"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

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Pensiero spirituale sul cuore umano che è un cercatore di Dio

Cari amici, la festa della Madonna del Carmelo è oggetto di molte riflessioni che possono interessare lo scapolare o altre pratiche bellissime.

Il Carmelo è un monte della Palestina famoso per il grande combattimento spirituale del profeta Elia attraverso cui ha dato la sua importante testimonianza contro l’idolatria del suo tempo. È il più grande dei profeti tanto che la frase “È lui quell’Elia che deve venire” (Matteo 11:14 e 17:10-13) l’ha pronunciata Gesù stesso riferendosi a Giovanni Battista, che secondo le profezie bibliche è l’Elia che doveva tornare.

Nel corso della storia del primo millennio cristiano, il monte Carmelo è stato un luogo dove confluivano i cercatori di Dio che esercitavano una vita austera, fatta di privazioni e di meditazioni, con una particolare devozione alla Vergine Maria.

Nonostante la Palestina fosse invasa dai musulmani, verso il 1000 d.C., un pio sacerdote calabrese ha restaurato una cappella sul monte e da lì è nato l’ordine carmelitano che ha preso piede in tutta Europa. Quest’ordine ha sempre avuto la caratteristica di essere orientato alla vita mistica e ne fanno parte ben due Dottori della Chiesa: San Giovanni della Croce e Santa Teresa D’Avila. Tale spiritualità si è espansa largamente nella Chiesa.

Un’espressione molto importante della Regina della pace è «cercatori di Dio» (Messaggio del 25 settembre 2022), un termine croato coniato da Lei con il quale invita l’uomo moderno a uscire dalla “grotta”. Siamo in una fase storica in cui l’orizzonte è intramondano, dove l’uomo si è rinchiuso nella caverna (come descritto nel mito di Platone) nella quale è votato alla morte. È possibile uscire solo rientrando in noi stessi, perché è in noi che abita Dio. Questo è il nocciolo della mistica cristiana, trovare Dio dentro di noi perché – come ha affermato Sant’Agostino – il cuore umano cerca Dio, è naturalmente orientato verso di Lui e non è in pace finché non l’ha trovato.

Il mondo è orientato verso la ricerca delle cose materiali perché in cerca della felicità. L’elaborazione del desiderio di felicità è tipica del cuore umano, è il motore della nostra vita. Persino chi si suicida cerca di mettere fine alla sofferenza perché stanco di soffrire. La ricerca della felicità è un coefficiente comune di tutta la Creazione. L’uomo, tuttavia, non è riducibile alla materia dell’universo e non è il risultato dell’evoluzione. Dio lo ha creato plasmando il suo corpo con la stoffa dell’universo ma infondendo il Ruah cioè lo Spirito, il Soffio di Dio che è l’anima spirituale immortale. Proprio perché l’uomo ha un’anima egli trascende la materia e non si accontenta di essa.

Abbiamo costruito un tipo di civiltà che ha un presupposto falso, menzognero, ovvero che l’essere umano è il risultato dell’evoluzione, una “complessificazione” della materia che ritorna alla terra. Questa è la prospettiva imposta oggi nel modo di concepire la vita. La vita è un fenomeno che compare e scompare – veniamo dalla polvere e torniamo alla polvere – e questo accomuna gli umani e gli animali.

Ma la verità è che l’uomo non ha dentro di sè una cosa ma un soggetto che non è riducibile alla materia, è impalpabile, è immateriale, è una scintilla divina, è un riflesso di Dio, è un orientamento verso Dio, è una ricerca di Dio.

La società di oggi è impostata sulla falsa credenza che la felicità è il risultato delle cose materiali, mettendo il denaro al primo posto. La falsità di questa impostazione si fonda sul fatto che noi, nutrendoci di cose di questo mondo, non siamo mai sazi, non siamo contenti. Vi è una sproporzione fra i nostri desideri di felicità e quello che ci danno le cose materiali.

Dante ha sintetizzato in una espressione immortale questa condizione umana dell’essere umano ovvero “La bramosa voglia” (La Divina Commedia). L’uomo, anche a causa della caduta originale, è piegato sulle cose materiali e “mai non sazia la bramosa voglia e dopo ‘l pasto ha più fame che pria”. In questo modo la vita diventa una catena infernale. Anche Gesù, parlando alla Samaritana, dice: “Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete” (Giovanni 4:13-14).

Possiamo vedere questo atteggiamento nella vite delle persone che hanno avuto tutto dal punto di vista materiale, che hanno impostato la vita come un mangiare il mondo in misure sempre più grandi, a livello personale ma anche della politica. Abbiamo una fame di assoluto che non può essere soddisfatta dalle cose materiali ed è un’esperienza che fanno tutti. Non è possibile trovare la felicità nelle cose materiali.

Le persone felici esistono ma non sono quelle che si mettono sul palcoscenico, esse non mangiano il mondo ma sono cercatori di Dio. Superano se stessi, superano l’ambito dei loro desideri carnali che danno spazio ai desideri dell’anima di bellezza, di santità, di mortalità, di giustizia, di grazia, tutte quelle cose che sono il riflesso delle divine perfezioni e delle quali l’anima è innamorata.

Queste persone attraverso il dominio di sé e la mortificazione, hanno frenato la fame di mondo, l’hanno sradicata e hanno bruciato le radici dei vizi capitali: superbia, avarizia, lussuria, gola, invidia, accidia, ira e tutte le prolificazioni del male che sono infinite. Il tragitto di coloro che si fanno sopraffare dal maligno è destinato alla morte e all’infelicità. La Regina della pace ci ha avvertiti più volte: «L’umanità ha deciso per la morte» (Messaggio del 25 ottobre 2022).

Facciamo tesoro di quello che sperimentiamo nella vita e di quello che ci dice il cuore. Quando mangiamo il mondo, disobbedendo a quello che dice Dio, ci rendiamo conto che non siamo mai felici e dopo il pasto siamo prigionieri del male, suoi schiavi: «Chi fa il peccato è schiavo del peccato» (Vangelo di Giovanni).

Consideriamo le vite che ci presenta il mondo. I giornali e la cultura sono totalmente chiusi nella caverna. Possiamo notare come i vip e le persone di “potere” si siano presi una fetta molto grande di ricchezza ma rimangono dentro una parabola miserabile perché è l’io che ingrassa se stesso e che non ha compassione, pietà o amore per il prossimo e gli altri.

Satana ci porta nel suo regno di morte illudendoci con le cose materiali ed è solo una delle radici dell’infelicità. Le persone felici, invece, le trovi in chi pratica l’ascetica, in chi osserva i Comandamenti, in chi mortifica la carne, non alimentando i vizi. Esse fanno emergere i desideri del cuore umano con il desiderio di Dio, che è bontà, amore, eterna felicità, luce, verità. Più queste virtù emergono più plasmano la persona, la rendono luminosa e buona, una vera benedizione. In questo modo anticipa già qui sulla Terra quella condizione umana che poi avremo in Paradiso, quando saremo nello splendore della Grazia e della Gloria dei figli di Dio.

La fede è importante, bisogna sempre mettere Dio al primo posto e fare della propria vita una ricerca di Dio nel fondo del nostro cuore. Noi cristiani abbiamo come cuore della fede l’Incarnazione, ovvero Dio che si fa uomo, che assume la nostra umanità e ci cerca. Dobbiamo cercare Gesù Cristo per raggiungere Dio, perché solo attraverso di Lui possiamo incontrare la Fonte inesauribile della felicità, della gioia, della vita e della luce. Non basta essere cercatori di Dio, ma ci vuole anche l’umiltà per accogliere nella fede Colui che Dio ha mandato in mezzo a noi: il Verbo che si è fatto carne, venuto su questa terra, ed è rimasto con noi fino alla fine del mondo. Entra nei cuori di tutti coloro che ascoltano la Sua voce per portare la pace, la gioia, la felicità e per portare il Paradiso su questa terra. Questo è il mistero cristiano e non c’è altra soluzione al problema della vita.

Coloro che cercano Dio e respingono Gesù rimangono con un desiderio inesausto senza soddisfazione. Dio è amore e l’unica strada da percorrere.

Il Signore conosce l’orientamento del nostro cuore quando moriamo. Se è orientato a Lui, anche se non l’abbiamo trovato, ci abbraccia. Chi arriva al momento della morte con il cuore chiuso finisce nella perdizione.

Queste tematiche hanno un valore esistenziale altissimo. Tutti cerchiamo la felicità ma coloro che la trovano sono pochi e sono coloro che hanno trovato la fede in Gesù Cristo, Figlio di Dio, Redentore del mondo. Chi non è entrato in questa luce e in questa grazia non può salvarsi, non può sfuggire alla morte e al peccato. Viviamo in un mondo chiuso in se stesso, senza pentimento, senza preghiera e senza Dio.

La Madonna ha parlato con chiarezza sia a Fatima che a Medjugorje: «La maggior parte degli uomini, quando muore, va in purgatorio. Un numero pure molto grande va all’inferno. Soltanto un piccolo numero di anime va direttamente in paradiso» (Messaggio del 2 novembre 1983).

Coloro che hanno lasciato la porta socchiusa sono coloro che vanno in purgatorio e un numero molto grande va all’inferno perché viviamo in una civiltà che ha rimosso Dio, che ha messo se stessa al posto Suo, che non prega, non chiede perdono dei peccati e si è arresa al male e alla morte.

L’ennesimo inganno di satana è che con la morte finisce tutto, come diceva il Curato del romanzo di Bernanos “Il diario di un parroco di campagna”. Il sacrestano partecipava ogni giorno alla Messa ma non credeva in niente, diceva al Curato che dopo la morte finiva tutto. Questo non è vero perché sappiamo che c’è un sepolcro vuoto e Colui che è risorto è la Resurrezione della vita per tutti quelli che si aprono a Lui.

La Vergine Maria in questo periodo del “riposo in Dio”, ci ha invitato più volte ad entrare nella natura perché la bellezza della natura ci richiama al suo Autore: «Utilizzate bene il tempo di riposo e donate alla vostra anima e ai vostri occhi il riposo in Dio. Trovate la pace nella natura e scoprirete Dio, il Creatore, al quale potrete rendere grazie per tutte le creature. Allora troverete la gioia nel vostro cuore» (Messaggio del 25 luglio 2001). Possiamo recitare anche i Salmi bellissimi che parlano del Creato e benedicono il Creatore che dà un senso alla vita.

Il caso è il rifugio degli ignoranti perché bisogna cercare la causa di tutte le cose. Ognuno deve riflettere sulla propria vita e su cosa gli accadrà nel momento del giudizio di Dio che ci porterà direttamente in Paradiso, all’inferno o in purgatorio. Pensiamo alle cose che contano, alle Verità eterne, al dono della vita che Dio ci ha fatto per amarlo e servirlo. Cerchiamo quella luce che faccia capire su che strada siamo, della perdizione o della salvezza. Se siamo sulla via del male non dobbiamo aspettare ma agire subito.

Il più bel risultato che si possa avere è quello di tornare felici perché significa che ci sono stati momenti di solitudine, di meditazione, di preghiera, per cui abbiamo deciso per Dio, di amare Dio, di seguire Dio, di essere felici in Dio.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla vita umana come “cammino di santità verso l’eternità” (Messaggio 25 maggio 2025)

Il Messaggio del 25 maggio 2025 è molto ricco e denso di significato. Quasi ogni parola è meritevole di una meditazione. La Madonna ci ha dato due indicazioni bellissime; la prima è che anche questo tempo, così difficile soprattutto per la fede, può essere un dono, dipende da come ciascuno di noi lo affronta e lo valorizza. Soprattutto la Regina della pace ci ha dato una sintesi di quello che è il senso della vita, la cui ricerca è il rompicapo dell’umanità da sempre tant’è che tutte le culture e tutte le religioni ne hanno cercato la chiave, il senso del mistero della vita. L’umanità ha sempre cercato di rispondere alle domande fondamentali (chi sono, dove vado, da dove vengo, perché il dolore, perché il male, perchè la morte); il tempo della vita dalla nascita alla morte è sempre stato oggetto di riflessione proprio per capirne il mistero, visto che si tratta di qualcosa di unico, sorprendente, al di là della nostra portata di comprensione razionale. La nascita e la morte sono due misteri, due interrogativi che fanno scaturire tante domande come, ad esempio, il motivo per cui esistiamo, chi ci ha messo al mondo e le risposte che cerchiamo vanno ben al di là della volontà dei nostri genitori.

La ricerca umana è certamente riuscita a raggiungere frammenti di verità disseminati nelle varie culture e religioni; in realtà, con la sola ragione non si è mai riusciti a dare una risposta soddisfacente agli interrogativi più profondi dell’uomo che tutti si pongono, anche i ragazzi di oggi che purtroppo senza riferimenti soprannaturali, non riescono a darsi risposte e finiscono per vivere in balìa di se stessi e della società.

La risposta agli interrogativi che riguardano il senso della vita la ritroviamo con pienezza nella fede cristiana. È una risposta semplice ma molto profonda, è una risposta rivelata che Dio stesso ci ha dato perché da soli, con la mente oscurata dal peccato originale, non saremmo arrivati a trovare pienamente le risposte. Difatti, con la sola razionalità, siamo riusciti a raggiungere solamente qualche frammento di luce. La Madonna, attraverso i suoi Messaggi ci evangelizza e ci forma, risponde alle nostre domande, fa di noi delle persone sapienti. Anche in questo Messaggio è riuscita a condensare in poche parole la risposta alla domanda sul senso della vita: “un cammino nella santità verso la vita eterna”. Questa risposta viene dal Cielo e tutti i credenti in Cristo di tutti i tempi hanno cercato di impostare la loro vita in questo senso, cioè come cammino verso l’eternità.

Per i cristiani la vita è un cammino nella santità che conduce alla vita eterna con Cristo. Al di fuori di questo non ci sono altri sensi della vita. Tutte le altre risposte sono approssimative, sono intramondane, effimere. Man mano che ci avviciniamo alla morte, tutti gli obiettivi della vita che riguardano il benessere materiale, la posizione sociale e tutto ciò che è intramondano, si sgretolano, si dissolvono e ci si rende conto di essere arrivati al termine della vita senza aver realmente raggiunto una meta. Il vero senso della vita è racchiuso in qualcosa che va al di là del tempo che passa, se non si vive in quest’ottica si è vissuto invano.

Il vero senso della vita è il soprannaturale, è l’Aldilà. Le varie culture umane sono riuscite a sfondare il tetto della mera esistenza materiale e hanno passato il confine della morte posando lo sguardo sulla vita che c’è dopo. Solamente il Cristianesimo, però, ha risolto gli enigmi di fondo. I ragazzi di oggi hanno bisogno del Catechismo per trovare queste risposte, altrimenti si troveranno con delle domande irrisolte e saranno costretti a rimuoverle se non incontrano la Verità cristiana e la loro vita sarà penosamente vuota.

Il Catechismo è indubbiamente una fonte di sapienza vera, profonda, soddisfacente. Le risposte ai quesiti fondamentali dell’uomo sono proprio nel Catechismo che ci dice qual è il fine della vita con parole molto chiare e semplici. Nel Messaggio del 25 maggio 2025 la Regina della pace ribadisce con parole altrettanto semplici e profonde, quello che insegna il Catechismo: la vita è un cammino nella santità verso l’eternità.

Il Catechismo dice che Dio ci ha creato. Non veniamo dal nulla e la materia – che comunque viene da Dio, è sotto il suo governo – è finalizzata dalla Provvidenza divina e, infatti, Dio l’ha utilizzata per plasmare l’uomo e la donna ai quali infonde l’anima spirituale immortale. L’anima spirituale spirituale immortale è stata creata da Dio dal nulla e non ha nulla di materiale, è di origine divina. L’anima spirituale immortale, il Ruah, è il soffio divino che Dio stesso immette nella materia, ha origini divine, è il soffio dello Spirito, è come una scintilla della divinità che fa sì che l’uomo sia immagine di Dio. L’anima spirituale immortale rende l’uomo soprattutto capace di Dio, di guardare a Lui, di ascoltarlo, di parlarci e purtroppo anche di voltargli le spalle.

Il Catechismo insegna che l’uomo è stato creato da Dio e risponde anche al quesito sul fine della creazione. Da questa risposta possiamo arrivare anche a comprendere qual è il senso della vita e come impostarla. Il Catechismo, sintetizzando la Rivelazione divina, dice che siamo stati creati da Dio per conoscerlo, amarlo e servirlo. Conoscere Dio è indubbiamente la forma di conoscenza più bella, più interessante, più appagante, più piacevole. Nessuno è come Dio, nessuno a Lui si può paragonare, è Lui la vera luce!

La vita serve per conoscere Dio. Ciascuno guardi a se stesso e si chieda quanto tempo della propria vita ha dedicato per cercare e conoscere Dio. Allo stesso tempo chiediamoci quanto tempo abbiamo dedicato a cercare le risposte su quelle cose che sono come scritte sull’acqua, effimere, caduche, vuote. Purtroppo, perdiamo tempo a raccogliere sabbia e non raccogliamo le pagliuzze d’oro della sapienza divina. Il compito primario della vita è conoscere Dio.

Il secondo compito della vita è amare Dio. Avendo conosciuto Dio, capiamo che è sommamente amabile, che ci ama immensamente. Dio è l’unico amore che non tradisce, che salva, non si esaurisce, abbraccia completamente, purifica nel profondo, fortifica, rende gioiosi, riempie di luce. Perché non abbeverarsi alla fonte di questo amore? La gente è smarrita e non cerca più in Dio le risposte; anziché dissetarsi alla fonte dell’acqua viva, sceglie di abbeverarsi nelle pozzanghere putride e stagnanti. Gesù stesso alla Samaritana dice: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». L’amore di Dio vale più di tutto! L’amore di Dio è gratuito, basta aprire il cuore e pregare per riceverlo in abbondanza. L’amore di Dio riempie i cuori della vera gioia, della vera pace, della vera forza, delle vera motivazione e della vera bellezza.

Quante persone, nonostante le tenebre che avvolgono il mondo, sono rimaste salde in Dio e sono per tutti come delle lampade luminose che irradiano calore, amore e luce. Siamo al mondo per conoscere Dio e per amarlo.

Il terzo compito della vita è metterci al servizio di Dio attraverso la nostra vocazione personale, facendo fruttare i talenti che Dio ci ha dato, anche la nostra professione può diventare un servizio al Regno di Dio. Ogni giorno possiamo mettere al servizio di Dio anche le cose più semplici e più umili, la testimonianza dell’amore, del perdono, della pace, della generosità, della compassione. Così possiamo passare la vita a costruire il Regno di Dio che a sua volta cresce in noi. In questo modo al termine della vita entreremo direttamente in Paradiso e godremo della vita eterna con Cristo.

Per ottenere la gioia eterna del Paradiso dobbiamo comprendere che Dio ci ha creato con immenso amore e spendere il tempo della vita per conoscerlo, amarlo e servirlo. È questo il vero senso della vita!

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul Messaggio della Regina della pace del 25 maggio 2025

Nel Messaggio del 25 maggio 2025 la Regina della pace ha detto: «Anche questo tempo sarà un dono per voi ed un cammino nella santità verso la vita eterna». Con questa affermazione la Madonna ci invita a rivedere il nostro atteggiamento interiore nei confronti del mondo di oggi; molti, infatti, hanno rifiutato la fede e la Croce. Nel medesimo tempo, la Regina della pace ci invita a guardare alla sua presenza qui in mezzo a noi e a considerare il piano di salvezza che lei stessa ci offre, che poi è il ritorno a Cristo.

La Madonna ci dice che, per quanto il presente e il futuro siano minacciosi, lei è qui per aiutarci e che la Chiesa è indistruttibile perché in essa c’è l’Eucarestia. Il presente fa indubbiamente paura, c’è una corsa generalizzata all’autodistruzione e satana scardina continuamente i cuori con l’odio. Tutto questo crea le premesse per una catastrofe, oltretutto le premesse sono quelle di una condizione esistenziale di lontananza da Dio. Siamo manovrati dal principe dell’odio.

Tutto questo ci induce al pessimismo e alla paura. Quello che la Madonna vuole dirci è che la sua presenza in mezzo a noi, con il Cielo che viene sulla Terra, con i Messaggi, la sua guida e la sua protezione, rispondendo alla sua chiamata noi possiamo già vivere un pezzetto di Paradiso qui sulla Terra. Anche nel Messaggio del mese precedente la Madonna ha detto che possiamo vivere gioiosamente su questa Terra, anche in questo contesto di incertezza e paura generalizzate.

Per guardare al presente e al futuro con speranza dobbiamo entrare nella prospettiva che ci suggerisce la Madonna, senza farci condizionare dal male che cerca di prevalere ma considerare la Misericordia di Dio che ci ha inviato Maria per guidarci, illuminarci, per fortificare la Chiesa e scuotere le anime quando è necessario.

La Madonna ci dice che l’umanità è malata, ma ci indica la medicina per guarire, cioè l’amore di Dio, la fede, la grazia. Cristo Risorto è la medicina del genere umano! Fin da ora, in questo contesto, in questo passaggio che certamente sarà molto travagliato perché dovremo passare attraverso i Segreti, possiamo guardare al tempo che stiamo vivendo come a un tempo di grazia, nonostante ci aspettino le prove e la lotta spirituale.

Il tempo che stiamo vivendo è un tempo di grazia e, anziché essere un castigo, può essere un dono come ha detto proprio la Regina della pace. Per vivere questo tempo come un dono dobbiamo avere fede, pregare e convertirci. Se siamo rivolti a Dio, se siamo uniti a Cristo, se siamo saldi nella fede e perseveranti nella preghiera e procediamo nel cammino di conversione, in noi si crea la pace, la serenità. L’unione intima con Cristo dissipa le paure, colma il cuore di pace e di speranza.

Questo atteggiamento permette al cristiano di percorrere il tempo della vita – che certamente è un tempo di prova e di sofferenze – con gioia nel cuore e con uno sguardo di speranza sul presente e sul futuro. La Madonna ci assicura che se saremo suoi vinceremo e la prospettiva di questa vittoria è, oltre che la vita eterna, il tempo di pace su questa Terra. Siamo di fronte a un bivio, da una parte la strada della vita e dall’altra quella della morte. Tocca noi decidere, la decisione dipende da ciascuno di noi. È importante decidere fin da ora di percorrere la strada della vita che è la via della fede, della conversione, della preghiera, dell’osservanza dei Comandamenti, dell’amore per Dio sopra ogni cosa. Questa strada ci porta nella santità e verso la vita eterna.

La soluzione al problema esistenziale in cui male sovrabbonda e cerca di prevalere è la fede, la preghiera, la testimonianza, la conversione, la lotta spirituale continua per rimanere uniti a Cristo e protetti sotto al manto di Maria. Il tempo dei Segreti è un tempo di grazia perché il mondo senza Dio che satana cerca di imporre sulla Terra, crollerà perché è una falsa forza. Il mondo senza Dio è l’inferno anticipato già su questa Terra, è il regno dell’odio, della prepotenza, della superbia, della prevaricazione, dell’iniquità, della sporcizia. È una realtà che conosciamo bene, basta guardarsi intorno a volte senza andare nemmeno tanto lontani.

Nel tempo dei Segreti questo mondo crollerà, si sgretolerà davanti agli occhi degli increduli, satana sarà messo a perdere dalla Regina della pace e dai suoi apostoli. La Madonna ci dice che il mondo senza Dio può crollare fin da ora, dobbiamo convertirci, pregare e testimoniare la fede proprio per arginare il potere di satana e vivere un pezzetto di Paradiso già su questa Terra. Già ora possiamo vivere il regno di Dio nel nostro cuore, costruire il regno di Dio nelle nostre famiglie e ampliarlo intorno a noi.

Con questo presupposto interiore di unione intima con Cristo, quando entreremo nel vivo della lotta, se saremo della Madonna vinceremo. È la fede attiva che cambia la vita delle persone. Quando viviamo questa fede ci rendiamo conto che in questa prospettiva, anche in mezzo alle tribolazioni, nel nostro cuore c’è la pace e la serenità. Se decidiamo di percorrere la strada della salvezza che la Madonna stessa ci indica nessuno potrà separarci dall’amore di Cristo.

Nel Messaggio del 25 maggio 2025 la Madonna ci indica la strada, ci dà gli strumenti per vivere già su questa Terra un pezzetto di Paradiso che è l’amore indissolubile di Dio nel nostro cuore. Se saremo uomini di speranza, di pace e di gioia, se otterremo dallo Spirito Santo la forza del coraggio e dell’abbandono, questo tempo sarà un dono per noi e un cammino nella santità verso la vita eterna. Saldamente impegnati nel cammino di santità vivremo un tempo di pace qui su questa Terra e poi godremo nella vita eterna della gioia senza fine.

La Madonna ci infonde speranza. Anche se fossimo malati, in carcere, in qualsiasi parte del mondo dove c’è la tribolazione, uniti a Gesù e Maria siamo sempre nella pace e nella gioia e siamo protetti dal male, dall’odio, dalla rabbia, dalla violenza. La grazia di Cristo vince sul male.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sull’essere uomini “amanti della vita”

Nel Messaggio del 25 giugno 2002 la Regina della pace aveva detto: «Vivete i miei messaggi e mettete nella vita ogni parola che io vi do. Siano preziose per voi perché vengono dal Cielo». In tutti i suoi Messaggi, la Regina della pace non ha fatto altro che commentare la Parola di Dio, le parole della Madonna sono ricche di riferimenti biblici, a volte celati e altre volte più chiari. Maria è la Madre del Verbo questo legame indissolubile traspare anche dalle sue parole.

Dobbiamo, allora, accogliere l’invito della Regina della pace di approfondire i suoi Messaggi che sono semplici ma molto profondi. Sono abissi di luce. Il Messaggio del 25 maggio 2025 è molto ricco di spunti e di prospettive incoraggianti, soprattutto se contestualizzato nel tempo che stiamo vivendo dove non manca chi maledice la vita, il mondo è teatro di violenza e di orrori, satana minaccia di distruggere in un secondo la vita e il pianeta sul quale viviamo. I Messaggi della Regina della pace sono pieni di luce perché vengono da Dio, sono intrisi di verità che da una parte svela gli abissi del male e dall’altra ci mostra la via meravigliosa del bene.

Basterebbe leggere il Messaggio del 25 maggio 2025 e analizzarlo minuziosamente per renderci conto di quale valore straordinario abbia la vita umana e come veramente meriti di essere vissuta. La Madonna chiama il tempo che viviamo “tempo di grazia” e chiude il Messaggio con questa espressione che capovolge tutte le nostre prospettive pessimistiche: «Anche questo tempo sarà un dono per voi ed un cammino nella santità verso la vita eterna». Quello che stiamo vivendo è sicuramente un tempo di grande combattimento spirituale e proprio per questo motivo è un tempo opportuno per mostrare il nostro amore e la nostra fedeltà per Dio e per progettare la nostra vita sul piano che Dio ha per ciascuno di noi.

In questa luce la Regina della pace ci esorta a essere uomini di speranza, di pace e di gioia affinché ogni uomo sia operatore di pace e amante della vita; la Madonna, poi, ci invita ad affrontare la vita con coraggio e con l’abbandono, con la totale fiducia in Dio. In questa prospettiva, allora, la vita diventa una benedizione perché è un cammino di santità, di rinnovamento di noi stessi, al seguito di Cristo verso la gioia senza fine nella vita eterna.

Nel Messaggio del 25 maggio 2025 la Madonna ci ha invitato a uscire dalla palude oscura in cui ci siamo rinchiusi, prigionieri dell’incredulità, della sofferenza fine a se stessa, del vagare senza meta e senza prospettive. Questa deriva squallida, che ha influenzato la cultura mondiale, è senza dubbio una malattia generale, nessuno è esente dal peccato originale e purtroppo vi siamo ricaduti avendo rifiutato la fede e la Croce. La tenebra ha prevalso e laddove c’era lo splendore della visione cristiana dell’uomo, immagine viva di Cristo, è subentrata una visione dell’uomo ridotto a un animale, a un pugno di terra intriso di male, violenza, sopruso, cattiveria, menzogna. Tutto questo ci porta a maledire la vita e a viverla male impiegando nel peggiore dei modi questo meraviglioso dono che Dio ci ha dato.

La Madonna ci invita a vivere in modo degno, perché Dio ci ha creato a Sua immagine e somiglianza. L’uomo è dotato di un’intelligenza che supera grandiosamente quella animale e quella artificiale. La creatura umana si eleva al Creatore grazie alla ragione; l’uomo è capace di Dio con tutte le facoltà della sua anima. Questa visione della vita è quella che Dio ci ha rivelato e che possiamo raggiungere grazie alla ragione umana, anche se la luce della fede ci rivela qualcosa di più grande perché non siamo solamente creature di Dio, ma siamo suoi figli, abbiamo la grazia chiamare Dio col nome di Padre, di condividere la sua eredità nel cuore stesso della Santissima Trinità mediante il Verbo che si è fatto carne, è venuto in mezzo a noi e ha unito la natura umana a quella divina.

Oggi la scienza è considerata l’unica forma di conoscenza, come se tutto lo scibile fosse unicamente   ciò che si può vedere, misurare, quantificare, utilizzare. Ne deriva, allora, che l’anima, Dio, il trascendente non esiste proprio perché non è empiricamente dimostrabile. A questo punto l’uomo si riduce ai meccanismi della materia dei quali è il prodotto e dai quali viene dissolto simile, quindi a un animale o una pianta. Questa visione della vita si è imposta e ha impoverito l’uomo, ha degradato la vita: è una menzogna satanica, non è una scienza, non è una conoscenza.

La verità è la corrispondenza tra il pensiero e ciò che esiste; “esiste il Sole” è un’affermazione vera perché a questa affermazione corrisponde una realtà (cioè che il Sole esiste). Possiamo, allora, affermare che esiste il Sole, esiste l’Universo, esiste Dio. Parlando dell’uomo, diciamo che ha questa grandezza incommensurabile con la quale si apre a Dio e diventa suo figlio per grazia. Questa è la prospettiva cristiana che abbiamo abbandonato e con la quale ci siamo auto immersi in un abisso senza fondo, siamo andati perdendoci nelle tenebre e nell’ombra della morte. Ne deriva che, in quest’ottica buia e senza vie d’uscita, la vita viene maledetta o sprecata.

Nel gergo comune diciamo che con i soldi ci si può godere la vita; in realtà i vizi rovinano la vita. La vita è un’occasione unica che si vive una sola volta, non si può riavvolgere il nastro! Per Divina Misericordia c’è sempre l’ultimo istante in cui ci si può salvare, ma non è una grazia facile da valorizzare perché quando si è abituati al male si fa fatica ad aprire gli occhi al bene. Da una visione della vita orientata a Dio, vissuta come un cammino verso l’eternità e un’imitazione di Cristo Risorto, in una prospettiva di gioia eterna che è quella del Paradiso.

La Madonna ci sta aiutando a tornare alla visione cristiana della vita, ci dice di essere uomini di speranza, di pace, di gioia e amanti della vita proprio perché è un dono di Dio, perché siamo a sua immagine e siamo orientati a Lui, siamo stati redenti dai peccati e tirati in salvo dagli abissi del male in cui siamo precipitati. Nella luce della fede la vita acquista un valore incommensurabile e già su questa Terra possiamo essere felici. Camminando nella luce della fede la nostra vita è un pezzetto di Paradiso: «Figlioli vivete il Paradiso qui sulla terra affinché stiate bene e i comandamenti di Dio siano la luce sul vostro cammino» (Messaggio del 25 luglio 2018). È un’esperienza che molti fanno e che possiamo fare anche noi. Una volta raggiunta quella gioia del cuore, non si cerca altro perché è l’amore di Dio che ci ricolma e che si irradia su chi incontriamo.

I veri cristiani non si godono la vita, la amano, la realizzano, la elevano, ne fanno un poema d’amore per l’eternità, una benedizione per tutti. Abbiate un’ambizione santa nella vita, impostatela nella luce di Dio e del suo amore in modo tale da essere una benedizione per tutti quelli che incontrate. La vostra vita sia un Sole che illumina e che irradia i suoi raggi illuminando riscaldando i cuori di chi incontra.

Amiamo Dio, amiamo Cristo, amiamo Maria e amiamo la vita!

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla forza dell’abbandono

Nel Messaggio del 25 maggio 2025 la Regina della pace ci ha invitato a essere uomini di speranza, di gioia, di pace. È un programma di vita! Ci ha detto, inoltre, di chiedere allo Spirito Santo la forza del coraggio e dell’abbandono, che sarebbe la fiducia, la fede nella Provvidenza, nella visione teologica di Dio che è amore prodigo e senza confini.

È importante capire bene che cosa intende la Madonna per “abbandono”, non è ovviamente il quietismo che la Chiesa stessa ha condannato. Il Quietismo, infatti, era quel complesso di dottrine religiose del XVII secolo che predicavano il fiducioso abbandono mistico del fedele in Dio, svalutando ogni attività di meditazione teologica; è stato condannato come eresia dalla Chiesa Cattolica, principalmente tramite la bolla Coelestis Pastor di Papa Innocenzo XI, nel 1687.

È importante sottolineare il dinamismo dell’abbandono, è un itinerario spirituale, è una grande conquista della fede. Noi mariani abbiamo avuto un esempio inarrivabile di abbandono a Maria, il grande Papa San Giovanni Paolo II che aveva come motto personale il Totus Tuus che ha caratterizzato tutto il suo Pontificato; nei momenti più critici della sua vita personale e della vita della Chiesa, Woytjla ha sempre rinnovato questo affidamento totale alla Madonna.

L’abbandono è “parente stretto” dell’affidamento che lo stesso San Giovanni Paolo II aveva enfatizzato, sostituendolo quasi alla Consacrazione che ha ancora un gran valore perché è come chiedere alla Madonna di mettere il suo sigillo sulla nostra vita. La Madonna è tutta orientata a Dio; San Giovanni Paolo II sottolineava l’unicità della mediazione di Cristo fra noi e il Padre, allo stesso tempo sottolineava anche una mediazione di Maria fra noi e Suo Figlio. Il Verbo si è fatto Carne per mezzo di Maria; la via per la quale il Verbo è giunto fino a noi è la Madonna che con il suo ha siglato la sua posizione di mediatrice fra noi e Gesù Cristo. Maria è Colei che ci dona Gesù e che ci conduce a Lui. La Madonna è il passaggio attraverso il quale il Verbo è giunto fino a noi ed è il passaggio attraverso il quale noi andiamo fino al cuore del Verbo, attraverso il quale andiamo al Padre. È una semplificazione con cui si cerca di esprimere in termini comprensibili un mistero enorme di amore prodigo e senza confini. Quando avremo la grazia di contemplarlo in Cielo, quando saremo figli nel Figlio in questo movimento di amore discendente col quale verremo inseriti del movimento di amore della Santissima Trinità.

Maria, nel dire il suo , ha offerto se stessa abbandonandosi totalmente a Dio, esponendosi anche al martirio perché avrebbe concepito verginalmente il Bambino Gesù “non conoscendo uomo”. Davanti all’annuncio dell’angelo Maria si è affidata totalmente a Dio, si è abbandonata al suo piano. Anche ai piedi della Croce la Madonna ha accettato la mediazione che Gesù stesso le ha offerto quando ha indicato Giovanni (che rappresentava tutti noi) come figlio e nel medesimo tempo ha indicato all’apostolo Maria come Madre. Questa mediazione di Maria ha solide basi nel mistero dell’Incarnazione e poi nel mistero della Croce.

L’abbandono è un affidamento totale e senza riserve e ha una connotazione teologica molto profonda, nello stesso mistero cristiano. Ci abbandoniamo totalmente a Cristo per mezzo di Maria, per giungere al Padre e alla vita eterna. C’è un dono totale di Dio attraverso Cristo e di Cristo attraverso Maria, e c’è da parte nostra una risposta. L’abbandono è la risposta all’amore di Dio che è prodigo e senza confini; noi ugualmente rispondiamo con un abbandono totale.

L’abbandono totale è senza esitazioni, senza dubbi, senza ripiegamenti su se stessi. Per comprendere che cosa significa non avere tentennamenti nell’affidarsi a Dio c’è un bellissimo brano del Vangelo di Matteo, quando Gesù cammina sulle acque e Pietro con lui accogliendo l’invito a seguirlo.

Subito dopo ordinò ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo sull’altra sponda, mentre egli avrebbe congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, solo, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava ancora solo lassù. La barca intanto distava già qualche miglio da terra ed era agitata dalle onde, a causa del vento contrario. Verso la fine della notte egli venne verso di loro camminando sul mare. I discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: «È un fantasma» e si misero a gridare dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro: «Coraggio, sono io, non abbiate paura». Pietro gli disse: «Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma per la violenza del vento, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca gli si prostrarono davanti, esclamando: «Tu sei veramente il Figlio di Dio!» (Mt 14, 22-36).

Pietro non affonda e cammina sulle acque finché mantiene lo sguardo fisso su Gesù, nel momento in cui si fa prendere dalla paura inizia a vacillare e cade in acqua. Abbandonarsi a Dio vuol dire avere una fiducia totale in Lui che non viene scossa, rimane tale, non entra nella dialettica corrosiva del dubbio, dell’esitazione e della paura, nella misura in cui noi teniamo fissi stabilmente gli occhi in Dio. Finché Pietro ha guardato a Gesù, non è affondato; quando ha guardato i suoi piedi e le acque su cui stava camminando, ha iniziato a vacillare e ad affogare. In questo episodio del Vangelo di Matteo c’è la dialettica dell’abbandono, c’è il cammino spirituale dell’abbandono.

L’abbandono deve essere un esercizio quotidiano di affidamento. Viviamo l’abbandono – che è un dono dello Spirito Santo, è la fiducia totale in Cristo e in Maria – in modo tale che sia continua e ogni volta che siamo tentati di fare come Pietro e distogliere lo sguardo da Gesù ricordiamoci quello che è successo all’apostolo: è affondato. Una volta affidati i nostri problemi a Cristo, non riprendiamoceli, non stiamo a rimuginarci, lasciamo che sia Lui a provvedere alla nostra vita, fidiamoci totalmente con umiltà.

Gesù, confido in te

Questo esercizio quotidiano dell’abbandono di se stessi a Dio è il segreto per stare in pace, sereni, attivi, operosi, pacifici, perfino gioiosi e sorridenti, in mezzo alle acque agitate di questo mondo. Pensiamo al tempo dei Segreti, quanto avremo bisogno di essere addestrati a questa tranquillità che viene dalla certezza che Dio ha tutto in mano e che in questo modo siamo al sicuro.

Una volta affidati i nostri problemi a Dio, lasciamo che sia Lui ad occuparsene e andiamo avanti nel compimento delle opere buone ogni giorno.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla forza del coraggio

Nel Messaggio del 25 maggio 2025 la Madonna ci ha invitato a chiedere allo Spirito Santo la forza del coraggio: «Pregate, figlioli, lo Spirito Santo affinché vi colmi con la forza del suo Santo Spirito del coraggio e dell’abbandono». Si tratta di un invito che riguarda tutta la Storia della Salvezza che è costellata di uomini e donne che con coraggio ed eroismo hanno testimoniato la fede in Gesù Cristo.

Questa esortazione, oggi, ha sicuramente una connotazione particolare perché siamo in un tempo in cui satana cerca di paralizzarci con la paura che, come un gas nervino, ci sta anestetizzando. Viviamo in un periodo storico in cui il mondo è minacciato di autodistruzione da parte di chi è accecato dall’odio. Lo sguardo di fede non deve mancare, ci dà la speranza e la certezza che Dio ha in mano tutto, è lui il Signore della Storia e del mondo. Il male ha la permissione divina di operare ma con dei limiti e questo vale sia a livello personale delle tentazioni, sia a livello globale: satana non può andare oltre ciò che Dio permette. Non c’è dubbio, però, che quando siamo determinati a proseguire sulla via del male ci sembra invincibile.

La Madonna ha detto chiaramente che «l’umanità ha deciso per la morte» (Messaggio del 25 ottobre 2022), che «l’uomo moderno non vuole Dio» (25 gennaio 2023) e che gli uomini «non vogliono la pace» (25 febbraio 2025). La potenza del male ci intimidisce e ci chiediamo com’è possibile fermarlo. Quante volte la Regina della pace ci ha messo in guardia dal tentativo del male di prevalere; proprio quando c’è stata l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, la Madonna ha detto: «aiutatemi con la preghiera affinché satana non prevalga» (25 febbraio 2022). Nella fase storica che stiamo vivendo satana cerca di prevalere scardinando i cuori con l’odio, dispiegando tutta la sua forza per distruggere l’opera della Creazione e della Redenzione. Mai come ora il male è stato così forte: «La divisione è forte ed il male opera nell’uomo come mai finora» (25 giugno 2022).

L’esortazione della Regina della pace, di invocare lo Spirito Santo perché ci ricolmi di coraggio, ha un significato particolare: non lasciarsi intimidire dal male. Bisogna ricorrere alla fede perché se satana è potente, Dio è l’Onnipotente. Il male non potrà mai prevalere! Dio non permetterà mai che il male prevalga. Lo ha detto anche Gesù a Cesarea di Filippi quando, indicando Pietro come capo della Chiesa, ha detto: “E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa” (Mt 16,18). Questa promessa, mantenuta finora e che manterrà fino alla fine, è la certezza che le porte dell’inferno non preverranno mai nei confronti dell’istituzione di salvezza che Cristo stesso ha fondato e che è la Chiesa.

Soprattutto in questo tempo in cui suonano le trombe dell’Apocalisse e i mass-media non fanno altro che descrivere la corsa sfrenata verso la fine del mondo, noi credenti non dobbiamo mai cedere al panico, alla paura, alla tentazione di nasconderci vilmente. Dobbiamo reagire e chiedere la forza dello Spirito Santo affinché ci ricolmi dei suoi doni. Nell’umiltà di creature chiediamo allo Spirito Santo che ci dia la forza e il coraggio di resistere al male.

La resistenza al male è uno dei connotati fondamentali della vita cristiana. Il male ha una potenza di seduzione che si manifesta fin dal principio, quando il serpente sibila a Eva la tentazione di essere come Dio, di non averne bisogno; alla proposta del frutto proibito Eva viene avvolta dal fascino della tentazione alla quale non ha saputo resistere. La falsa luce del male attira, acceca, cattura, inganna. Anche oggi satana opera allo stesso modo; non pochi, infatti, abbandonano la Chiesa per andare a cercare la salvezza in potentati di vario genere (culturali, religiosi, politici o militari). Queste sono le trappole con cui il demonio attira a sé le mosche e poi le divora!

Riflettiamo sulle parole della Regina della pace e chiediamo veramente allo Spirito Santo la forza di resistere alle seduzioni del male e alle sue intimidazioni. Quante volte la Madonna ha detto che quella di satana è una falsa forza: «Pregate, affinché Satana non vi attiri con il suo orgoglio e con la sua falsa forza» (25 novembre 1987); Non permettete a Satana di dominarvi con una falsa pace e una falsa gioia (2 ottobre 2003); «Figli miei, non ingannatevi con la pace falsa e la gioia falsa» (2 luglio 2006); «Non permettete a satana di aprirvi le strade della felicità terrena, strade in cui non c’è mio Figlio. Figli miei, sono false e durano poco» (2 agosto 2010); «Figli miei, non credete alle voci menzognere che vi parlano di cose false, di una falsa luce» (2 febbraio 2018).

Chiediamo la forza allo Spirito Santo per resistere alla seduzione e per combattere strenuamente contro la tentazione, non farsi prendere dal panico. Se non vogliamo peccare, satana non può farci peccare; se non vogliamo perdere l’anima, satana non può farcela perdere. Ecco perché Gesù ha detto: “E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l’anima; temete piuttosto colui che può far perire l’anima e il corpo nella geenna” (Mt 10,28). La forza dello Spirito Santo oggi è fondamentale perché il combattimento spirituale – connotato fondamentale della vita cristiana – oggi è più strenuo che mai proprio perché in modo speciale adesso satana è sciolto dalle catene (Messaggio del 1° gennaio 2001).

La Madonna ha descritto questa situazione, ormai ben visibile sotto gli occhi di tutti, già all’inizio del millennio. In quel Messaggio ci ha chiesto di consacrarci in modo speciale al Suo Cuore e a quello di Suo Figlio: «Cari figli, questa sera in modo speciale vi ho voluto qua. In modo speciale adesso in cui Satana è libero dalle catene. Io vi invito a consacrarvi al mio Cuore e al Cuore di mio Figlio. In modo speciale adesso, cari figli miei, vi invito a essermi vicini. Io vi benedico tutti con la mia benedizione materna. Andate in pace, cari figli miei» (1° gennaio 2001).

Satana è forte come mai lo è stato prima e lo si vede dalle moltitudini che lo seguono e che sono nelle sue mani. Quanti vivono nell’impenitenza, nel rifiuto di Dio; un numero enorme non prende nemmeno in considerazione la Regina della pace, molti la disprezzano, snobbano la sua presenza quotidiana da così tanto tempo: «Molti hanno risposto ma è enorme il numero di coloro che non vogliono sentire ne accettare il mio invito (25 agosto 2011).

Sappiamo che da soli non possiamo fare nulla, ma tutto possiamo in Colui che ci dà la forza. Cristo ci dà lo Spirito, per intercessione di Maria. Chiediamo la forza del coraggio che è uno dei temi fondamentali della Sacra Scrittura che narra di una miriade straordinaria di uomini e donne coraggiose nella fede, forti della potenza di Dio. Il fanciullo Davide che affronta il gigante Golia e, con la forza di Dio, riesce addirittura a tagliargli la testa; i guerrieri dell’Antico Testamento che hanno affrontato gli eserciti dei faraoni nel nome di Dio; il martirio esemplare di Santo Stefano, degli apostoli, dei Papi dei primi secoli. Il compianto Papa Francesco disse che oggi i martiri sono più numerosi rispetto ai tempi dell’Impero Romano: “La persecuzione dei cristiani non è un fatto che appartiene al passato, agli albori del Cristianesimo. È una triste realtà dei nostri giorni. Anzi, ci sono più martiri oggi che nei primi tempi della Chiesa» (Meditazione mattutina nella cappella della Casa Santa Marta, 4 marzo 2014).

Oggi ci vuole il coraggio di rispondere alla chiamata della Madonna. Andiamo controcorrente, non cadiamo nell’inganno subdolo di satana che vuole offuscare le presenza quotidiana della Regina della pace che da oltre quarant’anni scende dal Cielo sulla Terra per chiamare alla conversione e per preparare alla battaglia contro satana. Con coraggio, allora, rispondiamo alla chiamata e con coraggio decidiamoci per la conversione. La conversione è la decisione più importante della vita.

Chiediamo allo Spirito Santo, poi, il coraggio di perseverare e di testimoniare la fede senza vergogna, ma con semplicità. Gesù Cristo è il Re dell’universo e Maria è la Regina, dobbiamo forse vergognarci di credere in loro?

Oggi ci vuole anche il coraggio di affrontare le persecuzioni che oggi sono subdole, fanno leva sullo scoraggiamento, fanno apparire i credenti patetici e ci vogliono portare sulla via della mediocrità, vogliono la nostra resa. Dall’inizio del nuovo millennio c’è stato un calo impressionante e vertiginoso dei partecipanti alla Santa Messa domenicale, un vero e proprio tracollo che è sintomatico di quanti hanno ceduto, se ne sono andati, sono spariti. Che fine avranno fatto? Non lasciatevi ingannare da quelli che tirano in ballo la falsa Misericordia, secondo cui si salvano tutti. Non è così! La Madonna lo ha ribadito citando il Catechismo della Chiesa Cattolica: «Siate coscienti figlioli, che la vita è breve e vi aspetta la vita eterna secondo i vostri meriti» (Messaggio del 25 maggio 2019). Saremo giudicati secondo i nostri meriti e di conseguenza avremo il premio o la pena eterna.

Ci vuole il coraggio per resistere alla potenza del male che ci trascina verso l’abisso perché oggi sono molti quelli che corrono da quella parte. Caterina da Siena diceva che la testimonianza di Cristo fino al martirio è una grazia da cui attingere a piene mani, la sua forte fede la portava a vedere il martirio come una possibilità di dare la più grande testimonianza a Cristo. Papa Leone XIV, ogni volta che parla di Gesù Cristo, non perde mai l’occasione di dire che è il Buon Pastore che ha dato la vita per le sue pecorelle. Anche i pastori della Chiesa e il gregge di Cristo, dobbiamo essere pronti a ricevere questa grazia del martirio. Questo è necessario per la salvezza della nostra anima proprio perché quelli che si nascondono e tradiscono, se non si pentono non si salvano.

Ogni mattina chiediamo allo Spirito Santo la forza dei coraggiosi della fede di cui è piena la Sacra Scrittura. Abbiamo innumerevoli figure a cui guardare – uomini, donne, giovani, bambini e anziani – affinché la nostra vita voli alto nei Cieli.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sull’essere uomini di gioia

Nel Messaggio del 25 maggio 2025 la Regina della pace ha fatto un invito molto chiaro e deciso esortandoci a impegnarci a essere uomini di speranza, di pace e di gioia.

La speranza è indubbiamente una testimonianza fondamentale in un mondo che scivola verso la disperazione proprio perché l’umanità ha abbandonato Dio. La Madonna è qui per darci la vera pace che è quella degli uomini con Dio che si riversa poi sul prossimo. Ovviamente la Regina della pace utilizza il termine “uomini” per indicare tutta l’umanità, uomini e donne.

La gioia è qualcosa di prezioso, di raro, anche se ovviamente è il bene più ricercato. Il cuore dell’uomo anela alla gioia, alla felicità. Forse la gioia ha qualcosa di più sovrabbondante rispetto alla felicità, è associata all’esultanza. Giustamente ciascuno di noi cerca le gioie della vita e sul piano naturale Dio ce ne riserva molte, come la maternità e la paternità che sono gioie immense che riempiono la vita.

Le gioie che cerchiamo nell’ambito della mondanità sono gioie passeggere, durano poco, si corrodono col tempo, sono effimere e non sono mai piene al punto da farci esultare. Di qui l’impulso del cuore umano di cercare la gioia totale, tale da riempire il cuore, una gioia che sia duratura. La ricerca della gioia riguarda il senso della vita, la sua impostazione. Parafrasando Sant’Agostino possiamo dire che nostro cuore è inquieto finché non riposa nella vera gioia.

Quali sono le gioie vere della vita che vale la pena perseguire e per le quali vale la pena lottare? È proprio la fede che ci indica la vera gioia della vita, l’unica capace di soddisfare l’uomo. Quando l’uomo trova questa gioia non ne cerca altre. La vera gioia della vita è un dono di Dio ed è lui stesso, il suo amore. Quando scopriamo Dio sobbalziamo di gioia perché scopriamo l’amore, la luce, la verità, la pace. Essere uomini di gioia significa aver scoperto che cosa rende veramente felice l’uomo. Questa gioia non è soltanto piena e duratura, è una gioia che non tradisce.

Le gioie umane, anche quelle più nobili come l’amore e l’amicizia, sono indubbiamente fonte di gioia ma accade che si corrodano. Quando le gioie vengono dagli uomini hanno sempre un limite e non c’è mai la certezza che durino per sempre, è possibile che siano anche deludenti. La vera gioia che non delude mai è quella dell’incontro con Dio, tutto ciò che viene da Dio riempie di gioia. La vera gioia della vita è l’amore di Dio, è scoprire che c’è un amore assoluto che è quello di Cristo che ci ha amato fino alla morte in Croce. L’amore di Dio è sovrabbondante, perdona, rialza quando cadiamo, è infinito nella sua Misericordia. Scoprendo l’amore di Dio sperimentiamo la vera gioia della vita.

Nel Messaggio del 25 maggio 1991 la Regina della pace ha descritto che cos’è la vera gioia: «In Cielo c’è la gioia: attraverso essa potete già vivere il Cielo sin d’ora»; la gioia, allora, è l’amore di Dio che possiamo sperimentare già sulla Terra. Dio non viene mai meno al suo amore, ci ama anche quando lo tradiamo, gli voltiamo le spalle; è pronto a perdonarci, a rialzarci. L’amore di Dio è l’unica gioia vera, affidabile, incondizionata, che non finisce mai; è questa l’unica gioia a cui dobbiamo attingere se vogliamo essere veramente felici.        
Questa gioia dura in eterno se non tradiamo, non abbandoniamo, non voltiamo le spalle a Dio. Tutto dipende da noi, dalla nostra fedeltà, dalla nostra perseveranza, dal nostro sforzo quotidiano di amare sempre di più Dio, di essere fedeli anche ai piedi della Croce, di resistere alle tentazioni e alle tempeste della vita. Questo è il nostro impegno quotidiano: essere uomini di gioia testimoniando la gioia dell’amore di Dio, della sua fedeltà, della sua infinita Misericordia. Dobbiamo testimoniare questa gioia con la nostra vita quotidiana, abbeverandoci continuamente a essa.

Questa gioia è una conquista da perseguire e testimoniare fin dal mattino, al risveglio l’anima si deve aprire a Dio. Come al mattino il Sole sorge e illumina il creato, allo stesso modo noi dobbiamo lasciare che il sole di Dio illumini la nostra anima e la ricolmi di sé. È così che avviene la diffusione della gioia, per irradiazione. Come chi ha riposto in Dio la sua fiducia ha la speranza nel cuore; come chi vive in pace con Dio diffonde la pace agli altri, allo stesso modo diffonde la gioia chi ha trovato in Dio la sua gioia. È così, allora, che diventiamo persone affidabili, apostoli di Maria, uomini e donne su cui Lei può contare, una benedizione per le nostre famiglie, i nostri cari e nostri amici.

Se rispondiamo all’invito della Regina della pace a essere persone di speranza, di pace e di gioia possiamo diventare quei punti di riferimento per chi brancola cercando un senso alla propria vita e ha il cuore inquieto, vaga senza meta, non sa dove andare. Essere uomini di speranza, pace e gioia significa testimoniare con la propria vita quotidiana questi sentimenti e indirizzare gli altri a Cristo, fonte di speranza, pace e gioia. Essere operatori di speranza, di pace e di gioia significa essere amanti della vita in un mondo in cui manca la speranza, la gioia e la pace e abbonda il male di vivere, la degradazione di sé, l’odio dell’esistenza, l’autodistruzione per mezzo del peccato; tutto questo sfocia e degenera a livello sociale e globale.

La Madonna è qui a sollecitarci a tornare a Colui che è la speranza, la pace e la gioia. Con la grazia della fede cerchiamo di essere il lievito che fa fermentare questo povero mondo che è al collasso generale, come si può evincere da quello che ci accade intorno. L’umanità è perduta nella selva oscura, vaga senza meta, brancola nel pericolo di incappare in serpi e scorpioni velenosi. Il mondo è veramente sull’orlo dell’abisso. Chi ha risposto alla chiamata della Regina della pace sia una persona di speranza, di pace e di gioia affinché irradi l’amore di Dio al prossimo.

La Regina della pace è qui per sostenerci in questo impegno quotidiano che, se realizzato con impegno, riempie di gioia la nostra giornata. Quando riusciamo a fare qualcosa di bello in rapporto a Dio, sperimentiamo una gioia indescrivibile ben diversa da quelle terrene che si dissolvono come bolle di sapone. La gioia che viene da Dio è vera, duratura, autentica, piena.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sull’essere uomini di pace

Mai come in questi tempi il mondo ha bisogno di spiritualità, di preghiera, di pace. La Madonna ha detto che possiamo vivere un pezzetto di Paradiso già su questa Terra e ci ha indicato la strada per poterlo fare: mettere in pratica l’esortazione che Lei stessa ha fatto nell’apertura del Messaggio del 25 maggio 2025: «Cari figli, in questo tempo di grazia vi invito ad essere uomini di speranza, pace e gioia, affinché ogni uomo sia operatore di pace e amante della vita». È proprio questo il modo per far sì che la vita su questa Terra sia piacevole: essere persone di speranza, pace e gioia.

Durante la pandemia da Covid19 eravamo tutti ovviamente preoccupati per il virus che si stava diffondendo e per la sua pericolosità; la Madonna era, invece, preoccupata per un’altra epidemia dalla quale ci ha messo in guardia: l’odio con cui satana scardina i cuori. Il mondo sta andando degradandosi proprio perché gli uomini sono uno contro l’altro; satana inietta nei cuori quella superbia e quell’odio che sono i suoi stessi elementi costitutivi. L’odio è irrazionale, spietato, inspiegabile, talmente brutale e diffuso che è il mezzo con cui satana regna.  

La forza umana non basta per contenere il dilagare della stoltezza, della cattiveria, della violenza. Il rimedio a tutto questo dev’essere una reazione spirituale, è l’amore di Dio. Il rimedio sono i cuori che coltivano l’amore di Dio è del prossimo; la pace di cui parla la Madonna è quella che viene da Dio. Anziché lasciare che satana scardini i cuori, dobbiamo aprirci all’amore di Dio; tutte le altre soluzioni sono inutili, insufficienti. L’odio si argina solamente con l’amore. Il cambiamento avviene prettamente sul piano spirituale resistendo al veleno di satana e aprendoci all’amore di Dio.

Il male è dentro di noi, è un residuo del peccato originale; la tendenza al peccato si chiama concupiscenza. È un veleno che subdolamente trasforma il nostro cuore, ne fa una sentina di vizi di ogni genere. L’unico rimedio è l’amore di Dio, la preghiera, l’apertura del cuore, l’ascesi, la mortificazione; contrapporre all’odio l’amore, alla superbia l’umiltà, all’invidia la generosità. Questo è il combattimento spirituale senza il quale la società non cambia. Questa deriva sulla china del male fino ad arrivare sul fondo dell’inferno, deriva dal fatto che abbiamo preso la strada del male che allontana da Dio, che volta le spalle a Dio. È la strada che ha tracciato per primo l’angelo ribelle e che porta all’inferno già su questa Terra. È così, basta guardarsi intorno.

Di qui, il profondo significato dell’esortazione della Regina della pace che ci invita a «essere uomini di speranza, pace e gioia, affinché ogni uomo sia operatore di pace e amante della vita» (Messaggio del 25 maggio 2025). La Madonna, poi, ci invita a pregare lo Spirito Santo – che è l’amore di Dio – affinché entri nei nostri cuori e li trasformi, come dice la preghiera:

Lava ciò che è sordido,
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina.
Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
raddrizza ciò ch’è sviato.

Mettiamoci all’opera guardando a noi stessi e al modo in cui ci rapportiamo con gli altri. Ciascuno faccia i conti con se stesso, in casa propria, a partire da come si rapporta con i propri cari. Abbandoniamo la via del male, della superbia, dell’avarizia e apriamo il cuore al Dio invocando lo Spirito Santo affinché entri nei nostri cuori, li purifichi, li illumini e li renda fecondi di opere buone. Certamente questo cambiamento costa fatica ma è una fatica che genera gioia. La gioia nasce dall’amore di Dio che irrora il terreno del nostro cuore e da lì germogliano le virtù.

Quando, con la fatica del combattimento spirituale, tutto questo si realizza dentro di noi e ci accorgiamo che diventiamo più buoni; ne deriva che il nostro cuore è più contento. Diventando buoni e amabili, diventiamo un dono per il prossimo; non siamo più un nemico da temere, siamo un dono da desiderare. Trasformiamo noi stessi in doni che gli altri desiderano conoscere, avere accanto. Nel medesimo tempo, la nostra vita diventa sempre di più come una fonte d’acqua viva, sempre più feconda di opere buone.

Grazie a Dio, se il mondo ancora non è collassato è perché ci sono ancora persone buone, di pace, di coraggio, di testimonianza. Queste persone sono una benedizione per tutti. La pace incomincia a livello personale, nel proprio cuore e a livello proprio delle relazioni interpersonali, a partire dai legami familiari.

La pace incomincia nel proprio cuore e nelle relazioni che intessiamo quotidianamente. Dobbiamo, allora, lavorare sul cuore e far fiorire alcune virtù fondamentali che poi sono le fondamenta della vita familiare e sociale: il rispetto, il perdono, la compassione e la generosità.       
Il rispetto. Gli altri non sono cose, sono creature di Dio; anche se hanno deviato, con le nostre preghiere e la nostra testimonianza possono rinascere, convertirsi.

Il perdono. Quanto è difficile perdonare le offese, le ingiustizie subite. Anche per le persone che sono avanti nel cammino spirituale il perdono costa fatica e viene naturale la pretesa di umiliare gli altri, di avere ragione, di guardare gli altri con superiorità; questo modo di fare ci abbruttisce. Lo sguardo di chi guarda gli altri dall’alto in basso, abbassa proprio chi lo applica. Chi guarda gli altri con superiorità deturpa se stesso. Chi non perdona non è umile. Come Dio ci perdona, noi perdoniamo gli altri a prescindere dal fatto che vogliano non il nostro perdono. Il perdono è come una primavera che rinnova tutto.

La compassione. Dobbiamo imparare a compatire chi pecca, chi devia, chi è nel male. La compassione è balsamo sulle ferite. Lo sguardo di compassione deve sostituire lo sguardo altezzoso. Papa Francesco, in occasione della visita al carcere Regina Coeli ha raccontato di sentirsi come «graziato dal Signore». «Quando andavo a visitare i detenuti nel carcere di Buenos Aires uscendo mi chiedevo: Perché loro e non io? Pensare a questo mi fa bene: poiché le debolezze che abbiamo sono le stesse, perché lui è caduto e non sono caduto io? Per me questo è un mistero che mi fa pregare e mi fa avvicinare ai carcerati». È una riflessione di un’importanza straordinaria, se Dio non ci tenesse una mano sulla testa potremmo cadere da un momento all’altro.

La generosità. Siamo in una società in cui ciascuno guarda a se stesso. Dobbiamo imparare a ringraziare Dio se godiamo di buona salute, possiamo provvedere a mantenere la famiglia, se abbiamo dei buoni guadagni. Inoltre, sarebbe bello condividere con gli altri i propri beni materiali, le proprie doti e qualità. Per essere uomini e donne di pace dobbiamo essere generosi in maniera incondizionata. «Vi è più gioia nel dare che nel ricevere» dice Gesù nel libro degli Atti degli Apostoli (At 20,35), facciamo nostra questa frase. Dio ricolma di doni le persone generose.

Diamo una svolta a una società che moltiplichi gli uomini e le donne di pace perché questa è la via che porta a un tempo di pace per l’intera umanità. Vigiliamo quotidianamente alla porta del cuore perché non entrino i veleni dell’odio, della superbia e dell’invidia che il maligno vuole iniettare.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sull’essere uomini di speranza

Siamo in un mondo letteralmente sull’orlo della disperazione perché l’umanità ha rifiutato la salvezza che solamente Dio può dare. Essendo venuta meno la fede in Cristo, unico Signore e Salvatore, la gente si è ritrovata ad annaspare. L’umanità, avendo abbandonato Dio, si trova nella disperazione e si affida a idoli che non hanno la capacità di salvarci. Man mano che l’ateismo è diventato un modo di vivere, nella misura in cui Dio è stato rimosso, l’uomo ha perso la rotta, la speranza, la strada della Salvezza.

L’uomo è disperato. Questa è una situazione globale che diventa ancora più grave a causa dell’odio con cui satana ha scardinato i cuori e per mezzo del quale l’uomo diventa lupo all’uomo (homo homini lupus). Nei cuori divampa l’odio, nelle famiglie così come a livello mondiale. In questo contesto la Madonna ci invita a essere uomini di speranza, di pace e di gioia; non c’è altro modo per arginare il male se non opponendovi il bene.

Negli ultimi decenni c’è stata una progressione iperbolica al male. Nella visione atea della vita – che nega l’Aldilà e ogni riferimento trascendente a cui rivolgersi – l’uomo si è ripiegato su se stesso precipitando nella palude maleodorante del male e non sa più dove afferrarsi, non sa verso chi gridare e si dispera. Sembrano esagerazioni, ma è così. Questo è l’esito di quello che il Catechismo della Chiesa Cattolica chiama “impostura anticristica” che è una costante nella Storia della Salvezza, è la tentazione con la quale satana fa leva sull’orgoglio e cerca di spingere l’uomo a fare a meno di Dio e a provvedere da solo alla propria salvezza. Ne consegue che l’uomo si trova di fronte a una situazione esistenziale di vuoto e non sa più come rimanere a galla nella disperazione più totale.

Di qui la paura, la disperazione e quelle forme subdole di salvezza umana che salvezze non sono. Sono autoinganni, sono palliativi che illudono ma non salvano dalla sofferenza, dal male di vivere, dall’oppressione del peccato e dalla morte. Questa è una realtà che abbiamo davanti agli occhi e dentro di noi. Il male cresce nei cuori, non abbiamo più quelle fonti di grazia a cui attingere la forza, il coraggio per combattere, per vincere il male con il bene. Avendo perso Dio, viviamo in balìa del male che ci sbatte qua e là e ci divora dall’interno.

Questa è una realtà che è anche dentro di noi, nella misura in cui non preghiamo più, non attingiamo più alle fonti della verità e della grazia (la Parola di Dio e i Sacramenti), entriamo nel buio, nella morte spirituale, diventiamo cadaveri che camminano.

La disperazione è un connotato del nostro tempo. Basta leggere i giornali per capire che il male dilaga e nessuno sa cosa fare per fermarlo. Si arriva, poi, a soluzioni sempre più errate e ci si ritrova a combattere il male con il male; succede, allora, che si accelera la corsa verso l’autodistruzione. Questo accade a livello personale ma anche a livello sociale, globale. Il male dilaga.

La Regina della pace ha detto in due Messaggi che il male è mai stato così forte come lo è adesso: «La divisione è forte ed il male opera nell’uomo come mai finora» (Messaggio del 25 giugno 2022); «satana è forte e ogni giorno la sua forza è sempre più forte attraverso coloro che hanno scelto la morte e l’odio» (Messaggio del 25 aprile 2024). Mai come ora il male è stato così forte proprio perché l’umanità ha abbandonato Dio che è l’unica luce di Verità. Ci manca la fonte della vita e si va verso la morte. Siamo come rami staccati dall’albero, siamo secchi.

La potenza del male minaccia il mondo come mai prima, dilaga inesorabile. Le salvezze che vengono proposte sono illusorie. Si comprende, allora, l’esortazione della Madonna che continuamente ci dice di ritornare a Dio, non c’è altra possibilità di salvezza. Senza l’intervento di Dio non c’è speranza di salvezza eterna, non c’è futuro. È urgente che l’umanità e i singoli ritornino a Dio, al Dio vivente che si è rivelato in Gesù Cristo. L’unica possibilità di salvezza è il ritorno alla Croce.

In questo contesto di società anticristica, che propone salvezze umane che sono ingannatrici, Dio ha inviato la Madonna come Colei nella quale possiamo e dobbiamo sperare, confidare. La Regina della pace è l’inviata di Dio che ci mette in guardia dalla deriva infernale verso la quale stiamo precipitando e la Madonna è qui per allungarci la sua mano e metterci sotto il suo manto. Il ritorno a Dio di cui parla la Madonna è il rifugiarsi sotto il suo manto che protegge. La Madonna è la via che porta a Cristo, che è la Via che porta al Padre.

In questo modo si può comprendere la presenza della Madonna a Medjugorje per così tanto tempo. È la risposta di Dio alla situazione di perdizione in cui l’umanità sta tracollando. L’uomo moderno veramente non vuole Dio e va verso la perdizione. Dio ci ha inviato la salvezza nella quale possiamo e dobbiamo sperare, alla quale totalmente abbandonarci. Nel Messaggio del 25 maggio 2025 la Regina della pace ha detto: «Cari figli, in questo tempo di grazia vi invito ad essere uomini di speranza, pace e gioia, affinché ogni uomo sia operatore di pace e amante della vita. Pregate, figlioli, lo Spirito Santo affinché vi colmi con la forza del suo Santo Spirito del coraggio e dell’abbandono. Anche questo tempo sarà un dono per voi ed un cammino nella santità verso la vita eterna. lo sono con voi e vi amo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

La Madonna ci dice di pregare lo Spirito Santo perché ci dia il dono del coraggio e dell’abbandono, della fiducia totale in Dio. Questo sia il nostro impegno personale: mostrare come la nostra speranza in Cristo, in Maria Santissima che Dio ci ha inviato per condurci a Suo Figlio; vivere la salvezza cristiana; testimoniare la gioia e la pace della fede cristiana che è la speranza in Cristo Risorto. Dobbiamo mostrare agli altri che la nostra speranza non è vana, ma è in Cristo Salvatore e Redentore, unica Via, Verità e Vita. Dobbiamo testimoniare la presenza di Maria in mezzo a noi, che è qui per aiutarci, proteggerci e condurci a Suo Figlio.

Il nostro atteggiamento sia quello della speranza, della gioia, della pace. Noi che abbiamo aggrappato l’ancora di salvezza, diventiamo a nostra volta ancore di salvezza per gli altri. Questo è qualcosa di molto personale, che viviamo quotidianamente anche nei rapporti familiari. Dobbiamo essere la speranza viva per i nostri cari, per le nostre famiglie, i nostri amici. La salvezza cristiana ci riempie di gioia, di pace e di speranza che possiamo riversare sugli altri. In messo all’umanità che va verso la perdizione e le tenebre, dobbiamo essere lampade accese, fiaccole di speranza a cui attingere affinché i cuori, uno ad uno, si ricolmino di amore.

Radio Maria ha preso sul serio questo compito, fin dall’inizio del “mandato” che la Regina della pace ci ha dato nel gennaio 1987: «Fatevi annunciatori di conversione. Siate veri figli della Madonna e tutti i messaggi della Regina Pacis testimoniate con amore». La Madonna ci ha donato questa Radio, attraverso la quale Lei stessa ci dà i Messaggi e ci chiama alla preghiera. Attraverso questa Radio noi siamo la testimonianza viva che Maria è la speranza nostra. La Madonna non ci delude, è qui per salvarci, per indicarci la via d’uscita dalla situazione drammatica nella quale ci troviamo e in cui è altissimo il rischio della perdizione eterna. Alziamo lo sguardo verso il Cielo e lasciamo che la Madonna ci prenda per mano e ci conduca a Suo Figlio Gesù, unico Salvatore e Redentore del mondo. Non aspettiamo che sia troppo tardi, corriamo al riparo sotto il manto di Maria e testimoniamo la salvezza che abbiamo trovato.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla presenza della Madonna a Medjugorje

Per quelli che credono, Medjugorje è veramente un evento di grazia inestimabile. Medjugorje è una continuazione di Fatima e la sua unicità è quella di essere un’apparizione che ha un carattere storico; le altre apparizioni sono di carattere devozionale e hanno come obiettivo l’incremento della vita cristiana e il rinnovamento spirituale della Chiesa. Di fatto, tutta la realtà cattolica è costellata di santuari mariani, ovunque.

Per quanto riguarda il progetto mariano da Fatima a Medjugorje, non si tratta solamente di un’apparizione devozionale che ha come scopo l’incremento della vita cristiana, si tratta di un intervento di Dio nella Storia, di un evento condizionante la Storia della Salvezza; è un intervento straordinario di Dio che ha dei precedenti fin dalla Creazione. Si tratta di un evento anche previsto dalla Sacra Scrittura che, come sappiamo, ha lo sfondo degli ultimi tempi con due grandi combattimenti spirituali, intervallati da un tempo di pace per l’umanità, seguiti dalla venuta di Cristo nella gloria. Dopo il secondo combattimento spirituale Cristo verrà nella gloria e scaraventerà satana e tutti i suoi adepti nello stagno di fuoco e di zolfo, per l’eternità.

Medjugorje non è un’apparizione come tutte le altre, è una profezia che si realizza. Questo è molto importante perché, essendo una profezia, possiamo vederne la realizzazione. In tutti questi anni di apparizioni, infatti, abbiamo visto la realizzazione del suo piano, nel crollo dell’URSS, ad esempio, o ancora nel Pontificato di San Giovanni Paolo II.

La Madonna realizza la sua profezia con la Chiesa e all’interno della Chiesa stessa. Mai era successo che Maria scegliesse una Parrocchia come strumento per la realizzazione di questa profezia. Chi legge i Messaggi della Madonna con fede, può scorgere in maniera evidente la realizzazione del piano di Maria negli eventi storici che accadono. Per tutti quelli che con spirito aperto si sono avvicinati a Medjugorje, non hanno dubbi sulla presenza della Madonna e sulle sue apparizioni. La Madonna appare ancora quotidianamente a tre dei sei veggenti: Vicka, Marija e Ivan. Gli altri tre, Jakov, Mirijana e Ivanka, hanno l’apparizione annuale. Il fatto che la Madonna appare è evidente per gli abitanti di Medjugorje, non ci sono dubbi, è una certezza proprio perché conoscono i veggenti da sempre e li hanno seguiti per tutti questi anni.

La popolazione di Medjugorje ha ricevuto la grazia speciale di credere alle apparizioni della Madonna fin dai primi tempi; è una grazia speciale che la parrocchia di Medjugorje sia stata sempre fedele al mandato della testimonianza della presenza di Maria. Nel 1991 aleggiava subdolo il pericolo di una guerra mondiale con la caduta dell’Unione sovietica; il 25 gennaio di quell’anno la Gospa fece un appello angosciato e allarmante: «Cari figli, oggi, come mai prima, vi invito alla preghiera. Che la vostra preghiera sia preghiera per la pace. Satana è forte e desidera distruggere non soltanto la vostra vita umana, ma anche la natura e il pianeta sul quale vivete. Perciò, cari figli, pregate per poter essere protetti attraverso la preghiera con la benedizione della pace di Dio. Dio mi ha mandato tra voi per aiutarvi. Se volete, afferrate il Rosario; già il solo Rosario può fare miracoli nel mondo e nella vostra vita. Io vi benedico e rimango con voi finché Dio lo vuole. Grazie perché voi non tradirete la mia presenza qui. Grazie perché la vostra risposta serve al bene e alla pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata». La Madonna era preoccupata perché satana era deciso a prevalere, ma si è detta certa della fedeltà dei parrocchiani di Medjugorje che non avrebbero tradito la sua presenza lì. La parrocchia non ha mai tradito la presenza della Madonna a Medjugorje.

Altrove non è stato così. A Fatima, ad esempio, la parrocchia e il parroco stesso non hanno creduto alla presenza di Maria; la stessa mamma di Lucia non credeva alle apparizioni tanto che ha tentato di impedire alla figlia di rispondere alla chiamata dell’ultima apparizione, quando ci fu la manifestazione del sole che girava. Solamente a Medjugorje, allora, c’è questa grazia speciale che tutto il paese crede e porta avanti la testimonianza con fedeltà da così tanti anni.

In alcuni Messaggi particolari la Madonna ha messo in guardia i parrocchiani da un pericolo che minaccia anche la Chiesa, il modernismo. La Regina della pace lo ha nominato per tre volte apertamente collegandolo direttamente e satana:

«Cari figli, Dio vi ha dato la grazia di vivere e proteggere tutto il bene che è in voi ed attorno a voi e di esortare gli altri ad essere migliori e più santi, ma satana non dorme e attraverso il modernismo vi devia e vi guida sulla sua via. Perciò figlioli, nell’amore verso il mio cuore Immacolato amate Dio sopra ogni cosa e vivete i suoi comandamenti. Così la vostra vita avrà senso e la pace regnerà sulla terra. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» (25 maggio 2010).

«Cari figli! Anche oggi l’Altissimo mi ha permesso di essere con voi e di guidarvi sul cammino della conversione. Molti cuori si sono chiusi alla grazia e non vogliono dare ascolto alla mia chiamata. Voi figlioli, pregate e lottate contro le tentazioni e contro tutti i piani malvagi che satana vi offre tramite il modernismo. Siate forti nella preghiera e con la croce tra le mani pregate perché il male non vi usi e non vinca in voi. Io sono con voi e prego per voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» (25 marzo 2015).

«Cari figli! Vi invito alla preghiera forte. Il modernismo vuole entrare nei vostri pensieri e rubarvi la gioia della preghiera e dell’incontro con Gesù. Perciò, cari figlioli miei, rinnovate la preghiera nelle vostre famiglie, affinché il mio cuore materno sia gioioso come nei primi giorni quando vi ho scelti e la risposta era la preghiera giorno e notte ed il cielo non taceva ma ha donato in abbondanza a questo luogo grazie, pace e benedizione. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» (25 settembre 2023).

Il Santo Padre Pio X cercò di bloccare con tutte le sue forze il modernismo che si era insidiato nella Chiesa, anche col seguito di vescovi e sacerdoti. Questa battaglia durò tanti anni, si protrasse anche dopo la guerra, quando il modernismo è dilagato nella Chiesa, tanto da meritare quei Messaggi tremendi della Regina della pace.

Il modernismo è sempre in agguato anche a Medjugorje, lo ha detto la Madonna proprio nel Messaggio del 25 settembre 2023 richiamando la popolazione al fervore delle origini. Il modernismo è una zizzania che ha preso molti cuori e li ha resi sterili (Messaggio del 25 febbraio 2024). Il modernismo è una minaccia nel quadro di questa epopea mariana (l’ultima) che stiamo vivendo; opera sottilmente e in un modo devastante all’interno della Chiesa. San Giovanni Paolo II ha parlato di un’apostasia silenziosa, l’abbandono silenzioso e di massa della fede. Effettivamente le chiese sono vuote, soprattutto in Europa. La gente non crede più, non partecipa più alla Santa Messa, non riceve i Sacramenti e non chiede il Battesimo per i bambini, le coppie non si sposano più in chiesa, tanti muoiono senza viatico e nessuno prega. La gente vive come se Dio non ci fosse.

L’effetto di tutto questo è che satana miete le anime. Il virus modernista esclude il soprannaturale, opera nella Chiesa e l’ha svuotata, soprattutto in Occidente. La Chiesa è stata privata del suo compito primario che è quello di salvare le anime e portarle a Cristo. Il virus del modernismo ha operato anche nella devozione mariana e si è visto con chiarezza; uno degli effetti è proprio la negazione delle apparizioni mariane, la cancellazione per mezzo del disprezzo nei confronti di chi crede. Questo è l’attacco più grave, più insidioso all’epopea mariana dei nostri tempi perché, sminuendola la cancella. Satana, attraverso il modernismo, ha portato a una negazione delle apparizioni a Medjugorje fin dalle origini, da parte di due vescovi locali. Successivamente c’è stato un atteggiamento estremamente cauto, fino a ipotizzare – con la Relazione Ruini – che le uniche vere apparizioni di Medjugorje fossero unicamente quelle dei primissimi giorni. Le altre non sono state negate apertamente, ma sono stati insinuati dei dubbi. Questo ha creato un effetto devastante sulla Chiesa; da allora, infatti, i pellegrinaggi a Medjugorje sono diminuiti.

Questa mentalità è andata via via imponendosi, tanto che la Madonna ha preso in mano la situazione e ha scosso fortemente la popolazione di Medjugorje con il Messaggio del 25 settembre 2023 e riprendendo l’argomento pochi mesi dopo, il 25 febbraio 2024, quando ha parlato della zizzania. Il pericolo che incombe su Medjugorje, e che viene dal diavolo, è ridurlo a un santuario devozionale dove forse è apparsa la Madonna tanto tempo fa.

Il modernismo è un mezzo tremendo con cui satana vuole distruggere Medjugorje perché cancella il futuro, le profezie, i Segreti. Satana distoglie lo sguardo della gente dal futuro, dal momento in cui la Madonna scenderà in campo per realizzare il progetto di Suo Figlio. Il virus modernista che si sta diffondendo non ha alcun fondamento nella realtà; è una costruzione mentale tipica del diavolo, menzognero fin dal principio.

La logica, invece, ci dice che la Madonna veramente appare. È la logica della fede, ma anche della ragione. Il virus modernista è una bolla di sapone, è una pagliacciata, è una posizione indegna della ragione prima ancora che della fede. A Medjugorje, tuttavia, ci sono tanti abitanti che sono testimoni fin dalle origini e che credono fermamente che la Madonna appare.

Bisogna scardinare le teorie illogiche secondo le quali a Medjugorje c’è una grazia ma non si può parlare di apparizioni. È logico chiedersi da dove viene questa grazia. Perché una moltitudine enorme di persone è andata a Medjugorje dal 24 giugno 1981? Con un calcolo sommario potremmo dire che in tutti questi anni ci sono stati circa ottantotto milioni di pellegrini. Aggiungo che i primi tempi era difficile raggiungere Medjugorje, le strade erano impervie, dall’Italia ci volevano due giorni di auto. Se facessimo un sondaggio quasi tutti risponderebbero che sono andate a Medjugorje perché lì appare la Madonna. Questa è la logica più elementare. Questo significa confrontarsi con la realtà, parlare concretamente. La Madonna stessa ha detto che ai pellegrini di Medjugorje concede grazie speciali: «Cari figli, oggi vi ringrazio per la vostra presenza in questo luogo nel quale vi offro grazie speciali» (Messaggio del 25 marzo 1987).

Le persone sono andate e continuano ad andare a Medjugorje perché lì c’è la Madonna. È una verità lapalissiana. Le persone si convertono a Medjugorje perché lì incontrano la Madonna, ne sperimentano la presenza. La Madonna è il rifugio dei peccatori, è la consolatrice degli afflitti. Ma Medjugorje si va non perché c’è una grazia, ma perché lì c’è la Madonna che appare. Le persone a Medjugorje si convertono perché la Madonna fa sentire la sua presenza.

La gente ascolta, mette in pratica e diffonde i Messaggi perché li invia la Madonna. La Regina della pace parla come una Madre piena di amore, si rivolge ai suoi figli con tenerezza di Madre. «Sono vostra Madre e vi amo» ha detto più volte abbracciando con amore immenso tutti i suoi figli. I  milioni di pellegrini che sono andati a Medjugorje hanno affrontato quel viaggio perché lì c’è la Madonna, si sono convertiti perché lì hanno incontrato la Madonna; leggono i suoi Messaggi e si lasciano guidare da essi perché arrivano dalla Madonna. Se i Messaggi arrivassero dai veggenti io stesso nemmeno li prenderei in considerazione!

Si pone il problema del perché nel Nulla Osta la Chiesa non si sia pronunciata sulle apparizioni. Ovviamente la Chiesa ha i suoi motivi e lungi da me criticarla. Da parte mia c’è sempre stato e sempre ci sarà rispetto nei confronti della Chiesa. Sicuramente ci sono motivi seri e non oso entrare nel merito o sollevare critiche anche perché la Madonna ha rimandato alla manifestazione del segno sulla montagna (terzo Segreto) la presa di posizione ufficiale della Chiesa sulle apparizioni di Medjugorje. Fino ad allora restiamo in attesa.

Personalmente e razionalmente parlando non ho alcun dubbio circa le apparizioni. La Chiesa ha senz’altro le sue buone ragioni che rispettiamo. Per quanto riguarda Fatima, la Chiesa è stata prudente nel rivelare i Segreti proprio per non avvantaggiare il comunismo, come disse Papa Wojtyla a Fulda nel 1980. I Segreti di Medjugorje sono collegati a quelli di Fatima e la Chiesa, in parte, già conosce gli eventi che ci attendono. I Segreti sono legati alle azioni dei potentati umani e quindi la Chiesa deve muoversi con estrema cautela; si pronuncerà nel momento opportuno con le parole giuste e inequivocabili.

La Chiesa ha un atteggiamento prudenziale, cauto e deve essere rispettato. Detto questo non dobbiamo discostarci dal fatto che la Madonna a Medjugorje appare veramente, la sua lunga presenza apre il cuore di chi crede. La Regina della pace ha bisogno di essere accolta, ha bisogno di essere creduta, ha bisogno di essere seguita perché la sua battaglia sarà con la Chiesa e per la Chiesa.

Il fatto che la Chiesa darà la sua approvazione in occasione del terzo Segreto non deve farci rimandare la nostra adesione al piano della Madonna ma dobbiamo farlo per noi, per la salvezza della nostra anima.

Quelle di Medjugorje sono le ultime apparizioni della Madonna sulla Terra e ciascuno di noi è chiamato a partecipare. Solamente un piccolo numero la segue e ha capito la portata di queste apparizioni. La Madonna è qui per salvarci. Se la grazia dello Spirito Santo bussa al nostro cuore non esitiamo ad aprire. Non rimandiamo la conversione, potrebbe essere troppo tardi.           
Il compito della Regina della pace è di condurci a suo Figlio: ad Jesum per Mariam!

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