Pensiero spirituale sul discernimento delle persone da frequentare

Cari amici, è importante il discernimento nello scegliere le proprie frequentazioni, le amicizie, le persone che possiamo far entrare nella nostra vita, alle quali possiamo appoggiarci e di cui possiamo fidarci. È una tematica molto presente nella formazione e nelle catechesi classiche del cammino di santità. Un proverbio molto famoso recita: “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. Questo sta ad indicare la grande importanza e influenza che le persone hanno le une sulle altre.

L’uomo è naturalmente portato all’amicizia e non necessariamente alla guerra. Ci sono le fraternità e le comunità che sono una tendenza fondamentale degli uomini. Per citare un altro proverbio: “Guai a chi è solo nella vita, anche se per noi cristiani non c’è mai una solitudine assoluta, come esorta S. Paolo: “La vostra conversazione sia nei Cieli”, quindi alla presenza di Gesù, Maria e gli angeli che confortano la nostra vita grazie alla fede.

Fin da bambini si cerca il rapporto con gli altri ed è necessario per misurare e prendere coscienza di se stessi. Serve per migliorare o peggiorare a seconda del modello che abbiamo davanti. Nella giovane età le influenze sono molto importanti, sono veri e propri eventi irrazionali che portano al rischio di non avere il controllo della propria vita. Chi cammina senza Dio rischia di essere condizionare e guidato verso la fossa della perdizione.

Il discernimento nel selezionare le persone che si frequentano è necessario. Il principio è che l’amore, il rispetto e l’aiuto per il prossimo deve essere sempre presente. Tuttavia, questo non esclude una selezione sulle frequentazioni e sulle persone con cui condividere la propria vita attraverso la luce della fede e dei principi di moralità che ci guidano. Il grande insegnamento di Collodi nel suo libro Pinocchio è proprio quello di scegliere le proprie amicizie con cautela. Se si scelgono il gatto e la volpe oppure Lucignolo ci sono determinate conseguenze.

I genitori di una volta erano molto attenti sulle persone che i propri figli frequentavano. Era un tipo di società cristianamente ispirato, perciò molto meno pericolosa rispetto a quello di adesso. I genitori e la parrocchia lavoravano insieme ed erano molto presenti nel guidare i ragazzi nel contesto sociale nel quale vivevano.

Ognuno di noi cresce attraverso tante influenze che possono essere buone o cattive tra famiglia, scuola, lavoro, mass media. Riuscire a selezionare tali fonti è fondamentale e molto difficile, dobbiamo essere noi stessi e le persone che ci guidano a dare dei principi di selezione. Nel momento in cui ci rendiamo conto di essere sulla via sbagliata – a livello di legge morale, civile e di fede – dobbiamo metterci in guardia ed esercitare l’arte del discernimento.

La carità non si deve negare a nessuno, ma quando si tratta di confidenze, di aprire il proprio bagaglio interiore, bisogna selezionare le persone buone e cattive. La nostra strada deve essere ispirata da Colui che è la Via, la Verità e la Vita, se incontriamo qualcuno che è sulla via opposta usciamo da quell’incontro malconci, turbati e cambiati in peggio.

Una regola generale ma molto importante per genitori è proprio quella di vigilare attentamente sui ragazzi. Muovendosi in gruppo trovano un senso proprio, si sostengono e si edificano a vicenda. Se si tratta di gruppi sani, sotto il profilo spirituale e dei principi morali, questa frequentazione porterà sulla via di un buona crescita. Ma se si trattasse di gruppi sbandati, tutto ciò che viene insegnato della sapienza cristiana viene perso.

Questa attenzione, ovviamente, deve essere fatta anche su noi stessi. Le persone con cui decidiamo di condividere la strada della vita, con cui formare una famiglia, devono passare per un attento discernimento. Senza di esso, ci si imbatte in persone che scopriamo essere diverse da come si manifestavano. La prudenza è una virtù valutativa che riesce a vedere se una persona è adatta a intraprendere il cammino insieme a noi.

A Papa Francesco sta molto a cuore il discernimento, perché è fondamentale per muoversi nella vita. Non basta l’angelo custode, ma dobbiamo essere in grado di custodire noi stessi esercitando le virtù cristiane.

Non bisogna cadere nel tranello di seguire un leader, soprattutto se si tratta di persone che hanno fatto della loro vita un culto del guadagno. Per noi cristiani far riferimento a un influencer è difficile, infatti non dobbiamo farlo. La nostra unica versa guida deve essere un maestro vivo e presente. Egli è Gesù Cristo, la Via, la Verità e la Vita, il riferimento che ci dice a cosa credere, come vivere, qual è la via del bene e molto altro. Dobbiamo abituare i nostri giovani a scegliere Gesù come Maestro, Maria come Madre che guida, protegge e mette in guardia dai pericoli.

Bisogna essere vigili anche sul non farsi coinvolgere dai maestri che non esercitano le virtù cristiane, che portano a perdere la fede e assimilare idee sbagliate. Il discernimento serve per la scuola, i libri, gli spettacoli e molto altro. Per non essere travolti dal caos nel quale viviamo, la Madonna ci dice di stare attenti alle «tenebre che sempre di più vogliono afferrarvi e portarvi lontano da mio Figlio Gesù» (Messaggio del 4 maggio 2020 a Ivan).

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”