Pensiero spirituale sul tempo di Dio

Cari amici, è importante capire quale fase della Storia della salvezza stiamo percorrendo. Quando Gesù iniziò il viaggio verso Gerusalemme con i suoi discepoli, sapeva che doveva affrontare il culmine della Sua missione. Quello era il Suo tempo particolare, eternamente previsto da Dio, di salvezza universale, ovvero la Redenzione del mondo mediante l’offerta in sacrificio d’amore della Sua vita. San Luca diceva che indurì il viso confermando la totale adesione alla volontà del Padre: Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, egli rese duro il suo volto incamminandosi verso Gerusalemme.” (Luca 9,51). Lui aveva capito che tempo stava vivendo: il tempo della Sua ora. Era totalmente sintonizzato con essa, mentre i discepoli erano spaesati e in balia con le cose di questo mondo. In tal modo vennero travolti dalla potenza del male. La grazia di Dio, con quello che avevano ascoltato, ha preso il sopravvento. Non è facile riprendersi dall’abisso del male.

Il tempo viene vissuto in modo diverso da noi e Dio. Il passato, presente e futuro sono di Dio, sono un dono che ci dà e che dobbiamo accogliere dalle Sue mani. Dobbiamo sintonizzarci facendo del tempo lo strumento del Suo servizio, viviamo il tempo al servizio del regno di Dio.

Siamo entrati in un tempo particolare di Dio. Con la vittoria di Cristo nei tre giorni della Passione, Egli ha vinto per tutti e per sempre. Ogni tentativo di satana di riprendere il potere sull’opera della Creazione non ha assolutamente successo, solo satana nel suo accecamento non si rende conto di questo. Quello che Cristo ha vissuto, la Chiesa è chiamata a viverlo nel corso della Storia. In particolare, il Catechismo della Chiesa cattolica dice che nella fase finale è chiamata a rivivere la Passione di Cristo e la sua Risurrezione. Siamo entrati proprio in questo tempo, in cui dobbiamo rivivere la Passione di Cristo dove si ripropone il grande combattimento escatologico fra satana e la Chiesa. Non dobbiamo essere come i discepoli immersi nelle cose di mondo, in una visione molto limitata di messianismo umano e politico. Dobbiamo vivere questo tempo particolare di combattimento escatologico, nel quale è minacciata la sopravvivenza della Chiesa, perché satana cerca di riconquistare quello che ha perso con la Passione di Cristo. Le conseguenze di questo attacco lo vediamo nei soffi di vento di odio, di incredulità, di male sulla Terra. La fede che si dissolve, le chiese che si svuotano, molti che tradiscono, è una realtà che abbiamo sotto gli occhi. Che ci sia un attacco alla fede e alla Chiesa lo si capisce anche dalle parole della Regina della pace: «Il diavolo miete le anime per attirarle a sé» (25 luglio 2020).

Siamo coloro che desiderano rispondere alla chiamata della Madonna, che amano la Chiesa, che sono al servizio dell’opera della Redenzione, dobbiamo entrare in questo tempo di grande lotta spirituale, perché questo è il tempo di Dio. Se dovessimo vivere un altro tempo, siamo fuori dalla realtà, siamo spaesati, come foglie secche che il vento spazza via.

Questo è un tempo in cui bisogna mettersi davanti a Dio, capire che della nostra anima siamo responsabili noi stessi. Dio ci ha donato l’intelligenza per capire e la volontà per decidere. Quindi, capire che la salvezza dell’anima è il primo obiettivo. Prepararsi anche ad essere strumento di salvezza per le anime altrui, indossare la armi della battaglia, spogliarsi delle vesti dell’effimero, delle preoccupazioni umane, delle ricchezze che non contano, delle distrazioni, delle zavorre che ci riempiono le tasche. A che serve all’uomo guadagnare il mondo intero se poi perde la sua anima?

Questo è il tempo di Dio nel quale dobbiamo andare all’essenziale. L’essenziale è la salvezza della nostra anima, la disponibilità nelle mani di Dio di essere strumento di salvezza per le anime degli altri, attraverso la testimonianza, la carità e l’eroismo. Questo è quello che dobbiamo fare adesso e per farlo bisogna spogliarsi di tutto ciò che impedisce di camminare, di correre, di operare. Spogliamoci soprattutto delle catene del male, dei vizi che ci imprigionano e ci fanno servi del demonio. Dobbiamo essere nella grazia di Dio, santificante, nella Sua gioia, nella Sua pace, nei disegni e progetti di Dio. Entriamo in un programma quotidiano di realizzazione in modo tale da essere persone delle quali Dio si può fidare, alle quali può dare gli incarichi spirituali, di coraggio, di speranza e del buon esempio.

Entriamo nel tempo di Dio che è quello nel quale viviamo, dove la maggioranza delle persone è fuori. Dio è padrone della Storia, quando si realizzeranno le Sue profezie, le persone che sono fuori da questo tempo o andranno in una crisi totale oppure cercheranno di salvarsi all’ultimo momento.

Il Cielo dice che siamo sull’orlo dell’abisso. Assistiamo come fosse un film e non una realtà al massacro, all’incendio e alla distruzione del mondo nella completa indifferenza. Satana ci ha cloroformizzati, dopodiché ci farà morire con il suo acido di carbonio, un gas inodore e insapore che miete le vittime senza che se ne accorgano.

Non siamo padroni del nostro tempo, il tempo è nelle mani di Dio. Un tempo serio come quello della Passione di Cristo e della Chiesa. È un tempo in cui verranno svelati i pensieri dei cuori, quelli che teniamo nascosti, si vedrà chi non ama Dio, chi crede e chi non crede, chi ha i fiori nei cuori e chi ha i serpenti velenosi.

Sintonizziamoci con il tempo di Dio nell’umiltà e nel silenzio, giorno e notte. Arringhiamo e speroniamo le nostre anime immortali.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”