, intimidire; accogliamo il materno invito di Maria a essere gioiosi cercatori di Dio e testimoni del suo amore. Ora che satana è libero dalle catene consacriamoci al Cuore Immacolato di Maria e al Sacratissimo Cuore di Gesù. Il nostro impegno e la nostra missione siano la ricerca di Dio per amarlo e servirlo ogni giorno.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sull’esortazione della Regina della pace: «Non abbiate paura di camminare con me» (Messaggio del 18 marzo 2025 alla veggente Mirjana)

Nel Messaggio del 18 marzo 2025, in occasione dell’apparizione annuale alla veggente Mirjana, la Regina della pace ha detto di non avere paura di camminare con Lei perché ci guida a Suo Figlio. La Madonna si rivolge a una falsa obiezione che molti fanno quando ritengono che onorare Maria potrebbe danneggiare la nostra attenzione, il nostro amore e il nostro culto di adorazione per Gesù. Chi fa questa affermazione non vede il rapporto strettissimo tra la Madonna e Gesù e soprattutto la collocazione che Dio ha dato a Maria nella Storia della Salvezza.
La Madonna non è come i santi, che sono dei cristiani ferventi che hanno meritato una venerazione particolare da parte della Chiesa per la loro dottrina e il loro esempio di santità. L’essenziale della Storia della Salvezza non dipende dalla presenza di questo o quel santo, mentre la Madonna è imprescindibile nel piano di Dio. Tutte le cose sono state create per mezzo del Verbo e in vista del Verbo che si è fatto carne proprio nel grembo della Vergine Maria. Non si tratta di una collocazione in un luogo, il di Maria è un’indicazione esistenziale. Il Verbo si è fatto carne grazie al umile, totale, radicale di Maria.

La Salvezza è venuta a noi per mezzo di Maria. Nessun santo ha una collocazione così fondamentale nella Storia della Salvezza. Non comprendere la collocazione di Maria nella Storia della Salvezza è un grande errore nella comprensione della fede, compromette la fede cattolica! I vescovi del Concilio di Efeso (22 giugno 431) hanno coraggiosamente definito Maria “Madre di Dio”, si tratta di un’espressione fortissima di carattere cristologico e teologicamente conforme alla Verità perché effettivamente quel Bambino nato da Maria è il Verbo di Dio.

«Deiparam […], non quod Verbi natura Ipsiusque divinitas ortus Sui principium ex sancta Virgine sumpserit,
sed quod sacrum illud corpus anima intelligente perfectum ex ea traxerit,
cui et Dei Verbum, secundum hypostasim unitum, secundum carnem natum dicitur»

«Madre di Dio […] non certo perché la natura del Verbo o la sua divinità avesse avuto origine dalla santa Vergine,
ma, poiché nacque da lei il santo corpo dotato di anima razionale a cui il Verbo è unito sostanzialmente,
si dice che il Verbo è nato secondo la carne»
(Catechismo della Chiesa Cattolica 466)

La Madonna non ha generato eternamente Dio, ma ha generato il Verbo che si è fatto carne, Dio che si è fatto uomo. È un’indicazione cristologica che indica il ruolo straordinario di Maria. Il Verbo si è fatto carne grazie alla fede di Maria e questo la colloca al centro della Storia della Salvezza. Quando il Verbo si è fatto carne si è rivelato il mistero della Santissima Trinità perché il Padre ha inviato il Figlio nel grembo della Vergine Maria e lo Spirito Santo ha reso possibile il concepimento. Il mistero trinitario si è aperto nel momento dell’Incarnazione. La prima a credere nel mistero trinitario è stata proprio Maria.

Non è, allora, nell’ambito cattolico chi teme la centralità di Maria accanto al Figlio; questa convinzione rischia di compromettere il mistero della divinità di Cristo. La Madonna, come credente, ci ha consegnato il mistero trinitario nel momento dell’Incarnazione che è avvenuta grazie al suo .

Il Verbo si è fatto carne ed è venuto in mezzo a noi per mezzo di Maria. La Madonna ha creduto nell’annuncio dell’angelo inviato da Dio, si è donata totalmente alla volontà del Padre e, attraverso il suo , lo Spirito Santo ha permesso l’Incarnazione. La Madonna ha creduto fin da subito che nel suo grembo avrebbe accolto Gesù ed eternamente lo dona a noi. Il Verbo viene al mondo attraverso Maria che lo dona a noi. La fede di chi teme che onorando troppo Maria non si onora abbastanza Gesù è offuscata.
Tra gli anni 1981-1989 la Vergine Maria apparve nel continente africano; si presentò nel paese di Kibheo, diocesi di Gikongoro, Ruanda, proprio con il titolo di “Madre del Verbo, Nostra Signora dei dolori”. In quel giovane continente, dove erano messe in dubbio le Verità cristiane e andavano diffondendosi credenze pagane, la Madonna ha voluto ribadire che Lei è la Madre del Verbo. La fede cattolica è la fede nella divinità di Gesù Cristo. Maria tutela la divinità di Cristo, proprio perché ha detto alla volontà del Padre che ha inviato Gesù per mezzo dello Spirito Santo. La grandezza inestimabile di Maria sta proprio nel fatto che è Colei che ci porta il Verbo e ce lo dona.

La Madonna, allora, ci invita a camminare con Lei nel pellegrinaggio della vita verso Gesù. Maria ci porta a Gesù! San Giovanni Paolo II ci ha insegnato che la Madonna è tutta orientata a Cristo; quindi, più si ama la Madonna e più si ama Cristo. Maria ha generato Gesù nella fede prima ancora che nella carne. Nei Messaggi di Medjugorje la Regina della pace ha sempre ribadito che è qui per portarci a Suo Figlio! La Madonna è qui perché l’umanità ha rifiutato la fede e la Croce, ha rinnegato la divinità di Gesù e non crede nel sacrificio di Cristo sulla Croce. La Regina della pace è qui per riportarci a Cristo. Non dobbiamo avere paura di amarla, di seguirla, perché è la sola a poterci portare a Suo Figlio. Chi segue altre strade si perde. Il protestantesimo non nega la divinità di Cristo ma nega la divina maternità di Maria e la colloca semplicemente nella schiera dei santi. I protestanti negano il ruolo centrale di Maria come cooperatrice dell’opera della Redenzione. Sminuendo Maria si finisce per sminuire Gesù.

Il rapporto tra Maria e Gesù è unico al mondo. Sono sempre stati insieme, anche nell’Aldilà; Maria ha sempre accompagnato Gesù, gli è sempre stato accanto, non lo ha mai lasciato fino a raggiungerlo in Cielo. Sulla Terra e nell’Aldilà Maria e Gesù sono sempre insieme. Nel momento in cui il Verbo si è fatto carne, Maria è stata unita a Suo Figlio, lo ha accompagnato sempre, ha camminato con Lui, lo ha deposto dalla mangiatoia quando è nato e lo ho posto nel sepolcro quando è morto sulla Croce.
Maria era sotto la Croce, Maria ha atteso la Resurrezione ed è stata Assunta in Cielo accanto a Lui. Gesù e Maria sono sempre stati insieme e saranno sempre insieme. Maria e Gesù sono un cuor solo, un’anima sola. La Madonna è stata inviata da Suo Figlio per la grande battaglia della fede che oggi è in pericolo.

Sappiamo, ovviamente, che la Madonna è una creatura, ma dobbiamo comprenderne la grandezza. San Bernardo di Chiaravalle diceva: «De Maria numquam satis» (Di Maria non si dirà mai abbastanza).
Facciamo entrare Maria nella nostra vita, accogliamola come Madre e come guida nel pellegrinaggio della vita proprio perché Lei ci aiuta a vedere Gesù con i suoi occhi, ad amarlo con il suo cuore.
Maria ci porta a Gesù, è questa la strada che dobbiamo seguire!

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