Mese: Agosto 2022 Pagina 10 di 13
La preghiera per la pioggia

Caro Padre Livio,
grazie per la sua preziosa presenza anche in questi giorni di Agosto.
Ho una domanda da farle che è un po’ personale e ci terrei ad un sua riposta.
Nel momento più preoccupante della siccità e proprio quando le previsioni volgevano al peggio, lei ha invitato tutta la famiglia di Radio Maria a pregare nei due rosari della sera per il dono della pioggia.
Lei sa che al riguardo non sono mancate ironie e non solo da parte dei non credenti.
Tuttavia alla fine la pioggia inaspettatamente è arrivata.
Ma Lei l’aspettava davvero? Non ha avuto qualche dubbio?
Dio la benedica e la conservi ancora a lungo.
Gianfranco di Verona
Caro Gianfranco,
per la verità non solo ho fatto pregare in Radio, ma ho pregato io stesso, con alcuni miei collaboratori. Non sapevo se avesse piovuto, perché Dio concede le grazie solo se abbiamo la fede che Lui desidera.
La prima acqua, dopo tanto tempo, qui ad Erba è caduta il 25 Settembre, tre minuti prima della telefonata con Marija. Nei quattro giorni successivi qui è piovuto altre tre volte per un totale di dieci ore.
L’acqua era abbondante e il nostro prato, ormai secco, ha ricominciato a rinverdire.
Abbiamo anche pregato perché piovesse in tutta l’Italia e nelle altre parti del mondo in cui c’è bisogno. La Madonna ha detto che la preghiera compie miracoli e che con la preghiera si possono anche sospendere le leggi naturali.
Nel tempo dei segreti vedremo la potenza di Dio che interviene per salvarci, ma quanti ci crederanno? E’ adesso il momento di risvegliare la fede umile e fiduciosa nel Padre celeste.
Ave Maria
Padre Livio
I due schieramenti inconciliabili

Carissimo Padre Livio,
anzitutto desidero esprimerle la mia profonda gratitudine per quello che fa attraverso la “radio della Madonna”.
Sono un’ascoltatrice/sostenitrice della sua emittente da quasi 30 anni, e, pur avendone sempre compreso ed apprezzato il valore dottrinale e profetico, ora come non mai mi si sta palesando sempre più nitidamente la sua portata escatologica e salvifica: Radio Maria è e rimarrà nel tempo dei dieci segreti – che ormai molti segni fanno presagire imminenti (…dalla pianta di fico imparate la parabola…) – l’unico vero faro ad illuminare la rotta di chi naviga nella tenebra infernale del mondo.
Vengo ora ad una riflessione dalla quale scaturisce un interrogativo, al quale vorrei che lei mi aiutasse a rispondere.
Dal mio circoscritto ‘osservatorio’ privato (famiglia, luogo di lavoro, cerchia delle conoscenze) ho riscontrato come la pandemia di Covid prima, e l’attacco sacrilego della Russia ai danni dell’Ucraina dopo, abbiano accentuato l’apertura di una forbice, ossia il delinearsi progressivo di due schieramenti a mio parere inconciliabili: da una parte coloro che, sposando una visione immanentistica della vita, hanno danzato e tuttora danzano attorno al vitello d’oro (la scienza innalzata a religione, con la sua blasfema liturgia di parole contraddittorie e menzognere, e i suoi sacerdoti luciferini che seminano terrore nelle coscienze) e dall’altra parte coloro che, di fronte a tali drammatiche e inaspettate prove, hanno alzato gli occhi verso il Cielo cercando risposte e consolazione nella Parola di Dio, vera, eterna, immutabile. Io sono nel novero di questi ultimi, anch’io orgogliosa candidata al TSO (Trinità Santissima Onnipotente!)
La lotta spirituale più dura è quella che sto affrontando, paradossalmente, nel mio luogo di lavoro. Spiego il “paradossalmente”: insegno in una scuola paritaria cattolica, dove professare liberamente il proprio credo, essere fedeli al Santo Padre e agli insegnamenti della Chiesa, essere testimoni della Verità e non scendere a compromessi con il mondo, ossia con quel veleno mortale – il modernismo – di cui ormai tutto è intriso, potersi confrontare con i colleghi – sia su urgenti questioni educative e scelte pedagogiche, sia su questioni più pragmatiche e gestionali – utilizzando lo stesso linguaggio, lo stesso registro espressivo ispirato al Vangelo di Gesù Cristo, dovrebbe essere la normalità.
Purtroppo, le dico con amarezza, non è così. Il fumo di satana, come ebbe a dire l’acutissimo papa Paolo VI, è entrato sì nella Chiesa ma anche nelle sue “istituzioni satellite”.
Il paganesimo è imperante ed è declinato nei modi più svariati, dalla scelta degli argomenti della programmazione didattica alle parole con cui ci si esprime (anche in aula, durante le lezioni), fino agli atteggiamenti quotidiani, e, cosa che fa ancor più male, esso trasuda dalle letture che vengono sottoposte ai bambini, subdoli veicoli di una ideologia anticristica, idolatra e sincretista sempre più capillarmente radicata.
Chi si oppone a tutto ciò diventa oggetto di disprezzo, sarcasmo, derisione, pettegolezzi fatti alle spalle, dispetti e malignità di ogni tipo; si è vittime di quello che Benedetto XVI definì, con la sottigliezza teologica che lo contraddistingueva, il “martirio incruento” di molti cristiani di oggi.
Penso di essere testimone, mio malgrado, dell’avverarsi di una delle profezie più toccanti di San Luigi Maria Grignion da Montfort: << Dio non pose soltanto inimicizia tra la Madonna e il demonio, ma anche tra la stirpe di Maria e la stirpe del diavolo. Egli pone contrasti, antipatie, odio profondo tra i veri figli e servi di Maria e i figli e schiavi del diavolo. Non si amano, non si accordano nei sentimenti. I figli di Belial (Dt 13, 14), gli schiavi di satana, gli amici del mondo hanno sempre perseguitato e perseguiteranno le anime che appartengono a Maria. >>
Ora lei Padre Livio, in perfetta conformità con le parole della Madonna, ci incoraggia ad essere portatori di pace e di gioia, a diffondere i messaggi di Medjugorje tra le persone che conosciamo, prima ancora a viverli noi stessi personalmente per esserne testimoni credibili.
Allora io le chiedo (ed è questo il pensiero che quotidianamente mi strugge): come posso io parlare e arrivare al cuore delle persone che mi hanno messo a tacere – chi con vile sarcasmo, chi con arroganza -, che mi hanno definito ‘pazza’, che, almeno allo stato attuale, appaiono irriducibilmente avverse o del tutto indifferenti alle apparizioni di Medjugorje?
Non prova anche lei un senso di frustrazione, di impotenza di fronte a questa categoria di persone? Ed ancor più grande non è il dolore che si prova al pensiero che si perdano eternamente?
Noi sappiamo dalla Madonna che moltissimi, anche all’interno della Chiesa, non l’hanno mai presa neppure in considerazione. Sappiamo dalla veggente Mirjana che quando sulla collina delle prime apparizioni ci sarà il segno – come prefigurato nel terzo segreto – per molti potrebbe essere tardi. La cessazione delle apparizioni a Mirjana stessa il 2 del mese è, a mio parere, densa di significato escatologico; essa appare come un monito del Cielo, un contrarsi del tempo della misericordia.
Abbiamo certamente a che fare con uno dei tanti misteri sigillati di Dio, però vorrei che lei mi desse al riguardo qualche motivo di speranza.
La ringrazio e la saluto con immenso affetto e riconoscenza.
Ave Maria.
Laura da Bologna
Cara Laura,
La ringrazio per la sua bella testimonianza che conferma quello che ci ha detto Gesù; O siamo con Lui o contro di Lui.
Man mano che si va avanti i due schieramenti saranno più evidenti: da una parte l’amore dall’altra l’odio.
Noi, come Gesù e Maria, dobbiamo amare i nostri nemici e pregare per la loro salvezza.
Nel nostro cuore ci sia solo amore e preghiera
E’ con questi cuori che la Madonna vincerà e il diavolo sprofonderà.
Ave Maria
Padre Livio
APOSTOLI DI MARIA

2- I segni dell’Apocalisse
Cari amici,
quando si afferma che siamo entrati nel tempo dell’Apocalisse è inevitabile incontrare perplessità ed esitazioni. Quanti gruppi o sette in passato hanno preannunciato la fine del mondo che poi non si è più verificata!
In primo luogo è necessario mettere a fuoco qual’ è il significato di “Apocalisse”, che è il libro conclusivo della Divina Rivelazione e una profezia sulla tappa finale della storia della salvezza.
L’Apocalisse in senso cristiano non ha il significato di catastrofe come nel linguaggio mondano. E’ al contrario un intervento salvifico di Dio in una situazione di estremo pericolo, sia per il mondo come per la Chiesa.
In questo senso si può dire che oggi ci siano segni tangibili di una Apocalisse in atto, non pochi dei quali sotto gli occhi di tutti, anche dei non credenti.
Innanzi tutto la possibilità che il mondo venga distrutto in poco tempo dall’odio e dalla guerra con armi, in parte ancora sconosciute, di cui molti paesi dispongono.
E’ la prima volta, nella storia dell’umanità che l’uomo più distruggere la vita, la natura e lo stesso pianeta sul quale vive. Ciononostante c’è una ricerca continua di armi sempre più micidiali e risolutive.
Inoltre la manipolazione della natura umana, con il rischio di distruggere la dignità della persona, la sua inviolabilità e la sua libertà, procedono oltre ogni limite fino all’azzardo. Che ne sarà dell’uomo?
Sia chi crede come chi non crede non può che rabbrividire di fronte a prospettive che potrebbero trasformare il soggiorno sulla terra in un inferno anticipato.
Nella luce della fede la situazione appare molto più compromessa, a causa del degrado morale e spirituale del genere umano. Si tratta in primo luogo del dilagare della guerra contro Dio, dell’odio, della superbia e della cupidigia, tanto da far dire alla Madonna che “il male opera nell’uomo come mai prima” ( 25 Giugno 2022).
Lo stesso Magistero della Chiesa, già in concomitanza della seconda guerra mondiale, è stato infaticabile nel puntare il dito sulla via della rovina intrapresa da gran parte dell’umanità.
Si tratta in particolare del pericolo dell’auto—distruzione ( Giovanni Paolo II) e dell’auto-dissoluzione della fede (Benedetto XVI).
In questo contesto si devono collocare le apparizioni della Regina della pace a Medjugorje, che hanno evidenziato fin dall’inizio una configurazione apocalittica.
La Madonna infatti è apparsa con una vivissima corona di dodici stelle intorno al capo, con chiaro riferimento al capitolo 12.mo dell’Apocalisse.
Inoltre, specificando che le apparizioni a Medjugorje sono le sue ultime sulla terra, ha fatto un chiaro riferimento alla fase finale della storia della salvezza.
La Madre di Dio ha svelato, in tutto il tempo della sua presenza, l’avversario per eccellenza, Satana, l’angelo ribelle, che “lotta” per riprendersi ciò che Cristo gli ha strappato con l’opera della redenzione.
Affermando che è “sciolto dalle catene”, la Madonna tocca un tema di evidente significato apocalittico come indicato in Apocalisse 20, 7.
Questi semplici accenni, tratti dai segni dei tempi e dalla Divina Rivelazione, ci offrono un quadro complessivo di chiaro stampo apocalittico nel senso cristiano della parola.
Si tratta infatti dell’epilogo di una guerra, iniziata fin dalle origini, contro Dio ,il suo Cristo e la sua Chiesa, portata avanti dagli angeli ribelli e dagli uomini loro seguaci con un pervicacia senza limiti.
La prospettiva è quella della speranza cristiana nella quale l’amore di Cristo è più forte dell’odio dell’angelo ribelle e la potenza del male si manifesta come una falsa forza.
Vostro Padre Livio

A proposito della pioggia
Carissimo Padre Livio,
La ascolto da oltre venti anni e nel tempo il sostegno che traggo dal suo quotidiano “pane spirituale” è divenuto irrinunciabile ancora di speranza, riflessione, guida, bussola, filo di Arianna per non soccombere in questo tempo funebre.
Quando è iniziato a piovere, dapprima al nord, poi man mano sul resto della Penisola, le confesso che ho sorriso (come Sara nella tenda) riguardo alla sua riflessione in proposito, perché non ritenevo possibile che un mostro anticiclonico come quello che ci aveva stritolati per mesi, potesse essere vinto in tempi rapidi. E invece. Grazie alle preghiere che Lei ci ha invitato a rivolgere a nostra Madre, ecco la sua risposta.
Chiedo perdono per questa mia superficiale incredulità del momento.
Reitero quello che già le scrissi in passato, cioè che per me lei sarà il primo santo dell’etere dell’era moderna.
Grazie per donarci speranza. La Madonna la tiene per mano.
Nicoletta
Cara Nicoletta,
grazie per l’incoraggiamento. Ne abbiamo bisogno.
La Madonna ci invita alla santità, ma nella nostra miseria dobbiamo chiederle di donarci la sua.
Siamo in tempi in cui dobbiamo avere la fede semplice dei bambini e non temere di chiedere al Padre celeste tutto quello di cui abbiamo bisogno.
La Madonna ha detto che con la preghiera si possono sospendere anche le leggi della natura.
Ave Maria
Padre Livio
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Lettera di ringraziamento
Carissimo Padre Livio,
Ho ricevuto pochi giorni fa la sua lettera, attraverso la quale lei ringrazia me, per il mio contributo a Radio Maria. Le sue parole sono molto belle e incisive. Ero quasi sul punto di commuovermi. Io ritengo però che potrei dare di più. Spero in futuro di avere maggiori possibilità per contribuire alla diffusione del meraviglioso “network” della Madonna.
Se lei sapesse quanto avete fatto voi (cioè Radio Maria), per me. Non trovo le parole adeguate per descrivere il bene spirituale che mi avete somministrato, quasi ogni giorno.
Io recentemente ho inviato un’offerta a “Radio Maria Nigeria”, perché ho sentito fortemente questo desiderio nel cuore. Anche se, in questo drammatico momento, ne avrebbe più bisogno “Radio Maria Ucraina”.
Io desidererei che Radio Maria fosse presente non solo in molte parti del mondo (come è già attualmente), ma che arrivasse negli angoli più sperduti della terra, affinché ogni uomo possa beneficiare della parole consolanti della Regina della Pace.
Un abbraccio fraterno
Ave, Maria!
Donato
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Monfort e le profezie
Carissimo padre Livio
Recentemente , per caso ( anche se in una prospettiva realmente cristiana il “caso “ non esiste) , mi capita in mano il trattato della vera devozione di san Luigi Grignon de Monfort.
Sono rimasto sconcertato.
Scritto più oltre tre secoli fa, contiene una serie di pensieri , meditazioni, appunti che solo un cieco potrebbe non ritenere altamente profetiche .
Mi riferisco in particolare alle apparizioni della Regina della pace di Medjugorje, ma in generale a tutto le apparizioni marina e degli ultimi due secoli , di cui Medjugorje non è che il completamento e , forse , la conclusione di un piano mariano ben preciso .
Ai punti 49 e seguenti :
- l’autore sottolinea come Maria inizierà il percorso per salvare il mondo , svelando la sua missione . Attraverso di Lei Gesù Cristo venne al mondo per la salvezza del mondo , e tornerà per salvarlo di nuovo sebbene non nello stesso modo. Maria ci ha portato Gesù. Ora deve riportare noi a Lui: “ Chi troverà Maria troverà la Via , la Verità, la Vita ( Impressionante se pensiamo all’ultimo messaggio del 25 Luglio)
- “Maria dovrà risplendere più che mai negli ultimi tempi , ….In Forza , contro i nemici di Dio…che si ribelleranno in modo terribile, onde sedurre e far cadere , con promesse e minacce , tutti quelli che saranno a Lei contrari …infine Lei dovrà risplendere in Grazia per animare e sostenere i prodi soldati e fedeli servi di Gesù, i quali combatteranno per i Suoi interessi..”
- “… Dio non ha mai fatto formato che una sola inimicizia , ma inconciliabile , che durerà anzi aumenterà, fino alla fine: quella tra Maria e e il diavolo: Lei è la più terribile nemica del diavolo…”
- “…Infine Dio vuole che la sua Santa Madre sia sempre più conosciuta, amata e onorata: ciò avverrà senza dubbio….Gli apostoli di Maria saranno fuoco ardente , ministri del signore che spargeranno dappertutto il fuoco dell’amore divino. Saranno dappertutto il buon odore di Gesù Cristo per i poveri e per i piccoli, ma saranno odore di morte per i grandi , i ricchi e orgogliosi mondani…saranno nubi tonanti …, che senza attaccarsi a nulla , ne’ meravigliarsi di nulla, ne’ spaventarsi di nulla ( non avere paura dei segreti!!) , spargeranno la pioggia della parola di Dio, grideranno contro il mondo e colpiranno il demonio …Saranno i veri apostoli degli ultimi tempi ..
- “ …la furia del demonio aumenterà…sempre di più per strappare a Maria quante più anime possibile…”
Sono solo poche , insufficienti , frasi contenute in questo magnifico libro , ma le assonanze con i richiami della regina della Pace sono impressionanti .
Mi permetto nella massima umiltà di consigliare a tutti , oggi più che mai , la lettura di questo capolavoro di spiritualità e a Lei , con ancor maggiore umiltà , di dedicare qualche catechesi alla lettura di questo trattato in radio .
Credo che potrebbe aprire innumerevoli cuori , e rinforzare , aumentare e rinsaldare l’esercito che Maria sta costruendo per la battaglia finale .
Alessandro
Caro Alessandro,
sono contento di questa tua scoperta.
Radio Maria da tempo ha presentato il Monfort e la sua Opera come un Profeta dei tempi che stiamo vivendo.
Ave Maria
P. Livio
Parolin a Limes:
la Chiesa è pacifista perché crede e lotta per la pace

L’intervista al cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin sulla diplomazia della Santa Sede, pubblicata dalla rivista italiana di geopolitica con il titolo “La Guerra Grande”
Vatican News – Città del Vaticano
“La diplomazia della Santa Sede non è legata a uno Stato ma a una realtà di diritto internazionale che non ha interessi politici, economici, militari. Si pone al servizio del vescovo di Roma, che è il pastore della Chiesa universale”. Inizia così l’intervista al cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, pubblicata sull’ultimo numero della rivista Limes dal titolo «La Guerra Grande», a cura di Lucio Caracciolo e Guglielmo Gallone.
Dalla diplomazia della Santa Sede, universale perché i “rappresentanti pontifici provengono dalle Chiese locali di tutto il mondo” e con una «chiara funzione ecclesiale», alla geopolitica, «indispensabile per esercitare il più efficacemente possibile la professione diplomatica». Dal ruolo internazionale di Papa Francesco, simbolo insieme ai suoi predecessori di «una Chiesa meno eurocentrica» e di «uno sguardo multilaterale rispetto ai problemi internazionali», alla lunga attività diplomatica del cardinale Parolin, per cui «ringrazio Dio che, nelle varie situazioni in cui mi sono trovato, mi ha dato la grazia, nonostante debolezze e limiti, di poter accompagnare la missione diplomatica con la testimonianza sacerdotale». Fino ad arrivare al carattere universale della Chiesa all’interno di un mondo complesso e frammentato, caratterizzato da quella «terza guerra mondiale a pezzetti» di cui il Papa, da anni, continua a parlare.
In tutto ciò, la bussola da seguire è e sarà una: il Vangelo. «Annuncio di pace, promessa e dono di pace – spiega il cardinale Parolin – tutte le sue pagine ne sono piene. La invocano gli angeli al momento della nascita di Gesù a Betlemme. La augura Egli stesso ai suoi appena risorto. La Chiesa segue l’esempio del suo Signore: crede nella pace, lavora per la pace, lotta per la pace, testimonia la pace e cerca di costruirla. In questo senso è pacifista». E, in quanto al ricorso alle armi, Parolin precisa che «il catechismo della Chiesa cattolica prevede la legittima difesa. I popoli hanno il diritto di difendersi, se attaccati. Ma questa legittima difesa armata va esercitata all’interno di alcune condizioni che lo stesso catechismo enumera: che tutti gli altri mezzi per porre fine all’aggressione si siano dimostrati impraticabili o inefficaci; che vi siano fondate ragioni di successo; che l’uso delle armi non provochi mali e disordini più gravi di quelli da eliminare».
Ecco, l’uso delle armi. Sproporzionato e sconsiderato. In moltissime parti del mondo. Perché, come sottolinea il cardinale Parolin nell’intervista a Limes, «la guerra inizia nel cuore dell’uomo. Ogni insulto sanguinoso allontana la pace e rende più difficile qualsiasi negoziato». Il Papa lo ripete spesso nei suoi appelli. Eppure, osserva il segretario di Stato, «la voce del papa, spesso, è vox clamantis in deserto («una voce che grida nel deserto»). È voce profetica, di lungimirante profezia. È come un seme gettato, che ha bisogno di un terreno fertile per portare frutto. Se gli attori principali del conflitto non prendono in considerazione le sue parole, purtroppo, non succede nulla, non si ottiene la fine dei combattimenti». «Pure oggi – continua Parolin – nella tragica vicenda ucraina, non sembra emergere al momento disponibilità a intavolare reali negoziati di pace e ad accettare l’offerta di una mediazione super partes. Come è evidente, non è sufficiente che una delle parti lo proponga o lo ipotizzi in via unilaterale, ma è imprescindibile che entrambe esprimano la loro volontà in questo senso. Ancora una volta… vox clamantis in deserto. Ma le parole del Papa restano comunque una testimonianza di altissimo valore, che incide in tante coscienze, rendendo più consapevoli gli uomini che la pace, e la guerra, iniziano nei nostri cuori e che tutti siamo chiamati a dare il nostro contributo per promuovere la prima ed evitare la seconda».
Sollecitato dalle domande degli interlocutori, in riferimento all’Ucraina Parolin riconosce «la possibilità di un salto negativo verso la congiunzione dei pezzi in un conflitto mondiale vero e proprio. Credo che noi non siamo ancora in grado di prevedere o calcolare le conseguenze di quanto sta accadendo. Migliaia di morti, città distrutte, milioni di sfollati, l’ambiente naturale devastato, il rischio di carestia per la mancanza di grano in tante parti del mondo, la crisi energetica… Come è possibile che non si riconosca che l’unica risposta possibile, l’unica via praticabile, l’unica prospettiva percorribile è quella di fermare le armi e promuovere una pace giusta e duratura?»
Proprio sulla possibilità di un viaggio di Papa Francesco nei Paesi in conflitto nell’Europa orientale, il Segretario di Stato precisa che il desiderio più grande del pontefice, «e quindi la sua priorità», è che «attraverso i suoi viaggi si possa giungere a un beneficio concreto. In quest’ottica, egli ha detto di volersi recare a Kiev per portare conforto e speranza alle popolazioni colpite dalla guerra. Allo stesso modo, ha annunciato la sua disponibilità di viaggiare anche a Mosca, in presenza di condizioni che siano veramente utili alla pace». Parolin ha poi osservato che quello fra Roma e Mosca è un «dialogo difficile, che procede a piccoli passi e che conosce anche fasi altalenanti», ma «non si è interrotto». L’incontro a Gerusalemme tra Papa Francesco e il patriarca Kirill è stato sospeso perché «non sarebbe stato capito e il peso della guerra in corso l’avrebbe troppo condizionato».
Una parte fondamentale dell’intervista è dedicata all’accordo segreto tra la Santa Sede e la Cina. «Il dialogo tra la Santa Sede e la Repubblica Popolare Cinese – afferma il Segretario di Stato – iniziato per volontà di san Giovanni Paolo II e proseguito durante i pontificati di Benedetto XVI e di Francesco, ha portato nel 2018 alla firma dell’accordo provvisorio sulla nomina dei vescovi in Cina. Proprio la caratteristica della provvisorietà ha consigliato alle parti di non renderlo pubblico, nell’attesa di verificarne il funzionamento sul terreno e decidere in merito» Inoltre, aggiunge Parolin, in «quanto alla valutazione degli esiti dell’accordo mi sembra di poter dire che sono stati fatti passi in avanti, ma che non tutti gli ostacoli e le difficoltà sono stati superati e quindi rimane ancora strada da percorrere per la sua buona applicazione e anche, attraverso un dialogo sincero, per un suo perfezionamento».
Se Caracciolo e Gallone fanno notare come nel mondo contemporaneo «le potenze sembrano non riuscire più a intendersi», «antiche regole e abitudini diplomatiche vengono violate» e «i toni polemici arrivano fino agli insulti sanguinosi fra capi di Stato», l’auspicio di Parolin è proprio quello che tutte le diplomazie assumano uno sguardo universale, impegnandosi a tutelare la dignità e i diritti fondamentali, difendere i più deboli e gli ultimi della terra, operare in favore della vita. Imparando a «respirare al ritmo dell’universalità».

Cari amici,
Medjugorje è sempre un’eterna primavera! È un’oasi di preghiera che si rinnova continuamente, è sempre rifiorita perché c’è la Madonna che attira, che guida, che illumina. Lì c’è la Madre della Chiesa e questo è proprio il segreto dell’eterna giovinezza di Medjugorje.
Recentemente, in occasione del Festival dei giovani, il Santo Padre ha dedicato un bellissimo messaggio ai pellegrini partecipanti, che è un’edificante catechesi su Gesù Cristo e sul ruolo di Maria.
Vi invito a leggere il messaggio di Papa Francesco perché, come sempre, è ricco di spunti interessanti e parla al cuore di ciascuno di noi. (Lo trovate nella sezione nel nostro sito, a questo link:
“Medjugorje è la speranza del mondo” disse San Giovanni Paolo II ed è veramente così. Lo è da oltre quarant’anni e non smetterà di esserlo.
La presenza di Maria a Medjugorje richiama molto anche le nuove generazioni. È bello sentire le loro esperienze dirette e il clima che si respira tra i giovani in pellegrinaggio è un clima di gioia, riflessione, raccoglimento spirituale, entusiasmo, sobrietà. Molti di loro raccontano di aver riscoperto la propria fede proprio in quella terra di pace e preghiera e chi è stato a Medjugorje facilmente coglie questo aspetto, basta guardarsi intorno per vedere ragazzi inginocchiati a terra in adorazione al Santissimo o le lunghe file di giovani ai confessionali. È commovente ed è una situazione unica, che non la si trova altrove. La Madonna chiama i giovani e apre loro maternamente le braccia, accompagnandoli a Suo Figlio.
Le nuove generazioni, passato questo tempo di tribolazioni, un giorno potranno alzare lo sguardo verso l’orizzonte dei tempi nuovi, nel mondo nuovo della pace.
La Regina della pace nel messaggio del 25 luglio ha detto: «Io vi guido a mio Figlio affinché Lui sia per voi via, verità e vita».
Questo è uno dei motivi per cui la Madonna è qui da così tanto tempo. In tutti questi anni, parallelamente alla presenza di Maria, è cresciuta una corrente anticristiana modernista estremamente pericolosa, come la stessa Gospa ha detto in tre messaggi. Questa ideologia, che è una nuova religione, mira a escludere, rinnegare, infangare la figura di Gesù Cristo. La Madonna, allora, è costante nel richiamarci a tornare a Dio, a testimoniare la nostra fede in Gesù Cristo, ad avvicinare e salvare quante più anime possibili.
Non dobbiamo lasciarci tentare da questo nuovo modo di vivere che ci rende pagani! Dobbiamo invece testimoniare la nostra fede, rinnovarla, riscoprirla e viverla ogni giorno.
La preghiera sia al centro della nostra giornata e la testimonianza gioiosa sia il nostro sguardo sulla vita per essere luci incoraggianti per coloro che vagano nell’oscurità delle tenebre.
Da: La Lettura cristiana della cronaca e della storia
EDITH STEIN

Edith Stein, ottant’anni fa il martirio. La richiesta: sia dottore della Chiesa
ANDREA GALLI . Avvenire 9 Agosto 2022
«Cristo dona la sua vita per aprire agli uomini l’accesso alla vita eterna. Allora essi, per guadagnare la vita eterna, devono anche sprezzare quella terrena. Devono morire con Cristo, per risorgere con lui: la morte, perdurante tutta la vita, della sofferenza e del quotidiano rinnegamento di sé; se è il caso anche la morte di sangue del testimone della fede per il messaggio di Cristo». Era il 1941 quando la 50enne suor Teresa Benedetta della Croce, al secolo Edith Stein, scriveva queste righe dal Carmelo di Echt in Olanda, nella sua ultima grande opera, La Scienza della Croce. Pochi mesi dopo, il 2 agosto del 1942, la Gestapo avrebbe bussato alla porta del convento, l’avrebbe prelevata, portata nel campo di smistamento di Westerbrok e da lì ad Auschwitz, dove la religiosa sarebbe morta si presume il 9 agosto, esattamente 80 anni fa.
«La data è probabile, sicuramente è compresa fra l’8 e l’11 agosto – spiega padre Fabio Silvestri, provinciale della provincia veneta dei carmelitani scalzi, studioso dell’opera di santa Edith Stein – ed è stata dedotta dalle testimonianze degli altri deportati, in particolare un commerciante ebreo di Colonia che l’aveva incontrata e aveva scambiato alcune parole con lei».
È un anniversario particolare questo 80° del martirio perché si inserisce nel centenario della conversione al cattolicesimo di Edith, la cui vicenda esistenziale continua ad affascinare: ultima di undici figli di una benestante famiglia ebraica di Breslavia, diventata agnostica da adolescente, poi astro nascente della filosofia tedesca alla scuola di Edmund Husserl, poi convertita, carmelitana scalza, martire.
«Edith Stein presentiva già, a partire almeno dal 1939, di morire a causa del nazismo» spiega padre Roberto Maria Pirastu, definitore generale dei carmelitani scalzi e presidente della Società Edith Stein dell’Austria, «già nel suo testamento, appunto del ’39 scrive: “da ora accetto con gioia la morte che Dio mi ha riservato in perfetta sottomissione alla sua santissima volontà. Chiedo al Signore che voglia accettare la mia vita e la mia morte per il suo onore e la sua esaltazione, per tutte le intenzioni dei santissimi cuori di Gesù e Maria e della santa Chiesa, soprattutto per la conservazione, la santificazione ed il perfezionamento dell’Ordine del Carmelo, particolarmente dei monasteri di Colonia e di Echt, come espiazione per l’incredulità del popolo ebraico, affinché il Signore sia accolto dai suoi e il suo regno venga nella gloria, per la salvezza della Germania e per la pace del mondo; infine per i miei parenti, vivi e defunti, e per tutti coloro che Dio mi ha dato: perché nessuno di loro si perda”».
«Nella sua ricerca della verità arrivò a identificarne il centro nel mistero della croce di Cristo – commenta padre Silvestri – da quel momento concepì la sua intera vita come un’offerta d’amore e con sempre maggiore consapevolezza con l’inizio della persecuzione razziale. Fu un offrire la propria vita, come la Ester dell’antica Alleanza, a beneficio del destino del popolo ebraico e per l’umanità intera».
A questo proposito giova ricordare che Edith Stein non fu l’unica ebrea convertita al cattolicesimo a venire deportata in quel 2 agosto di rastrellamenti in Olanda. Incontrarono lo stesso destino la pediatra Lisamaria Meyrowski, che aveva trovato rifugio nel monastero trappista di Berkel-Enschot; il frate francescano Wolfgang Rosenbaum, del convento di Woerden; quattro figli trappisti (due monaci e due monache) di Lutz e Jenny Löb, coppia di commercianti ebrei convertiti (un altro figlio e un’altra figlia sempre trappisti morirono in campo di concentramento nel 1944) e numerosi altri nomi che attendono di essere riscoperti.
Oggi presso il Centro per il dialogo e la preghiera che sorge nei pressi dell’ex campo di Auschwitz, fondato nel 1992 su ispirazione del cardinale Franciszek Macharski, si tiene una giornata di commemorazione di Edith Stein che vedrà alle 13.30 un momento di preghiera organizzato insieme all’Università Cattolica di Nagasaki: se il 9 agosto del 1942 veniva uccisa la santa carmelitana, il 9 agosto del 1945 veniva sganciata su Nagasaki la bomba atomica, che annientò anche la più popolosa comunità cattolica del Paese del Sol Levante.
E in questo anniversario padre Pirastu aggiunge una notizia: «È iniziato l’iter per chiedere che venga riconosciuto a santa Edith Stein il titolo di dottore della Chiesa. È stata formata una commissione di studiosi che è già al lavoro»
Pensiero Spirituale sull’importanza del nostro apostolato

Cari amici,
generalmente la Madonna dice in apertura dei messaggi il concetto che più le sta a cuore. Nel mese di luglio ha detto: «Cari figli! Sono con voi per guidarvi sulla via della conversione perché, figlioli, con le vostre vite potete avvicinare tante anime a mio Figlio». Sicuramente la Madonna tiene molto alla salvezza delle anime. In un altro messaggio aveva detto che «il diavolo miete le anime per attirarle a sé» (25 luglio 2020), è un’espressione che fa rabbrividire.
Sovente la Madonna ha manifestato la sua preoccupazione per coloro che non hanno sperimentato l’amore di Dio, invitandoci a pregare affinché il loro cuore si apra alla grazia. La Madonna è veramente preoccupata per la salvezza eterna delle anime,dall’altra parte anche satana brama a conquistarle per portarle sulla strada della perdizione e della morte eterna.
Noi siamo coinvolti in modo particolare per distribuire le grazie della conversione, siamo coinvolti nell’apostolato. Dobbiamo portare Cristo – che è Via, Verità e Vita – a coloro che non lo conoscono.
Ne consegue la chiamata di tutti i battezzati all’apostolato. La Madonna in tutti questi anni ha preparato gli apostoli del Suo amore, che devono cooperare con Lei in questo tempo di grazia, ma anche di prova, che è il tempo dei Segreti affinché tante anime che hanno rifiutato la fede e la Croce, possano convertirsi.
La Madonna vuole salvare tutti: «Desidero salvare tutte le anime e presentarle a Dio» aveva detto il 25 agosto 1991. La Madonna ci ha coinvolti nell’apostolato. Lei ripone in noi la sua fiducia di salvezza delle anime e lo ha detto chiaramente nel messaggio del 25 giugno di quest’anno: «Figlioli, non dimenticate che siete importanti nel mio piano di salvezza dell’umanità». Nel messaggio del mese successivo la Madonna ha ripetuto la medesima preoccupazione con altre parole: «con le vostre vite potete avvicinare tante anime a mio Figlio».
Imprimiamo nella nostra mente queste parole. Con le nostre vite possiamo avvicinare tante anime a Dio. Tutti possiamo adempiere a questa missione apostolica. La nostra vita sia testimonianza di fede e di amore per Dio affinché scaturisca quante più conversioni possibili.
Siamo tutti chiamati a questo tipo di apostolato. Sono importanti le preghiere di tutti, anche dei più piccoli. Quanto sono pure e belle le preghiere dei bambini, salgono subito al Cielo! Quante belle testimonianze moderne di fede possono ispirarci: coppie di sposi, il giovane Carlo Acutis, Chiara Corbella…
Ciascuno di noi offra le proprie preghiere e la propria testimonianza di vita cristiana per convertire coloro che hanno rifiutato la fede e la Croce affinché possiamo cooperare con la Madonna per portare quante più anime alla vera salvezza eterna, che è Dio.
Cari amici,
a partire da oggi dedico una serie di riflessioni spirituali sugli “Apostoli di Maria”, che sono tutti quelli che hanno risposto alla chiamata e che nel tempo dei segreti dovranno aiutare la Madonna a realizzare il trionfo del suo Cuore immacolato.
APOSTOLI DI MARIA

1 – Il Cristianesimo è una storia che ha un inizio e una fine
Cari amici, siamo entrati nella stagione burrascosa delle prove e il tempo dei segreti si avvicina velocemente. Il mondo è in subbuglio e il rombo delle armi preannuncia lo scatenarsi di un urgano devastante.
La Regina della pace ha profetizzato il tempo delle prove a partire dal messaggio del 19 Luglio 2019, ammonendoci che non saremmo stati forti e che il peccato avrebbe prevalso.
In questo arco di tempo ha messo in luce l’azione di Satana, orami sciolto dalle catene, e la sua determinazione di distruggere il mondo e di impadronirsi delle anime.
Satana, dopo aver trascinato gran parte dell’umanità lontano da Dio e dalla salvezza che viene dalla Croce, ha intensificato la sua presa sull’uomo come mai in precedenza era accaduto.
Le parole della Regina della pace danno una descrizione della situazione esistenziale dell’umanità che più drammatica non potrebbe essere: “Il male opera nell’uomo come mai fin’ ora” ( 25 Giugno 2022)
In questo momento è necessaria una comprensione alla luce della fede del passaggio storico particolsare che stiamo attraversando.
A questo riguardo è importante tenere presente che nella visione cristiana della storia è presente la prospettiva di uno scatenamento del male che riguarda la parte finale del cammino umano sulla terra.
Infatti il cristianesimo è la religione che guarda al mondo e la storia umana come un progetto divino di amore che si realizza nel tempo.
E’ un progetto che ha un inizio e una fine. La parte iniziale è contrassegnata dal dramma della caduta dell’uomo tentato dal maligno.
La parte centrale della storia è costituita dal lungo cammino dell’umanità verso la redenzione, che Dio ha promesso fin dall’inizio e che si compie nella sua pienezza con L’incarnazione del Verbo nel grembo della Vergine Maria e l’opera della redenzione per mezzo della Croce.
La parte finale della storia è caratterizzata dal tentativo di Satana di instaurare il suo regno nel mondo, eliminando la Chiesa mediante la seduzione e la persecuzione.
L’insegnamento ufficiale del Magistero è molto chiaro al riguardo: Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti.
La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il « mistero di iniquità » sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità.
La massima impostura religiosa è quella dell’Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l’uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne.” (C. C. C. 675).
In questo quadro vanno collocate le apparizioni di Medjugorje che, come ha detto la Regina della pace, sono l’ultima chiamata dell’umanità alla conversione”.
Questa presenza quotidiana di Maria ha come scopo di preparare la Chiesa al drammatico combattimento spirituale che la opporrà allo scatenamento del male e al tentativo di satana di prevalere.
In questa prospettiva hanno una responsabilità di rilievo gli apostoli di Maria, “gli apostoli del mio amore”, come le chiama La Madonna. Ad essi la Madre ha dedicato un numero rilevante di messaggi, delineando così una specifica spiritualità.
Il tempo nel quale siamo entrati è in modo speciale il loro tempo ed è necessario una presa di consapevolezza della proprie responsabilità e importanza nel piano di Maria.
Vostro Padre Livio