Guardiamo più in là per sollevarci

Carissimo Padre Livio,
alla richiesta di una parola di speranza da parte di Clara di Reggio Emilia, angosciata pensando al futuro che potranno avere i suoi tre figli in questa società sempre più ostile alla fede mi viene da rispondere: il regno di Dio è vicino.
Questo regno di Dio è il regno della Divina Volontà! Questo regno era esistito subito con la creazione, Dio aveva creato l’uomo per essere re di questo regno! Ma l’uomo aveva rifiutato questo dono con quello che noi definiamo il peccato originale! Gesù che cosa fa? Viene sulla terra e il primo suo pensiero è restaurare questo regno!
Il libro della Sacra Scrittura, che più di tutti, ci chiarisce tutto su questo regno e cioè che sarà instaurato senza dubbio è proprio l’Apocalisse! L’Apocalisse non è il libro dei disastri, è il libro del regno di Dio! È il libro della piena rivelazione del compimento di tutto! È necessario quindi considerare il libro dell’Apocalisse che ci indica la trasformazione, il ripristinamento, il riportare l’uomo all’origine come una realtà che inevitabilmente sarà raggiunta! Inevitabilmente! È decreto! È stabilito! Questa la nostra speranza.
In Ap 11, 15 sta scritto: “Il settimo angelo suonò la tromba e nel cielo echeggiarono voci potenti che dicevano: ‘Il regno del mondo appartiene al Signore (dovremmo impararlo a memoria questo) nostro e al suo Cristo: egli regnerà nei secoli dei secoli’.” Il regno del mondo, no dei cieli, no delle stelle, quello è sempre stato … il regno del mondo è venuto ad essere del Signore nostro e del suo Cristo ed Egli regnerà qualche mese, un paio d’anni? No, … nei secoli dei secoli!
Il fondamento di tutto questo lo troviamo in Daniele 2 quando tutto si frantuma e una pietra sola all’improvviso senza mano d’uomo viene giù, frantuma tutto, ferro, bronzo, tutte le pagliacciate degli uomini, tutti i pupazzi che hanno fatto … li butta tutti a terra e invece questo regno resterà in eterno! Sempre Ap 21, 24 sta scritto: “Le nazioni cammineranno alla sua luce (alla luce di questo regno), e i re della terra a lei porteranno il loro splendore (a questo regno, a questa instaurazione di questo regno)”.
E ancora Ap 21, 4: “Dio tergerà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la morte né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate”. Inoltre la città non ha bisogno della luce del sole, né della luce della notte, perché la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è il Cristo di Dio, l’Agnello”.
Nel LIBRO DI CIELO, della Serva di Dio Luisa Piccarreta al volume 21 il 24 Aprile 1927, Gesù dice, partendo da una esperienza sempre di Luisa:
“Mi sentivo amareggiata per la privazione del mio dolce Gesù, e mentre sospiravo il suo ritorno è uscito da dentro il mio interno, ma tanto afflitto che faceva pietà, ed io Gli ho detto: ‘Ma dimmi, che hai che stai così afflitto?’ (siamo a 96 anni fa pressappoco e questo brano di 96 anni fa, allora era attuale, adesso è attualissimo! È ripercorre, con la luce che Gesù ha dato a Luisa, gli eventi dell’Apocalisse che preparano a questo regno, quello che stiamo vivendo, questa lotta ormai ingaggiata che è in un punto molto cruciale tra una donna vestita di sole e il dragone, il serpente antico, satana). E Gesù: ‘Ah Figlia mia, devono succedere cose gravi per riordinare il regno, una casa! (visto che non abbiamo scelto la strada dell’amore, della misericordia). Succede prima uno sconvolgimento generale e molte cose periscono, alcuni perdono, altri guadagnano, insomma succede uno scompiglio, un affaticare di più, e molte cose si soffrono per riordinare, rinnovare, e dare la nuova forma al regno oppure alla casa. Si soffre più e si lavora di più se si deve distruggere per edificare, che se si dovesse solo edificare così succederà per riedificare il regno della mia volontà. Quante rinnovazioni bisogna fare! È necessario sconvolgere tutto, abbattere e distruggere esseri umani, scompigliare la terra, il mare, l’aria, il vento, l’acqua, il fuoco, affinché tutti si mettono al lavoro per poter rinnovare la faccia della terra, per poter portare l’ordine del nuovo regno della mia Volontà Divina in mezzo alle creature Perciò molte cose gravi succederanno ed Io nel vedere ciò (è Gesù che parla) guardo lo scompiglio e mi sento afflitto (è chiaro no! Adesso vedendo questo scompiglio è chiaro che ci sentiamo afflitti, ma se guardiamo più in là quello che resterà, perché questo che stiamo vivendo sono circostanze volute da noi, tutte fatte da noi … è vero dobbiamo essere chiarissimi … tutte costruite, prodotte da noi, ma se guardiamo invece più in là quello che già ha fatto Dio fin dalla fondazione del mondo! Questo regno è stato fatto fin dalla fondazione del mondo; quando ha fondato il mondo, ha fondato questo regno, di cui la Chiesa è un anticipo. La Chiesa è un anticipo di questo regno, è il germe di questo regno.);
e se guardo più in là, nel vedere l’ordine ed il mio nuovo regno riedificato, passo da una profonda mestizia ad una gioia così grande che tu non puoi comprendere (solo questa gioia è possibile per l’umanità! La vera gioia!).
Ecco la causa perché mi vedi ora mesto ed ora con la gioia della mia patria celeste’. (mesto perché Gesù vede che l’umanità ostinatamente ha voluto scegliere la grande tribolazione, tanto da desiderare una guerra nucleare). Io mi sentivo mesta per questo sconvolgimento che Gesù mi aveva detto; le cose gravi erano terrificanti, si sentivano tumulti, rivoluzioni e guerre in più parti. Oh come gemeva il mio povero cuore! E Gesù per sollevarmi mi ha presa fra le sue braccia, mi ha stretta forte al suo cuore santissimo e mi ha detto: ‘Figlia mia, guardiamo più in là per sollevarci (guardiamo più in là, … questa è l’unica vera speranza! Questa è l’unica vera speranza!)”.
In un altro brano leggiamo: “Figlia mia (dice il 18 dicembre 1927 Gesù), ogni profezia che facevo ai miei profeti della mia venuta sulla terra, era come un compromesso che facevo alle creature, di venire in mezzo a loro, ed i profeti manifestandole disponevano i popoli a desiderare e volere un tanto bene; ed essi, nel riceverle queste profezie, ricevevano il deposito nel compromesso, ed a seconda che andavo manifestando il tempo ed il luogo della mia nascita, così andavo aumentando la caparra del compromesso. Così sto facendo del regno della mia volontà; ogni manifestazione che faccio che riguarda il mio Fiat divino è un compromesso che faccio, ogni sua conoscenza è una caparra di più che aggiungo, e se faccio i miei compromessi è segno che come venne il regno della Redenzione, così verrà il regno della mia Volontà. Le mie parole sono vite che metto fuori di me, e la vita deve avere il suo soggiorno e produrre i suoi effetti. Credi tu che sia cosa da nulla una manifestazione di più o una di meno? È un compromesso di più che fa un Dio, ed i nostri compromessi non possono andar perduti, e quanti più compromessi facciamo, tanto più è vicino il tempo di realizzare i nostri compromessi e di metterli tutti al sicuro. Perciò richiedo da te somma attenzione e che nulla ti faccia sfuggire, altrimenti ti faresti sfuggire un compromesso divino, che porterebbe delle conseguenze”.
Io a queste parole ci credo fino in fondo, io ne sento la responsabilità e parlo di questo giorno e notte, notte e giorno, sempre! Bisogna far conoscere questo! Questo porta alla speranza, questo anima tutta l’umanità! Bisogna nutrirsi continuamente di questo! Questa speranza ti fa cantare infinitamente di più di san Francesco, che tanto è il bene che mi aspetto che ogni pena mi è diletto! Perché è troppo il bene che mi aspetto che so che supererò tutto! Qualsiasi prova sarà superata dal bene che arriva!
La saluto nel cuore SS. di Gesù e Maria.
Stefania