
Mese: Giugno 2022 Pagina 10 di 16

Carissimo Padre Livio,
non mi dilungo in convenevoli. Noi tutti sappiamo quanto si impegni ogni giorno per il nostro bene spirituale.
I segreti di Medjugorje si sentono nell’aria e non possiamo più rimandare l’informazione e la preparazione necessarie. Al riguardo io mi pongo un problema del quale chiederei a Lei una possibile soluzione.
Come sappiamo i segreti di Medjugorje riguardano la Chiesa e il mondo. Si tratta dunque di eventi di interesse globale.
Ora, come Lei sa, l’informazione è sempre più controllata e guidata dai centri di potere politico e finanziario.
Ne risulta che l’enunciazione autentica dei segreti verrà modificata e finalizzata in conformità ai vari interessi, oppure verrà oscurata.
Alla fine la stragrande maggioranza della gente non saprà che cosa sta accadendo.
Non vedo come sia possibile emanciparsi da questi condizionamenti.
Lei vede una via di uscita?
Aldo da Pavia
Caro Aldo,
Sono certo che la Madonna ha pensato a tutto e gli strumenti globali di informazione verranno messi in crisi dal fatto che si tratta di eventi soprannaturali che sfuggono alle manipolazioni.
Innanzi tutto il segno che apparirà improvvisamente sulla collina, bellissimo, indistruttibile, umanamente inspiegabile, sarà visto ovunque nel mondo senza possibilità di manipolarlo o di nasconderlo.
Questo segno che viene dal Cielo sarà uno squillo di tromba che risveglierà l’umanità dal sonno dell’ateismo. E’ come se quel Dio che avevano seppellito avesse scoperchiato il sepolcro.
L’altro segno del soprannaturale è la profezia che si ripete per tutti i dieci segreti e che annuncia tre giorni prima quello che deve accadere e che di fatto accadrà.
Questi due segni del soprannaturale non solo faranno saltare il sistema di informazione controllata dall’alto, ma metteranno in crisi il mondo senza Dio che la nostra generazione ha costruito e che è destinato a crollare.
Ave Maria
Padre Livio
“NEL MOMENTO IN CUI SATANA SI ILLUDERA’ DI ESSERE IL PADRONE DEL MONDO GLI STRAPPERO’ IL SUO BOTTINO DALLE MANI”

Cari amici,
vi presento la figura di una grande mistica del nostro tempo, suor Maria Natalia Magdolna, le cui rivelazioni, in sintonia con quelle di Maria Valtorta, aiutano a comprendere meglio i messaggi della Regina della pace.
Suor Maria Natalia Magdolna (1901-1992) era una religiosa ungherese delle Suore del Buon Pastore di Santa Maria Maddalena. Nacque in un villaggio vicino a Pozsony nel 1901 (la futura Bratislava della Repubblica Slovacca). La neonata fu battezzata il 2 febbraio nella festa della Purificazione e venne consacrata alla Vergine Maria. Fin da bambina ebbe una grande attrazione per la vita religiosa ed un profondo amore per Gesù e Maria. Narra Claudia Matera nel suo libro Rivelazioni profetiche di Suor Maria Natalia Magdolna, Mistica del XX secolo, editi della Sugarco, che a 13 anni ebbe un incontro straordinario:”
Un pomeriggio d’estate ….il cancello si aprì ed entrò una signora….Una gioia soprannaturale promanava da lei”. La donna chiese ospitalità e la famiglia di Maria Natalia accettò. “La donna cominciò a parlare a tutti noi del paradiso e le sue parole mi rallegravano l’anima….Dalla sua intera persona irradiavano una maestà e una bellezza celestiale….Mi parlo’ del paradiso per l’intera notte. Non desideravo smettere di ascoltarla per la bellezza del suo parlare “(pag. 75-76). . La piccola segui’ la sua vocazione religiosa e divenne suora. A 18 anni entrò nel convento a Pozsnan: fu trasferita in seguito in Belgio ma molto malata dovette ritornare in Ungheria.
A 33 anni, nel 1934, ebbe una visione di Gesù che le disse: ” Tu mi chiedesti di volermi imitare e che ti prendessi con me a 33 anni. L’ora è arrivata. Ti sto chiamando. Ma se tu accetti di continuare a soffrire sulla terra per salvare anime, io prolunghero’ la tua vita”. Suor Maria Natalia accettò la sua missione. In seguito la suora fu inviata nel convento di Keckemet sempre in Ungheria, dove Padre Jenö Krasznay, teologo, la guidò spiritualmente per un certo periodo. Il sacerdote si rese conto della sovrannaturalità delle rivelazioni profetiche della suora. Nel 1950 vennero soppresse dal comunismo tutte le comunità religiose e la suora andò a vivere in campagna, dove trascorse in penitenza e preghiera il resto della sua vita.
Ebbe un’intensa vita mistica, costellata da numerose rivelazioni e visioni profetiche da parte di Gesù e Maria. I Messaggi furono ricevuti principalmente tra il 1939 e il 1943. Furono profezie rivelate alla suora per risvegliare le coscienze sopite della Chiesa e dei fedeli, per suscitare il senso di urgenza e di preghiera ma allo stesso tempo di gioia e pace. Sono messaggi relativi al trionfo del Cuore Immacolato di Maria e alla seconda venuta di Gesù, messaggi meravigliosi e tremendi allo stesso tempo, che ci spingono ad una seria revisione di vita, e che sottolineano il valore della preghiera riparatoria e di espiazione.
Gesù mi parlò così: “Vi rinnovo la mia richiesta: pregate affinché i peccatori si convertano e ritornino a Dio. Pregate, perché accolgano la grazia e cambino vita prima dell’avvento della pace benedetta profetizzata. Coloro che non ritornano a Dio prima di quel momento di grazia rischiano di perdersi eternamente. Voi anime fedeli, non temete. Pregate e abbiate fiducia nella forza santa della preghiera e rallegratevi, perché […] mia Madre Immacolata, nella pienezza del suo potere regale e della grazia, in unione con le schiere angeliche, annienterà il potere dell’inferno”.
La Vergine soggiunse: “Quando satana arriverà dovunque al potere; quando avrà catturato la maggior parte delle anime; quando il suo sconfinato orgoglio gli lascerà credere di poter annientare il bene, la creazione intera e persino le anime; quando la vera fede non sussisterà più che in qualche anima; quando la luce della vera fede rimarrà accesa in pochissime famiglie, perché i tiepidi e gli indecisi avranno ceduto alle seduzioni di satana, allora improvvisamente e inaspettatamente arriverà la vittoria decisiva della divina misericordia, che porrà fine al regno della menzogna e preparerà la via alla pace universale. Nel momento in cui satana si illuderà di essere il padrone del mondo e penserà di essere sul punto di sedere in trono, gli strapperò il suo bottino dalle mani . La vittoria finale non apparterrà che al mio divino Figlio e a me. “.
E ancora: “Il tempo della pace nel mondo non è rimandato, ma il Padre del Cielo vuole concedere ancora tempo a coloro che sono in grado di convertirsi e di rifugiarsi in Dio. Tra questi si convertiranno anche molti che ora negano l’esistenza di Dio, ma che un giorno crederanno in lui. Questo tempo supplementare di grazia che è accordato all’umanità è dovuto alle penitenze e alle preghiere che sono state offerte nel mondo intero, a favore di tutta l’umanità, nel corso di molti anni e di cui il Padre si è compiaciuto. Le porte dell’inferno rimarranno chiuse davanti a coloro che si saranno convertiti: non si danneranno, perché la grazia della fede li fortificherà e non ricadranno più nei loro peccati.
La preghiera ha questa potente efficacia, perché io, la Regina Vittoriosa del Mondo, prego con voi e con voi consolo Dio delle grandi offese che riceve. Fate sì che il vostro stesso respiro diventi preghiera espiatoria agli occhi di Dio. Se volete accelerare il grande miracolo della mia vittoria, con la quale voglio salvare il mondo, dovete affidarvi a me e a mio Figlio con fiducia filiale e incondizionata, proprio come i bimbi si affidano alla mamma, facendo riparazione, offrendo la vostra vita e pregando. La vostra fede, fino ad ora, è stata molto immatura e l’efficacia della vostra preghiera dipende dalla vostra fede. Se pregate con piena fiducia, la vittoria che state aspettando porterà la gioia della pace universale in un universo purificato. Abbiate fede! Fidatevi di me sempre, figli miei!”.
Gesù riprende le parole della Madre: “il mondo si è pervertito ostinandosi nella sua iniquità e si allontana sempre di più da me, ma io non posso pentirmi del mio amore. Stendo la mia mano verso di esso in un gesto che può essere allo stesso tempo misericordia o castigo: misericordia per quelli che mi amano, castigo per quelli che mi disprezzano. Mentre vi parlo voi ascoltate la voce di colui che è al di sopra di tutte le cose. Quando stendo la mano verso di voi compare accanto a me mia Madre, affinché possiamo sfuggire al castigo. La malvagità genera malvagità e il mondo ha raggiunto un punto tale di malvagità da esigere che il male venga fermato per la stessa sopravvivenza del mondo”.
Claudia Matera, Rivelazioni profetiche di Suor Maria Natalia Magdolna, Sugarco Edizioni, pp. 163-164
La guerra è il fallimento dell’ uomo

Buongiorno Padre Livio,
voglio solo ringraziarla. Non saprei da dove iniziare vista la piccolezza e debolezza del mio essere umano preda continua del male presente ovunque. Ci provo, per me nella speranza di ricordare quanto male esista per non farmi travolgere. Le sono debitore e naturalmente lo sono nei confronti della nostra Madre, Regina e nostra Signora. Lo sono nei confronti dell’Onnipotente.
Grazie a Lei Padre Livio sto scavando in me stesso, sto riuscendo a dialogare con me stesso. Il dialogo riesco ad intavolarlo grazie alla sua opera che mi illumina. L’uomo e le guerre! La guerra è il fallimento dell’uomo, è offesa a Dio e la vedo come il perenne combattimento tra Dio ed il male. Il potere ovunque sia, qualunque sia il periodo storico avvelena l’uomo che diviene preda del male ma per fortuna c’è Dio, la Madonna ed i Santi. Sto notando, grazie alla predica di un parroco in occasione della festa di S. Antonio da Padova, che viviamo nella debolezza, nell’invidia, nel rancore, altri nell’odio, come in un’escalation continua di sentimenti volti al male che ci accecano.
Poi basta una predica, ma fatta bene nel senso che ti coinvolge al punto da farti scendere le lagrime per tutto il tempo perso in cose frivole, per ricevere finalmente qualche ora di serenità come se io stessi conoscendo, esplorando parti del mio essere per la prima volta, sbalordendomi, meravigliandomi di quanto tempo è stato buttato via nell’inutilità dalla fragilità umana. La pace che mi fa provare tale serenità è una sensazione talmente bella da volerci restare per sempre.
Sembra come se fossi in una specie di volo leggero e contemporaneamente sento che il cuore, il torace respiri, cioè diventino più grandi come se volessero seguire l’animo in tale situazione di benessere. Tutto ciò che scrivo non è per filosofeggiare ma per ringraziarla e sperare di rimanere saldo e forte nel momento delle prove, semmai dovessi vivere i momenti dei segreti in cui è previsto l’attacco di Satana al mondo cristiano.
Sono un peccatore ma grazie a Lei, la Madonna ed al nostro Signore Gesù ho la speranza. Grazie e scusi se mi sono dilungato.
Salvo da Caltagirone
Russia: Il Paese del risentimento

di Padre Stefano Caprio- Asia News – 12 Giugno 2022
Max Scheler sosteneva che la migliore dimostrazione della cultura russa del risentimento sono gli eroi “umiliati e offesi” di Gogol, Dostoevskij e Tolstoj. Oggi i russi pensano di aver fatto la propria parte dopo la fine della guerra fredda, mentre “gli altri” ne hanno approfittato. Questa rabbia è esplosa in Ucraina facendo vedere a tutto il mondo quanto poco si è capito di un popolo non solo orgoglioso delle proprie tradizioni, ma in grado di smascherare le ipocrisie e le debolezze degli altri.
Hanno fatto scalpore le dichiarazioni recenti dell’ex-presidente russo Dmitrij Medvedev, che ha confessato di odiare gli occidentali perché sono dei “bastardi e degenerati, che vogliono la fine della Russia… finché sarò vivo, farò di tutto per farli sparire”. In Russia in realtà da tempo non si dà molto peso alle parole di Medvedev, in lotta da anni con forti dipendenze alcoliche, e anche la sua frase sui “cavalieri dell’Apocalisse che si stanno avvicinando” viene riletta come la sensazione dei “cavalieri dell’Alkoholiss”.
Rimane tuttavia lo sconcerto per la trasformazione di una delle figure più moderate della politica del ventennio putiniano, che esprime un profondo rancore nei confronti di un Occidente non ben definito. Medvedev, del resto, era stato dileggiato dalle inchieste di Naval’nyj, che ne aveva svelato la passione per il lusso sfrenato di stile quanto mai “occidentale”. La denuncia nei suoi confronti aveva dato vita alla campagna “delle Sneakers”, per lo scandalo delle sue abitudini di fare jogging ogni giorno con un nuovo paio di scarpe da ginnastica costose, che comprava compulsivamente su Amazon al ritmo di una ventina al mese. I giovani russi erano scesi in piazza scandendo lo slogan “Non è il nostro Dimon”, diminutivo infantile che fa da pendant a quello di “Vovan” rivolto al presidente Putin, suo protettore dai tempi dell’università.
Negli stessi giorni delle scalmane di Medvedev, ha provocato stupore l’improvvisa decisione del patriarca di Mosca Kirill, che ha sostituito il suo primo collaboratore, il metropolita Ilarion, esiliandolo alla sede estera di Budapest e mettendo al suo posto un suo fedelissimo, il giovane metropolita Antonij. Anche queste mosse piuttosto brusche di Kirill verso gli altri membri della gerarchia non sorprendono molto i russi, essendo una caratteristica da sempre del suo carattere impulsivo e della sua gestione autoritaria della macchina ecclesiastica. In questo caso, però, risuona di nuovo l’astio verso l’Occidente, che Ilarion cercava di blandire con le sue continue iniziative di dialogo e gli incontri con alti rappresentanti delle confessioni cristiane occidentali, come l’ultima visita proprio al cardinale ungherese Peter Erdo, che ricorre frequentemente anche tra i nomi dei papabili in un futuro conclave.
Ilarion aveva scansato in ogni modo le polemiche sul sostegno patriarcale alla guerra di Putin, che invece hanno caratterizzato il magistero di Kirill negli ultimi tre mesi, con la martellante accusa di intromissione degli occidentali nella vita dei fedeli ortodossi in Ucraina e nella stessa Russia, cercando di imporre una visione degenerata della morale e del cristianesimo stesso, ridotto al sostegno delle “parate gay”. In questo contesto la cacciata di Ilarion appare una ulteriore dimostrazione della capacità dei “veri russi” di difendersi dalle invasioni dei nemici della fede.
Eppure lo stesso Kirill, come l’ex-presidente “apocalittico”, ha un passato di grande familiarità con il mondo ecumenico al di fuori della Russia, in particolare con la Chiesa Cattolica, tanto da averlo egli stesso inculcato nel suo fedele servitore Ilarion, ora sostituito da un prelato ancora più fedele, Antonij, che lui stesso aveva insediato trentenne come vescovo a Roma e poi a Parigi, elevandolo alla dignità di metropolita russo per tutta l’Europa occidentale. Lo sconcerto è tale che alcuni commentatori ritengono che il trasferimento di Ilarion in un territorio dell’Unione europea, pur così filo-putiniano come l’Ungheria di Viktor Orban, sia in realtà una mossa astuta per avere un mediatore russo autorevole tra la Russia e l’Occidente, perché non si sa mai come tutto potrà andare a finire.
Al di là delle ipotesi e delle interpretazioni, rimane la domanda: da dove nasce questa ostilità profonda dei russi, almeno di quanti oggi stanno al potere, verso un mitologico Occidente da essi stessi tanti bramato e blandito per lunghi anni? Non si tratta di una reale “diversità orientale” o asiatica della Russia, pur nel contesto di una riproposizione dell’ideologia eurasiatica che descrive i russi come i discendenti degli Sciti, spauracchio del mondo civilizzato fin dai tempi dell’impero romano. La Russia non è la Cina o l’India, e nemmeno la Turchia, con le loro antiche civiltà e religioni, che ne fanno davvero un altro mondo rispetto all’Europa o all’America, che si afferma senza bisogno di urlare odio e risentimento. Tra l’Occidente “anglosassone” e la Cina “neo-confuciana” di Xi Jinping c’è una fortissima competizione economica e geopolitica, sperando che non degeneri anch’essa in un conflitto militare per la riconquista di Taiwan da parte di Pechino, eventualità per cui i russi stanno già affilando le armi, sognando di combattere l’Occidente da occidente. Ma Pechino si mostra superiore, rivendica una superiorità anche morale e culturale, senza il bisogno di abbassarsi alle isterie dell’odio russo.
Della Russia come il “Paese del risentimento” hanno parlato diversi intellettuali, come il filosofo Mikhail Jampolskij, il politologo Sergej Medvedev, il filologo Mikhail Edelštein o lo storico Ivan Kurilla, ricordati dall’ottima rubrica internazionale Signal del sito informativo Meduza, fortemente censurato all’interno della Russia. Secondo questi commenti, la Russia è oggi preda di un profondo sentimento di offesa, che è appunto il significato del francese ressentiment. Søren Kierkegaard lo definiva “il rancore dei mediocri verso chi osa elevarsi al di sopra delle masse”, come era lo stesso filosofo danese; per Friedrich Nietzsche era “l’odio dei servi verso i padroni”, a suo parere ispirato dallo stesso cristianesimo. In ogni caso, si tratta di un sentimento di invidia e ostilità verso colui che è in possesso di qualcosa che tu non avrai mai.
Un altro filosofo tedesco, Max Scheler, scrisse nel 1913 un testo sul risentimento come emozione politica, in cui riteneva che la disparità sociale genera inevitabilmente la rabbia delle “classi inferiori” nei confronti di quelle più elevate. A questo sentimento ogni tanto va data soddisfazione, sostiene Scheler, almeno a livello di discussioni politiche o campagne nell’opinione pubblica, facendo in modo che gli “elevati” concedano qualcosa, aumentando gli stipendi dei lavoratori o evitando di sfoggiare sempre le loro collane di brillanti. Se le grandi masse “dal basso” perderanno la speranza di poter ottenere qualcosa, l’invidia si trasformerà in risentimento, col rischio di travolgere ogni cosa. Secondo Scheler, la migliore dimostrazione della cultura russa del risentimento sono gli eroi “umiliati e offesi” di Gogol, Dostoevskij e Tolstoj.
Oggi il risentimento sembra davvero essere la caratteristica principale della Russia di Putin e di Kirill. Uno degli argomenti più usati dal presidente russo per giustificare la “necessaria operazione” in Ucraina è l’offesa per l’allargamento della Nato verso oriente: era stato promesso che non l’avrebbero mai fatto, e invece era un inganno, quindi una mancanza di rispetto. A partire dal famoso “discorso di Monaco” del 2007, Putin ha ripetutamente accusato l’Occidente di voler “insegnare ai russi la democrazia”, accusa che negli ultimi tempi si è evoluta in quella di “volerci imporre dei valori a noi estranei”.
Dal punto di vista di Putin e dei suoi gerarchi, il “primo mondo” non ha voluto riconoscere la Russia come parte di se stesso. Nessun presidente americano si sognerebbe di parlare dell’importanza della democrazia, ad esempio, al proprio collega francese o tedesco. “Loro” si sentono “i nostri”, mentre “noi” siamo per loro degli estranei, secondo la percezione dei russi, e tali siamo rimasti anche dopo la fine dell’Urss. Da qui la definizione ostile di “Occidente collettivo”, o ancora più spregiativo “gli anglosaksy”, che hanno “deciso di abbandonarci”. È una sensazione che unisce i rappresentanti della élite russa e di vasti gruppi sociali, compresi i membri ufficiali dell’Ortodossia, ostili nei confronti dell’ecumenismo che lascia la Chiesa russa ai margini ed esalta il primato costantinopolitano, sponsorizzato anch’esso dall’Occidente, e con il quale Mosca ha ormai reciso ogni legame.
I russi pensano di aver fatto la propria parte dopo la fine della guerra fredda, mentre “gli altri” ne hanno approfittato. Si ricorda lo slogan diffuso in Russia negli anni ‘90, quando ogni riforma veniva proposta per “vivere come in tutti gli Stati civilizzati”, perfino le ristrutturazioni delle case private venivano chiamate evroremont. Si intendeva allora il benessere materiale, il consumismo capitalista, ma anche quando la Russia aveva ormai raggiunto il livello “dei civilizzati”, ha continuato a sentirsi offesa e umiliata. Per vent’anni i presidenti russi hanno partecipato agli incontri del G8, sentendosi ospiti mal tollerati e comunque poco considerati.
Questa rabbia è esplosa in Ucraina, luogo ideale per dimostrare la capacità della Russia di rispondere alle offese, facendo vedere a tutto il mondo quanto poco si è capito di un popolo non solo orgoglioso delle proprie tradizioni, ma in grado di smascherare le ipocrisie e le debolezze degli altri. Per questo la “de-nazificazione” va di pari passo con la denuncia della “propaganda gay”, il titolo scelto per definire l’immoralità dei nemici. Non è odio contro gli ucraini, o contro gli ortodossi autocefali, e nemmeno contro i gay: è l’odio della Russia contro il mondo intero, è l’ora della grande rivincita.
SANTISSIMA TRINITA’

Inno
O Trinità beata,
luce, sapienza, amore,
vesti del tuo splendore
il giorno che declina.
Te lodiamo al mattino,
te nel vespro imploriamo,
te canteremo unanimi
nel giorno che non muore. Amen.
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BENEDETTO XVI
ANGELUS
Solennità della Santissima Trinità
Piazza San Pietro
Domenica, 7 giugno 2009
Cari fratelli e sorelle!
Dopo il tempo pasquale, culminato nella festa di Pentecoste, la liturgia prevede queste tre solennità del Signore: oggi, la Santissima Trinità; giovedì prossimo, quella del Corpus Domini, che, in molti Paesi tra cui l’Italia, verrà celebrata domenica prossima; e infine, il venerdì successivo, la festa del Sacro Cuore di Gesù. Ciascuna di queste ricorrenze liturgiche evidenzia una prospettiva dalla quale si abbraccia l’intero mistero della fede cristiana: e cioè rispettivamente la realtà di Dio Uno e Trino, il Sacramento dell’Eucaristia e il centro divino-umano della Persona di Cristo. Sono in verità aspetti dell’unico mistero della salvezza, che in un certo senso riassumono tutto l’itinerario della rivelazione di Gesù, dall’incarnazione alla morte e risurrezione fino all’ascensione e al dono dello Spirito Santo.
Quest’oggi contempliamo la Santissima Trinità così come ce l’ha fatta conoscere Gesù. Egli ci ha rivelato che Dio è amore “non nell’unità di una sola persona, ma nella Trinità di una sola sostanza” (Prefazio): è Creatore e Padre misericordioso; è Figlio Unigenito, eterna Sapienza incarnata, morto e risorto per noi; è finalmente Spirito Santo che tutto muove, cosmo e storia, verso la piena ricapitolazione finale. Tre Persone che sono un solo Dio perché il Padre è amore, il Figlio è amore, lo Spirito è amore. Dio è tutto e solo amore, amore purissimo, infinito ed eterno. Non vive in una splendida solitudine, ma è piuttosto fonte inesauribile di vita che incessantemente si dona e si comunica. Lo possiamo in qualche misura intuire osservando sia il macro-universo: la nostra terra, i pianeti, le stelle, le galassie; sia il micro-universo: le cellule, gli atomi, le particelle elementari. In tutto ciò che esiste è in un certo senso impresso il “nome” della Santissima Trinità, perché tutto l’essere, fino alle ultime particelle, è essere in relazione, e così traspare il Dio-relazione, traspare ultimamente l’Amore creatore.
Tutto proviene dall’amore, tende all’amore, e si muove spinto dall’amore, naturalmente con gradi diversi di consapevolezza e di libertà. “O Signore, Signore nostro, / quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!” (Sal 8,2) – esclama il salmista. Parlando del “nome” la Bibbia indica Dio stesso, la sua identità più vera; identità che risplende su tutto il creato, dove ogni essere, per il fatto stesso di esserci e per il “tessuto” di cui è fatto, fa riferimento ad un Principio trascendente, alla Vita eterna ed infinita che si dona, in una parola: all’Amore. “In lui – disse san Paolo nell’Areòpago di Atene – viviamo, ci muoviamo ed esistiamo” (At 17,28). La prova più forte che siamo fatti ad immagine della Trinità è questa: solo l’amore ci rende felici, perché viviamo in relazione per amare e viviamo per essere amati. Usando un’analogia suggerita dalla biologia, diremmo che l’essere umano porta nel proprio “genoma” la traccia profonda della Trinità, di Dio-Amore.
La Vergine Maria, nella sua docile umiltà, si è fatta ancella dell’Amore divino: ha accolto la volontà del Padre e ha concepito il Figlio per opera dello Spirito Santo. In Lei l’Onnipotente si è costruito un tempio degno di Lui, e ne ha fatto il modello e l’immagine della Chiesa, mistero e casa di comunione per tutti gli uomini. Ci aiuti Maria, specchio della Trinità Santissima, a crescere nella fede nel mistero trinitario.
IL VENTENNIO DEL DRAGO E’ SCADUTO ( 2001 – 2020)

Cari amici,
possiamo dividere in tempo della presenza della Regina della pace a Medjugorje in due ventenni.
Il primo (1981- 2000) dedicato alla Liberazione dal Comunismo dei paesi dell’Est Europa e della Russia stessa, con la conseguente guerra dei Balcani.
In questo periodo la Madonna ha realizzato la prima parte del suo piano enunciato a Fatima e nel frattempo ha posto mano a uno straordinario rinnovamento della Chiesa “ferita e tradita”.
Il secondo ventennio (2001 – 2020) è scandito da due messaggi della Regina della pace, uno all’inizio e uno alla fine, durante il quale la Gospa forma le sue schiere, I “Pastori della Chiesa” e gli Apostoli del suo amore”, per la grande battaglia escatologica.
Questo secondo ventennio ha visto realizzarsi la profezia apocalittica di “Satana sciolto dalle catene”, il suo attacco alla Chiesa e la sua egemonia sul mondo.
Infatti la Madonna, il primo giorno del nuovo millennio, invitava a consacrarsi al suo Cuore e a quello di suo Figlio, “ ora che satana è sciolto dalle catene” ,
mentre il 25 Marzo del 2020 indicava come compiuto il piano di satana: “Figlioli, permettete che Dio parli al vostro cuore perché satana regna e desidera distruggere le vostre vite e il pianeta sul quale camminate.”
Possiamo quindi affermare che i due schieramenti, quello della luce e quello delle tenebre, sono pronti, anche se il momento della rivelazione del primo segreto rimane sigillato.
Infatti, quando suonerà la prima tromba dell’Apocalisse, le schiere di Maria esulteranno di gioia, perché è scoccato l’istante stabilito dal Cielo per liberazione dei giusti.
Infatti il tempo dei dieci segreti è il tempo di Maria, quello della sua presenza, della sua battaglia e della sua vittoria.
Il drago che , mediante le due bestie, si è impadronito del mondo e ne ha fatto il suo “regno” di tenebre, di schiavitù e di morte, ora, con la rivelazione dei segreti tre giorni prima, vede sfuggirgli di mano il controllo delle anime.
Il suo regno vacilla di segreto in segreto, fino a sprofondare nell’abisso, insieme all’accozzaglia dei prepotenti, degli ingannatori e dei bestemmiatori.
La sua rabbia ribolle furente come quando , si può supporre, vide il sepolcro vuoto, dopo che aveva intrigato, come solo lui sa fare, per far condannare il Cristo a morte.
Anche ora, dopo aveva faticato vent’anni per mettersi al posto di Dio sul trono del mondo, si trova con nulla in mano, anzi con la testa sotto l’implacabile calcagno.
Tutto questo sta per accadere, e non bisognerà aspettare più del necessario, perché quello che la Madonna ha promesso si realizzerà nel tempo della rivelazione dei segreti.
Vostro Padre Livio
GUERRA IN UCRAINA

La vita quotidiana a Mosca in clima di guerra. Il racconto di “Olga”, tra timori del presente e speranza per il futuro
La chiamiamo Olga e non possiamo dare troppi dettagli sulla sua vita, per non metterla in difficoltà. Il Sir l’ha raggiunta al telefono nella sua casa a Mosca, per avere la testimonianza di come vive nella capitale della Federazione russa chi è contro la guerra e non può o non vuole andare via. Olga lavora anche per una Ong internazionale – anche questa ci è stato chiesto non fosse resa identificabile – e insegna psicologia in una facoltà universitaria. Impotenza, attesa, paura sembrano essere i tratti di un tempo che è iniziato già ben prima del 24 febbraio, giorno in cui è solo “caduta la maschera”, dice Olga, che precisa: cancellerà dal suo telefono ogni riferimento ai contatti avuti per questa intervista perché “la polizia ora ferma le persone per strada e chiede di vedere le chat di whatsapp e Telegram
La chiamiamo Olga e non possiamo dare troppi dettagli sulla sua vita, per non metterla in difficoltà. Il Sir l’ha raggiunta al telefono nella sua casa a Mosca, per avere la testimonianza di come vive nella capitale della Federazione russa chi è contro la guerra e non può o non vuole andare via. Olga lavora anche per una Ong internazionale – anche questa ci è stato chiesto non fosse resa identificabile – e insegna psicologia in una facoltà universitaria. Impotenza, attesa, paura sembrano essere i tratti di un tempo che è iniziato già ben prima del 24 febbraio, giorno in cui è solo “caduta la maschera”, dice Olga, che precisa: cancellerà dal suo telefono ogni riferimento ai contatti avuti per questa intervista perché “la polizia ora ferma le persone per strada e chiede di vedere le chat di whatsapp e telegram”.
Perché tu non hai lasciato il Paese?
I miei genitori sono anziani e mia mamma è molto malata. Fino a quando non cadrà qualcosa su Mosca staremo qui. Non sappiamo che cosa succederà nel giro di qualche mese. Per questo durante i fine settimana andiamo alla dacia eusiamo tutto il nostro tempo libero per piantare la verdura e persino le patate. Prima era un hobby, adesso iniziamo a pensare che potrebbe aiutarci se arrivasse la fame.
La vita è più cara?
I prezzi sono raddoppiati. E noi riceviamo tutti i giorni tante email di gente che non ha più soldi per pagare affitti e bollette, e magari hanno figli e sono in una situazione terribile.E gli aiuti statali sono troppo esigui e ristretti:si considera che 200 euro al mese sia uno stipendio sufficiente, ma con il pane a un euro al chilo, come oggi, non basta. Così come gli aiuti sono rivolti a un ristretto numero di cittadini e la maggior parte della gente non rientra nei criteri sufficienti per ottenere assistenza
E gli stipendi?
I salari russi calano; in più i numeri della disoccupazione sono schizzati.Anche la nostra ong, che riceve denaro dall’estero per pagare gli stipendi, con il corso attuale del rublo non riesce ad aumentare gli stipendi.
Che clima c’è in giro per Mosca?
È una città molto caotica, la gente va veloce, ci sono 20 milioni di abitanti, più o meno l’atmosfera è sempre la stessa. Devo dire però che prima, quando ero in macchina, molte persone mi mostravano approvazione per il mio adesivo “libertà a Navalny”. A marzo vedevo che molti mi guardavano sorpresi e spaventati – chi è così coraggioso lì – poi ad aprile, qualcuno ha lanciato delle uova sull’adesivo e pochi giorni dopo hanno imbrattato la maniglia della porta con una specie di acido, che mi ha corroso la mano.
Invece nel paese dove io vado spesso, alla periferia di Mosca, non sembra sia successo nulla, se non per il fatto che sulle porte della scuola adesso c’è una grande Z bianca; la scuola è su una collina e quindi tutti la possono vedere. Cose del genere a Mosca non si vedono.
E capita a volte di vedere la gente che protesta?
Ce ne sono, ma molto pochi.Anche io ci sono andata all’inizio: cose molto semplici, come un cerchio tenendoci per mano. Ma adesso se vai con un foglio di carta o qualsiasi cosa, dopo un attimo arriva la polizia arriva e ti porta alla stazione di polizia, ti fa un verbale, magari dopo averti trattenuto per tanto tempo senza nemmeno un po’ d’acqua e averti anche picchiato. E quindi non si può fare niente, si sta a casa. Nemmeno su internet si può più scrivere nulla.I social che non sono vietati sono controllati dalla polizia.
E allora come fai a stare collegata alle persone che sono contrarie, come te?
Non possiamo farlo. L’unica cosa che possiamo fare è vedere dei video su youtube, che ancora è accessibile. Nessuno più vuole scendere per strada.Ma forse le cose cambieranno. Non adesso, magari tra dieci anni.Quando vado in giro in macchina e vedo le Z intorno a me – perché tante persone le attaccano alle loro macchine – mi accorgo di quanto è diffuso un certo spirito patriotico. È frustrante, mi fa arrabbiare.
Le cose sono cambiate in Russia dal 24 febbraio o la situazione era così pesante?
C’è una canzone degli Splean, un gruppo rock russo, di cinque anni fa o forse anche più, “Diteglielo ad Harry Potter se per caso lo vedete”, che descrive quello che da anni continuiamo a vivere. È da un anno, un anno e mezzo che i russi sono diventati più aggressivi, frutto di tutto quello che gli è stato inculcato: che siamo speciali, che abbiamo il nostro modo di vivere, che dobbiamo costruire la nostra potente Russia, che tutti ci odiano.Il 24 febbraio la maschera è caduta e tutti hanno visto il vero volto della Russia.
Nel tuo lavoro di docente di psicologia, è cambiato qualcosa?
Al momento no. So che il decano fa degli incontri per divulgare “la propaganda”, ma io non partecipo mai. Per il resto ci hanno chiesto di scaricare da YouTube tutte le nostre video-lezioni, ma non hanno spiegato il perché. Forse perché potrebbe essere chiuso, da un momento all’altro, come potrebbe accadere anche per Google, come è già successo con Facebook, Instagram e Twitter. Anche se abbiamo tutti le nostre mail e documenti su quella piattaforma, sarebbe complicato.
Che speranza hai per il futuro del tuo Paese?
C’è paura nel Paese e la paura ci ricopre tutti, tanti sono andati via, altri cercano di lottare, ma tutti abbiamo paura di essere fermati, portati alla stazione di polizia e torturati, come avveniva nel ‘37.Allora stiamo fermi e aspettiamo che il “grande padre” muoia o qualcosa del genere. La speranza è di riuscire un giorno a ripagare per il peccato di tutte le morti e il male di questi mesi in Ucraina e nel mondo. E poi speriamo in una nuova Russia libera da tutto questo.
Come funzionano le vostre connessioni con il resto del mondo?
Siamo una ong che riceveva già prima soldi da sponsor stranieri, tra cui anche la commissione europea, e per questo lo Stato aveva smesso di sostenere i nostri progetti sociali. Adesso la situazione si è complicata per i finanziamenti, anche se al momento non tutte le banche russe sono bloccate dalle sanzioni e quindi non siamo limitati in questo. Noi abbiamo ricevuto tanto appoggio, comprensione e solidarietà dalle altre sezioni della nostra organizzazione.Ma dobbiamo essere attenti a come ci comportiamo. Alcuni nostri operatori hanno già dovuto lasciare il Paese perché persone non gradite.E ci sono circa 500 ong in Russia che si sono espresse contro la guerra e che lo Stato adesso non sostiene più.
Tu sei un’ortodossa: che cosa ne pensi della posizione della tua Chiesa rispetto alla guerra?
Io non sono tanto addentro,ma credo che la Chiesa sia il posto dell’amore, non della guerra e non dovrebbe essere coinvolta nella politica.Purtroppo sappiamo che in Russia la Chiesa è strettamente connessa al potere e le cose che fanno non sono troppo cristiane.Ci sono però comunità che pregano per la pace e per la fine della guerra. E lì io trovo pace.