"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Categoria: PENSIERO FESTIVO Pagina 22 di 53

BUONA DOMENICA

DOMENICA 31.MA DEL TEMPO ORDINARIO (B)

Cari amici di Radio Maria Buona Domenica,

In questi giorni la Liturgia ci ha spalancato  l’immensità del Cielo perché potessimo prendere coscienza della realtà della Chiesa che è nella Gloria e anche di quella che si sta purificando, ma che è già nell’ambito della salvezza.

Questo sguardo fa bene all’anima, perché la purifica dalle vanità del mondo che passa. Nell’Aldilà non c’è nulla di quello che abbiamo costruito sulla terra  se non le anime salvate.

 Le anime che giungono nella gloria del Cielo  sono ciò che più prezioso esiste e noi dobbiamo fare tutto i possibile per essere fra quelle.

Il vangelo di oggi è di una bellezza ineguagliabile, perché ci ricorda qual’ è il primo di tutti i comandamenti, quelli che li riassume tutti e li porta alla vetta della perfezione.

Gesù risponde allo Scriba che lo interpella citando la Scrittura: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”.

 Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».

Cari amici, se noi esaminiamo la condizione in cui si trova il mondo, dobbiamo concludere che è in balia di un deragliamento totale.

Infatti non era mai accaduto nella storia umana che Dio fosse messo da parte, come lo è oggi: rimosso, rinnegato, irriso strumentalizzato.

Stiamo parlando dell’unico Dio vivo e vero, il Dio dell’amore e della pace, che ha nulla da spartire con gli idoli che gli uomini si costruiscono a loro immagine.

Questo Dio è stato cancellato proprio da quei popoli a cui si è rivelato e al suo posto hanno messo se stessi, come se fosse i padroni del mondo.

Questo è il motivo per cui questo mondo è sempre più vessato dal male che, dal cuore degli uomini, straripa nella società, rendendola invivibile.

“L’uomo moderno non vuole Dio e va verso la perdizione” ha ammonito la Regina della pace, ma tuttavia bisogna resistere alla potenza del male.

Lo dobbiamo fare con la fede in Dio, con la corrispondenza al suo amore, con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente e con tutte le forze”.

Questo amore deve riempire il nostro cuore, in modo tale che possiamo donarlo al prossimo e in questo modo cambiare il mondo.

Questo è quanto Dio desidera da noi ed quanto ci chiede per aiutarlo a trasformare questo mondo e farne un’oasi di pace.


Dal Vangelo secondo Marco
Mc 12,28b-34
 
In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

😇✨SOLENNITÀ DI TUTTI I SANTI! P. LIVIO COMMENTA IL VANGELO FESTIVO✨

SOLENNITA DI TUTTI I SANTI

 1 Novembre 2024

Cari amici,

la solennità di tutti i santi illumina tutto il mese di Novembre e ci inviata ad alzare gli occhi verso il Cielo che è la metta a cui dobbiamo tendere, per essere per sempre nella gioia di Dio con i cittadini della Gerusalemme celeste.

Infatti il fine per cui Dio ha creato l’uomo è il Paradiso, dove la moltitudine degli angeli e delle anime salvate glorifica il Padre celeste, per mezzo di Gesù Cristo, nella comunione d’amore  dello Spirito Santo.

La gioia divina del Cielo deve essere il primo e più importante traguardo della nostra vita, a cui subordinare tutto il resto e non dobbiamo temere di raggiungerlo attraverso il combattimento spirituale necessario.

“Tanto è quel bene ch’io aspetto, che ogni pena m’è diletto”, affermava S. Francesco, spronando se stesso e i suoi compagni lungo la via dolorosa  del Calvario che porta alla gloria.

I santi in questo cammino ci sono di esempio con la loro vita di amore a Dio e di dedizione al prossimo, una vita non necessariamente fatta  di opere eclatanti, ma il più delle volte umile, semplice e laboriosa, come fu quella della Vergine Maria, Regina degli angeli e dei santi.

Mentre oggi gioiamo con i santi del Cielo, fra i quali  non mancheranno tante persone che abbiamo conosciuto e amato nella nostra vita, la Chiesa ci invita a guardare alle anime che si purificano in Purgatorio e che hanno  bisogno delle nostre preghiere per affrettare a loro entrata in paradiso.

Pregare per loro, offrendo preghiere e sacrifici, è un gesto di grande carità, del quale ci saranno grate pregando a loro volta per voi e intercedendo presso Dio per i nostri bisogni.

Oggi allarghiamo il nostra orizzonte per contemplare la meraviglia della Chiesa di Cristo, alla quale abbiamo la grazia e la gioia di appartenere , che in parte è pellegrina qui sulla terra, in parte si sta purificando in purgatorio e,  nella sua moltitudine sconfinata,  riempie le vastità celesti.

Sentiamo il santo orgoglio di appartenere a questa Chiesa, sposa dell’Agnello, e indichiamola come Arca della salvezza per tutti i popoli, in particolare in questo momento in cui le potenze del male tentano di sovvertire il mondo.

Gridiamo anche noi a gran voce: “La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello… Lode, gloria, sapienza, azione di grazia, onore, potenza  forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen”.

Vostro Padre Livio


Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,1-12a
 
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Parola del Signore.

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BUONA DOMENICA

DOMENICA TRENTESIMA DEL TEMPO ORDINARIO (B)

Cari amici di Radio Maria buona Domenica!

Viviamo il giorno del Signore nella fede, per coglierne tutta la bellezza spirituale, che Cristo risorto irradia sulle nostre anime stanche e ammalate.

Cristo è la luce che ci illumina, la grazia che ci dà la forza, la guida che ci conduce alla meta. La Domenica è il giorno che ci ha donato per incontralo, per rinsaldare la nostra amicizia e per fortificare la nostra debolezza.

Senza di Lui la nostra vita sarebbe un vagare senza meta, una strada senza uscita, una fatica fine a se stessa.

Facciano dell’incontro con Cristo nella Santa Messa festiva un punto irrinunciabile della nostra settimana, perché la sua Parola sia la nostra luce e la sua Grazia la nostra forza.

Oggi il brano di Vangelo è particolarmente vivo e coinvolgente e ha per protagonista un cieco che si chiama Bartimeo, che siede lungo la strada di Gerico a mendicare.

Possiamo ben pensare che avesse sentito parlare di Gesù e dei suoi miracoli perché si rivolge a Gesù come uno che crede in Lui: “Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me”.

L’invocazione è di uno che crede che  Gesù sia il Messia promesso da Dio e che, come tale, possa guarirlo dalla sua cecità.

La gente si sente disturbata e lo zittisce, ma Bartimeo non si lascia intimidire e grida ancora più forte. Non è in grado di vedere Gesù con gli occhi della carne, ma egli lo ha già visto con gli occhi della fede e  lo invoca perché gli conceda la guarigione.

Gesù ne è colpito, si ferma in mezzo alla folla e lo fa chiamare. Il Cieco balza in piedi, getta via il suo mantello e corre da Gesù.

“Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.”

Bartimeo ha ottenuto la guarigione perché si era aperto alla fede e aveva riconosciuto in Gesù il Figlio di Davide.

E’ la vista spirituale della fede che conta nella vita, grazie alla quale riconosciamo che Gesù è la Luce del mondo, senza la quale vaghiamo inutilmente dietro alle false luci delle vanità.


Dal Vangelo secondo Marco
Mc 10,46-52
 
In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

Parola del Signore

BUONA DOMENICA

DOMENICA 29.ma DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici di Radio Maria Buona Domenica!

Viviamo con gioia questo giorno che il Signore ci ha donato, come inizio e compimento della settimana, perché comprendessimo che la nostra vita viene da Lui e che a Lui ritorniamo.

L’uomo infatti non è il risultato casuale dell’evoluzione della materia ma, fin dal momento del concepimento, è dotato dal Creatore di un’anima spirituale e immortale , grazie alla quale può conoscerlo e amarlo in questa e vita  goderlo nella gioia dell’eternità.

La Domenica per i credenti è un giorno di liberazione e di speranza, perché Cristo è risorto, vincitore del male e dalla morte, e chiama tutti a unirsi a Lui, mediante la fede e la rettitudine della vita, per poter aver parte al suo Regno in Cielo.

Rinnoviamo la nostra mente e il nostro cuore nella luce gioiosa della Domenica, partecipando alla santa Messa, dove Cristo ci illumina con la sua Parola di sapienza e ci nutre col Pane vivo dell’Eucaristia.

Nel Vangelo di oggi Gesù dà una solenne lezione ai suoi apostoli che, pur essendo a Lui molto devoti, sgomitavano fra loro su chi fosse il primo nel Regno del Messia.

Questo fatto un po’ ci incoraggia, vedendo come anche gli apostoli hanno dovuto fare un lungo cammino per diventare come Gesù li voleva: umili e pronti a servire.

I figli di Zebedeo, Giacomo e Giovanni, chiamano in campo anche la madre per ottenere un posto di previlegio, provocando l’indignazione di tutti gli altri.

Gesù prendo l’occasione per spiegare loro che il Regno di Dio è tutto l’opposto dei Regni di questo mondo. “Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. “

Nel Regno di Dio l’autorità è servizio, sull’esempio di Gesù che  non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti.

Cari amici, queste sono parole che, se vissute in qualsiasi ambito della società, cambierebbero radicalmente il mondo. Perché questo miracolo avvenga ognuno deve cambiare se stesso, applicandosi nel servizio quotidiano del prossimo.

Cosi facendo diventiamo immagini vive di Gesù,  diffondiamo la sua presenza fra di noi e i nostri cuori si riempiono di una gioia che solo Lui può donarci.

Servire la vita come un servizio ai bisogni del Regno di Dio significa regnare.

Vostro Padre Livio

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Dal Vangelo secondo Marco
Mc 10,42-45
 
In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e disse loro:
 
«Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti.
 
Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Parola del Signore

DALLA CAPPELLA DI RADIO MARIA P. LIVIO COMMENTA IL VANGELO FESTIVO

BUONA DOMENICA

DOMENICA 27.MA DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici di Radio Maria Buona Domenica!

Ogni Domenica è un raggio di luce che scenda dal Cielo sulla terra perché possiamo  godere di un frammento di eternità nello scorrere inesauribile del tempo.

Per questo dobbiamo aprire il cuore perché rivolga il suo desiderio alla meta del Cielo e si stacchi dalle cose effimere che lo appesantiscono e lo rendono arido.

Oggi la parola di Gesù ci richiama a uno dei doni fra i più elevati e più desiderabili della creazione che è il rapporto di amore fra l’uomo e la donna nel matrimonio.

Gesù, sulla scia della Sacra Scrittura, riporta il matrimonio alla sua origine divina, in quanto è istituito da Dio creatore per il nostro bene e come tale non può essere manipolato dall’uomo secondo le sue passioni.

 “Dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto”.

Questa è la volontà di Dio creatore e di Cristo redentore, che ha elevato il matrimonio a Sacramento, cioè a segno visibile ed efficace dell’amore di Cristo per la Chiesa.

Il progetto di Dio, se accolto e realizzato con l’aiuto della sua grazia, è un benedizione per chi lo vive, come dimostra la realtà di tante famiglie che lo hanno vissuto nel tempo e anche oggi lo vivono  nella gioia  dell’amore fedele e fecondo.

Satana fin dalle origini ha cercato di rovinare il piano di Dio mettendo l’uomo e la donna l’uno contro l’altra. L’ha potuto far perché invece di ascoltare la voce del  Creatore abbiamo prestato l’orecchio al sibilo del serpente ingannatore.

Qual’ è il risultato? Lo abbiamo sotto gli occhi ascoltando le cronache quotidiane. L’obbiettivo del serpente antico è di portare alla catastrofe esistenziale, distruggendo quel sacrario dell’amore che ogni famiglia può diventare se segue i Comandamenti di Dio.

Perciò invito le giovani generazioni ad ascoltare col cuore la Parole di Gesù sulla famiglia e di costruire con la buona volontà e l’aiuto della grazia questo meraviglioso progetto di vita, fonte di fatica certo, ma anche di felicità, che solo l’amore familiare può dare.

Cari giovani, nella vita bisogna decidere, diversamente rimarrete con le tasche vuote o, peggio ancora, piene di detriti.

Decidetevi di seguire Gesù sulla via dove Lui vi chiama, può essere la famiglia, il Sacerdozio o altre forme di amore e di servizio al prossimo.

La vita è bella e gioiosa se si costruisse con Gesù. E’ ingannatrice e vuota se si seguono  le strade facili, tutte che finiscono nel nulla

Padre Livio


Dal Vangelo secondo Marco
Mc 10,2-12
 
In quel tempo, alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».
 
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
 
A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».

Parola del Signore

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DOMENICA 26.ma DEL TEMPO ODINARIO

Cari amici di Radio Maria Buona Domenica,

La Domenica è un giorno del Signore, ma noi non ne approfittiamo e il più delle volte lo sciupiamo. In questo giorno benedetto Dio ci apre lo sguardo oltre il nostro cammino nel tempo e ci rivela la meta a cui tendere, la luce dell’eternità beata.

La Domenica è il giorno  in cui incontriamo Gesù con la partecipazione alla Santa Messa e, insieme ai fratelli nella fede, ascoltiamo la sua Parola e ci nutriamo dell’Eucaristia.

Vivendo la Domenica riscopriamo la bellezza e la grandezza della vita, dono di Dio Creatore, impariamo ad apprezzarla e a farne una fonte di  bene per noi e per gli altri.

Nel giorno di Domenica usciamo dalla caverna settimanale in cu i miseri mortali si rinchiudono e entriamo negli spazi luminosi della Gerusalemme celeste, la fonte inesauribile della nostra gioia.

Oggi il vangelo ci propone alcuni insegnamenti di Gesù che la nostra mentalità carnale fa fatica a comprendere, ma che ci rivelano l’abisso incolmabile fra il bene e il male.

Il bene e il male sono inconciliabili così come lo sono Dio da una parte e  satana dall’altra.

Dio è luce, satana è tenebra; Dio è verità; satana è menzogna; Dio è amore satana è odio; Dio è salvezza, stana è perdizioni. Potremmo andare vanti all’infinito con questi opposti incompatibili.

In noi, nella nostra vita, queste realtà sono mescolate e tendiamo al compromesso per farle convivere insieme. E’ per questo motivo che la Regina della pace ha detto che la maggior parte delle anime vanno in purgatorio per purificarsi. Non si può entrare in paradiso con le vesti grigie della tiepidezza.

Per questo motivo Gesù ci chiama, con espressioni che impressionano, a un deciso combattimento spirituale:

Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile.

 E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna.

 E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».

Queste parole certo non vanno prese alla lettera, ma stanno a indicare che il male va combattuto perché è un veleno che rovina la vita. Al contrario il bene va perseguito con determinazione e costanza perché edifica e rende la vita un albero pieno di frutti.

In altre parole facciamo proprio l’invito della Parola di Dio: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente (Dt 6,5), e il tuo prossimo come te stesso”.

 Qui sta la realizzazione della vita, la sua pienezza, la sua gioia e il suo senso che invano cerchiamo altrove.

Padre Livio


Vangelo

Chi non è contro di noi è per noi. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala.

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 9,38-43.45.47-4

In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi.
Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».

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