Pensiero Spirituale sull’esortazione della Madonna a essere forti e saldi nella fede

Cari amici, la Madonna molte volte ci ha esortati a essere saldi e forti nella fede. La Regina della pace ci fa questa esortazione in un contesto storico e sociale in cui molti hanno perso la fede, addirittura molti hanno rifiutato la fede e la Croce, come ha detto la Madonna stessa. È chiaro che oggi per conservare la fede bisogna andare controcorrente, bisogna alimentarla con la preghiera e istruirsi nelle Verità della fede.

L’espressione “siate forti e saldi” riguarda la fede sotto due aspetti: un aspetto oggettivo, cioè le Verità della fede in cui bisogna credere e un aspetto soggettivo, cioè un atteggiamento non di dubbio o critica ma di umiltà e accoglienza delle Verità della fede. Bisogna rafforzarsi in esse attraverso la preghiera e la pratica. Più le Verità della fede si praticano, specialmente a livello morale e più ci diventano chiare, diventano parte di noi stessi.

L’aspetto oggettivo della fede. La fede riguarda la Parola di Dio, cioè tutte le Verità della divina Rivelazione. È tipico del Cristianesimo essere una Religione discendente, cioè rivelata da Dio. Dio si rivela all’uomo e gli fa conoscere il Suo mistero, il mistero della Creazione e della Redenzione, partendo dalla luce che viene dall’alto. Il Cristianesimo è una Divina Rivelazione, è un compendio di Verità di fede e si trovano nella Sacra Scrittura. Quando parliamo della fede in senso oggettivo questo deve riguardare tutte le Verità della fede che Dio ci ha rivelato, che la Chiesa conserva gelosamente, che piamente approfondisce e poi comunica ai fedeli. Il compito della Chiesa è il deposito della Divina Rivelazione, che nella sua totalità viene conservato, approfondito, insegnato e predicato perché tutti lo possano accogliere.

Il Santo Padre ha parlato della “fede fai da te”, ovvero quella fede soggettiva che decide quali Verità di fede oscurare o eliminare perché reputate superate dal tempo o dalla Storia. Ne consegue che ci si costruisce una fede “di comodo”, su misura. Basta la negazione di una Verità di fede per naufragare nella fede stessa. L’albero della fede va accolto nella sua totalità, non si può deliberatamente decidere a quali Verità credere e a quali no. Nel corso della Storia, la Chiesa si è impegnata a difendere tutte le Verità della fede in questo modo ne ha mantenuto la totalità.

Oggi c’è il pericolo che le Verità della fede vengano depennate, ritenute superate. L’esistenza del diavolo, ad esempio, è una Verità di fede che nei nostri giorni viene apertamente negata, viene ridotto a simbolo del male e basta. Ma il diavolo esiste, è l’angelo ribelle. Anche l’inferno è una Verità della fede, ma si ha paura a parlarne. Gesù Cristo è stato il primo a parlare dell’inferno, è stato Lui il primo a rivelarcene l’esistenza. Come si può negare che l’inferno esista?

Umilmente, allora, dobbiamo spalancare il nostro cuore a Dio per accogliere con gioia, devozione, amore e gratitudine tutte le Verità della fede che Dio ci ha voluto rivelare e che troviamo in parte nel Credo e nella loro totalità nel Catechismo della Chiesa Cattolica.

Dobbiamo avere l’atteggiamento di desiderio di essere fedeli fino in fondo, di non presumere di eliminare delle Verità di fede che Dio stesso ci ha rivelato. Chi siamo noi per depennare le Verità di fede che Dio ci ha rivelato e che la Chiesa ci ha insegnato per tanti anni? Siamo certamente liberi di farlo, ma a nostro discapito. Gesù ha tal proposito ha detto:

«Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento. Poiché in verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, neppure uno iota o un apice della legge passerà senza che tutto sia adempiuto. Chi, dunque, avrà violato uno di questi minimi comandamenti e avrà così insegnato agli uomini, sarà chiamato minimo nel regno dei cieli; ma chi li avrà messi in pratica e insegnati sarà chiamato grande nel regno dei cieli. Poiché io vi dico che se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e dei farisei, non entrerete affatto nel regno dei cieli. Matteo 5,17-20

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”