LA  MIA VITA PER   LA  GOSPA

Cari amici,  per  due volte alla  settimana,  vi racconto sul Blog  la storia  delle apparizioni della Madonna   a  Medjugorje, così come io  l’ho  vissuta  dai primissimi anni fino ad  oggi.

Vostro  Padre  Livio


4. Credere alle apparizioni della Madonna è una grazia.

Me ne sono reso conto nel momento in cui, per la prima volta, entravo in chiesa, mentre una parrocchia intera, rispondendo alla chiamata della Madonna, recitava il rosario in preparazione alla S. Messa. Guardavo qui volti seri e intensi, bruciati dal vento e dal sole, protesi verso l’altare, mentre una preghiera unanime saliva al cielo. “Qui tutto credono  alle apparizioni” è stata la mia spontanea riflessione.

Eppure non è un fatto scontato. Chi conosce la storia delle apparizioni mariane, sa che le reazioni più critiche sono venute spesso dai familiari e dai compaesani dei veggenti. Non è stato così forse a Lourdes e a Fatima? Lo stesso Gesù ha dovuto amaramente ammettere che” Nessun profeta è ben accetto in patria” ( Lc 4,24.

A Medjugorje si è verificato l’evento raro che, non sole le famiglie dei veggenti, ma l’intero villaggio ha creduto alle apparizioni e ha perseverato in questa convinzione. Dopo le esitazioni iniziali, dovute a un atteggiamento di doverosa prudenza, anche il parroco e i frati della parrocchia si sono aperti alla grazia della presenza di Maria.

 Ho chiesto alla veggente Marija quale sia stato il comportamento dei suoi genitori in quei primi giorni pieni di entusiasmo e di attese, ma anche di interrogativi e di timori. Mi ha risposto che tacevano e pregavano. La nonna, che aveva sentito dire che anche Satana può apparire, ha suggerito alla veggente  Vicka di aspergere la Madonna con l’acqua benedetta.

Il villaggio ha risposto con fede, ma non senza un atteggiamento riflessivo. L’evento era sorprendente e provocava nel cuore delle persone un misto di sconcerto, gioia e speranza. veggenti erano quattro ragazze  (Ivanka, Mirjana, Vicka, Marija) ed due ragazzi ( Ivan, Jakov) ben conosciuti dalla gente e apparivano assolutamente sinceri e credibili.

Tuttavia una adesione così generale non deve essere stata facile. Infatti perché la Madonna avrebbe scelto proprio quei sei ragazzi, non fra i più assidui nel frequentare la parrocchia, mentre avrebbe tralasciato altri ritenuti più buoni e più devoti? E’ normale che dei genitori si domandino perché nessuno dei propri figli sia stato scelto dalla Madre di Dio.

Invidie e gelosie di questo genere sono sempre in agguato, specialmente in un agglomerato dove tutti si conoscono e dove ognuno misura i panni che indossano gli altri. Eppure tutti hanno accettato le scelte fatte dalla Madonna senza obiezioni e senza riserve.

 I veggenti stessi si sono chiesti perché la Madonna avrebbe scelto loro e non altri. “Perché questa è stata la volontà di Dio”, ha riposto la Gospa, sottolineando che loro non erano né migliori né peggiori di altri. Marija si chiedeva perché la Madonna non aveva scelto le sue amiche Anna ( sorella di Vicka) e Draga, a suo dire molto migliori di lei.

Dopo che il secondo giorno, il 25 Giugno 1981, si è formato il gruppo dei sei veggenti, la Madonna non ha più cambiato le sue scelte, confermando la grazia dell’elezione e assegnando a ognuno di loro dei compiti particolari . I tentativi di aggiungere altri veggenti agli attuali, o addirittura di sostituirli, non hanno mai avuto presa sul villaggio e si sono dissolti nel nulla.

La proliferazione di veggenti, come è avvenuto a Lourdes, non si è verificata nel villaggio di Medjugorje, dove tutti gli abitanti hanno accolto con obbedienza e umiltà le scelte del Cielo.

Oggi, al pellegrino che arriva a Medjugorje, si presenta un panorama di relativa prosperità, che indurrebbe a pensare che l’aver creduto alle apparizioni sia stato un vantaggio. Indubbiamente lo è stato, ma alla luce della parola  di Gesù: “Cercate prima il Regno di Dio e la sua giustizia e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta” ( Mt 6,33).

 Nei primi anni delle apparizioni, e finché i comunisti sono rimasti al potere, non solo i veggenti e le loro famiglie, ma anche l’intera popolazione è stata sottoposta a vessazioni di vario genere.

Già dopo alcuni anni, trascorsa la festa dell’Epifania del 1987, ho assistito personalmente a una retata della polizia speciale, venuta da Sarajevo, che ha portato in commissariato per un interrogatorio Vicka e Marija e altre 17 persone, con l’accusa di aver organizzato la novena dell’Immacolata nella sala di una casa adibita a incontri comunitari.

Allora le manifestazioni religiose fuori della chiesa erano ritenute un reato e le autorità volevano sapere chi era stato il responsabile. “Scrivi che è stata la Madonna” intimava Vicka al malcapitato segretario che doveva verbalizzare l’interrogatorio. La stessa veggente mi confidava che in diverse occasioni hanno cercato di ritirare il passaporto a suo padre, quando ritornava dal lavoro in Germania per qualche giorno di visita alla famiglia.

La popolazione ha perseverato nella sua fede nelle apparizioni anche nonostante l’atteggiamento ostile del Vescovo, il quale, in occasione della visita annuale alla parrocchia per le Cresime, non perdeva l’occasione per rimproverare apertamente i fedeli.

La gente ha sopportato di tutto, insieme ai veggenti e alle loro famiglie. L’aver perseverato si è trasformato in una benedizione non solo per loro, ma per tutta la regione e per l’intera Chiesa. Se il mondo intero avesse accolto questa grazia, avrebbe evitato la grande tribolazione della quale si intravedono le avvisaglie.  

Tuttavia anche a Medjugorje non tutti hanno risposto alla chiamata e non tutti hanno risposto allo stesso modo. Gli ammonimenti della Madonna non sono mancati, specialmente dopo la particolare elezione della parrocchia. Pare che anche i primi due segreti siano un ammonimento rivolto a Medjugorje, comprendendo anche tutti coloro che ne fanno idealmente parte.

E’ fuori dubbio che credere a una apparizione mariana non è necessario per conseguire la salvezza. La Chiesa non fa obbligo di credere a una apparizione, ma ne vaglia la provenienza soprannaturale, esortando i fedeli a far fruttificare la grazia.  Infatti solo le verità rivelate richiedono un assenso di fede divina, senza il quale la salvezza non è possibile.

 Tuttavia sul piano personale la corrispondenza alle grazie che Dio concede è fondamentale per il proprio cammino spirituale. In nessuna apparizione la Madonna ha detto che chi vuol credere creda, e chi non vuol credere non creda.  Al contrario la Madre ha manifestato a più riprese il suo dolore per non essere stata accolta, mentre ha mostrato una grande gioia per la presenza delle moltitudini, specie in occasione dell’anniversario.

Sarebbe un grande errore sottovalutare la grazia di credere alla presenza di Maria nelle sue apparizioni. Chi fa le spallucce, ostentando indifferenza, se non disprezzo, per il “popolino ignorante”, si preclude una fonte di grazia alla quale l’Onnipotente chiama tutti e non solo alcuni.

Quando la Madonna si manifesta, non lo fa per aggiungere qualcosa alla divina rivelazione, ma per aiutarci a comprenderla nella sua profondità e soprattutto a viverla. In uno dei suoi primi messaggio la “Gospa” ha affermato di essere venuta per “risvegliare la fede”. Chi potrebbe dire che non ne avevamo bisogno?

Non ebbe forse a dire Paolo VI, alcuni anni prima dell’inizio della apparizioni, che proprio la fede stava per essere messa in questione? Noi oggi sappiamo che la fede è il problema fondamentale che la Chiesa e il mondo hanno davanti agli occhi.

L’orizzonte nel quale si colloca l’apparizione della Madre di Dio a Medjugorje è di una vastità tale da abbracciare il mondo intero. La Regina della pace, in questo lungo arco di tempo, ha esteso la sua chiamata agli estremi confini della terra. La grazia di credere non viene concessa ad alcuni soltanto ma a tutti, perché la maternità di Maria si estende a ogni uomo, a prescindere dalla sua fede.

La grazia di credere, se accolta, apre un fonte inesauribile di altre grazie. Ne ho fatto l’esperienza quando, entrato in sacrestia e rivestitomi dei paramenti sacri, mi sono accinto a concelebrare la mia prima Messa a Medjugorje.

Vostro Padre Livio