Categoria: PENSIERO FESTIVO Pagina 25 di 53

DICIOTTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (B)
Cari amici di Radio Maria Buona Domenica!
In queste domeniche la Liturgia della Santa Messa ci offre la lettura del capitolo 6° del Vangelo di S. Giovanni dedicato alla istituzione della Eucaristia.
Domenica scorsa l’evangelista aveva iniziato con il grande miracolo della moltiplicazione dei cinque pani e due pesci con i quali Gesù aveva sfamato una grande folla.
La gente non coglie il valor di questo miracolo, col quale Gesù invita alla fede nella sua persona di Inviato dal Padre per la salvezza del mondo.
L’uomo carnale non comprende le cose di Dio e la folla vuole prendere Gesù per farlo re. Gesù si rifugia su un monte a pregare solo, in intimità col Padre celeste, ben consapevole dell’ottusità del cuore umano.
Gesù ha sempre rifiutato di essere un Messia terreno, una via lungo la quale satana voleva incamminarlo, come è apparso con chiarezza nelle tentazioni del deserto.
Trasformare le pietre in pane, compiere miracoli mirabolanti, divenire padroni del mondo mediante la ricchezza e il potere: ecco quanto satana offre per far deviare dalla via di Dio e per mettere i seguaci di Cristo sulla sua via della perdizione.
Gesù è inflessibile nel respingere la folla che fa pressione e denuncia l’inganno: “Voi mi cercate non perché avete compreso chi io sia, ma perché vi siete saziati”.
Poi cerca di trovare uno spiraglio per entrare in quei cuori, invitandoli a non cercare il cibo che perisce, ma il pane vivo che viene dal Cielo.
È il pane che la misericordia del Padre dona al mondo. Questo pane è Gesù stesso, che chiama a sé gli uomini perché, andando da Lui, non abbiano più fame e credendo in Lui non abbiamo più sete.
Gesù rivela l’uomo a se stesso. L’uomo non è ciò che mangia, perché nulla di questo mondo potrebbe sfamarlo. L’uomo ha fame di Dio e ha sete di Dio: questa è la sua grandezza e la sua inviolabile dignità.
Attraverso la sua santa umanità Gesù nell’Eucaristia ci ricolma della sua divinità, della sua luce di Verità e del suo Amore senza limiti.
Ma quanti dei credenti, nel giorno santo del Signore, si ritrovano alla mensa della sua Parola e del suo Pane di Vita?
È questo un segno della identità cristiana che dobbiamo quanto prima far brillare nella nostra vita.
Vostro Padre Livio
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Vangelo
Chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 6,24-35
In quel tempo, quando la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».
Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».
Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti, il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
DAI UNA MANO ALLA EVANGELIZZAZIONE DI RADIO MARIA IN ITALIA E NEL MONDO
+Bonifico Bancario Intestato a: Radio Maria ETS, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)
Banca Intesa Sanpaolo filiale di Milano – IBAN: IT26 H030 6909 6061 0000 0126 574
+Conto corrente postale – N. 1 4 5 2 2 2 2 1
Intestato a: Associazione Radio Maria, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)
+ 5 x 1000: Codice fiscale di Radio Maria 94023530150

DOMENICA 17.MA DEL TEMPO ORDINARIO (B)
Cari amici di Radio Maria Buona Domenica!
Oggi la pagina del vangelo dell’apostolo Giovanni ci propone uno dei miracoli più significatici compiuti da Gesù. Esaminiamo innanzi tutto quello che è accaduto e che tutti e quattro i vangeli ci raccontano con dovizia di particolari.
Gesù è seguito da una enorme folla per la sapienza della sua predicazione e per i segni che compiva, guarendo i malati e cacciando i demoni. Mai si erano visti eventi del genere in tutta la Storia della salvezza.
La folla è instancabile nel seguire Gesù fino a rimaner senza mangiare. Gesù ha compassione di questa gente e decide di sfamarla. Tuttavia non compie il miracolo senza il loro contributo.
Andrea, fratello d Pietro, gli porta un ragazzetto che ha cinque pani e due pesci. Ma “che cosa è questo per tanta gente”?
A Gesù basta questo piccolo contributo, fa seder la gente, prende i cinque pani e i due pesci, rende grazie e li distribuisce a tutti, quanti ne volevano.
Poi fa raccogliere dai discepoli i pezzi avanzati con i quali riempiono 12 canestri. La folla, contando soli gli uomini, era di cinquemila persone.
Qui ci sono migliaia di testimoni oculari che hanno visto e hanno mangiato, ci sono gli apostoli e i discepoli, ci sono pure due degli autori dei quattro racconti del vangelo: Matteo e Giovanni.
Perché allor ci sono quelli che si sbizzarriscono a negare la realtà del miracolo? Il motivo è molto semplice: non credono ai miracoli e non credono neppure che Gesù è Dio. San Pio X li ha chiamati “la peste modernista.”
Questo miracolo però non è fine a se stesso, ma ne anticipa uno ancora più grande, quello dell’Eucaristia dove, per le parole del sacerdote, Gesù sfama innumerevole persone col suo Corpo, Sangue Anima e Divinità.
Se veramente avessimo fede le Chiese alla Domenica sarebbero piene. Invece sono semivuote perché abbiamo perso la fede. Ma senza fede non possiamo salvarci. Bisogna pensarci finché siamo in tempo. E’ una cosa tremendamente seria.
Vostro Padre Livio
Vangelo
Distribuì a quelli che erano seduti quanto ne volevano.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 6,1-15
In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».
Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.
E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.
Parola del Signore

SEDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ( B)
Cari amici di Radio Maria Buona Domenica!
Dei sei giorni della settimana il Signore ne ha riservato uno per sé, perché Lo potessimo incontrare per ascoltare la sua Parola e per nutrici del pane vivo dell’Eucaristia.
Ne abbiamo bisogno perché non di solo pane vive l’uomo, ma di tutto ciò che Dio ci offre per il nutrimento della nostra anima immortale.
Noi però pensiamo solo ai nostri bisogni materiali, come se non bastasse altro per essere felici. In questo modo siamo in perenne inquietudine, senza godere della pace del Cuore.
Anche se ci dedicassimo alle cose più belle, quelle che danno le più grandi soddisfazioni, non saremmo mai appagati senza l’amore che Dio ci dona.
Colpisce molto il fatto che Gesù, dopo aver inviato gli apostoli in missione due ad due, pur vedendoli tornare pieni di entusiasmo e desiderosi di raccontare le loro esperienze, si preoccupa di chiamarli in disparte, in un luogo deserto, al riparo della folla che li cerca.
Gesù vuole che riposino e che riprendano le loro forze fisiche e spirituali. Lui stesso dà l’esempio, cercando la solitudine e la preghiera, dopo giornate intere in mezzo alle folle, che sono come pecore senza pastore.
Questo brano di Vangelo ricorda a noi sacerdoti la grande responsabilità che abbiamo di essere presenti in mezzo alla gente come il prolungamento di Gesù Buon Pastore, nella consapevolezza di ciò che le pecorelle cercano.
Che cosa cercano? Cercano in primo luogo Dio, la sua Parola che illumina, la sua Grazia che fortifica, il suo Amore che consola. Ma per poter distribuire questi doni al popolo affamato, noi stessi dobbiamo esserne ricolmi.
Lo siamo soltanto se Gesù è il cuore della nostra vita e questo avviene se lo cerchiamo e lo viviamo senza mai stancarci. Quale grazia più grande di quella di essere scelti da Gesù per questa missione e, per quanto riguarda i fedeli, di avere dei Pastori secondo il suo Cuore.
Preghiamo per questa grazia, perché non esiste una Chiesa senza Pastori e più i Pastori sono zelanti e più le pecore numerose e appagate.
Se oggi molte pecore vagano qua e là in balia dei lupi, non è solo colpa loro. Anche noi sacerdoti dobbiamo riflettere sulle grandi responsabilità che Dio ci ha affidato.
Preghiamo dunque perché si affretti il momento in cui questa umanità dilaniata divenga un solo gregge sotto la guida di un solo Pastore.
Vostro Padre Livio
Vangelo
Erano come pecore che non hanno pastore. Dal Vangelo secondo Marco
Mc 6,30-34
In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.
Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.
Parola del Signore