"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sull’affidabilità di chi resiste nella prova

Cari amici, le prove sono importanti per temprarsi nel combattimento della vita. Ci sono alcuni giovani che nel tempo della loro formazione, sono orientati all’apprendimento di carattere intellettuale e del corpo. I ragazzi di oggi, sono esperti dei social ma carenti nella cultura storica. Sono fragili dal punto di vista psicologico perché manca un aspetto dell’educazione fondamentale. La tradizione cristiana e i grandi classici su cui è formata la cultura europea hanno sviluppato una paideia, cioè un’educazione che non si limita all’intelletto, alle conoscenze, all’efficienza e all’adattabilità come fossimo macchine. Perché per essere completa, la formazione deve anche essere a livello morale e spirituale. Il Cristianesimo l’ha fatto fruttare attraverso il Vangelo con una formazione che significa morire all’egoismo al mondo per realizzare se stessi come creature e persone nuove.

Ai ragazzi manca l’educazione alla pratica delle virtù che inserite nell’ambito della fede e della morale cristiana sono la prudenza, la giustizia, la fortezza e la temperanza. Queste sono le virtù cardine della vita, senza le quali le persone rischiano di essere delle macchine che sono fragili e non sanno affrontare i grandi problemi e crisi dell’esistenza. Per questo è importante ricoprire questa lacuna e ritornare alle fondamenta classiche dell’istruzione. La vita sulla Terra è una battaglia, un combattimento spirituale che richiede applicazione quotidiana, in una vita che non è alla ricerca di emozioni e felicità illusorie, ma una traversata dell’oceano con una barca molto fragile.

L’addestramento per affrontare questo tragitto è intellettuale, morale e spirituale, basato sulla pratica delle virtù e la mortificazione dei vizi. Le culture antiche tipiche del mondo europeo e asiatico, nel loro itinerario di formazione mettono la pratica delle virtù insieme quella della conoscenza. In tal modo, una persona sarà in grado di gestire e guidare se stessa nelle prove e nei momenti che richiedono coraggio. La generosità, l’audacia, la resistenza non si possono improvvisare. Gli educatori devono contemplare questo aspetto per preparare i figli e insegnare le virtù fondamentali con tutte le loro derivazioni.

Dobbiamo fare dei nostri giovani, delle persone in grado di dominare se stessi, di mortificarsi, guidarsi, affrontare le prove, le fragilità esistenziali, affinché siano persone affidabili. Non basta avere un diploma, essere capaci di usare i mass media o essere veloci come dei computer. Le macchine non saranno mai riflessive come un essere umano, non sapranno esercitare la giustizia, compiere tutto ciò che di bello e buono l’uomo può produrre spiritualmente. Dobbiamo far crescere questa differenza, cioè la moralità, la forza interiore e lo splendore delle virtù.

Tuttavia, ci vuole una motivazione spirituale superiore che tiene insieme tutto. Alla vita bisogna dare un senso che vada al di là delle cose che vediamo e dei traguardi che possiamo calcolare. La vita è un orientamento a Dio e una Sua Creazione. La formazione morale deve essere completata da un’apertura all’Assoluto che per i cristiani è la grazia della fede in Dio Creatore, che è Amore, l’Onnipotente, giusto e il fine della vita.

Non possiamo paragonare l’essere umano, creatura di Dio, a una macchina che non è responsabile, non è capace di comunicare, ragionare e riflettere. Dobbiamo far crescere tutto ciò che fa grande l’uomo, ovvero le sue virtù morali che a loro volta devono essere motivate dalla fede in Dio. Egli è la motivazione di fondo per essere nella vita persone positive, giuste, fedeli e affidabili.

Le persone affidabili sono poche perché non c’è la formazione adeguata a riguardo. Possiamo notarlo nelle persone con grandi responsabilità ma viziose che mettono in pericolo il mondo. È questo il punto su cui dobbiamo riflettere, dobbiamo rispolverare l’idea antica della formazione cristiana e i suoi maestri. Non basta l’efficienza nel risolvere le questioni pratiche, ma ci vuole anche l’intelligenza, la prudenza, la generosità, l’onestà, l’irreprensibilità, il dominio di se stessi. Il destino dei popoli è in mano a persone che possono essere intelligenti, ma non sappiamo quanto affidabili.

Dobbiamo ricostruire noi stessi, la Madonna ci invita a far sì che il bene prevalga e si diffonda nel mondo di uomini e non di macchine. Un mondo vivibile e non un inferno anticipato.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla presenza di Maria che scaccia la paura

Cari amici, il panorama attuale di guerra globale e bombe atomiche non si era mai visto nella storia del mondo. Nel dopoguerra, le comunicazioni ufficiali seguivano un determinato galateo e un linguaggio moderato. Dal 24 febbraio 2022, invece, il mondo è stato apertamente minacciato di armi atomiche e di sterminio. Il giorno dopo la Regina della pace ha chiamato l’autore di questa azione “satana”: «Sono con voi e preghiamo insieme. Figlioli, aiutatemi con la preghiera affinché satana non prevalga. Il suo potere di morte, odio e paura ha visitato la Terra» (Messaggio del 25 febbraio 2022).

Per questo motivo, la Madonna ci ha sempre messo in guardia sull’obiettivo di satana che è quello di paralizzare con la paura gli uomini. Una paura che riguarda il futuro e quello che accadrà. Quando Gesù ha descritto la fine del mondo, ha parlato di uomini che tremeranno per quello che avverrà e questa paura toccherà i non credenti. Mentre la Gospa rassicura chi crede dicendo: «il diavolo vuole l’inquietudine e la guerra, vuole riempire il vostro cuore di paura per il futuro, ma il futuro è di Dio» (Messaggio del 25 marzo 2021). Quella di satana non è una vera forza: «Pregate, affinché Satana non vi attiri con il suo orgoglio e con la sua falsa forza» (Messaggio del 25 novembre 1987).

Nella storia umana ci sono stati diversi imperi, come quello cinese, arabo, turco. Erano imperi che parlavano e commerciavano con altri e nessuno si è eretto a padrone del mondo ed invece è quello che sta succedendo nei nostri tempi.

Noi credenti non abbiamo paura di quello che fa il diavolo nonostante la Madonna ci ricordi numerose volte l’obbiettivo di satana: «Satana vuole la guerra e l’odio» (25 settembre 2001) «Satana vuole la guerra, vuole l’assenza della pace» (25 marzo 1993) «satana vuole la guerra e l’odio» (25 giugno 2019) «satana vuole la guerra e l’inquietudine» (25 settembre 2022) «perché satana vuole la guerra e l’odio nei cuori e nelle nazioni» (25 gennaio 2023) «Satana vuole la guerra» (Messaggio a Ivan 17 novembre 2011).

Attraverso le voci dei sedicenti onnipotenti satana ha voluto mettersi al posto di Dio, atteggiarsi a dominatore del mondo che ha in mano le sorti dell’umanità e del futuro. La Regina della pace invece l’ha disarmato dicendo che il futuro è di Dio. Nella luce della fede vediamo che il potere del male – per quanto satana lo possa gonfiare all’infinito e a dismisura – in realtà esplode come una bolla di sapone e crolla. È quello che sta accadendo adesso con la presenza della Madonna, che intesse il suo piano di pace da Fatima a Medjugorje ormai da più di un secolo, e che sta facendo sgretolare il delirio di Onnipotenza del demonio. La stessa Mirjana disse che con il primo Segreto satana incomincerà a perdere la sua falsa forza.

Vi esorto a prendere consapevolezza della presenza della Madonna, che blocca, studia e svela i piani del demonio, dandoci l’occasione di poterlo affrontare con il Rosario in mano e vincerlo. Non dobbiamo farci prendere dalla paura esistenziale di chi crede di essere Onnipotente ma che di fronte al male che avanza e li travolge non sanno a chi rivolgersi. I loro dèi hanno mani e non palpano, hanno orecchi e non sentono, hanno occhi e non vedono.

Dobbiamo rafforzare la nostra fede in Gesù Cristo, Figlio di Dio, Redentore del mondo, Signore della Storia. Celebriamo la festa di Cristo Re, che è qualcosa di straordinario, con Maria Regina al suo fianco a dire che il potere è di Dio: “Tuo è il Regno, Tuo è la potenza, Tua è la gloria nei secoli”.

Non possiamo avere paura del demonio perché siamo rivestiti della potenza di Cristo e della fede, consapevoli della presenza di Maria. Lei è qui come Regina della pace per vincere, per combattere con noi, per distruggere il mondo nuovo senza Dio, per deporre i potenti dai troni, per innalzare gli umili.

Preghiamo per coloro che minacciano il nostro mondo e per la loro conversione, se abbiamo tanta misericordia da poterlo fare. Quello di cui dobbiamo essere consapevoli è che la Madonna ha già accertato una vittoria strepitosa: il Suo cuore Immacolato trionferà e il popolo russo si convertirà.

Non abbiate paura, ma siate nella pace, nella gioia, nella certezza della vittoria, nell’esultanza per la presenza di Maria, che è qui come Regina a chiedere la nostra conversione, adesione, testimonianza, fedeltà e amore. «Se siete miei, vincerete» (Messaggio del 25 luglio 2019). La presenza della Madonna nella quale crediamo è quella che scaccia la paura del futuro e dei potenti, che sotto il tacco della Donna sono polvere.

Dobbiamo essere consapevoli di essere una schiera numerosa di umili, di piccoli e fervorosi che il mondo non conosce, ma la Madonna sa che siamo pronti a combattere.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sull’importanza di vivere in grazia di Dio

Cari amici, l’importanza di vivere in grazia di Dio è una tematica di cui si parla poco. Un Sacramento importante come quello della confessione è andato in crisi perché la gente si rassegna a vivere nel peccato, spesso mortale. Vivere nel peccato, tuttavia, è una situazione esistenziale molto pericolosa perché siamo come quegli alberi secchi che non producono frutto oppure come tralci che staccati dalla vite diventano buoni solo per essere bruciati.

Uno dei requisiti fondamentali della vita cristiana è quello di vivere in grazia di Dio. Per raggiungerlo, quando si pecca gravemente, dobbiamo attingere al Sacramento di grazia e Misericordia della Confessione. La Madonna ha fatto rinverdire questo Sacramento proprio a Medjugorje, affinché fosse quella fonte di guarigione spirituale necessaria per tutti i cristiani perseveranti nel cammino di santità, in modo tale che non cadano nelle insidie del demonio e nel peccato mortale.

Vi è una nota teologica, messa in evidenza da San Tommaso D’Aquino, secondo cui quando una persona è in stato di peccato mortale non produce frutti di vita eterna e tutto il bene che compie ha un inquinamento di fondo che non è orientato a Dio. Il Padre celeste può tenerne conto per dare la grazia della conversione, ma quello che si compie in uno stato di peccato mortale non fa parte di quei meriti sui quali saremo giudicati nel giorno del giudizio.

Gesù nella Parabola del tralcio e della vite dice che quando il tralcio non è attaccato alla vite, non produce frutto e diventa secco, esattamente come un’anima che si trova in uno stato di peccato mortale. Tutto quello che facciamo non ha un valore per la vita eterna ma può averlo per la nostra conversione, come dice la teologia classica.

Quanto sia importante essere in grazia di Dio ce lo dimostra anche la Parabola dell’invito al banchetto di nozze del re. Invita tutti ad entrare purché indossino un abito nuziale. Ma c’è un uomo che non ha un vestito adatto, allora il re lo chiama e lo caccia dalla festa, là dove c’è pianto e stridore di denti.

Impostare la vita in grazia di Dio e camminare su questa strada è una tematica classica nella letteratura spirituale. Qualora ci fossero dei peccati gravi possiamo attingere alla grande grazia del Sacramento della Confessione con il quale possiamo rialzarci e rimetterci in cammino. Le deviazioni diventano un percorso ampio e invitante sul quale molti camminano per poi cadere nella perdizione. Con la Confessione e il pentimento si cambia strada che diventa lunga, stretta, erta e faticosa, ma in grazia di Dio.

Come ha detto Gesù, nessuno può prolungare la propria vita, non disponiamo del tempo della nostra vita. Solo il Padre celeste decide quanto possiamo rimanere su questa Terra. La morte è una falce che non guarda in faccia a nessuno, può taglia i fiori appassiti ma anche quelli vigorosi e appena spuntati. Per questo motivo è importante essere in grazia di Dio sempre. San Domenico Savio disse: “La morte ma non il peccato”, come molti altri Santi ci esorta a vivere nella grazia divina. La sapienza dei nostri padri, invece, ci insegna a pregare il Signore affinché ci preservi dalla morte improvvisa.

È una prospettiva reale che ci ha anticipato la Madonna a Fatima, ribadita a Medjugorje e approfondita da diversi studi. San Giovanni Paolo II a Fulda riportò la visione di Suor Lucia, la quale disse che ci aspetta un futuro dove essere in grazia di Dio, diventa un’esigenza di primaria grandezza, una priorità, un obiettivo assoluto. Quello che accadrà non è nelle nostre mani e se le anime non saranno pronte non possiamo sapere cosa succederà loro.

Dobbiamo essere consapevoli che la salvezza eterna dell’anima è una priorità così importante che in ogni istante della nostra vita dobbiamo chiederci se siamo in unione con Cristo, se siamo tralci uniti alla vite e se la Santissima Trinità è in noi. Gesù disse: “Come il Padre è in me e Io sono in Lui, anche voi siate in Noi”, dobbiamo essere il tempio della Santissima Trinità, membra vive del Corpo mistico di Cristo, ricolmi della grazia dello Spirito Santo.

In questa prospettiva non abbiamo più paura di nulla perché l’importante è morire in grazia di Dio. Più siamo impegnati sulla strada per un cuore puro, di un’intima unione, affettiva e di amore sopra ogni cosa con Gesù, meno temiamo la morte che diverrà un abbraccio con Cristo. Con la purificazione, il pentimento e il perfezionamento della nostra carità e del nostro amore per Dio e per il prossimo, la morte diventa il nostro ingresso in Paradiso.

La Regina della pace a proposito del purgatorio disse: «La maggior parte degli uomini, quando muore, va in purgatorio. Un numero pure molto grande va all’inferno. Soltanto un piccolo numero di anime va direttamente in paradiso. Vi conviene rinunciare a tutto pur di essere portati direttamente in paradiso al momento della vostra morte» (Messaggio del 2 novembre 1983).

Dobbiamo riscoprire tutti quei Sacramenti che abbiamo abbandonato come quello della Confessione, della Santa Comunione, l’Eucarestia. Per prepararci in modo adeguato e preciso al momento in cui la nostra anima lascerà il nostro corpo, dobbiamo purificarla e renderla splendente, affinché sentiamo: “Venite da me benedetti nel Regno del Padre Mio”.

Viviamo in un mondo che ha perso la consapevolezza del peccato grave, staccato da Dio: «Il peccato del mondo è quello di non interessarsi a Dio» (Messaggio del 25 febbraio 1984). Il pericolo di questo stile di vita è che nell’eternità non potremo più riavvicinarci a Dio perché saremo persi eternamente.

Il mondo moderno vieta di parlare di Dio, altrimenti si viene derisi e disprezzati. Questo ha come conseguenza il mantenere il silenzio anche sul tema del peccato per il quale vengono usate deviazioni a giustificare dei delitti veri e propri, come l’aborto che diventa un diritto e l’adulterio che diventa un bene per il matrimonio.

In questo mondo è facile perdere il senso del peccato, del bene e del male. Quando si vive nel peccato non si conosce il pentimento, si vive in questa palude che finisce per assorbirci e inghiottirci. È una prospettica esistenziale paurosa, perché quello che conta non è il nostro essere nel tempo ma nell’eternità. Nell’eternità saremo esattamente quello che abbiamo costruito nel tempo. Se costruiamo una vita senza Dio non avremo amore, gioia, pace e felicità.

Non facciamoci intrappolare nella palude del male e del peccato, speriamo in cose più grandi che sono quelle che vengono dal cuore di Gesù e di Maria.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sul cuore capace di Dio

Cari amici, per ogni uomo è possibile raggiungere Dio in ogni parte del mondo, anche senza la grazia del Battesimo e della fede. La capacità di Dio di parlare al cuore di ogni uomo è una Verità cattolica legata alla Divina Rivelazione. Creando nell’uomo un’anima spirituale immortale, l’ha reso capace di sé, ovvero capace di parlare e ascoltare la voce divina. Non è necessario che la persona sia cristiana, infatti, è possibile che una persona che non ha mai conosciuto la Divina Rivelazione, possa avere una rivelazione naturale nel suo cuore attraverso la voce di Dio e della coscienza. Come dice Gesù: “A chi è stato dato poco, sarà chiesto poco, a chi è stato dato molto, verrà chiesto molto”.

Dobbiamo sempre avere un atteggiamento di grande speranza riguardo le persone umane. Il messaggio cristiano fondamentale è che ogni uomo è figlio di Dio prima ancora del Battesimo. Questo Sacramento dona una grazia soprannaturale che è la Divina Figliolanza, un’intima unione con Cristo. A livello della Creazione, quindi della dignità dell’anima spirituale e immortale, ogni uomo viene creato da Dio, quindi, è Figlio di Dio.

Con l’esclamazione: “Cari figli”, la Madonna si rivolge a tutti coloro che sono figli in modo soprannaturale – perché hanno avuto la grazia della fede – ma anche a tutti coloro che pur non avendo avuto la fede, hanno la grazia dello Spirito Santo. Come sappiamo, lo Spirito Santo è il primo missionario, colui che porta la buona novella nel cuore degli uomini a prescindere dal fatto che si siano incontrati con la predicazione della Chiesa.

Tutto questo ci fa capire che ogni uomo dentro di sé ha a che fare con Dio. Come ha detto la Regina della pace: «Dio regnerà nei cuori di tutti gli uomini» (Messaggio del 25 agosto 1989). Non c’è nessun uomo che non abbia a che fare con Dio, con la Sua voce, con l’eco nell’anima dei suoi Comandamenti. Essi sono descritti da Mosè nelle Tavole della Legge, nella Sacra Scrittura e nell’insegnamento della Chiesa, ma sono anche descritti nell’anima umana. Dentro di noi sappiamo che non dobbiamo uccidere, non dobbiamo rubare e molto altro. Sono i principi della santità divina che sono impressi nel nostro essere.

La ricchezza dell’uomo è proprio quella di avere una connessione diretta con il Creatore. Nella Sacra Scrittura si incontrano diversi personaggi che sono posti al di fuori della Storia della salvezza, eppure grazie alla rivelazione naturale nella quale risplende la luce del Verbo, ascoltano e rispondono alla chiamata divina. Anche la madonna lo conferma: «Ogni persona adulta è in grado di conoscere Dio» (Messaggio del 3 febbraio 1984).

Questo colloquio, questa conversazione divina, avviene in quella parte dell’anima che Dio si è riservato per sé. I grandi mistici del Medioevo e del Rinascimento l’hanno descritto come “fondo dell’anima”, altri parlano di “punta dell’anima”, Maria non localizza specificatamente ma parla di “parte dell’anima”, attraverso il quale il Signore parla, chiama, rimprovera, esorta e perdona ogni uomo.

È un discernimento della Chiesa sull’anima umana capace di Dio, orientata a Lui. Questo porta alla conclusione che ognuno è in grado di conoscere e amare Dio: «L’uomo è capace di conoscere l’esistenza di Dio» (Messaggio del 25 febbraio 1984). Se non si conosce viene imputato come colpa, che la Regina della pace chiama “il peccato del mondo”. Esso chiama in causa il disinteresse collettivo dell’umanità nei confronti di Dio: «Il peccato del mondo è quello di non interessarsi a Dio» (Messaggio del 25 febbraio 1984). Nei nostri tempi, invece di un disinteresse, tuttavia, si potrebbe parlare di un’occupazione del posto di Dio. La Gospa ha coniato una parola nuova per contrastare questo disinteressamento: «Cercatori di Dio» (Messaggio del 25 settembre 2022).

Il Padre celeste è sempre presente nell’intimo di ognuno, rimproverando chi fa il male, ma anche chiamando al perdono, al cambiamento di vita e alla conversione. Gli atei riescono a convertirsi perché Dio li raggiunge attraverso la voce della Chiesa e della coscienza nel loro cuore.

Essere atei è uno stato pericoloso nel quale si trova l’anima. Chi crede ha ascoltato la voce di Dio, chi non crede l’ha ignorata, di fronte al giudizio finale non vi è parità. Non vi sono scusanti per l’ateismo di massa che si sparge nel mondo di oggi, perché Dio parla a tutti gli uomini e chi non ascolta deve renderne conto a Lui. Se siamo troppo attaccati al mondo, il Padre celeste ce lo fa capire con gli strumenti che ha in mano, che possono essere molto dolorosi. Chi è in uno stato di ateismo, lo è perché non ascolta il Buon Pastore che scende nell’intimo di ognuno e bussa la porta. La Regina della pace ammonisce: «L’uomo moderno non vuole Dio. Perciò l’umanità va verso la perdizione» (25 gennaio 2023).

In una società in cui l’ateismo ormai è quasi un’etichetta di nobiltà, sono numerose le anime in pericolo. Per salvare gli uomini, Dio onnipotente utilizza i mezzi necessari per far sì che si sveglino dal sonno stanco delle loro anime.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale su come coltivare l’intima amicizia con Gesù

Quando il Verbo si è fatto carne e si è unito alla natura umana ha chiamato a sé tutte le creature umane che sono orientate a essere una sola cosa con Gesù fin dalla loro nascita.  Con il Battesimo veniamo uniti a Cristo e questo Sacramento segna l’inizio del nostro cammino nel rapporto personale con Gesù. Essere amici di Gesù è una realizzazione di vita piena; vivere ogni giorno nell’amicizia con Gesù è la realizzazione quotidiana del cammino di santità che rafforza la nostra vita spirituale nella comunione con Lui.

La Regina della pace ci incoraggia a instaurare con Gesù un’amicizia così intima e profonda che nessuna tempesta della vita può sciogliere. Se stabiliamo un’intima unione con Cristo nessuna prova può farci distaccare da Lui.

L’amicizia con Gesù si coltiva nella preghiera, nel dialogo intimo con lui, nella fedeltà totale della nostra vita; in questo modo il cammino di santità diventa più gradevole. Le croci sono certamente più leggere se ci lasciamo aiutare da Gesù!

Gesù è quel vero amico che c’è sempre, non manca mai di aiutarci e sostenerci. Il suo amore è così sconfinato che ha dato la vita per noi, per la nostra salvezza eterna: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv 15,13). L’amicizia con Gesù consiste nel vivere quotidianamente in intima unione con Lui, che allevia le nostre sofferenze e ci aiuta ad affrontare le difficoltà. Gesù desidera che il nostro cuore sia un solo cuore con il suo. Cristo è vivo nel nostro cuore.

Se entriamo in questo rapporto stretto con Gesù, testimoniarlo, seguirlo, imitarlo e lavorare per lui diventa un’esigenza d’amore. Obbedire a un Comandamento richiede certamente fatica e impegno, ma se coltiviamo un’amicizia intima con Gesù tutto è più facile e si apre una prospettiva luminosa di amore infinito.

Tutti siamo chiamati a diventare amici di Gesù, che ha dato una dimostrazione di amore infinito per noi, dando la sua vita sulla Croce. La grazia dell’amicizia di Gesù viene offerta a tutti gli uomini. Nonostante la strada per l’amicizia con Gesù sia aperta a tutti, pochi la coltivano svegliandosi al mattino con un saluto rivolto a lui, impostando la giornata insieme, affidandogli la guida della nostra vita e il consiglio nelle scelte. L’amicizia con Gesù si coltiva anche nella richiesta di aiuto e di conforto, nel dialogo intimo e confidenziale con lui.

Chi ha la fede e vive in grazia di Dio, essere in comunione con Gesù, camminare con lui, lavorare per lui è un modo di vivere spontaneo perché è la logica dell’amicizia, è la sequela Christi. Si coltiva l’amicizia amicizia con Gesù essendo una sola cosa con lui. L’unica vera fonte di vita eterna è Dio stesso che ci dà il suo amore mediante suo Figlio Gesù; con questo amore possiamo unirci ai fratelli. Il nostro cuore è assetato di infinito, cerca Dio, cerca l’amore eterno e lo trova solamente in Gesù; questo amore pervade il nostro cuore se lo spalanchiamo a lui e si diffonde per irradiazione a tutti gli altri. In questo amore siamo tutti ricolmati dell’amore che Cristo ci dona, siamo una cosa sola con il cuore di Gesù.

Il rapporto affettivo con Gesù, la devozione del nostro cuore e la testimonianza nelle opere quotidiane non appartengono solamente alla vita dei grandi santi o mistici che hanno costellato la Storia della Chiesa; il rapporto di amicizia intima con Gesù è alla portata di tutti, è la vera vita cristiana. Siamo chiamati tutti alla santità corrispondendo con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la mente all’amore che Gesù offre a ciascuno di noi gratuitamente, incondizionatamente e smisuratamente.

Gesù sia il nostro migliore amico, il nostro primo punto di riferimento, il Re del nostro cuore, la luce del nostro cammino, il faro delle nostre speranze, l’abbraccio che ci consola. L’amicizia con Gesù Cristo è l’unica che può gratificare il bisogno d’amore, di verità e di felicità dei nostri cuori.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sul discernimento delle persone da frequentare

Cari amici, è importante il discernimento nello scegliere le proprie frequentazioni, le amicizie, le persone che possiamo far entrare nella nostra vita, alle quali possiamo appoggiarci e di cui possiamo fidarci. È una tematica molto presente nella formazione e nelle catechesi classiche del cammino di santità. Un proverbio molto famoso recita: “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. Questo sta ad indicare la grande importanza e influenza che le persone hanno le une sulle altre.

L’uomo è naturalmente portato all’amicizia e non necessariamente alla guerra. Ci sono le fraternità e le comunità che sono una tendenza fondamentale degli uomini. Per citare un altro proverbio: “Guai a chi è solo nella vita, anche se per noi cristiani non c’è mai una solitudine assoluta, come esorta S. Paolo: “La vostra conversazione sia nei Cieli”, quindi alla presenza di Gesù, Maria e gli angeli che confortano la nostra vita grazie alla fede.

Fin da bambini si cerca il rapporto con gli altri ed è necessario per misurare e prendere coscienza di se stessi. Serve per migliorare o peggiorare a seconda del modello che abbiamo davanti. Nella giovane età le influenze sono molto importanti, sono veri e propri eventi irrazionali che portano al rischio di non avere il controllo della propria vita. Chi cammina senza Dio rischia di essere condizionare e guidato verso la fossa della perdizione.

Il discernimento nel selezionare le persone che si frequentano è necessario. Il principio è che l’amore, il rispetto e l’aiuto per il prossimo deve essere sempre presente. Tuttavia, questo non esclude una selezione sulle frequentazioni e sulle persone con cui condividere la propria vita attraverso la luce della fede e dei principi di moralità che ci guidano. Il grande insegnamento di Collodi nel suo libro Pinocchio è proprio quello di scegliere le proprie amicizie con cautela. Se si scelgono il gatto e la volpe oppure Lucignolo ci sono determinate conseguenze.

I genitori di una volta erano molto attenti sulle persone che i propri figli frequentavano. Era un tipo di società cristianamente ispirato, perciò molto meno pericolosa rispetto a quello di adesso. I genitori e la parrocchia lavoravano insieme ed erano molto presenti nel guidare i ragazzi nel contesto sociale nel quale vivevano.

Ognuno di noi cresce attraverso tante influenze che possono essere buone o cattive tra famiglia, scuola, lavoro, mass media. Riuscire a selezionare tali fonti è fondamentale e molto difficile, dobbiamo essere noi stessi e le persone che ci guidano a dare dei principi di selezione. Nel momento in cui ci rendiamo conto di essere sulla via sbagliata – a livello di legge morale, civile e di fede – dobbiamo metterci in guardia ed esercitare l’arte del discernimento.

La carità non si deve negare a nessuno, ma quando si tratta di confidenze, di aprire il proprio bagaglio interiore, bisogna selezionare le persone buone e cattive. La nostra strada deve essere ispirata da Colui che è la Via, la Verità e la Vita, se incontriamo qualcuno che è sulla via opposta usciamo da quell’incontro malconci, turbati e cambiati in peggio.

Una regola generale ma molto importante per genitori è proprio quella di vigilare attentamente sui ragazzi. Muovendosi in gruppo trovano un senso proprio, si sostengono e si edificano a vicenda. Se si tratta di gruppi sani, sotto il profilo spirituale e dei principi morali, questa frequentazione porterà sulla via di un buona crescita. Ma se si trattasse di gruppi sbandati, tutto ciò che viene insegnato della sapienza cristiana viene perso.

Questa attenzione, ovviamente, deve essere fatta anche su noi stessi. Le persone con cui decidiamo di condividere la strada della vita, con cui formare una famiglia, devono passare per un attento discernimento. Senza di esso, ci si imbatte in persone che scopriamo essere diverse da come si manifestavano. La prudenza è una virtù valutativa che riesce a vedere se una persona è adatta a intraprendere il cammino insieme a noi.

A Papa Francesco sta molto a cuore il discernimento, perché è fondamentale per muoversi nella vita. Non basta l’angelo custode, ma dobbiamo essere in grado di custodire noi stessi esercitando le virtù cristiane.

Non bisogna cadere nel tranello di seguire un leader, soprattutto se si tratta di persone che hanno fatto della loro vita un culto del guadagno. Per noi cristiani far riferimento a un influencer è difficile, infatti non dobbiamo farlo. La nostra unica versa guida deve essere un maestro vivo e presente. Egli è Gesù Cristo, la Via, la Verità e la Vita, il riferimento che ci dice a cosa credere, come vivere, qual è la via del bene e molto altro. Dobbiamo abituare i nostri giovani a scegliere Gesù come Maestro, Maria come Madre che guida, protegge e mette in guardia dai pericoli.

Bisogna essere vigili anche sul non farsi coinvolgere dai maestri che non esercitano le virtù cristiane, che portano a perdere la fede e assimilare idee sbagliate. Il discernimento serve per la scuola, i libri, gli spettacoli e molto altro. Per non essere travolti dal caos nel quale viviamo, la Madonna ci dice di stare attenti alle «tenebre che sempre di più vogliono afferrarvi e portarvi lontano da mio Figlio Gesù» (Messaggio del 4 maggio 2020 a Ivan).

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sull’illusione, arma di satana

Cari amici, satana è menzognero e omicida fin dal principio. Viviamo in un tempo in cui, a causa dell’incredulità, viene oscurata la presenza del demonio; persino all’interno della Chiesa stessa c’è chi ne nega l’esistenza. La dottrina della Chiesa insegna, invece, che il diavolo è un essere pervertito e personale, come aveva ribadito solennemente Papa Paolo VI. Satana, allora, non è il simbolo del male, è il male personificato. L’angelo ribelle è stato creato da Dio originariamente buono, ha scelto di ribellarsi e pervertire se stesso; il fine di Lucifero è quello di creare un suo regno opposto a quello di Dio e per perseguire questo obiettivo ha continuato a pervertire l’uomo nel corso della Storia.

La Regina della pace ha sempre denunciato la presenza di satana, in diversi messaggi ha richiamato l’attenzione sul piano di satana che scardina i cuori con l’odio, vuole la distruzione del pianeta sul quale viviamo e brama quante più anime possibili per la perdizione eterna. La Gospa ha descritto sempre con precisione le mire di satana, tentatore, distruttore e omicida. La Madonna è qui proprio per contrastare il piano di satana, per proteggerci e per salvarci. La via della salvezza indicata dalla Regina della pace è l’unione con il Suo Cuore Immacolato e quello di Suo Figlio Gesù.

La presenza del demonio è talmente capillare nella società di oggi che la Madonna ha più volte detto che satana sta conquistando i cuori con l’odio. La grande battaglia di oggi è fra l’angelo ribelle e la Madonna, inviata da Suo Figlio per salvare le anime e richiamarle alla conversione. Lo scenario è quello dell’Apocalisse, difatti da una parte c’è lo schieramento della Donna vestita di Sole e dall’altro quello del drago rosso. Satana è più scatenato che mai nell’ingannare il mondo per portarlo alla rovina e la sua arma più micidiale è quella della menzogna.

Il diavolo inganna per uccidere, come il cacciatore che cattura le prede utilizzando le trappole. Il demonio ha raffinato l’arte dell’inganno tanto da indorare il male letale e renderlo appetitoso e irresistibile. L’esca di satana ha una forza di attrazione tale da rendere l’uomo quasi inerme di fronte alle tentazioni. Nel libro della Genesi è ben descritta la forza di attrazione delle tentazioni; quando il serpente sibila all’orecchio di Eva il dubbio nei confronti di Dio di essere geloso delle sue creature, è così convincente e subdolo che la donna se ne convince e ai suoi occhi diventa irresistibile l’illusione di cibarsi del male reso appetitoso da satana per poi cadere nel peccato. Dio aveva creato i progenitori in grazie e aveva stretto con loro un’amicizia; nonostante ciò, satana è stato così abile nell’illuderli di poter essere come Dio, proponendo il male sotto forma di bene, che si sono lasciati tentare e sono caduti.

Le tentazioni con cui satana ci attira a sé hanno una forza irresistibile perché le presenta in modo tale da far perdere il ben dell’intelletto. Di fronte alla tentazione la mente si offusca, la vista si annebbia ed è difficile smascherarla. Satana, poi, è così astuto da tenderci le stesse trappole più volte perché sa dove colpire, conosce le nostre debolezze. Oltre alla forza attrattiva, la tentazione è anche dissimulata perché viene tinta di falso bene, è una falsa luce. Il demonio presenta il male come se fosse un bene desiderabile, necessario, indispensabile. Il diavolo impacchetta il male con carta dorata, ai nostri occhi diventa irresistibile ma in realtà è un dardo infuocato con cui trafigge la nostra anima e ci fa cadere nel peccato.

Nel combattimento spirituale è indispensabile l’esercizio della memoria. La tentazione ha una forza di attrazione irresistibile e accade spesso che cadiamo nel peccato; se esercitassimo la memoria quando ci troviamo davanti alla tentazione e ricordassimo quello che è avvenuto quando vi siamo già caduti in precedenza, ne staremmo alla larga! Quando cediamo alla tentazione e diamo retta a satana cadiamo nel peccato, ma improvvisamente ci sentiamo nudi come è accaduto ai progenitori. Ecco, allora, l’importanza dell’esercizio della memoria che ci aiuta a ricordare come ci siamo sentiti quando abbiamo commesso il tale peccato che satana ci ripresenta davanti ai nostri occhi. La memoria ci aiuta a rafforzare il nostro spirito nel dire “no” alla tentazione e starne alla larga. La memoria ci riporta alla mente che la mela succulenta che il serpente ci propone è in realtà un frutto marcio e maleodorante che abbiamo già assaggiato; dall’illusione siamo già precipitati nella delusione. Davanti a una tentazione in cui siamo già caduti dobbiamo esercitare la forza spirituale della memoria che ci fa allontanare, ci fa rivolgere gli occhi altrove nella consapevolezza che quella pillola indorata è in realtà un boccone amaro con cui il serpente antico ci vuole strozzare. Resistere alla tentazione attraverso l’esercizio della memoria è una vittoria spirituale che ci rafforza e allo stesso tempo sminuisce satana di fronte ai nostri occhi.

Il mondo di oggi propone continuamente false illusioni di salvezza da cui dobbiamo stare alla larga e che dobbiamo guardare con discernimento. Le illusioni finiscono sempre in delusioni, la scienza e la tecnica non salveranno il mondo ma lo porteranno sull’orlo della catastrofe globale. La Regina della pace lo ha detto già nel Messaggio del 25 aprile 1997: «Dio mi manda a voi per amore, per aiutarvi a capire che senza di Lui non c’è né futuro, né gioia, ma soprattutto non c’è salvezza eterna». Il mondo nuovo senza Dio è un’illusione che inevitabilmente crollerà. La scienza e la tecnica non sono la chiave della salvezza, anzi, sotto di esse il mondo crollerà.

La Madonna ha ripreso questa tematica più volte fino ad oggi, potremmo dire che forse è l’ammonimento più forte che abbia dato in tutti questi anni. Il mondo moderno ormai è entrato nell’impostura anticristica, punta all’auto salvezza fino a voler mettere mano alla struttura della Creazione e voler fare un mondo da sé, che escluda Dio e che mette l’uomo al centro, liberandolo da limiti come la malattia e la vecchiaia; l’immortalità viene quindi proposta come un risultato della scienza e della tecnica. La grande impostura anticristica è la mentalità dominante oggi, ma la Regina della pace ci ha invitato a stare in guardia da un mondo che incrementa il progresso ma esclude Dio, la fede, la preghiera ed elimina il soprannaturale, come se la salvezza fosse il frutto della scienza e della tecnica.

Il mondo moderno non vuole Dio e propone una salvezza unicamente umana e terrena. Sappiamo, però, che questo progetto è disumano perché renderà l’uomo schiavo delle tecniche da lui stesso concepite e sarà schiacciato dal progresso di cui perderà il controllo. Nessuna tecnica può eliminare il male di vivere dell’uomo e la cattiveria che dilaga. L’impostura anticristica propone delle false soluzioni, delle salvezze fasulle. In realtà, il rifiuto della fede e della Croce, porta alla perdita dell’anima. La salvezza che esclude Dio è un inganno satanico; il demonio propone come appetibile un mondo dominato dalla scienza e dalla tecnica, lo fa apparire come una conquista, un’emancipazione intellettuale. In realtà è un’illusione, il mondo nuovo senza Dio non renderà l’uomo libero, ne farà uno schiavo, un automa, lo svuoterà di tutte le bellezze con cui Dio lo ha creato.

Questo inganno satanico è così forte e coinvolgente che pochi riescono a resistere. La proposta di salvezza che esclude la fede e la Croce, elimina Cristo e il soprannaturale, è la più grande impostura in cui l’uomo possa cadere. Senza Dio non c’è salvezza eterna, non c’è pace, non c’è gioia. Il mondo senza Dio è soggiogato dal male, dall’odio, dalla violenza. L’uomo che rifiuta Dio è schiavo di satana e delle sue passioni. Veramente «l’umanità ha deciso per la morte» (Messaggio del 25 ottobre 2022) e «l’uomo moderno non vuole Dio» (25 gennaio 2023); l’impostura anticristica travolgerà innumerevoli anime, è inevitabile.

Nei Segreti di Medjugorje, invece, si manifesterà la signoria di Dio e la miseria dell’uomo. Solamente di Dio è la potenza e l’onnipotenza. Quando la potenza di Dio Creatore si scatenerà che cosa potrà fare l’uomo che confida unicamente nella scienza e nella tecnica? Solamente chi inginocchierà davanti al Padre si salverà. Il segno del terzo Segreto di Medjugorje sarà la manifestazione dell’onnipotenza di Dio proprio perché sarà bellissimo, indistruttibile, durevole e soprattutto verrà dal Signore, non potrà essere fatto da mano d’uomo o dalla tecnica. Nella sua signoria Dio ci umilierà, metterà a tacere le chiacchiere della scienza e della tecnica. Beati coloro che, nell’umiltà di creature, si inginocchieranno davanti al Creatore, unico e vero Salvatore del mondo.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla visione mondana della vita che è una falsa luce

Cari amici, la luce che illumina il mondo è falsa e di morte, inganna e non rischiara. Tuttavia, gli occhi ammaliati ne sono assuefatti. Questa falsa luce è la visione intramondana e modernista della vita, è la nuova religione dell’uomo al posto di Dio.

Nelle persone che incontriamo, con cui parliamo, che vediamo nei mass media si è imposta una vita senza Dio. I cosiddetti “idoli” non sono una vera luce perché non danno un senso alla vita, non portano oltre la finitezza delle prospettive. Il mondo cammina sotto questa luce che crediamo essere una grande conquista dell’umanità, la quale è riuscita a svelare l’inganno che per secoli attanagliava l’uomo. Dio, infatti, non sarebbe mai esistito e non ci ha creati, ma sono gli uomini stessi ad aver creato Lui.

L’educazione e la formazione dell’uomo consistono proprio nel risvegliarlo dalla sua sonnolenza nella quale credeva di essere alle dipendenze di un Creatore. Questo concetto è tipico della cultura Woke, che significa proprio “svegliarsi” “wake”; quindi, la cultura dei risvegliati che hanno capito di aver vissuto nell’inganno durante i secoli e che ora hanno ritrovato la vera luce.

Volevo mettere in evidenza la visione del mondo, della vita e di se stessi che derivano da questa falsa luce. Paragoniamo alla visione della vita del mondo, quindi le prospettive del nostro vivere, alla luce del Cristianesimo. Questa falsa luce è quella visione della vita che i nostri ragazzi imparano a scuola e ha una radice di fondo, ovvero il volersi liberare di Dio.

A un livello irrazionale l’uomo prova fastidio dell’esistenza di Dio, che ci sia qualcuno al di sopra di lui, che dia le regole di vita e che al termine di essa giudica. Possiamo dire attraverso un’analisi teologica che la cultura modernista è esattamente quella che ha descritto la Madonna: «l’uomo moderno non vuole Dio. Perciò l’umanità va verso la perdizione» (25 gennaio 2023).

La falsa luce che illumina il nostro cammino in realtà non è nata da una conquista della conoscenza, ma dalla distruzione di Dio attraverso la falsa scienza. I fondatori della scienza moderna sono cattolici o cristiani, primo fra tutti Galileo Galilei; quindi, andando avanti nel percorso fino alla modernità possiamo dire che la storia della scienza è anche una storia fatta da diverse persone di grande fede.

Questo desiderio di distruzione del divino nasce da qualcosa di profondo, ovvero il fastidio di Dio che ci siamo portati appresso con il peccato originale. Il veleno del serpente antico ha intossicato la natura umana. Ognuno lo porta dentro di sé attraverso il rifiuto di Dio, il bestemmiare e odiare il Signore, un vero e proprio patto con l’angelo ribelle. Questo è quello che è nato negli ultimi secoli e si è sempre più allargato, diventando delle ideologie che hanno conquistato il mondo e che hanno in comune la negazione di Dio e la divinità dell’uomo.

Siamo immersi in una seduzione globale nella quale rischiamo di essere vittime. Improvvisamente siamo entrati in questa cappa di negazione di Dio e ci troviamo in una camera mortuaria nella quale c’è accesa questa falsa luce. Tuttavia, questa visione modernista della vita è proclamata come la migliore, la più elevata, la più corrispondente alla dignità dell’uomo. Attraverso questo inganno satana ha sedotto l’intera umanità portandola a tante altre espressioni di supposta fede in Dio che in realtà sono degli idoli, utilizzati per le proprie finalità, non il Dio vivo e vero.

In questa visione della vita l’uomo è un pugno di polvere, viene casualmente dalla terra e ritorna ad essa. «La vita è soltanto un battito di ciglia» (2 novembre 2014), passa sotto il timbro dell’inutilità e del non senso. Non c’è nessuno all’origine della nostra vita e nessuno ci ha voluto. L’uomo è ridotto a una bestia che vive in un tipo di società in cui viene utilizzato per innalzare alcuni ritenuti gli “ottimati”, gli “illuminati” con caratteristiche divine. Saremo al servizio di questa casta che guiderà la nostra vita.

La Madonna nei suoi Messaggi è di una finezza unica; infatti, ha detto che l’uomo ha messo se stesso al posto di Dio, ma la realtà è un’altra. Con questo atto di superbia l’uomo ha dato la possibilità al diavolo di prendere il sopravvento. Egli ci ha ridotto a delle cose e sapendo quanto siano preziose le nostre anime ha deciso di appropriarsene: «miete le anime» (Messaggio del 25 luglio 2020). In questo tipo di società dove non c’è la trascendenza, non c’è Dio, non c’è la grazia, il perdono, ci sono coloro che riescono a trovare degli spiragli di luce vera. Grazie a Dio ci ha creati tutti con una coscienza attraverso la quale ci può parlare e ci può chiamare, diversamente la vita sarebbe ridotta ad un nulla. Non ci sarebbe nessuna differenza strutturale fra l’uomo e un insetto.

Questa è la vittoria di satana e il suo trionfo, per questo motivo dobbiamo stare attenti alla falsa luce del mondo che ci seduce, ci distrugge e ci consegna in mano al principe di questo mondo.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sul peccato veniale che indebolisce l’anima

Cari amici, una raccomandazione tipica della mistica e dell’educazione alla vita spirituale è il non sottovalutare le imperfezioni e i peccati veniali che caratterizzano il nostro essere. Come tali, infatti, vengono messi in secondo piano e non ci si prende cura di essi adeguatamente.

L’ascetica e la mistica cattolica, invece, danno loro molta importanza. La prima grande battaglia nel cammino di conversione è quella di evitare i peccati gravi, ovvero quelli mortali. Per contrastarli si deve mettere impegno nella preghiera, nella buona volontà, nei propositi, nella confessione, altrimenti essi portano alla morte dell’anima. Chi muore in uno stato di peccato mortale si perde eternamente, come dice il Catechismo della Chiesa Cattolica.

Nel momento in cui si è riusciti a consolidare lo stato di grazia della nostra anima, attraverso la vita sacramentale, bisogna continuare questo cammino fino a eliminare tutte le imperfezioni e i peccati veniali. Un peccato veniale non toglie la grazia della Santissima Trinità, anzi, è proprio questa presenza che salva l’anima dall’inferno. Se un uomo dovesse morire in stato di grazia andrebbe direttamente in Paradiso, se ha in sé qualche imperfezione ha la grazia di purificarsi in purgatorio, se si trova in stato di peccato mortale non può salvarsi.

Il demonio ha un’attenzione particolare verso quelle anime che hanno raggiunto uno stato di stabilità nel bene. Egli prende di mira chi vive ordinariamente e costantemente in grazia di Dio perché sfuggono alla sua presa. Difficilmente riesce a far cadere queste anime perché con i Sacramenti e la preghiera hanno una corazza che le difende. Satana, per sviarle, crea dei piccoli vuoti, come disse la Regina della pace a Medjugorje: «A Satana è sufficiente un vostro piccolo vuoto interiore per poter operare dentro di voi» (Messaggio del 5 settembre 1988).

Cerca di moltiplicare le imperfezioni, come pregare distrattamente, saltare qualche preghiera, rallentare le pratiche di carità. Chi è vigile nei confronti del mondo tentatore, viene portato a non fare attenzione sulle amicizie e le frequentazioni. Tutto questo porta al raffreddamento e alla tiepidezza nel fervore, i vuoti che vengono creati si riempiono di mondanità per indebolire l’anima. È necessario prendersi cura della propria vita spirituale come facciamo con la nostra salute fisica.

I vuoti pieni di mondo offuscano l’occhio dell’anima, cioè la sua capacità di discernimento, di vedere i pericoli e le azioni del demonio laddove tende le trappole. “Vigilate e pregate” è un invito che Dio ci fa per non commettere lo stesso errore degli Apostoli, che una volta venuto l’assalto di satana sono caduti. Satana è in grado di indebolirci in tanti modi, come raffreddarci nella preghiera, rallentare le pratiche di carità. Sul piano del comportamento morale fa entrare in una certa faciloneria, per cui nel modo di pensare, parlare e frequentare non siamo più attenti e irreprensibili come dovremmo essere.

Quando l’anima è indebolita, distratta, non più fervorosa e vigilante, allora la serpe infernale tende la trappola mortale. Spesso possiamo notare come siano proprio le persone salde nella fede, fervorose nella preghiera e nella pratica della vita cristiana a cadere. Questo succede perché al maligno basta solo un piccolo spazio per insinuarsi e deviarci.

Dobbiamo vigilare nel nostro programma di vita spirituale, cioè nelle preghiere a cui dobbiamo dedicarci ogni giorno, nelle sane letture, nelle frequentazioni, nei mass media. Nel momento in cui ci accorgiamo che stiamo allentando la veglia, dobbiamo reagire prima che il diavolo ci accechi sui pericoli, ci indebolisca nelle decisioni e nel respingere seduzioni.

Rimediare alla nostra caduta non è facile perché bisogna riprendere e rivedere tutte le nostre priorità, in modo tale da impostare il livello di vita spirituale che era presente prima. Quando si ritorna allo stato di grazia non bisogna comunque abbassare la guardia, perché l’angelo ribelle con la sua astuzia è pronto a farci cadere nuovamente.

San Tommaso D’Aquino, tuttavia, afferma che basta un peccato mortale per andare all’inferno, ma è difficile riuscire a compierlo. Per commettere un peccato mortale è necessario un lungo cammino di perversione e cattiveria. È proprio satana che moltiplica le perversioni, finché l’anima non diventa schiava di un determinato vizio.

Per questo quando riprendiamo il cammino di santità siamo ancora deboli. La volontà è frenata dal peccato, perciò quelle che si prendono non sono decisioni ma velleità. Con questa consapevolezza dobbiamo riorganizzare tutta la nostra vita spirituale per rafforzarci e creare quella fortezza invisibile della grazia di Dio.

Il cammino di conversione è fatto di tre tappe.

La prima tappa è quella che porta a vivere in grazia di Dio, essa deve essere consolidata dalla seconda tappa, che è quella della purificazione ovvero dell’eliminazione dei peccati veniali e delle imperfezioni. Se questo rafforzamento non avviene si rimane in uno stato di debolezza in cui il demonio può riportare la persona alla condizione precedente.

È necessario percorrere la seconda tappa del cammino di perfezione e santità, così si è in grado di affrontare le debolezze e le forme di mondanità, di mancanza di fervore e tiepidezza. Ma questo non basta perché bisogna arrivare alla terza. Quest’ultima è quella dell’unione più intima con Dio, che porta ad essere veramente vittoriosi nelle grandi battaglie. Come ha detto la Madonna: «se siete miei, vincerete» (Messaggio del 25 luglio 2019), per esserlo bisogna raggiungere la terza tappa del cammino che ci porta ad avere un solo cuore unito a Gesù e Maria, un cuore di amore e di pace. Puntare a quel traguardo significa diventare delle fortezze inespugnabili per il nemico.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale su come e quando spegnere la tentazione

Cari amici, è necessario fermare le tentazioni non appena si affacciano nella nostra mente. Se le affrontiamo fin dall’inizio sarà più semplice estirparle. Come una fiamma: se è piccola possiamo spegnerla facilmente, ma non appena la lasciamo diventare un fuoco abbiamo bisogno di aiuto. È un elemento con cui abbiamo a che fare continuamente perché la vita qui sulla Terra è tutta una tentazione.

La tentazione è un pensiero, un’immagine, uno stimolo, una seduzione, un veleno che ci viene presentato sotto forma di ristoro, un inganno che prima di entrare nel cuore deve passare per la mente. La tentazione è un male sotto colore di bene, come dice Santa Caterina da Siena, che ha come scopo quello di farci deviare dalla retta via. Vuole indurci al male, contro i Comandamenti di Dio e la Sua volontà. È una trappola che satana ci tende per farci deviare dalla via dalla salvezza e incamminarci lungo quella della rovina.

Questo pensiero è silenzioso e improvviso, come un serpe che striscia nella nostra mente e morde. È una falsa luce che danza davanti ai nostri occhi, invita a considerarla, esplorarla e coltivarla, come un piccolo germoglio che piano piano cresce sempre di più.

Ci sono tre fonti dalle quali derivano le tentazioni.

La prima è la nostra carne, ovvero la natura umana indebolita dal peccato originale. La concupiscenza – come viene chiamata dal Concilio di Trento – non è un peccato in sé ma spinge verso di esso. In nostro cuore inquinato è una fonte di tentazioni e di vizi che prendendo il sopravvento si rafforzano sempre di più. Perciò, la prima fonte siamo noi stessi. Attraverso la rinuncia e il digiuno, al quale ci invita la Regina della pace, riusciremo a non sfamare i vizi e quindi a estirparli più facilmente.

La seconda fonte è il mondo nel quale viviamo e che frequentiamo. Esso entra nella nostra mente, incomincia l’opera di inquinamento per arrivare a piegare il cuore al male. Dobbiamo stare attenti ai luoghi e alle persone che frequentiamo perché possono essere proprio loro a portarci sulla via del maligno. Non è facile trovare posti di aria pulita, ma non per questo dobbiamo farci influenzare dai falsi amici.

La terza fonte delle tentazioni è il demonio. Le anime ferree e salde nel bene si incarica lui personalmente di deviarle. Proprio come ha fatto con Gesù Cristo nel deserto, dove fu il diavolo in persona a tentarlo senza riuscirci. Coloro che sono più avanti nel cammino di santità, è la serpe infernale a prendersene cura. Egli è capace di sviare i personaggi più in vista così da portare alla caduta un numero maggiore di anime.

Oggi, la mancanza di umiltà, attenzione e vigilanza in questo mondo di vanità porta a essere facilmente circuiti e ingannati da satana. Quando si tratta di un sacerdote o di personaggi ancora più in vista, le cadute sono paurose, le anime sono innumerevoli e per rimediare dobbiamo fare una grande opera di preghiera di riparazione e protezione.

Quando la tentazione si appiccica alla mente, tutta l’ascetica, la mistica cristiane con tutti i loro rappresentanti di spirito, esortano a estirpare il pensiero fin dall’inizio. Per soffocare le tentazioni – come insegnano le scuole cristiane e dell’Oriente – bisogna dominare la mente. L’occhio della mente deve distogliersi dal pensiero, dalle immagini, dalla seduzione e quindi è importante rivolgerlo altrove. Molte volte non è risolutiva nemmeno la preghiera perché nel momento in cui smettiamo si ripresenta.

Ci sono molte tecniche a riguardo e modi semplici di distogliere il pensiero. Non appena ci si accorge che si sta coltivando la tentazione con la mente, bisogna pensare ad altro. Si può rivolgere l’attenzione alla bellezza della natura, la lettura di un libro, parlare con qualcuno come un sacerdote o confessarsi. L’obiettivo è far sì che la tentazione non si appropri della mente e di noi stessi. Altrimenti avviluppa l’uomo fino a che non diventa un’ossessione.

Tutto questo durerà finché Dio vuole, ma dopo tanto tempo che si resiste e si è decisi, il diavolo desiste e improvvisamente quel pensiero non disturba più, cade nell’oblio.

Essere perseveranti e tenaci fino a che satana rinuncia, ci rafforza fino a diventare delle fortezze che non riesce a espugnare.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

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