Attraverso i vari mass media che si sono susseguiti dal dopoguerra (radio, televisione, internet) fino ad oggi la comunicazione è diventata un contenitore straripante che ci propina qualunque cosa a ogni ora del giorno e della notte. La nuova cultura va diffondendosi attraverso i vari canali comunicativi e passa anche nelle scuole e quindi ormai è assimilata nel processo di formazione dei bambini, dei ragazzi e dei giovani. Benché siamo nati e cresciuti nella culla del Cristianesimo che è l’Europa oggi ci troviamo immersi in una comunicazione non cristiana, è atea e materialistica; il Magistero della Chiesa ha inquadrato questa situazione e ha avuto una posizione critica dal dopoguerra in poi nei confronti della cultura contemporanea. Già Pio XII criticava le ideologie del suo tempo, Paolo VI ha dato un allarme con il suo Credo del popolo di Dio (30 giugno 1968), professando la fede solennemente in San Pietro proprio per mettere in guardia dalla nuova ideologia che si stava diffondendo in Occidente.

Parlando con l’amico filosofo Jean Guitton nel 1977, Paolo VI espresse preoccupazione per la crisi di fede nella Chiesa, chiedendosi se Cristo, al suo ritorno, avrebbe trovato ancora la fede sulla terra, e notando segni che lo facevano riflettere sulla fine dei tempi, pur mantenendo la speranza e di un piccolo gregge fedele. Ricordo che commentai ai microfoni di Radio Maria questa riflessione di Paolo VI con l’allora vescovo di Como, Mons. Alessandro Maggiolini; abbiamo fatto una lunga chiacchierata in diretta, ci siamo soffermati a lungo su quell’evento in Piazza San Pietro.

Giovanni Paolo II, successivamente, disse che alla cultura cristiana della vita si era sostituita la cultura della morte del nostro tempo. Benedetto XVI disse che siamo in un tempo in cui viene negata la Verità cristiana, cioè la Verità rivelata, e viene sostituita con la dittatura del relativismo, c’è un ritorno al paganesimo. Papa Francesco, poi, ha coniato l’espressione del lavaggio quotidiano dei cervelli. Chi è nato nel dopoguerra può dire di essere nato in un contesto cristiano ma andava manifestandosi una cultura alternativa al cristianesimo che aveva le sue radici nel secolo precedente. Questo pensiero alternativo si è diffuso nelle classi colte, ma nel dopoguerra è diventato un fatto popolare e il curriculum formativo scolastico si è costruito sui testi elaborati dalla cultura alternativa al Cristianesimo. Ci siamo trovati relegati, per quanto riguarda la formazione cristiana, unicamente nelle parrocchie, nelle famiglie che hanno resistito e nelle scuole cristiane che hanno conservato un filo culturale cattolico. La cultura in generale però è stata improntata alla cultura del relativismo che oggi trionfa nel senso che il Cristianesimo viene considerato un fenomeno in estinzione.

Siamo immersi nella cultura atea e materialistica che ci viene propinata da mattina a sera attraverso tutti i canali massmediatici, a eccezione di Radio Maria. La comunicazione cattolica stessa ormai si adegua a quanto accade quasi che il Verbo cristiano si possa pronunciare solamente in chiesa, siamo tornati ai tempi delle catacombe! Radio Maria è nata in contro tendenza assoluta perché abbiamo proposto la preghiera, la teologia, la spiritualità, la cultura cristiana da testimoniare da mattina a sera, giorno e notte. Ovviamente questo fenomeno inedito ha influenzato anche il resto della comunicazione che era tendente a una laicità per cui la fede era quasi nascosta.

Le ideologie che si sono susseguite nel tempo sembrano diverse fra loro ma hanno un denominatore comune, la radice di quello che viene insegnato nelle scuole e viene trasmesso attraverso i mass-media è una visione della vita intramondana. L’umanità è rientrata nella caverna descritta da Platone, l’uomo moderno pensa che tutto finisca lì. Le religioni sono nate come un tentativo di uscire dal buio della caverna; la nostra generazione è riuscita a uscire dalla finitezza ed è entrata nell’immensità, nell’infinità di Dio, nella trascendenza, nella visione della vita oltre la morte. È accaduto che tutto questo è stato abbandonato e siamo ritornati nella caverna, richiudendoci dentro. Questa è la situazione che la Madonna ha descritto con pochissime parole quando ha detto che siamo diventati pagani.

Conservare la fede oggi è molto difficile. Un ragazzo, ad esempio, nasce e cresce tendenzialmente in una famiglia in cui la fede non è né vissuta né testimoniata; i mass-media e la società che lo circondano crescendo non sono altro che una fiera delle vanità, delle opinioni, delle mode dove manca la Verità e se ne nega l’esistenza. Ma la Verità esiste ed è una Persona, è Gesù Cristo, Figlio di Dio e Redentore del mondo. Gesù è l’unico Salvatore, è l’unico che può tirarci fuori dalla caverna nella quale siamo imprigionati dalla nascita alla morte. Nel mondo dove è stata espulsa la Verità cristiana nasciamo condannati all’ergastolo nella caverna buia e finita, chi esce perché crede in Dio è considerato un pazzo. Questa è la mentalità dominante oggi ed è una realtà che fa paura.

Siamo in una situazione in cui c’è ancora la libertà di religione ma, come diceva Benedetto XVI negli ultimi anni di vita, l’Occidente perseguita questa libertà di essere cristiani e testimoniare la propria fede. La persecuzione avviene in diversi modi: culturalmente, denigrandola, delegittimandola, irridendola. Accadrà in tempi brevi che si passi all’imposizione con la forza della religione fittizia che nega l’esistenza di Dio, la trascendenza, l’Aldilà, bestemmiando e riducendo la vita a un caso e l’uomo a materia che alla fine si dissolve in un pugno di fosfati.

Questa visione atea e materialistica della vita per cui nasciamo già condannati all’ergastolo, alla fine provoca un suicidio personale perdendo il tempo della vita sbattendola nei vizi e un suicidio collettivo che l’umanità intera sta approntando. Se Dio non ci fosse la vita non avrebbe senso, ma Dio c’è e infatti è bellissima. I cristiani danno un valore altissimo al senso della vita, i non credenti la disprezzano. Con la nuova religione che mette l’uomo al posto di Dio stiamo correndo verso il suicidio collettivo, in attesa del quale ciascuno singolarmente butta via la vita in vari modi distruggendola con i vari vizi.

Il Verbo di Dio si è fatto uomo ed è venuto in mezzo a noi, ci ha redenti con la Sua gloriosa Resurrezione dopo essere morto in Croce; ha vissuto portando il bene, la verità, l’amore, la pace, la concordia, il perdono. Il Salvatore c’è, corriamo verso di lui, apriamoci a lui. Diamo un calcio alla mondanità. Usciamo fuori dalla caverna, ritorniamo alla fede cristiana. Cari ragazzi, uscite fuori dalla fiera dell’inganno che vi distrugge, vi consuma e vi consegna al fuoco eterno dell’inferno. Dio c’è ed è anche dentro di noi, ci chiama ma noi non lo vogliamo. L’uomo moderno non vuole Dio e va verso la perdizione. Il cuore umano anela alla felicità e ormai la si va a cercare dove il diavolo conduce e cioè sulla strada della perdizione.

Papa Francesco ci metteva in guardia dal lavaggio quotidiano dei cervelli nel quale perdiamo la nostra identità cristiana, la nostra libertà, la nostra gioia e perdiamo la bellezza e la grandezza della vita.