Pensiero spirituale sul cuore capace di Dio

Cari amici, per ogni uomo è possibile raggiungere Dio in ogni parte del mondo, anche senza la grazia del Battesimo e della fede. La capacità di Dio di parlare al cuore di ogni uomo è una Verità cattolica legata alla Divina Rivelazione. Creando nell’uomo un’anima spirituale immortale, l’ha reso capace di sé, ovvero capace di parlare e ascoltare la voce divina. Non è necessario che la persona sia cristiana, infatti, è possibile che una persona che non ha mai conosciuto la Divina Rivelazione, possa avere una rivelazione naturale nel suo cuore attraverso la voce di Dio e della coscienza. Come dice Gesù: “A chi è stato dato poco, sarà chiesto poco, a chi è stato dato molto, verrà chiesto molto”.

Dobbiamo sempre avere un atteggiamento di grande speranza riguardo le persone umane. Il messaggio cristiano fondamentale è che ogni uomo è figlio di Dio prima ancora del Battesimo. Questo Sacramento dona una grazia soprannaturale che è la Divina Figliolanza, un’intima unione con Cristo. A livello della Creazione, quindi della dignità dell’anima spirituale e immortale, ogni uomo viene creato da Dio, quindi, è Figlio di Dio.

Con l’esclamazione: “Cari figli”, la Madonna si rivolge a tutti coloro che sono figli in modo soprannaturale – perché hanno avuto la grazia della fede – ma anche a tutti coloro che pur non avendo avuto la fede, hanno la grazia dello Spirito Santo. Come sappiamo, lo Spirito Santo è il primo missionario, colui che porta la buona novella nel cuore degli uomini a prescindere dal fatto che si siano incontrati con la predicazione della Chiesa.

Tutto questo ci fa capire che ogni uomo dentro di sé ha a che fare con Dio. Come ha detto la Regina della pace: «Dio regnerà nei cuori di tutti gli uomini» (Messaggio del 25 agosto 1989). Non c’è nessun uomo che non abbia a che fare con Dio, con la Sua voce, con l’eco nell’anima dei suoi Comandamenti. Essi sono descritti da Mosè nelle Tavole della Legge, nella Sacra Scrittura e nell’insegnamento della Chiesa, ma sono anche descritti nell’anima umana. Dentro di noi sappiamo che non dobbiamo uccidere, non dobbiamo rubare e molto altro. Sono i principi della santità divina che sono impressi nel nostro essere.

La ricchezza dell’uomo è proprio quella di avere una connessione diretta con il Creatore. Nella Sacra Scrittura si incontrano diversi personaggi che sono posti al di fuori della Storia della salvezza, eppure grazie alla rivelazione naturale nella quale risplende la luce del Verbo, ascoltano e rispondono alla chiamata divina. Anche la madonna lo conferma: «Ogni persona adulta è in grado di conoscere Dio» (Messaggio del 3 febbraio 1984).

Questo colloquio, questa conversazione divina, avviene in quella parte dell’anima che Dio si è riservato per sé. I grandi mistici del Medioevo e del Rinascimento l’hanno descritto come “fondo dell’anima”, altri parlano di “punta dell’anima”, Maria non localizza specificatamente ma parla di “parte dell’anima”, attraverso il quale il Signore parla, chiama, rimprovera, esorta e perdona ogni uomo.

È un discernimento della Chiesa sull’anima umana capace di Dio, orientata a Lui. Questo porta alla conclusione che ognuno è in grado di conoscere e amare Dio: «L’uomo è capace di conoscere l’esistenza di Dio» (Messaggio del 25 febbraio 1984). Se non si conosce viene imputato come colpa, che la Regina della pace chiama “il peccato del mondo”. Esso chiama in causa il disinteresse collettivo dell’umanità nei confronti di Dio: «Il peccato del mondo è quello di non interessarsi a Dio» (Messaggio del 25 febbraio 1984). Nei nostri tempi, invece di un disinteresse, tuttavia, si potrebbe parlare di un’occupazione del posto di Dio. La Gospa ha coniato una parola nuova per contrastare questo disinteressamento: «Cercatori di Dio» (Messaggio del 25 settembre 2022).

Il Padre celeste è sempre presente nell’intimo di ognuno, rimproverando chi fa il male, ma anche chiamando al perdono, al cambiamento di vita e alla conversione. Gli atei riescono a convertirsi perché Dio li raggiunge attraverso la voce della Chiesa e della coscienza nel loro cuore.

Essere atei è uno stato pericoloso nel quale si trova l’anima. Chi crede ha ascoltato la voce di Dio, chi non crede l’ha ignorata, di fronte al giudizio finale non vi è parità. Non vi sono scusanti per l’ateismo di massa che si sparge nel mondo di oggi, perché Dio parla a tutti gli uomini e chi non ascolta deve renderne conto a Lui. Se siamo troppo attaccati al mondo, il Padre celeste ce lo fa capire con gli strumenti che ha in mano, che possono essere molto dolorosi. Chi è in uno stato di ateismo, lo è perché non ascolta il Buon Pastore che scende nell’intimo di ognuno e bussa la porta. La Regina della pace ammonisce: «L’uomo moderno non vuole Dio. Perciò l’umanità va verso la perdizione» (25 gennaio 2023).

In una società in cui l’ateismo ormai è quasi un’etichetta di nobiltà, sono numerose le anime in pericolo. Per salvare gli uomini, Dio onnipotente utilizza i mezzi necessari per far sì che si sveglino dal sonno stanco delle loro anime.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”