"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Aprile 2022 Pagina 7 di 15

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

Questa Pasqua sembra il prolungamento della Quaresima

Caro Padre Livio,

innanzi tutto Buona Pasqua. 

Avverto sofferenza e preoccupazione nelle parole del Santo Padre sulla situazione del mondo. Siamo precipitati davvero  in una situazione di non ritorno?

Le auguro ogni bene

Marco

Caro Marco,

non  dimentichiamo le parole della Regina della Pace in questi ultimi due anni.

 “Nel mondo  c’è la guerra, perché nei cuori c’è l’odio”. L’odio acceca e può  portare ad  usare armi con  conseguenze  inimmaginabili.

La situazione è  gravissima ma pochi sembrano esserne  davvero consapevoli.

La Madonna ci ha  indicato la  via di uscita nel ritorno al Dio della pace e dell’amore e ci ha assicurato che la preghiera  compie  miracoli.

Facciamolo noi, camminando con  Cristo risorto e vivendo in  pace con Dio e col nostro prossimo.

La Madonna  è qui per guidarci e per proteggerci.

Alla  fine il suo Cuore Immacolato trionferà.

Padre Livio

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BIOGRAFIA

Padre Livio Fanzaga è il Direttore di Radio Maria e Director’s Adviser della Famiglia Mondiale di Radio Maria.

Nasce l’11-11- 1940 a Sforzatica, comune Dalmine, in provincia di Bergamo. E’ il primo di sei figli di una famiglia  operaia.

Nel 1954, a 13 anni,  entra in seminario presso gli Scolopi, a Finale Ligure (SV), dove consegue  il  diploma di terza media e frequenta i due anni di ginnasio. La scelta dei Padri Scolopi fu dettata dal  desiderio  di lavorare con i giovani e di andare in missione.

Nel 1957 si reca a Roma,  sempre nel seminario dei Padri Scolopi, dove compie l’anno di noviziato e i tre anni di liceo  classico.

Dopo aver conseguito la maturità, si iscrive alla facoltà di teologia all’Università Gregoriana dove consegue la laurea in teologia.

Ordinato sacerdote il 19 Marzo  1966, viene inviato nella Parrocchia S. Giuseppe Calasanzio dei Padri Scolopi a Milano dove, senza trascurare l’attività  pastorale, frequenta l’Università Cattolica e consegue la laurea in filosofia con una tesi su “San Bonaventura e  l’aristotelismo”.

Erano i tempi bollenti della contestazione  e P. Livio si trovò in classe con i  leader più noti come M. Capanna e F. Schianchi.

Nel 1970 P.Livio chiede ai suoi Superiori  la  possibilità di andare missionario in Africa, nella località di Podor in Senegal, una zona a grande prevalenza islamica, dove  i Padri Scolopi avevano aperto un centro culturale  per  i giovani.

Alterna questa attività con settimanali visite a  un liceo scientifico nella città  di ST. Louis, dove gli è permesso incontrare i giovani (cattolici e mussulmani)  per colloqui personali o per piccoli gruppi.

Nel fine settimana presta aiuto come volontario nel redigere testi presso la Nunziatura Apostolica di Dakar, allora presieduta da Sua Ecc. Mons. Giovanni Mariani

Dopo un anno di presenza in Senagal  P. Livio è costretto a un rientro in Italia  per una forma endemica di tubercolosi.

Riprende la sua attività nella Parrocchia S. Giuseppe Calasanzio, organizzando una biblioteca per i giovani e ideando un progetto originale di post-cresima, un itinerario catechistico formativo che accompagna i giovani dalla cresima al matrimonio.

Si dedica anche alla direzione della Casa dello Studente, un pensionato universitario a fianco della  parrocchia.

Nel frattempo completa  la  sua formazione  culturale frequentando la  facoltà di Scienze Politiche dell’Università Cattolica, e  partecipando, fra  l’altro, alle lezioni dei Professori A. Miglio e E. Severino.

Nel 1985, in seguito ad un pellegrinaggio a Medjugorje, P. Livio diventa uno dei più ferventi sostenitori delle apparizioni mariane .

Da allora ha sempre trascorso le sue vacanze a Medjugorje, ha imparato la  lingua croata e ha stretto amicizia con alcuni veggenti, frequentando anche le loro famiglie.

In quella occasione è venuto a conoscenza di Radio Maria, una  piccola radio locale del comune di Erba, che organizzava  pellegrinaggi a Medjugorje.

Dal 1986 al 1988 Padre Livio ha collaborato alla radio parrocchiale, facendo la spola tra Erba e Milano,  arricchendola con programmi di teologia e di spiritualità, oltre che con una catechesi giovanile settimanale in  presenza di gruppi di ragazzi.

Una giovanissima Roberta lo ha aiutato a prendere confidenza col mixer e col microfono. Era venuta un anno prima come volontaria e sarebbe presto diventata il suo braccio destro e una colonna fondamentale di Radio Maria.

Nell’Ottobre del 1988 P. Livio, col permesso dei suoi Superiori e  l’invito del Presidente Emanuele Ferrario, si reca ad Erba per dedicarsi a tempo pieno a Radio Maria come Direttore e come membro del Direttivo.

La radio parrocchiale con  la  S.  Messa  e il Rosario  era  pur sempre una certa novità  in quei tempi. Per il resto era tutta da costruire.

P. Livio, una  volta  chiarito che Radio Maria era  un  progetto autonomo dalla Parrocchia e dai suoi responsabili, si è impegnato subito a farne  una emittente di contenuti, con un  palinsesto  ordinato, dei programmi di livello e con una precisa finalità spirituale e culturale.

Venivano così contattati numerosi esperti in  diversi campi della Teologia, della Spiritualità, della Sacra Scrittura, della  Promozione umana, sviluppando una forma variegata, capillare ed unica di volontariato, che diventerà una caratteristica di tutte le Radio Maria del mondo.

In particolare sono stati rapidamente organizzati  per  la prima volta in Italia collegamenti quotidiani di preghiera, mediante  studi mobili, con parrocchie, monasteri, comunità varie, carceri, ospedali di ogni parte  d’Italia, facendo di Radio Maria uno strumento al servizio della Chiesa e un  modello  per tutte  le successive fondazioni.

Fin dall’inizio P. Livio ha dato a Radio Maria una impronta ispirata alla Regina della  Pace, centrandola sulla Preghiera, la Evangelizzazione e la Conversione, eliminando con convinzione ogni forma di pubblicità e confidando unicamente nella Divina  Provvidenza.

Radio Maria infatti è percepita dai suoi ascoltatori, decine di milioni in Italia e nel mondo, come un dono della Regina della pace , che Lei ha voluto, ha guidato e ha diffuso, moltiplicandolo nelle lingue più sconosciute e arrivando nei luoghi più emarginati, con 125 sedi di trasmissione, ognuna dei quali guidata da un sacerdote della Chiesa cattolica.

Questa impostazione ha  permesso  a Radio Maria di espandersi in soli tre  anni in tutta  Italia e successivamente  nei cinque continenti. 

Nel frattempo P. Livio ha stilato un Documento sulla Identità  di Radio Maria, che ne precisa il carisma di emittente cattolica e mariana, a cui si devono ispirare tutte   le Radio Maria del  mondo.

P.Livio conduce personalmente numerose trasmissioni radiofoniche, in particolare la “Lettura cristiana della cronaca e della storia”, la catechesi ogni mattina dal lunedì al venerdì, la catechesi giovanile il venerdì sera, la riflessione sui vangeli festivi, i commenti ai messaggi della Regina della Pace, la telefonata con Marija di  Medjugorje  per il messaggio della Regina della Pace del 25 di ogni mese ed altri programmi radiofonici alimentati da numerose pubblicazioni (oltre 130 libri).

Nella “Lettura cristiana della cronaca e della storia”, la più seguita trasmissione di Radio Maria iniziata nel 1988, P. Livio commenta, alla luce della rivelazione cristiana e dei messaggi della Regina della Pace, le notizie apparse sui principali quotidiani italiani e siti on line. Gli argomenti affrontati coprono l’attualità religiosa e riguardano temi eticamente sensibili italiani ed esteri.

Padre Livio è molto attivo anche sui social. Il 25 Ottobre 2021 ha dato inizio  a  un Blog (blogdipadrelivio.it) dal  titolo:  “Vi supplico Convertitevi”(Regina della  pace) con interventi quotidiani e decine di migliaia di utenti.

Nel suo incarico di Director’s Adviser Padre Livio guida l’Ufficio Editoriale della Famiglia Mondiale di Radio Maria, vigila sul carisma e la sua attuazione, offre conferenze di formazione in occasione di incontri continentali e mondiali e incontra personalmente i Sacerdoti candidati a divenire Direttori.

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Papa Francesco, Urbi et Orbi di Pasqua:

“Oggi più che mai abbiamo bisogno del Risorto”

Quaresima che sembra non avere fine” quella che ha colpito il mondo, dalla pandemia alla guerra scoppiata nel cuore dell’Europa, che si aggiunge ai conflitti in Medio Oriente, in Asia, in situazioni del mondo dove la Santa Sede è presene anche quando non c’è nessuno. E proprio per questo, oggi più che mai “abbiamo bisogno del Crocifisso Risorto”, sottolinea Papa Francesco nel tradizionale messaggio Urbi et Orbi di Pasqua. Una “Pasqua di guerra”, dice il Papa, di fronte alla quale “anche i nostri occhi sono increduli”.

È una Pasqua che vediamo “con gli occhi increduli” come i discepoli di fronte al sudario, perché “è una Pasqua di guerra” – dice Papa Francesco – e abbiamo visto “troppo sangue, troppa violenza”, mentre i nostri cuori “si sono riempiti di paura e angoscia” e “tanti nostri fratelli e sorelle si sono dovuti chiudere dentro per difendersi dalle bombe”.

Una situazione in cui “facciamo fatica a credere che Gesù sia veramente risorto”. Eppure, sottolinea con forza Papa Francesco, la Resurrezione “non è una illusione”. E allora “oggi più che mai abbiamo bisogno di Lui, al termine di una Quaresima che sembra non voler finire”, perché dopo due anni di pandemia “stiamo dimostrando che in noi c’è ancora lo spirito di Caino, che guarda Abele non come un fratello, ma come un rivale, e pensa come eliminarlo”.

Papa Francesco afferma, allora che “abbiamo bisogno del Crocifisso Risorto per credere nella vittoria dell’amore, per sperare nella riconciliazione”, perché solo Gesù può “venire in mezzo a noi” a dire “pace a lui”, come solo lui ha il diritto di fare perché “porta le piaghe, le nostre piaghe”, ovvero “nostre perché procurate a Lui da noi, dai nostri peccati, dalla nostra durezza di cuore, dall’odio fratricida” e “perché Lui le porta per noi, non le ha cancellate dal suo Corpo glorioso, ha voluto tenerle, portarle in sé per sempre”.

Queste piaghe “sono un sigillo incancellabile del suo amore per noi”, e sono “il segno della lotta che Lui ha combattuto e vinto per noi, con le armi dell’amore, perché noi possiamo avere pace, essere in pace, vivere in pace”.

Papa Francesco chiede di “lasciare entrare la pace di Cristo nelle nostre vite, nelle nostre case, nei nostri Paesi”. E per la prima volta dopo tanti anni, non è più la Siria a cominciare la lista degli scenari di conflitto, ma “la martoriata Ucraina, così duramente provata dalla violenza e dalla distruzione della guerra crudele e insensata in cui è stata trascinata”.

Papa Francesco esclama: “Su questa terribile notte di sofferenza e di morte sorga presto una nuova alba di speranza! Si scelga la pace. Si smetta di mostrare i muscoli mentre la gente soffre”.

Il Papa chiede di “non abituarsi alla guerra”, esorta ad impegnarsi “a chiedere a gran voce la pace, dai balconi, per le strade”, invita “chi ha la responsabilità delle Nazioni” ad ascoltare “il grido di pace della gente,” e in particolare alla domanda scritta nel manifesto “Russel Einstein” del 9 luglio 1955”: “Metteremo fine al genere umano, o l’umanità saprà rinunciare alla guerra?”.

Papa Francesco dice di portare nel cuore “tutte le numerose vittime ucraine, i milioni di rifugiati e di sfollati interni, le famiglie divise, gli anziani rimasti soli, le vite spezzate e le città rase al suolo”, afferma di avere “negli occhi lo sguardo dei bambini rimasti orfani e che fuggono dalla guerra”, e dice che in quei bambini c’è il grido di dolore di tanti bambini che soffrono nel mondo, per fame, assenze di cure, perché sono vittime di abusi o violenze o anche quelli cui è stato negato il diritto di nascere”.

Papa Francesco guarda però anche ai “segni incoraggianti, come le porte aperte di tante famiglie e comunità che in tutta Europa accolgono migranti e rifugiati”, atti di carità che devono diventare “una benedizione per le nostre società, talvolta degradate da tanto egoismo e individualismo” e contribuire “a renderle accoglienti per tutti”.

Se gli occhi sono al conflitto prossimo, per Papa Francesco non si devono dimenticare anche altre situazioni conflitto. Anzi, questo conflitto ci deve rendere “più solleciti anche davanti ad altre situazioni di tensione, sofferenza e dolore, che interessano troppe regioni del mondo e non possiamo né vogliamo dimenticare”. (Aci Stampa)

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INNO PASQUALE


Sfolgora il sole di Pasqua,
risuona il cielo di canti,
esulta di gioia la terra.

Dagli abissi della morte
Cristo ascende vittorioso
insieme agli antichi padri.

Accanto al sepolcro vuoto
invano veglia il custode:
il Signore è risorto.

O Gesù, re immortale,
unisci alla tua vittoria
i rinati nel battesimo.

Irradia sulla tua Chiesa,
pegno d’amore e di pace,
la luce della tua Pasqua.

Sia gloria e onore a Cristo,
al Padre e al Santo Spirito
ora e nei secoli eterni. Amen.

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

VEDRANNO IL TEMPO DELLA  PACE GLI UMILI DI CUORE CHE CREDONO E PREGANO

Cari amici, 
siamo in un passaggio storico in cui “il potere di morte, odio e paura di satana ha visitato la terra”. L’apprensione cresce perché il mondo sembra un vulcano che ribolle e ovunque si preparano le armi per la guerra.

Gli appelli per la pace sono portati via dal vento, come se fossero inutili e persino fastidiosi. Satana gioca su tutti i tavoli e fa di tutto per prevalere, realizzando il suo piano infernale.

Ci sfiora il dubbio che il male sia troppo forte per poterlo combattere. Molti si scoraggiano e si arrendono, attendendo passivi che si compia il destino.

In realtà, per quanto l’umanità cammini sull’orlo di un precipizio, come ha detto la Regina della pace, lo sguardo della fede apre il cuore alla speranza e indica la via della salvezza.

Dobbiamo al riguardo essere chiari. La salvezza riguarda innanzitutto le anime immortali che Dio ha creato e redento e che si possono salvare solo aprendo il cuore a Dio, al suo perdono e al suo amore.

Non è possibile che salvi la sua anima chi non vuole salvarsi e muore nell’impenitenza, dopo aver vissuto nell’incredulità e nel peccato.

Per questo motivo è necessario approfittare del tempo di grazia che ci viene ancora concesso, per ritornare a Dio, alla fede, alla preghiera e alla vita cristiana.

Vigiliamo perché satana non ci inganni e ci tenga legati con le catene del peccato, al fine di trascinarci dove lui vuole nei momenti dell’agitazione e della confusione.

Come da tempo è noto i dieci Segreti di Medjugorje verranno annunciati al mondo tre giorni prima che accadano. Verrà detto che cosa accade, dove accade, il momento esatto in cui accade e la durata dell’evento.

La Madonna non ha detto il perché. Indubbiamente si tratta di una grazia dai molteplici significati. Innanzitutto la profezia che si realizza per ben dieci volte rende sommamente credibili le apparizioni. A ciò si aggiunge il segno visibile sulla collina. A questo punto non crede solo chi non vuole credere.

Inoltre, nei tre giorni che precedono l’evento, ognuno avrà il tempo per riflettere e per decidere. Dio ci aiuta, ci invita, ma lascia che noi decidiamo di noi stessi e del nostro destino eterno.

Essendo gli eventi locali, non vi è dubbio che il preavviso di tre giorni possa costituire, in determinate circostanze, una possibilità per mettersi in salvo. La cosa migliore in questo senso è quella di confidare nella protezione della Madonna e di mettere noi stessi e i nostri cari sotto il suo manto.

Questa prospettiva di fede ci permette di vivere sereni anche in questo tempo di tribolazioni. L’umanità si è allontanata da Dio, ma il suo amore non si è allontanato da noi.

La Regina della pace ci assicura che il suo piano di salvezza si realizzerà, ma chiede il nostro aiuto perché il maggior numero possibile di anime si salvino e quanto prima si affaccino all’orizzonte i tempi nuovi della pace.

Vostro Padre Livio

🌿IL CAFFEINO PASQUALE DI P. LIVIO🌿

LA SORTE DELLE ANIME NEI GIORNI DELLA GRANDE TRIBOLAZIONE – Puntata 6

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

C’è speranza per il futuro?

Caro Padre  Livio,

Auguri di Buona Pasqua a Lei e a tutta Radio Maria.

Che cosa  dobbiamo pensare  di questo mondo che ignora il  messaggio di pace del  Vangelo e  che, anche in questi giorni benedetti, alimenta le fiamme dell’odio e della guerra? C’è una speranza?

Virginio

Caro Virginio,

                Il Papa in questi giorni ha chiarito la situazione a tutti coloro che dovrebbero averla presente, ma  purtroppo sono accecati.  Nella situazione attuale dell’umanità bisogna bandire le armi e dichiarare fuori legge  la guerra, diversamente non avremo futuro.

Noi cristiani in particolare dobbiamo capire che la via che Gesù ha percorso e insegnato è quella della pace,  dell’amore e  del perdono.

                Arriverà il momento in cui comprenderemo tutto questo,  ma sarà  attraverso  una  lunga Via Crucis. Nel frattempo diamo testimonianza con la vita  e teniamo viva la speranza,

Buona Pasqua

Padre Livio

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

“ LA FEDE  E  LA  CROCE SONO RIFIUTATE” – LA NUOVA ERA DELL’ANTICRISTO E’ INCOMINCIATA

Cari amici, 
ricordo ancora il turbamento di Marija quando mi ha chiamato per trasmettere il messaggio su Radio Maria (25 Luglio 2020). Le parole della Madonna l’avevano sorpresa e anche preoccupata, pur sapendo lei verso quale direzione sta andando il mondo attuale.

Proprio a Marija la Madonna ha rivelato che satana è sciolto dalle catene e che il suo obbiettivo è quello di realizzare “un mondo senza Dio” nel quale sia lui stesso a regnare.

Tuttavia, la denuncia della Regina della pace riguardante il rifiuto della fede e della Croce da parte di chi è stato battezzato, ha un significato esplosivo, perché pone la firma di Maria sull’inizio dell’ impostura anti-cristica

Questo è infatti l’insegnamento della Chiesa: “Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti.

La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il «mistero di iniquità» sotto la forma di una impostura religiosa, che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità.

La massima impostura religiosa è quella dell’Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l’uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne” (Catechismo C. C. 675).

Nel lungo tempo della sua presenza la Regina della pace ci ha svelato il piano di satana, volto a creare una religione alternativa al Cristianesimo, la cosiddetta “religione umanitaria”, che nega ogni apertura al soprannaturale e fa dell’uomo un “demiurgo” terreno.

Le moltitudini sono state irretite in questo inganno, che dispone centrali di diffusione alle quali è pressoché impossibile opporre resistenza. Anche la Chiesa ne è condizionata e relegata ai margini, a suon di intimidazioni e di persecuzioni.

Col controllo quasi totale della politica, della cultura, dell’educazione e dell’informazione, “il pensiero unico” viene somministrato in modo rapido e totalitario e ben pochi riescono a conservare la fede rivelata nella sua verità immutabile.

È tempo di dire con chiarezza che viviamo in una società in cui regna “la massima impostura anticristica”, in quanto ha rifiutato la salvezza che viene dalla Croce, per abbracciare un pseudo salvezza che sarebbe il risultato dei poteri umani.

Non si tratta tanto di identificare una figura concreta, quanto piuttosto di indicare il vero ispiratore di questo tradimento della fede nella figura del serpente antico. Le sue manifestazioni sono molteplici sulla scena mondiale, soprattutto nel campo della pseudo-religione.

Questa presa di coscienza è fondamentale per comprendere la presenza della Madonna per così tanti anni, come mai era avvenuto nella storia dell’umanità. Le sue apparizioni sono ben lungi dall’essere esaurite.

La Regina della pace infatti è stata inviata da Dio per questo tempo di inganni e di calamità, di tradimenti e di malvagità, per sostenere la battaglia della fede e portare la Chiesa di Cristo alla vittoria.

Vostro Padre Livio

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