Pensiero spirituale sulle parole della Madonna “Siate luce per tutti quelli che incontrate” (25 marzo 2024)

Cari amici, la Madonna nei Messaggi del 18 e 25 marzo 2024 ci ha invitato a essere luce per tutti quelli che incontriamo. Questa forma di evangelizzazione è come quella degli Apostoli che avevano attinto alla luce di Gesù per andare a predicare nei villaggi e in tutto il mondo. Una missione iniziata dopo la Resurrezione di Cristo, portando quella luce che loro stessi avevano accolto e che illuminava la loro vita. Guardiamo a Cristo Risorto, luce del mondo, al quale la Madonna ci invita ad essere uniti, in modo tale che anche noi possiamo essere luce che riflette quella di Cristo. Alcuni apriranno gli occhi e accoglieranno questa luce, altri per non essere abbagliati chiuderanno gli occhi. Dobbiamo essere questa presenza perché gli uomini oggi sono nelle tenebre, come dice la Madonna.

«Mettete nelle vostre preghiere questa umanità che vaga senza Dio e senza il Suo amore. Siate preghiera, siate luce e testimoni per tutti quelli che incontrate, figlioli, affinché Dio misericordioso abbia misericordia di voi» (25 marzo 2024).

Non avendo una luce che illumina il cammino, vagano per tutta la vita persi in un labirinto e arrivano al termine della vita senza aver trovato una meta. Questa è una situazione resa drammatica dal fatto che i popoli Occidentali hanno avuto la luce di Cristo, del Battesimo, della Parola di Dio, dell’insegnamento della Chiesa e la grazia della presenza della Madonna per così tanto tempo. Eppure, non sono usciti dalla caverna in cui sono rinchiusi, illudendosi attraverso le false luci che si accendono e spengono ma che alla fine lasciano nel vuoto e nel buio.

Questa è la situazione del mondo che rifiuta la luce di Cristo e vive di falsa luce, di tenebre. La luce di Gesù ci svela un mondo nuovo, soprannaturale, di Dio, delle anime immortali, della Gerusalemme celeste. Questo mondo nuovo ci svela la fonte della vita, della grazia, dell’amore e tutto ciò che il cuore nel profondo desidera, ovvero l’eterna felicità. Questa luce risponde agli interrogativi più urgenti, esistenziali della nostra vita, che sono al cuore di tutte le civiltà. Queste domande esistenziali sono radicate nella natura umana che cerca un senso convincente alla vita. Non cerca un senso passeggero, che non soddisfa e che il tempo corrode e dissolve. Cerca una risposta che dia un valore alla vita, che va oltre i limiti del tempo, del male, che dia una prospettiva di santità, di eternità e di felicità. È la risposta che dà Cristo quando dice: “Io sono la Via, la Verità, la Vita. Sono la luce del mondo”.

La Regina della pace ci dice proprio questo, ovvero di unirci a Cristo, diventare una cosa sola cosicché possiamo portare la luce. Saranno gli stessi avvenimenti della vita che mostrano chi siamo, i nostri riferimenti morali, le prospettive soprannaturali, le riserve di bontà e compassione di cui oggi la gente ha estremante bisogno. Maria scende dal Cielo e porta se stessa, la sua luce si diffonde, la grazia con cui ricolma entra nei nostri cuori. Dobbiamo essere dei fari che portano la luce che Lei stessa riceve da Cristo.

È importante che facciamo questa esperienza. Siamo in una società che ha rifiutato il Cristianesimo. Dobbiamo chiederci quali colpe abbiamo per questa situazione. È una condizione vistosa specialmente in Occidente, in Europa ma anche negli Stati Uniti, dove i giovani non sono interessati al messaggio cristiano. Dobbiamo chiederci cosa causa tutto questo, specialmente quando si tratta dei giovani nei quali il male non si è ancora sedimentato e i pregiudizi non sono pesanti. Una risposta è che non viviamo la nostra fede. Una delle cause del dissolvimento della fede è il fatto che non è vissuta esistenzialmente. La fede è una costruzione esterna che non è penetrata nel cuore e non lo ha purificato. Non è entrata nel nostro modo di pensare, di sentire, di agire e di vivere. La nostra fede è entrata in crisi – negli anni del dopo-guerra – perché non era vita. La Madonna, invece, ci raccomanda proprio questo, che la nostra fede sia vita, la nostra preghiera sia vita e di vivere Cristo in noi. È un lavorio interiore che dobbiamo affrontare ogni giorno perché Cristo vive in noi. Questo è alla base dell’Apostolato. Quando il Papa dice che non dobbiamo impostare il nostro apostolato come fosse una forma di proselitismo, vuol dire proprio che non dobbiamo conquistare l’altro con tecniche per attirare l’attenzione. In questo modo si porta a delle illusioni senza avere dei soldati militanti. Non c’è altro modo per diffondere la fede se non quello che è avvenuto agli Apostoli. Nel Cenacolo – il giorno di Pentecoste – hanno ricevuto lo Spirito Santo e si sono trasformati. Cristo è diventato una realtà viva in loro e da quel momento hanno affrontato tutte le difficoltà, senza più fuggire davanti ai soldati e alle autorità.

Il significato è che la fede muore se non viene vissuta, come un fiore. Vivere il Cristianesimo come un’esperienza interiore di Dio – di amore con Cristo, di un rapporto intimo con Lui e la Madonna – è un’apertura viva di se stessi all’aldilà, alla luce che viene dal Cielo. Solo così si è veri cristiani, membri vivi di Cristo. Nella nostra miseria possiamo effondere luce. Con i germi dell’amore, la compassione, aiutando, tendendo la mano, Gesù è vivo in noi e ci trasforma. Questa è la medicina che la Madonna ci chiede perché satana non prevalga. Satana può prevalere portando le persone al male, verso una vita dissipata, piena di cattiverie e immoralità. Ma può prevalere anche su quei cristiani che vivono l’apparenza della fede, la pratica esterna di essa, ma non la vivono interiormente. Essa non è più una conquista della mente che si proietta sulla verità della Parola di Dio e la assimila. La fede non è più un’apertura del cuore all’amore e in questo caso non siamo più nella comunità cristiana.

Quello che sta a cuore alla Regina della pace è che noi siamo testimoni vivi, nei quali la parola di Dio è viva. In noi la fede deve essere viva nella sua bellezza che ci eleva, nel suo amore che ci riscalda, nella sua gioia che ci motiva. È in questo modo che la Madonna ci prepara ai tempi nuovi.

“Siate luce e testimoni per tutti quelli che incontrate” (25 marzo 2024).

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”