"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla rinuncia ai pensieri inquinanti

Cari amici, nelle religioni orientali – specialmente il buddismo e l’induismo – il problema di fondo è come controllare i pensieri. L’arte di imparare a controllare i pensieri attraverso la meditazione è il motivo per cui le religioni asiatiche sono diventate di moda in Europa a un livello psicologico. L’obiettivo è quello di controllare i pensieri per raggiungere il nirvana o al moksha, che sono due espressioni che descrivono lo stato di pace dell’anima.

Ho conosciuto diversi saggi e indù, quando ero un giovane seminarista a Roma, che mi rassicuravano del fatto che non è una cosa facile da ottenere. In Occidente abbiamo l’arte della psicologia; eppure, non si riesce ad arrivare a risultati stabili.

Nel pensiero cristiano e occidentale, legato al monachesimo cristiano, è nata questa corrente di spiritualità che consiste nel liberarsi dei pensieri inquinanti, angoscianti e deprimenti. Esiste un’ascetica cristiana per il controllo dei pensieri. È un’attività molto importante in quanto le tentazioni prima arrivano alla mente poi inquinano il cuore. I grandi maestri del controllo del pensiero sono i Padri del deserto, che descrivono le tentazioni come frecce sataniche che colpiscono la mente e prendono il possesso del cuore.

L’insegnamento cristiano a riguardo elabora un concetto di fondo che è quello della rinuncia. Fin dalle promesse battesimali rinunciamo a satana, alle sue suggestioni e al suo insegnamento. La parola “rinuncio” contrassegna l’ascetica cristiana per il controllo dei pensieri.

Si parte dalla constatazione che la tentazione è un pensiero malvagio e che sotto forma di bene induce al male. Nel momento in cui si pensa alla tentazione, satana la rende appetibile, come il pescatore con l’esca per il pesce. Satana elabora questa idea, la rende bella, luminosa, attraente. Nel libro della Genesi capitolo terzo vi è una descrizione di tale fenomeno: “Vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza” per diventare come Dio. Eva ha sbagliato nel momento in cui ha considerato il pensiero. Mettendosi a parlare con il demonio si sono ritrovati entrambi privi della grazia di Dio e di tutti i doni che avevano ricevuto. Da questo si può comprendere l’importanza della rinuncia. Appena arriva un pensiero inquinante, non bisogna lottare contro di esso perché siamo destinati a perdere.

Nella vita siamo assediati da pensieri infestanti, di impurità, di violenza, di inganno, di sopraffazione, di superbia, di invidia, di maldicenza e di preoccupazioni che portano a uno stato di agitazione. L’arma con la quale si può conseguire la vittoria è la rinuncia immediata, altrimenti il pensiero ritorna. Se continuiamo a considerarlo diventa sempre più forte e si impadronisce della nostra mente rendendolo irresistibile, come la mela per Eva. Questo è un processo che porta alla morte.

Per combattere queste tentazioni dobbiamo, nell’istante stesso in cui il pensiero arriva, distogliere la mente. Per avere la forza di volontà, bisogna distaccare l’occhio pregando e chiedendo la grazia di Dio di essere vigilanti. La volontà fa sì che l’occhio si rivolga verso un pensiero elevato, santo, che fa vedere che la tentazione è il demonio che parla. Bisogna essere in grado di vedere la presenza del demonio e di ricordare le conseguenze di tale tentazione, nella degradazione, nella sporcizia.

Il primo passo, dunque, è smascherare il demonio e ciò che offre. Questo innesca una forza contraria, la forza e la motivazione di rimuovere il pensiero. Ricordarsi della precedente caduta nell’inganno satanico permette di rivolgere l’occhio alla grazia di Dio e alla preghiera, a Cristo nel deserto che pregava e digiunava per vincere le tentazioni.

La forza di non farci catturare dalle tentazioni proviene dalla nostra volontà e dalla aiuto divino che porta alla vittoria.

Questa è l’arte dell’ascetica cristiana che ci hanno insegnato i padri della Chiesa: essere sempre vigilanti.

Per tutti i pensieri inquinanti e inquietanti la Regina della pace disse: «Cari figli, sono venuta a voi, in mezzo a voi, perché mi diate le vostre preoccupazioni» (Messaggio del 2 agosto 2016). Vinciamo la battaglia pensando a Dio, alla grazia, alle cose belle. Affidiamo nelle mani di Maria le preoccupazioni per il futuro.

La differenza tra le altre religioni e quella cristiana è la presenza di un interlocutore che illumina, attira e rafforza. I pensieri veramente vittoriosi sono quelli che vengono dall’alto, dalla Divina Presenza, senza la quale non si riuscirebbe ad avere un occhio costantemente fisso. Il nirvana o il moksha è un vuoto, ma dobbiamo guardare il sole per vincere le tenebre.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sul Messaggio della Regina della pace sul vero obbiettivo della vita

Cari amici, il Messaggio della Regina della pace a Jakov del 25 dicembre 2024 è molto aderente alla nostra esperienza di vita. Lei vede come viviamo nel nostro mondo, ovvero protesi verso le cose materiali anche essenziali per la vita. Se sono ordinati per un fine superiore che è la vita eterna, è positivo. Una vita semplice è già un piccolo Paradiso su questa Terra. L’errore che commettiamo è che facciamo degli obiettivi terreni il fine stesso della vita. Essendo finiti, passeggeri e traditori, si sgretolano e dissolvono portandoci a spogliarci di tutto. In tal modo si arriva alla fine della vita senza Dio.

Nella prima parte del Messaggio a Jakov, la Madonna ci fa riflettere su questa tematica dicendo: «Cari figli, oggi in questo giorno di grazia, in modo particolare vi invito a non vivere la vita tendendo verso gli obiettivi terreni e a non cercare la pace e la gioia nelle cose terrene perché in questo modo la vostra vita è avvolta dalle tenebre e non vedete il senso della vostra vita» (Messaggio del 25 dicembre 2024). È una riflessione che nella prima parte descrive ciò che il mondo, nella sua totalità, compie. Si trova nella caverna di cui parlava Platone, quindi rinchiuso nella convinzione che non ci sia altro al di fuori di essa. Non pensiamo all’eternità o che ci possa essere una vita diversa da quella della caverna, ci focalizziamo sugli obiettivi terreni.

Nel contesto cristiano dove sono vissuto – in famiglia, nelle parentele e nella rete di rlazione – il tema dell’eternità e della salvezza dell’anima era molto presente. Gli obiettivi della vita, come il lavoro o lo studio, erano tutti subordinati alla salvezza eterna dell’anima che era oggetto della predicazione e della catechesi. Questa prospettiva oggi non c’è più. Difficilmente, anche nel discorso con i cristiani, emerge la prospettiva della vita eterna. Anche per quanto riguarda un livello più ampio ecclesiale, è difficile che emerga come primario il fine della Chiesa ovvero la salvezza eterna delle anime. È più facile che emerga un obiettivo di carattere intramondano.

Mi ha molto impressionato questa impostazione della Madonna sugli obiettivi terreni, che possono essere buoni e diventano positivi solo se inquadrati in un pellegrinaggio, una prospettiva che va oltre i limiti del tempo e della finitezza.

Al termine della vita, gli obiettivi terreni scompaiono, sono vanità. Quello che conta è essere con Dio, è ciò che dà senso alla vita. Quando questo manca la vita non ha più senso, tutto ciò con cui la si riempiva scompare.

È importante impostare la vita oltre i limiti delle cose terrene, questo è l’insegnamento che ci dà la Madonna nel Messaggio di Natale del 2024. Diversamente, la nostra vita viene avvolta dalle tenebre, diventa un vagare qua e là, un fine a se stesso che finisce con la morte, accettando il nulla e lo scomparire. Ma alla fine ci sarà il giudizio divino e chiederà cosa ne abbiamo fatto del dono dell’intelligenza e della volontà, delle grazie che ci ha donato, delle chiamate a cui non abbiamo dato risposta. Ma sarà troppo tardi per svegliarci dalla tiepidezza nella quale siamo caduti. Questo lo dice anche la Regina della pace nel Messaggio del 3 febbraio 1984: «Ogni persona adulta è in grado di conoscere Dio. Il peccato del mondo consiste in questo: che non cerca affatto Dio». Questa caduta nelle tenebre è colpevole.

Questo è uno degli obiettivi più importanti del Giubileo. Tutto deve essere collocato nel desiderio di cercare Dio, di trovarLo, incontrarLo, amarLo, di essere Suoi. Le cose di questo mondo scompaiono da sole, Dio ci dà la vita eterna e nulla può separarci da Lui.

Il senso del Giubileo è proprio tornare a Cristo, il ritorno dei cuori che si sono allontanati. Il frutto di questo anno di grazia lo dice la Madonna al termine del Messaggio di Jakov: «Figli miei soltanto con Gesù nei vostri cuori conoscerete il vero obiettivo della vostra vita e tenderete verso la salvezza eterna» (Messaggio del 25 dicembre 2024). È un Messaggio dove troviamo tutto il Cristianesimo e ci aiuta a capire il compito della Chiesa nel mondo. Cerchiamo Dio che è la Verità, la Via e la Vita, tutto il resto non è essenziale.

Chi ha Dio ha tutto, chi ha tutto e non ha Dio non ha niente. Queste sono esperienze esistenziali.

Bisogna avere il giusto distacco dalle cose terrene e usare le cose di questa terra per finalità superiori, di bene, per andare verso il Cielo, fare dell’amicizia e dell’amore di Dio, l’obiettivo della vita quotidianamente.

Il Cristianesimo è essere di Dio, per Dio, in Dio.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale su Maria “Speranza nostra salve”

Cari amici, il Papa ha voluto intitolare il Giubileo alla speranza cristiana che è la fede nella prospettiva del futuro. La fede fa sperare gli uomini in un intervento salvifico di Dio per il suo popolo. In base alla Creazione e alla Redenzione siamo tutti figli di Dio e ognuno è libero di rispondere a questa chiamata.

L’impostazione data al Giubileo nella speranza è molto importante in questi tempi in cui prevale una visione pessimistica della storia, della vita e del futuro. La storia umana guidata dalla Provvidenza non perde la speranza cristiana. Dio governa il mondo anche attraverso eventi dolorosi, per portare a compimento il Suo piano che è quello di salvare le anime. «Desidero portarvi tutti con me in paradiso» disse la Regina della pace nel Messaggio del 25 marzo 2007, quanti andranno dipenderà dalla nostra risposta.

Credo che sia doveroso, da parte di chi ha avuto la grazia di rispondere alla chiamata della Regina della pace, introdurre un elemento di riflessione proprio per rinvigorire la speranza cristiana. Un elemento mariano. Recitando ogni giorno la preghiera Salve Regina al mattino e alla sera, chiamiamo la Madonna “Spes Nostra Salve” la salutiamo come nostra speranza in questa “valle di lacrime”. Maria è una luce di speranza nel cammino della vita.

Stiamo vivendo una fase unica nella storia cristiana e nella storia biblica. Da quando c’è l’uomo sulla Terra c’è stata una svolta teologica e antropologica. Mai era accaduto che ci potesse essere l’autodistruzione dell’umanità. Questa è l’ora fatale risuonata quando è stata inventata la bomba atomica, un’arma in grado – nella quantità e nella potenza che viene accumulata – di distruggere il mondo in pochi minuti. È solo grazie alla Divina Provvidenza che durante la Guerra Fredda e gli anni a seguire, le bombe atomiche non sono esplose, nonostante ci fossero le possibilità e le intenzioni.

Non è mai successo però che le bombe atomiche fossero minacciate. Negli anni della guerra, si preparava e progettava di colpire a tradimento, ma una minaccia pubblica di usare l’arma proibita non c’è mai stata come adesso. Il mondo è a rischio di autodistruzione. Satana è sciolto dalle catene. Questa regalità è in tanti cuori e fa sì che viviamo in un clima dove nessuno può prevedere cosa accadrà l’indomani.

Questo rovesciamento di prospettive fa capire che siamo entrati negli ultimi tempi dell’Apocalisse, nei quali avverrà la grande battaglia tra l’impero delle tenebre e il Regno di Dio. il Padre celeste ci ha donato l’aiuto di Maria per sostenere la speranza e fiducia cristiana nella vittoria del bene. In questo tempo del Giubileo la recita del Salve Regina ha un eco reale nel contesto mondiale in cui l’umanità impazzita, impaurita e accecata prepara la Terza Guerra Mondiale.

Noi cristiani abbiamo la consapevolezza che non ci sarà lo sterminio del genere umano perché la Madonna ha detto: «Voi siete la mia speranza» (Messaggio del 2 dicembre 2018), «Figlioli, permettete che Dio parli al vostro cuore perché satana regna e desidera distruggere le vostre vite e il pianeta sul quale camminate» (Messaggio del 25 marzo 2020).

La speranza è una virtù teologale, fondamentale, è la prospettiva della vittoria di Dio, del Paradiso, dell’amore. Il capitolo 12 dell’Apocalisse parla proprio degli ultimi tempi come la fase finale della storia, come dice il Catechismo della Chiesa Cattolica. Tale fase sarà contrassegnata da due grandi combattimenti spirituali. Il primo nel quale stiamo per entrare è guidato da Maria, speranza nostra, che ci porterà a un tempo di pace e alla conversione dei popoli del mondo. Una conversione di particolare successo del Suo Cuore Immacolato sarà quella del popolo russo come viene affermato nel secondo Segreto di Fatima.

La speranza è il volto di Maria che è in mezzo a noi da così tanto tempo, che illumina, che esorta e che appare in numerosi luoghi. Il viaggio dalla Terra al Cielo e viceversa è quotidiano. Dobbiamo incominciare a entrare in questa grazia e luce della presenza materna. Nel tempo dei Segreti saranno i suoi Messaggi e la rivelazione tre giorni prima che scuoterà, animerà, illuminerà e salverà il mondo. La speranza cristiana, che è fondata in Cristo vincitore del male e della morte, si concretizza nel nostro tempo con la presenza di Maria. Lei è la nostra speranza.

In questo momento della Storia non sappiamo a chi appellarci. Il Vangelo ha bisogno di essere attualizzato e il fervore ravvivato. Vivere il Giubileo della speranza, come ha detto il Santo Padre, è una grazia inestimabile. La Madonna ogni giorno viene sulla Terra per illuminarci, confortarci, assicurarci la vittoria e ci chiama a combattere con Lei.

Il grande cambiamento avverrà nel tempo dei Segreti, che smuoverà molti cuori e nel quale Dio permetterà eventi drammatici per cambiare il mondo. La rivelazione dei Segreti tre giorni prima farà capire agli uomini che Maria è veramente presente. È la madre di Gesù risorto, salvatore e principe che sgretolerà le ideologie e religioni varie. Soltanto la parte dell’impenitenza finale dell’impero delle tenebre resisterà.

Il Giubileo è l’anticamera del tempo dei Segreti. Il 2025 è un anno importante: il 25 è un giorno benedetto già nell’Antico Testamento, al tempo dei Maccabei che sono riusciti a sconfiggere il modernismo di allora; il 25 gennaio vi è la conversione di San Paolo; il 25 marzo l’Annunciazione; il 25 dicembre il Natale. Questa grazia di avere sentito la chiamata e aver risposto è un motivo che ravviva la speranza, che spinge a essere militanti e testimoni di questi tempi travagliati. Come diceva Luigi Maria Grignion de Montfort bisogna avere: “Il crocifisso nella mano destra, la corona nella sinistra” per uscire fuori dalla tiepidezza.

Ravviviamo la speranza del Giubileo con la certezza che Maria è qui, ci aiuterà e ci salverà.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul coltivare nel cuore la divina presenza

Cari amici, per vivere in grazia di Dio è necessaria innanzitutto la Confessione e la remissione dei peccati, a cui deve fare seguito un programma di vita spirituale che rafforzi la divina presenza in noi. Deve esserci una particolare tensione interiore per non ricadere nel peccato, nei vizi che ci mettono particolarmente in difficoltà e ci fanno vacillare. Vivere in grazia di Dio significa diventarne il tempio vivente, estirpare dal nostro cuore i peccati e i vizi, cacciare e tenere lontano il diavolo. Significa, insomma, vivere con la presenza della Santissima Trinità nel nostro cuore.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica utilizza un’espressione bellissima per descrivere il nostro stato esistenziale:
l’uomo è stato creato “capace” di Dio, vuol dire che l’uomo trascende i limiti della finitezza, della creazione materiale e trascende qualsiasi limite perché con la sua intelligenza (che è una facoltà dell’anima) può arrivare a conoscere Dio, attraverso le creature, attraverso l’itinerario del cuore e attraverso la sua volontà può arrivare ad amare Dio sopra ogni cosa.

Quando il Catechismo della Chiesa Cattolica dice che l’uomo è capace di Dio intende che siamo abilitati a diventare il tempio della Santissima Trinità; la nostra anima è elevata in grazia da Dio e, già col Battesimo, diventa dimora di Dio. Lo scambio d’amore che avviene nel cuore fra noi e Gesù deve essere come quello che c’è fra Lui e il Padre.

L’obiettivo da raggiungere è, allora, quello di vivere stabilmente in grazia di Dio, alimentando l’amore fino ad amare Gesù sopra ogni cosa. Una vita vissuta con quest’impostazione non ha paura della morte perché chi vive coltivando nel cuore la divina presenza e muore improvvisamente va direttamente in Paradiso. La Regina della pace ci esorta a puntare a questo obiettivo: «La maggior parte degli uomini, quando muore, va in purgatorio. Un numero pure molto grande va all’inferno. Soltanto un piccolo numero di anime va direttamente in paradiso. Vi conviene rinunciare a tutto pur di essere portati direttamente in paradiso al momento della vostra morte» (2 novembre 1983).

È solamente in Paradiso che c’è l’unione con Dio; in purgatorio c’è la speranza, all’inferno il totale distacco. Il purgatorio è comunque un luogo di sofferenze necessarie alla purificazione, le anime lì sono felici perché sanno che vedranno Dio ma l’attesa le rende allo stesso tempo infelici.

Se coltiviamo l’obiettivo di essere uniti intimamente a Gesù vivendo stabilmente in grazia di Dio, possiamo alimentare questa pienezza fino all’amore per Dio sopra ogni cosa, con qui vengono distrutte tutte le conseguenze del peccato, tutte le oscurità che l’anima dovrebbe purificare in purgatorio.

Già in questa vita possiamo purificare la nostra anima anticipando quello che dovrebbe scontare in purgatorio. Ad esempio, si possono offrire le sofferenze e anziché lamentarci soffrire insieme a Cristo per la salvezza delle anime e per la purificazione della nostra anima. Quello che conta è una volontà precisa di eliminare il male dalla nostra vita, di sradicarne completamente le radici. Se il male non viene totalmente eliminato i vizi riprendono a spuntare e a produrre i loro vizi.

Diamoci da fare ogni giorno per purificare il cuore! È necessario un programma di vita concreto per perseguire l’obiettivo di vivere intimamente uniti a Gesù. Il primo passo è aprire la porta del cuore, il secondo è purificare il cuore dal peccato, il terzo è fare entrare Gesù. Procediamo nel cammino della vita facendo questi passi e accompagnandoli sempre con la preghiera continua.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul Messaggio della Regina della pace del 25 dicembre 2024 a Jakov

«Cari figli, oggi in questo giorno di grazia, in modo particolare vi invito a non vivere la vita tendendo verso gli obiettivi terreni e a non cercare la pace e la gioia nelle cose terrene perché in questo modo la vostra vita è avvolta dalle tenebre e non vedete il senso della vostra vita. Figlioli, aprite la porta del vostro cuore a Gesù, permettetegli di avvolgere tutta la vostra vita perché possiate iniziare a vivere nell’amore e nella misericordia di Dio. Figli miei soltanto con Gesù nei vostri cuori conoscerete il vero obiettivo della vostra vita e tenderete verso la salvezza eterna. Io vi benedico con la mia benedizione materna».

Cari amici, nel Messaggio del 25 dicembre 2024 al veggente Jakov la Regina della pace ha detto di non cercare la pace e la gioia nelle cose terrene. In questo Messaggio la Madonna si riferisce indubbiamente alla gente del nostro tempo; è proprio vero che molti si perdono dietro alle cose terrene e non trovano la felicità, rimangono delusi e si impantanano nella palude del male da dove non hanno più scampo. Chi vive cercando la pace e la gioia nelle cose terrene, ha detto al Regina della pace, perde il senso della vita.  

Questo Messaggio è molto profondo e riguarda proprio la nostra vita quotidiana. Le parole della Madonna sono bellissime e hanno un alto valore esistenziale; Maria ci insegna che per trovare il senso della vita bisogna aprire la porta del cuore a Cristo, è lui la vera fonte di pace e di gioia. In altri Messaggi la Regina della pace ha fatto una sorta di analisi del cuore umano, ha detto che anela a Dio e a quello che ci dona. È solo in Dio che troviamo gioia, pace, felicità, bellezza; solamente nel Signore il nostro cuore ottiene quello a cui anela nel profondo.

Sant’Agostino ha racchiuso in un’espressione bellissima il valore del cuore umano e la profondità dei suoi desideri: “Eppure l’uomo, una particella del tuo creato, vuole lodarti. Sei tu che lo stimoli a dilettarsi delle tue lodi, perché ci hai fatti per te, e il nostro cuore non ha posa finché non riposa in te” (Le Confessioni). Il cuore umano riposa solo in Dio e la Madonna ci fa capire che, siccome cerchiamo la pace e la gioia, il diavolo vuole renderci inquieti e infelici quindi ci attira con le sue false verità. Satana ci attira e ci inganna con quello che ci offre, ci risucchia nel desiderio delle cose terrene che non soddisfano interiormente, sono felicità illusorie ed effimere.

La tentazione in cui cade l’umanità di oggi è la stessa dei progenitori che volevano trascendere la loro creaturalità e volevano mettersi al posto di Dio. Allo stesso modo oggi la gente rincorre le cose terrene e non alza gli occhi al Cielo. Il diavolo è astuto e instancabile nel tentare l’uomo con le cose terrene, spinge per portarci oltre la nostra creaturalità e per farci cercare la pace e la gioia nelle cose materiali. Ma il cuore umano anela a una pace e una gioia ben diverse la cui fonte è solamente Dio. Le cose terrene soddisfano solamente in modo superficiale, effimero, passeggero e alla fine ci troviamo insoddisfatti, irrisolti; la vera luce è Dio, unico che può innalzarci a Lui e farci gustare la vera pace e la vera gioia.

La varietà delle tentazioni si riduce sempre alle stesse caratteristiche, il diavolo ci offre ciò che è passeggero ma in realtà noi desideriamo ciò che eterno. Satana è molto abile a inzuccherare le false gioie, ma una volta addentate ne assaporiamo tutta l’amarezza. Queste false gioie ci rendono inqueti, la nostra coscienza rimorde, vaghiamo infelici e angosciati nelle tenebre. L’uomo moderno si è veramente fatto raggirare dal diavolo, si è allontanato da Dio e si ritrova avvolto nelle tenebre, impantanato nel male, nella falsità, nella menzogna, nelle tribolazioni. Abbiamo veramente perso il senso della vita proprio perché ci siamo allontanati da Dio.

Dio è la fonte della gioia e della pace a cui anela il cuore dell’uomo, allontanandoci da Lui abbiamo inevitabilmente e sistematicamente perso tutto quello che conta veramente. L’umanità rincorre le cose terrene e non alza lo sguardo al Cielo, si è lasciata abbindolare dal serpente come è successo ai progenitori; la Storia si ripete proprio perché l’uomo cede alle tentazioni, è debole e non ha l’umiltà di mettersi come creatura di fronte al Creatore. Anche oggi l’uomo vuole mettersi al posto di Dio e cade nella trappola di satana che lo inganna e lo rende suo schiavo. L’uomo senza Dio non è libero, è schiavo di satana e delle sue passioni.

Chi vive rincorrendo le passioni terrene è avvolto nelle tenebre e ha perso il senso della vita. Si capiscono così le esistenze distrutte, i “morti che camminano” di cui parlava Madre Teresa di Calcutta. Quante persone si sono distrutte scegliendo la strada della perdizione e allontanandosi da Dio. Satana ci illude di soddisfare la nostra fame di Dio con ciò che Dio non è; satana ci attira, ci inganna e ci rende suoi schiavi promettendoci false gioie luccicanti ma che in realtà sono fasulle e passeggere.

Vegliamo, allora, sulla porta del nostro cuore e rafforziamo la nostra fede con la preghiera affinché la nostra anima continui ad anelare solo a Dio e non ci facciamo trascinare nel pantano maleodorante dove vuole portarci satana. Mortifichiamo la fame di mondo con il combattimento spirituale continuo e con il discernimento, accrescendo la fame di Dio che si soddisfa solo con la sua verità e il suo amore, unica fonte di pace e di gioia che ci apre al senso vero della vita.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sull’anno di grazia del Giubileo

Il Giubileo è un anno di grande grazia. Il significato delle porte aperte è stato spiegato direttamente dalla Regina della pace nel Messaggio dato al veggente Jakov il 25 dicembre 2024: «Figlioli, aprite la porta del vostro cuore a Gesù, permettetegli di avvolgere tutta la vostra vita perché possiate iniziare a vivere nell’amore e nella misericordia di Dio». Il significato vero del Giubileo è, allora, proprio quello di aprire la porta del cuore a Cristo dopo aver estirpato tutte le radici del male, i vizi, i peccati che ci distruggono, ci rendono cattivi, deturpano la nostra anima. L’invito è quello di fare questa pulizia interiore e far sì che nel cuore entri Dio con tutti i suoi santi doni. Se Dio è nel nostro cuore vuol dire che siamo veramente a Sua immagine e non a immagine del maligno.

La Chiesa tutta è chiamata alla conversione in questo anno di grazia, anche se come dicevano i Padri della Chiesa: Ecclesia semper reformanda (la Chiesa deve continuamente rinnovare se stessa); tutta la Chiesa peregrinante sulla Terra deve continuamente rinnovarsi, purificarsi. Ecco perché, allora, l’anno giubilare è un anno di grazia, serve perché ciascuno di noi rinnovi in se stesso la vita cristiana fatta di preghiera, attraverso la quale entra la luce di Dio, la sua verità, la sua voce, il suo amore. Oltre alla preghiera dobbiamo riprendere ad accostarci ai Sacramenti, soprattutto la Penitenza (almeno una volta al mese) e l’Eucarestia (almeno tutte le domeniche e le feste).

Che l’anno giubilare significhi per noi cristiani una riscoperta della vita di preghiera nella nostra giornata, organizzandola in modo tale che abbia momenti fissi di preghiera ai quali attendere. Beati quelli che dedicano del tempo ogni giorno alla recita del Santo Rosario, preghiera tanto cara alla Madonna! La meditazione dei Misteri del Rosario tiene viva la fiamma della fede, irrobustisce nel combattimento spirituale. L’anno giubilare serva, allora, a rimettere ordine spirituale nella nostra vita quotidiana. Il primo passo è quello di rinnovare la preghiera e la fede perché con esse possiamo vedere la nostra condizione esistenziale di peccato, vediamo il panorama della nostra anima molte volte offuscata da peccati gravi, da vizi ormai radicati. In quest’anno giubilare dobbiamo veramente cambiare vita, far sì che il peccato venga espulso dalla nostra vita. Avvicinarsi a Dio vuol dire rinunciare al peccato, per percorrere la vita della santità bisogna lasciare quella della perdizione.

Siamo chiamati a essere lievito che fa fermentare il pane, sale della Terra. La Madonna ci invita a essere strumenti con cui il bene prevale, ci chiama alla conversione affinché il bene prevalga nel mondo e la pace regni nei cuori. In questo tempo di grazia, allora, approfittiamo per rafforzarci nello spirito perché nel futuro che ci attende avremo bisogno di coraggio, di lottare, di fede e di testimonianza. La Madonna ci sta preparando proprio al tempo dei Segreti che saranno prove spirituali che non dovranno farci trovare deboli nella fede e tiepidi nella preghiera; prima del trionfo del Suo Cuore Immacolato dovremo affrontare una grande battaglia spirituale.

La prospettiva che abbiamo davanti è quella del trionfo del Cuore Immacolato di Maria ma dovremo essere suoi per vincere con Lei. Camminiamo sulla via che porta al Cielo insieme a Maria e con la Chiesa tutta. Il Santo Padre Papa Francesco ci ha esortato ad essere portatori di speranza, accogliamo questo invito, facciamone un programma di cammino per tutto il tempo del Giubileo. Il nostro atteggiamento interiore sia proprio quello dei “pellegrini di speranza”, camminando in tempi di purificazione e di decisione. In questo anno giubilare la Madonna si aspetta certamente un rinnovamento della preghiera, della fede, della vita cristiana. Ciascuno dia il suo contributo anche perché camminando con Gesù e Maria si è sereni.

Chi ha Gesù e Maria nel cuore, chi ha lo sguardo interiore rivolto verso il Cielo è pellegrino di speranza sulla Terra. Con Gesù e Maria nel cuore le difficoltà si affrontano con uno spirito diverso, con speranza e affidamento, con la certezza che non si è soli. Nel cammino della vita quante volte ci è capitato di incontrare delle persone che portano croci molto pesanti, eppure hanno uno sguardo sereno, sperimentano la pace del cuore grazie all’affidamento e Dio e alla preghiera. Il “segreto” di questa serenità è la presenza di Dio nel cuore che illumina, riscalda, fortifica, dà gioia.

Aprite le porte a Cristo, non abbiate paura 
Spalancate il vostro cuore all’amore di Dio
Aprite le porte a Cristo, non abbiate paura 
Spalancate il vostro cuore all’amore di Dio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla vita, una navigazione affascinante ma pericolosa

Cari amici, la vita umana è come una navigazione in un oceano a volte calmo, a volte tumultuoso. Nella traversata della vita, lo sappiamo, ci sono momenti di bonaccia ma non mancano le tempeste. La rotta è piena di pericoli, ciascuno di noi può fare un bilancio del tragitto fatto finora e riconoscere che ha dovuto affrontare diversi momenti travagliati.

È certamente inevitabile che la vita umana abbia delle turbolenze, nella nostra presunzione pensiamo di poter resistere senza l’aiuto di nessuno, ci crediamo veramente inaffondabili, invincibili. La vita è certamente un dono meraviglioso, ma ci sono tanti pericoli che incombono. Basta guardarsi intorno e leggere i giornali per capire che i nostri corpi sono molto fragili, soggetti a sofferenze e difficoltà. Quante persone conosciamo che sono sempre state in buona salute e dall’oggi al domani hanno avuto un declino fisico a causa di qualche malattia.

Dobbiamo prendere consapevolezza della fragilità umana, anche quando ci sentiamo invincibili. Basta un nonnulla per metterci ko. È normale, allora, chiedersi perché il Signore ci ha creato con un corpo così fragile. Dio ha creato i progenitori elevandoli in grazia, esenti dalla sofferenza e dalla malattia, immortali. Tuttavia, la fragilità del corpo persiste; il corpo dell’uomo non è invulnerabile a causa della debolezza che ha contratto con il peccato originale.

Il peccato ha reso il corpo umano fragile. È bensì vero che il corpo umano è un capolavoro di perfezione, ma è anche vero che ogni giorno moriamo un po’. Il cammino nel tempo che logora non si può fermare. Il nostro corpo è soggetto a un lento declino, è inevitabile.

È importante, allora, prendere coscienza della fragilità del nostro corpo. Fin dalle origini siamo caduti nel peccato della superbia; ci crediamo immortali, ma non è così. Nessuno può allungare la vita nemmeno di un istante, solo Dio sa quanto dura il cammino di ciascuno di noi.

Dio ha permesso che il nostro corpo fosse fragile e soggetto a malattie e morte proprio per farci capire che sulla Terra siamo di passaggio. Dobbiamo certamente curare la nostra salute e prenderci cura del nostro corpo, ma non dobbiamo idolatrarlo. La vita sulla Terra è un passaggio, è una tappa. Oltre la morte si cammina ancora e a volte la strada verso il Cielo è lunga perché bisogna fare penitenza in purgatorio.

La vita è bersagliata anche e soprattutto da innumerevoli e drammatici pericoli per lo spirito e per l’anima. La sofferenza morale flagella la vita, a volte è la cattiveria che abbiamo dentro che prende possesso di noi stessi e ci logora. Il mondo stesso è pieno di insidie, i nemici (e i falsi amici) sono ovunque, a volte le serpi sono all’interno delle nostre famiglie e ci troviamo ad affrontare difficoltà e cattiverie ogni giorno e da parte delle persone che dovrebbero volerci bene.

Il male che viene dal prossimo è forse la più grande tribolazione che siamo chiamati ad affrontare ogni giorno. Quanti tranelli, quante seduzioni e quanti inganni dobbiamo schivare ogni giorno dalle persone più impensabili. Sembra di passeggiare in un bellissimo giardino fiorito, ma sotto i petali colorati si nascondono serpenti e scorpioni.

Dio ha permesso che fossimo fragili, deboli, soggetti alla malattia, alla vecchiaia, alla morte, ai pericoli, alle insidie, proprio perché rimanessimo umili. La causa della perdizione è la presunzione. Chi si crede Dio, chi si mette al suo posto, si perde eternamente. Oggi, il peccato del mondo è mettersi al posto di Dio, pretendere di farne a meno.

La sofferenza rende saggi. Il male che viene inflitto dagli altri ci riporta coi piedi per terra. La malattia ci rende consapevoli della nostra fragilità. I pericoli, le fatiche, le sofferenze della vita ci riportano alla dimensione di creature che si inginocchiano davanti al Creatore.

L’umiltà di avere bisogno di Dio tiene lontana la superbia che è la causa della perdizione eterna. L’umiltà ci rende fratelli, è un grande dono che non ci fa deviare dalla via per il Paradiso.

La vita è un’avventura meravigliosa, ma è molto pericolosa. Dio permette la nostra fragilità perché abbiamo ad affidarci a Lui.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sull’abitudine ai gesti gratuiti

Cari amici, Gesù ha detto: «Gratuitamente avete ricevuto gratuitamente date» (Mt 10,8). Queste parole sono molto importanti, soprattutto nella società nella quale oggi viviamo dove è molto difficile trovare gesti gratuiti, in quanto tutti sono proiettati a guadagnare e ad accumulare e spesso ci si dimentica delle persone bisognose che vengono emarginate.

Soffermiamoci a pensare a noi stessi, a chi siamo. Da Dio Creatore e da Cristo Redentore abbiamo ricevuto tutto ciò che siamo e ciò che abbiamo. La vita è un dono di Dio e tutte le nostre qualità vengono da Lui. La nostra stessa esistenza, istante dopo istante, è un dono di Dio. Ogni passo del nostro cammino è concesso da Dio.

La consapevolezza che tutto ciò che siamo e che abbiamo sia un dono di Dio ci deve rendere grati, ogni giorno. È importante, inoltre, l’apertura agli altri. Così come noi abbiamo ricevuto tutto, è bene che lo condividiamo con gli altri. È un atteggiamento interiore di apertura del cuore, di mani tese verso i bisognosi. Gesù Cristo ci insegna che siamo tutti fratelli e sorelle, siamo un’unica famiglia umana creata da Dio.

È bello riscoprire la dimensione della gratuità nel mondo d’oggi dove, invece, la gente si aspetta sempre un compenso per ciò che fa. A livello individuale, infatti, è difficile trovare dei gesti gratuiti, ma noi cristiani dobbiamo ritrovarli e riempire la nostra vita di altruismo, specialmente quando abbiamo ricevuto da Dio la grazia di avere non solo il necessario, ma anche il superfluo.

Com’è bello riprodurre in noi lo stesso atteggiamento di Dio. Come Lui non ha tenuto per sé la sua pienezza di grazia ma ha voluto creare gli esseri umani capaci di accogliere la grandezza del Suo amore, così anche noi dobbiamo dare agli altri le grazie che abbiamo ricevuto. Questo discorso non deve limitarsi unicamente dal punto di vista materiale, non si tratta solamente di elemosina. Dev’essere proprio una disposizione interiore, dare il meglio di noi stessi agli altri, donare il nostro amore, il nostro talento, la nostra stima. In un mondo in cui l’egoismo la fa da padrona insieme alla competizione e alla smania di accumulo, dobbiamo arginare questo atteggiamento interiore introducendo la gratuità, il dono di sé incondizionato.

Aiutare gli altri è un esercizio che aiuta anche nel cammino spirituale e significa dare una buona parola di conforto, incoraggiare, comprendere, ascoltare, aiutare chi è in difficoltà. L’atteggiamento interiore di attenzione all’altro fiorisce poi in comportamenti virtuosi. In un mondo in cui l’egoismo e l’odio cercano di prevalere, dobbiamo cercare di rispondere con l’amore, con la generosità, con la disponibilità, con la fraternità.

Siamo creature di Dio, dobbiamo imitarlo. Il fondamento teologico dell’apertura verso gli altri è il fatto che Dio ci ha chiamati dal nulla, donandoci gratuitamente tutti i doni (naturali e soprannaturali) di cui siamo ricolmati. Nella preghiera capiamo che siamo un dono, ringraziamo Dio per tutto ciò ci dà ogni giorno; doniamo agli altri quell’amore e quei doni che Dio ci dà. Questo modo di concepire la vita ci fa sentire veramente tutti fratelli, tutti figli di un unico Creatore che, nella sua luce e nel suo amore, si aiutano, si donano reciprocamente, fanno del bene incondizionatamente.

A imitazione di Cristo, diffondiamo il bene, la pace, l’amore, aiutiamo le persone senza volere nulla in cambio. Con questa forza divina che sgorga dal Cuore di Cristo, possiamo fermare i flutti dell’odio e le mareggiate di violenza che si perpetrano ogni giorno in ogni parte del mondo.

La Regina della pace ci abbraccia, riversa su di noi la sua tenerezza affinché noi la versiamo sugli altri: «In modo particolare, figlioli, che abbraccio con tenerezza, vi esorto alla preghiera per la pace nel mondo, affinché la pace prevalga sull’inquietudine e l’odio» (Messaggio del 25 novembre 2024).

Il bene sia più forte del male, i gesti gratuiti schiaccino gli egoismi e le prevaricazioni, l’amore spazzi via l’odio, la luce dissipi le tenebre. Abituiamoci a fare gesti gratuiti nei confronti del prossimo.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla vita umana senza Dio, un vagare inutile

Cari amici, la vita senza Dio è un vagare inutile. Rispetto a quando la fede era più fervente la vita oggi ha un’impostazione molto diversa, nel quotidiano non c’è spazio per Dio. In passato, invece, era ben presente il riferimento a Dio, eravamo consapevoli che venivamo da Dio Creatore che ci ha tratto dal nulla e ci ha dato un’anima spirituale immortale; l’educazione dei nostri genitori era impostata su una visione della vita alla luce della fede. La vita era intesa come un cammino verso l’eternità, con un inizio e una fine e con un traguardo ben preciso: il Cielo. Con la luce della ragione e con la grazia dello Spirito Santo possiamo dire che in tutte le religioni c’è l’apertura all’Aldilà, alla vita oltre la morte.

È tipico del nostro tempo, invece, imporre una visione pseudoscientifica della vita secondo la quale veniamo dalla materia e, morendo, torniamo a essa. Oggigiorno l’uomo è ridotto a un animale che nasce, cresce e muore. L’umanità non ha più lo sguardo rivolto verso il Cielo, si è chinata verso il basso, ha perso la visione soprannaturale della vita. Negli ultimi decenni si è sempre più diffusa una visione intramondana, regressiva perché riduce l’uomo – che è invece l’espressione più alta del Creato – è stato declassato a prodotto materiale, ad animale un po’ più sviluppato ma comunque limitato. La vita umana, oggi, è tutta orientata al soddisfacimento dei desideri materiali.

Il cuore umano è assetato di assoluto, l’essere umano è la creatura più nobile perché è in grado di arrivare a Dio con la sua intelligenza. L’uomo anela a Dio e i beni spirituali sono il più grande desiderio da realizzare. Chi è nel cammino di fede sa che ci sono dei beni spirituali che valgono più di tutto l’oro del mondo, come ad esempio la pace del cuore e la gioia interiore. Le virtù spirituali rendono bella una persona anche esteriormente perché riflette quel buono interiore anche nello sguardo, nel sorriso, nei modi di porsi agli altri. Ci sono dei beni spirituali che chi crede in Dio ha sperimentato e sa quanto elevano l’uomo.

Rinchiusa la vita nell’ambito dell’animalità, siamo prigionieri dell’effimero e della ricerca spasmodica al benessere materiale che non soddisfa mai veramente, anzi degrada moralmente. Impostando la vita alla ricerca della soddisfazione materiale si arriva alla fine con in mano un pugno di mosche. La vera gioia sta nei beni spirituali, è lì che dobbiamo arricchirci!

Non c’è da meravigliarsi che laddove c’è la degradazione della vita umana, tipica del materialismo e dell’ateismo, si moltiplicano le infelicità e le insoddisfazioni croniche che talvolta sfociano in depressioni anche gravi. La rabbia interiore, causata dall’infelicità, è sotto i nostri occhi ogni giorno; tutti i fatti di cronaca terribili sono la deriva della ricerca inutile del benessere materiale.

È bene allora, fermarsi e fare un paragone tra la vita di un credente e quella di un non credente. Il primo ha lo sguardo rivolto verso il Cielo, anela a Dio, cammina ogni giorno sperimentando la gioia anche nella sofferenza, offrendo le difficoltà al Signore e affidandosi quotidianamente a Lui. Chi vive in questo modo è una persona affidabile anche da punto di vista sociale, è certamente una persona responsabile, potremmo dire è una persona “di cuore” a cui molti si rivolgono anche per dei consigli, per una parola buona e confortante. Chi crede irradia i dono di Dio anche agli altri, porta gioia, porta speranza, porta luce nelle vite di chi gli sta intorno.

Il non credente si lamenta, ha paura del futuro, è totalmente immerso nella ricerca materiale di qualcosa che lo soddisfi, rincorre una felicità terrena che non può trovare nelle cose effimere di questo mondo. Lo stato di insoddisfazione e di infelicità esistenziale che ormai ha permeato quasi l’intera umanità sta a identificare il fallimento della falsa religione che ha sostituito il Cristianesimo. L’uomo ritorni al suo posto di creatura creata da Dio! Ritorniamo alla fede cristiana! Ritorniamo alla Verità e alla Luce! Solamente vivendo nella luce di Dio possiamo ricostruire noi stessi e sperimentare la vera gioia interiore.

Con Dio la vita è un pellegrinaggio di luce dalla Terra al Cielo. Senza Dio la vita umana è un vagare inutile.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sul tempo in cui siamo per raggiungere l’eternità

Cari amici, all’inizio del millennio la Regina della pace ha preannunciato che: «Satana è libero dalle catene» (Messaggio del 1° gennaio 2001). Il lungo lavoro che è stato fatto per demolire il Cristianesimo, è riuscito a concretizzarsi nella proposta di una nuova religione umanitaria e modernista. Umanitaria significa che mette l’uomo al posto di Dio; modernista significa che proclama il passaggio dalle tenebre del passato alla luce del presente. È la fase della storia nella quale l’uomo è consapevole della sua indipendenza da Dio perché lui stesso è una divinità.

Siamo entrati nuovamente nella caverna che Platone descrive nel suo famoso dialogo “La Repubblica”. Il genere umano, nonostante abbia la possibilità di uscire, decide di rimanere nelle tenebre. Il messaggero che invita a uscire alla luce del sole non viene ascoltato. Questo dialogo del V secolo a.C. ha fatto in modo che la paganità potesse essere sollecitata alla venuta di Cristo Redentore.

Dopo la venuta di Gesù, l’umanità ha potuto sperimentare la vera luce di Cristo – Via, Verità e Vita – tuttavia ha ceduto alla tentazione di ritornare nella caverna. Dopo il sole del Cristianesimo ha seguito il richiamo della foresta ritornando nel buio. Questo passo che viene definito come “progresso” o “illuminazione” in realtà è un passo indietro nell’abisso.

Le nuove generazioni hanno un’educazione senza Dio, imbevute di una visione immanentista, atea e materialistica della vita. I giovani apprendono la “vera sapienza” che è la visione atea della vita – Viviamo in un ciclo eterno della materia , nel quale il destino dell’uomo è la morte.

La fede e le profezie cristiane ci dicono che questo abbandono della verità per seguire la tenebra, l’abbandono di Cristo per seguire satana, è stato profetizzato ampiamente già nel Vangelo. Gesù stesso preannuncia il dissolvimento della fede e il ritorno alla vita pagana. Nel romanzo di Robert Benson “Il padrone del mondo” viene descritta una città modernista sottoterra e illuminata da una luce artificiale, proprio come il mondo di oggi.

La civiltà è entrata in crisi perché, avendo abbandonato Dio, gli uomini sono in balia del maligno, della prepotenza della menzogna e dell’odio. Come ha detto Gesù: “Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui” (Dal vangelo di Giovanni 8). Il mondo non riesce a vedere un futuro diverso dall’autodistruzione e dall’autodissoluzione della fede e della morale, nel quale ci sarà il dominio della morte.

La profezia cristiana ci fa capire che non può esistere un futuro senza Dio. Tuttavia, non sarà solamente un intervento esterno a cambiare la situazione, ma anche il cuore di ogni uomo, che geme sotto la dittatura del male. Ci siamo resi conto che, negli ultimi anni, il mondo è andato a peggiorare nonostante siamo più sviluppati materialmente. Tuttavia, i nemici del genere umano, che sono la sofferenza, il male, la cattiveria e la morte, ci tengono prigionieri. Non basta il progresso tecnico per sconfiggere i mali che ci affliggono.

Per questo ripudiamo sempre più il mondo e il nostro cuore si apre all’invocazione verso Dio perché venga ad aprirci le porte della caverna, del mondo infestato dai demoni. L’intervento di Dio non basterebbe se dentro di noi non ci fosse l’attesa e il bisogno di Lui. Il cuore umano desidera la liberazione, l’eternità, il bene, la bellezza e la giustizia. Questi desideri profondi emergono, si affermano e mettono in crisi il mondo dell’ingiustizia, della cattiveria e della prepotenza.

Questo è quanto la Madonna ci ha promesso, ovvero i tempi nuovi di primavera. Questa prospettiva verrà con il crollo del mondo senza Dio, che non ha fondamenta nel cuore dell’uomo, ma è un’imposizione esterna di satana.

Il cuore degli uomini che non si sono lasciati corrompere, ripudia il mondo del maligno e brama il Regno di Dio che è quello di pace, amore e luce. Dobbiamo coltivare e rafforzare questa prospettiva in un momento in cui la Madonna ci avvisa: «Il diavolo miete le anime» (Messaggio del 25 luglio 2020). La Madre celeste ci invita: «satana è forte e vuole attirare a sé quante più anime possibili. Perciò voi vegliate nella preghiera e siate decisi nel bene» (Messaggio del 25 gennaio 2022). Seguiamo la Regina della pace che ci porta il Paradiso qui sulla Terra.

La strada giusta è quella che porta a Gesù e Maria, che liberano dal male e portano a un tempo di pace. Questo è il tesoro che dobbiamo tenere nel cuore. Non facciamoci sedurre dalle false luci, dalle false rivelazioni, dalle adulazioni e da tutto ciò che cerca di attirarci sulla via della perdizione. Vegliamo, vigiliamo e perseveriamo, perché la liberazione è vicina. Sarà un fatto storico che riguarda una generazione intera e il futuro dei nostri figli. Loro devono essere educati in questa prospettiva di liberazione che viene da Cristo, dalla guida e presenza di Maria in mezzo a noi.

Nel tempo di Avvento camminiamo verso Colui che è la pace, fortifichiamoci affinché non camminiamo sulla via della morte e della distruzione.

Siamo in cammino nel tempo, ma non possiamo fare di esso la nostra dimora eterna. La nostra meta è il Cielo al quale dobbiamo tendere ogni giorno.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

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