
Pensiero Spirituale sulla Passione di Gesù – Giovedì Santo
Il Giovedì Santo è il giorno degli abbandoni e dei tradimenti da una parte e dall’altra parte del grande amore di Gesù per l’umanità. Quel giorno, infatti, Cristo ha istituito il Sacramento dell’Eucarestia e quello del Sacerdozio. Nonostante Gesù avesse profetizzato la loro caduta, gli Apostoli si sono lasciati abbindolare da discorsi terreni e materiali. Il giorno delle Palme hanno incominciato a sognare proprio perché non hanno capito che il regno di Cristo non apparteneva a questa Terra e nulla aveva a che vedere con i possedimenti e le ricchezze. Gli Apostoli pensavano che quanto annunciato nei tre anni di predicazione stesse per realizzarsi; sgomitavano, allora, per spartirsi i posti e mentre Gesù lavava loro i piedi litigavano su chi sarebbe stato il primo.
Gesù, umile e paziente, si è inginocchiato e ha lavato loro i piedi asciugandoli poi con l’asciugatoio di cui si era cinto. La sete di mondo degli Apostoli ha offuscato la loro fede e l’ha indebolita perché vedevano in Gesù un re come era stato Davide; certamente non avevano compreso la grandezza del potere di Cristo e della sua signoria proprio perché il loro sguardo è rimasto fisso sulle cose terrene e non si è elevato al Cielo.
Gli Apostoli hanno affrontato il momento delle grandi prove impreparati. È una cosa che si ripete anche oggi. Stiamo affrontando uno dei momenti più drammatici della Storia della Salvezza disarmati spiritualmente. È in atto il primo grande combattimento escatologico descritto dal capitolo XII dell’Apocalisse, in cui si fronteggiano la Donna vestita di Sole e il drago infernale. La Regina della pace è qui da così tanto tempo affinché ci rafforziamo nella fede e non ci lasciamo travolgere dagli eventi. Nonostante i continui appelli della Gospa, l’umanità non si cura di prepararsi e rafforzarsi spiritualmente al tempo delle grandi prove; proprio come hanno fatto gli Apostoli il mondo moderno è imbevuto di mondanità.
Gli Apostoli non hanno ascoltato la Parola di Gesù e non l’hanno recepita profondamente. Nei tre anni di vita pubblica Gesù non ha mai dato l’idea di essere un Messia terreno; anzi, dopo aver guidato gli Apostoli verso un messianismo trascendente nella confessione di Pietro a Filippi, quando Gesù chiede a Pietro: «Voi chi dite che io sia?» e lui gli risponde: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Dopo la Trasfigurazione sul monte Tabor Gesù predice la sua crocifissione, ma gli Apostoli non hanno capito che l’Agnello di Dio sarebbe morto in Croce e che la sua gloriosa Resurrezione sarebbe stata la manifestazione dell’onnipotenza di Dio, pensavano unicamente alle cose terrene.
Nel Getsemani gli Apostoli vedono Gesù grondante di sangue ed entrano in crisi, non si aspettavano di vedere soffrire così il Messia che avevano idealizzato quando compiva i miracoli. Quando sono arrivati i briganti a catturarlo, non si aspettavano che Gesù venisse imprigionato, tanto più che alla domanda dei soldati su chi fosse Gesù di Nazareth, Cristo risponde attribuendo a se stesso il nome di Jahvè: «Io sono». Questa risposta è stata data da Gesù proprio per dare un segno agli Apostoli, affinché rimanessero saldi nella loro fede; invece hanno vacillato. Quando hanno visto Gesù catturato, flagellato e percosso, hanno perso fede nella sua divinità. La sera del Giovedì Santo Gesù aveva preannunciato lo scandalo da parte degli Apostoli; dopo l’istituzione dell’Eucarestia il Vangelo di Matteo racconta: E dopo aver Cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. Allora Gesù disse loro: «Voi tutti vi scandalizzerete per causa mia in questa notte. Sta scritto infatti: Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge.
Gli Apostoli non si aspettavano che Gesù venisse trattato come un criminale, hanno perso di vista le sue profezie e hanno distolto lo sguardo dalla sua grandezza, dalla sua divinità che splendeva nelle ore della Passione come mai prima. La loro fede è entrata in crisi, tant’è vero che sono fuggiti.
Accade poi che colui che aveva detto: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente», rinnega Gesù dicendo: «Non conosco quell’uomo»; Pietro, nel momento della prova, dimostra che la sua fede vacilla. Quando la sera del Giovedì Santo Gesù dice: «Uno di voi mi tradirà», gli Apostoli rimangono molto colpiti e addolorati profondamente cominciarono a domandargli: «Sono forse io, Signore?» e Gesù risponde: «Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Ovviamente il traditore è Giuda, il quale sfrontatamente, pur avendo venduto Gesù per trenta denari, ha cenato vicino a lui mostrando di quanta falsità e sfacciataggine è capace satana. Il cuore di Giuda ormai è indurito, è passato dalla parte di satana tant’è che non si ravvede nemmeno davanti alle parole di Gesù nel Getsemani: «Con un bacio mi tradisci?».
La salvezza eterna delle nostre anime è a serio rischio. Giuda aveva il cuore ormai abitato dal diavolo e infatti non si è salvato; la condanna traspare dalle parole di Gesù: «Sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Durante la prova la fede degli Apostoli è crollata, non ha retto perché non era abbastanza solida. È un crollo drammatico dal quale si sono salvati grazie alla fede di Maria e a quella di San Giovanni che, accanto alla Madonna ai piedi della Croce, ha salvato il collegio apostolico. Pietro si accorge di aver tradito il Maestro tre volte, proprio come Gesù stesso aveva predetto; il suo cuore però non è indurito, si pente e piange amaramente ottenendo da Gesù il perdono e la conferma nel ruolo di capo degli Apostoli.
Il tempo che stiamo vivendo è molto simile al Giovedì Santo degli Apostoli; l’umanità sta rifiutando Cristo e la fede cattolica sta subendo da parte di satana un forte attacco. Nel tempo dei Segreti la fede dovrà essere granitica proprio perché dovrà resistere ai forti attacchi di satana che manifesterà la sua potenza di odio negli aventi che si abbatteranno sul mondo. La Madonna è qui per rafforzare la nostra fede adesso, affinché non abbiamo a vacillare quando le prove saranno davanti ai nostri occhi. Ogni giorno dobbiamo rafforzarci nella fede con la preghiera e distogliendo il nostro interesse dalle cose effimere di questo mondo.
Fissiamo la Croce affinché sia Cristo stesso a rassicurarci sulla sua vittoria sul male.
Il Cuore Immacolato di Maria trionferà, arruoliamoci nelle sue schiere, se saremo suoi vinceremo.