"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulle parole preziose della Madonna

Cari amici, il Cielo nel corso della storia ci ha donato molte apparizioni. Quelle di Medjugorje hanno una particolarità unica, ovvero il fatto che – come ha detto la Madonna – saranno le ultime. Non verrà più a chiamare l’umanità alla conversione. Dobbiamo capire tutti gli aspetti dei Messaggi, perché senza rompere i nostri schemi personali, non riusciamo a dare un giudizio obiettivo, ad entrare nella dinamica dei progetti di Dio, ma li sacrifichiamo perché non corrispondono ai nostri.

Vorrei concentrare l’attenzione sull’abbondanza dei Messaggi di Medjugorje. Fin dalle origini sappiamo che sono stati numerosi ma necessari, come quelli di una madre che educa i suoi figli. Essi sono inattaccabili da un punto di vista dogmatico, spirituale e morale, sono irreprensibili. Sono dati attraverso sei persone, perciò non è possibile che tutte producano inconsciamente quelle parole così preziose che ci trasmettono. Fides et ratio, cioè innanzi tutto valutiamo con la ragione i fatti.

I Messaggi di Medjugorje sono stati valutati e studiati con la ragione, con esperimenti scientifici. Dopo che si è accertato con la ragione, si cerca di trovare una risposta. Successivamente toccherà alla Chiesa dire se vengono da Dio. Ci vuole, comunque, un procedimento di verifica di quello che avviene, senza muoversi con supponenza e superficialità.

Quando sono andato a Medjugorje, ho incontrato il vescovo di Mostar con il quale ho conversato. Una delle cose che mi ha detto è stata che i Messaggi sono evangelici e che sono i frati a comporli. Ma non è così, i ragazzi li ricevono dalla Madonna perché nessuno di loro potrebbe esprimere un magistero di così alto livello, con una lingua così appropriata e con una sapienza tipicamente evangelica e materna.

Nei primi tre anni la Madonna ha dato Messaggi parlando con i ragazzi, ha fatto tanti tipi di esortazioni, rispondendo alle loro domande. Sono i più avvincenti perché presentano una freschezza straordinaria. È proprio in quei Messaggi che c’è già tutto quello che la Madonna avrebbe detto negli anni successivi. Tutte le cose importanti – come i Segreti – li ha detto tra il 1981 e il 1984. Padre Bubalo quando ha intervistato Vicka ha detto che i veggenti ripetono i Messaggi ma non sempre li comprendono.

Dopo il 1984 la Madonna ha fatto una nuova elezione, ha scelto un popolo, una parrocchia. Ai Veggenti ha detto: «Cari figli, io ho scelto in modo speciale questa parrocchia ed è mio desiderio guidarla. Con amore la proteggo e desidero che tutti siano miei. Grazie per essere venuti qui, questa sera. Desidero che vi troviate sempre più numerosi con me e con mio Figlio. Ogni giovedì darò un messaggio particolare per voi”» (1° marzo 1984).

Per questo Messaggio ha scelto una veggente particolare, Marija la quale doveva chiedere ogni giovedì il Messaggio alla Madonna. Ci sono stati anche momenti di tensione, in quanto non venivano dati i Messaggi, il motivo è che non venivano presi sul serio ma per curiosità. La Regina della pace è severissima a riguardo, tanto che all’inizio della Quaresima del 1984 aveva deciso di non dare più Messaggi.

Padre Slavko si è reso conto che la Madonna aveva in mente di fare qualcosa di molto severo e ha suscitato un rinnovamento spirituale della parrocchia. È stata una Quaresima molto applicata e vissuta dal punto di vista spirituale. Dopo di che la Madonna il Giovedì Santo ha detto: «Cari figli, vi ringrazio perché nei vostri cuori avete cominciato a pensare di più alla gloria di Dio. Oggi è il giorno in cui volevo cessare di darvi dei messaggi, perché alcuni non mi hanno accolto. La parrocchia comunque ha fatto progressi, e desidero darvi dei messaggi come mai è avvenuto in nessun luogo nella storia dall’inizio del mondo. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”» (4 aprile 1985).

Questo è il filone di Messaggi più importante, che sono continuati fino al 1987 quando la Madonna disse: «Cari figli, desidero ringraziarvi per ogni risposta ai messaggi. Specialmente, cari figli, vi ringrazio per tutti i sacrifici e le preghiere che mi avete offerto. Cari figli, desidero dare d’ora in avanti i messaggi non più tutti i giovedì, ma a ogni 25 del mese. È arrivato il tempo in cui si è compiuto tutto quello che il mio Signore ha desiderato. Da oggi darò meno messaggi, ma sono con voi. Perciò, cari figli, vi supplico: ascoltate i miei messaggi e viveteli, affinché io vi possa guidare. Cari figli, grazie per aver risposto alla mia chiamata”» (8 gennaio 1987).

I Messaggi sono stati dati a tutti i Veggenti. Quelli dati a Mirjana sono particolarmente suggestivi. Cessò le apparizioni quotidiane il 25 dicembre 1982, quando ricevette il rotolo con i dieci Segreti, da quel momento in poi avrebbe avuto le apparizioni solo il 18 marzo di ogni anno. Pur conservando questa apparizione annuale, la Madonna nel 1987 ha cominciato a dare delle locuzioni interiori a Mirjana. Poi per 20 anni ha dato – ogni 2 del mese – un Messaggio particolare che ha lo scopo di formare gli Apostoli di Maria, i quali a loro volta testimoniano la luce di Maria ai non credenti. Sono Messaggi di una particolare profondità, sono più lunghi e articolati, ma sempre con tematiche della Madonna stessa. L’attenzione è sempre rivolta ai lontani, alla nostra formazione, a noi che dobbiamo essere le Sue mani tese, la Sua luce. Questi Messaggi sono cessati a marzo del 2020.

La Regina della pace ha dato dei Messaggi anche a Ivanka. Lei ha cessato le apparizioni quotidiane nel maggio 1985, ma ha continuato poi annualmente il 25 dicembre. Anche a Jakov quando sono cessate le apparizioni quotidiane, il giorno di Natale dà dei Messaggi sostanziosi, lunghi e impegnativi.

Tutti i veggenti sono coinvolti. Vicka è un caso a sé perché le apparizioni quotidiane durano tutt’ora e, nel tempo, ha avuto alcuni Messaggi bellissimi. Per quanto riguarda i Messaggi dati a lei ha fatto una sua silloge, un suo compendio. Tuttavia c’è stato un momento in cui la Regina della pace le ha detto: “Budi sama” ovvero “Sii sola”, e da allora ha avuto le apparizioni da sola, salvo qualche volta con il permesso della Madonna. Da quel momento in poi ha vissuto una missione a parte, una missione di sofferenza per la salvezza delle anime. In un momento di grande sofferenza fisica ho sentito Vicka dire a sua madre: “Taci, tu non sai quante anime si possono salvare”.

Ivan è un caso molto speciale, perché la maggior parte dei Messaggi sono la ripetizione di quelli del 25 del mese. La Madonna usa questa pedagogia di far ripetere a Ivan i Messaggi dati a Marija e li riattualizza. La cosa più importante di Ivan è che fin dall’inizio ha avuto il compito di formare un gruppo di preghiera. Maria ha dato molti Messaggi di formazione per questo gruppo e Ivan ha una lunga collezione di quelli che ha ricevuto fin dalle origini. Ha questo duplice aspetto: da una parte i Messaggi importanti che la Madonna ha dato a lui, altri che sono la ripetizione di quelli di Marija e altri che sono per il suo gruppo.

I Messaggi della Regina della pace sono la più grande forma di evangelizzazione del mondo moderno. Sono decine e decine di milioni di persone che seguono questi Messaggi. La Madonna ha come obiettivo quello di far sì che il Vangelo diventi vita concreta, sia vissuto. Intesse di parole e immagini bibliche, in modo tale che i messaggi diventino nutrimento per noi e diventino luce per i lontani. Sono la più grande forma di evangelizzazione del mondo moderno.

La Chiesa sa quale a forza ha avuto questa evangelizzazione che ha consolidato la fede cattolica in un momento in cui il modernismo stava per distruggerla. Questo è il grande valore dei Messaggi della Regina della pace. Hanno confermato nella fede cattolica, facendola vivere e così bloccare il modernismo che stava per distruggere la fede e la visione soprannaturale della vita.

La Madonna ha detto riguardo hai Messaggi: «Vivete i miei messaggi e mettete nella vita ogni parola che io vi do. Siano preziose per voi perché vengono dal Cielo» (25 giugno 2002). Sono parole preziose che vengono dalla Madre del Verbo.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale su satana nei Messaggi di Medjugorje

Cari amici, è l’ultima occasione che abbiamo per vincere questa grande battaglia insieme alla Madonna. Le nuove generazioni si affacciano alla Storia, perciò devono capire ed essere informati sul tempo che viviamo, sulle responsabilità e sull’esito finale.

Una delle caratteristiche fondamentali delle apparizioni di Medjugorje è la rivelazione della presenza di satana nella Storia umana. In questi quarantadue anni anche nella Chiesa vi sono state voci che hanno tentato di rimuovere la figura di satana, indentificandolo con il male generale, come se non fosse una realtà personale, pervertita e pervertitrice. Paolo VI lo ribadì anche nel Credo, identificandolo come un essere personale, mettendo a fuoco la sua azione nella Storia umana e nella Chiesa.

La presenza di Cristo – nella Bibbia e nei Vangeli – ha mostrato la figura di satana. In questi ultimi decenni – dove la figura del demonio rischiava di dissolversi e di agire indisturbato – abbiamo avuto questa grande grazia della Regina della pace che ci ha rivelato la sua azione. Non ha parlato di diavoli, ma proprio del principe delle tenebre, il capo dei ribelli. Ha messo in luce la sua opera in termini teologicamente esatti, che ci hanno aiutato a puntare l’attenzione su come e dove agisce. Nei Vangeli vediamo le tentazioni di Cristo e le opere di satana come persecutore della Chiesa. Ma viene mostrata anche l’efficacia della predicazione apostolica in un Impero Romano che era per la maggior parte assatanassato con culti idolatratici. Abbiamo scoperto satana nel suo ruolo di pervertitore, di colui che inganna e di omicida.

La Madonna ci presenta il tentatore come instancabile, che punta alle persone e tenta di ingannarle. Cerca di uccidere con quello che offre alle persone. Gli basta una piccola fessura per insinuarsi nella nostra vita e ingannarci con le sue false luci. Nella sua connotazione teologica satana inganna per uccidere, attira con il falso bene e avvelena.

Un fatto relativamente nuovo è l’azione di satana a livello globale, della Storia umana e della Chiesa. Nei Messaggi di Medjugorje della Regina della pace e facendo riferimento all’Apocalisse, l’azione del drago è ben inquadrata anche a livello politico. Maria ci ha svelato che satana opera nei cuori ma i suoi obiettivi sono globali e sono due.

Il primo obiettivo è la dissoluzione della fede. Non c’è dubbio che c’è una crisi di fede nel mondo, soprattutto nei Paesi dell’antica cristianità. L’ideologia di questa crisi viene chiamata dalla Madonna “modernismo”. Papa San Pio X ha usato questa espressione nell’Enciclica Pascendi con cui bollò questa corrente ideologica che era entrata anche nella Chiesa e che negava la fede. Sostituiva i lumi della ragione – ormai emancipata dalla religione – alla divina Rivelazione. Nei suoi Messaggi la Madonna collega satana al modernismo, dicendo che attraverso di esso ci devia dalla fede e ci mette sulla sua via. Egli distrugge tutto ciò che di bello, di buono e di santo, c’è nel mondo. Ci mette sulla via che porta alla perdizione dato che l’uomo moderno non vuole Dio.

La Regina della pace dice di stare attenti al modernismo che nega le apparizioni e la Sua presenza: «Il modernismo vuole entrare nei vostri pensieri e rubarvi la gioia della preghiera e dell’incontro con Gesù» (25 settembre 2023). La Madonna è instancabile nello smascherare l’azione di satana che è la causa della dissoluzione della fede. Se non adoriamo il Dio vero che si è manifestato in Cristo è chiaro che il cuore si rivolge agli idoli del mondo. Questa è la prima azione di satana, dove ha raccolto tante anime.

Maria mette in luce anche un altro obiettivo del principe di questo mondo. È l’angelo ribelle che per odio contro Dio tenta l’uomo al male, instilla il veleno dell’odio contro Dio, se stessi e il prossimo. La Gospa ha ripetuto più volte che satana scardina i cuori con l’odio, vuole la guerra, vuole distruggere la vita, la natura e il pianeta su cui viviamo. Ma Dio ci ama: «Vi guardo e vi invito: ritornate a Dio perché Lui è amore e per amore ha mandato Me a voi per guidarvi sulla via della conversione» (25 maggio 2021). È l’interpretazione teologica della storia umana dove il protagonista principale è l’uomo, il personaggio che non si vede ma opera è Cristo Risorto, Re dell’universo e infine il potere del male che ha il permesso di agire fino alla fine dei tempi. Il male avrà i suoi momenti di trionfo e di tentativo di riprendersi l’opera della Creazione e della Redenzione che sono già in atto. Troveranno il loro culmine durante il tempo dei Segreti, ma la Madonna è stata chiamata per dargli una sconfitta che verrà ribadita da Cristo quando verrà nella gloria.

C’è quindi questa duplice prospettiva dell’azione di satana nel mondo, la prima nei confronti della Chiesa con la dissoluzione della fede, l’altra che punta a far sì che l’umanità – sibilando l’odio fra i popoli – si autodistrugga: «Pregate con me per la pace perché satana vuole la guerra e l’odio nei cuori e nelle nazioni» (25 gennaio 2023).

Il tempo in cui viviamo è una grande lotta escatologica, fra la Donna vestita di sole e il dragone infernale, con i rispettivi schieramenti. Questa è la lettura teologica della Storia umana senza la quale non siamo neanche in grado di capire i tempi nei quali viviamo.

La Madonna ci ha aperto gli occhi sul male, sul maligno, sulla sua potenza e la sua falsa forza, sui suoi risultati che sono palloni che si sgonfiano, la sua debolezza che si manifesta ogni volta che si mostra la Croce. Lui, il superbo, non tollera l’abisso di umiltà nel quale si è abbassato il Figlio di Dio per redimerci.

Questo è un lascito meraviglioso di Maria, un dono per la Chiesa, per tutti noi, una grande luce, una corretta conoscenza dell’azione del demonio rispetto a quello che avevamo identificato. Il più delle volte la sua azione è invisibile ed è soprattutto attraverso la superbia, la menzogna, l’odio, le seduzioni che opera.

Questo è il campo di battaglia nel quale tutti siamo chiamati a combattere.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulle ultime apparizioni di Maria sulla Terra

Cari amici, vorrei mettere in luce alcuni aspetti particolari delle apparizioni della Regina della pace a Medjugorje. Si tratta di apparizioni fuori dai canoni per tanti motivi. Proprio perché c’è un aspetto di eccezionalità, molti fanno fatica a comprendere il valore e l’importanza di esse. A volte questi fatti nuovi rischiano di creare dei dubbi e delle difficoltà che – attraverso un approfondimento – si possono superare. Questo è importante perché il tempo passa, la gente cambia e nella Storia hanno delle conoscenze e schemi mentali non adatti per un’adeguata comprensione. La Chiesa ha sviluppato una procedura di riconoscimento soprannaturale delle apparizioni permettendone il culto. Ma nel caso di Medjugorje ci sono molte novità dovute alla sovrano libertà di Dio che opera a secondo delle circostanze e dei bisogni.

Un aspetto delle apparizioni di Medjugorje unico è il fatto che in tutte le apparizioni avvenute nel mondo – Lourdes, Fatima Kibeho, Guadalupe ecc. – la Madonna non ha mai detto che sarebbero state le Sue ultime apparizioni sulla Terra. Solo durante le apparizioni di Medjugorje ha tenuto dirlo fin dalle origini.

Il 17 aprile 1982 Maria ha detto: «Queste mie apparizioni qui a Medjugorje sono le ultime per l’umanità. Affrettatevi a convertirvi». Ne ha dimostrato l’urgenza, la definitività, la dimensione escatologica. Ha voluto sottolineare la prospettiva degli ultimi tempi. Queste apparizioni fanno parte dell’Apocalisse, del primo grande combattimento spirituale, del trionfo del Cuore Immacolato di Maria. Seguirà poi un tempo di pace e, infine, dell’ultimo attacco di satana al regno di Dio con la vittoria di Cristo che verrà nella gloria.

Il fatto che siano le ultime apparizioni è molto importante perché la Madonna implicitamente ne sottolinea la dimensione escatologica. Non apparirà più perché i tempi sono in scadenza. Nel tempo di pace non ci sarà bisogno delle apparizioni della Madonna, in quanto sarà un mondo riconciliato con Dio. La dimensione della comunione con Dio sarà molto profonda nel tempo di pace.

Quando avverrà il secondo sbandamento dell’umanità dopo il tempo di pace, non sarà più la Madonna a guidarci, ma ci sarà l’intervento di Gesù stesso che concluderà l’opera della salvezza con la Resurrezione dei morti, il Giudizio universale, i Cieli nuovi e la Terra nuova.

Per quanto riguarda Medjugorje c’è una prospettiva che esclude, se approvata dalla Chiesa, nuove apparizioni. I Messaggi come ci sono stati dati danno una caratteristica definitiva alle apparizioni della Madonna: «Queste mie apparizioni qui a Medjugorje sono le ultime per l’umanità. Affrettatevi a convertirvi» (17 aprile 1982); «Sono venuta a chiamare il mondo alla conversione per l’ultima volta. In seguito, non apparirò più sulla terra. Queste sono le mie ultime apparizioni» (2 maggio 1982). È in atto una battaglia che la Madonna deve vincere e vincerà perché non può prevalere il male.

Proprio perché saranno le Sue ultime apparizioni è necessaria una mobilitazione spirituale. È un hapax legomenon, un unicum nella Storia delle apparizioni mariane. È un appuntamento con l’umanità per il quale la Madonna chiama tutti i suoi figli per la grande battaglia, di qui l’importanza di una risposta. Questa caratteristica ci porta alla conclusione che sono irripetibili, è il compimento di una presenza materna che Dio ha stabilito nei due millenni della Storia della Chiesa, con il Suo trionfo sul piano di satana.

I punti fondamentali sono: il fatto che sono le ultime apparizioni, che ci introducono in una visione escatologica della Storia della salvezza e, infine, proprio perché sono le ultime la Madonna non può uscire perdente.

Alle Ghiaie di Bonate c’erano tutte le premesse per un’epopea straordinaria, Maria appare come la Regina della famiglia che è una tematica fondamentale del nostro tempo, manipolata da una mentalità modernista. Di fronte ad un fenomeno così grandioso c’è state forzature inopportune. La Regina della famiglia ha accettato il sacrificio della bambina, ma questo non può avvenire con le apparizioni di Medjugorje perché sono le ultime prima del trionfo del suo Cuore Immacolato, necessarie perché il mondo non venga distrutto. C’è un attacco del principe di questo mondo che vuole la rivincita sull’opera della Creazione e Redenzione distruggendole.

La Madonna ha una presenza capillare, lunga, connessa con la Parrocchia e con il pontificato di San Giovanni Paolo II, per impedire a satana di prevalere, di distruggere la fede, di regnare al posto di Cristo. La realizzazione del piano di Maria è necessaria, inevitabile, ineluttabile e certissima.

Non è solo utile ma necessario che il piano di Maria si realizzi perché il mondo abbia un futuro la Chiesa sia la luce delle genti.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sul tempo di Dio

Cari amici, è importante capire quale fase della Storia della salvezza stiamo percorrendo. Quando Gesù iniziò il viaggio verso Gerusalemme con i suoi discepoli, sapeva che doveva affrontare il culmine della Sua missione. Quello era il Suo tempo particolare, eternamente previsto da Dio, di salvezza universale, ovvero la Redenzione del mondo mediante l’offerta in sacrificio d’amore della Sua vita. San Luca diceva che indurì il viso confermando la totale adesione alla volontà del Padre: “Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, egli rese duro il suo volto incamminandosi verso Gerusalemme.” (Luca 9,51). Lui aveva capito che tempo stava vivendo: il tempo della Sua ora. Era totalmente sintonizzato con essa, mentre i discepoli erano spaesati e in balia con le cose di questo mondo. In tal modo vennero travolti dalla potenza del male. La grazia di Dio, con quello che avevano ascoltato, ha preso il sopravvento. Non è facile riprendersi dall’abisso del male.

Il tempo viene vissuto in modo diverso da noi e Dio. Il passato, presente e futuro sono di Dio, sono un dono che ci dà e che dobbiamo accogliere dalle Sue mani. Dobbiamo sintonizzarci facendo del tempo lo strumento del Suo servizio, viviamo il tempo al servizio del regno di Dio.

Siamo entrati in un tempo particolare di Dio. Con la vittoria di Cristo nei tre giorni della Passione, Egli ha vinto per tutti e per sempre. Ogni tentativo di satana di riprendere il potere sull’opera della Creazione non ha assolutamente successo, solo satana nel suo accecamento non si rende conto di questo. Quello che Cristo ha vissuto, la Chiesa è chiamata a viverlo nel corso della Storia. In particolare, il Catechismo della Chiesa cattolica dice che nella fase finale è chiamata a rivivere la Passione di Cristo e la sua Risurrezione. Siamo entrati proprio in questo tempo, in cui dobbiamo rivivere la Passione di Cristo dove si ripropone il grande combattimento escatologico fra satana e la Chiesa. Non dobbiamo essere come i discepoli immersi nelle cose di mondo, in una visione molto limitata di messianismo umano e politico. Dobbiamo vivere questo tempo particolare di combattimento escatologico, nel quale è minacciata la sopravvivenza della Chiesa, perché satana cerca di riconquistare quello che ha perso con la Passione di Cristo. Le conseguenze di questo attacco lo vediamo nei soffi di vento di odio, di incredulità, di male sulla Terra. La fede che si dissolve, le chiese che si svuotano, molti che tradiscono, è una realtà che abbiamo sotto gli occhi. Che ci sia un attacco alla fede e alla Chiesa lo si capisce anche dalle parole della Regina della pace: «Il diavolo miete le anime per attirarle a sé» (25 luglio 2020).

Siamo coloro che desiderano rispondere alla chiamata della Madonna, che amano la Chiesa, che sono al servizio dell’opera della Redenzione, dobbiamo entrare in questo tempo di grande lotta spirituale, perché questo è il tempo di Dio. Se dovessimo vivere un altro tempo, siamo fuori dalla realtà, siamo spaesati, come foglie secche che il vento spazza via.

Questo è un tempo in cui bisogna mettersi davanti a Dio, capire che della nostra anima siamo responsabili noi stessi. Dio ci ha donato l’intelligenza per capire e la volontà per decidere. Quindi, capire che la salvezza dell’anima è il primo obiettivo. Prepararsi anche ad essere strumento di salvezza per le anime altrui, indossare la armi della battaglia, spogliarsi delle vesti dell’effimero, delle preoccupazioni umane, delle ricchezze che non contano, delle distrazioni, delle zavorre che ci riempiono le tasche. A che serve all’uomo guadagnare il mondo intero se poi perde la sua anima?

Questo è il tempo di Dio nel quale dobbiamo andare all’essenziale. L’essenziale è la salvezza della nostra anima, la disponibilità nelle mani di Dio di essere strumento di salvezza per le anime degli altri, attraverso la testimonianza, la carità e l’eroismo. Questo è quello che dobbiamo fare adesso e per farlo bisogna spogliarsi di tutto ciò che impedisce di camminare, di correre, di operare. Spogliamoci soprattutto delle catene del male, dei vizi che ci imprigionano e ci fanno servi del demonio. Dobbiamo essere nella grazia di Dio, santificante, nella Sua gioia, nella Sua pace, nei disegni e progetti di Dio. Entriamo in un programma quotidiano di realizzazione in modo tale da essere persone delle quali Dio si può fidare, alle quali può dare gli incarichi spirituali, di coraggio, di speranza e del buon esempio.

Entriamo nel tempo di Dio che è quello nel quale viviamo, dove la maggioranza delle persone è fuori. Dio è padrone della Storia, quando si realizzeranno le Sue profezie, le persone che sono fuori da questo tempo o andranno in una crisi totale oppure cercheranno di salvarsi all’ultimo momento.

Il Cielo dice che siamo sull’orlo dell’abisso. Assistiamo come fosse un film e non una realtà al massacro, all’incendio e alla distruzione del mondo nella completa indifferenza. Satana ci ha cloroformizzati, dopodiché ci farà morire con il suo acido di carbonio, un gas inodore e insapore che miete le vittime senza che se ne accorgano.

Non siamo padroni del nostro tempo, il tempo è nelle mani di Dio. Un tempo serio come quello della Passione di Cristo e della Chiesa. È un tempo in cui verranno svelati i pensieri dei cuori, quelli che teniamo nascosti, si vedrà chi non ama Dio, chi crede e chi non crede, chi ha i fiori nei cuori e chi ha i serpenti velenosi.

Sintonizziamoci con il tempo di Dio nell’umiltà e nel silenzio, giorno e notte. Arringhiamo e speroniamo le nostre anime immortali.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale su “l’Arca di Noè che è la Chiesa cattolica”

Cari amici, un sito cattolico presenta la “Santa Russia” come l’Arca di Noè che salva il mondo. Siamo di fronte a uno spettacolo che spaventa e scandalizza una parte notevole dei cattolici europei e americani. Presi dalla secolarizzazione abbandonano la barca di Pietro e vagano senza Dio e speranze. Ci sono coloro che si illudono di trovare delle arche con le quali stare a galla, ma si accorgono che non riescono.

Satana ha avuto la capacità di attaccare la Chiesa cattolica, la visione di Leone XIII diceva che Dio aveva permesso a satana di attaccare la Chiesa per un secolo ma non l’avrebbe distrutta. Non c’è dubbio che la Chiesa sia sotto attacco da secoli in Europa da parte delle ideologie anticristiane che si sono susseguite. In particolare, con la Rivoluzione francese e poi con le ideologie del male – come le ha contrassegnate San Giovanni Paolo II – nazismo, comunismo e il nuovo totalitarismo. Sono ideologie che si presentano come nuove salvezze, in alternativa al Cristianesimo. Sono ideologie del male anticristiche, come dice il Catechismo della Chiesa cattolica l’impostura anticristica: da una parte è il rifiuto della verità cristiana, che è la salvezza che viene da Cristo e dalla Croce; dall’altra è l’illusione che l’uomo può darsi la salvezza da solo. La salvezza dai flagelli che colpiscono la natura umana: il peccato e la morte.

Quando non si prega e non si percorre una retta via, ci mancano le radici e diveniamo come canne al vento che satana spinge ovunque. La Madonna nel tempo della guerra di Bosnia, quando molti cristiani cattolici si sono fatti prendere dall’odio etnico, ha detto «Satana si prende gioco di voi e delle vostre anime, e io non posso aiutarvi perché siete lontani dal mio Cuore» (25 marzo 1992). Sta succedendo la stessa cosa anche oggi. In questi decenni abbiamo visto un abbandono da parte di una popolazione consistente, prima di tutto in Occidente. Vi è stato un abbandono della fede, della Croce e della Chiesa da parte di quelle generazioni che hanno voluto le Rivoluzioni culturali, sessuali ma che non hanno una guida, un pastore.

La Chiesa è indistruttibile perché è fondata su Gesù Cristo, è vivo, presente veramente nell’Eucarestia, con la sua Parola, con il suo Spirito. La Chiesa è un prolungamento di Gesù, è il Cristo diffuso e comunicato. Chi perde la fede in Gesù Cristo rendendolo un uomo, perde anche la fede nella Chiesa che da strumento soprannaturale di salvezza diventa una associazione catalogata come tale dalla Costituzione europea. Viene svuotata da ciò che è la sua anima.

Molti hanno abbandonato la Chiesa cercando altre salvezze, la Madonna li definisce pecore che vagano senza Dio, senza amore e senza speranza. Non ci sono altre salvezze, non c’è nulla che non sia affetto dal male, fragile, instabile.

Siamo in un mondo che permette nuovi messianismi, ovvero grandi entità che divinizzano se stesse e propongono la loro salvezza. Lo fa l’Occidente rifiutando il Cristianesimo e proponendo una salvezza di tipo anticristica; lo fa la Russia con una forma di messianismo dove lei stessa punta al dominio del mondo perché è la “stirpe eletta”, porta la salvezza perché è “Santa”, porta la verità; così lo sono anche gli altri potentati mondiali, che sono forme di messianismo terreno che si esprimono nei loro linguaggi e nei loro modi di porsi. Competono o si alleano tra di loro per il dominio del mondo. Questa è la competizione che c’è oggi nel mondo, per affermare se stessi, per sconfiggere gli altri.

L’unica possibilità di salvezza in un mondo come il nostro – dove pur di dominare sono pronti all’Armageddon – si può vedere solo nella Chiesa cattolica. Non esistono altre Arche di Noè oltre alla Chiesa cattolica. C’è un solo timoniere che guida l’Arca, Pietro.

Se noi abbandoniamo la Chiesa, veniamo annientati e prediamo ogni possibilità di salvezza. “Extra Ecclesiam nulla salus” cioè “Fuori dalla Chiesa non c’è nessuna salvezza” è talmente vera che si può vedere che c’è solo la Chiesa fra le aggregazioni affidabili nel mondo. È in grado di testimoniare e offrire una salvezza radicale, che riguarda una natura umana ricomposta nella sua bellezza e grandezza. È Cristo stesso, risorto e presente in lei, vincitore del male e della morte, Re dell’universo e della Storia, la cui Parola e presenza è viva nell’Eucarestia, che ci dona in abbondanza lo Spirito nei Sacramenti, che ci guida, ci guarisce, ci fortifica, ci sostiene, ci porta alle soglie della vita eterna. Non c’è altro.

Le altre religioni sono asservite a progetti politici, sono strumenti di dominio nel mondo. Non sono strumenti per uscire dalla caverna nella quale siano nati e moriamo senza speranza se non abbiamo il dono della fede. Una religione così complessa e interessante come l’induismo viene usata dalla politica per farne uno strumento di dominio umano. Come nel Cristianesimo in Russia; come l’Occidente e la nuova religione del darwinismo, l’evoluzionismo, il materialismo, l’ateismo.

Questo è un quadro caotico generale nel quale noi abitiamo. In questo mare in tempesta c’è una sola barca che rimane a galla, quella di Pietro. È l’unica Arca di Noè che porterà nel mondo nuovo della pace, che ci protegge dagli inganni, dagli attacchi del male, dai malfattori e dal principe del male di questo mondo.

Nel colloquio con la fede vediamo Cristo, la Sua grazia, la sua Parola, il Suo perdono, vediamo Lui che è la Via, la Verità e la Vita, è la Resurrezione, la vita eterna. La Chiesa con tutti i suoi doni, la Sacra Scrittura, l’Eucarestia, i Sacramenti, il Matrimonio è una reggia meravigliosa. Noi l’abbiamo abbandonata come fosse una caverna inabitabile.

Ascoltiamo gli appelli della Regina della pace che ci invita a ritornare a Dio e a suo Figlio, alle fonti di grazia che sono i fondamenti della Chiesa, ritornare alla Santa Messa, ad ascoltare la Parola di Dio.

Siamo come pecorelle smarrite, cadute in un burrone, ferite dai lupi e adesso abbiamo l’umiltà di tornare. Chi non è sull’Arca di Noè o sulla barca di Pietro, nel tempo dei Segreti sarà difficile che si salvi. Adesso è il tempo di grazia per tornare alla casa di Dio Padre, che è la Chiesa cattolica.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulla preghiera come arma invincibile

Cari amici, vorrei che prendessimo coscienza di quello che è il Messaggio più ripetuto di Medjugorje, ovvero l’invito alla preghiera. Prendere coscienza di che arma straordinaria siamo in possesso. Di fronte alla situazione del mondo che conosciamo, preoccupante, sull’orlo dell’abisso, essa ci salva. Per quanto riguarda la nostra salvezza e la sopravvivenza delle anime, nonché quella della Chiesa è un’arma che ci protegge. Di fronte a quello che sentiamo ogni giorno – soprattutto a livello mondiale, i popoli sono in subbuglio, l’odio è nei cuori – ci rendiamo conto che non abbiamo nessuna possibilità e ci sentiamo impotenti. Non abbiamo la forza di fermare la catastrofe materiale e spirituale che prosegue sempre più velocemente. Anche la Chiesa cattolica per quanto tenti di mettere un freno non trova ascolto.

Dobbiamo prendere consapevolezza di quello che è un dogma di fede – perché è fondamentale, è una verità teologica ma anche esistenziale della Storia della salvezza – che è la potenza della preghiera fatta con fede. Questa realtà della preghiera nella quale l’uomo nell’angoscia si è rivolge a Dio, è una presenza costante dagl’inizi della Storia dell’umanità fino ad oggi e lo sarà fino alla fine del mondo. Da una parte, perché Dio è misericordioso e accorre in aiuto dell’uomo che lo chiama; dall’altra l’uomo è in una situazione esistenziale in cui si rende conto – nonostante la sua superbia –dell’importanza della preghiera, soprattutto quando ne abbiamo bisogno.

Questo può essere un atteggiamento esistenziale quotidiano. Siamo dei figli, delle creature piccole, che davanti a Dio sono fragili. Egli ci ha donato questo salvagente con il quale possiamo sempre stare a galla nell’oceano della vita. Questo salvagente è la preghiera che ci richiama alla nostra situazione di creature, di esseri che ricevono da Dio tutti gli strumenti per portare a buon fine la propria vita. Siamo come viaggiatori in un oceano popolato da mostri marini, con tempeste che possono sommergerci da un giorno all’altro. Invocando Dio e chiedendo il Suo aiuto arriviamo al porto della salvezza, il porto dell’eternità.

Quando si hanno problemi da risolvere, nel momento in cui non riusciamo a superarli da soli, iniziamo a chiedere aiuto a Dio. Abbiamo bisogno di Lui anche nella gestione della vita quotidiana piena di insidie. A volte soffiano i venti della perfidia, della cattiveria, camminiamo su sentieri popolati da serpenti velenosi, pieno di ansietà e preoccupazioni. Siamo in grado di uscirne solo nel momento in cui capiamo che Dio è presente, pronto ad aiutarci, aspetta il nostro grido di aiuto. Questo è il momento in cui la situazione cambia, perché non ci si sente più impotenti, come se stessimo affondando, ci si sente come se qualcuno ci prendesse per mano e protetto, guidato e difeso.

Dobbiamo entrare in questa dimensione esistenziale, cioè di affidamento costante a Dio, e non aver paura di abbondare nella preghiera di domanda. Essa è la più presente in tutta la Scrittura, nel Vecchio e Nuovo Testamento. Anche nei Vangeli, la gente corre da Gesù per chiedere grazie, guarigione, per essere liberata dai demoni. La preghiera di domanda è una percentuale altissima fra le varie dimensioni della preghiera, è la più estesa. Questo perché siamo creature fragili e abbiamo bisogno di Dio.

Questo vale a livello personale perché è chiaro che prima dobbiamo risolvere i nostri problemi esistenziali, entrare nella prospettiva che siamo creature e figli del Padre celeste. Personalmente dobbiamo imparare a rivolgerci a Dio come figli. Non dobbiamo delegare la preghiera ad altri, dobbiamo rivolgerci a Dio con fede. Deve essere una costante quotidiana, con la fiducia che Gesù ci chiede.

Entriamo nella preghiera fiduciosa e facciamo che essa sia costante e perseverante. Non dobbiamo essere impazienti, ma chiediamo subordinandoci alla volontà del Padre che conosce i nostri bisogni meglio di noi. Dio è un Padre che ci ama più di quanto noi amiamo noi stessi.

Con la preghiera fiduciosa e perseverante si possono ottenere dei miracoli, nei cuori e nella Storia. Questa espressione della Regina della pace va tenuta in grande considerazione specialmente oggi. Oggi chi è in grado di fermare la corsa dell’umanità verso la guerra? Chi è in grado a livello spirituale di frenare questa corsa verso la resa al male? Solo Dio ha questa potenza.

Per quanto riguarda il nostro futuro e i problemi del nostro tempo – la pace, i flagelli – l’unico che può proteggerci da noi stessi, dal maligno e darci un futuro di speranza è soltanto la preghiera. Facciamo della preghiera il nostro compito quotidiano più importante.

Ogni giorno preghiamo con il cuore, personalmente, cerchiamo Dio, chiediamo a Lui, ringraziamolo, apriamoci al Suo amore. Il bello della preghiera è che non costa niente, è a disposizione di tutti – i bambini, gli anziani, i malati, i potenti – è una potenza di grazia che Dio ci ha messo nelle mani e che non usiamo abbastanza.

La Madonna è venuta a Medjugorje e da 42 anni chiede preghiera, in tutti i suoi Messaggi, in modo diretto o indiretto. Perché il modo cambi, ci sia una svolta, la nostra vita migliori e venga protetta, bisogna pregare. Bisogna avere fiducia in essa, vivere di essa. È onnipotente perché chiama in campo l’Onnipotenza divina che decide di ascoltare i figli che chiedono.

Chiediamo questa grande grazia a Dio – in questo anno della preghiera – di diventare anime oranti, persone di preghiera. Sarebbe per noi e per la Chiesa una grande grazia.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulle parole della Madonna “Pregate con me affinché il bene prevalga” (25 marzo 2024)

Cari amici, la Regina della pace nel Messaggio del 25 marzo 2024 ha esortato invitandoci a pregare con Lei: «In questo tempo di grazia pregate con me affinché il bene prevalga in voi e intorno a voi». Questo è un invito che la Madonna ci fa spesso specialmente in momenti in cui ha particolarmente bisogno di noi e della nostra preghiera.

Questo ci aiuta a capire che cos’è la preghiera. È prima di tutto Maria stessa, è preghiera fatta carne. Unirci alla Madonna significa pregare veramente. Dobbiamo avere una visione spirituale, teologica della preghiera che è un rapporto diretto con Dio e coloro che costituiscono il regno di Dio, quindi gli angeli, i santi, la Vergine Maria in modo particolare. Poi, collochiamo la preghiera nel Mistero dell’Incarnazione, quindi nella mediazione di Cristo attraverso il quale noi abbiamo accesso al Padre per mezzo della grazia dello Spirito Santo.

La preghiera è un “io” che si apre a un “tu” che ci trascende. Non è una recitazione di parole che impariamo a memoria. Questo porta ad uscire dalla preghiera come prima, perché durante non abbiamo incontrato nessuno. Vediamo che nella nostra giornata, quando incontriamo delle persone, ci rendiamo conto che siamo costretti ad uscire dal nostro guscio. Siamo chiamati a guardare negli occhi e aprire il cuore, quindi la preghiera diventa un rapporto. A imitazione di quel rapporto che Dio stesso ha nella Santissima Trinità, un rapporto di amore eterno fra il Padre e il Figlio. La preghiera è sempre un’uscita da se stessi per incontrare Dio. Questo è vero soprattutto per la preghiera liturgica, per la Santa Messa, dove ci si rivolge al Padre per mezzo di Gesù Cristo nella comunione dello Spirito Santo. La Chiesa chiama accanto a sé l’intercessione della Vergine Maria, degli angeli e i Santi perché anche loro con noi si uniscano all’adorazione, alla lode e al ringraziamento della Santissima Trinità.

Questa è la struttura trinitaria della preghiera cristiana. Ci rivolgiamo al Padre per mezzo di Gesù Cristo, nella comunione dello Spirito Santo, insieme a tutta la Corte celeste con a capo Maria. Dobbiamo sperimentare interiormente – quando partecipiamo alla preghiera liturgica – questa comunione a Cristo. Tutta la Chiesa è con gli occhi rivolti al Padre, per il ringraziamento, la lode, l’intercessione, le richieste di grazie.

Nella preghiera personale e liturgica, è permesso rivolgersi al Padre o al Figlio o allo Spirito Santo. Possiamo avere un rapporto personale con ognuna delle tre Persone, anche se la preghiera è sempre trinitaria. Quando ci rivolgiamo al Padre lo possiamo fare per mezzo di Gesù Cristo. Quando ci rivolgiamo a Cristo lo facciamo a Colui che è eternamente generato dal Padre. Quando ci rivolgiamo allo Spirito Santo lo facciamo direttamente, ma è una relazione d’amore tra il Padre e il Figlio. Abbiamo una grande grazia. La preghiera cristiana è un’elevazione in grazia, entriamo nel cuore della Santissima Trinità partecipando alla loro inter-comunione.

Abbiamo la possibilità di rivolgerci direttamente alla Vergine Maria, la quale ha una mediazione particolare fra noi e Cristo. San Giovanni Paolo II ha sottolineato tante volte che la Madonna è Colei che ci dona Cristo e ci porta a Lui. È nella possibilità della preghiera quella di unirci a Maria, nella Sua intercessione. Ecco perché la Madonna più di una volta, nei momenti critici ci ha chiesto di pregare con Lei perché il bene prevalga. Pregare con Maria è possibile e auspicabile, perché significa pregare con la Sua fede, i Suoi sentimenti, la totale apertura del cuore, con la Sua fiducia e nella profondità della Sua umiltà. Anche San Paolo, quando parla di Gesù e della Sua mediazione, ci invita ad avere i Suoi stessi sentimenti. Sono sentimenti di intercessione, di amore, di cura materna di tutte le creature, lo zelo per la salvezza delle anime.

Sappiamo come la Madonna sia sintonizzata perfettamente con Suo Figlio, all’opera della Creazione e della Redenzione. Lei è la collaboratrice e corredentrice nell’intesa di essere il polo verso il quale è attratta la Chiesa. La Chiesa con Maria si unisce a Cristo per la salvezza del mondo.

È una ricchezza della nostra spiritualità popolare. La preghiera di intercessione degli angeli, arcangeli, santi non è un culto. I nostri santi – quelli a cui siamo affezionati, nelle città, nei paesi, negli ordini religiosi – sono quelle persone alle quali chiediamo di intercedere per noi. Questa è la vastità della preghiera cristiana.

La Madonna ci ha chiesto di pregare per le intenzioni dandoci quelle per la pace nel mondo, che il male non prevalga, per la conversione dei popoli. A volte invece non dà intenzioni, ma dice di pregare per le Sue e facendolo Le doniamo gioia. Durante la giornata possiamo fare un fioretto o un sacrificio perché la Madonna ha bisogno. Siamo abituati a chiedere al cuore di Gesù e Maria, ma dobbiamo donare anche noi gioia alla Madonna. Arricchiamo la nostra giornata con queste piccole gioie, un Rosario, qualche fioretto, qualche fatica, le opere buone per le Sue intenzioni. Non possiamo immaginare quanto cari diventiamo nel Suo cuore.

Non rimaniamo indifferenti alla richiesta che ci fa nei Messaggi la Regina della pace. Perché il bene prevalga, per quello che Lei ci indica seguiamo le parole di Gesù, citate da san Paolo “C’è molta più gioia nel dare che nel ricevere”. C’è molta più gioia nel donare alla Madonna, che chiederle una grazia.

“Pregate con me affinché il bene prevalga”.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sul “Sì” di Maria nell’Annunciazione

Cari amici, il “Sì” che arriva dal cuore di Maria abbraccia la Storia della salvezza. L’Annunciazione è la chiave nella Storia della salvezza ed è il momento in cui il Verbo si è fatto carne. In quell’annuncio all’angelo, nella Rivelazione divina, in quella richiesta a Maria della sua disponibilità, si è deciso quello che è diventato il cardine della salvezza del mondo. In pochi istanti si è stabilito il cardine dell’opera della Creazione e della Redenzione, che è il Verbo che si è fatto carne.

Dio dalla sua infinita Misericordia ha inviato il Figlio – che ha detto sì alla volontà del Padre – nel grembo della Vergine Maria. Per opera dello Spirito Santo – nel momento dell’Annunciazione – vediamo l’Epifania del mistero della Santissima Trinità che è stato rivelato per primo alla mente, all’anima e al cuore della Vergine. Prima nessuno aveva conosciuto il mistero di Dio. Dio nel suo intimo – come comunione delle tre Persone Divine – si manifesta nel momento dell’Annunciazione. Questo è l’atto della grande Misericordia di Dio, della Santissima Trinità e nel medesimo tempo è il momento della risposta della creatura.

La Madonna è stata preparata – a sua insaputa dallo Spirito Santo – a questo momento dell’Annunciazione. Avrà scoperto proprio in quel momento di essere una creatura privilegiata, immune da ogni macchia di peccato, ha compreso la sua eccezione radicale nella Storia della salvezza. Dio l’ha preparata fin dal momento in cui è stata concepita. La Vergine Maria è nata da due genitori già anziani – Sant’Anna e San Gioacchino – però è stata concepita rimanendo preservata dalla macchia del peccato originale. È un disegno divino che si realizza, è una profezia della Genesi che si adempie: “Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno” (Genesi 3: 15).

Questa è una profezia che si realizza fin dai primordi della Storia della salvezza. Maria fin dal momento del suo concepimento, è coltivata come un fiore purissimo, al riparo dei venti del male del mondo. È stata raccolta nel tempio già all’età di tre anni per avere una formazione particolare nella legge del Signore. Successivamente, c’è stata la chiamata meravigliosa nell’Annunciazione. Nel momento più grande della Storia dell’umanità, la Madonna era sola, forse non sapeva e non poteva conoscere quello che Dio aveva in serbo, però era stata lavorata interiormente dallo Spirito Santo ad accogliere questa rivelazione. Vediamo che alle parole dell’angelo Maria risponde già consapevole dell’impegno della sua verginità.

La Madonna chiede come può avvenire una cosa del genere – il Verbo che si fa carne – in quanto non conosce uomo, ma Dio le rivela questo grande miracolo di grazia. La natura umana di Cristo si unisce alla persona divina del Verbo per opera dello Spirito Santo. In Maria, Madre di Dio – cioè quel Bambino che nascerà da Lei per opera dello Spirito Santo – vediamo la preparazione alla comprensione di questi Misteri che si aprono al Suo cuore.

Il Sì di Maria è pieno di consapevolezza. È consapevole del miracolo sovraumano – che va al di là di ogni immaginazione, di ogni concezione – del Verbo di Dio che di fa carne e cresce nel suo grembo per nove mesi. San Giovanni Paolo II sottolinea il fatto che anche Maria ha avuto un cammino di cresciuta nella fede. Ha sviluppato la fede come grazia che le è stata donata ed è entrata sempre più profondamente nella comprensione della vita vissuta dei Misteri di Dio.

Il “Sì” di Maria è prezioso, prima di tutto, perché è stato consapevole delle conseguenze. Un tale “sì” l’ha detto a nome di tutta l’umanità, l’ha detto ad una decisione divina da cui dipendeva la realizzazione del piano di Dio. La Madonna è cresciuta nella comprensione della realtà nella quale è stata chiamata, una realtà divina, soprannaturale del Suo compito nella Storia della salvezza. Maria è il crocevia di tutti i Misteri principali della fede, della Santissima Trinità, dell’Incarnazione, della Redenzione. Un compito da corredentrice e cooperatrice all’opera della Redenzione.

Un Sì di Maria umile. Non comprenderemo mai abbastanza l’umiltà di Maria, che è un mistero di grazia infinito. La Madonna è nella consapevolezza della pienezza di grazia che poi viene rivelata dall’angelo: “Ave, o piena di grazia”. È consapevole di essere il luogo esistenziale in cui si adempie la Redenzione stabilita da Dio con l’Incarnazione. Ma rimane, anche, nella consapevolezza della Sua creaturalità. Sa che tutto ciò che Dio ha fatto in Lei è un’opera di grande grazia e Lei si conserva nell’umiltà più assoluta. In questo Maria già vince contro il serpente antico, perché è rimasta povera creatura. Lucifero – creato già luminoso, elevato in grazia, il più spendente tra gli angeli – invece di restare nell’umiltà, nella consapevolezza della sua grandezza si è inorgoglito, ha voluto essere al posto di Dio. Al contrario la Vergine riamane aperta nella luce della consapevolezza e dell’umiltà.

Maria ha fatto la decisione netta, profonda, irreversibile del Suo Sì: «Ecco l’ancella del Signore, avvenga di me quello che hai detto». Quindi, prima la mente di Maria, la Sua consapevolezza, la Sua luminosità, la Sua comprensione del Mistero, la Sua umiltà e poi la decisione della volontà. Un Sì totale, radicale, assoluto a Dio che controbilancia il no di lucifero e di tutti quelli che hanno attraversato e attraversano la Storia umana con satana. Un Sì che con quello di Gesù redime il mondo al quale si uniscono anche i nostri poveri meriti. Dio apprezza i nostri Sì volontari all’opera della Creazione e della Redenzione.

Una volta avuta la certezza che avrebbe conservato la Sua verginità, in quanto era un voto fatto a Dio, il suo Sì è stato incondizionato, radicale, totale, irreversibile, pieno, che genera vita eternamente. Un Sì nel quale e con il quale Dio si compiace e opera la Redenzione.

Infine, un Sì perseverante. Maria l’ha portato avanti per tutta la vita. Sappiamo che si può parlare di una duplice Annunciazione della Madonna. La prima è quella dell’angelo Gabriele che è un’annunciazione di gioia; la seconda che è quella di Simeone quando la Vergine Maria con Giuseppe portò il Bambino al tempio. Simeone predice che il Bambino è per la salvezza, l’inciampo di molti e una spada trapasserà il cuore di Maria, quindi un’annunciazione di dolore. L’opera della Redenzione passa attraverso il Sì di Maria, dall’Incarnazione fino alla Croce.

Il sì di Maria è perseverante anche nei momenti più duri. Con l’inizio della vita pubblica di Gesù, quando le potenze dell’inferno incominciano a sputare fuoco e veleno, a scardinare i cuori, ad aizzare i cuori contro Suo Figlio. Questa scoperta della Sua maternità nel dolore – nella volontà del Padre che vuole che beva il calice del dolore fino all’ultima goccia – non fa tremare il suo sì, lo tiene fermo anche davanti alla Croce. Nel momento in cui Gesù muore, Maria tiene fermo il suo sì, la sua totale adesione, la sua fede in Dio e in suo Figlio. Attende il momento della Redenzione che la porta a diventare Madre della Chiesa fino ad oggi e per l’eternità

Il Mistero nella sua radicale formulazione è cristologico, cioè il Verbo che si fa carne e il sì del Figlio radicale, totale e assoluto sul quale possiamo sperare. Vediamo come traguardo del nostro sì quello di Maria che è quello di una creatura piena di grazia, consapevoli di essere strumenti nell’opera della Creazione e Redenzione. Siamo chiamati a partecipare nell’umiltà più totale e nella decisione da rinnovare ogni giorno. Siamo chiamati alla perseveranza anche nei momenti in cui si vacilla, si sbanda, nelle correnti di odio e di ribellione a Dio che attraversano il mondo. I nostri sì uniti a quello di Maria e a quello di Gesù devono essere una roccaforte che non trema, non vacilla e che esce vittoriosa, nonostante gli assalti delle potenze del male.

Chiediamo alla Madonna questa immensa grazia: di renderci partecipi di questo sì. Il Suo sì risuoni nel nostro cuore, sia uno squillo nella nostra anima, sia inciso a fuoco nel nostro intimo perché possiamo farci trovare nel momento della chiamata ultima in grazia di Dio.

Rinnoviamo il nostro sì alla Madonna con la quale vogliamo cooperare nella grande battaglia. Rassicuriamo Maria con la nostra affidabilità, con la nostra generosità e con la nostra fedeltà.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sulle parole della Madonna “Siate luce per tutti quelli che incontrate” (25 marzo 2024)

Cari amici, la Madonna nei Messaggi del 18 e 25 marzo 2024 ci ha invitato a essere luce per tutti quelli che incontriamo. Questa forma di evangelizzazione è come quella degli Apostoli che avevano attinto alla luce di Gesù per andare a predicare nei villaggi e in tutto il mondo. Una missione iniziata dopo la Resurrezione di Cristo, portando quella luce che loro stessi avevano accolto e che illuminava la loro vita. Guardiamo a Cristo Risorto, luce del mondo, al quale la Madonna ci invita ad essere uniti, in modo tale che anche noi possiamo essere luce che riflette quella di Cristo. Alcuni apriranno gli occhi e accoglieranno questa luce, altri per non essere abbagliati chiuderanno gli occhi. Dobbiamo essere questa presenza perché gli uomini oggi sono nelle tenebre, come dice la Madonna.

«Mettete nelle vostre preghiere questa umanità che vaga senza Dio e senza il Suo amore. Siate preghiera, siate luce e testimoni per tutti quelli che incontrate, figlioli, affinché Dio misericordioso abbia misericordia di voi» (25 marzo 2024).

Non avendo una luce che illumina il cammino, vagano per tutta la vita persi in un labirinto e arrivano al termine della vita senza aver trovato una meta. Questa è una situazione resa drammatica dal fatto che i popoli Occidentali hanno avuto la luce di Cristo, del Battesimo, della Parola di Dio, dell’insegnamento della Chiesa e la grazia della presenza della Madonna per così tanto tempo. Eppure, non sono usciti dalla caverna in cui sono rinchiusi, illudendosi attraverso le false luci che si accendono e spengono ma che alla fine lasciano nel vuoto e nel buio.

Questa è la situazione del mondo che rifiuta la luce di Cristo e vive di falsa luce, di tenebre. La luce di Gesù ci svela un mondo nuovo, soprannaturale, di Dio, delle anime immortali, della Gerusalemme celeste. Questo mondo nuovo ci svela la fonte della vita, della grazia, dell’amore e tutto ciò che il cuore nel profondo desidera, ovvero l’eterna felicità. Questa luce risponde agli interrogativi più urgenti, esistenziali della nostra vita, che sono al cuore di tutte le civiltà. Queste domande esistenziali sono radicate nella natura umana che cerca un senso convincente alla vita. Non cerca un senso passeggero, che non soddisfa e che il tempo corrode e dissolve. Cerca una risposta che dia un valore alla vita, che va oltre i limiti del tempo, del male, che dia una prospettiva di santità, di eternità e di felicità. È la risposta che dà Cristo quando dice: “Io sono la Via, la Verità, la Vita. Sono la luce del mondo”.

La Regina della pace ci dice proprio questo, ovvero di unirci a Cristo, diventare una cosa sola cosicché possiamo portare la luce. Saranno gli stessi avvenimenti della vita che mostrano chi siamo, i nostri riferimenti morali, le prospettive soprannaturali, le riserve di bontà e compassione di cui oggi la gente ha estremante bisogno. Maria scende dal Cielo e porta se stessa, la sua luce si diffonde, la grazia con cui ricolma entra nei nostri cuori. Dobbiamo essere dei fari che portano la luce che Lei stessa riceve da Cristo.

È importante che facciamo questa esperienza. Siamo in una società che ha rifiutato il Cristianesimo. Dobbiamo chiederci quali colpe abbiamo per questa situazione. È una condizione vistosa specialmente in Occidente, in Europa ma anche negli Stati Uniti, dove i giovani non sono interessati al messaggio cristiano. Dobbiamo chiederci cosa causa tutto questo, specialmente quando si tratta dei giovani nei quali il male non si è ancora sedimentato e i pregiudizi non sono pesanti. Una risposta è che non viviamo la nostra fede. Una delle cause del dissolvimento della fede è il fatto che non è vissuta esistenzialmente. La fede è una costruzione esterna che non è penetrata nel cuore e non lo ha purificato. Non è entrata nel nostro modo di pensare, di sentire, di agire e di vivere. La nostra fede è entrata in crisi – negli anni del dopo-guerra – perché non era vita. La Madonna, invece, ci raccomanda proprio questo, che la nostra fede sia vita, la nostra preghiera sia vita e di vivere Cristo in noi. È un lavorio interiore che dobbiamo affrontare ogni giorno perché Cristo vive in noi. Questo è alla base dell’Apostolato. Quando il Papa dice che non dobbiamo impostare il nostro apostolato come fosse una forma di proselitismo, vuol dire proprio che non dobbiamo conquistare l’altro con tecniche per attirare l’attenzione. In questo modo si porta a delle illusioni senza avere dei soldati militanti. Non c’è altro modo per diffondere la fede se non quello che è avvenuto agli Apostoli. Nel Cenacolo – il giorno di Pentecoste – hanno ricevuto lo Spirito Santo e si sono trasformati. Cristo è diventato una realtà viva in loro e da quel momento hanno affrontato tutte le difficoltà, senza più fuggire davanti ai soldati e alle autorità.

Il significato è che la fede muore se non viene vissuta, come un fiore. Vivere il Cristianesimo come un’esperienza interiore di Dio – di amore con Cristo, di un rapporto intimo con Lui e la Madonna – è un’apertura viva di se stessi all’aldilà, alla luce che viene dal Cielo. Solo così si è veri cristiani, membri vivi di Cristo. Nella nostra miseria possiamo effondere luce. Con i germi dell’amore, la compassione, aiutando, tendendo la mano, Gesù è vivo in noi e ci trasforma. Questa è la medicina che la Madonna ci chiede perché satana non prevalga. Satana può prevalere portando le persone al male, verso una vita dissipata, piena di cattiverie e immoralità. Ma può prevalere anche su quei cristiani che vivono l’apparenza della fede, la pratica esterna di essa, ma non la vivono interiormente. Essa non è più una conquista della mente che si proietta sulla verità della Parola di Dio e la assimila. La fede non è più un’apertura del cuore all’amore e in questo caso non siamo più nella comunità cristiana.

Quello che sta a cuore alla Regina della pace è che noi siamo testimoni vivi, nei quali la parola di Dio è viva. In noi la fede deve essere viva nella sua bellezza che ci eleva, nel suo amore che ci riscalda, nella sua gioia che ci motiva. È in questo modo che la Madonna ci prepara ai tempi nuovi.

“Siate luce e testimoni per tutti quelli che incontrate” (25 marzo 2024).

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero spirituale sull’espressione della Madonna “Dio misericordioso abbia misericordia di voi” (25 marzo 2024)

Cari amici, la Regina della pace ci ha indirizzato ad alzare lo sguardo oltre la Pasqua, verso la festa della Divina Misericordia. Con parole bellissime ci ha detto: «Dio misericordioso abbia misericordia di voi» (25 marzo 2024). Per come è formulata l’espressione, è anche un invito da parte nostra a metterci nelle condizioni esistenziali per essere meritevoli della Divina Misericordia.

Possiamo comprendere l’importanza di questa festa e di questa invocazione se guardiamo all’attualità del mondo, che abbonda nel peccato. Nel Messaggio del 25 luglio 2019, la Madonna profeticamente pochi mesi prima ha parlato del tempo delle prove che sono poi venute. Le grandi prove della pandemia e della guerra che hanno portato tantissime morti.

«Cari figli! La mia chiamata per voi è la preghiera. La preghiera sia per voi gioia e una corona che vi lega a Dio. Figlioli, verranno le prove e voi non sarete forti ed il peccato regnerà, ma se siete miei, vincerete perché il vostro rifugio sarà il Cuore di mio Figlio Gesù. Perciò figlioli, ritornate alla preghiera affinché la preghiera diventi vita per voi, di giorno e di notte. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

La Madonna ha detto: “Voi non sarete forti ed il peccato regnerà”. Da allora fino ad oggi, il peccato ha debordato, soprattutto l’odio, l’incredulità, l’empietà, il disprezzo di Dio, tanto che la Madonna ha affermato: «L’uomo moderno non vuole Dio» (25 gennaio 2023).

La situazione in cui si trova il mondo, dove divampa l’odio, ci mostra come sono crollate tutte le regole e i punti di riferimenti morali di comportamento. Ormai non c’è più una parte del mondo in cui non si faccia la guerra. Le guerre terroristiche – che vanno ad attaccare nazioni che sono in pace, autonome – fanno emergere quanto non ci siano più regole e confini. L’odio divampa e assale chiunque, ovunque. Come l’invasione dell’Ucraina e Israele che hanno portato a delle guerre spaventose e sanguinose. Regna il peccato, regna l’empietà.

La misura dell’empietà è il sangue versato, il più delle volte innocente, di bambini, anziani, malati, gente nelle case e negli ospedali. Quello che colpisce è che Dio vuole comunque fare misericordia a questo mondo. La Madonna nel Messaggio del 25 marzo 2024 vuole far capire proprio che – nonostante il mondo stia cadendo in un pozzo profondo, di empietà, cattiveria, incredulità e bestemmia – Dio vuole fare misericordia. Siamo in una situazione peggiore di quella scritta nel diario di Santa Kowalska, con le bellissime rivelazioni che Gesù ha fatto sulla sua Divina Misericordia. Siamo in un mondo peggiore perché nella sua totalità è incredulo e non vuole Dio. Il fondo del male è ancora più abissale, eppure la Regina della pace dice: «Dio misericordioso abbia misericordia di voi».

Non diamo per scontato la bontà di Dio e della Sua misericordia, perché anche questo potrebbe essere un inganno del demonio. Si invoca la Divina Misericordia per cambiare vita, per uscire dall’abisso del peccato. Dobbiamo metterci nella condizione esistenziale di riceverla.

Le condizioni esistenziali sono quelle presenti nella Sacra Scrittura, nei Vangeli, nella predicazione della Chiesa, nei Messaggi della Regina della pace. Tali condizioni sono la conversione, il ritorno a Dio, il cambiare strada, lasciare la via della perdizione, il prendere la via della salvezza. È la decisione di tornare a Dio, un’espressione ricorrente sia nei Salmi che nei Messaggi della Madonna.

Siamo una generazione che ha rinunciato alla fede nella Croce. Abbiamo accolto Gesù e l’abbiamo vissuto per secoli dando origine alla meravigliosa civiltà europea, formata dal Cristianesimo, con tutti i Santi, le realizzazioni meravigliose della sapienza e carità evangelica. Tuttavia, siamo arrivati ad un abbandono della salvezza che viene da Cristo, ci siamo allontanati da esso. Questo è quello che è accaduto anche nella Storia sacra, Dio ha dovuto mandare i profeti perché il popolo lo aveva abbandonato. Quando Mosè andò sul Monte Sinai per ricevere i Dieci comandamenti, il popolo costrinse Aronne a fare un vitello d’oro per adorarlo. Una forma di idolatria pacchiana, eppure era il popolo a cui Dio stava dando i Comandamenti divini.

Questa è la Storia dell’umanità. Una Storia di infedeltà mentre Dio rimane fedele nel perdonare il Suo popolo.  Questo avviene anche nella Chiesa, specialmente in questi tempi in cui il Cristianesimo è apertamente rifiutato. Dio nonostante ciò non lascia che cadiamo nell’abisso, ci dona misericordia. Dobbiamo metterci nelle condizioni esistenziali per accogliere la Divina misericordia.

Nel tempo dei Segreti, ci saranno le opzioni personali ma saranno tali da smuovere i popoli. L’espressione della Regina della pace che dice che con il trionfo del suo Cuore Immacolato il popolo russo si convertirà e diventerà il popolo che più onora Dio, sta a significare che sono proprio i popoli che si muovono. Sono fenomeni che vedremo nei momenti forti del prossimo futuro, che sarà quello del trionfo del Cuore Immacolato.

Le condizioni personali ed esistenziali che sono necessarie per la Divina misericordia sono tre.

La prima è quella di decidere di tornare a Dio, cioè lasciare gli idoli che l’uomo si è costruito. Sono idoli sempre più elaborati, come l’intelligenza artificiale. Ma non sono diversi da quelli dei tempi antichi, dove venivano deificate le forze della natura. Tali deificazioni erano indirizzate a stare meglio, aumentare la ricchezza, aumentare l’autonomia, illuderci su un quoziente di felicità che possiamo ritagliarci. In realtà sono idoli che non ci danno nulla di fondamentale, essenziale e che plachi il cuore. Quindi il primo passo è riconoscere che gli idoli sono falsi, non ci danno felicità e salvezza. Liberarci dalle esche che satana ha gettato e con i quali ha pescato. Bisogna fare un esame di coscienza per eliminare gli idoli che ci siamo costruiti per riempire la vita.

La seconda condizione è quella di riconoscerci peccatori davanti a Dio, questo è il momento più bello. La Madonna ha detto più volte di prendere in mano la Croce, guardare al Crocifisso che ha espiato i peccati al nostro posto e per il nostro amore, quanto ha sofferto per noi. Quindi, riconoscerci peccatori davanti al Crocifisso, usando le parole del Santo re Davide: “Quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto”. Chiediamo profondamente perdono per i peccati che abbiamo fatto nella nostra incredulità, nel nostro egoismo. Gustiamo le parole dell’Atto di dolore: “Mi pento, mi dolgo”.

Infine, come ci dice un grande pensatore cristiano Blaise Pascal, una volta che si è considerato il nostro peccato, non soffermiamoci mai su di esso, ma alziamo gli occhi verso la Divina Misericordia. Pascal era in polemica con i giansenisti che fermavano sempre l’occhio sul proprio peccato e quindi erano sempre infelici. Dopo che si è guardato il nostro peccato e la nostra miseria, bisogna guardare alla Divina misericordia, come insegna la Madonna. Ci ha mostrato in questi Messaggi nei quali afferma nostra lontananza da Dio, come riconoscere i nostri peccati e alzare gli occhi alla Divina Misericordia, che è più grande di qualsiasi peccato abbiamo commesso. Mai dubitare che Dio non ci perdoni. Gesù, infatti, disse a Santa Kowalska che si sente più offeso dal dubbio che abbiamo nella Sua misericordia che del peccato che abbiamo commesso. Tutto ciò presuppone che ci inginocchiamo di fronte alla Croce di Gesù e diciamo “Abbia pietà di me che sono un peccatore”.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia

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