"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Giugno 2022 Pagina 5 di 16

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

DAL 25 GIUGNO 1981 IL GRUPPO DEI VEGGENTI NON E’ MAI CAMBIATO. INVANO SATANA HA TENTATO DI MODIFICARLO

Il primo giorno delle apparizioni manifesta due elementi che saranno di grande importanza per lo sviluppo successivo. La Madonna non fa nulla a caso.

Il primo giorno la giovane meravigliosa, apparsa sul pendio del monte, teneva un bambino in braccio, che continuamente copriva e scopriva, quasi volesse attirare l’attenzione su di lui. Nell’apparizione del giorno dopo il bambino non c’era più.

Inoltre il primo giorno la Madonna invitava i veggenti ad avvicinarsi a Lei, ma loro, frenati dalla paura non ne hanno avuto il coraggio. Non sarà così il secondo giorno.

La Madonna vuole che ci si avvicini a Lei, con la fiducia dei figli. Ciò riguarda non solo i veggenti, ma tutti noi.

Il secondo giorno delle apparizioni, è  fondamentale  per molte ragioni, la più importante delle quali è la decisione della Madonna di celebrare in questo giorno l’anniversario, poiché considera il giorno precedente come preparatorio.

Infatti soltanto il 25 Giugno sono presenti  tutti e sei veggenti prescelti dalla Gospa, essendosi uniti ai precedenti quattro ( Ivanka, Mirjana, Vicka, Ivan) anche Marija e Jakov.

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Nel frattempo la sorpresa del giorno prima  era divenuta un’aspettativa piena di timore e di speranza. Le tre amiche, Ivanka, Mirjana e Vicka non hanno nessuna intenzione di lasciar perdere.

L’incontro con la Madonna sconvolge la vita. Il cuore sente un’attrazione alla quale non è possibile resistere. Si accordano di tornare circa alla stessa ora, verso le sei del pomeriggio,  dove l’avevano vista il giorno prima.

“Se sarà proprio la Madonna verrà ancora” dicono per incoraggiarsi a vicenda.  C’è però un particolare che sarà decisivo nel proseguo delle apparizioni. Marija e Jakov si accordano con Vicka che li avrebbe chiamati se avessero visto qualcosa.

“Ad un tratto brillò un lampo improvviso e apparve la Madonna” (Vicka). E’ nello stesso posto del giorno precedente, ma non ha il bambino in braccio. La prima a vederla è ancora Ivanka, poi Vicka e Mirjana.

Marija e Jakov dovranno essere eternamente grati a Vicka che si ricorda della promessa fatta  e va a casa di Marija a chiamarli.

“Li ho chiamati e loro sono corsi subito dietro a me. Quando ci siamo riuniti tutti, la Madonna ci ha chiamato col gesto della mano. E noi corremmo. Marija e Jakov non l’hanno vista subito, ma sono corsi pure loro”.

Colpisce come la Santa Vergine aspetti che siano presenti anche Marija e Jakov prima di chiamare i veggenti in alto, vicino a sé.

Gli ultimi due arrivati passano attraverso la prova della fede. Infatti loro vedono la Madonna solo quando arrivano vicino a Lei e si devono fidare della parola degli altri. La loro fiducia sarà premiata.

La prima salita sulla montagna è una scena surreale. Non c’erano sentieri, ma soltanto pietre taglienti e cespugli spinosi.

Si tratta di spine lunghe e dure, che trafiggono come coltelli. “Corremmo come se qualcosa ci portasse. Non c’erano per noi né sassi né cespugli; niente. Come se tutto fosse stato di gomma, di spugna, di qualcosa che non si può descrivere. Nessuno avrebbe potuto seguirci” (Vicka).

La Madre celeste rende agibili i sentieri più impervi e addolcisce le croci più amare. Il piccolo Jakov, che allora aveva solo dieci anni, sopraffatto dall’emozione, è caduto in mezzo a un cespuglio spinoso, ma ne è uscito senza un graffio.

Appena liberato dalle spine ripeteva continuamente: “ Adesso non mi dispiacerebbe morire, dal momento che ho visto la Madonna”

Infatti come non dargli ragione? “La Madonna era meravigliosa! Sorridente e gioiosa. Ma questo non si può descrivere” (Vicka).

Davanti a Lei, in ginocchio, c’erano per la prima volta i protagonisti di un storia fra le più straordinarie che siamo mai accadute: Ivanka (15 anni). Mirjana (16 anni). Vicka ( 17 anni), Ivan ( 16 anni). Marija ( 16 anni). Jakov (10 anni).

Il gruppo dei sei veggenti era così formato e così rimarrà anche in seguito. Solo la Madonna poteva compiere un miracolo come questo!

Vostro Padre Livio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulle apparizioni di Medjugorje

Cari amici, siamo ormai molto vicini all’anniversario delle apparizioni della Madonna a Medjugorje.

Si tratta delle ultime apparizioni mariane della Storia. Dopo quarant’anni possiamo dire che sono più vive che mai. A Medjugorje arrivano pellegrini da tutto il mondo, l’eco della Regina della pace si diffonde silenziosamente ma profondamente nel cuore delle persone.

Questo evento è durato nel tempo, è cresciuto e ha dato frutti straordinari di spiritualità, di conversioni, di prospettive per quanto riguarda il momento presente e la sua interpretazione.

Come disse San Giovanni Paolo II: Medjugorje è la speranza del mondo.

Il mondo è in balìa di forze che non riesce a padroneggiare, soprattutto la potenza del male che, attraverso l’odio, la superbia, l’invidia e la prepotenza rischia di tracollare nell’ autodistruzione.

Nel mondo vediamo il proliferare di progetti di guerra, non di pace; di dominio, non di collaborazione; di distruzione, non di costruzione. Questo è quello che vediamo ed è allarmante.

Il solo fatto che ogni giorno il Cielo si apra su di noi e la Madonna scenda sulla Terra a pregare (l’apparizione è soprattutto finalizzata alla preghiera, la Madonna appare in atteggiamento di preghiera) fa capire la straordinarietà di queste apparizioni in un tempo storico così particolare e travagliato. Il mondo è sempre più un inferno, abbiamo bisogno di questi spiragli di Paradiso.

La Madonna porta la sua preghiera sulla Terra e ci invita a pregare con Lei. Quante volte nei suoi messaggi ci ha invitato a pregare con Lei: «Sono con voi e preghiamo insieme. Figlioli, aiutatemi con la preghiera affinché satana non prevalga» (Messaggio del 25 febbraio 2022) ha detto nel messaggio di febbraio, quando era appena scoppiata la guerra in Ucraina e gli effetti dell’odio satanico erano sotto gli occhi di tutti.

Satana ha conquistato i cuori, li ha sgominati, ci si è insidiato con i veleni della superbia, dell’invidia e dell’odio. In questo mondo che sta sempre più diventando il regno dell’odio, la Madonna porta il Paradiso.

Ogni giorno, la Madonna scende dal Cielo e porta la preghiera, l’amore e la pace.

In un mondo che ha cancellato Dio, in un mondo in cui l’uomo si è messo al suo posto, in un mondo che ha rinnegato la fede e la Croce, ogni giorno il Cielo si apre e la Madonna scende in mezzo a noi per chiamarci alla conversione affinché torniamo a Dio e ai suoi Comandamenti.

Abbiamo voltato le spalle a Dio, la sua non poteva che essere una risposta d’Amore mandandoci ogni giorno la Regina della pace. La Madonna ci fa sentire la sua presenza nel nostro cuore, tutto possiamo sentirla.

Se la Madonna c’è, significa che il Cristianesimo è l’unica religione vera.

Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”

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La seconda bestia

Ciao carissimo, 

sulla seconda bestia, denominata “modernismo” dalla Vergine, ho tanto da riflettere. Cosa racchiude questa parola? Si tratta solo di nuova visione tecnologica, potente, similmente prodigiosa, capace di stupire? Si, certamente è così, ma mi pare altresì vero che il nemico non possa poggiarsi solo su cose materiali; è furbo lui,  e molto astuto il personaggio, sa che l’umano ha bisogno di soddisfare la fame di “spirito”, e in quanto a questa materia, l’angelo decaduto è un finissimo teologo ( capovolto) che sa dare attraverso desideri e illusioni, debolezze e limiti carnali, non solo il mondo, ma tutto l’universo ( verrebbe da dire: pubblicità e progresso).

Quindi vien da pensare, vedendo l’attualità delle cose, che c’è, emerge, piuttosto dilagante, una “modernità spirituale”  tutta particolare, o per meglio dire tutta pseudo-spirituale. 

Di cosa è fatta e in che cosa consiste questa nuova religione? Non consiste tanto nel mero materialismo novecentesco, non solo, non basta più dopo la caduta del muro, e prima ancora dopo Hiroshima,  ma dato che nulla è nuovo sotto questo Sole, possiamo immaginare, vanità delle vanità, che “l’idolo” , che non perde mai il vizio a scapito del pelo, ritorni con una faccia ( adulante) molto più potente che in passato, un linguaggio adulto lo contraddistingue, un linguaggio spiritualmente scientifico, o scientificamente spirituale, un linguaggio razionalmente comprensibile, dove la “bontà” divina si lasci spiegare fin nelle sue più profonde pieghe e  intenzioni, in nome, naturalmente parlando, della pace e dell’amore ( come al solito)…  in fondo duemila anni fa, come ancora prima nei millenni addietro, l’uomo poteva contentarsi della sola fede che oggi, di colpo, nell’arco di mezzo secolo è chiamata e relegata come “credenza”, alludendo tale credere come un’agire cieco, senza un pensare logico, come una scarpa che andava bene prima, nell’antichità, quando non eravamo che rozzi ignoranti duri di collo. Ma ecco l’ottusa genialata del nemico: si può spiegare lo spirito, anzi già che ci siamo anche tutto, attraverso un misto di tecniche dell’anima e un’innovazione scientifica mai conosciuta prima, spiegheremo perfino i miracoli, e se non bastasse ancora,   di quello che ci pare ancora avvolto nel mistero, arriveremo a spiegarci anche quello, insomma tutto – “abbiate fede” ( e qui mi scappa un sorrisetto, Anche qui avremo bisogno di fidarci di qualcuno, strana “credenza” questa fede moderna) . Arriveremo a conoscere perfino Dio, tante sono le sottili dottrine sorte intorno al problema che finora lo ha avvolto. La fame è tanta…  Molti sono i chiamati a questo ristorante, ma pochi gli eletti che serviranno a tavola il pranzo.

Il menù comprende un unico piatto: un buon timballo farcito di 100 grammi di fisica quantistica, 800 di esoterismo purissimo, 400 di metafisica orientale ( tra cui zen, induismo, vari sutra, sufismo e ecc ecc… ce ne una gamma ampia ed esaustiva), 2 bastoncini di yoga, una spruzzata di filosofie umane varie che danno sempre un tocco di sapore post nichilista, e in ultimo, provare per credere,  una incredibile visione profumata di dogmi  di origine iniziatica massonica, meglio poi se conditi da aromi anti cattolici  romani.

Manca ancora solo il cuoco provetto, sarà mica ancora di là in cucina per i preparativi? Da san  Paolo alla Valtorta dicono che possa chiamarsi xxxxxx alias anticristo. 

Dico, non era meglio pane e salame?

Ciao P. Livio,   e perdona le mie ironie.

Giuseppe

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

24 GIUGNO 1981: IL GIORNO CHE L’UMANITA’ NON DIMENTICHERA’

Mi sono sempre chiesto se  la scelta del 24 Giugno fosse casuale, dal momento che la Madonna ha indicato nel 25 Giugno il giorno dell’anniversario delle apparizioni.

Ho notato che Dio parla anche attraverso i tempi che sceglie per le sue manifestazioni, donandoli a noi come segni da interpretare.

Il 24 Giugno è un giorno particolare, dominato dalla figura di S. Giovanni Battista, il precursore del Messia e il profeta che chiama alla conversione.

 La scelta di questa data preannuncia il messaggio fondamentale che la Regina della pace dà a Medjugorje, quello della conversione. Di più, come il Battista prepara la venuta del Signore, allo stesso modo la Madonna prepara la venuta di Cristo in un mondo che l’ha in parte rifiutato.

Per le tre ragazze, Ivanka Mirjana e Vicka, si trattava di una ordinaria giornata estiva  che avevano pensato di allietare con una passeggiata nel primo pomeriggio, lungo la strada che si snoda oltre l’abitato.

Vicka però aveva le ripetizioni di matematica a Mostar e si era accordata con le due amiche che le avrebbe raggiunte più tardi.

Nel tardo pomeriggio del quel fatale mercoledì estivo Ivanka e Mirjana si incamminano in attesa che Vicka le raggiunga.

Loro non lo sanno, ma sta per scoccare il momento “fatale”, che dà inizio al più grande intervento divino nella storia del mondo contemporaneo.

 La prima a vedere la Madonna è stata Ivanka. E’ una scelta casuale? Niente affatto. Ivanka aveva quindici anni e aveva perso la madre due mesi prima.

La ferita era ancora sanguinante e non deve meravigliare se la Madre celeste si sia fatta riconoscere per prima da lei.

 Percorsi circa duecento metri oltre l’attuale croce blu, Ivanka vede improvvisamente la Madonna, appena un po’ più in alto, al di sopra dei cespugli di cui e ricoperto il monte. “Ecco la Madonna!” dice a Mirjana che risponde: “ Ma va! Vuoi che la Madonna appaia proprio a noi?”

Le due ragazze tornano indietro per cercare Vicka ma incrociano Milka, la sorella minore di Marija, che chiede loro di aiutarla a far uscire le pecore dal recinto.

 E’ incredibile quante volte le pecore siano presenti nell’intero arco della storia della salvezza. Mentre le tre ragazze si apprestano a tornare in paese, ecco che Ivanka vede di nuovo la Madonna nel posto di prima.

Lo dice alle altre due che volgono gli occhi nella direzione in cui guarda Ivanka e anch’esse vedono la Madonna.

A questo punto arriva Vicka, che si era incamminata per raggiungere le amiche, e vede le tre ragazze che fissano qualcosa con intensità e sembrano impaurite.

Fanno segno a Vicka di avvicinarsi  e quando Vicka le raggiunge, le dicono insieme: “ Vicka, ecco la Madonna!”.

Vicka pensa che le amiche avessero visto un serpente, allora numerosi fra le pietre del monte, e che volessero prendersi burla di lei. Si toglie le ciabatte e fugge come una matta verso casa, scoppiando in lacrime.

Non si dava ragione del fatto che le amiche osassero scherzare con la Madonna. Mentre piange, passano due ragazzi, Ivan, l’attuale veggente, e un altro Ivan, che portavano un po’ di mele in un sacchetto di plastica.

Vicka li convince a seguirla fino alle tre ragazze che dicevano di vedere la Madonna. Giunti sul posto, viene loro indicato dove si trova la Madonna e anche loro la vedono.

Ivan, il veggente, è scappato subito, scavalcando il recinto  e buttando via anche le mele. La prima volta che ho incontrato Ivan, gli ho chiesto. “ Dove sono le mele?”. Lui si è ricordato e ha sorriso.

Vicka è rimasta a guardare per alcuni minuti, poi è corsa a casa, impaurita e felice. Subito dopo anche Ivanka e Mirjana sono tornate alle loro case. La piccola scintilla, che sarebbe divenuta un grande incendio era scoccata.

L’incendio celeste divampò già nella sera di quel giorno straordinario. I veggenti infatti non hanno taciuto, ma al contrario hanno subito raccontato quanto è loro capitato.

“Avvenne di tutto. Qualcuno forse ci ha creduto, qualcuno si è meravigliato: chi interpretava il fatto in un modo e chi in un altro. Addirittura che si è trattato di un disco volante. E così si è detto di tutto…

Poi noi siamo andati a dormire. All’indomani presto bisognava raccogliere il tabacco e fare tante altre cose” ( Vicka). Il soprannaturale si inserisce silenziosamente fra le trame della vita quotidiana.

Vostro Padre Livio

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulle apparizioni di Medjugorje

Cari amici,

ci stiamo avvicinando al quarantunesimo anniversario delle apparizioni a Medjugorje.

Mentre il 24 giugno 1981 hanno assistito all’apparizione solamente quattro veggenti (Ivanka, Mirjana, Vicka e Ivan) che erano rimasti lontani dalla Madonna (che è apparsa sulla collina mentre loro erano sulla strada), il giorno seguente erano presenti anche Marija e Jakov, oltre a una quindicina di persone. La Madonna, apparendo il 24 giugno, ha voluto dare un significato a quel giorno, difatti si celebra la festa della Natività di San Giovanni Battista, che potremmo definire l’apostolo della conversione con un richiamo inequivocabile alla “sua ultima chiamata alla conversione”; il 25 giugno, giorno in cui tutti i veggenti erano presenti, è la data ufficiale dell’anniversario.

Già dalla prima apparizione la Madonna è apparsa coronata di dodici stelle e con i piedi posati su una nuvola, chiari segni apocalittici.

Al momento non ci sono segni di imminenza dei Segreti, anche perché tre veggenti non hanno ancora ricevuto il decimo. Non sappiamo se verrà rivelato contemporaneamente o in momenti diversi. Il tempo della rivelazione dei Segreti sembrerebbe quindi ancora lontano. Le mie sono solamente ipotesi che potrebbero benissimo essere stravolte dalla volontà divina.

Dopo che i tre veggenti avranno ricevuto il decimo Segreto, solamente uno di loro continuerà ad avere le apparizioni quotidiane.  Tutti e sei i veggenti avranno un ruolo nel tempo dei dieci Segreti, difatti sono stati rivelati a tutti.

Mirjana ha ricevuto dalle mani della Madonna un rotolo contenente tutti i Segreti. Questo rotolo è tangibile e visibile, è concreto ma solamente lei però può leggerne il contenuto, agli occhi altrui le parole scritte corrispondono ad altro.

Sono tutti piccoli particolari che fanno capire come la Madonna abbia preparato tutto minuziosamente.

Inizialmente era stato detto che dopo la rivelazione del decimo Segreto a tutti i veggenti, nessuno avrebbe avuto più le apparizioni quotidiane. Vicka ha comunicato invece a Radio Maria che negli ultimi tempi la Madonna ha detto che uno di loro (non è dato sapersi chi) continuerà ad avere apparizioni quotidiane anche per tutto il tempo dei Segreti e anche oltre. Questo veggente, inoltre, riceverà dalla Madonna dei messaggi.

Questa è una grazia inestimabile che la Madonna ha concesso. La Regina della pace sarà con noi sempre. Abbiamo bisogno di questa presenza.

Siamo entrati nel tempo dell’Apocalisse, satana brama a distruggere l’opera della Creazione e della Redenzione, cioè il mondo e la Chiesa. La Madonna è intervenuta, non poteva lasciarci soli. Maria schiaccerà la testa al serpente, è previsto nelle Sacre Scritture e accadrà.

Il Cuore Immacolato di Maria trionferà e combattere la battaglia che porterà a questo esito avendo Lei accanto, presente, è una grazia inestimabile. Non sarebbe la stessa cosa se Lei non fosse con noi.

Il fatto che la Madonna abbia ottenuto di essere presente in tutto il tempo dei Segreti è una sorpresa e una grande grazia. Aggiungo che questa rivelazione di cambiamento rispetto al piano iniziale, è avvenuta in diretta a Radio Maria. Io stesso non ne sapevo nulla, Vicka ha sorpreso anche me quando lo ha detto.

Tutto questo è una motivazione per noi per fare meglio, per fare di più, per essere sempre più disponibili nei confronti della Madonna. È come se la Regina della pace avesse voluto dire questa cosa alla grande Famiglia di Radio Maria prima di tutto. Una grazia così grande è stata rivelata a Vicka in privato durante un’apparizione e lei stessa ha voluto condividerla in diretta a Radio Maria in modo del tutto inaspettato.

Cliccando a questi link potete rileggere e riascoltare questa preziosissima intervista

LA RIVELAZIONE DI VICKA DI MEDJUGORJE: UNO DEI TRE VEGGENTI CHE HANNO ORA LE APPARIZIONI QUOTIDIANE (VICKA, MARIJA, IVAN) CONTINUERANNO AD AVERLE FINO AL DECIMO SEGRETO E OLTRE (TESTO)

INTERVISTA A VICKA – 30/12/2006 (AUDIO)

Da: “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”

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A PESTE  FAME  ET  BELLO LIBERA NOS DOMINE

Non si perché mi tornano in mente immagina della  mia infanzia quando nei nostri paesi vigeva la tradizione delle rogazioni del 25 aprile. Presto al mattino partendo dalla chiesa, a cui accorrevano i fedeli di una manciata di paesini sparsi sul versante montano, con il prete in testa si percorrevano i sentieri tra prati e campi raggiungendo le varie frazioni. Anche col ben tempo l’erba era madida di rugiada e mia madre mi raccomandava di seguire le orme degli altri per non bagnarmi i piedi. «Non prenderti un malanno», mi raccomandava, ma, tant’è, ero comunque bagnato fino alle ginocchia. Ed i versanti del monte riecheggiavano delle preghiere e dei canti.

«A peste, fame et bello», risuonava il grido accorato del parroco, cui rispondeva la fila indiana dei fedeli: «Libera nos Domine!». E poi la cantilena infinita del richiamo dei Santi chiamati a dare uno sguardo benevolo alle povere valli beneciane. «Orate pro nobis!». La natura, i prati, i campicelli, gli orti, i boschi, i torrenti, i fienili e le mede divenivano il tempio su cui si implorava benedizione e protezione. Era bella quella tradizione. D’altronde, tranne che per noi ragazzi nati dopo la guerra, i fedeli avevano ancora nelle orecchie l’eco dei cannoni, il frastuono dei bombardamenti, le ferite corporali e morali del grande macello, i lutti e gli stenti. Ora ascolto le notizie radiofoniche, televisive, leggo giornali, consulto i social e mi rammarico nel constatare dopo tanti decenni di tempo trascorso, come l’umanità abbia un rinnovato bisogno di innalzare suppliche, canti, preghiere e magari riflettere più seriamente sul proprio percorso storico, sull’incapacità di gestire razionalmente il proprio futuro. «A peste, fame et bello… libera nos Domine! », perché da soli, senza un richiamo al senso del messaggio evangelico al bene comune pare non ci sia prospettiva. Perché peste o Aids, Ebola o Sars, Coronavirus pandemico, sono richiami quanto mai evidenti alla ragione e anche alle responsabilità di ognuno, a iniziare dai più in alto nella gerarchia del potere.

Oggi, quando l’uomo ha raggiunto vette impensabili nelle scienze e nelle tecnologie, ha sviscerato i segreti del genoma, si spinge sempre più nella conquista spaziale… nella propria presunzione è convinto di poter superare, manipolare e dominare il creato a piacimento. Ma sono proprio i ricorsi come quello attuale a dimostrare la sua debolezza. Il creato, vivente in quanto fonte di vita, si inventa i suoi modi per avvertire l’incosciente parassita umano che ne ha abbastanza della sua imprevidenza; mostra a chi si professa «re» del creato che il suo scettro è di legno tarlato.

Se penso a come era il nostro mondo in quei miei anni giovanili, quello che allora più mi preoccupava era la fame, più che la peste o la guerra; l’indigenza più che la malattia, ma avevo speranza. Non conoscevo le meraviglie della ricerca biologica, la potenza di calcolo dei computer… Non c’era neppure un telefono in paese, altro che tv, computer e cellulari; ma non c’erano neppure immense isole di plastica nei mari e negli oceani; le stagioni erano regolari e le previsioni meteorologiche, sebbene si basassero su osservazioni empiriche e si esprimessero in detti e proverbi, ci azzeccavano, perché non ancora condizionate dalle bizzarrie umane. I valori morali tradizionali, per quel tanto che la religione cattolica vi potesse influire, davano il senso del bene e del male, del lecito e dell’illecito; oggi a regolare i valori della vita è l’economia, il denaro. E di fronte alla paura di una catastrofe pandemica si fanno i conti dei costi economici che il coronavirus comporta, del rischio che corre il benessere della società cosiddetta evoluta.

E corre, sale, si diffonde più veloce e pandemica la paura, che si aggiunge a quella creata dalla politica, con la coscienza che anche il mondo del benessere sta sul filo del rasoio. E diventa paura di avvicinarsi al prossimo, di toccarlo, di stringergli la mano, di respirare la stessa aria, di toccare qualsiasi oggetto che possa esser stato sfiorato da uno sconosciuto o semplicemente da chiunque, perché ogni mano, ogni respiro può essere virale. Lo stesso famigliare diventa un pericolo, ed il mondo spicciolo che ci circonda e che ci viene incontro ad ogni passo un trabocchetto.

Magari proprio oggi fa comunque effetto l’orientamento dell’uomo a ricercare soluzioni trascendentali, constatando, in casi come quello odierno, la limitatezza delle proprie risorse. Qualcuno penserà, come in tempi antichi che – come le bibliche piaghe d’Egitto, o Sodoma e Gomorra –, le disgrazie umane siano castighi di Dio. Ma ben poco centra il castigo di Dio in queste traversie, men che meno in quelle odierne. Gesù Cristo ha dato la sua rivoluzionaria ricetta all’uomo di duemila anni fa, come a quello di oggi, perché facesse della terra un pianeta di pace, di corresponsabilità e condivisione, e oggi lo stesso richiamo parte e riecheggia dal suo rappresentante, il papa, che grida e richiama tutti alla responsabilità di salvare «la casa comune».

A non ascoltarlo, sempre più la Terra farà di tutto per scrollarsi di dosso il proprio parassita, il quale, come una immensa formazione neoplastica nella sua espansione mondiale, prefigura la soluzione finale. La Terra, ritornata padrona e maestra, avrà sempre le proprie risorse, mentre parte della razza umana, quella che si sente più evoluta, rischia la propria sopravvivenza nel suo allegro e spensierato bengodi. Sono tanti gli avvisi che arrivano, ma, come dicevano i latini, «quem Juppiter vult dementat prius», a quelli che vuole rovinare Giove toglie prima la ragione.

Riccardo Ruttar

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