Categoria: PENSIERO FESTIVO Pagina 24 di 53

DOMENICA VENTESIMA DEL TEMPO ODINARIO (B)
Cari amici di Radio Maria Buona domenica a tutti!
Non cediamo alla tentazione di considerare la Domenica un giorno come tutti gli altri, perché ci priveremmo del giorno più importane della settimana, che Dio ci ha donato per la salvezza di noi stessi dal peccato e dalla morte, che corrodono e distruggono la nostra vita.
Infatti la Domenica è il giorno del Signore, il giorno della sua Resurrezione, nel quale ha vinto i nemici del genere umano, che nessun altro ha mai potuto o potrebbe eliminare.
La Domenica è per eccellenza il giorno dell’Eucaristia, che rende presente il sacrificio redentore di Cristo, al quale siamo invitati a partecipare per avere in dono la vita eterna.
Oggi il vangelo ci presenta le parole straordinarie che Gesù ha pronunciato nella Sinagoga di Cafarnao che riguardano la istituzione dell’Eucaristia, il Pane vivo disceso dal Cielo, che il Padre ci dona per saziare la nostra fame di immortalità.
Questo pane è Gesù stesso, nella sua santa umanità unita alla divinità, che ci rende partecipi di ciò che Lui è, il Verbo eternamente generato dal Padre che, unendoci alla sua umanità, ci rende partecipi della stessa vita di Dio.
Noi non siamo creature terrene che si nutrono delle cose della terra per essere sazie, perché abbiamo un’anima spirituale e immortale, che viene direttamente da Dio e al quale anela per nutrire se stessa.
Ebbene, per saziare la nostra fame di Dio, che cosa poteva fare l’Onnipotente se non donarci nella santa Eucaristia se stesso, con la sua santa umanità glorificata e indissolubilmente congiunta alla sua divinità?
Se noi comprendessimo che cosa è l’Eucaristia e come questo mistero di amore divino sia il cuore della fede, metteremmo la partecipazione alla Santa Messa al primo posto della Domenica e lasceremmo qualsiasi cosa pur di non mancare all’invito che il Signore ci fa attraverso la Chiesa.
Imprimiamoci nella mente e nel cuore queste parole di Gesù: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna ed io lo risusciterò nell’ultimo giorno”. Nutrendoci di Cristo diveniamo una sola cosa con Lui e con il Padre, già ora nel nostro cammino verso il Cielo.
Per ricevere il Signore della Santa Comunione non solo dobbiamo avere una fede viva, ma anche un cuore puro. Per questo dobbiamo prepararci col pentimento dei nostri peccati e, nel caso di colpe gravi, anche col Sacramento della Confessione.
Le verità della fede, cari amici, non cambiano e attendono che noi, dopo aver deragliato a nostro danno, ritorniamo sui nostri passi. Per salvare la nostra vita da un fallimento irrecuperabile, non ci resta che ricominciare dalla Preghiera, dai Comandamenti e dai Sacramenti il cui cuore è proprio l’Eucaristia.
Vostro Padre Livio
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Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 6,51-58
In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.
Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Parola del Signore

Cari amici di Radio Maria,
oggi gioiamo con tutta la Chiesa per l’Assunzione alla gloria celeste dell’Immacolata Vergine Maria con la sua anima e il suo corpo e per essere esaltata come Regina dell’universo a fianco di suo Figlio, il Signore dei dominanti e il vincitore del peccato e della morte.
La Madre di Dio, terminato il corso della sua vita terrena, ha avuto il singolare previlegio di partecipare alla resurrezione di suo Figlio, divenendo così un segno per tutti i credenti di quello che sarà il compimento della loro vita.
Noi giustamente ci domandiamo quale sarà la condizione in cui ci troveremo in paradiso e la risposta la troviamo nella Vergine Maria, che è già ora ciò che noi saremo quando, alla fine del mondo, i nostri corpi risorgeranno e si uniranno alle nostre anime beate, partecipando come Maria alla gloria di Cristo risorto.
Con questa meravigliosa verità di fede, definita dalla Chiesa, noi possiamo camminare nel pellegrinaggio della nostra vita terrena con lo sguardo rivolto al Cielo, dove la Madre di Cristo e madre nostra ci attende, tenendo viva la speranza che non delude.
Cari amici, in questo mondo nel quale regnano l’incredulità e la morte, che soffocano e intristiscono la vita, teniamo viva nella preghiera la nostra unione con Gesù e Maria, che sono una fonte inesauribile di grazia e di santità, grazie alla quale veniamo plasmati a loro immagine e somiglianza.
La Vergine Maria assunta in Cielo, nel nostro tempo come mai prima, scende in mezzo a noi, per sorreggerci nel grande combattimento escatologico in atto e per renderci, alla fine, partecipi del trionfo del suo Cuore Immacolato.
La Madonna è qui per rafforzarci nella fede e guidarci nella battaglia, affinché crolli il mondo senza Dio, sotto il cui peso l’umanità geme, e al suo posto nasca il mondo della pace e dell’amore, che il cuore umano desidera.
“Nella tua maternità hai conservato la verginità, nella tua dormizione non hai abbandonato il mondo, o Madre di Dio; hai raggiunto la sorgente della Vita, ti che hai concepito il Dio vivente e che, con le tue preghiere liberi le anima dalla morte” (C.C. Cattolica 966)
Vostro Padre Livio
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Dal Vangelo secondo Luca
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
Parola del Signore.

DOMENICA 19.MA DEL TEMPO ORDINARIO
Cari amici di Radio Maria Buona Domenica!
Dobbiamo imparare a guardare la Domenica con gli occhi della fede, per scoprire la bellezza divina di questo giorno che il Signore ci ha donato, perché potessimo già pregustare la gioia della Resurrezione e della Vita eterna.
Attraverso la Domenica comprendiamo il percorso della vita che è un cammino nel tempo che non si esaurisce in esso, ma si apre agli orizzonti di luce dove non c’è più né la sofferenza né la morte, perché è il Regno che Cristo ha preparato per noi.
Non vi è dubbio che uno dei momenti più critici della predicazione di Gesù è quello in cui, dopo la moltiplicazione dei pani, ha rivelato nella Sinagoga di Cafarnao il mistero della sua Persona, affermando che Egli è il pane vivo disceso dal cielo perché chi ne mangia non muoia.
Per l’uomo carnale è un discorso incomprensibile, anzi scandaloso, come d’altra parte lo è l’intero Vangelo, il cui significato ultimo è l’affermazione che Gesù è il Figlio di Dio, venuto fra noi assumendo la natura umana e sacrificandosi per la nostra salvezza
Il mondo, ieri come oggi, dinanzi a questa inaudita dichiarazione si irrigidisce, mormora e diviene ostile: “Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di Lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: Sono disceso dal Cielo’”.
Sono i ragionamenti dell’uomo peccatore, sordo e accecato , che presume di vedere e, nella sua supponenza, si indurisce nella negazione.
Per uscire fuori da questa soffocante camicia di forza è necessario l’atteggiamento interiore dell’umiltà, con quale professare la nostra miseria e aprirsi alla luce della grazia.
Infatti l’umiltà della creatura consente al Creatore di arrivare fino a lei, bussare al suo cuore e ottenere una riposta. Nessuno può conoscere e accogliere Gesù, se il Padre non lo attira con la sua forza di amore.
Non voi è nessuna possibilità di salvezza per l’orgoglio umano, che si erge contro l’Inviato di Dio, lo disprezza e lo rifiuta.
Questa è la condizione esistenziale di grande parte dell’umanità oggi, in particolare di quelli che, dopo aver avuto la grazia della fede, si è lasciata sedurre dal maligno sulla via della superbia e dell’empietà.
Usciamo dal pantano del peccato e della morte, col pentimento del Cuore e alziamo il nostro grido verso Colui che à la Resurrezione e la Vita, il Figlio di Dio e di Maria, che si è fatto pane di vita eterna per la nostra fame di eternità.
La Santa Messa domenicale sia per noi un appuntamento irrinunciabile, la conferma della nostra fedeltà e della nostra volontà di incominciare una vita nuova, perché non vi è vita cristiana senza Eucaristia.
Vostro Padre Livio
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Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 6,41-51
In quel tempo, i Giudei si misero a mormorare contro Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?».
Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Parola del Signore
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