"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Luglio 2022 Pagina 12 di 16

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

LA  MADONNA CONSEGNA A MIRJANA IL ROTOLO DI PERGAMENA CON I SEGRETI

“Il 23 dicembre 1982 la Madonna mi apparve come al solito; anche quella volta fu un’esperienza bellissima che mi riempì l’anima di gioia.

Ma verso la fine mi guardò con tenerezza e disse: “A Natale ti apparirò per l’ultima volta”.

Al termine dell’apparizione ero sconvolta. Avevo sentito bene quello che aveva detto, ma non potevo crederci.

Come avrei potuto vivere senza le apparizioni? Sembrava impossibile. Pregai intensamente perché ciò non si avverasse.

(….)Seppi poi che quell’ultima apparizioni era durata 45 minuti, una cosa straordinaria. La Madonna ed io parlammo di molte cose.

Passammo in rassegna tutti i 18 mesi passai insieme, quanto ci eravamo dette e che Lei mi aveva rivelato. Mi affidò il decimo e ultimo segreto.

Disse che avrei dovuto scegliere un sacerdote per un ruolo speciale. Dieci giorni prima dell’avvenimento previsto nel primo segreto dovrò comunicargli cosa succederà.

Poi lui ed io dovremo pregare e digiunare per sette giorni, e tre giorni prima dell’evento il sacerdote lo rivelerà al mondo.

Ognuno dei dieci segreti verranno rivelati in questo modo. (p. 142)

La Madonna mi fece anche un dono prezioso: mi disse che mi sarebbe apparsa una volta all’anno, il 18 marzo, per tutta la mia vita.

Il 18 marzo è il mio compleanno, ma la Madonna non ha scelto questa data per questo motivo. (…)

Si potrà comprendere perché Maria ha scelto questa data solo quando gli eventi oggetto dei segreti inizieranno a verificarsi.

Aggiunse che avrei avuto qualche altre apparizione extra.

Poi mi porse qualcosa simile a una pergamena arrotolata, spiegando che vi erano scritti tutti e dieci i segreti, e che avrei dovuto mostrarla al sacerdote da me scelto per rivelarli quando sarebbe giunta l’ora.

 La presi dalla sua mano senza guardarla.

“Ora dovrai rivolgerti a Dio in fede, come qualsiasi altra persona”, disse. “Mirjana, ho scelto te. Ti ho confidato tutto l’essenziale. Ti ho anche mostrato molte cose terribili.

Ora devi sopportare tutto con coraggio. Pensa a me e alle lacrime che devo versare per questo. Devi sempre avere coraggio. Hai compreso subito i messaggi. Devi anche capire che devo andare via. Sii coraggiosa”. (p. 143)

Il rotolo, di color beige, era costituito da un materiale simile alla pergamena – non proprio carta o tessuto, una via di mezzo. Lo svolsi con cura e vi trovai i dieci segreti scritti in elegante calligrafia, in corsivo.

Non vi erano decorazioni o illustrazioni; ogni segreto era scritto con parole semplici e chiare, simili a quelle utilizzate dalla Madonna quando me li spiegò la prima volta.

I segreti non erano numerati, ma riportati in ordine, uno dopo l’altro; il primo scritto in alto e l’ultimo in basso; ogni evento con la rispettiva data. (p. 144)

C’è chi ha detto che sono privilegiata perché so cosa accadrà in futuro, ma io non la vedo così. Sarebbe molto più facile se potessi rivelare tutto ora; ma i segreti sono la volontà di Dio.

Io sono consapevole della mia debolezza umana e posso affermare con certezza che non sono io a custodire i segreti: solo con l’aiuto di Dio riesco a farlo. (p. 146)

Srotolai la pergamena… Mia cugina la tenne in mano e disse di aver visto qualcosa di simile a una preghiera o una poesia. La mia amica, invece, disse di aver visto una lettera in cui una persona chiedeva aiuto.

Nessuna delle due aveva visto la stessa cosa; mi resi conto che solo io potevo leggere quello che vi era scritto. (…) Se dimenticassi i particolari, Dio Onnipotente mi farebbe dono di ricordarli quando necessario.

Ho una mia idea sulla pergamena: la sua esistenza implica che non devo essere necessariamente viva per rivelare i segreti. (…)

A differenza di quanto pensano molti, non ho sempre in mente i segreti. Se non fosse perché la gente continua a farmi domande al riguardo, passerebbero i mesi senza che io li pensi. Forse è un dono di Dio o forse il risultato delle mie preghiere. (p. 147)

Non posso rivelare molto sui segreti, ma posso dire questo: la Madonna ha deciso di cambiare il mondo. Non è venuta ad annunciare la nostra distruzione, ma per salvarci, e con suo Figlio trionferà sul male. (p. 148)”

Mirjana Soldo di Medjugorje –Il mio Cuore  Trionferà  – 2016)

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla potenza della preghiera

Cari amici,

la Madonna più volte ci ha richiamato alla preghiera e al digiuno per fermare le guerre per quanto violente esse siano. La preghiera compie i miracoli nei cuori e nel mondo.

Ciascuno di noi è importante nel piano che porta al trionfo del Cuore Immacolato di Maria. La Regina della pace lo ha detto nel suo ultimo messaggio: «Figlioli, non dimenticate che siete importanti nel mio piano di salvezza dell’umanità» (25 giugno 2022).

Siamo tutti importanti, ognuno di noi può fare la sua parte, a qualsiasi età e in qualunque situazione (bambini, malati, carcerati, anziani…).

Il potere è di Dio, il mondo è nelle sue mani. Quella di satana è una falsa forza. Satana è menzognero e omicida, i suoi crolli infatti sono sempre improvvisi ed eclatanti, basti pensare alla caduta dell’impero sovietico che la Madonna preparò in dieci anni (1981-1991) chiedendo ripetutamente preghiera e digiuno. Fu un grande regalo di amore che la Madonna fece alla Russia perché il comunismo opprimeva il popolo, togliendo libertà e la prospettiva del soprannaturale.

I tentativi di satana di deviarci sono permissioni divine. Il diavolo brama ardentemente la distruzione del mondo e delle nostre vite, vuole portare quante più anime possibili nel suo regno infernale. Satana può muoversi nel mondo nei limiti della permissione divina e può agire in noi solo se vogliamo. Parafrasando Santa Caterina da Siena potremmo dire che satana non può, se noi non vogliamo. Satana può agire solo se glielo concediamo. Satana può distruggere l’umanità solo se glielo permette. Senza il nostro consenso satana non può fare nulla.

La preghiera è l’arma onnipotente che ferma l’odio, le guerre, i conflitti nel mondo e nelle famiglie. La potenza della preghiera porta pace, conversione, concordia. La preghiera umile e fiduciosa, in cui diciamo veramente “Signore sia fatta la tua volontà”, muove l’amore onnipotente di Dio che opera nei cuori e nelle menti.

La preghiera può cambiare le vite. La Regina della pace ha detto che la preghiera di intercessione è così potente da far cambiare parere a una persona, convertirla. La grazia di Dio può muovere la nostra mente, la nostra intelligenza, il nostro intelletto liberamente.

La preghiera di intercessione è un’arma straordinaria. La Madonna ci ha esortato a usarla per essere incisivi in tutto. La preghiera ottiene grazie per noi personalmente in tutti gli ambiti (spirituali, esistenziali, materiali). Con la preghiera possiamo anche chiedere (e ottenere) grazie per gli altri, per intenzioni particolari, per le conversioni dei nostri cari.

Per capire l’importanza della forza e dell’efficacia della preghiera ci vuole certamente una grazia speciale.

Se le grazie si chiedono con fede, Dio le concede!

Con la preghiera possiamo fermare le guerre.

La potenza della preghiera è sperimentabile. La preghiera è onnipotente perché fa intervenire Dio, che ci ascolta e a sua volta mette in campo la sua onnipotenza di amore, di misericordia.

Oggi più che mai questo è fondamentale. Satana è più scatenato che mai. L’odio, la violenza, la guerra scorrono impetuosamente nelle vene del mondo. L’uomo ha escluso Dio dalla propria vita, ha rinnegato la fede e la Croce.

Torniamo a Dio. Torniamo ai Suoi Comandamenti. Torniamo alla preghiera. Riscopriamo quest’arma di pace e ascoltiamo gli accorati appelli della Madonna. Ciascuno di noi faccia la sua parte, siamo tutti importanti nel piano di salvezza del Trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”

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🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

Il  germoglio della  persecuzione

Caro Padre Livio,

ora mi sembra che abbiamo un’altra tessera del puzzle. 

La tavola per la persecuzione, tanto ardua e temuta, è già apparecchiata.

Provo a spiegarmi.

La guerra russa ha dunque una spinta fondamentalista religiosa, mistica e spirituale.

Ma cosa può succedere in occidente con questa consapevolezza negli ambiti governativi e decisionali?

Scommetto che quelli che volevano togliere la parola natale a dicembre stanno già formulando le nuove forche caudine per i credenti. 

Visto che la guerra russo ucraina orienta il mondo alla terza guerra mondiale è evidente che le motivazioni religiose sono la vera minaccia per la concordia globale. 

Fare abiurare la fede sarà cosa buona e giusta per amore della pace. 

Chi vorrà vivere appieno la socialità e godere delle garanzie governative e dei privilegi di cittadinanza, dovrà abbandonare qualsiasi forma di spiritualità così deleteria per la pace come tutta la storia dimostra.

E proprio da qui potrà nascere la persecuzione di cui parla Gesù nel suo discorso escatologico.

Probabilmente il contenuto di almeno uno dei dieci segreti che poi si ricollega al sangue dei martiri del terzo segreto di Fatima.

Dapprima questo distacco verrà proposto ma successivamente, per i pericoli connessi con l’aggregazione nascosta e riottosa, questa rinuncia verrà imposta. 

Cosa ne pensa Padre Livio?

La saluto. 

Uniti nella preghiera.

Marco

Caro Marco,

Non posso che concordare. In  Occidente  il rifiuto della Fede  e della Croce è  già  in atto e non  è  lontano il  tempo  nel  quale si passerà  alla  persecuzione aperta.

La fede  già  ora  viene  considerata  una malattia mentale e  non  manca  chi invoca il TSO per  i credenti.

Il  mondo però  non si aspetta  quello che la  Madonna  ha preparato nel tempo dei segreti. Le   persone semplici si convertiranno ma le èlites,  che si sono messe al   posto  di Dio, lo sfideranno.

Attraverso le  scelte  di ognuno si compirà  il Giudizio divino nella verità  e  nella giustizia

La  persecuzione è già  profetizzata  nel terzo segreto di Fatima, che  in  parte riguarda il  passato e in  parte invece  riguarda   il  futuro.

Tuttavia quelli che perseguiteranno la Chiesa non saranno  soli i poteri mondani, ma   saranno  anche tanti ex cristiani che hanno apostatato.

Dobbiamo nel  frattempo ricordarci le  parole  profetiche  di Gesù:

“Beati voi quando vi odieranno, quando  vi metteranno al  bando, vi insulteranno e rigetteranno il  nostro nome come scellerato a  causa del  Figlio dell’uomo.    Rallegratevi in  quel  giorno ed esultate perché, ecco,  grande  è  la vostra ricompensa nei cieli”.

Sono parole che ripeto a me  stesso ogni giorno,

Ave  Maria

Padre Livio

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

Guide senza guida

Caro Padre Livio,

Ascolto quotidianamente la Sua trasmissione mattutina e La ringrazio per la Sua opera. È anche grazie a Lei se ho ritrovato la luce in un momento buio della mia vita.

Sovente Lei, nella Sua trasmissione, fa riferimento alla perdita delle radici cristiane negli uomini politici di oggi e dell’istituzione europea tutta. Anche e soprattutto la Beata Vergine “ci guarda e ci vede persi” e ci invita a ritornare a Dio.

Purtroppo però vedo accadere l’esatto contrario. La classe dirigente attuale sembra essere atea se non addirittura ostile alla religione e il suo pensiero è guidato dal mero interesse economico.

Questa sera, leggendo le notizie su Ansa, trovo l’ennesima conferma di ciò. Boris Johnson lascia la guida del governo britannico e nel suo discorso alla nazione non ha niente di meglio da dire se non che lascia al darwinismo la scelta del suo successore. Ho letto bene?

Affida il destino del suo popolo a Darwin piuttosto che a Dio?? Orami Dio è stato spodestato definitivamente dalla scienza dell’uomo; scienza con la quale egli stesso crede di essere Dio. 

Neanche ci si pensa più al Signore. Neanche lo si invoca nella scelta di un uomo degno per un compito gravoso come quello di governare una nazione.

Mi chiedo se Dio non ne abbia abbastanza di tutta questa tracotanza e menefreghismo nei suoi confronti. Ai tempi dell’antico testamento avrebbe già incenerito molte nazioni e per molto meno.

Un caloroso abbraccio

A.P.

Caro  amico,

preghiamo per tutti quelli che non hanno  mai incontrato l’amore  di Dio.

Sono molti e sono in pericolo

Ave  Maria

Padre  Livio

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

LE  RIVELAZIONI DI MIRJANA SUI SEGRETI IN DIRERTTA  A  RADIO MARIA

Padre Livio: Ecco Mirjana, passiamo al capitolo riguardante i dieci segreti. Ti dico con sincerità che non sono una persona curiosa, ma vorrei sapere tutto quello che è lecito sapere e che la Madonna vuole che si sappia. Essendo Direttore di Radio Maria sento al riguardo una precisa responsabilità.

Mirjana: Padre Livio, dimmi la verità, da quando abbiamo cominciato questo nostro colloquio, tu aspetti questo momento. Hai già detto dall’inizio che questa è la cosa che ti interessa di più.

Padre Livio: C’è un motivo personale che mi spinge ad avere al riguardo delle informazioni molto esatte. Da quanto ho letto, mi pare che questi segreti verranno resi noti al mondo mediante un sacerdote che tu hai scelto tre giorni prima che si realizzino. Allora io mi sono posto questo problema: se al tempo della rivelazione dei segreti io sarò ancora Direttore di Radio Maria, dovrò ogni volta informare la gente di quanto svelerà il sacerdote che tu hai scelto? Eccoti dunque messe con molta chiarezza le carte in tavola.

Mirjana: Anche a me piace mettere le carte in tavola e ti dico subito che potrai informare tutti gli ascoltatori di Radio Maria. Non ci sono problemi per questo.

Padre Livio: Va benissimo. Allora, Mirjana, tu hai avuto i dieci segreti già dal Natale 1982, quando sono terminate le apparizioni?).

Mirjana: Forse è meglio che ti dica subito tutto quello che posso dire.

Padre Livio: Dì pure tutto quello che puoi dire e poi io ti chiederò alcuni chiarimenti.

Mirjana: Ecco io ho dovuto scegliere un sacerdote a cui dire i dieci segreti e ho scelto il padre francescano Petar Ljubicich. Io devo dire a lui dieci giorni prima che cosa succede e dove. Dobbiamo trascorrere sette giorni nel digiuno e nella preghiera e tre giorni prima lui dovrà dirlo a tutti. Lui non ha il diritto di scegliere: dire o non dire. Lui ha accettato che dirà tutto a tutti tre giorni prima, così si vedrà che è una cosa del Signore. La Madonna dice sempre: “ Non parlate dei segreti, ma pregate e chi sente me come Madre e Dio come Padre, non abbia paura di niente”.

Noi, come persone umane, parliamo sempre di che cosa succederà nel futuro, ma chi di noi potrà dire se sarà vivo domani? Nessuno: Quello che la Madonna ci insegna è di non preoccuparci del futuro , ma di essere pronti in quel momento ad andare incontro al Signore e non invece perdere tempo a parlare dei segreti e di cose di questo genere.

Padre Petar, che adesso si trova in Germania, quando viene a Medjugorje, scherza con me e dice: “Vieni a confessarti e dimmi almeno un segreto adesso…

Perché tutti sono curiosi, ma si deve capire che cosa è veramente importante. L’importante è che noi in ogni momento siamo pronti ad andare dal Signore e tutto quello che succede, se succede, sarà la volontà del Signore, che noi non possiamo cambiare. Possiamo cambiare solo noi stessi.

Padre Livio: Anche la Madonna insiste sul fatto che chi prega non ha paura del futuro. Il vero problema è quando ci allontaniamo dal suo cuore e da quello di Gesù.

Mirjana: Certo, perché tuo padre e tua madre non ti possono fare nulla di male. Vicini a loro siamo al sicuro.

Padre Livio: Ho letto un articolo recente su una rivista cattolica italiana che irrideva i segreti dicendo che, assommando tutti quelli dei sei veggenti, sarebbero cinquantasette e la buttava nel ridicolo. Che cosa puoi rispondere?

Mirjana: Anche noi sappiamo la matematica, ma dei segreti non parliamo perché sono segreti.

Padre Livio: Nessuno sa i segreti degli altri veggenti?

Mirjana: Non parliamo di quello.

Padre Livio: Non ne avete parlato fra di voi?

Mirjana: Mai ne parliamo. Noi diffondiamo i messaggi della Madonna e quello che il Signore vuole che diciamo alla gente. Ma i segreti sono segreti e noi veggenti tra di noi non parliamo dei segreti.

Padre Livio: Quindi tu non sai quali sono i nove segreti di Vicka e Vicka non sa quali siano i tuoi dieci segreti?

Mirjana: Ecco non parliamo di questo. Questa è una cosa che è come se fosse dentro di me e io so di  questa cosa non si parla.

Padre Livio: Vicka è qui presente. Tu Vicka puoi confermare che non conosci i dieci segreti di Mirjana?

Vicka: Io non ho mai avuto nessun bisogno di sapere quello che la Madonna ha detto a Mirjana. Io credo che lo stesso lo ha detto anche a me e che i segreti sono uguali

Padre Livio: Adesso vediamo che cosa si può dire quanto al contenuto almeno di alcuni segreti. Mi pare che si possa dire qualcosa del terzo e del settimo segreto. Del terzo segreto che cosa ci puoi dire?

Mirjana: Ci sarà un segno sulla collina delle apparizioni, come un dono per tutti noi, perché si veda che la Madonna è presente qui come nostra mamma.

Padre Livio: Come sarà questo segno?

Mirjana: Bellissimo!

Padre Livio: Senti Mirjana, non voglio apparirti curioso e tanto meno indurti a dire qualcosa che non vorresti. Però mi pare giusto che gli ascoltatori di Radio Maria possano sapere quello che la Madonna desidera o permette che si sappia. Per quanto riguarda il segno ti faccio una domanda precisa, però, se vuoi, lascia pure di rispondere. Sarà un segno che ha un significato spirituale?

Mirjana: Sarà un segno che si vede, che non si poteva fare con mani umane, che è una cosa del Signore e che rimane.

Padre Livio: E’ una cosa del Signore. Mi pare una affermazione piena di significato. Ma è una cosa che viene dal Signore, perché solo il Signore è onnipotente e la può fare, o perché il segno ha un significato spirituale e trascendente? Se il segno è una rosa, a me non dice niente. Se invece è una croce, allora mi dice molto.

Mirjana: Io non posso dire niente di più. Ho detto tutto quello che si poteva dire.

Padre Livio: Comunque hai detto tante belle cose.

Mirjana: Sarà un dono per tutti noi, che non si può fare con mani umane e che è una cosa del Signore.  

Padre Livio: Ho chiesto a Vicka se io vedrò questo segno. Lei mi ha risposto che non sono così tanto vecchio. Allora voi sapete la data del segno?

Mirjana: Sì, so la data.

Padre Livio: Dunque sai esattamente la data e in che cosa consiste. Tu, Vicka, sai la data?

Vicka: Sì, anch’io so la data.

Padre Livio: Adesso passiamo al settimo segreto. Che cosa è lecito sapere del settimo segreto?

Mirjana: Io ho pregato la Madonna se fosse possibile che almeno una parte di quel segreto si cambiasse. Lei ha risposto che dovevamo pregare.  Abbiamo pregato moltissimo e lei ha detto che è stata modificata una parte, ma che ora non si può più cambiare, perché è la volontà del Signore che si debba realizzare.

Mirjana: Allora, se il settimo segreto è stato  mitigato, significa che è un castigo.

Mirjana: Io non posso dire nulla.

Padre Livio: Non potrà né essere ulteriormente mitigato e neppure abolito?

Mirjana: No.

Padre Livio: Tu, Vicka, sei d’accordo?

Vicka: La Madonna ha detto che il settimo segreto, come ha già detto Mirjana, è stato in parte cancellato con le nostre preghiere. Ma siccome Mirjana sa più di me di queste cose, lei adesso risponde direttamente.

Padre Livio: Insisto su questo punto perché qualcuno dice in giro che, se si prega, si può…

Mirjana: Non è possibile che venga abolito del tutto. E’ stata tolta una parte e basta.

Padre Livio: Insomma è stato mitigato e ora si realizzerà necessariamente.

Mirjana: Questo è quello che la Madonna ha detto a me. Io non chiedo più queste cose perché non è possibile. Questa è la volontà del Signore e si deve fare.

Padre Livio: Di questi dieci segreti c’è qualcuno che riguarda te personalmente o riguardano tutto il mondo?

Mirjana: Io non ho segreti che riguardano me personalmente.

Padre Livio: Quindi riguardano…

Mirjana: Tutto il mondo.

Padre Livio: Il mondo o la Chiesa?

Mirjana: Io non voglio essere così precisa, perché i segreti sono segreti. Dico solo che i segreti riguardano il mondo.

Padre Livio: Ti faccio questa domanda per analogia col terzo segreto di Fatima. Esso riguardava certamente i disastri della guerra che sarebbe venuta, ma anche la persecuzione alla Chiesa e infine l’attentato al Santo Padre.

Mirjana: Io non voglio essere precisa. Quando la Madonna lo vuole, dirò tutto. Adesso sto zitta.

Padre Livio: Dobbiamo però dire che, nonostante i vent’anni che abbiamo alle spalle, il più deve ancora venire per quanto riguarda Medjugorje. Si direbbe che la Madonna ci ha preparato per momenti particolarmente impegnativi. Infatti i segreti riguardano il mondo in generale.

Mirjana. Sì.

Padre Livio: Tuttavia siamo certi che almeno il terzo è positivo.

Mirjana: Sì

Padre Livio: Tutti gli altri sono negativi?

Mirjana: Non posso dire nulla. Lei ha detto quello. Io sto zitta.

Padre Livio: D’accordo, l’ho detto io, non tu.

Mirjana: Come dice Gesù: “ Tu hai detto questo”. Lo dico anch’io: “Tu hai detto questo”. Quello che potevo dire dei segreti io l’ho detto.

Padre Livio: Sì, ma bisogna che abbiamo le idee chiare e ordinate su quelle cose che è lecito sapere. Abbi un po’ di pazienza se ti chiedo ancora qualche chiarimento. Tu di ogni segreto sai quando accadrà?

Mirjana: Sì, ma veramente non voglio parlare dei segreti perché è la volontà della Madonna di non parlare.

Padre Livio: Tu non dire quello che non si può, ma almeno dì qualcosa su quello che si può. Sai di ognuno quando accadrà. Sai anche dove?

Mirjana: Anche dove.

Padre Livio: Ho capito: sai dove e quando.

Mirjana:  Sì

Padre Livio: Questo due parole, dove e quando, sono molto importanti. Adesso vediamo come avviene il procedimento attraverso il quale i segreti vengono resi noti. La Madonna ti dirà qualcosa al momento debito? I dieci segreti verranno rivelati secondo l’ordine progressivo, cioè il primo, il secondo, il terzo e così via?

Mirjana: Io non posso parlare più.

Padre Livio: Non insisto. Che cosa puoi dire su una diceria che circola, secondo la quale tu avresti scritto i dieci segreti?

Mirjana: Guarda, Padre, se noi vogliamo proseguire l’intervista su cose importanti, cioè sulla Madonna e i suoi messaggi, io rispondo volentieri, ma dei segreti non parlo, perché sono segreti. Ci hanno provato tutti, dai sacerdoti ai comunisti, soprattutto con Jakov che aveva solo nove anni e mezzo, ma non sono mai riusciti a capire o a sapere qualche cosa. Lasciamo perciò questo argomento. Se succederà, sarà la volontà del Signore e questo l’abbiamo chiarito. L’importante è che noi, che la nostra anima sua pronta e preparata per trovare il Signore e noi non dobbiamo preoccuparci per il futuro e per null’altro.

Padre Livio: Quindi dobbiamo rimanere su quelle informazioni che tu ci hai dato all’inizio?

Mirjana: Ecco, e basta.

Padre Livio: Sinceramente c’è quanto basta per meditare a lungo.

Mirjana: Quello è quanto la Madonna vuole che sappiamo.

Padre Livio: Per quanto mi riguarda, obbedisco più che volentieri. L’ultima cosa che non ho ancora chiarito e alla quale neppure Vicka ha saputo rispondermi, e che perciò devo chiedere a te, è questa: la rivelazione dei dieci segreti, per bocca di Padre Petar, avverrà rendendo noto un segreto per volta, o tutti insieme in una sola volta? Non è una cosa da poco, perché se avverrà per dieci volte successive, rischieremo un infarto. Neanche questo ci puoi dire?

Mirjana: Non posso.

Padre Livio: Però tu lo sai?

Mirjana: Sì.

Padre Livio: Benissimo. Ecco, lasciamo dunque questo argomento e chiudiamo la parentesi. Credo che sappiamo tutto quello che è necessario sapere.

Mirjana: Che possiamo sapere!

Padre Livio: Per quanto mi riguarda non voglio saperne di più, neanche mi fosse concesso. Preferisco aspettare con fiducia le sorprese di Dio. Non voglio neppure sapere se sarò vivo io. Mi basta sapere che lo sappia Dio. Ma ora vorrei cercare di capire il significato teologico e spirituale di tutto questo. Se colloco i dieci segreti nel contesto dei messaggi della Madonna, mi pare di poter dire che essi, anche se a prima vista possono costituire per noi un motivo di preoccupazione, in realtà sono una manifestazione della divina misericordia. Infatti la Madonna in molti messaggi dice di essere venuta per costruire con noi il nuovo mondo della pace. Quindi l’approdo finale, cioè il punto di arrivo di tutto il piano della Regina della pace, è un golfo di luce, cioè un mondo migliore, più fraterno e più vicino a Dio.

Mirjana: Sì, sì. Io sono sicura che alla fine vediamo questa luce. Vediamo il trionfo del cuore della Madonna e di Gesù.

(Medjugorje, 8 Agosto  2001)

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Più che una guerra, questo è l’annichilimento terroristico di una nazione

ALFONSO BERARDINELLI  02 LUG 2022- Il Foglio

Putin non deve vincere in Ucraina e si deve raggiungere la pace: questo è chiaro a tutti. Ma nel nostro paese si nota una certa inerzia e vigliaccheria, perchè noi italiani ci siamo assuefatti all’impotenza politica 

La guerra scatenata da Putin e dalla Russia in Ucraina (oggi la maggioranza dei russi appoggia Putin) è una guerra che dura, che può durare a lungo. Più passa il tempo e più ne diventa chiara la gravità, l’importanza e la minaccia per il prossimo futuro della politica europea e mondiale. Anche i nostri leader più prudenti e timorosi sembrano aver accettato l’idea che Putin non può, non deve vincere, perché un tale evento farebbe precipitare il mondo in una catastrofe reale e simbolica, in un degrado morale intollerabile per la politica internazionale.

Se l’assurdità, l’insensatezza e la ferocia dell’arbitrio politico e bellico di un autocrate criminale e di una nazione che lo segue ottenessero di cancellare un’intera nazione, un popolo, una democrazia acerba e fragile eppure eroicamente determinata a difendersi e resistere; se questo accadesse, niente e nessuno sarebbe più al sicuro: nessun valore di libertà politica e civile, sulla società e popolazione, potrebbero più avere il minimo di garanzie di sopravvivenza.


Si continua a parlare di guerra, a usare la parola “guerra” per indicare quello che sta avvenendo. Ma si tratta di qualcosa di diverso e di molto peggiore. Nel suo editoriale sul Corriere della Sera, domenica scorsa, Ernesto Galli della Loggia ha richiamato l’attenzione su questo, avvertendo con energia che quella in Ucraina non è una guerra, è una programmatica azione di cancellazione metodica di una realtà nazionale. Si tratta di genocidio, di annichilimento terroristico. Putin non vuole semplicemente conquistare, sconfiggere e annettersi l’Ucraina, vuole distruggerla e annientarla come identità culturale e umana.

 Quell’articolo è un allarme che non può essere trascurato, mentre nei nostri dibattiti televisivi si dà ancora voce a degli insensibili, imbecilli dottorini che vogliono apparire equanimi quando equanimi non si può essere, e per “equilibrare” con le loro miserabili obiezioni un’indignazione contro la Russia di Putin che invece è ancora insufficiente, anzi in diminuzione. Non si vedono manifestazioni di studenti universitari, né di ultrasinistre anti impero e anti vaccino che denuncino la politica genocida russa.


Ci stiamo quasi abituando a quella guerra, e aiutare “ancora” gli ucraini in lotta ad alcuni comincia a sembrare eccessivo, una specie di scorretta partigianeria. La guerra minaccia infatti di durare più a lungo di quanto durino le nostre iniziali reazioni di scandalo e deplorazione. Diventiamo sempre più attenti agli effetti economici di quel conflitto sulla nostra tranquilla e pacifica vita quotidiana. Si stenta a vedere che, per quanto indirettamente, anche noi europei siamo in guerra, anche noi siamo stati aggrediti, offesi, sfidati, umiliati. 

Eppure si nota una certa e diffusa inerzia e insensibilità nel prendere atto che al di là e dentro quella guerra c’è al primo posto una pratica di sterminio che viene dal Novecento nazista e stalinista: “Si tratta di cose che con la guerra, con lo scontro tra i combattenti non c’entrano nulla. Si tratta di uccisioni per rappresaglia di civili ucraini inermi al di fuori di qualunque scontro militare. Si tratta”, continua Galli della Loggia, “della deportazione in Russia di migliaia e migliaia (c’è chi dice trecentomila!) bambini ucraini”.


Questa guerra non è che contenga dei singoli crimini di guerra compiuti dalle due parti in conflitto. E’ un crimine la guerra di Putin, la guerra russa nata in odio a un paese da distruggere. Il numero di aprile di “Una città” si apriva con una lunga intervista a Oxana Pachlovska, docente di Letteratura ucraina alla Sapienza di Roma, che ora si trova a Kyiv con la madre scrittrice e storica dissidente. Cito poche righe: “Questa furiosa devastazione del paese, le atrocità indicibili, la denigrazione totale della vita umana, nel disprezzo di qualsiasi regola e legge internazionale, significa che sul piano morale la Russia è catastroficamente degradata, per cui rappresenta un pericolo per tutto il mondo democratico”.

 C’è dietro a tutto questo un vecchio problema culturale russo: anche di fronte alle peggiori atrocità i russi continuano a sentirsi “i salvatori del mondo”.


Ma è difficile non pensare anche a noi italiani e a tutti coloro che continuano a parlare a vuoto di pace, quando la guerra non sta per iniziare ma è già iniziata da tempo e chi l’ha voluta non ha nessuna intenzione di interromperla “per trattare”. Putin non vuole trattare e continua a mentire su tutto, fin dall’inizio, equiparando Nato e nazismo, Ucraina e nazismo.

Da noi credo che si parli di pace soprattutto per sbrigarsela a buon mercato senza dire né pensare niente altro che l’impossibile pace, una nobilissima impossibilità. Chi ha deciso di combattere contro l’invasione russa “fino alla morte” perché non fa pensare al partigiano di Bella ciao “morto per la libertà”? Solo in nome di una inflessibile coerenza morale e religiosa, a costo della vita, si può parlare di pace a chi combatte per difendersi. In più numerosi casi si tratta piuttosto di pigrizia e vigliaccheria mentali.

Ma forse qualche parziale scusante o ragione c’è in questa pigrizia e vigliaccheria. Ci si indigna finché l’indignazione precede una azione efficace. Ma noi italiani ci siamo assuefatti, in casa nostra, all’impotenza politica. Da troppo tempo, qualunque scelta politica si faccia, niente di nuovo avviene nel nostro paese.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul valore spirituale e salvifico delle apparizioni mariane

Cari amici,

capire gli eventi del nostro tempo e il significato che ha questa guerra è fondamentale, per questo motivo dovremmo usufruire di quegli aiuti che il Cielo ci sta dando con le apparizioni mariane.

Soprattutto nel tempo della modernità le apparizioni mariane stanno svolgendo nella Chiesa una funzione fondamentale, basti pensare all’importanza che hanno sotto il profilo della spiritualità. Ci sono alcune apparizioni mariane che hanno un significato anche dal punto di vista storico, sociale, politico.

In particolare, per quanto riguarda il nostro tempo, sono le apparizioni legate alle due guerre mondiali e a quello che potrebbe avvenire successivamente, ovvero un’ipotetica terza guerra mondiale che porrebbe fine alla storia umana.

Il Cielo ha ritenuto opportuno darci questo grande aiuto di cui la Chiesa si è servita, pensiamo all’importanza che ha avuto l’apparizione di Fatima. Di fatto, anche le apparizioni a Medjugorje sono un patrimonio straordinario per la Chiesa, benché ancora non siano ancora state dichiarate un evento soprannaturale. Innumerevoli sono infatti i fedeli che si ispirano ai Messaggi della Regina della pace e inestimabile è il valore delle conversioni che queste apparizioni hanno portato e portano tuttora.

Tutte le apparizioni di questi ultimi due secoli (compresa anche quella di Akita, in Giappone) fanno riferimento alla guerra concepita nel medesimo modo: l’uomo contro Dio, da cui consegue la perversione spirituale e la guerra degli uomini fra di loro.

I messaggi che vengono dati in queste apparizioni mariane moderne (e che sono raccolte nel mio libro “Il manto di Maria”, edito da Sugarco) sono caratterizzati dal fatto che ci danno una teologia della Storia ovvero che la Madonna, attraverso le sue parole e le sue profezie, ci dà la possibilità di interpretare gli eventi storici nella loro profondità e soprattutto dimostrare come, attraverso gli stessi eventi storici e le guerre, si perpetui quella lotta fra il bene e il male, fra la Donna e il drago, fra Gesù e il principe di questo mondo. Questa lotta porterà alla vittoria finale di quando Cristo verrà nella Gloria.

È giusto fare una panoramica molto ampia, partendo dalle apparizioni di Fatima (1917) ad oggi, per capire come è elaborata una teologia della Storia. La Russia, ad esempio, è stata nominata dalla Madonna per ben tre volte nelle apparizioni di Fatima, allora il contesto era       quello della rivoluzione bolscevica. Anche a Medjugorje la Madonna ha menzionato il popolo russo nei messaggi dei primi tempi (messaggio del 30 ottobre 1981).

Soprattutto con le apparizioni a Medjugorje, oltre al richiamo spirituale alla conversione e alla preghiera, la Madonna è venuta in soccorso di un mondo che sta andando verso la catastrofe nucleare.

Nelle apparizioni di Medjugorje vediamo l’attenzione della Madonna focalizzata a contrastare il piano del maligno che vuole portare l’odio all’esasperazione fino a farlo diventare una guerra di distruzione totale. Per questo la Madonna è venuta come Regina della pace!

È fondamentale, allora, prestare molta attenzione al contenuto delle apparizioni mariane perché la Madonna nelle sue rivelazioni molte volte ci dice in anticipo quello che accadrà e ci prepara ad affrontare gli eventi. Il diavolo non conosce il futuro, la Madonna sì e costruisce il suo piano di salvezza coinvolgendoci. Basti pensare alla prima vittoria del Suo Cuore Immacolato che ha perseguito per ben dieci anni a Medjugorje, dal 1981 al 1991.  Vi invito a leggere i messaggi di quel periodo, in particolare gli ultimi del 1991. (link alla pagina MEDJUGORJE/MESSAGGI del nostro sito https://radiomaria.it/category/messaggi/)

Le apparizioni mariane entrano nella vita concreta dei popoli mostrando che dietro alle nostre vicende c’è una battaglia ben più ampia e profonda, ovvero quella tra la Regina della pace che combatte con la preghiera, il digiuno e la conversione, e il principe di questo mondo che, per mezzo dell’odio e della guerra, vuole portare il mondo alla rovina e portare con sé nella perdizione eterna quante più anime possibili.

Nei messaggi di Maria dell’ultimo secolo (da Fatima a Medjugorje, passando per altre apparizioni ad esse convergenti) senza dubbio c’è una teologia della Storia. È bene allora prestare la massima attenzione alle apparizioni e ai messaggi di Medjugorje. La Madonna conosce benissimo il futuro e il suo sguardo celeste è quello più ampio e attendibile sul presente. La Regina della pace sa dove sta andando il mondo e cosa c’è nel cuore dell’uomo.       
Accogliamo i suoi accorati appelli di conversione. Torniamo a Dio e ai suoi Comandamenti. Rispondiamo alla chiamata della Regina della pace. Se saremo suoi vinceremo!       
Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”

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Il patriarca Kirill è con Putin l’ideologo e il protagonista della “Guerra santa”contro l’Ucraina

KIRILL E LA GUERRA “PARALLELA”

Il patriarca a Kaliningrad torna a giustificare l’invasione oltre frontiera: «La Russia non ha fatto del male a nessuno» Il ramo ucraino della «sua» Chiesa ortodossa lo sta abbandonando: sono già 12mila le parrocchie che hanno detto no

FULVIO SCAGLIONE – Avvenire – 7 Luglio 2022

Kaliningrad, l’armatissima exclave russa compressa tra Polonia, Lituania e Mar Baltico, è nell’occhio del ciclone? Arriva il patriarca Kirill, accolto con tutti gli onori dal governatore Anton Alikhanov e dal comandante della Flotta del Baltico ammiraglio Viktor Liina. Difficile credere che la massima autorità della Chiesa ortodossa russa abbia affrontato il viaggio in un punto così “caldo” solo per consacrare la cattedrale dei Santi Cirillo e Metodio o rivedere la città della cui diocesi, a partire dal 1984 e fino all’elezione al patriarcato nel 2009, è stato amministratore. O per lasciar cadere un’altra delle frasi tipiche con cui ha punteggiato questi mesi drammatici: «Molti oggi si ribellano al nostro Paese ma sappiamo che il Paese non ha fatto del male a nessuno. L’alterità della Russia suscita gelosia, invidia e indignazione ma non possiamo cambiare ». Aggiungendo per buona misura che l’ostilità verso la Russia nasce «non perché siamo cattivi ma perché siamo diversi».

Nemmeno si deve pensare, però, a un mero pronto soccorso religioso verso le strategie del Cremlino. Della crisi profondissima che l’Europa attraversa, compresa l’invasione dell’Ucraina e la guerra, Kirill è protagonista, non comprimario. E per diverse ragioni. La prima è che la teoria del russkij mir, la fantomatica coerenza storica, culturale e spirituale che lega i popoli di Ucraina, Russia e Bielorussia e deve a tutti i costi essere difesa, cioè la teoria con cui Vladimir Putin giustifica le recenti decisioni, non è nata al Cremlino bensì in ambienti ecclesiali che proprio a Kirill possono essere ricondotti. Le riflessioni cominciarono a metà degli anni Novanta con lo Vse- mirnyj Russkij Narodny Sobor (Concilio mondiale popolare russo), al cui lanciò lavorò l’attuale patriarca, allora metropolita e responsabile delle Relazioni estere della sua Chiesa. Nel 2008, poi, uscì il documentario Il crollo dell’impero, centrato sull’idea di una Russia assediata dal male e da un Occidente privo di valori, e di una Mosca impegnata nel destino di «terza Roma». L’autore era Tikhon Shevkunov, spesso definito “il confessore” o “il padre spirituale di Putin”, oggi metropolita di Pskov e braccio destro dello stesso Kirill. Teorie vecchie di secoli, risuscitate e portate all’attenzione della politica dalla Chiesa kirilliana. La seconda è che il patriarca gioca, all’interno del mondo ortodosso, la stessa partita che Putin gioca nel russkij mir e con l’Occidente. Non una partita secondaria (il Cremlino decide e io l’appoggio) ma una uguale e parallela. Gli scossoni sono cominciati nel 2016, quando il patriarcato russo disertò il Concilio pan-ortodosso convocato dal patriarca ecumenico Bartolomeo, giudicato troppo sensibile al richiamo dell’ecumenismo e sospettato di voler fare il “Papa degli ortodossi”. Cosa insopportabile per un patriarcato che sente di rappresentare la più grande comunità del mondo ortodosso e pensa di essere centro e cuore di quel mondo. La frattura è arrivata nel 2018, quando lo stesso Bartolomeo ha concesso l’autocefalia alla Chiesa ortodossa dell’Ucraina, voluta in chiave nazionalista dal presidente ucraino Petro Poroshenko in un processo animato dietro le quinte dal ribelle metropolita Filaret di Kiev, 93 anni, nel 1990 candidato al patriarcato di Mosca ma sconfitto da Aleksii II, allora appoggiato proprio da Kirill.

Nella visione di Kirill, l’influenza dell’Occidente mandava in frantumi l’unità (e la «diversità», come detto all’inizio) di quel mondo ortodosso su cui pensa di esercitare la primazia. Non c’è da stupirsi, quindi, se la guerra di Putin è per lui quella del bene contro il male. Il patriarca, però, non può occupare territori o imporre il coprifuoco. Il ramo ucraino della “sua” Chiesa, già autonomo nell’amministrazione e nella nomina dei vescovi, lo sta abbandonando. Il metropolita Onufry non osa lo strappo finale ma le 12mila parrocchie (40% di tutte quelle del patriarcato di Mosca) se ne vanno, trascinate dai fedeli sconvolti dalla guerra. E altrettanto succede in Lituania, dove il metropolita Innokentyj, pure tra i primi a pronunciarsi contro l’invasione dell’Ucraina, ha perso ormai quasi tutti i 60 sacerdoti. Per non parlare della Chiesa ortodossa all’estero o delle parrocchie dell’Europa occidentale ch’erano rientrate nell’alveo del patriarcato nel 2004. E non v’è destino più paradossale per un religioso che, prima di diventare patriarca, nell’Europa occidentale era di casa e che ancora nel febbraio 2016 abbracciava il Papa all’Avana.

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