
DOMENICA 22.M DEL TEMPO ORDINARIO (B)
Cari amici,
viviamo questa giorno di Domenica nella luce di Cristo risorto, che è vivo nella beatitudine del Cielo, dove è salito per prepararci un posto, ma nel medesimo tempo è realmente presente nel Sacramento dell’Eucaristia con la sua gloriosa umanità unità alla divinità.
Alla Domenica noi cristiani siamo invitati a guardare al traguardo della nostra vita, che non è una corsa verso la morte, ma è un pellegrinaggio verso la Gerusalemme celeste, dove Dio dimora con le moltitudini degli angeli e dei santi.
Oggi la parola di Gesù nel vangelo è molto forte ed è rivolta a coloro che fanno consistere la religione in un serie di pratiche esteriori costruite dagli uomini, ma trascurano il messaggio interiore di purezza e di santità.
“Questo popolo mi onora con le labbra, ammonisce Gesù, ma il suo cuore è lontano da me”, citando il profeta Isaia.
“ Ciò che inquina l’uomo, prosegue il Maestro, non è il cibo che entra dall’esterno, ma il male che esce dall’interno”.
“«Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo”.
Ciò che è tipico ed unico del messaggio cristiano, già iniziato dai Profeti e portato a perfezione da Gesù, è la religione che ha il suo centro propulsore nell’intimo dell’uomo, la sua mente e il suo cuore.
La mente dell’uomo deve essere illuminata dalla luce della Verità, che viene da Dio e che fuga le tenebre della menzogna, che sviano l’uomo sulla strada ingannevole del male.
Il cuore dell’uomo, che deve essere orientato alla santità di Dio, con la volontà rivolta ad estirpare i vizi e le concupiscenze ed ad accogliere il suo amore purificatore.
Questo sforzo di orientamento di noi stessi a Dio deve essere un impegno rinnovato costantemente, affinché Dio possa prendere possesso della nostra vita e stabilire in noi la sua dimora.
Diversamente il male mette le radici nel cuore e si rafforza, fino a renderci subalterni, come ammonisce Gesù: “Chi fa il peccato è schiavo del peccato”.
Quando siamo schiavi nel peccato corriamo il rischio della perdizione eterna, perché senza la decisione della conversione è a rischio la salvezza dell’anima.
L’invito per noi è dunque quello non rimandabile di aprire il cuore alla chiamata di Dio e mettere mano alla sua purificazione, con l’aiuto della preghiera e la grazia dei Sacramenti.
Vostro Padre Livio
Vangelo
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini.
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 7,1-8.14-15.21-23
In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme.
Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».
Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto:
“Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il suo cuore è lontano da me.
Invano mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate
la tradizione degli uomini».
Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». E diceva [ai suoi discepoli]: «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».
Parola del Signore