"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2022 Pagina 19 di 179

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

🔴VIDEO🔴EDITORIALE: L’UMANITÀ HA GIÀ DECISO PER LA MORTE?

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🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

Precisazioni su lettera di Stefania da Formia; Divina Volontà

Buonasera Padre Livio. 

Ho letto sul blog la lettera della signora Stefania da Formia e la Sua relativa risposta. 

Da dire innanzitutto che in più parti dei volumi di Luisa Gesù stesso da’ delle tempistiche: Egli afferma che il Mondo, la Creazione risale a 4000 anni prima della Sua venuta e dopo circa 2000 anni, quindi il tempo attuale, lascia intendere che tornerà il Regno della Divina Volontà. Quindi ormai I tempi sono risicati e in questa prospettiva è da pensare che si’, I tempi dei segreti saranno una vera e propria purificazione dell’umanità al termine della quale verrà ristabilito il Regno della Divina Volontà. Questo fa pensare che chi rimarrà al termine degli eventi avrà conservato una Fede forte e non potrà che vivere di Divina Volontà.

Luisa si stupiva, in tutto il tempo che scrisse, di come, di fronte a tanta cattiveria umana, potesse ristabilirsi un tale regno sulla Terra, che era quello che prima Adamo peccasse. Gesù rassicurava Luisa dicendo di non preoccuparsi, ché bastava spianare la strada alle anime disposte (da qui l’importanza di diffondere la Divina Volontà), e poi Lui avrebbe disposto tutto… Queste tematiche ricorrono sovente in tutti i volumi.

Altra parte a mio parere meritevole di considerazione è quanto scritto nel paragrafo 56 del libro 16 (marzo 1924).Tale paragrafo venne commentato da un Padre spagnolo che segue Divina Volontà, qualche anno fa, dove egli intendeva il viaggio di Luisa attraverso una città in rovina, viaggio che durava 100 miglia. Poi si fermò lungo il viaggio, chiese quanto mancava e Gesù disse 30 miglia.

Il Padre interpretò le miglia come anni, dove dal 1924 al 1994 (anno in cui Luisa fu dichiarata Serva di Dio, mi sembra, oppure qualcosa di importante per la figura di Luisa) erano trascorsi 70 anni, quindi ne mancano 30 per finire il viaggio (2024)…bisognerebbe leggere il paragrafo per capire meglio, ma questa è stata interpretata come una tempistica, che è ormai prossima… Altro segno poi è come gli scritti di Luisa si stanno diffondendo, quanti sacerdoti hanno iniziato ad interessarsene, quanti fedeli…

La mia è una idea, io finisco adesso di leggere l’ultimo paragrafo dell’ultimo libro, dopo 3 anni di lettura una opinione me la sono fatta, sulla Divina Volontà. 

Mi perdoni la lunghezza, ma penso possa essere utile. 

Un caro saluto, Laura 


 Precisazione in merito ai testi di Luisa Piccarreta.

Santa serata padre Livio caro, sono Claudia Palladino. 

Mi trovo nuovamente a scriverle in merito a quello che è stato detto sull’era della Pace e scritto dalla sig.ra Stefania. 

Partendo proprio dal cap. 20° del libro dell’Apocalisse, si rivelano due tempi ( durante e dopo i “mille anni” ), periodo in cui, dopo che Gesù si è manifestato e l’umanità ha assaporato la pace della conversione e della salvezza, ci sarà un epoca di Pace imperitura e crescente.

𝘘𝘶𝘦𝘴𝘵𝘢 è 𝘭𝘢 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘢 𝘳𝘪𝘴𝘶𝘳𝘳𝘦𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦.  𝘉𝘦𝘢𝘵𝘰 𝘦 𝘴𝘢𝘯𝘵𝘰 è 𝘤𝘰𝘭𝘶𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦𝘤𝘪𝘱𝘢 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘢 𝘳𝘪𝘴𝘶𝘳𝘳𝘦𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦. 𝘚𝘶 𝘥𝘪 𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘯𝘰𝘯 𝘩𝘢 𝘱𝘰𝘵𝘦𝘳𝘦 𝘭𝘢 𝘮𝘰𝘳𝘵𝘦 𝘴𝘦𝘤𝘰𝘯𝘥𝘢, 𝘮𝘢 𝘴𝘢𝘳𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘴𝘢𝘤𝘦𝘳𝘥𝘰𝘵𝘪 𝘥𝘪 𝘋𝘪𝘰 𝘦 𝘥𝘪 𝘊𝘳𝘪𝘴𝘵𝘰 𝘦 𝘳𝘦𝘨𝘯𝘦𝘳𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘤𝘰𝘯 𝘭𝘶𝘪 𝘲𝘶𝘦𝘪 𝘮𝘪𝘭𝘭𝘦 𝘢𝘯𝘯𝘪. ( 𝘈𝘱. 20,5-6 ) 

Gesù spiega in più brani dei 36 volumi quello che viene manifestato in questo capitolo del testo sacro, io mi limiterò a prendere solo dei passi:

chi vive nel Suo Divin Volere sarà con Lui a giudicare gli uomini 

” … 𝐀𝐧𝐳𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐥’𝐚𝐧𝐢𝐦𝐚 𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝐕𝐨𝐥𝐞𝐫 𝐃𝐢𝐯𝐢𝐧𝐨 𝐬𝐢 𝐬𝐩𝐨𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐞’ 𝐞𝐝 𝐈𝐨 𝐥𝐚 𝐯𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐦𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐚𝐛𝐢𝐭𝐢 𝐫𝐞𝐠𝐚𝐥𝐢, 𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐥𝐞 𝐦𝐞𝐭𝐭𝐨𝐧𝐨 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐠𝐠𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐞’ 𝐦𝐢𝐚 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚, [𝐜𝐡𝐞] 𝐢𝐥 𝐦𝐢𝐨 𝐫𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐞’ 𝐦𝐢𝐨 𝐞’ 𝐬𝐮𝐨; 𝐞 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐢 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐚 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐞𝐝 𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚𝐧𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐢. … ” 

(Volume 12, 15 ottobre 1919) 

Perciò l’apostolo Giovanni dice ” 𝘢 𝘲𝘶𝘦𝘭𝘭𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘷𝘪 𝘴𝘦𝘥𝘦𝘵𝘵𝘦𝘳𝘰 𝘧𝘶 𝘥𝘢𝘵𝘰 𝘪𝘭 𝘱𝘰𝘵𝘦𝘳𝘦 𝘥𝘪 𝘨𝘪𝘶𝘥𝘪𝘤𝘢𝘳𝘦 ” ( Ap. 20,4 ) 

I figli della Divina Volontà simboleggiano la Sua Umanità risorta ( quella che l’apostolo Giovanni chiama “𝘱𝘳𝘪𝘮𝘢 𝘳𝘦𝘴𝘶𝘳𝘳𝘦𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦” )

” …𝐎𝐫𝐚 𝐬𝐞 𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐮𝐫𝐫𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐢𝐦𝐛𝐨𝐥𝐞𝐠𝐠𝐢𝐚 𝐢 𝐬𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐯𝐢𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐦𝐢𝐨 𝐕𝐨𝐥𝐞𝐫𝐞 – 𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐫𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞’ 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐨, 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐚, 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐨, 𝐞𝐜𝐜., 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐧𝐞𝐥 𝐦𝐢𝐨 𝐕𝐨𝐥𝐞𝐫𝐞 𝐞’ 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐮𝐫𝐫𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐢𝐧𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐥’𝐚𝐧𝐢𝐦𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐯𝐞, 𝐞’ 𝐮𝐧’𝐢𝐦𝐩𝐫𝐨𝐧𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐠𝐥𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐮𝐛𝐢𝐬𝐜𝐞, 𝐞’ 𝐮𝐧 𝐮𝐬𝐜𝐢𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐞’ 𝐩𝐞𝐫 𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐃𝐢𝐯𝐢𝐧𝐢𝐭𝐚’ 𝐞 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐨𝐧𝐝𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐧𝐞𝐥 𝐟𝐮𝐥𝐠𝐢𝐝𝐨 𝐬𝐨𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐢𝐨 𝐕𝐨𝐥𝐞𝐫𝐞, 𝐞 𝐯𝐢 𝐚𝐦𝐚, 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚, 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐚 – 𝐜𝐡𝐞 𝐦𝐞𝐫𝐚𝐯𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐬𝐞 𝐥’𝐚𝐧𝐢𝐦𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐨𝐫𝐭𝐚 𝐞𝐝 𝐢𝐦𝐦𝐞𝐝𝐞𝐬𝐢𝐦𝐚𝐭𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐬𝐨𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐚 𝐠𝐥𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐞 𝐦𝐢 𝐬𝐢𝐦𝐛𝐨𝐥𝐞𝐠𝐠𝐢𝐚 𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐚 𝐔𝐦𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚’ 𝐫𝐢𝐬𝐨𝐫𝐭𝐚 ? 

𝗠𝗮 𝗽𝗼𝗰𝗵𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝗱𝗶𝘀𝗽𝗼𝗻𝗴𝗼𝗻𝗼 𝗮 𝗰𝗶𝗼’, 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞’ 𝐥𝐞 𝐚𝐧𝐢𝐦𝐞, 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐬𝐚𝐧𝐭𝐢𝐭𝐚’ 𝐯𝐨𝐠𝐥𝐢𝐨𝐧𝐨 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐛𝐞𝐧𝐞; 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐧𝐭𝐢𝐭𝐚’ 𝐝𝐞𝐥 𝐯𝐢𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐦𝐢𝐨 𝐕𝐨𝐥𝐞𝐫𝐞, 𝐧𝐮𝐥𝐥𝐚, 𝐧𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐡𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨, 𝐦𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐃𝐢𝐨; 𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐫𝐬𝐢 𝐥𝐞 𝐚𝐧𝐢𝐦𝐞 𝐚 𝐜𝐢𝐨’, 𝐝𝐢 𝐬𝐩𝐨𝐠𝐥𝐢𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐛𝐞𝐧𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢, 𝐭𝐫𝐨𝐩𝐩𝐨 𝐜𝐢 𝐯𝐮𝐨𝐥𝐞. 

𝗣𝗲𝗿𝗰𝗶𝗼’ 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗮𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗶;  𝐭𝐮 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐞𝐢 𝐧𝐞𝐥 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐢, 𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐨𝐜𝐡𝐢. 

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐢𝐨’ 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐚𝐭𝐚 𝐞𝐝 𝐚𝐥 𝐭𝐮𝐨 𝐯𝐨𝐥𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐨”. 

( Volume 12, 15 aprile 1919 ) 

𝘘𝘶𝘦𝘴𝘵𝘢 è 𝘭𝘢 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘢 𝘳𝘪𝘴𝘶𝘳𝘳𝘦𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦.  𝘉𝘦𝘢𝘵𝘰 𝘦 𝘴𝘢𝘯𝘵𝘰 è 𝘤𝘰𝘭𝘶𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦𝘤𝘪𝘱𝘢 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘢 𝘳𝘪𝘴𝘶𝘳𝘳𝘦𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦. 𝘚𝘶 𝘥𝘪 𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘯𝘰𝘯 𝘩𝘢 𝘱𝘰𝘵𝘦𝘳𝘦 𝘭𝘢 𝘮𝘰𝘳𝘵𝘦 𝘴𝘦𝘤𝘰𝘯𝘥𝘢, 𝘮𝘢 𝘴𝘢𝘳𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘴𝘢𝘤𝘦𝘳𝘥𝘰𝘵𝘪 𝘥𝘪 𝘋𝘪𝘰 𝘦 𝘥𝘪 𝘊𝘳𝘪𝘴𝘵𝘰 𝘦 𝘳𝘦𝘨𝘯𝘦𝘳𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘤𝘰𝘯 𝘭𝘶𝘪 𝘲𝘶𝘦𝘪 𝘮𝘪𝘭𝘭𝘦 𝘢𝘯𝘯𝘪.

( Ap. 20,5-6 ) 

Quindi il vivere nel Divin Volere è per tutti, 𝗺𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗹𝗼 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 ( ” 𝘌𝘴𝘴𝘪 𝘳𝘪𝘱𝘳𝘦𝘴𝘦𝘳𝘰 𝘷𝘪𝘵𝘢 𝘦 𝘳𝘦𝘨𝘯𝘦𝘳𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘤𝘰𝘯 𝘊𝘳𝘪𝘴𝘵𝘰… 𝘨𝘭𝘪 𝘢𝘭𝘵𝘳𝘪 𝘮𝘰𝘳𝘵𝘪 𝘪𝘯𝘷𝘦𝘤𝘦 𝘯o𝘯 𝘵o𝘳𝘯𝘦𝘳𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘪𝘯 𝘷𝘪𝘵𝘢 𝘧𝘪𝘯𝘰 𝘢𝘭 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘪 𝘮𝘪𝘭𝘭𝘦 𝘢𝘯𝘯𝘪 “. Ap. 20, 4-5 ), altrimenti non si giustificherebbe neanche la venuta ultima del Signore nel giudizio universale.

La nuova creazione di cui parla la Sacra Scrittura ( Isaia 65,17:

𝘌𝘤𝘤𝘰 𝘪𝘯𝘧𝘢𝘵𝘵𝘪 𝘪𝘰 𝘤𝘳𝘦𝘰

𝘯𝘶𝘰𝘷𝘪 𝘤𝘪𝘦𝘭𝘪 𝘦 𝘯𝘶𝘰𝘷𝘢 𝘵𝘦𝘳𝘳𝘢;

𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘪 𝘳𝘪𝘤𝘰𝘳𝘥𝘦𝘳à 𝘱𝘪ù 𝘪𝘭 𝘱𝘢𝘴𝘴𝘢𝘵𝘰,

𝘯𝘰𝘯 𝘷𝘦𝘳𝘳à 𝘱𝘪ù 𝘪𝘯 𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦,

Isaia 66,22:

𝘚ì, 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘪 𝘯𝘶𝘰𝘷𝘪 𝘤𝘪𝘦𝘭𝘪

𝘦 𝘭𝘢 𝘯𝘶𝘰𝘷𝘢 𝘵𝘦𝘳𝘳𝘢, 𝘤𝘩𝘦 𝘪𝘰 𝘧𝘢𝘳ò,

𝘥𝘶𝘳𝘦𝘳𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦 𝘥𝘢𝘷𝘢𝘯𝘵𝘪 𝘢 𝘮𝘦

– 𝘰𝘳𝘢𝘤𝘰𝘭𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘚𝘪𝘨𝘯𝘰𝘳𝘦 –

𝘤𝘰𝘴ì 𝘥𝘶𝘳𝘦𝘳𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘭𝘢 𝘷𝘰𝘴𝘵𝘳𝘢 𝘥𝘪𝘴𝘤𝘦𝘯𝘥𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘦 𝘪𝘭 𝘷𝘰𝘴𝘵𝘳𝘰 𝘯𝘰𝘮𝘦.

2Pietro 3,13:

𝘌 𝘱𝘰𝘪, 𝘴𝘦𝘤𝘰𝘯𝘥𝘰 𝘭𝘢 𝘴𝘶𝘢 𝘱𝘳𝘰𝘮𝘦𝘴𝘴𝘢, 𝘯𝘰𝘪 𝘢𝘴𝘱𝘦𝘵𝘵𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘯𝘶𝘰𝘷𝘪 𝘤𝘪𝘦𝘭𝘪 𝘦 𝘶𝘯𝘢 𝘵𝘦𝘳𝘳𝘢 𝘯𝘶𝘰𝘷𝘢, 𝘯𝘦𝘪 𝘲𝘶𝘢𝘭𝘪 𝘢𝘷𝘳à 𝘴𝘵𝘢𝘣𝘪𝘭𝘦 𝘥𝘪𝘮𝘰𝘳𝘢 𝘭𝘢 𝘨𝘪𝘶𝘴𝘵𝘪𝘻𝘪𝘢.

Apocalisse 21,1:

𝘝𝘪𝘥𝘪 𝘱𝘰𝘪 𝘶𝘯 𝘯𝘶𝘰𝘷𝘰 𝘤𝘪𝘦𝘭𝘰 𝘦 𝘶𝘯𝘢 𝘯𝘶𝘰𝘷𝘢 𝘵𝘦𝘳𝘳𝘢, 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩é 𝘪𝘭 𝘤𝘪𝘦𝘭𝘰 𝘦 𝘭𝘢 𝘵𝘦𝘳𝘳𝘢 𝘥𝘪 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘢 𝘦𝘳𝘢𝘯𝘰 𝘴𝘤𝘰𝘮𝘱𝘢𝘳𝘴𝘪 𝘦 𝘪𝘭 𝘮𝘢𝘳𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘤’𝘦𝘳𝘢 𝘱𝘪ù )  è proprio questa 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗮 𝗰𝗿𝗲𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗻 𝗖𝗿𝗶𝘀𝘁𝗼 citata anche nell’ 𝗮𝗿𝘁. 𝟯𝟳𝟰 del Catechismo della Chiesa cattolica : 

 𝐈𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐮𝐨𝐦𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐞’ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐭𝐨 𝐛𝐮𝐨𝐧𝐨, 𝐦𝐚 𝐞’ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐢𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐚𝐦𝐢𝐜𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐂𝐫𝐞𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐞 𝐢𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐚𝐫𝐦𝐨𝐧𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐬𝐞 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐚𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐞 𝐬𝐨𝐥𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐥𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧 𝐂𝐫𝐢𝐬𝐭𝐨 ; l’Eden divino tutto interno nell’anima che supererà l’Eden terrestre in cui hanno vissuto i nostri progenitori. 

” 𝐎𝐫𝐚 𝐭𝐮 𝐝𝐞𝐯𝐢 𝐬𝐚𝐩𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐥 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚 𝐥’𝐚𝐧𝐢𝐦𝐚 𝐟𝐚 𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐚 𝐕𝐨𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚’ 𝐈𝐨 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐨 𝐌𝐞 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚, 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐨 𝐥𝐞 𝐦𝐢𝐞 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐞, 𝐢 𝐦𝐢𝐞𝐢 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐢, 𝐥𝐞 𝐦𝐢𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞, 𝐢𝐥 𝐦𝐢𝐨 𝐚𝐦𝐨𝐫𝐞. 

𝐍𝐞 𝐚𝐯𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐂𝐫𝐞𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞 𝐒𝐞 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚, 𝐞 [𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞] 𝐥𝐞 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐮𝐞, 𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐂𝐫𝐞𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐞 𝐬𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞 𝐢𝐧 𝐋𝐮𝐢. 

𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐚 𝐯𝐢𝐜𝐞𝐧𝐝𝐚 𝐃𝐢𝐨 𝐞 𝐥’𝐚𝐧𝐢𝐦𝐚, 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐚 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐞 𝐃𝐢𝐨 𝐞𝐬𝐜𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐫𝐢𝐩𝐨𝐬𝐨 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚 𝐢𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐢𝐯𝐞 𝐞𝐝 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝐦𝐢𝐨 𝐕𝐨𝐥𝐞𝐫𝐞, 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞’ 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐟𝐢𝐧𝐢’, 𝐜𝐢 𝐟𝐮 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐩𝐨𝐬𝐨, 𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐜𝐨𝐥 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐕𝐨𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚’ 𝐜𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐚 𝐚𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨; 𝐦𝐚 𝐝𝐨𝐥𝐜𝐞 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐚𝐭𝐚, 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞’ 𝐩𝐞𝐫 𝐍𝐨𝐢 𝐢𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐞’ 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐟𝐞𝐥𝐢𝐜𝐢𝐭𝐚’, 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐞 𝐠𝐢𝐨𝐢𝐞 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐢𝐠𝐢𝐨𝐬𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐪𝐮𝐢𝐬𝐭𝐞. 

𝐐𝐮𝐢𝐧𝐝𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐟𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚𝐫𝐞 𝐢 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐢 𝐬𝐟𝐨𝐠𝐡𝐢 𝐝’𝐚𝐦𝐨𝐫𝐞, 𝐝𝐢 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐝𝐢 𝐛𝐨𝐧𝐭𝐚’ 𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐚𝐩𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐢𝐧𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞, 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐩𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐢𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞; 𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐃𝐢𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐫𝐢𝐩𝐨𝐬𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞𝐢, 𝐦𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚 𝐢𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐭𝐫𝐢𝐜𝐞. 

𝐄 𝐜𝐨𝐦𝐞 [𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚] 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐕𝐨𝐥𝐞𝐫𝐞, 𝐜𝐨𝐬ì 𝐬𝐢 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐦𝐢𝐧𝐜𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥’𝐚𝐧𝐢𝐦𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐥𝐚 𝐩𝐢𝐨𝐠𝐠𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐦𝐨𝐫𝐞 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐃𝐢𝐨, 𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐬𝐚𝐩𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐭𝐚 𝐢𝐧𝐨𝐩𝐞𝐫𝐨𝐬𝐚, 𝐦𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐧𝐢𝐦𝐚 𝐬𝐮𝐚. “

( Volume 30, 4 novembre 1931 ) 

” … 𝐄d 𝐞𝐜𝐜𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐚 𝐃𝐢𝐯𝐢𝐧𝐚 𝐕𝐨𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚’ 𝐫𝐢𝐩𝐞𝐭𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐝𝐢𝐥𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐧𝐢𝐦𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐢𝐯𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐥𝐮𝐜𝐞, 𝐚𝐧𝐳𝐢 𝐩𝐢𝐮’ 𝐛𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚, 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞’ 𝐬𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞’ 𝐦𝐮𝐭𝐚, 𝐞 𝐬𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚 𝐞𝐥𝐨𝐪𝐮𝐞𝐧𝐭𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞’ 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐦𝐮𝐭𝐨 𝐥𝐢𝐧𝐠𝐮𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨, 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐧𝐢𝐦𝐚 𝐞’ 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐧𝐭𝐞.

𝐏𝐚𝐫𝐥𝐚𝐧𝐨 𝐢𝐥 𝐬𝐨𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐮𝐞 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐞, 𝐢𝐥 𝐦𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐬𝐮𝐨𝐢 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐞𝐫𝐢, 𝐢𝐥 𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐮𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞, 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐥𝐩𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐬𝐮𝐨𝐢 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐢, 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐜𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐚 𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚 𝐥𝐞 𝐯𝐢𝐫𝐭𝐮’ 𝐝𝐞𝐢 𝐬𝐮𝐨𝐢 𝐟𝐢𝐨𝐫𝐢; 𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐢𝐨’ 𝐜𝐡𝐞 𝐟𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐭𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐛𝐫𝐢𝐥𝐥𝐚𝐧𝐭𝐢, 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐥 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐬𝐜𝐢𝐧𝐭𝐢𝐥𝐥𝐢𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐠𝐚𝐧𝐨, 𝐚𝐦𝐚𝐧𝐨, 𝐥𝐨𝐝𝐚𝐧𝐨, 𝐛𝐞𝐧𝐞𝐝𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨, 𝐫𝐢𝐩𝐚𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐞 𝐫𝐢𝐧𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞, 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐦𝐚𝐢 𝐜𝐞𝐬𝐬𝐚𝐫𝐞, 𝐪𝐮𝐞𝐥 𝐅𝐢𝐚𝐭 𝐒𝐮𝐩𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐦𝐨𝐫𝐞 𝐬𝐢 𝐝𝐢𝐥𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐥𝐚 𝐛𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐧𝐭𝐞, 𝐚𝐧𝐢𝐦𝐚𝐭𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐥𝐮𝐜𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐢𝐧𝐚.

𝐐𝐮𝐢𝐧𝐝𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐞’ 𝐦𝐞𝐫𝐚𝐯𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐬𝐞 𝐢𝐥 𝐭𝐮𝐨 𝐆𝐞𝐬𝐮’ 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚 𝐝𝐢𝐦𝐨𝐫𝐚 𝐢𝐧 𝐦𝐞𝐳𝐳𝐨 𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐧𝐭𝐞, 𝐜𝐡𝐞 𝐦𝐢 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐚 𝐃𝐢𝐯𝐢𝐧𝐚 𝐕𝐨𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚’; … “

( Volume 30, 13 marzo 1932 ) 

Ci sarebbero tanti altri passi o interi brani da poter condividere, ma ho dovuto limitarmi a questi. 

Augurando che lei insieme a tutti noi, uomini di “buona volontà”, possiamo essere “𝗻𝗲𝗹 𝗻𝘂𝗺𝗲𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗽𝗼𝗰𝗵𝗶” come dice Gesù a Luisa, la saluto cordialmente, Claudia. 

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

APOSTOLI DI MARIA

34. Maria chiama i suoi apostoli alla battaglia

Il piano della Regina della  pace è stato fin dall’inizio quello di svegliare le anime dal “sonno stanco” che le avvolge e di chiamarle a raccolta per l’attuazione dei suoi piani. Il cuore della Madre arde di amore per ognuno dei suoi figli. Li chiama alla conversione perché possano godere di un tempo di pace e di prosperità qui sulla terra e poi pervenire alla  gioia senza fine del Cielo

Il punto di partenza è stata la parrocchia  di Medjugorje, che la Gospa ha scelto perché si convertisse e così aiutasse a convertirsi tutti quelli che vi sarebbero recati  (cfr 08-03-1984).

La chiamata si è fatto sempre più estesa e pressante negli anni successivi, in particolare con l’inizio del nuovo millennio, che vede il drago “sciolto dalle catene”. La Regina della pace sta preparando il suo esercito alla battaglia. Il numero di chi risponde non le è indifferente e in più occasioni si rallegra che tanti accolgano i suoi messaggi.

Non vi è dubbio che le stia assai più a cuore la qualità della risposta, che vuole sempre più radicale e convinta. Lei stessa si presenta come l’inviata dall’Onnipotente, per realizzare i suoi progetti di misericordia per un mondo in grave pericolo. Ci ricorda che adempie al suo compito con dedizione totale, animata dal suo immenso amore di madre.

Ci ripete più volte che “non è stanca” e che non si arrende. Con pazienza cerca di formarci e di prepararci ad affrontare i tempi della prova. Ogni volta riprende da capo, come fa la madre con quei bambini che non vogliono imparare a camminare.

Perché tanta tenacia nel gettare a piene mani un seme, di cui vede germogliare solo una piccola parte? La ragione di fondo risiede nell’importanza che ognuno di noi ha nell’opera divina della salvezza, non solo per la sua anima, ma anche per il mondo intero:

 “Cari figli, con molto amore e pazienza, cerco di rendere i vostri cuori simili al mio Cuore. Cerco di insegnarvi, col mio esempio, l’umiltà, la sapienza e l’amore, perché ho bisogno di voi, non posso senza di voi, figli miei. Secondo la volontà di Dio vi scelgo, secondo la sua forza vi rinvigorisco. Perciò, figli miei, non abbiate paura di aprirmi i vostri cuori” ( 02-01-2013).

 Il calcagno con cui la Madre di Dio schiaccia la testa del serpente infernale è formata dalla moltitudine dei piccoli e degli umili che diranno “Sì – Sì” alla sua voce.

E’ impressionante come la Madre si chini umilmente per chiedere aiuto ai suoi figli. Noi siamo abituati nella nostra miseria, a rivolgerci a Lei che tutto può con la sua intercessione. Pensiamo che il nostro rapporto col Cielo si risolva nel tendere la mano ogni volta che siamo nel bisogno. Ma anche Dio ha bisogno degli uomini. Non potrebbe attuare i suoi piani di misericordia senza di loro.

 La Madonna non solo si rivolge all’Onnipotente per chiedere grazie in nostro favore, ma non esita a bussare alla porta del nostro cuore, perché senza di noi non può realizzare ciò che desidera. Come Satana diffonde la menzogna e porta le anime alla rovina con l’aiuto dei suoi servi, così la Vergine potente contro il male le conduce alla salvezza col nostro aiuto:

“Cari figli, vi invito, figlioli: aiutatemi, con le vostre preghiere, ad avvicinare quanti più cuori è possibile al mio Cuore Immacolato. Satana è forte e con tutte le forze vuole attirare a sé e al peccato quante più persone è possibile. Per questo sta in agguato per carpirne, ogni momento, di più. Vi prego figlioli, aiutatemi affinché vi possa aiutare. Io sono vostra Madre e vi amo, e perciò desidero venirvi in aiuto. Grazie per aver risposto alla mia chiamata” ( 25-5-1995).

La Gospa tiene a specificare che nessuno si può chiamare fuori da questa battaglia e che ognuno svolge un ruolo importante: “Cari figli, anche oggi c’è gioia nel mio Cuore. Desidero ringraziarvi perché rendete realizzabile il mio progetto. Ognuno di voi è importante. Perciò, figlioli, pregate e gioite con me per ogni cuore che si è convertito ed è diventato strumento di pace nel mondo” (25-06-2004).

Solo Dio sa quante persone, che il mondo ignora e disprezza, sono diventate degli insostituibili e fedeli soldati di un’armata silenziosa che argina il male nel mondo e costruisce un futuro di pace.

La battaglia che la Vergine potente contro il male sta combattendo è diversa dalle guerre che gli uomini si fanno fra di loro. Nei conflitti umani l’obbiettivo è l’annientamento del nemico. I due eserciti si fronteggiano per distruggersi a vicenda.

Le battaglie di Dio al contrario si pongono come fine ultimo la salvezza dei nemici, mediante le armi dell’amore, fino al dono della vita. Si tratta in ultima istanza di strappare le anime dalle fauci del drago per portarle al riparo sotto il manto della Madre.

 La Gospa è instancabile nel cercare chi accetti di far parte di questo esercito del quale Lei è condottiera nel nome dell’Altissimo. Il suo desiderio è di trovare anime che abbiano i suoi medesimi sentimenti e che condividano i suoi obbiettivi:

“Cari figli, mentre i miei occhi vi guardano, la mia anima cerca anime con le quali vuole essere una cosa sola, anime che abbiano compreso l’importanza della preghiera per quei miei figli che non hanno conosciuto l’Amore del Padre Celeste. Vi chiamo perché ho bisogno di voi. Accettate la missione e non temete: vi renderò forti. Vi riempirò delle mie grazie. Col mio amore vi proteggerò dallo spirito del male. Sarò con voi. Con la mia presenza vi consolerò nei momenti difficili. Vi ringrazio per i cuori aperti” ( 02-09-2012).

Molti esitano a rispondere fino in fondo alla chiamata e si accontentano a guardare da lontano o a seguire nelle retrovie. La Madonna sa quanto siamo pavidi e solleciti dei nostri interessi. Conosce i nostri calcoli e le nostre fragilità. Perciò ci incoraggia, promettendo il dono della sua fortezza, della sua protezione e della sua consolazione.

La sete di anime della Madonna è anche la nostra sete? Si arriva a questo dopo un cammino spirituale che ci fa comprendere la nostra responsabilità nei confronti degli altri. In gioco non vi è soltanto la salvezza della propria anima, ma anche di quella dei fratelli. Non si va da soli verso il Cielo, ma si cammina insieme.

La Gospa mette in guardia dal pericolo di una concezione egoistica della propria salvezza. “Come singoli, figli miei, non potete fermare il male che vuole regnare nel mondo e distruggerlo. Ma per mezzo della volontà di Dio tutti insieme con mio Figlio potete cambiare tutto e guarire il mondo ( 02-08-2012).

Non si stanca di ripetere che ha bisogno di noi per aiutare a salvarsi chi è sulla via della rovina: “  Ma, figli miei, non dimenticate che non siete in questo mondo solo per voi stessi e che io non vi chiamo qui solo per voi. Coloro che seguono mio Figlio pensano al fratello in Cristo come a loro stessi e non conoscono l’egoismo. Perciò io desidero che voi siate la luce di mio Figlio, che voi illuminiate la via a tutti coloro che non hanno conosciuto il Padre – a tutti coloro che vagano nella tenebra del peccato, della disperazione, del dolore e della solitudine – e che mostriate loro con la vostra vita l’amore di Dio” ( 02-11-2011).

La Madonna mette l’amore di Dio e dei fratelli sul medesimo piano, come due componenti irrinunciabili di un unico comandamento. Per cui se Dio deve essere messo al primo posto, anche i fratelli gli devono essere messi accanto:

 “Vi prego con Cuore materno ma vi ammonisco anche, figli miei, affinché la sollecitudine per coloro che non hanno conosciuto mio Figlio sia per voi al primo posto. Non fate sì che essi, guardando voi e la vostra vita, non desiderino conoscerlo” ( 02-03-2012).

 I progetti del Cielo si realizzano o falliscono a secondo della nostra risposta. Sono una chiamata alla corresponsabilità “ Cari figli, vi invito a pregare per i miei piani….Desidero, cari figli, realizzare insieme con voi i miei progetti. Ho bisogno della vostre preghiere” ( 02-09-2005). Figli miei, vi è data la grande grazia di essere testimoni dell’amore di Dio. Non prendete alla leggera la responsabilità a voi data. Non affliggete il mio Cuore materno. Come Madre desidero fidarmi dei miei figli, dei miei apostoli” ( 02-11-1012).

Vostro Padre Livio

“IO SONO CRISTIANO E AMO GESÙ SOPRA OGNI COSA” – Puntata 6

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla morte spirituale

Cari amici,

negli ultimi due messaggi la Madonna ha menzionato la parola “morte” accostando la parola “vita”. Questo è il metodo della Madonna: parlarci di una sciagura affinché possiamo prevenirla o superarla con l’aiuto di Dio e della grazia. Il 25 dicembre 2019 la Regina della pace aveva detto: «le anime sono ammalate e vanno verso la morte spirituale». La parola “morte” dev’essere colta appieno nel suo significato, che riguarda non soltanto il corpo, ma soprattutto l’anima. Ovviamente la morte dell’anima è la sciagura e il fallimento totale della vita di una persona.

Gesù dice: «Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima?» (Mc, 8)

La Madonna è preoccupata per la salvezza eterna delle anime e quando parla della morte intende quella spirituale, che non è l’annientamento dell’anima, è la sua perversione nel male e nel peccato. L’angelo ribelle non ha perso la sua intelligenza, la volontà, ecc… tutto ciò che Dio gli aveva dato, viene pervertito e utilizzato per il male. Allo stesso modo, l’anima non viene annientata col peccato, ma diventa essa stessa strumento del peccato. D’altra parte, è vero anche il contrario: la vita dell’anima che è Dio stesso col suo amore e la sua grazia, ma mano la vita di Dio permea l’anima di sé, tutte le attività dell’anima poi concorrono al bene, a testimoniare l’amore, a diffondere la luce, la grazia e la pace.

Come avviene la morte dell’anima? Come ha detto la Madonna nel messaggio del 25 dicembre 2019, l’anima si ammala e se non viene curata per tempo, muore. La malattia dell’anima consiste nel fatto che a causa del male, perde lo splendore dell’immagine divina che ha in sé. Il peccato corrode, indebolisce e si impossessa dell’anima e la trasforma in un’anima malvagia. Sono fatti testimoniabili, accade a moltissime persone. Chissà quanti possono raccontare di aver vissuto quest’esperienza di malattia dell’anima e anche la sua morte. Chissà quanti, poi, possono testimoniare la resurrezione dell’anima e la nuova vita in Dio.

Sicuramente tra le persone che conosciamo riusciamo a individuare le persone perverse e le persone buone; le persone menzognere e le persone veritiere; le persone egoiste e le persone generose; le persone che emanano il bene e le persone che emanano il male.

Cari amici, immaginate una persona cattiva che diventa buona. C’è forse una differenza che riguarda il corpo? Forse è cambiata l’espressione del volto, da oscuro e cupo è divenuto luminoso e sorridente. L’atteggiamento da prepotente e arrogante diventa rispettoso, aperto al bene. Ma la vera differenza è nell’anima!

Chi cade nel peccato ha l’anima ammalata, non il corpo. È l’anima che bisogna guarire ed è all’anima che bisogna dare vita nuova in Dio.

Il cambiamento è profondo, è intimo, è spirituale. La differenza tra una persona malvagia e una persona buona non è il corpo, è l’anima! Se un’anima si ammala e muore, pur avendo un corpo ancora sano, quella persona è un morto che cammina. È un’anima che dorme il sonno della morte.

Le nostre anime si ammalano e muoiono con il peccato. Il peccato è un allontanamento da Dio, è un rifiuto a Dio.

Perché le nostre anime, vinte dal peccato, non si ammalino e non muoiano di morte spirituale, è bene che apriamo il nostro cuore a Dio, torniamo ai Comandamenti e ci accostiamo ai Sacramenti.

Dobbiamo avere cura della nostra anima, è la cosa più importante e preziosa che abbiamo.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

Chi sta portando nel mondo distruzione e morte?

Caro Padre Livio,

mi premetto di riferire alcune critiche che  ho ascoltato da alcune  persone proprio in occasione di un mio pellegrinaggio a Medjugorje.

In pratica non sono d’accordo che Lei parli quasi ogni giorno di questa guerra in Ucraina, quando invece dovrebbe occuparsi di più delle ideologie occidentali, come ad esempio il gender che distrugge  la famiglia.

Immagino che qualcosa sia arrivato anche ai suoi orecchi.

Che cosa risponde?

Un amico

Caro amico,

                Chi ascolta  Radio  Maria e legge  i  miei libri sa benissimo di che  cosa  mi sono  occupato in tutti questi anni, sempre sulla scia dei messaggi della Madonna.

                Ora  siamo entrati nel tempo delle grandi  prove,  nel tempo dell’odio e della guerra,  nel tempo in cui satana tenterà  di distruggere il mondo e annientare  la Chiesa.

                Siamo entrati in altre parole nel tempo dei segreti e  mi meraviglio che gente che va a Medjugorje abbia  simpatie  per  uno Stato aggressore che ,  come aveva  profetizzato  la Madonna a Fatima, ha portato e porta nel  mondo  distruzione  e  morte.

Ave Maria

Padre  Livio

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

“Il tempo nuovo” dopo i segreti e le rivelazioni di Gesù a Luisa Piccarreta

Buongiorno, padre Livio.

Sono Stefania da Formia e da alcuni anni mi sono immersa nella lettura e nella meditazione degli scritti di Gesù alla Serva di Dio Luisa Piccarreta, confrontandoli con le sacre scritture. Grazie a questi scritti è nato in me un forte desiderio di leggere e meditare la parola di Dio non limitandomi più al solo vangelo del giorno.

Sul suo blog ho letto la lettera di Claudia del 18 novembre nella quale afferma che la venuta di Gesù, che Gesù stesso spiega nel “𝘓𝘪𝘣𝘳𝘰 𝘥𝘪 𝘊𝘪𝘦𝘭𝘰” a Luisa Piccarreta “è la venuta del Suo Regno nelle anime che accoglieranno la Divina Volontà come vita propria, lasciandoLa regnare e facendo unità perfetta con la propria volontà umana” e che “la venuta di Gesù sulla terra è tutta spirituale”.

Successivamente ho letto la sua risposta alla domanda di Monica di Baldissero del 24 Novembre 2022 che le ha chiesto perché la Madonna a Medjugorjeha detto che queste sono le sue ultime apparizioni.

La sua risposta è stata che a suo avviso è perché, la Madonna a Medjugorje è venuta per l’ultima volta a chiamare l’umanità alla conversione in quanto dopo i segreti ci sarà “il tempo nuovo” nel quale l’umanità entrerà, e sarà un tempo nel quale, come dice la serva di Dio Luisa  Picarreta, la  presenza di Dio  e della sua  volontà nel  cuore degli uomini, sarà  così  profonda e  intima, che non ci sarà   bisogno di apparizioni   per risvegliare la fede e per chiamare alla conversione.

In merito a quanto detto sopra, a me, non mi risulta che Gesù abbia parlato a Luisa Piccarreta semplicemente di un “presenza di Dio  e della sua  volontà nel cuore degli uomini, sarà  così  profonda e  intima”. 

Nel vol. 19 il 27 agosto 1926 Gesù dà il titolo al libro sulla sua Volontà:

Figlio mio (rivolgendosi a Sant’Annibale Maria di Francia), il titolo che darai al libro che stamperai sulla mia Volontà sarà questo: ‘Il Regno della mia Divina Volontà in mezzo alle creature. Libro di Cielo. Il richiamo della creatura nell’ordine, al suo posto e nello scopo per cui fu creata da Dio’”.

Papa Francesco nella Catechesi del 20 maggio 2020 sul mistero della Creazione, ha detto:

“… Dio ha fatto tutto nella Creazione, ma il capolavoro della Creazione di Dio è l’uomo. Dio lo crea a Sua immagine e somiglianza, più prezioso dell’intera creazione, creato con il più alto grado di perfezione. Dio innalza l’uomo a re del Creato, che la natura gli sia sottomessa perché lui la domini, la custodisca e che ami il suo Creatore. Questo è il progetto d’amore di Dio sull’uomo;

una sovranità dell’uomo sull’intera creazione che poi perderà con il peccato originale”.

  Ancora il Papa nel suo libro “In principio… I racconti della creazione letti dal Papa leggiamo:

“I racconti della creazione nel Libro della Genesi contengono, nel loro linguaggio simbolico e narrativo, profondi insegnamenti sull’esistenza umana e la sua realtà storica. Questi racconti suggeriscono che l’esistenza umana si basa su tre relazioni fondamentali strettamente connesse: la relazione con Dio, quella con il prossimo e quella con la terra. Secondo la Bibbia, queste tre relazioni vitali sono rotte, non solo fuori, ma anche dentro di noi. Questa rottura è il peccato. L’armonia tra il Creatore, l’umanità e tutto il creato è stata distrutta per avere noi preteso di prendere il posto di Dio, rifiutando di riconoscerci come creature limitate. Questo fatto ha distorto anche la natura del mandato di soggiogare la terra (cfr. Gen 1,28) e di coltivarla e custodirla (cfr. Gen 2,15). Come risultato, la relazione originariamente armonica tra essere umano e natura si è trasformata in un conflitto (cfr. Gen 3,17-19).

Pertanto, a mio avviso, “il tempo nuovo” sarà un temponel quale l’umanità ritornerà “nell’ordine, al suo posto e nello scopo per cui fu creata da Dio” equindi si ristabilirà quell’armonia non solo con il Creatore ma con tutto il creato. (Romani 8, 19-22: “ 19 La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; 20 essa infatti è stata sottomessa alla caducità – non per suo volere, ma per volere di colui che l’ha sottomessa – e nutre la speranza 21 di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. 22 Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto).

 In un brano del 28 febbraio del 1926 Gesù spiega che: “l’anima per vivere nella mia Volontà, prima viene spogliata delle vesti del vecchio Adamo colpevole, e viene rivestita delle vesti dell’Adamo novello e santo; la sua veste è la luce della stessa Volontà Suprema, nella quale le vengono comunicati tutti i suoi modi divini, nobili e comunicativi a tutti. Questa luce le fa perdere le fattezze umane e le restituisce la fisionomia del suo Creatore”.

Sarà allora come ha detto lei Padre Livio “non ci sarà   bisogno di apparizioni   per risvegliare la fede e per chiamare alla conversione”.  Gesù spiega a Luisa in un brano del 10 luglio 1922 che una volta che ha formato la sua Vita in lei, col suo Volere che agisce in lei, nei tuoi atti, in modo che il Suo Volere tiene una vita sulla terra “è necessario che ti elevi e porti con te la mia Vita, il mio Volere, affinché il mio Volere della terra e quello del Cielo si fondano insieme e tu faccia vita per qualche tempo nel Seno della Divinità, dove il tuo volere sarà agente nel Mio, per poterlo allargare quanto a creatura può essere capace; onde, dopo scenderai di nuovo sulla terra portando la Potenza, i prodigi del mio Volere, per cui le creature ne saranno scosse, apriranno gli occhi, e molti conosceranno che significa vivere nel mio Volere, vivere a somiglianza del loro Creatore. Ciò sarà il principio che il mio Regno venga sulla terra e che il mio Volere abbia l’ultimo compimento”.

Ed ecco Padre Livio che non saranno più necessarie le apparizioni della Madonna per chiamare alla conversione.

 La ringrazio per il tempo che vorrà dedicare a questa mia riflessione.  

La benedizione della mamma Regina della Divina Volontà, preceda, accompagni e segua affinché tutto ciò che fa porti l’impronta del suo Ti benedico.

 Stefania

Cara Stefania,

ti ringrazio per la preziosa
precisazione.

Vorrei però sapere come questo stato spirituale sia compatibile con la ribellione finale dell’umanità che provocherà la venuta di Cristo nella
gloria.

Ave Maria

Padre Livio

🌹STORIE DI MEDJUGORJE🌹

LA  MIA VITA PER   LA  GOSPA

Cari amici,  per  due volte alla  settimana,  vi racconto sul Blog  la storia  delle apparizioni della Madonna   a  Medjugorje, così come io  l’ho  vissuta  dai primissimi anni fino ad  oggi.

Vostro  Padre  Livio


4. Credere alle apparizioni della Madonna è una grazia.

Me ne sono reso conto nel momento in cui, per la prima volta, entravo in chiesa, mentre una parrocchia intera, rispondendo alla chiamata della Madonna, recitava il rosario in preparazione alla S. Messa. Guardavo qui volti seri e intensi, bruciati dal vento e dal sole, protesi verso l’altare, mentre una preghiera unanime saliva al cielo. “Qui tutto credono  alle apparizioni” è stata la mia spontanea riflessione.

Eppure non è un fatto scontato. Chi conosce la storia delle apparizioni mariane, sa che le reazioni più critiche sono venute spesso dai familiari e dai compaesani dei veggenti. Non è stato così forse a Lourdes e a Fatima? Lo stesso Gesù ha dovuto amaramente ammettere che” Nessun profeta è ben accetto in patria” ( Lc 4,24.

A Medjugorje si è verificato l’evento raro che, non sole le famiglie dei veggenti, ma l’intero villaggio ha creduto alle apparizioni e ha perseverato in questa convinzione. Dopo le esitazioni iniziali, dovute a un atteggiamento di doverosa prudenza, anche il parroco e i frati della parrocchia si sono aperti alla grazia della presenza di Maria.

 Ho chiesto alla veggente Marija quale sia stato il comportamento dei suoi genitori in quei primi giorni pieni di entusiasmo e di attese, ma anche di interrogativi e di timori. Mi ha risposto che tacevano e pregavano. La nonna, che aveva sentito dire che anche Satana può apparire, ha suggerito alla veggente  Vicka di aspergere la Madonna con l’acqua benedetta.

Il villaggio ha risposto con fede, ma non senza un atteggiamento riflessivo. L’evento era sorprendente e provocava nel cuore delle persone un misto di sconcerto, gioia e speranza. veggenti erano quattro ragazze  (Ivanka, Mirjana, Vicka, Marija) ed due ragazzi ( Ivan, Jakov) ben conosciuti dalla gente e apparivano assolutamente sinceri e credibili.

Tuttavia una adesione così generale non deve essere stata facile. Infatti perché la Madonna avrebbe scelto proprio quei sei ragazzi, non fra i più assidui nel frequentare la parrocchia, mentre avrebbe tralasciato altri ritenuti più buoni e più devoti? E’ normale che dei genitori si domandino perché nessuno dei propri figli sia stato scelto dalla Madre di Dio.

Invidie e gelosie di questo genere sono sempre in agguato, specialmente in un agglomerato dove tutti si conoscono e dove ognuno misura i panni che indossano gli altri. Eppure tutti hanno accettato le scelte fatte dalla Madonna senza obiezioni e senza riserve.

 I veggenti stessi si sono chiesti perché la Madonna avrebbe scelto loro e non altri. “Perché questa è stata la volontà di Dio”, ha riposto la Gospa, sottolineando che loro non erano né migliori né peggiori di altri. Marija si chiedeva perché la Madonna non aveva scelto le sue amiche Anna ( sorella di Vicka) e Draga, a suo dire molto migliori di lei.

Dopo che il secondo giorno, il 25 Giugno 1981, si è formato il gruppo dei sei veggenti, la Madonna non ha più cambiato le sue scelte, confermando la grazia dell’elezione e assegnando a ognuno di loro dei compiti particolari . I tentativi di aggiungere altri veggenti agli attuali, o addirittura di sostituirli, non hanno mai avuto presa sul villaggio e si sono dissolti nel nulla.

La proliferazione di veggenti, come è avvenuto a Lourdes, non si è verificata nel villaggio di Medjugorje, dove tutti gli abitanti hanno accolto con obbedienza e umiltà le scelte del Cielo.

Oggi, al pellegrino che arriva a Medjugorje, si presenta un panorama di relativa prosperità, che indurrebbe a pensare che l’aver creduto alle apparizioni sia stato un vantaggio. Indubbiamente lo è stato, ma alla luce della parola  di Gesù: “Cercate prima il Regno di Dio e la sua giustizia e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta” ( Mt 6,33).

 Nei primi anni delle apparizioni, e finché i comunisti sono rimasti al potere, non solo i veggenti e le loro famiglie, ma anche l’intera popolazione è stata sottoposta a vessazioni di vario genere.

Già dopo alcuni anni, trascorsa la festa dell’Epifania del 1987, ho assistito personalmente a una retata della polizia speciale, venuta da Sarajevo, che ha portato in commissariato per un interrogatorio Vicka e Marija e altre 17 persone, con l’accusa di aver organizzato la novena dell’Immacolata nella sala di una casa adibita a incontri comunitari.

Allora le manifestazioni religiose fuori della chiesa erano ritenute un reato e le autorità volevano sapere chi era stato il responsabile. “Scrivi che è stata la Madonna” intimava Vicka al malcapitato segretario che doveva verbalizzare l’interrogatorio. La stessa veggente mi confidava che in diverse occasioni hanno cercato di ritirare il passaporto a suo padre, quando ritornava dal lavoro in Germania per qualche giorno di visita alla famiglia.

La popolazione ha perseverato nella sua fede nelle apparizioni anche nonostante l’atteggiamento ostile del Vescovo, il quale, in occasione della visita annuale alla parrocchia per le Cresime, non perdeva l’occasione per rimproverare apertamente i fedeli.

La gente ha sopportato di tutto, insieme ai veggenti e alle loro famiglie. L’aver perseverato si è trasformato in una benedizione non solo per loro, ma per tutta la regione e per l’intera Chiesa. Se il mondo intero avesse accolto questa grazia, avrebbe evitato la grande tribolazione della quale si intravedono le avvisaglie.  

Tuttavia anche a Medjugorje non tutti hanno risposto alla chiamata e non tutti hanno risposto allo stesso modo. Gli ammonimenti della Madonna non sono mancati, specialmente dopo la particolare elezione della parrocchia. Pare che anche i primi due segreti siano un ammonimento rivolto a Medjugorje, comprendendo anche tutti coloro che ne fanno idealmente parte.

E’ fuori dubbio che credere a una apparizione mariana non è necessario per conseguire la salvezza. La Chiesa non fa obbligo di credere a una apparizione, ma ne vaglia la provenienza soprannaturale, esortando i fedeli a far fruttificare la grazia.  Infatti solo le verità rivelate richiedono un assenso di fede divina, senza il quale la salvezza non è possibile.

 Tuttavia sul piano personale la corrispondenza alle grazie che Dio concede è fondamentale per il proprio cammino spirituale. In nessuna apparizione la Madonna ha detto che chi vuol credere creda, e chi non vuol credere non creda.  Al contrario la Madre ha manifestato a più riprese il suo dolore per non essere stata accolta, mentre ha mostrato una grande gioia per la presenza delle moltitudini, specie in occasione dell’anniversario.

Sarebbe un grande errore sottovalutare la grazia di credere alla presenza di Maria nelle sue apparizioni. Chi fa le spallucce, ostentando indifferenza, se non disprezzo, per il “popolino ignorante”, si preclude una fonte di grazia alla quale l’Onnipotente chiama tutti e non solo alcuni.

Quando la Madonna si manifesta, non lo fa per aggiungere qualcosa alla divina rivelazione, ma per aiutarci a comprenderla nella sua profondità e soprattutto a viverla. In uno dei suoi primi messaggio la “Gospa” ha affermato di essere venuta per “risvegliare la fede”. Chi potrebbe dire che non ne avevamo bisogno?

Non ebbe forse a dire Paolo VI, alcuni anni prima dell’inizio della apparizioni, che proprio la fede stava per essere messa in questione? Noi oggi sappiamo che la fede è il problema fondamentale che la Chiesa e il mondo hanno davanti agli occhi.

L’orizzonte nel quale si colloca l’apparizione della Madre di Dio a Medjugorje è di una vastità tale da abbracciare il mondo intero. La Regina della pace, in questo lungo arco di tempo, ha esteso la sua chiamata agli estremi confini della terra. La grazia di credere non viene concessa ad alcuni soltanto ma a tutti, perché la maternità di Maria si estende a ogni uomo, a prescindere dalla sua fede.

La grazia di credere, se accolta, apre un fonte inesauribile di altre grazie. Ne ho fatto l’esperienza quando, entrato in sacrestia e rivestitomi dei paramenti sacri, mi sono accinto a concelebrare la mia prima Messa a Medjugorje.

Vostro Padre Livio

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