
Pensiero spirituale sulla preghiera come arma invincibile
Cari amici, vorrei che prendessimo coscienza di quello che è il Messaggio più ripetuto di Medjugorje, ovvero l’invito alla preghiera. Prendere coscienza di che arma straordinaria siamo in possesso. Di fronte alla situazione del mondo che conosciamo, preoccupante, sull’orlo dell’abisso, essa ci salva. Per quanto riguarda la nostra salvezza e la sopravvivenza delle anime, nonché quella della Chiesa è un’arma che ci protegge. Di fronte a quello che sentiamo ogni giorno – soprattutto a livello mondiale, i popoli sono in subbuglio, l’odio è nei cuori – ci rendiamo conto che non abbiamo nessuna possibilità e ci sentiamo impotenti. Non abbiamo la forza di fermare la catastrofe materiale e spirituale che prosegue sempre più velocemente. Anche la Chiesa cattolica per quanto tenti di mettere un freno non trova ascolto.
Dobbiamo prendere consapevolezza di quello che è un dogma di fede – perché è fondamentale, è una verità teologica ma anche esistenziale della Storia della salvezza – che è la potenza della preghiera fatta con fede. Questa realtà della preghiera nella quale l’uomo nell’angoscia si è rivolge a Dio, è una presenza costante dagl’inizi della Storia dell’umanità fino ad oggi e lo sarà fino alla fine del mondo. Da una parte, perché Dio è misericordioso e accorre in aiuto dell’uomo che lo chiama; dall’altra l’uomo è in una situazione esistenziale in cui si rende conto – nonostante la sua superbia –dell’importanza della preghiera, soprattutto quando ne abbiamo bisogno.
Questo può essere un atteggiamento esistenziale quotidiano. Siamo dei figli, delle creature piccole, che davanti a Dio sono fragili. Egli ci ha donato questo salvagente con il quale possiamo sempre stare a galla nell’oceano della vita. Questo salvagente è la preghiera che ci richiama alla nostra situazione di creature, di esseri che ricevono da Dio tutti gli strumenti per portare a buon fine la propria vita. Siamo come viaggiatori in un oceano popolato da mostri marini, con tempeste che possono sommergerci da un giorno all’altro. Invocando Dio e chiedendo il Suo aiuto arriviamo al porto della salvezza, il porto dell’eternità.
Quando si hanno problemi da risolvere, nel momento in cui non riusciamo a superarli da soli, iniziamo a chiedere aiuto a Dio. Abbiamo bisogno di Lui anche nella gestione della vita quotidiana piena di insidie. A volte soffiano i venti della perfidia, della cattiveria, camminiamo su sentieri popolati da serpenti velenosi, pieno di ansietà e preoccupazioni. Siamo in grado di uscirne solo nel momento in cui capiamo che Dio è presente, pronto ad aiutarci, aspetta il nostro grido di aiuto. Questo è il momento in cui la situazione cambia, perché non ci si sente più impotenti, come se stessimo affondando, ci si sente come se qualcuno ci prendesse per mano e protetto, guidato e difeso.
Dobbiamo entrare in questa dimensione esistenziale, cioè di affidamento costante a Dio, e non aver paura di abbondare nella preghiera di domanda. Essa è la più presente in tutta la Scrittura, nel Vecchio e Nuovo Testamento. Anche nei Vangeli, la gente corre da Gesù per chiedere grazie, guarigione, per essere liberata dai demoni. La preghiera di domanda è una percentuale altissima fra le varie dimensioni della preghiera, è la più estesa. Questo perché siamo creature fragili e abbiamo bisogno di Dio.
Questo vale a livello personale perché è chiaro che prima dobbiamo risolvere i nostri problemi esistenziali, entrare nella prospettiva che siamo creature e figli del Padre celeste. Personalmente dobbiamo imparare a rivolgerci a Dio come figli. Non dobbiamo delegare la preghiera ad altri, dobbiamo rivolgerci a Dio con fede. Deve essere una costante quotidiana, con la fiducia che Gesù ci chiede.
Entriamo nella preghiera fiduciosa e facciamo che essa sia costante e perseverante. Non dobbiamo essere impazienti, ma chiediamo subordinandoci alla volontà del Padre che conosce i nostri bisogni meglio di noi. Dio è un Padre che ci ama più di quanto noi amiamo noi stessi.
Con la preghiera fiduciosa e perseverante si possono ottenere dei miracoli, nei cuori e nella Storia. Questa espressione della Regina della pace va tenuta in grande considerazione specialmente oggi. Oggi chi è in grado di fermare la corsa dell’umanità verso la guerra? Chi è in grado a livello spirituale di frenare questa corsa verso la resa al male? Solo Dio ha questa potenza.
Per quanto riguarda il nostro futuro e i problemi del nostro tempo – la pace, i flagelli – l’unico che può proteggerci da noi stessi, dal maligno e darci un futuro di speranza è soltanto la preghiera. Facciamo della preghiera il nostro compito quotidiano più importante.
Ogni giorno preghiamo con il cuore, personalmente, cerchiamo Dio, chiediamo a Lui, ringraziamolo, apriamoci al Suo amore. Il bello della preghiera è che non costa niente, è a disposizione di tutti – i bambini, gli anziani, i malati, i potenti – è una potenza di grazia che Dio ci ha messo nelle mani e che non usiamo abbastanza.
La Madonna è venuta a Medjugorje e da 42 anni chiede preghiera, in tutti i suoi Messaggi, in modo diretto o indiretto. Perché il modo cambi, ci sia una svolta, la nostra vita migliori e venga protetta, bisogna pregare. Bisogna avere fiducia in essa, vivere di essa. È onnipotente perché chiama in campo l’Onnipotenza divina che decide di ascoltare i figli che chiedono.
Chiediamo questa grande grazia a Dio – in questo anno della preghiera – di diventare anime oranti, persone di preghiera. Sarebbe per noi e per la Chiesa una grande grazia.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”