"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Categoria: UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’ Pagina 6 di 81

La Parola di Dio contro le ideologie

Nel Messaggio del 25 giugno 2025 la Madonna ci ha messo in guardia dalle ideologie che distruggono noi e la nostra vita: «Cari figli Anche oggi ringrazio l’Onnipotente di essere con voi e di potervi guidare verso il Dio d’amore e di pace. Le ideologie che demoliscono voi e la vostra vita spirituale sono passeggere. Io vi chiamo, figlioli, ritornate a Dio perché con Dio avete il futuro e la vita eterna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata». È chiaro che la Madonna, usando il termine ideologie, ha usato un termine moderno e molto calzante.

Il punto di vista della Regina della pace è assoluto perché vede la realtà dal punto di vista di Dio e quindi così com’è, non come si presenta alla nostra umana soggettività. Le ideologie sono quei tentativi di visione del mondo e della vita nei quali si esclude Dio. Da questo punto di vista le ideologie sono tipiche del mondo contemporaneo, sono tipiche della modernità che è un’espressione temporale che abbraccia gli ultimi tre secoli ed è quella fase del pensiero occidentale nella quale l’uomo cerca una nuova visione della vita che si stacchi dal Cristianesimo, anzi che entri in contraddizione con la nostra religione. È, allora, una deriva del pensiero occidentale a partire dal 1700 che è una successione del pensiero a livello filosofico, politico e scientifico, nelle quali si esclude la visione cristiana della vita; viene escluso Dio Creatore, si esclude il soprannaturale nella sua totalità. L’ideologia si qualifica come quella visione del mondo intramondana che non va al di là delle cose sensibili, passeggere, controllabili, usufruibili. Questa è l’impostazione di fondo che potremmo chiamare modernismo. La modernità è intesa, allora, come nuova religione umanitaria che non va al di là della prospettiva umana e che si contrappone al Cristianesimo che è la religione della trascendenza ma anche dell’Incarnazione e cioè non solo dell’esistenza di Dio, ma di Dio che si fa uomo per redimere il mondo.

Da Cartesio in poi si sono susseguite visioni del mondo quasi tutte contrassegnate dalla negazione del Cristianesimo; c’è stato un graduale ritorno al paganesimo, a quella visione del mondo dove non c’è una risposta che riguardi l’origine, la finalità e l’autore del mondo; non c’è nemmeno una risposta sulla presenza dell’uomo nel mondo e sulla salvezza dell’uomo che nel corso della vita è votato alla sofferenza e alla morte. L’ideologia è un tentativo auto salvezza, è un tentativo dell’uomo di elaborare una visione della vita che spieghi il mistero dell’esistenza del mondo e il senso della vita, un tentativo a cui la ragione umana attende da sempre, i cui risultati sono quasi nulli. Al di fuori della Divina Rivelazione, al di fuori del pensiero biblico che determina chi è il Creatore del mondo e chi lo custodisce con la sua Provvidenza, non c’è alcuna risposta in nessuna religione. Solamente il Cristianesimo risponde agli interrogativi di fondo e lo fa per Divina Rivelazione.

Le ideologie sono quelle forme di pensiero antico, ma soprattutto moderno, che non riescono a dare quelle risposte fondamentali agli interrogativi di fondo che l’uomo si pone da sempre (chi sono, da dove vengo perché il male, perché il dolore, perché la morte). Le ideologie non riescono a dare delle risposte fondamentali e quindi elaborano una salvezza fai-da-te e che non approda a nulla. I risultati della scienza non salvano dal male, dalla cattiveria o dalla morte. Solamente Dio ci libera dal peccato, dal male, dalla morte, dal maligno. Le ideologie, il pensiero umano, le mani dell’uomo non possono nulla davanti al male, alla morte, al maligno.

La novità degli ultimi tre secoli è la spinta a respingere la Verità rivelata che è la Parola di Dio. La Divina Rivelazione viene da Dio ed è contenuta nella Sacra Scrittura; la pienezza della Divina Rivelazione è Gesù Cristo, è la sua Parola, è il Vangelo. La Chiesa Cattolica è la depositaria dell’insegnamento della Sacra Scrittura che è la risposta di Verità a tutti gli interrogativi che l’uomo si pone. Tutti i problemi hanno una risposta che è concentrata della Persona di Gesù Cristo e nella sua opera e, siccome viene dal Cielo, è l’unica risposta che illumina la vita, la fortifica, la eleva, la salva e ci apre la strada verso l’eterna felicità.

Per arrivare a questa visione delle cose occorre certamente la grazia della fede, l’atteggiamento umile nell’accogliere la Parola di Dio, bisogna lasciarsi illuminare e assimilarla, viverla per trovare la pace e la gioia. Il Cristianesimo non è un’illusione, ma ha le sue prove di carattere esistenziali: un cristiano vero è felice anche in mezzo alle sofferenze, anche perseguitato dal diavolo, anche sotto il peso delle sue stesse debolezze. Al di là delle miserie umane e delle croci, c’è il dono dell’amore di Dio che ci viene dato attraverso la fede e che cambia la vita, che rende felici, sereni, pazienti, umili, operosi. La Verità del Cristianesimo è visibile nella bellezza della vita del cristiano, che è il riflesso della bellezza, della santità, della meraviglia che è la vita di Gesù Cristo.

Non c’è nulla di più meraviglioso della vita di Gesù Cristo, delle sue parole, del suo sorriso, del suo sguardo. Gesù Cristo è vissuto, è morto e risorto, è vivo ancora oggi; è il nostro compagno di viaggio, è il nostro Signore, è il nostro Salvatore. Il cristiano ha la certezza di tutto questo. Il Cristianesimo non è un’illusione psicologica, è una salvezza esistenziale, reale, profonda, che salva laddove le ideologie umane non arrivano. Le cose umane sono tutte ambigue ed effimere, la Divina Rivelazione cristiana è l’unica Verità, è l’unica Salvezza.

La Madonna ha inquadrato e messo a fuoco le ideologie del nostro tempo. Sono ideologie immanentiste che escludono Dio, la legge morale, i Comandamenti, l’esistenza dell’anima, la vita eterna e rinchiudono l’uomo in un buco nero, nella famosa caverna platonica. La Regina della pace ci mette in guardia dalle ideologie che: «che demoliscono voi e la vostra vita spirituale sono passeggere». Le ideologie ci rubano tutto e in cambio ci danno il diavolo perché chi si libera di Dio diventa preda del maligno immediatamente.

Le ideologie moderne sfociano anche nel campo politico e stanno portando all’annientamento del mondo che è, in sostanza, quello che brama il diavolo, il culmine del suo piano malefico. La Madonna ha fatto questa analisi in tutti questi anni di presenza quotidiana sulla Terra. Nel Messaggio del 25 giugno 2025 la Madonna ha usato un termine molto particolare e significativo, che va oltre la possibilità di comprensione dei veggenti che non hanno sufficiente cultura per sapere che cos’è un’ideologia. Con i tre pastorelli di Fatima la Madonna ha usato il termine “errori” riferendosi alla Russia, trattandosi di bambini forse sarebbe stato inopportuno dire “menzogne”, sarebbe stato un termine difficile per loro da comprendere. Noi sappiamo a che cosa si riferisce la Madonna quando parla degli errori della Russia, si tratta dell’ideologia del comunismo (in passato) e del pseudomessianismo di oggi. Le ideologie non riguardano, ovviamente, solamente la Russia; l’Occidente che ha sviluppato la tecnica ma senza Dio, come se non fosse il Creatore: «L’Occidente ha incrementato il progresso, ma senza Dio, come se non fosse Lui il Creatore». In Occidente si è diffusa un’ideologia improntata al modernismo e cioè all’esclusione di Dio; gli effetti di questa ideologia sono ben visibili nella nostra vita di tutti i giorni in cui Dio è totalmente assente. Nella quotidianità e nella comunicazione massmediatica non si sente mai parlare di Dio seriamente; se Dio viene nominato è solamente per essere bestemmiato. Fatta eccezione per delle piccole minoranze, la gente non crede nell’esistenza di Dio. Sull’Aldilà, poi, se ne sentono di tutti i colori.

Tutto questo avviene dopo duemila anni dalla Resurrezione di Cristo e nonostante la lunga predicazione della Chiesa.

Nei confronti di Dio non c’è solamente indifferenza, c’è anche rancore che sfocia nell’odio e nella bestemmia. È proprio dal rancore di fondo nei confronti della Verità che nascono le ideologie. In noi conserviamo le tracce del peccato sulle quali satana soffia come si fa sulle braci. Ciascuno di noi sia vigilante sulla propria anima per non cadere preda del demonio.

Nel mondo di oggi Dio, Gesù Cristo, l’anima immortale, i Comandamenti, i Sacramenti e tutto ciò che Dio stesso ci ha donato attraverso la Divina Rivelazione è rifiutato ed è stato sostituito con le ideologie umane. Capiamo, allora, il motivo e l’importanza dei dieci Segreti che saranno rivelati ogni volta tre giorni prima che accadono. Chi crederà alla profezia della Regina della pace che tre giorni prima dirà l’evento, il luogo, il momento esatto e la durata precisa, si salverà; chi non crederà si perderà. Saremo chiamati a scegliere tra le ideologie umane e la presenza di Maria, cioè la Verità cristiana.

I tre giorni che precedono ogni Segreto sono cruciali; il mondo, di volta in volta, sarà chiamato a scegliere e la scelta personale sarà irreversibile, definitiva e determinerà la sorte della propria anima.

Il lavaggio quotidiano dei cervelli

Attraverso i vari mass media che si sono susseguiti dal dopoguerra (radio, televisione, internet) fino ad oggi la comunicazione è diventata un contenitore straripante che ci propina qualunque cosa a ogni ora del giorno e della notte. La nuova cultura va diffondendosi attraverso i vari canali comunicativi e passa anche nelle scuole e quindi ormai è assimilata nel processo di formazione dei bambini, dei ragazzi e dei giovani. Benché siamo nati e cresciuti nella culla del Cristianesimo che è l’Europa oggi ci troviamo immersi in una comunicazione non cristiana, è atea e materialistica; il Magistero della Chiesa ha inquadrato questa situazione e ha avuto una posizione critica dal dopoguerra in poi nei confronti della cultura contemporanea. Già Pio XII criticava le ideologie del suo tempo, Paolo VI ha dato un allarme con il suo Credo del popolo di Dio (30 giugno 1968), professando la fede solennemente in San Pietro proprio per mettere in guardia dalla nuova ideologia che si stava diffondendo in Occidente.

Parlando con l’amico filosofo Jean Guitton nel 1977, Paolo VI espresse preoccupazione per la crisi di fede nella Chiesa, chiedendosi se Cristo, al suo ritorno, avrebbe trovato ancora la fede sulla terra, e notando segni che lo facevano riflettere sulla fine dei tempi, pur mantenendo la speranza e di un piccolo gregge fedele. Ricordo che commentai ai microfoni di Radio Maria questa riflessione di Paolo VI con l’allora vescovo di Como, Mons. Alessandro Maggiolini; abbiamo fatto una lunga chiacchierata in diretta, ci siamo soffermati a lungo su quell’evento in Piazza San Pietro.

Giovanni Paolo II, successivamente, disse che alla cultura cristiana della vita si era sostituita la cultura della morte del nostro tempo. Benedetto XVI disse che siamo in un tempo in cui viene negata la Verità cristiana, cioè la Verità rivelata, e viene sostituita con la dittatura del relativismo, c’è un ritorno al paganesimo. Papa Francesco, poi, ha coniato l’espressione del lavaggio quotidiano dei cervelli. Chi è nato nel dopoguerra può dire di essere nato in un contesto cristiano ma andava manifestandosi una cultura alternativa al cristianesimo che aveva le sue radici nel secolo precedente. Questo pensiero alternativo si è diffuso nelle classi colte, ma nel dopoguerra è diventato un fatto popolare e il curriculum formativo scolastico si è costruito sui testi elaborati dalla cultura alternativa al Cristianesimo. Ci siamo trovati relegati, per quanto riguarda la formazione cristiana, unicamente nelle parrocchie, nelle famiglie che hanno resistito e nelle scuole cristiane che hanno conservato un filo culturale cattolico. La cultura in generale però è stata improntata alla cultura del relativismo che oggi trionfa nel senso che il Cristianesimo viene considerato un fenomeno in estinzione.

Siamo immersi nella cultura atea e materialistica che ci viene propinata da mattina a sera attraverso tutti i canali massmediatici, a eccezione di Radio Maria. La comunicazione cattolica stessa ormai si adegua a quanto accade quasi che il Verbo cristiano si possa pronunciare solamente in chiesa, siamo tornati ai tempi delle catacombe! Radio Maria è nata in contro tendenza assoluta perché abbiamo proposto la preghiera, la teologia, la spiritualità, la cultura cristiana da testimoniare da mattina a sera, giorno e notte. Ovviamente questo fenomeno inedito ha influenzato anche il resto della comunicazione che era tendente a una laicità per cui la fede era quasi nascosta.

Le ideologie che si sono susseguite nel tempo sembrano diverse fra loro ma hanno un denominatore comune, la radice di quello che viene insegnato nelle scuole e viene trasmesso attraverso i mass-media è una visione della vita intramondana. L’umanità è rientrata nella caverna descritta da Platone, l’uomo moderno pensa che tutto finisca lì. Le religioni sono nate come un tentativo di uscire dal buio della caverna; la nostra generazione è riuscita a uscire dalla finitezza ed è entrata nell’immensità, nell’infinità di Dio, nella trascendenza, nella visione della vita oltre la morte. È accaduto che tutto questo è stato abbandonato e siamo ritornati nella caverna, richiudendoci dentro. Questa è la situazione che la Madonna ha descritto con pochissime parole quando ha detto che siamo diventati pagani.

Conservare la fede oggi è molto difficile. Un ragazzo, ad esempio, nasce e cresce tendenzialmente in una famiglia in cui la fede non è né vissuta né testimoniata; i mass-media e la società che lo circondano crescendo non sono altro che una fiera delle vanità, delle opinioni, delle mode dove manca la Verità e se ne nega l’esistenza. Ma la Verità esiste ed è una Persona, è Gesù Cristo, Figlio di Dio e Redentore del mondo. Gesù è l’unico Salvatore, è l’unico che può tirarci fuori dalla caverna nella quale siamo imprigionati dalla nascita alla morte. Nel mondo dove è stata espulsa la Verità cristiana nasciamo condannati all’ergastolo nella caverna buia e finita, chi esce perché crede in Dio è considerato un pazzo. Questa è la mentalità dominante oggi ed è una realtà che fa paura.

Siamo in una situazione in cui c’è ancora la libertà di religione ma, come diceva Benedetto XVI negli ultimi anni di vita, l’Occidente perseguita questa libertà di essere cristiani e testimoniare la propria fede. La persecuzione avviene in diversi modi: culturalmente, denigrandola, delegittimandola, irridendola. Accadrà in tempi brevi che si passi all’imposizione con la forza della religione fittizia che nega l’esistenza di Dio, la trascendenza, l’Aldilà, bestemmiando e riducendo la vita a un caso e l’uomo a materia che alla fine si dissolve in un pugno di fosfati.

Questa visione atea e materialistica della vita per cui nasciamo già condannati all’ergastolo, alla fine provoca un suicidio personale perdendo il tempo della vita sbattendola nei vizi e un suicidio collettivo che l’umanità intera sta approntando. Se Dio non ci fosse la vita non avrebbe senso, ma Dio c’è e infatti è bellissima. I cristiani danno un valore altissimo al senso della vita, i non credenti la disprezzano. Con la nuova religione che mette l’uomo al posto di Dio stiamo correndo verso il suicidio collettivo, in attesa del quale ciascuno singolarmente butta via la vita in vari modi distruggendola con i vari vizi.

Il Verbo di Dio si è fatto uomo ed è venuto in mezzo a noi, ci ha redenti con la Sua gloriosa Resurrezione dopo essere morto in Croce; ha vissuto portando il bene, la verità, l’amore, la pace, la concordia, il perdono. Il Salvatore c’è, corriamo verso di lui, apriamoci a lui. Diamo un calcio alla mondanità. Usciamo fuori dalla caverna, ritorniamo alla fede cristiana. Cari ragazzi, uscite fuori dalla fiera dell’inganno che vi distrugge, vi consuma e vi consegna al fuoco eterno dell’inferno. Dio c’è ed è anche dentro di noi, ci chiama ma noi non lo vogliamo. L’uomo moderno non vuole Dio e va verso la perdizione. Il cuore umano anela alla felicità e ormai la si va a cercare dove il diavolo conduce e cioè sulla strada della perdizione.

Papa Francesco ci metteva in guardia dal lavaggio quotidiano dei cervelli nel quale perdiamo la nostra identità cristiana, la nostra libertà, la nostra gioia e perdiamo la bellezza e la grandezza della vita.

Il mondo giace sotto il potere del maligno

La Regina della pace ha detto che satana regna (25 marzo 2020) ed effettivamente, nella visione teologica del mondo così come la offre la Sacra Scrittura, il male dilaga. Tutto il mondo è stato redento, ma la grazia del perdono dei peccati e della vita nuova in Cristo Risorto viene data mediante la predicazione, il Battesimo, la fede e mediante la perseveranza della fede nel cammino della vita cristiana. Noi viviamo in un momento in cui, purtroppo, è dilagato il male nel mondo attraverso l’incredulità, attraverso quello che la Madonna ha chiamato il rifiuto della fede e della Croce. Il potere del maligno si è enormemente allargato.

È un evento caratteristico della situazione contemporanea del mondo e che è andato accelerandosi soprattutto negli ultimi due/tre decenni. Il 1° gennaio 2001 la Madonna ha dato un Messaggio molto forte e diretto, che descrive la situazione nella quale ci troviamo: «Cari figli, questa sera in modo speciale vi ho voluto qua. In modo speciale adesso in cui satana è sciolto dalle catene. Io vi invito a consacrarvi al mio Cuore e al Cuore di mio Figlio. In modo speciale adesso, cari figli miei, vi invito a essermi vicini. Io vi benedico tutti con la mia benedizione materna. Andate in pace, cari figli miei». La Madonna stessa ci ha messo in guardia da questo evento e ha ripreso la stessa espressione dell’Apocalisse: satana sarà sciolto dalla sua prigione e uscirà per sedurre le nazioni che sono ai quattro angoli della Terra. Avendo noi aperto i cuori alle seduzioni di satana, siamo stati attirati dalla sua parte e siamo stati portati lungo la via della perdizione, riguardo la quale Cristo ha detto che molti la percorrono.

Cristo è morto in Croce, la Redenzione è avvenuta e quindi Gesù stesso ha sottratto il potere a satana; durante la Santa Messa, infatti, diciamo: Tuo è il Regno, Tua è la potenza e la gloria nei secoli. Celebriamo anche la Festa di Cristo Re proprio perché lui regna, con Maria Regina del Cielo e della Terra al suo fianco. Non c’è dubbio che la Redenzione sia avvenuta, che Cristo abbia vinto contro satana e che quindi le anime si possono salvare, ma si salva chi crede.

Il regno di Cristo, che è già nella sua pienezza, nella sua dilatazione nel mondo dipende molto dall’accoglienza degli uomini. Gesù dice: «Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato». Anche nel corso della Storia la situazione del mondo varia non perché varia la potenza della Redenzione o della regalità di Cristo, ma perché satana non è stato sconfitto in un modo definitivo, è stato sconfitto potenzialmente e verrà messo nella condizione di non nuocere più soltanto alla fine del mondo. Quando ci sarà il Giudizio Universale satana verrà cacciato all’inferno per sempre, insieme a tutti quelli che lo hanno seguito. In quel momento il Regno di Cristo si affermerà nella sua radicalità e totalità; nel frattempo nel corso della Storia c’è la grande battaglia fra il Regno di Dio e le potenze dell’inferno.

Viviamo in un tempo in cui non solo la Regina della pace ha detto apertamente quello che accade e cioè che satana regna, ma anche il Magistero della Chiesa degli ultimi decenni ha messo in evidenza le tappe della scristianizzazione dell’Occidente in particolare, sottolineando la diffusione nel mondo di una nuova religione. Si tratta di una nuova religione che comprende tutte le ideologie moderne che nascono dalla radice che nega il soprannaturale, l’esistenza di Dio, l’anima, i Comandamenti. È la religione della totale immanenza che è stata portata avanti proprio dalla filosofia occidentale ed è diventata una civiltà mondiale e che mette l’uomo al posto di Dio, è focalizzata unicamente sulla vita sulla Terra, esclude e nega la trascendenza. Questo fenomeno si è imposto a livello mondiale proprio nel dopoguerra.

In questi decenni la fede si è lentamente indebolita e si è affermata una visione della vita intramondana, atea e materialistica. La visione del mondo oggi è basata sulla scienza moderna che è lontana da quella vera e che ha dato dei risultati noti. La scienza è la conoscenza delle cose sensibili ed elabora delle leggi sulla base di esperimenti. Non sono piccole le conquiste della scienza, è ovvio, ma riguardano le cose visibili. Il mondo soprannaturale, invece, è spirituale. Noi stessi abbiamo l’anima spirituale immortale; il nostro io è una realtà che sfugge alla tangibilità, è nel corpo ma non si identifica con esso. Il corpo muore ma l’anima è immortale. Negli ultimi decenni c’è stata l’estrapolazione della scienza per arrivare a negare l’esistenza di Dio, dell’Aldilà, dell’anima e quindi il diavolo ha impostato una visione della vita basata sull’accumulo delle cose materiali, sulla falsa immortalità.

Dal dopoguerra in poi abbiamo assistito alla dissoluzione della fede cristiana che fino a quel momento era stata custodita, trasmessa, insegnata. La visione cristiana della vita era basata sull’esistenza di Dio, sulla vita nuova in Cristo e sulla vita come cammino verso l’eternità. Questa visione della vita si è dissolta e per quelli che hanno perso la fede la vita è rimasta un vagare qua e là. Noi viviamo nel mondo in cui si vive così, si vaga dietro le false luci, le false gioie. Le ideologie si sono imposte come visioni della vita illuminate dalla verità, in realtà si tratta di falsità e menzogne. L’unica Verità è la fede cattolica perché in essa vive Colui che è la Via, la Verità e la Vita.

In questa manifestazione del male abbiamo visto il potere di satana che si è affermato nel mondo, si è dilatato, ha imbevuto la società delle sue falsità e delle sue malignità. La Madonna ha detto che satana scardina i cuori con l’odio. Satana vuole la guerra, semina l’odio e spinge all’autodistruzione. La Madonna ce lo ha rivelato riprendendo la rivelazione del Nuovo Testamento, degli Atti degli Apostoli, le Lettere di San Paolo. Le Scritture parlano di satana, descrivono il suo operato. La battaglia contro il demonio è in pieno svolgimento, anzi siamo entrati nel picco della potenza di satana. Dai tempi di Cristo che lo ha sconfitto fino ad oggi, mai satana è stato così forte.

Le conseguenze di questa potenza di seduzione sono ben visibili. Satana ci attira a sé, ci allontana da Dio, ci fa abbandonare la Verità e ci attira verso le ideologie, ci fa abbandonare l’amore per il prossimo e ci attira in una visione della vita fatta di invidia, di rabbia, di gelosie, di prepotenze, di cattiverie. Il mondo di oggi è il balìa di satana che rovina i rapporti umani, mina la pace fra le nazioni e distrugge la pace nelle famiglie.

In questo momento storico particolare satana cerca di prevalere e la Madonna in tanti Messaggi ci dice di impegnarci nella preghiera, nella santità di vita, nella testimonianza perché satana non prevalga. Il maligno tenta in tutti i modi di prevalere e sferrerà il suo attacco; i Segreti di Medjugorje dal quarto al decimo sono il tempo in cui satana sferrerà il suo attacco per distruggere il mondo e la Chiesa. Andiamo verso il culmine della battaglia e dobbiamo essere gli strumenti con Maria per distruggere la potenza di satana, per infliggere a satana una sconfitta che darà al mondo la possibilità di entrare in un tempo di pace. In questa grande battaglia vinceranno i mariani, quelli che con Maria credono, amano, operano il bene, testimoniano la Verità. La Madonna è qui per questa vittoria che ha già annunciato a Fatima quando ha parlato del trionfo del Suo Cuore Immacolato.

La cura dell’identità cristiana nel caos globale

Stiamo andando incontro a una fase della Storia già inquadrata dal Magistero della Chiesa che è la dittatura del relativismo. Le generazioni precedenti alla nostra nascevano, crescevano, venivano educate e morivano in ambito cristiano. Già a partire dai primi secoli dopo Cristo la società aveva un’impronta cristiana. Il dissolvimento della fede, in Occidente, è iniziato presto; in Europa possiamo datarlo in corrispondenza del Rinascimento, poi dell’Illuminismo, poi con la produzione delle varie ideologie che hanno dominato il mondo, fra le quali il comunismo è la più radicale per la sua impostazione materialistica e atea. Possiamo dire che il comunismo è la matrice di tutte le ideologie anticristiane; non si sta considerando l’accezione politica ma quella relativa al pensiero ateista che caratterizza questa ideologia.

In modo particolare negli ultimi decenni c’è stata un’accelerazione impressionante dell’ateizzazione del mondo. In tutto questo arco di tempo, dal 1981, la Madonna ci ha accompagnato con apparizioni e Messaggi, è scesa ogni giorno dal Cielo sulla Terra mentre l’umanità dissolveva la fede assimilando una nuova visione della vita.

Non è un caso che le nuove ideologie sono andate diffondendosi di pari passo con l’industrializzazione della comunicazione. La cultura è diventata una produzione industriale con mezzi sempre nuovi, dalla carta stampata alla televisione c’è stato un salto in avanti e adesso, con internet, il canale è ancora più diretto e la visione atea e materialistica della vita si propaga ovunque diventando il modo di pensare comune, tipico del mondo di oggi. La società moderna è tutt’altro che sana, le notizie che hanno maggiore attenzione sono quelle sporche, velenose, che infangano le anime.

Dire che siamo in un caos globale, come un oceano maleodorante nel quale siamo immersi e di cui respiriamo le esalazioni, è la verità sotto gli occhi di tutti. Non c’è, allora, da meravigliarsi se la Madonna dice che siamo diventati pagani, che l’umanità ha scelto per la morte, che l’uomo moderno non vuole Dio e va verso la perdizione.

È un mondo sporco le cui sporcizie vengono proposte in competizione tra loro, cercando di prevalere. I maestri che il mondo di oggi propone sono quelli che hanno milioni e milioni di followers e che, in sostanza, sono venditori di vuoto con cui si arricchiscono fino a scoppiare e finire nella Geenna. Questo è il mondo nel quale viviamo. È il trionfo della morte e della menzogna! Non c’è da stupirsi se la Madonna dice che satana regna, è la verità!

La Regina della pace ha dato alcuni Messaggi in cui ci ha fatto toccare l’orrendezza di satana, del quale addirittura si nega l’esistenza. Noi cristiani abbiamo subito un salasso spaventoso dalla diffusione di queste ideologie di cui la Madonna ha parlato proprio nel Messaggio in occasione del quarantaquattresimo anniversario delle apparizioni: «Cari figli Anche oggi ringrazio l’Onnipotente di essere con voi e di potervi guidare verso il Dio d’amore e di pace. Le ideologie che demoliscono voi e la vostra vita spirituale sono passeggere. Io vi chiamo, figlioli, ritornate a Dio perché con Dio avete il futuro e la vita eterna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata». La Regina della pace ci ha messo in guardia dalle ideologie che sono passeggere perché fanno parte del mondo senza Dio che verrà distrutto nel tempo dei Segreti.

Oggi molti hanno perso l’identità cristiana, hanno abbandonato la fede, le chiese si sono svuotate molto rapidamente e l’età media di chi partecipa è alta, i giovani sono pochissimi e sono le prime vittime di questa caccia universale ai “clienti” delle ideologie, delle scuole di pensiero. Gli esseri umani sono diventati produttori di potere e di denaro per altri; satana si prende veramente gioco di noi.

Questa società ha voltato le spalle al Cristianesimo, nega l’esistenza di Dio e crede di essersi liberata dalla dipendenza di creature dal Creatore, ma in realtà è al guinzaglio del cornuto. In questo contesto noi cristiani dobbiamo prendere consapevolezza della realtà nella quale viviamo e, nell’umiltà della preghiera, dobbiamo chiedere a Dio di illuminarci con la sua luce di Verità su cammino della vita affinchè non perdiamo di vista il vero obbiettivo che è l’eternità, è Dio stesso. La luce di Dio ci insegna quale è il cammino giusto da seguire, le leggi giuste per vivere in pace tra di noi amando Dio sopra ogni cosa e il prossimo come se stessi.

Dobbiamo coltivare la fede, approfondirla, acculturarci e appassionarci. Leggiamo le Sacre Scritture, i testi sacri, i libro costruttivi, il Catechismo della Chiesa Cattolica, il Vangelo. Appassioniamoci alla fede cristiana che è Parola di Dio, è luce di Dio, sapienza di Dio, non è produzione umana. Noi cristiani dobbiamo coltivare la fede, essere fieri della fede. La Madonna ci ha proprio detto di essere fieri di essere cristiani: «Siate fieri di essere battezzati e siate grati nel vostro cuore di far parte del piano di Dio».

Nel corso della giornata recitiamo questa bellissima giaculatoria: Io sono cristiano e amo Dio. Dopo aver rafforzato la nostra identità cristiana testimoniamola con coraggio in questo mondo di tenebre di morte che va verso l’autodistruzione. Questa è la realtà! Noi cristiani dobbiamo essere luce, pace, gioia. Con fierezza, con mitezza, con forza e con coraggio nel medesimo tempo. In questo modo realizzeremo la missione che Gesù stesso ci ha affidato di essere sale della Terra e la luce del mondo.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulle tre scelte di Maria nella sua presenza a Medjugorje

Cari amici, le apparizioni di Medjugorje sono un fatto unico nella Storia della Chiesa e ne deriva che molti fanno fatica a comprenderle. Molti le hanno rimosse sia perché sostenuti dal modernismo che nega il soprannaturale, sia perché protraendosi nel tempo non hanno avuto la costanza e la fede di seguirle nel tempo. Molti non si sono nemmeno interessati, anche all’interno della Chiesa stessa è veramente bassa la percentuale di chi si interessa alle apparizioni di Medjugorje.

La Madonna ha scelto sempre in maniera varia le persone a cui apparire. A Medjugorje la Madonna ha fatto tre scelte: i veggenti, la Parrocchia, gli Apostoli del suo amore.

La prima scelta è quella che la Madonna fa in tutte le apparizioni. A Medjugorje ha scelto sei veggenti che nel 1981 erano veramente giovani. La scelta dei veggenti ha a monte una strategia, i ragazzi sono tutti di una frazione di Medjugorje, Bijakovici, che è ai piedi della montagna.

La Parrocchia invece è quell’agglomerato che si trova intorno alla chiesa. La scelta della Parrocchia si è rivelata strategica. La Madonna si è impegnata a rinnovare la Chiesa, a Medjugorje, e lo ha fatto seguendo la Parrocchia e chiamando lì sacerdoti da ogni parte del mondo. Anche questa è una caratteristica tipica di Medjugorje, è un punto di arrivo di sacerdoti da ogni parte del mondo; a volte lo scenario è commovente, si arriva a contare decine e decine di sacerdoti che concelebrano nei grandi eventi. Mediamente sono circa ventimila le presenze di sacerdoti che concelebrano in un anno a Medjugorje.

Scegliendo la Parrocchia la Madonna ha dato un’impostazione alla sua strategia soprannaturale che era quella di fare della Parrocchia di Medjugorje un modello. Quella che la Madonna desidera è una Parrocchia piuttosto diversa dalle nostre. La secolarizzazione e il continuo sottolineare la missione sociale della Chiesa (mettendo in secondo piano il compito primario che è la salvezza delle anime), hanno certamente contribuito all’offuscamento dell’impostazione trascendente della Parrocchia che dev’essere la città di Dio sulla Terra. La preghiera, i Sacramenti, la Parola di Dio al primo posto e poi tutte le opere di carità in grande evidenza come già accadeva nella Chiesa primitiva.

La Madonna ha innestato un rinnovamento della Chiesa chiamando sacerdoti di tutto il mondo a Medjugorje e lì, fin dall’inizio, ha dato un’impostazione alla Parrocchia che tutti i pellegrini notano, respirano, apprezzano, gustano. C’è una cura speciale per quanto riguarda la Liturgia, la preghiera, la Santa Messa quotidiana, l’Adorazione Eucaristica, la Via Crucis. Prima, durante e dopo la Messa ci sono le file ai confessionali.

La Parrocchia di Medjugorje è stata un esempio per tante altre, attraverso le quali la Madonna ha rinverdito la preghiera nella Chiesa; ad esempio, riportando la preghiera del Rosario prima della Santa Messa. Attraverso la Parrocchia di Medjugorje, la Madonna ha rinnovato e impostato la Chiesa ed è stata sempre molto vigilante e intransigente. Il 26 novembre 1983 la Regina della pace disse: «Prima della Messa bisogna pregare lo Spirito Santo. Le preghiere allo Spirito Santo devono sempre accompagnare la Messa»; siccome i parrocchiani, dopo un iniziale periodo di obbedienza rispetto a questa disposizione, avevano smesso di dire questa preghiera, la Madonna li ha redarguiti: «Perché avete smesso di pregare la preghiera allo Spirito Santo prima della Messa? Vi avevo chiesto di pregare sempre e in ogni periodo dell’anno lo Spirito Santo affinché si effonda su di voi. Riprendete quindi questa preghiera» (2 gennaio 1984).

La scelta della Parrocchia permane tuttora perché quella di Medjugorje è la Parrocchia della Regina della pace, i parrocchiani non devono dimenticarlo sia perché è indubbiamente motivo di orgoglio, ma anche perché questo comporta un impegno importante di apostolato. In questo senso i parrocchiani devono essere molto pronti perché la Madonna tiene tantissimo a come viene celebrata la Messa, ha sempre dato indicazioni molto precise affinché la Liturgia, per quanto possibile, riflettesse quella celeste.

È la prima volta che la Madonna sceglie una Parrocchia e la guida personalmente. La Madonna è venuta a Medjugorje per rinnovare la Chiesa e prepararla alla grande persecuzione che dovrà sostenere e per portarla al trionfo insieme al Suo Cuore Immacolato, attraverso la Via Crucis del tempo dei Segreti.

C’è stata, poi, una terza scelta che la Madonna ha sottolineato in modo molto chiaro nel Messaggio del 25 agosto 2025: «Voi siete scelti perché avete risposto». Quante storie si potrebbero raccontare che testimoniano che va a Medjugorje chi si sente chiamato. Molti hanno risposto alla chiamata e sono andati in pellegrinaggio a Medjugorje ma non tutti hanno perseverato, non tutti hanno fatto fruttare quella grazia e, con il passare del tempo, sono tornati alla vita di prima. In questo Messaggio la Madonna non parla di quelli che hanno risposto alla chiamata, che tuttavia ringrazia sempre alla fine di ogni Messaggio, ma di quelli che lei ha scelto. Fra quelli che sono stati chiamati la Madonna ha scelto alcuni e li ha scelti fra quelli che hanno messo in pratica le sue indicazioni e amano Dio sopra ogni cosa. Sono quelli che la Madonna chiama “apostoli del mio amore”.

Fra quelli che la Madonna ha scelto ci sono anche tantissimi che non sono mai andati in pellegrinaggio a Medjugorje per svariati motivi economici o di salute. Mi preme sottolineare che la Madonna, fra quelli che hanno accettato la sua presenza (andando in pellegrinaggio a Medjugorje o no) ci sono delle persone scelte. Come Gesù, fra le folle che lo seguivano ha scelto i discepoli e fra essi ha scelto gli Apostoli, la Madonna ha scelto gli apostoli del suo amore fra quelli che hanno risposto alla sua chiamata. La Madonna ritiene idonei a diventare suoi apostoli coloro che hanno risposto alla chiamata, che hanno perseverato mettendo in pratica le sue indicazioni e amano Dio sopra ogni cosa.

La Madonna, allora, ha scelto i veggenti, i parrocchiani e la schiera degli apostoli del suo amore che la affiancheranno nel tempo dei Segreti sostenendo la Chiesa e cooperando con Lei nel compimento del piano di salvezza del maggior numero di anime.

Ciascuno di noi deve chiedersi se, oltre ad aver risposto alla chiamata e quindi essere andato a Medjugorje o avere deciso di seguire la Regina della pace, nel suo itinerario spirituale si è impegnato a fondo seguendo tutto ciò che la Gospa ha detto di fare. Queste persone si sono impegnate a fondo e hanno messo in pratica il programma di preghiera, di conversione, di rinnovamento spirituale che porti ad amare Dio sopra ogni cosa e a spendere la vita per la salvezza delle anime. Sono loro quelli che la Madonna ha scelto e che lei considera gli apostoli del suo amore.

Quelli che sono stati scelti, per grazia e perché hanno corrisposto totalmente alla chiamata, hanno il compito di pregare con tutto il cuore affinché si realizzino le parole della Regina della pace e cioè i Segreti che ha rivelato. Il ragionamento della Madonna è conseguente: gli apostoli del suo amore sono stati scelti perché hanno risposto e corrisposto all’impegno chiesto dalla Gospa e, siccome hanno risposto, devono pregare perché si realizzino le parole che riguardano il piano di Maria che attraverso i Segreti rinnoverà il mondo, ma per farlo ha bisogno delle schiere dei suoi apostoli.

Per essere apostoli di Maria c’è un programma ben preciso: «Digiunate, fate sacrifici, amate per amore di Dio che vi ha creati e siate, figlioli, le mie mani tese per questo mondo che non ha conosciuto il Dio d’amore» (Messaggio del 25 agosto 2025).

Ciascuno, secondo le proprie possibilità, scenda in campo per aiutare la Regina della pace ad affrontare l’imminente scatenamento del maligno. La Madonna chiama alla mobilitazione generale. Preghiamo, digiuniamo, facciamo sacrifici, amiamo per amore di Dio, siamo mani tese verso coloro che non hanno conosciuto il Dio d’amore.

La Madonna ha fatto delle scelte precise e coloro che sono stati scelti – i veggenti, i parrocchiani, gli apostoli del suo amore – saranno giudicati da Dio per come avranno corrisposto al compito a loro affidato.

Tutti quelli che la Madonna ha chiamato a testimoniare con il Rosario e la Croce tra le mani, siano consapevoli dell’importanza del loro compito di testimonianza, di fervore, di preghiera, di fede ardente. Il Messaggio del 25 agosto 2025 è una chiamata alla mobilitazione, la Madonna ci ha chiamato “figli, figlioli miei, amati miei” proprio perché voleva riscaldarci il cuore affinché vi risuonassero le sue parole. Dobbiamo allenarci al grande combattimento spirituale ed essere molto disciplinati nella preghiera, nei sacrifici, nel digiuno. Preghiamo almeno quattro Rosari al giorno. Mortifichiamo i nostri vizi. Amiamo Dio sopra ogni cosa. Amiamo Gesù come lo ama la Madonna. Dobbiamo essere pronti alla battaglia come la Madonna ha fatto durante la Passione. Stiamo con Maria e con Gesù, in questo tempo in cui satana vuole rinnovare il tentativo di impadronirsi del mondo e di distruggere la Chiesa.  

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla fiducia in Dio e quella negli uomini

La fiducia in Dio è la chiave risolutiva del problema della vita. La vita è un’avventura meravigliosa e allo stesso tempo pericolosa. È meravigliosa specialmente per coloro che hanno ricevuto la grazia della fede fin da piccoli, educati da una famiglia cristiana, guidati nel vedere la presenza di Dio in mezzo a noi. Ci si trova su un’imbarcazione solida, che è quella della Chiesa, sulla quale c’è Cristo e – benché ci siano le tempeste – la barca resta sempre a galla. Chi ha avuto questa grazia di non trovarsi in mare aperto ad annaspare cercando di stare a galla, magari afferrando qualche tronco per non affogare, è certamente in una situazione diversa rispetto a chi non ha questo patrimonio spirituale, umano e morale che è la fede. La fede, l’amore di Dio, la presenza viva di Cristo e Maria nella propria vita rendono la vita meravigliosa. Chi crede, nella fede ha tutte le risposte sul senso della vita. La risposta è Cristo! Da questo punto di vista la vita è un’avventura meravigliosa, affascinante; è certamente difficile perché è in salita, ma la fede ci dà la certezza dell’aiuto di Dio, della sua consolazione, del suo amore, della sua presenza, oltre che la sicurezza di un traguardo luminoso.

Come ha detto la Regina della pace, con la fede la vita è già un pezzetto di Paradiso sulla Terra. La vita nella quale si ha fiducia in Dio è meravigliosa pur in mezzo alle tribolazioni. Per chi non ha la grazia della fede, non ha fiducia in Dio e deve confidare negli uomini, la vita mostra man mano tutta la fragilità delle salvezze umane, delle barchette umane che affondano alla prima tempesta che incontrano. Le sicurezze umane e terrene sono effimere, il denaro passa, le amicizie finiscono, il potere crolla. Nel mondo il maligno opera liberamente e quindi le certezze umane crollano proprio perché sono fragili per natura. Questa è la situazione del mondo contemporaneo che ha abbandonato la fiducia in Dio, che non crede più nella Chiesa e quindi si trova in balìa di potenze negative, di certezze dubbie, di salvezze false.

La vita, allora, da pericolosa diventa mortale, diventa un abisso nel quale si viene risucchiati e, troppo tardi, si capisce che nel mondo c’è la potenza del male e del peccato. Nel mondo c’è la potenza di satana. Quando si vive del mondo senza Dio, siamo in balìa della potenza del demonio che ci perseguita, ci segue, ci punta come prede appetibili finché ci afferra e ci inghiotte. Chi ci aiuterà? La maggior parte della gente di trova nella perdizione perché, senza Dio, abita nella casa sulla sabbia che crolla su se stessa sotto la pioggia. Chi costruisce la casa sulla roccia, resiste nonostante i venti, le tempeste, lo straripare dei fiumi.

Dio è la roccia su cui edificare la nostra casa. Per la grazia della fede dobbiamo far crescere la fiducia in questa grande opportunità che Dio ci dona offrendoci una sicurezza totale perché chi è come Dio? Chi è onnipotente come Dio? Chi è capace di amore prodigo come Dio? La Madonna è abitata da Dio come nessun’altra creatura e nel Messaggio del 25 agosto 2025 ci ha chiamati “amati miei”, si tratta di un amore sconfinato, certissimo, che non manca mai.

La vita è un’avventura pericolosa per chi non ha fiducia in Dio, fiducia in Cristo, fiducia nella Madonna, fiducia negli angeli e nei santi, fiducia nelle persone che sono partecipi della nostra avventura e della nostra fragilità. Nessuna persona è affidabile totalmente, ma attraverso chi è abitato da Dio, possiamo essere illuminati, protetti, aiutati da Dio.

Partendo dalla costatazione di che cos’è la vita, cioè un’avventura pericolosissima specialmente perché con la luce della fede possiamo capire che ci si può perdere eternamente, possiamo impostarla come un cammino verso Dio e allora la vita diventa bellissima, faticosa; è una battaglia, è una lotta, ma si cresce nella gioia come sono gioiosi tutti i santi. La gioia si sperimenta anche nella fatica, anche portando la croce. Questa bellezza e questa forza sono una conquista quotidiana attraverso il rinnovamento della fiducia in Dio. Quando siamo nella prova e iniziamo a dubitare, a prendercela con Dio e a perdere fiducia in Lui, dobbiamo tirare fuori tutta la nostra forza interiore per chiedere al Signore di salvarci, di trarci in salvo dal profondo in cui siamo precipitati.

Quando Pietro vide Gesù camminare sulle acque gli chiese di poterlo fare anche lui; Gesù lo accontentò e lo chiamò a sé. L’apostolo si mise a camminare verso il Maestro ma, quando distolse lo sguardo per guardarsi intorno distraendosi, iniziò a dubitare e quindi cadde in acqua. Se non alimentiamo la fiducia in Dio finiremo per affondare anche noi, entriamo in depressione, cadiamo giù, ci arrabbiamo con Dio, ci allontaniamo da Lui e cerchiamo rifugio nelle sicurezze umane.

Ogni giorno dobbiamo rinnovare la fiducia in Dio, pregare, rimanere aggrappati a Dio nelle prove, esercitarci nell’affidamento, credere che Dio può tutto e compie anche miracoli. Quella del male è una falsa verità, è una falsa gioia, è una falsa forza. Quante volte la Madonna ha detto che quella del male è una falsa forza. Siamo in tempi in cui il panorama del mondo è tale per cui a volte viene da chiedersi perché Dio permette il male, la sofferenza dei giusti, il prevalere dei prepotenti. Il diavolo prima crea il caos e poi, attraverso di esso, punta il dito contro Dio, insinua dubbi sulla sua capacità giusta di governo sul mondo.

Attraverso le false sicurezze molti si sono allontanati dalla Chiesa, dall’unica roccia che salva che è Cristo. Si sono aggrappati all’effimero, agli inganni con cui satana li ha abbindolati e catturati. Nel panorama del mondo in cui ci troviamo abbiamo bisogno della sicurezza che Dio c’è, che la Madonna c’è e l’amore di Dio trionferà nonostante quello che accade, nonostante quello che accadrà. Mai dubitare. Mai scoraggiarsi. Mai distogliere lo sguardo da Dio, da Cristo, dalla Chiesa, dalla Vergine Maria, dalla Gerusalemme celeste.

Nel Messaggio del 25 agosto 2025 la Madonna ha voluto mostrare il suo Cuore e quello di Suo Figlio Gesù che sono quelli che salveranno il mondo. Ci ha esortato a rinnovare la fiducia in Lei e in Suo Figlio. Dio ha inviato Maria per guidarci e a Lei ci dobbiamo affidare se vogliamo salvarci. La Madonna ci invita ad affrontare la grande battaglia spirituale con la totale fiducia nell’amore di Dio, in modo da essere a nostra volta le sue mani tese verso quelli che vacillano, verso quelli che saranno travolti dalle onde della tempesta.

La Madonna ci chiede di avere fiducia in lei e di rinnovare ogni giorno questo affidamento.

Teniamo sempre presenti le parole del Messaggio del 1° gennaio 2001: «Cari figli, questa sera in modo speciale vi ho voluto qua. In modo speciale adesso in cui Satana è sciolto dalle catene. Io vi invito a consacrarvi al mio Cuore e al Cuore di mio Figlio. In modo speciale adesso, cari figli miei, vi invito a essermi vicini. Io vi benedico tutti con la mia benedizione materna. Andate in pace, cari figli miei».

Affidandoci ogni giorno nella preghiera, consacrandoci ogni giorno al Cuore Immacolato di Maria e a quello di suo Figlio Gesù, la nostra casa sarà edificata sulla roccia, su di essa troverà stabilità e sarà solida, non verrà abbattuta dalla tempesta del male. La Madonna è qui per accompagnarci a Suo Figlio, ci guida con i suoi Messaggi ci conforta con la sua presenza.

Pensiero Spirituale sull’Eucarestia, cuore della fede

Cari amici,

l’Eucarestia è il cuore della fede. La Madonna fin dall’inizio delle apparizioni a Medjugorje ha scelto questa parrocchia per guidarla e ha iniziato proprio mettendo al centro l’Eucarestia.

A Medjugorje la Madonna ha voluto che la gente partecipasse alla Santa Messa quotidianamente, mettendola al centro della giornata. L’Eucarestia è una realtà da vivere concretamente, ce lo insegna la Regina della pace.

Domandiamoci: che cos’è la Santa Messa per noi? Guardandoci intorno possiamo ben affermare che la Santa Messa non è frequentata dai cristiani con l’intensità e la regolarità che la grandezza del Sacramento richiede. Nell’Eucarestia si riceve la forza di Cristo, la Sua reale presenza. Ricevendo l’Eucarestia si riceve Cristo Vivo nella totalità della sua persona divina e nelle pienezza di grazia della sua natura umana.

Nell’Eucarestia andiamo alle fonti della grazia che ci dà la forza di migliorare in tutto. Ogni volta che si partecipa alla Santa Messa e ogni volta che si riceve la Comunione, ci si accosta a Cristo. Se non si è in grazia di Dio, è necessario confessarsi. La Confessione è l’altro Sacramento che la Madonna ha messo al centro della vita cristiana. Ciò che caratterizza Medjugorje sono proprio questi due Sacramenti: Confessione ed Eucarestia.

Tutte le altre devozioni come il Santo Rosario, l’Adorazione Eucaristica, i pellegrinaggi, fanno da contorno a queste due fonti di grazia inesauribili che sono il Sacramento della Confessione, con il quale otteniamo il perdono dei peccati e il Sacramento dell’Eucarestia, con cui veniamo assimilati a Cristo Risorto.

Il diavolo è stato abile a diffondere menzogne secondo le quali partecipare alla Santa Messa e ricevere la Santa Comunione sia superfluo, inutile. La menzogna dilagante del “basta credere” ha screditato i Sacramenti. Il Cristianesimo è ben altro, è necessario ricevere i Sacramenti per essere uniti a Cristo!

Non c’è paragone fra la preghiera personale e la grazia dell’Eucarestia e della Confessione. Come possiamo dirci cristiani se non ci confessiamo e non riceviamo l’Eucarestia? Pregando solamente per conto proprio ci si separa dalla Chiesa che è il Corpo mistico di Cristo alla quale ci si unisce innanzitutto con il Sacramento del Battesimo e poi con gli altri Sacramenti.

L’Eucarestia e la Confessione sono i Sacramenti che alimentano la vita cristiana. Senza di essi siamo come fiori senz’acqua. La Madonna ha fatto di tutto per farci comprendere l’importanza della centralità dell’Eucarestia nella nostra vita quotidiana.

Dobbiamo guardarci dentro ed esaminarci: che posto ha la Santa Messa nella nostra vita? Dalla risposta a questa domanda possiamo misurare la portata della nostra fede e l’intensità della vita cristiana. Se l’Eucarestia non ha un posto centrale nella nostra settimana (o nella nostra giornata), significa che siamo molto indietro nel cammino di santità perché manca la grazia necessaria per fare questo cammino.

Dobbiamo vivere la Santa Messa domenicale al di là del Comandamento “ricordati di santificare le feste”, deve essere una piacevole abitudine, un desiderio dell’anima, un appuntamento al quale non vogliamo mancare.

Chiediamoci anche: come partecipiamo alla Santa Messa? In che stato esistenziale dell’anima ci accordiamo al Sacramento dell’Eucarestia? Qual è il nostro rapporto con il Pane Vivo disceso dal Cielo?

Vi consiglio di leggere i capitoli de l’Imitazione di Cristo dedicati proprio all’Eucarestia per capire appieno l’intensità con cui ci dobbiamo accostare a questo Sacramento.

Con la Consacrazione il pane e il vino diventano il Corpo e il Sangue di Cristo, Gesù è realmente presente nel Santissimo Sacramento. Genuflettiamoci davanti al Tabernacolo; accostiamoci alla Comunione in grazia di Dio, con fede, con il cuore pieno di gioia per l’incontro con Gesù; ringraziamolo per essere venuto a noi nella Santa Comunione; sostiamo davanti al Santissimo Sacramento nel silenzio della preghiera intima.   

La Santa Messa è per eccellenza la preghiera della Chiesa, è la celebrazione del Mistero della Redenzione. La salvezza del mondo è avvenuta con il sacrificio di Cristo sulla Croce e con la sua gloriosa Resurrezione.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale per la giornata di digiuno indetta dal Papa per venerdì 22 agosto 2025

Cari amici, il Santo Padre ha fatto un invito pressante per una giornata di preghiera e di digiuno per invocare la pace e la giustizia. Il Papa ha scelto come data il 22 agosto, festa di Maria Regina. Il Papa ha voluto mobilitare la Chiesa proprio in questa occasione, in un contesto in cui c’è uno spiraglio di dialogo e quindi c’è qualche speranza per mettere fine alle ostilità, specialmente in Europa. Per quanto riguarda il Medio Oriente, invece, la situazione è molto grave.

Al di là degli sforzi diplomatici di questi giorni, dobbiamo dire che in Europa l’obbiettivo principale non è stato raggiunto. In Ucraina non è stata concessa nessuna tregua. Non bisogna dimenticare che il motivo dell’incontro fra il Presidente americano e quello russo era proprio quello di una tregua, ma Putin non l’ha concessa, anzi, ha intensificato i bombardamenti specialmente sui civili.

Il diavolo non molla la presa tanto facilmente, come accade durante gli esorcismi. Bisogna, allora, pregare, intensificare le preghiere perché bisogna raggiungere una tregua, il resto sono chiacchiere. Tregua significa deporre le armi. Dobbiamo pregare, chiedere alla Regina della pace che si arrivi al più presto a una tregua.

Il Santo Padre ha usato parole bellissime: «digiuno e preghiera, supplicando il Signore che ci conceda pace e giustizia, e che asciughi le lacrime di coloro che soffrono a cause dei conflitti armati in corso».

Opus iustitiae pax è un’espressione latina che significa “la pace è opera della giustizia”, non è l’imposizione di un prepotente o di un gruppo di prepotenti. Giustamente, allora, il Papa accosta la pace alla giustizia e include in questa intenzione tutti i conflitti armati in corso nel mondo.

Facendo riferimento alla Madonna il Papa ha aggiunto: «È Madre dei credenti qui sulla Terra, ed è invocata anche come Regina della pace, mentre la nostra Terra continua ad essere ferita da guerre in Terra Santa, in Ucraina, e in molte altre regioni del mondo».

Personalmente mi aspetto che ci sia una risposta veramente generosa da parte di tutta la Chiesa. Sentiamo questa responsabilità con la certezza interiore di quello che ci ha promesso la Madonna e cioè che con la preghiera e il digiuno si possono fermare persino le guerre. La Regina della pace, ovviamente, sa che all’orizzonte avanzano i nuvoloni minacciosi delle armi di distruzione di massa e possono radere al suolo il pianeta sul quale viviamo. Siamo entrati in una fase della Storia che è drammatica, è apocalittica; c’è a rischio la distruzione dell’opera della Creazione e della Redenzione perché satana punta a distruggere il mondo e la Chiesa per potersi impadronire delle anime. Il male non si dà dei limiti e più passa il tempo e più diventa veemente. Siamo anche in una fase in cui l’odio, che è la vera bomba atomica spirituale, è tale per cui c’è l’altissimo rischio che vengano usati gli ordigni nucleari pur di non darla vinta al nemico. Il principe di questo mondo sta spingendo l’umanità in questa direzione.

Durante la guerra nei Balcani la Regina della pace ha dato dei Messaggi molto significativi e densi di indicazioni per arginare il conflitto. Inizialmente aveva detto: «Cari figli oggi vi invito a pregare per la pace. In questo tempo la pace è minacciata in un modo particolare e chiedo a voi di rinnovare il digiuno e la preghiera nelle vostre famiglie. Cari figli, io desidero che voi capiate quanto è seria la situazione e che molto di quello che accadrà dipende dalla vostra preghiera. Ma voi pregate poco. Cari figli, io sono con voi e vi invito a cominciare con serietà a pregare e a digiunare come nei primi giorni della mia venuta. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» (25 luglio 1991).

Successivamente la guerra è andata intensificandosi e i morti erano tantissimi rispetto alla popolazione; difatti la Madonna ha detto: «Cari figli, oggi, come mai prima, vi invito a vivere i miei messaggi e a metterli in pratica nella vostra vita. Io sono venuta a voi per aiutarvi e perciò vi invito a cambiare vita, perché avete preso un misero cammino: la via della rovina. Quando vi ho detto: “Convertitevi, pregate, digiunate, riconciliatevi”, avete preso questi messaggi alla leggera. Avete iniziato a viverli, ma per poi lasciarli perché erano difficili. No, cari figli. Quando qualcosa è bene, occorre perseverare e non pensare: “Dio non mi vede, non mi ascolta, non mi aiuta”. Così vi siete allontanati da Dio e da me per il vostro misero interesse. Io desideravo fare di voi un’oasi di pace, di amore, di bontà. Dio desiderava che voi, con il vostro amore e con il suo aiuto, faceste miracoli e deste l’esempio. Perciò ecco che cosa vi dico: Satana si prende gioco di voi e delle vostre anime, e io non posso aiutarvi perché siete lontani dal mio Cuore. Perciò pregate e vivete i miei messaggi, e così vedrete i miracoli dell’amore di Dio nella vostra vita quotidiana. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» (25 marzo 1992).

Dopo anni di distruzioni e di guerra la Madonna ha preannunciato la pace ottenuta grazie alle preghiere: «Cari figli, oggi vi ringrazio per le vostre preghiere. Voi tutti mi avete aiutata a far sì che questa guerra finisca il più presto possibile. Io vi sono vicina e prego per ognuno di voi e vi supplico: pregate, pregate, pregate. Soltanto attraverso la preghiera possiamo vincere il male e proteggere tutto quello che Satana desidera distruggere nella vostra vita. Io sono vostra Madre, vi amo tutti ugualmente e intercedo per voi presso Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» (25 febbraio 1994).

Questo è vero anche oggi, se la guerra continua è perché non preghiamo abbastanza. Una mobilitazione di tutta la Chiesa potrebbe dare la grazia di una tregua, che sarebbe già una grande cosa. È vero che i Segreti di Medjugorje sono imminenti ma la loro intensità dipende anche molto dalle nostre preghiere, dalla nostra preparazione spirituale, dalla nostre risposta e dalla nostra testimonianza. Molto dipende da noi.

Vi esorto ad accogliere l’invito del Santo Padre. Che quella di domani sia una giornata penitenziale, facciamo delle rinunce, ciascuno di noi sa quale sacrificio offrire alla Madonna. Preghiamo il Santo Rosario, andiamo in chiesa davanti al Santissimo Sacramento o partecipiamo a una Messa feriale, anche perché domani è una festa mariana importante. Se chiese sono vuote, che cosa speriamo da Dio? Dobbiamo prendere atto che satana si sta prendendo gioco di noi. Vi esorto a una giornata penitenziale di piccoli fioretti, preghiere, digiuni offerti alla Madonna con l’intenzione della pace. Inoltre, iniziamo noi a fare pace con qualcuno con cui abbiamo litigato, con cui abbiamo messo delle distanze, con cui c’è risentimento. Facciamo gesti di pace, di perdono, di umiltà, di comprensione e di compassione. Se ciascuno di noi farà la sua parte ne vedremo certamente i frutti.

Coraggio! Abbiamo davanti tante altre giornate di questo tipo perché le prove saranno forti, dobbiamo prepararci, allenarci. Ci renderemo conto che fare qualcosa per Dio ci riempie il cuore di gioia.

«Pregate, pregate, pregate» (25 febbraio 1994)

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla pace del cuore, il bene più grande

L’inquietudine del cuore umano è una tematica esistenziale, tipica dell’uomo. Tutti gli uomini, credenti e no, hanno insita un’inquietudine esistenziale insopprimibile finché non trova quella pace che più che una conquista umana è un dono di Dio.

La fede è un cammino nella penombra, è un percorso dalle tenebre alla luce. Anche il cammino della fede ha le sue prove, i suoi dubbi ed è ben difficile raggiungere una serenità del cuore che sia inattaccabile. È un combattimento spirituale continuo. Dobbiamo prendere consapevolezza di questo e accettarci così come siamo. L’inquietudine in sé è una molla che spinge, non è una corda che trattiene.

C’è un’inquietudine che è di agostiniana memoria che è un fatto buono, e un’inquietudine negativa che deriva dal rimorso della coscienza che è come una voce misteriosa che abbiamo nel profondo del cuore e che ci spinge a fare il bene e a evitare il male. Questa voce interiore, che Dio ci ha donato, da una parte è una bussola che ci guida nella vita a fare il bene e dall’altra ci rimprovera quando facciamo il male. Tutti possiamo sperimentare la pace della coscienza quando siamo sulla via del bene o il rimorso della coscienza quando siamo sulla strada del male.

È possibile soddisfare l’inquietudine buona che ci spinge a fare il bene e anche tacitare le spinte al male. L’inquietudine buona corrisponde ai grandi desideri del cuore di felicità, eternità, bellezza, santità. Siccome vediamo che non siamo all’altezza e che ne siamo ben lontani da soddisfarli, sentiamo dentro di noi l’inquietudine dovuta alla mediocrità che siamo. Se questa inquietudine di non essere all’altezza viene coltivata nel modo giusto (cioè nella preghiera, nell’affidamento a Dio e nella formulazione di buoni propositi nel cammino di santità) diventa un grande sprono e ci fa elevare nella vita spirituale. Da questo punto di vista, allora, possiamo ben dire che i santi erano persone molto inquiete.

L’inquietudine del cuore come desiderio di andare al di là delle nostre mediocrità è senza dubbio una spinta formidabile nel cammino di santità ed è una spinta interiore buona perché ci dirige lo sguardo verso traguardi che non riusciamo a raggiungere e diventa quindi uno stimolo fortissimo a puntare alto. La buona inquietudine smuove le coscienze, le spinge verso l’alto. Da questo punto di vista, allora, è un bene non essere soddisfatti di noi stessi e vogliamo puntare in alto esigendo sempre di più nel fare il bene. In questo modo andiamo molto in alto nel cammino di santità. Se guardiamo dentro di noi e scorgiamo le nostre miserie, la bassezza del nostro essere, eleviamo lo sguardo al Cielo e ci mettiamo davanti a Dio come creature che hanno bisogno del Creatore. Chi, invece, si sente soddisfatto e si vanta del proprio essere rimane nella sua iniquità.

È bene coltivarla, allora, questa sana inquietudine di non sentirci abbastanza decisi nei confronti di Dio, desiderosi di amarlo completamente e rafforziamoci in questa direzione, esigiamo sempre più da noi stessi. Chiediamo a Dio la grazia di uscire fuori dai nostri gusci per volare in alto. Questa è una prospettiva che ci dice che siamo in buona salute spirituale proprio quando abbiamo il “sintomo” dell’insoddisfazione e sentiamo che possiamo fare meglio. Non dobbiamo accontentarci dei mezzi traguardi, esigiamo sempre di più da noi stessi, puntiamo alla pienezza della santità a cui ciascuno di noi è chiamato.

Ben venga, allora, la buona inquietudine che è quella di un cuore mai soddisfatto finché non abbia raggiunto quegli obiettivi che Gesù stesso ci pone quando dice: «Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro, che è nei cieli» (Mt 5,48).

La coscienza è un grande dono di Dio che ha posto dentro ciascuno di noi una voce che ci indica il bene da fare e il male da evitare; ci approva quando facciamo il bene e rimorde quando facciamo il male. In base a questo allarme interiore che tutti abbiamo verremo tutti giudicati. A ciascuno di noi spetta il compito di prestare attenzione alle vibrazioni della coscienza e guai a chi la tacita per non sentirla. La coscienza non deve essere silenziata, deviata, ammansita, influenzata a nostro piacimento. Dentro di noi dobbiamo avere sempre la massima attenzione a quello che la coscienza ci dice.

Quando la coscienza rimorde perché abbiamo commesso il male non dobbiamo silenziarla perché rischiamo di far diventare il male un’abitudine e diventiamo schiavi del maligno. L’indurimento del cuore è una conseguenza dell’offuscamento della coscienza ed è l’anticamera della perdizione. Quando la coscienza ci rimprovera e invece di offuscarla la teniamo illuminata meditando la Parola di Dio e gli insegnamenti della Chiesa, quando la lasciamo vibrare anziché silenziarla accordandola sempre più con la volontà di Dio attraverso la preghiera, siamo sulla strada giusta perché avvertiamo anche le più piccole imperfezioni e questo vuol dire che abbiamo sviluppato una certa sensibilità, sentiamo il dolore della ferita spirituale per il male commesso e l’inquietudine che proviamo ci spinge a pentirci e fare il proposito di non peccare più.

Il mondo di oggi soffoca sistematicamente le coscienze, il male viene commesso senza alcun rimorso e senza suscitare scandalo vengono commesse anche le cose più inaudibili. In questo modo è successo che l’umanità non si è elevata spiritualmente, ma anzi è caduta nel degrado morale più deplorevole. Facciamo, allora, un esame quotidiano delle azioni compiute, del bene e del male fatto. Già dal mattino, appena svegli, affidiamo a Dio la nostra giornata mentre ascoltiamo quella voce interiore che illumina o disturba, a seconda della nostra condotta morale. Mettiamoci in ascolto della nostra coscienza, passiamo in rassegna le nostre azioni rimanendo in sintonia con la volontà di Dio e aggiustiamo, per così dire, la rotta interiore. Ogni giorno inizia con un combattimento spirituale volto alla perfezione interiore, siamo tutti chiamati alla santità e l’esercizio dell’esame di coscienza ci rafforza e ci fortifica.

Se abbiamo ferito una persona, siamo stati ingiusti nei confronti di qualcuno, proviamo risentimento e sentiamo di aver fatto qualcosa di sbagliato, non dobbiamo giustificarci e spegnere la voce interiore che ci dice che abbiamo fatto qualcosa di sbagliato. Chiediamo a Dio di illuminarci, di darci un giusto giudizio di quello che abbiamo fatto per non cadere nello scrupolo (che è sempre frenante) e prendiamo coscienza di aver sbagliato, proviamo a rimediare chiedendo scusa, facendo un gesto di buona volontà con il proposito di fare attenzione a non farlo più.

Ascoltando la voce della coscienza, sentendo quella buona inquietudine che ci spinge a fare sempre meglio, camminiamo rettamente sulla strada della santità perché l’inquietudine provocata dal rimorso della coscienza è buona, fa bene all’anima, la sperona. Quando ascoltiamo la coscienza, essa stessa si rafforza e ci perfezioniamo, cresciamo, ci eleviamo spiritualmente. Questo lavorio interiore avviene grazie a Dio che ha messo la voce della coscienza come sigillo spirituale della nostra anima. Come dice il Catechismo della Chiesa Cattolica, alla fine saremo tutti giudicati secondo la nostra coscienza retta. Tutti saremo giudicati a seconda di come avremo ascoltato la nostra coscienza e di cosa avranno fatto affinché questa voce interiore fosse sempre armonicamente sintonizzata con la Parola di Dio e con i suoi Comandamenti che sono scolpiti nell’anima di ogni essere umano. La Legge morale di Dio è incisa nella nostra anima e la nostra coscienza la percepisce, ne ascolta le direttive per farci capire cos’è bene e cos’è male. Anche chi non avrà fatto un percorso di fede, proprio perché ha la legge di Dio scolpita dentro di sé, verrà giudicato secondo le buone opere che avrà compiuto.

L’inquietudine del cuore ci spinge sempre più a superare noi stessi, le nostre mediocrità e i nostri orizzonti finiti; la forza dell’amore di Dio ci spinge a crescere spiritualmente, ad elevarci. L’inquietudine del cuore fa tendere la nostra anima a Dio, affinché la ricolmi completamente del suo amore. Ben venga, allora questa santa inquietudine. Non c’è pace del cuore finché la coscienza non è tranquilla, finché la coscienza non riposa in Dio. Se abbiamo commesso il male, allora, dobbiamo pentirci e riconfermarci nel bene. In questo modo avremo la pace di Dio nel nostro cuore. Se, invece, giustifichiamo il male tacitando la coscienza, il nostro cuore rimane inquinato dal male e il diavolo vi prende dimora. Lasciamo che la coscienza gridi, ci rimproveri, ci spinga a inginocchiarci davanti alla Croce per chiedere perdono dei peccati commessi e correre davanti al sacerdote perché ci dia la sua santa assoluzione.          

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul desiderio insopprimibile di Dio

Papa Leone XIV ha dedicato parole bellissime e molto profonde ai giovani riuniti a Roma per il loro Giubileo e a Medjugorje in occasione del Mladifest. Il Santo Padre si lascia ispirare spesso da Sant’Agostino, uomo modernissimo e la cui spiritualità è sempre attuale. Ne Le Confessioni il Santo di Ippona racconta il suo itinerario esistenziale, della sua vita e della sua conversione; il suo cammino interiore dalle tenebre alla luce, la lotta interiore tra il bene e il male, il combattimento spirituale per uscire dalle trappole del maligno. Sant’Agostino racconta la gioia dell’incontro con il Signore, della vita in Cristo; nel corso della Storia innumerevoli anime hanno letto questi testi e si sono convertite, hanno rafforzato la loro fede proprio perché si tratta di un libro edificante e sempre attuale. Il Pontificato di Leone XIV avrà, allora, un taglio molto particolare che è quello esistenziale; il Cristianesimo può essere presentato come una Dottrina che con parole umane sintetizza e spiega le Verità divine, oppure, anzi allo stesso tempo e in modo complementare, il Cristianesimo può essere presentato come itinerario esistenziale, come ricerca interiore di verità, giustizia, amore, felicità, pace. Questo cammino interiore è certamente più vicino alla modernità.

Il Santo Padre, nelle Omelie rivolte ai giovani, ha saputo rispondere all’arsura esistenziale che in termini cristiani potremmo esprimere con il desiderio di Dio che c’è nel cuore dell’uomo. Il cuore dell’uomo desidera Dio, questa è la spiegazione del mistero umano, dell’inquietudine costante e della continua ricerca interiore che lo caratterizza.

San Giovanni della Croce spiega molto bene nel Cantico dei Cantici questa tensione interiore di ricerca: è come l’amato che l’amata insegue, cioè l’anima che cerca ardentemente l’unione con Dio. Ecco allora la grandezza di questa corrente agostiniana che nel corso della Storia è abbondantissima e alimenta la mistica cristiana, basata sul cuore più che sulla ragione.

Fin da giovane sono rimasto molto colpito da come Sant’Agostino abbia saputo scrutare le profondità del cuore umano, i suoi bisogni che trascendono la finitezza creaturale. I desideri del cuore sono ben noti a tutti: la felicità duratura, completa, inattaccabile, non ingannevole, non manipolata, è quella felicità che – nel momento in cui la vivi – fa toccare l’eternità; l’eternità; la bellezza; la santità; la giustizia. Si tratta di quei desideri del cuore umano che hanno una caratteristica e cioè quella di trascendere dall’uomo stesso, vanno al di là della sua finitezza e non c’è nulla al mondo che possa soddisfarli. Questa è la cifra dell’uomo. Abbiamo desideri interiori che vanno al di là delle nostre possibilità; dobbiamo allora necessariamente aprirci, innalzarci e per farlo dovremmo avere ali d’aquila per salire nell’alto dei Cieli. Di qui la ricerca faticosa, la lotta per emanciparci dalle pesantezze della carne, dagli inganni dell’effimero e per salire sempre più in alto là dove il nostro cuore inizia a sentire quella dolcezza e quella luce che lo soddisfano e cioè l’amore di Dio.

Tutto questo è spiegato in termini straordinari nel Vangelo, nell’incontro di Gesù con la Samaritana è racchiuso tutto il senso della ricerca interiore di Dio. La donna del brano di Vangelo ha cercato nelle cose materiali e soprattutto nelle varie vicende amorose una felicità che si è rivelata effimera e Gesù con delle domande precise provoca un po’ la donna facendole capire che la vera felicità non è dove ha sempre cercato ma è davanti ai suoi occhi, è Cristo stesso. È un brano di Vangelo ricco di spunti di riflessioni e le parole di Gesù sono fortissime, in sostanza dice che chi cerca di soddisfare il desiderio di Dio – che è Colui che ci dà l’amore, la felicità, la pienezza di grazia e di verità – ricercando nelle cose materiali e terrene, avrà ancora sete. È Cristo l’unica acqua che disseta.

Quando dunque Gesù seppe che i farisei avevano udito che egli faceva e battezzava più discepoli di Giovanni (sebbene non fosse Gesù che battezzava, ma i suoi discepoli), lasciò la Giudea e se ne andò di nuovo in Galilea. Ora doveva passare per la Samaria. Giunse dunque a una città della Samaria, chiamata Sicar, vicina al podere che Giacobbe aveva dato a suo figlio Giuseppe; e là c’era la fonte di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del cammino, stava così a sedere presso la fonte. Era circa l’ora sesta. Una donna della Samaria venne ad attingere l’acqua. Gesù le disse: «Dammi da bere». (Infatti i suoi discepoli erano andati in città a comprare da mangiare.) La donna samaritana allora gli disse: «Come mai tu che sei Giudeo chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?» Infatti i Giudei non hanno relazioni con i Samaritani. Gesù le rispose: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è che ti dice: “Dammi da bere”, tu stessa gliene avresti chiesto, ed egli ti avrebbe dato dell’acqua viva». La donna gli disse: «Signore, tu non hai nulla per attingere, e il pozzo è profondo; da dove avresti dunque quest’acqua viva? Sei tu più grande di Giacobbe, nostro padre, che ci diede questo pozzo e ne bevve egli stesso con i suoi figli e il suo bestiame?» Gesù le rispose: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d’acqua che scaturisce in vita eterna». La donna gli disse: «Signore, dammi di quest’acqua, affinché io non abbia più sete e non venga più fin qui ad attingere». Egli le disse: «Va’ a chiamare tuo marito e vieni qua». La donna gli rispose: «Non ho marito». E Gesù: «Hai detto bene: “Non ho marito”; perché hai avuto cinque mariti; e quello che hai ora, non è tuo marito; ciò che hai detto è vero». La donna gli disse: «Signore, vedo che tu sei un profeta. I nostri padri hanno adorato su questo monte, ma voi dite che è a Gerusalemme il luogo dove bisogna adorare». Gesù le disse: «Donna, credimi; l’ora viene che né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete; noi adoriamo quel che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma l’ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori. Dio è Spirito; e quelli che l’adorano, bisogna che l’adorino in spirito e verità». La donna gli disse: «Io so che il Messia (che è chiamato Cristo) deve venire; quando sarà venuto ci annuncerà ogni cosa». Gesù le disse: «Sono io, io che ti parlo!»

Anche noi, come la Samaritana, cerchiamo la felicità nelle cose che passano ed è per questo motivo che abbiamo sempre sete. Solamente l’amore di Dio soddisfa i desideri del cuore umano. Tutto ciò che il mondo ci offre è passeggero ed è anche ingannevole. Dio ha messo nel nostro cuore questa traccia, questa tensione verso l’Assoluto, verso l’eterno, verso la perfezione. Quando ci gettiamo sulle cose belle che passano ci accorgiamo che non danno quella soddisfazione che stavamo cercando, non ci dissetano. Cristo non indica la trada da percorrere per sperimentare la vera felicità, ma indica se stesso come fonte della vera felicità. È Cristo la Via, la Verità e la Vita! Cristo è la luce del mondo. Il Verbo di Dio è l’unica acqua che disseta.

Sappiamo che non è un inganno sperimentandolo, vivendolo e vedendolo anche negli altri che lo hanno sperimentato e che hanno scelto di vivere seguendo Cristo. Con la nostra pienezza di vita, che è un dono di Dio, possiamo dare testimonianza agli altri indicando loro la Via. Finché non si trova Cristo non si risolve l’enigma della vita, non possiamo rispondere alle domande esistenziali. Il Figlio di Dio ha assunto la nostra carne, è diventato uno di noi per essere il nostro prossimo, per essere vicino a noi. Finché non prendiamo questa decisione irreversibile di seguirlo stabilendo un’amicizia eterna con Lui, rimaniamo dei turaccioli che le onde dell’oceano sbattono qua e là senza mai approdare da nessuna parte.

Nelle tribolazioni della vita e del momento presente, che sono tante, è necessario fare una scelta radicale, convinta, totale e irreversibile per Cristo. L’uomo moderno è inquieto perché ha rifiutato Dio e la Croce, satana scardina i cuori a uno a uno e li trascina con sé nelle tenebre. È questa la condizione esistenziale di chi non cerca l’acqua viva, di chi soffoca la sete di vita eterna. La Madonna è qui per questa emergenza esistenziale di salvezza, per riportarci a Suo Figlio che è la Via, la Verità e la Vita. La promessa della Regina della pace è di grande conforto, abbiamo la certezza che alla fine il suo Cuore Immacolato trionferà. Il percorso, però, sarà costellato di fatiche esistenziali per ciascuno di noi; ognuno di noi deve tornare a Dio aprendo il suo cuore, spezzando le catene che lo imprigionano, tagliando le radici del male che lo inquinano e lo frenano.

La conversione è fatica ma è anche gioia, necessaria per uscire fuori dal baratro in cui siamo caduti. L’umanità sta andando veramente verso la perdizione perché ha scelto il menzognero anziché la Verità. Questo è il risultato della modernità che ha voluto sostituire Dio con l’uomo. Satana si sta impadronendo del mondo, ma non ci riuscirà perché la Madonna trionferà e l’umanità avrà un tempo di pace.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

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