"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2023 Pagina 74 di 186

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla vita come pellegrinaggio verso l’eternità

Cari amici, la vita come pellegrinaggio verso l’eternità è la visione cristiana. Il concepimento e la nascita avvengono sulla Terra, dopodiché, da quel momento la vita diventa un cammino verso l’eternità. Questa è la visione della vita alla luce della fede, cioè un tempo di prove, un tempo in cui dobbiamo cercare Dio, conoscerlo, amarlo e servirlo in modo tale da poter raggiungere la felicità eterna in Paradiso.

La visione moderna della vita è in totale contrapposizione a quella del Cristianesimo. Il mondo di oggi crede e professa che la vita sia immanente, che dopo la morte finisca tutto. La morte, il giudizio, l’infero e il Paradiso sono il proseguimento della vita! Sono stati messi al centro i beni materiali, si è pensato di realizzare la propria felicità qui sulla Terra e così, di fatto, la vita è diventata un cammino verso la morte per la gran parte della popolazione.

Noi cristiani sappiamo che abbiamo un’anima spirituale immortale e la morte non è il disfacimento dell’essere umano, è semplicemente il distacco dell’anima dal corpo. L’anima, nel momento stesso della morte, riceve la sua retribuzione eterna: la felicità del Paradiso, il tempo di purificazione in purgatorio o la dannazione eterna.

È questa la visione cristiana della vita, è un pellegrinaggio verso l’eternità! Questa visione cristiana della vita dobbiamo tenerla viva perché è quella della fede, della Divina Rivelazione, è quella a cui ci esorta la Sacra Scrittura, è quella a cui ci esorta la Regina della pace che innumerevoli volte ci ha descritto la vita sulla Terra come un tempo breve (un battito di ciglia).

La Madonna molte volte ha detto chiaramente che la nostra vita è breve e che la morte è certa. La Regina della pace ha visto affermarsi una visione della vita pagana, proprio nei Paesi di antica cristianità. La prospettiva dell’immortalità e dell’eternità è stata offuscata, cancellata, negata.

Noi cristiani dobbiamo fare molta attenzione e non farci assorbire a questa visione della vita. Giorno per giorno dobbiamo alimentare, con la preghiera, questa prospettiva di eternità che è una luce che illumina la vita, la motiva, ci dà la forza per affrontare i momenti difficili, le sofferenze, le difficoltà, le prove.

È ben diverso affrontare una traversata nel mare agitato con la certezza di approdare a un porto di luce, piuttosto che navigare con la certezza che a un certo punto la nostra barca affonderà. C’è una diversità radicale dal punto di vista esistenziale perché chi imposta la vita come pellegrinaggio verso l’eternità è molto motivato e sa che la vita è un tempo di prova che deve essere vista attraverso la fedeltà quotidiana; inoltre sa che le sofferenze, le difficoltà, le lotte e le guerre spirituali servono per mostrare a Dio la nostra fedeltà.

Nella prospettiva cristiana, anche nei momenti di sofferenza non si perde mai la speranza e non si perde mai il sorriso, anche quando ci sono le lacrime. Senza la luce della prospettiva cristiana nelle difficoltà si annaspa.      
Nella prospettiva di una concezione immanente e intramondana, dove la vita termina con il disfacimento di noi stessi, mancano le motivazioni.

La Regina della pace ha detto che ogni uomo ha la possibilità di conoscere e amare Dio e che sarà durissima la condanna all’inferno per tutto coloro che lo rifiutano.

«Ogni persona adulta è in grado di conoscere Dio. Il peccato del mondo consiste in questo:
che non cerca affatto Dio. Per coloro che adesso dicono di non credere in Dio,
quanto sarà duro allorché si avvicineranno al trono dell’Altissimo per sentirsi condannare all’inferno»
(messaggio del 3 febbraio 1984)

Andare all’inferno è una scelta. Si sceglie di eliminare Dio dalla propria vita, di affondare sulla barca della vita perché non si vuole guardare al faro di luce che fa approdare alla salvezza eterna. Il peccato seduce e l’uomo può scegliere di resistere, di combattere spiritualmente oppure di cedere e concedere che entri nel proprio cuore.

La prospettiva cristiana della vita è certamente andata dissolvendosi nel nostro tempo. Bisogna recuperarla attraverso la Conversione che è un ritorno a Dio, un’apertura del cuore, è andare al di là dei confini della finitezza. Ci vuole umiltà. Ciò che trattiene l’anima dall’inchinarsi a Dio nell’affidarsi a Lui, nell’accettare nella propria creaturalità e finitezza di dipendere da Lui, non sono solamente i vizi, ma è la nostra superbia.

Apriamo il cuore a Dio, riconosciamoci umilmente Sue creature, viviamo nella prospettiva della salvezza eterna.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

“LA GLORIA DI MARIA NELL’ ANNUNCIO DEI SEGRETI” – Puntata 49

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

🔴LIVE VIDEO🔴LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

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🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Cosa fare  perché  i ragazzi crescendo conservino  la fede?

Carissimo  Padre Livio,

io sono una delle tante  mamme che le  scrivono esprimendo  la  preoccupazione per  i  proprio figli che,  nel periodo dell’adolescenza,  incominciano ad  abbandonare  la Chiesa per poi perdere   la fede. 

A parte  le eccezioni, questa sembra una tendenza  generale.

Lei, cha  ha una lunga  esperienza  in questo campo,  cosa  suggerisce perché  i  nostri ragazzi,  diventando adulti,  possano conservare  la  fede?

Che  cosa  possiamo fare,  oltre  alla preghiera,    per fermare  questa  deriva  dolorosa?

Cinzia di  Biella

Cara Cinzia,

la mia esperienza di 22 anni in Parrocchia,  impegnato nella  pastorale giovanile,  mi ha  confermato nella convinzione  che  i  ragazzi hanno bisogno di essere  inseriti  in gruppi di coetanei e  di un sacerdote che li guidi sulla   via di una   fede convinta  ed esigente. 

In questo contesto  gli incontri mondiali che la Chiesa  promuove allargano gli  orizzonti e motivano i partecipanti.

L’esperienza di Medjugorje,  in particolare, mi  ha fatto capire  quanto sia  importante  educare  i  nostri figli, fin da  bambini, alla preghiera personale,  in modo tale  che Gesù  e Maria siano una  presenza reale nella loro vita.  Quando questo avviene difficilmente  si perde  la  fede.

Ave Maria

Padre  Livio

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Guardiamo più in là per sollevarci

Carissimo Padre Livio,

alla richiesta di una parola di speranza da parte di Clara di Reggio Emilia, angosciata pensando al futuro che potranno avere i suoi tre figli in questa società sempre più ostile alla fede mi viene da rispondere: il regno di Dio è vicino.

Questo regno di Dio è il regno della Divina Volontà! Questo regno era esistito subito con la creazione, Dio aveva creato l’uomo per essere re di questo regno! Ma l’uomo aveva rifiutato questo dono con quello che noi definiamo il peccato originaleGesù che cosa fa? Viene sulla terra e il primo suo pensiero è restaurare questo regno!

Il libro della Sacra Scrittura, che più di tutti, ci chiarisce tutto su questo regno e cioè che sarà instaurato senza dubbio è proprio l’Apocalisse!  L’Apocalisse non è il libro dei disastri, è il libro del regno di Dio! È il libro della piena rivelazione del compimento di tutto! È necessario quindi considerare il libro dell’Apocalisse che ci indica la trasformazione, il ripristinamento, il riportare l’uomo all’origine come una realtà che inevitabilmente sarà raggiunta! Inevitabilmente! È decreto! È stabilito! Questa la nostra speranza.

In Ap 11, 15 sta scritto: “Il settimo angelo suonò la tromba e nel cielo echeggiarono voci potenti che dicevano: ‘Il regno del mondo appartiene al Signore (dovremmo impararlo a memoria questo) nostro e al suo Cristo: egli regnerà nei secoli dei secoli’.” Il regno del mondo, no dei cieli, no delle stelle, quello è sempre stato … il regno del mondo è venuto ad essere del Signore nostro e del suo Cristo ed Egli regnerà qualche mese, un paio d’anni? No, … nei secoli dei secoli!

Il fondamento di tutto questo lo troviamo in Daniele 2 quando tutto si frantuma e una pietra sola all’improvviso senza mano d’uomo viene giù, frantuma tutto, ferro, bronzo, tutte le pagliacciate degli uomini, tutti i pupazzi che hanno fatto … li butta tutti a terra e invece questo regno resterà in eterno! Sempre Ap 21, 24 sta scritto: “Le nazioni cammineranno alla sua luce (alla luce di questo regno), e i re della terra a lei porteranno il loro splendore (a questo regno, a questa instaurazione di questo regno)”.

E ancora Ap 21, 4“Dio tergerà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la morte né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate”. Inoltre la città non ha bisogno della luce del sole, né della luce della notte, perché la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è il Cristo di Dio, l’Agnello”.

 Nel LIBRO DI CIELO, della Serva di Dio Luisa Piccarreta al volume 21 il 24 Aprile 1927, Gesù dice, partendo da una esperienza sempre di Luisa: 

“Mi sentivo amareggiata per la privazione del mio dolce Gesù, e mentre sospiravo il suo ritorno è uscito da dentro il mio interno, ma tanto afflitto che faceva pietà, ed io Gli ho detto: ‘Ma dimmi, che hai che stai così afflitto?’ (siamo a 96 anni fa pressappoco e questo brano di 96 anni fa, allora era attuale, adesso è attualissimo! È ripercorre, con la luce che Gesù ha dato a Luisa, gli eventi dell’Apocalisse che preparano a questo regno, quello che stiamo vivendo, questa lotta ormai ingaggiata che è in un punto molto cruciale tra una donna vestita di sole e il dragone, il serpente antico, satana). E Gesù: ‘Ah Figlia mia, devono succedere cose gravi per riordinare il regno, una casa! (visto che non abbiamo scelto la strada dell’amore, della misericordia). Succede prima uno sconvolgimento generale e molte cose periscono, alcuni perdono, altri guadagnano, insomma succede uno scompiglio, un affaticare di più, e molte cose si soffrono per riordinare, rinnovare, e dare la nuova forma al regno oppure alla casa. Si soffre più e si lavora di più se si deve distruggere per edificare, che se si dovesse solo edificare così succederà per riedificare il regno della mia volontà. Quante rinnovazioni bisogna fare! È necessario sconvolgere tutto, abbattere e distruggere esseri umani, scompigliare la terra, il mare, l’aria, il vento, l’acqua, il fuocoaffinché tutti si mettono al lavoro per poter rinnovare la faccia della terra, per poter portare l’ordine del nuovo regno della mia Volontà Divina in mezzo alle creature Perciò molte cose gravi succederanno ed Io nel vedere ciò (è Gesù che parla) guardo lo scompiglio e mi sento afflitto (è chiaro no! Adesso vedendo questo scompiglio è chiaro che ci sentiamo afflitti, ma se guardiamo più in là quello che resterà, perché questo che stiamo vivendo sono circostanze volute da noi, tutte fatte da noi … è vero dobbiamo essere chiarissimi … tutte costruite, prodotte da noi, ma se guardiamo invece più in là quello che già ha fatto Dio fin dalla fondazione del mondo! Questo regno è stato fatto fin dalla fondazione del mondo; quando ha fondato il mondo, ha fondato questo regno, di cui la Chiesa è un anticipo. La Chiesa è un anticipo di questo regno, è il germe di questo regno.);

e se guardo più in là, nel vedere l’ordine ed il mio nuovo regno riedificatopasso da una profonda mestizia ad una gioia così grande che tu non puoi comprendere (solo questa gioia è possibile per l’umanità! La vera gioia!).

Ecco la causa perché mi vedi ora mesto ed ora con la gioia della mia patria celeste’. (mesto perché Gesù vede che l’umanità ostinatamente ha voluto scegliere la grande tribolazione, tanto da desiderare una guerra nucleare). Io mi sentivo mesta per questo sconvolgimento che Gesù mi aveva detto; le cose gravi erano terrificantisi sentivano tumulti, rivoluzioni e guerre in più parti. Oh come gemeva il mio povero cuore! E Gesù per sollevarmi mi ha presa fra le sue braccia, mi ha stretta forte al suo cuore santissimo e mi ha detto: ‘Figlia mia, guardiamo più in là per sollevarci (guardiamo più in là, … questa è l’unica vera speranza! Questa è l’unica vera speranza!)”.

In un altro brano leggiamo: “Figlia mia (dice il 18 dicembre 1927 Gesù), ogni profezia che facevo ai miei profeti della mia venuta sulla terra, era come un compromesso che facevo alle creaturedi venire in mezzo a loro, ed i profeti manifestandole disponevano i popoli a desiderare e volere un tanto beneed essi, nel riceverle queste profezie, ricevevano il deposito nel compromesso, ed a seconda che andavo manifestando il tempo ed il luogo della mia nascita, così andavo aumentando la caparra del compromesso. Così sto facendo del regno della mia volontà; ogni manifestazione che faccio che riguarda il mio Fiat divino è un compromesso che faccio, ogni sua conoscenza è una caparra di più che aggiungo, e se faccio i miei compromessi è segno che come venne il regno della Redenzionecosì verrà il regno della mia Volontà. Le mie parole sono vite che metto fuori di mee la vita deve avere il suo soggiorno e produrre i suoi effetti. Credi tu che sia cosa da nulla una manifestazione di più o una di meno? È un compromesso di più che fa un Dio, ed i nostri compromessi non possono andar perduti, e quanti più compromessi facciamo, tanto più è vicino il tempo di realizzare i nostri compromessi e di metterli tutti al sicuro. Perciò richiedo da te somma attenzione e che nulla ti faccia sfuggire, altrimenti ti faresti sfuggire un compromesso divino, che porterebbe delle conseguenze”.

Io a queste parole ci credo fino in fondo, io ne sento la responsabilità e parlo di questo giorno e notte, notte e giorno, sempre! Bisogna far conoscere questo! Questo porta alla speranza, questo anima tutta l’umanitàBisogna nutrirsi continuamente di questo! Questa speranza ti fa cantare infinitamente di più di san Francesco, che tanto è il bene che mi aspetto che ogni pena mi è diletto! Perché è troppo il bene che mi aspetto che so che supererò tutto! Qualsiasi prova sarà superata dal bene che arriva!

 La saluto nel cuore SS. di Gesù e Maria.

Stefania

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sull’esortazione della Madonna a essere forti e saldi nella fede

Cari amici, la Madonna molte volte ci ha esortati a essere saldi e forti nella fede. La Regina della pace ci fa questa esortazione in un contesto storico e sociale in cui molti hanno perso la fede, addirittura molti hanno rifiutato la fede e la Croce, come ha detto la Madonna stessa. È chiaro che oggi per conservare la fede bisogna andare controcorrente, bisogna alimentarla con la preghiera e istruirsi nelle Verità della fede.

L’espressione “siate forti e saldi” riguarda la fede sotto due aspetti: un aspetto oggettivo, cioè le Verità della fede in cui bisogna credere e un aspetto soggettivo, cioè un atteggiamento non di dubbio o critica ma di umiltà e accoglienza delle Verità della fede. Bisogna rafforzarsi in esse attraverso la preghiera e la pratica. Più le Verità della fede si praticano, specialmente a livello morale e più ci diventano chiare, diventano parte di noi stessi.

L’aspetto oggettivo della fede. La fede riguarda la Parola di Dio, cioè tutte le Verità della divina Rivelazione. È tipico del Cristianesimo essere una Religione discendente, cioè rivelata da Dio. Dio si rivela all’uomo e gli fa conoscere il Suo mistero, il mistero della Creazione e della Redenzione, partendo dalla luce che viene dall’alto. Il Cristianesimo è una Divina Rivelazione, è un compendio di Verità di fede e si trovano nella Sacra Scrittura. Quando parliamo della fede in senso oggettivo questo deve riguardare tutte le Verità della fede che Dio ci ha rivelato, che la Chiesa conserva gelosamente, che piamente approfondisce e poi comunica ai fedeli. Il compito della Chiesa è il deposito della Divina Rivelazione, che nella sua totalità viene conservato, approfondito, insegnato e predicato perché tutti lo possano accogliere.

Il Santo Padre ha parlato della “fede fai da te”, ovvero quella fede soggettiva che decide quali Verità di fede oscurare o eliminare perché reputate superate dal tempo o dalla Storia. Ne consegue che ci si costruisce una fede “di comodo”, su misura. Basta la negazione di una Verità di fede per naufragare nella fede stessa. L’albero della fede va accolto nella sua totalità, non si può deliberatamente decidere a quali Verità credere e a quali no. Nel corso della Storia, la Chiesa si è impegnata a difendere tutte le Verità della fede in questo modo ne ha mantenuto la totalità.

Oggi c’è il pericolo che le Verità della fede vengano depennate, ritenute superate. L’esistenza del diavolo, ad esempio, è una Verità di fede che nei nostri giorni viene apertamente negata, viene ridotto a simbolo del male e basta. Ma il diavolo esiste, è l’angelo ribelle. Anche l’inferno è una Verità della fede, ma si ha paura a parlarne. Gesù Cristo è stato il primo a parlare dell’inferno, è stato Lui il primo a rivelarcene l’esistenza. Come si può negare che l’inferno esista?

Umilmente, allora, dobbiamo spalancare il nostro cuore a Dio per accogliere con gioia, devozione, amore e gratitudine tutte le Verità della fede che Dio ci ha voluto rivelare e che troviamo in parte nel Credo e nella loro totalità nel Catechismo della Chiesa Cattolica.

Dobbiamo avere l’atteggiamento di desiderio di essere fedeli fino in fondo, di non presumere di eliminare delle Verità di fede che Dio stesso ci ha rivelato. Chi siamo noi per depennare le Verità di fede che Dio ci ha rivelato e che la Chiesa ci ha insegnato per tanti anni? Siamo certamente liberi di farlo, ma a nostro discapito. Gesù ha tal proposito ha detto:

«Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento. Poiché in verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, neppure uno iota o un apice della legge passerà senza che tutto sia adempiuto. Chi, dunque, avrà violato uno di questi minimi comandamenti e avrà così insegnato agli uomini, sarà chiamato minimo nel regno dei cieli; ma chi li avrà messi in pratica e insegnati sarà chiamato grande nel regno dei cieli. Poiché io vi dico che se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e dei farisei, non entrerete affatto nel regno dei cieli. Matteo 5,17-20

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

“LA GLORIA DI MARIA NELL’ ANNUNCIO DEI SEGRETI” – Puntata 48

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