Categoria: PENSIERO FESTIVO Pagina 23 di 55
DOMENICA PRIMA DI AVVENTO (C)

Cari amici di Radio Maria buona Domenica!
Con la Domenica di oggi entriamo nel tempo di Avvento, che ci conduce spiritualmente verso Betlemme, per celebrare il mistero del mirabile della nascita di Gesù, il Figlio di Dio, che la Vergine Maria dona al mondo perché lo accolga come il Salvatore e il Signore.
Benché gran parte dell’umanità faccia festa, sono pochi quelli che vivono il Natale nella luce della fede e che comprendono chi sia quel Bambino e aprano il cuore per abbracciarlo e adorarlo.
Noi dobbiamo essere fra questi e trovare il tempo per entrare in noi stessi, ascoltare la voce del cuore e aprirlo a Colui che viene per prendervi dimora.
Questa infatti è l’attualità del Natale, che è molto più di un ricordo del passato, ma è un evento del presente, quello della nascita di Gesù nel cuore degli uomini, perché ne facciano la loro dimora per sempre.
Prepariamo dunque il cuore a questo incontro di grazia immensa, purificandolo dal male e aprendolo al dono del perdono e della pace.
Il Vangelo di oggi, cari amici, ci ricorda che dopo il primo Avvento di Betlemme, ce ne sarà un secondo, quello alla fin dei tempi, quando Gesù verrà nella gloria come Salvatore e Giudice del mondo.
La nostra generazione ha da tempo archiviato non solo le parole di Gesù, ma anche la sua Persona, mettendo se stessa sul trono di Dio e, a causa di questa sciocca presunzione, sta precipitando nella paura e nell’angoscia di ciò che sta per accadere.
Le parole profetiche di Gesù infatti descrivono la situazione nella quale stiamo entrando e non ci basterà rimuoverle e cancellarle per uscirne indenni.
“«Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte”.
Non siamo necessariamente in prossimità della fine del mondo, ma nei “tempi ultimi”, quando l’impero delle tenebre cercherà di prevalere e intensificherà suoi inganni e i suoi assalti.
Tuttavia chi crede non deve spaventarsi: “Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina”.
Deve piuttosto vegliare e pregare per affrontare vittoriosamente con Cristo le potenze del male e della morte.
Vostro padre Livio
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 21,25-28.34-36
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.
State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

SOLENNITA’ DI NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO RE DELL’UNIVERSO
Cari amici di Radio Maria Buona Domenica,
Oggi con la festa di Cristo Re si conclude l’anno liturgico che prelude all’atto finale della Storia della salvezza, quando il Signore risorto verrà sulle nubi del Cielo con potenza e gloria grandi per giudicare il mondo.
E’ Gesù stesso che nel momento più drammatico della sua missione, quando le potenze del male sembravano avere il sopravvento, prima davanti al Sommo Sacerdote e poi davanti a Pilato, lo afferma in forma solenne.
Gesù fin dalla nascita ha manifestato la sua regalità, preannunciata dalle profezie, in quanto discendente della casa di Davide, temuta da Erode fino a far strage dei bambini di Betlemme, ma riconosciuta di Magi venuti dall’Oriente.
Anche nel tempo della sua missione Gesù ha indicato se stesso come il Messia promesso e ne ha annunciato il Regno universale che non avrebbe avuto fine.
In che cosa consiste la regalità di Gesù e su che cosa è fondata? Gesù ha sempre rifiutato una messianismo terreno, affermando che il suo Regno non è di questo mondo.
Gesù non ha mai fatto concorrenza ai poteri umani e non ha mai ricorsi ai loro mezzi, che sono la menzogna e la violenza.
Il suo Regno è interiore e spirituale, si rivolge alla mente degli uomini, illuminandole con la parole di Verità e bussando alla porta dei cuori, chiedendo il dono dell’amore.
Gesù poteva fare questo perché è Dio, il Figlio eternamente generato dal Padre, il Creatore e il Salvatore del mondo, la Verità che illumina le tenebre, la Via che porta ala meta, la vita che vince la morte.
Gesù ha potuto fare questo perché è il Risorto, perché è vivo e presente nella storia degli uomini e il suo Regno di estende da cuore a cuore, portando speranza , amore e pace nelle plaghe desolate della sofferenza e della disperazione.
Gesù ci chiama ad aprire il Cuore e a farlo entrare, perché possiamo avere parte al suo Regno, alla sua gloria e alla sua gioia.
Soprattutto ora, nel momento in cui l’umanità è un balia delle potenze del male che, sedotte da Satana, la minacciano e la opprimono, dobbiamo cercare rifugio nel Cuore di Gesù e nel Cuore Immacolato di Maria.
Non c’è altra protezione più sicura ed efficace di questa, nella quale siamo invitati ad entrare, portando con noi le persone che vagano senza speranza, alle quali dobbiamo tendere la mano.
Vostro Padre Livio
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 18,33b-37
In quel tempo, Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?».
Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù».
Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».

DOMENICA 33.MA DEL TEMPO ORDINARIO
Caro amici l’anno liturgico va verso la sua conclusione e Domenica prossima la Chiesa celebra la solennità di Cristo Re dell’Universo e poi entrerà nel tempo di Avvento con lo sguardo rivolte verso il Natale.
L’anno liturgico però non è come l’anno solare, dove il tempo scorre all’infinito come un cerchio che gira su se stesso, ma è una linea retta dove il tempo va verso il suo compimento, oltre il quale c’è l’eternità.
Verso dove stiamo andando, in questo susseguirsi di anni, mesi, giorni e istanti, che non riusciamo più a contare tanto scorrono via veloci?
E una domanda importante perché riguarda la nostra vita, il suo senso o non senso, a seconda della risposta che ci diamo.
Gesù nel Vangelo di oggi ci rivela che è Lui il nostro futuro, Colui che incontreremo al termine del nostro pellegrinaggio, come del lungo viaggio dell’uomo sulla terra.
Le sue parole sono quelle autorevoli di uno che ha creato il mondo dal nulla e che lo porta al suo compimento finale:
“In quei giorni, dopo quella tribolazione,
il sole si oscurerà,
la luna non darà più la sua luce,
25le stelle cadranno dal cielo
e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.
26Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria.
27Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo”.
Questa cari amici è una verità della fede cristiana che ci siamo dimenticati, come se l’uomo fosse padrone del mondo e della sua vita e potesse decidere del tempo a suo piacimento.
Teniamo sempre presente la realtà e non seguiamo le illusioni menzognere del mondo. La vita passa veloce, come ci rendiamo conto man mano che andiamo verso la vecchiaia, veloce come “un battito di ciglia” ha detto la Madonna.
In questo tempo che si consuma inesorabilmente, come un lumicino, dobbiamo realizzare il nostro destino eterno, abbracciando strettamente Dio, senza abbandonarlo mai.
Teniamo presente che verremo giudicati secondo le nostre opere e che il tempo del pentimento e della conversione non è a nostra discrezione.
Anche il mondo finirà, la terra brucerà, rimarrà nulla di ciò che l’umanità ha realizzato nella sua storia, se non il bene compiuto dalle anime dei giusti che saranno gloriose per tutta l’eternità.
Con questi pensieri rivediamo la nostra vita e andiamo con fiducia incontro a Cristo che viene.
Vostro Padre Livio
Vegliare per la venuta del Figlio dell’uomo (Marco 13, 24-32)
24In quei giorni, dopo quella tribolazione,
il sole si oscurerà,
la luna non darà più la sua luce,
25le stelle cadranno dal cielo
e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.
26Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria.
27Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.
28Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina.
29Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte.
30In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga.
31Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
32Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre.

DOMENICA 32.MA DEL TEMPO ORDINARIO
Cari amici di Radio Maria buona Domenica!
La Domenica è un dono di inestimabile valore, ma per comprenderlo dobbiamo guardarlo nella luce della fede.
E’ il giorno del Signore per eccellenza perché, risorgendo, ha sconfitto il male e la morte e ci ha aperto le porte del Paradiso.
Posta a compimento della settimana, la Domenica indica la meta della vita umana che va oltre la finitezza del tempo e si apre alla luce dell’eternità.
Ogni Domenica siamo chiamati dalla Chiesa a celebrare l’Eucaristia e così venire illuminati dalla Parola di Dio e nutriti dal Pane di vita, con la quale diventiamo una cosa con Cristo, tralci vivi e fruttiferi uniti alla Vite.
Per questo dobbiamo vivere la Domenica partecipando alla Santa Messa, per dare testimonianza alla nostra identità di cristiani, in questo mondo senza luce e senza speranza.
Oggi il Vangelo ci riporta uno delle pagine universalmente conosciute, quella della povera vedova che fa la sua offerta al Tempio gettandovi due monetine, offrendo così tutto quello che aveva.
Gesù chiama i suoi discepoli e spiega loro che quella vedova aveva dato per il culto del Signore tutto quello che aveva e quindi molto di più dei ricchi che vi gettavano molte monete, ma del loro superfluo.
Infatti davanti a Dio non conta ciò che gli uomini apprezzano, quindi la quantità di denaro, mentre disprezzano l’elemosina del povero.
Il Signore guarda al cuore e all’amore con cui uno dona, con umiltà e generosità, fino a privarsi del necessario.
E’ indubbiamente un bene sostenere la Chiesa e le sue opere, perché possa compiere la sua missione di rendere gloria a Dio e diffondere il suo Regno.
Però tutto questo può essere offuscato se viene fatto per la proprio gloria e se mancano la necessaria discrezione e umiltà.
Non dobbiamo vergognarci di fare l’elemosina quando vediamo che è necessaria e dobbiamo guardare a chi ha bisogno come se fosse Gesù a chiederci aiuto.
Questo gesti fanno innanzi tutto bene a noi, perché rendono il cuore mite ed umile e ci abituano a vedere i bisogni e le miserie degli altri.
Quando si era più poveri c’era più condivisione e più compassione. Ora invece dobbiamo vigilare per non cadere nell’indifferenza che uccide l’anima.
Vostro Padre Livio
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Dal Vangelo secondo Marco
Mc 12,41-44
In quel tempo, Gesù, seduto di fronte al tesoro [nel tempio], osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».
Parola del Signore

DOMENICA 31.MA DEL TEMPO ORDINARIO (B)
Cari amici di Radio Maria Buona Domenica,
In questi giorni la Liturgia ci ha spalancato l’immensità del Cielo perché potessimo prendere coscienza della realtà della Chiesa che è nella Gloria e anche di quella che si sta purificando, ma che è già nell’ambito della salvezza.
Questo sguardo fa bene all’anima, perché la purifica dalle vanità del mondo che passa. Nell’Aldilà non c’è nulla di quello che abbiamo costruito sulla terra se non le anime salvate.
Le anime che giungono nella gloria del Cielo sono ciò che più prezioso esiste e noi dobbiamo fare tutto i possibile per essere fra quelle.
Il vangelo di oggi è di una bellezza ineguagliabile, perché ci ricorda qual’ è il primo di tutti i comandamenti, quelli che li riassume tutti e li porta alla vetta della perfezione.
Gesù risponde allo Scriba che lo interpella citando la Scrittura: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”.
Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Cari amici, se noi esaminiamo la condizione in cui si trova il mondo, dobbiamo concludere che è in balia di un deragliamento totale.
Infatti non era mai accaduto nella storia umana che Dio fosse messo da parte, come lo è oggi: rimosso, rinnegato, irriso strumentalizzato.
Stiamo parlando dell’unico Dio vivo e vero, il Dio dell’amore e della pace, che ha nulla da spartire con gli idoli che gli uomini si costruiscono a loro immagine.
Questo Dio è stato cancellato proprio da quei popoli a cui si è rivelato e al suo posto hanno messo se stessi, come se fosse i padroni del mondo.
Questo è il motivo per cui questo mondo è sempre più vessato dal male che, dal cuore degli uomini, straripa nella società, rendendola invivibile.
“L’uomo moderno non vuole Dio e va verso la perdizione” ha ammonito la Regina della pace, ma tuttavia bisogna resistere alla potenza del male.
Lo dobbiamo fare con la fede in Dio, con la corrispondenza al suo amore, con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente e con tutte le forze”.
Questo amore deve riempire il nostro cuore, in modo tale che possiamo donarlo al prossimo e in questo modo cambiare il mondo.
Questo è quanto Dio desidera da noi ed quanto ci chiede per aiutarlo a trasformare questo mondo e farne un’oasi di pace.
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 12,28b-34
In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.