Pensiero spirituale su come e quando spegnere la tentazione

Cari amici, è necessario fermare le tentazioni non appena si affacciano nella nostra mente. Se le affrontiamo fin dall’inizio sarà più semplice estirparle. Come una fiamma: se è piccola possiamo spegnerla facilmente, ma non appena la lasciamo diventare un fuoco abbiamo bisogno di aiuto. È un elemento con cui abbiamo a che fare continuamente perché la vita qui sulla Terra è tutta una tentazione.

La tentazione è un pensiero, un’immagine, uno stimolo, una seduzione, un veleno che ci viene presentato sotto forma di ristoro, un inganno che prima di entrare nel cuore deve passare per la mente. La tentazione è un male sotto colore di bene, come dice Santa Caterina da Siena, che ha come scopo quello di farci deviare dalla retta via. Vuole indurci al male, contro i Comandamenti di Dio e la Sua volontà. È una trappola che satana ci tende per farci deviare dalla via dalla salvezza e incamminarci lungo quella della rovina.

Questo pensiero è silenzioso e improvviso, come un serpe che striscia nella nostra mente e morde. È una falsa luce che danza davanti ai nostri occhi, invita a considerarla, esplorarla e coltivarla, come un piccolo germoglio che piano piano cresce sempre di più.

Ci sono tre fonti dalle quali derivano le tentazioni.

La prima è la nostra carne, ovvero la natura umana indebolita dal peccato originale. La concupiscenza – come viene chiamata dal Concilio di Trento – non è un peccato in sé ma spinge verso di esso. In nostro cuore inquinato è una fonte di tentazioni e di vizi che prendendo il sopravvento si rafforzano sempre di più. Perciò, la prima fonte siamo noi stessi. Attraverso la rinuncia e il digiuno, al quale ci invita la Regina della pace, riusciremo a non sfamare i vizi e quindi a estirparli più facilmente.

La seconda fonte è il mondo nel quale viviamo e che frequentiamo. Esso entra nella nostra mente, incomincia l’opera di inquinamento per arrivare a piegare il cuore al male. Dobbiamo stare attenti ai luoghi e alle persone che frequentiamo perché possono essere proprio loro a portarci sulla via del maligno. Non è facile trovare posti di aria pulita, ma non per questo dobbiamo farci influenzare dai falsi amici.

La terza fonte delle tentazioni è il demonio. Le anime ferree e salde nel bene si incarica lui personalmente di deviarle. Proprio come ha fatto con Gesù Cristo nel deserto, dove fu il diavolo in persona a tentarlo senza riuscirci. Coloro che sono più avanti nel cammino di santità, è la serpe infernale a prendersene cura. Egli è capace di sviare i personaggi più in vista così da portare alla caduta un numero maggiore di anime.

Oggi, la mancanza di umiltà, attenzione e vigilanza in questo mondo di vanità porta a essere facilmente circuiti e ingannati da satana. Quando si tratta di un sacerdote o di personaggi ancora più in vista, le cadute sono paurose, le anime sono innumerevoli e per rimediare dobbiamo fare una grande opera di preghiera di riparazione e protezione.

Quando la tentazione si appiccica alla mente, tutta l’ascetica, la mistica cristiane con tutti i loro rappresentanti di spirito, esortano a estirpare il pensiero fin dall’inizio. Per soffocare le tentazioni – come insegnano le scuole cristiane e dell’Oriente – bisogna dominare la mente. L’occhio della mente deve distogliersi dal pensiero, dalle immagini, dalla seduzione e quindi è importante rivolgerlo altrove. Molte volte non è risolutiva nemmeno la preghiera perché nel momento in cui smettiamo si ripresenta.

Ci sono molte tecniche a riguardo e modi semplici di distogliere il pensiero. Non appena ci si accorge che si sta coltivando la tentazione con la mente, bisogna pensare ad altro. Si può rivolgere l’attenzione alla bellezza della natura, la lettura di un libro, parlare con qualcuno come un sacerdote o confessarsi. L’obiettivo è far sì che la tentazione non si appropri della mente e di noi stessi. Altrimenti avviluppa l’uomo fino a che non diventa un’ossessione.

Tutto questo durerà finché Dio vuole, ma dopo tanto tempo che si resiste e si è decisi, il diavolo desiste e improvvisamente quel pensiero non disturba più, cade nell’oblio.

Essere perseveranti e tenaci fino a che satana rinuncia, ci rafforza fino a diventare delle fortezze che non riesce a espugnare.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”