"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2023 Pagina 55 di 186

☕️IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕️

“APOSTOLI DI MARIA” – Puntata 2

“APOSTOLI DI MARIA” – Puntata 1

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

“La corrente modernista ha scardinato la fede dai cuori”

Carissimo Padre Livio,

Purtroppo devo constatare, senza stupirmi troppo, che il pensiero di Serena sia il risultato di una predicazione della fede a livello orizzontale che viene diffusa da diversi anni nelle nostre Chiese, che esclude il “soprannaturale” e si concentra sul ” sociale “. La corrente modernista ha scardinato dal cuore dei fedeli quella fede semplice e genuina che trae alimento anche dagli eventi Celesti che si sono ripetuti nel corso dei secoli attraverso miracoli e apparizioni. Quella di Medjugorie forse li racchiude tutti.

Gli ultimi decenni poi sono stati determinanti per confermare quei fedeli che avevano già nel cuore un certo rifiuto per tutto ciò che è “Sacro” e “immutabile”. Sono tanti Padre. Tanti.

Cito le parole di Serena:

Non comprendo – questa grande attenzione per le apparizioni (soprattutto attuali), sulle quali la Nostra Chiesa ha ancora forti dubbi; e la confermo. Nella mia parrocchia gli stessi sacerdoti ridono sotto i baffi quando si parla di Medjugorje. Per non parlare poi di cosa pensano di Lei caro Padre e di Radio Maria.

Senza cadere nella disperazione, per carità, fidiamoci del buon Dio che lascia crescere la zizzania con l’erba buona. La raccolta verrà fatta a suo tempo.

Un caro saluto 

Anna Rita 


Cara Anna Rita,

Leggendo il suo scritto mi è venuta in mente una affermazione di S. Pio X  nell’immortale Enciclica “Pascendi” quando, smascherando il modernismo all’interno della Chiesa, indicava nell’ateismo la sua deriva consequente.

Infatti il modernismo elimina radicalmente il soprannaturale dalla visione del mondo e della vita.  E’ l’eresia madre di tutte le eresie che, dopo la seconda guerra mondiale, è dilagata ovunque, raggiungendo il suo scopo, così ben sintetizzato dalle parole della Regina della pace: “ L’uomo moderno non vuole Dio e per questo va verso la perdizione” (25 Gennaio 2023).

Vorrei far notare che “moderno” in questo caso rimanda al “modernismo” che la Regina della pace bolla con parole di fuoco, attribuendolo direttamente a satana.

Questa mentalità negli ultimi decenni ha svuotato le Chiese dell’Occidente,  ma si va ora estendendo anche altrove, come in Africa.

Per quelli che sono rimasti nella Chiesa, si va sempre più imponendo un cristianesimo depurato dai miracoli, dalle profezie, dalle apparizioni, dalle  preghiere di intercessione e, via via, da ogni riferimento che non sia controllato dalla dea “Scienza”.

Tuttavia questo è ancora poco rispetto all’obbiettivo verso il quale sta scivolando, perché l’esito finale è poi la negazione della divinità di Gesù  Cristo, delle sue parole di vita eterna, dei comandamenti, dei sacramenti e dell’intero tessuto della fede cristiana.

Questa accelerazione ha preso una velocità irrefrenabile nel nuovo millennio e mi chiedo come sia possibile fermare un tale tsunami. 

A questo riguardo dobbiamo guardare con attenzione e con adesione cordiale alla presenza della Regina della pace che, a mio avviso, ha impedito il tracollo della fede in questi anni di “satana sciolto dalle catene”, soprattutto col richiamo alla preghiera (Santa Messa quotidiana, Confessione, Rosario).

Tuttavia questo non ha impedito che l’Occidente cambiasse religione e  ridiventasse  pagano, però la Madonna ha formato una schiera di  credenti forti e decisi, che testimonieranno la fede cattolica anche col sacrificio della vita se necessario.

Proprio grazie alla presenza di Maria, il futuro che ci attende non sarà la   nuova era dell’uomo al  posto di Dio, ma un tempo di pace, nel quale entreranno quelli che hanno scelto per Dio, rifiutando la seduzione del serpente antico.

Questi infatti è il senso dei segreti rivelati tre giorni prima che accadono,  attraverso i quali Dio manifesterà la sua signoria e metterà ognuno di fronte all’aut aut, alla scelta netta fra Cristo e il principe di questo mondo.

“Quanto sarà duro, ha ammonito la Regina della pace,  per coloro che hanno rifiutato Dio, comparire alla sua presenza e sentirsi condannare all’inferno”.

Ave Maria

Padre Livio

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

“Queste sono le mie ultime apparizioni qui a Medjugorje”

Carissimo Padre Livio, questa mattina dopo aver letto la lettera di Serena e dopo averci pregato su, ho deciso di dare una mia risposta. (e mi scuso per la lunghezza ma penso sia troppo importante).

Parto ricordando che, la Santa Madre Chiesa attualmente NON PUÒ riconoscere le “pseudo apparizioni” (così identificate da Serena) perché le medesime sono ancora in atto.

(Così e’ stato per le apparizioni degli ultimi 200 anni).

Secondo dato: la Chiesa ha riconosciuto i frutti belli che Medjugorje genera e sta generando, permettendo prima i pellegrinaggi e poi addirittura permettendo che essi potessero essere guidati dai sacerdoti .

Terzo dato: sfido chiunque a trovarmi un posto nel mondo dove vi sia una costante preghiera, devozione a Cristo e alla chiesa, dove vi siano file interminabili fuori dai confessionali… e potrei continuare…

In quale altro posto?

In un mondo che è allo sfascio, dove i ragazzi non sanno nemmeno più dov’è’ la porta di una chiesa, bestemmiano di continuo e ripudiano Dio..

Personalmente è 20 anni che mi reco a Medjugorje e in tutti questi anni ho assistito a diverse apparizioni..

Stando li si capisce, si percepisce che non può essere ne una cosa inventata ne una cosa maligna.. (il diavolo fa le pentole ma non i coperchi diceva sempre mio Padre).

Non si può sostenere un carico del genere per 40 e passa anni senza smentirsi mai e senza contraddizione alcuna.

(Ricordo anche che i Veggenti sono stati analizzati studiati da file di medici e tanti di essi erano anche del regime comunista e tutti hanno affermato che il fatto sia inspiegabile e non generato da un fattore Umano (vedi lo studio sulla pupillometria ai ragazzi).

Sicuramente non ho mai visto ne segni ne prodigi (anche se molti della parrocchia possono testimoniare che ve ne siano stati parecchi), però ho visto tante persone convertirsi… ho visto tante persone tornare alla fede, amici che non si confessavano da 30 ANNI!

Ho visto persone cambiare vita, ho visto famiglie abbracciare la Croce di Cristo e abbracciare malattie ,morti improvvise, sciagure…

Ho visto persone dire il loro SI .

Nella mia vita ho dovuto affrontare tante prove (come tutti) tra cui la morte di mio padre nella mia adolescenza e in seguito il non riuscire ad avere figli.

Questo negli anni stava logorando sia me che mia moglie e il nostro rapporto.

A Medjugorje siamo riusciti ad abbracciare questo dolore e dopo un anno abbiamo adottato nostro figlio.

Nel tempo poi i figli sono arrivati ma volati in cielo… ben 5!

E grazie proprio a Medjugorje ,al cammino di fede che facciamo e anche a Padre Livio, abbiamo abbracciato tutto questo.

E così potrei raccontare tanti e tanti esempi di persone che son venute con me in pellegrinaggio.

Oltre a ricordare tante figure nella chiesa che hanno espresso un giudizio positivo su Medjugorje (SAN GIOVANNI PAOLO II, tanti cardinali, Beati, Servi di Dio e Mistici), voglio ricordare che sempre nel manifestarsi del soprannaturale , sono nate delle avversità (Bernadette Soubiro’, veniva picchiata dalla mamma perché negasse tutto, i pastorelli di Fatima Venivano sbeffeggiati, San Padre Pio ritenuto un pazzo e poi fatto santo… e potrei continuare).

In fine Serena afferma che sono “espressioni lontane dalla fede e dalla Chiesa”, perché?

I Veggenti, la parrocchia e la Madonna stessa, è 40 anni che chiedono sempre poche semplici cose:

La Santa Messa, Adorazione, Preghiera, Digiuno, Sacre scritture e testimonianza della presenza di Cristo nel mondo.

Cosa c’è in tutto questo di “lontano dalla fede e dalla Chiesa”?!?

COSA?!?!?

La Chiesa insegna le medesime cose e Gesù Cristo ci ha insegnato le medesime cose.

QUINDI?

Mi addolora molto sentire questi giudizi perché anche nel mio piccolo li ritrovo in alcuni amici e persone a me vicine.

Il tempo però non mente mai, sarà la storia e il tempo che è solo di Dio a dare un giudizio su queste apparizioni (e non mancherà molto, penso ad arrivare).

Prego Dio di essere pronto ad abbracciare le persone ora lontane dalla chiesa e da questa manifestazione divina e non cadere nella tentazione di dire : te lo avevo detto ora rimani nella melma dove sei.

Ti ricorderò fraternamente Serena nelle mie preghiere e spero che (se non sei mai andata come penso, di recarti a Medjugorje a vedere!)

Un saluto Andrea

INTERVISTE A VICKA

LE INTERVISTE A VICKA DI MEDJUGORJE SU RADIO MARIA (3,7)

Vicka di Medjugorje ha tenuto in diretta su Radio Maria cinque interviste che sono un importante documento  storico sulle  apparizioni di Medjugorje e una testimonianza di profonda spiritualità mariana. Le pubblichiamo suddividendole in puntate.

(Terza intervista- Medjugorje 3 Agosto 2000)

“Dio non manda nessuno all’inferno, ma siamo noi che scegliamo quella parte”

Padre Livio: Senti Vicka, dimmi alcune parole sulla  divina misericordia, cioè su quell’amore che Dio, attraverso il cuore di Maria, riversa su noi peccatori, in modo particolare su quelli più lontani.

Vicka: Certamente Dio è sempre pronto a perdonare tutti. Non esiste un peccato che Dio non possa perdonare. Siamo noi quelli che a volte non chiediamo perdono. E questo è un grande pericolo, perché ogni giorno continuiamo a fare cose più gravi, a ripetere peccati sempre più gravi e a fare il contrario di quello che Dio vuole.

Quando la Madonna ha portato me e Jakov a fare quella bellissima esperienza di vedere il paradiso, l’inferno e il purgatorio, lei ha detto che quelle persone che si trovano all’inferno vi sono andate di loro volontà, perché vi hanno voluto andare e già in questa vita hanno scelto di poterci andare.

Padre Livio: Senti Vicka, questa straordinaria esperienza l’abbiamo già ampiamente descritta nelle precedenti interviste, per cui ora mi limito soltanto a fare con te alcune riflessioni. Molti si chiedono: “ Se Dio è amore, perché ha creato l’inferno?”

Vicka: E’ sicuro che Dio è amore, però non forza. Dio è amore, però non costringe. Dio ci ha dato la libertà. Tocca a noi usarla bene.

Padre Livio: L’uomo con la sua libertà può anche rifiutare Dio.

Vicka: Certo.

Padre Livio: Questo è l’inferno.

Vicka: Sì, quello è l’inferno.

Padre Livio: L’inferno è l’amore rifiutato.

Vicka: E’ quando facciamo tutto contro Dio e quindi, per nostra scelta, andiamo all’inferno.  Lo abbiamo voluto noi e non Dio. Dio non manda nessuno all’inferno, ma siamo noi che scegliamo quella parte.

Padre Livio: Mi fa molto riflettere questo forte richiamo della Madonna sull’aldilà, in modo particolare per quanto riguarda l’inferno. Già a Fatima la Madonna aveva mostrato ai tre pastorelli la visione terrificante dell’inferno. Ma qui a Medjugorje ha fatto molto di più. Non solo ha mostrato a voi veggenti, durante l’apparizione, il paradiso, il purgatorio e l’inferno, ma ha portato te e Jakov nell’aldilà col proprio corpo a vedere queste realtà. Una esperienza del genere mi pare assolutamente unica in tutta la storia del cristianesimo. Perché secondo te la Madonna fa un richiamo così forte sull’aldilà?

Vicka: Quando la Madonna è venuta in un pomeriggio, mentre io e Jakov ci trovavamo a casa sua, ci ha detto: “Adesso venite con me a vedere il paradiso, il purgatorio e l’inferno.” La Madonna ci ha portato perché noi potessimo trasmettere agli altri che esiste la vita eterna e che qui siamo solo di passaggio.

Padre Livio: Certamente la Madonna ha voluto richiamare la realtà dei “Novissimi” in un momento in cui molti pensano che con la morte finisce tutto. Anche per quanto riguarda la catechesi, spesso sull’aldilà si tace.

Vicka: Quando si tratta di dare questa testimonianza io veramente lo faccio con grande gioia. Ho avuto questa grande esperienza di essere stata con  la Madonna in quei tre posti e sono contenta di raccontarla. Non si è trattato di una visione, come ad esempio vediamo qualcosa nel video della televisione. La Madonna ci ha preso per mano e ci ha portato via col corpo.

Padre Livio:  Cioè non hai visto il paradiso, l’inferno e il purgatorio come in una visione, ma vi sei stata fisicamente.

Vicka: Sì, ci siamo stati col nostro corpo. La Madonna ci ha detto che saremmo andati con lei e ha preso me per la mano destra e Jakov per la mano sinistra. Jakov aveva cercato di non andare dicendo alla Madonna:  “Io sono figlio unico; tu porta Vicka, ché sono tanti fratelli e sorelle”. Ma non appena la Madonna ci ha preso per mano il tetto si è aperto e siamo saliti in alto. Io pensavo a quante ore o a quanti giorni avremmo impiegato. Mentre salivamo si vedevano sotto le case piccole, come quando si va in aereo.

Padre Livio: Tutto si è svolto in breve tempo?

Vicka: In un momento siamo arrivati in paradiso.

Padre Livio: Ma una volta arrivati, camminavate?

Vicka: Sì, camminavamo. C’era una grande porta di legno. La Madonna l’ha aperta e noi siamo entrati dentro e siamo avanzati di qualche metro.

Padre Livio: E che cosa hai visto?

Vicka: Io dico solo quello che la Madonna ci ha dato la grazia di vedere. Siamo entrati dentro e ho visto un grande spazio, di cui non si vedeva la fine e una grande luce che non esiste qui sulla terra.

Padre Livio: In quella luce hai sentito la presenza di Dio, come i pastorelli di Fatima?

Vicka: Ho visto la luce non Dio. Abbiamo visto molte persone che camminano, cantano, pregano e vedi anche dei piccoli angeli che volano. Le persone che si vedono sono tutte uguali. Non vi sono persone grasse o magre…

Padre Livio: Vuoi dire che le persone in paradiso sono senza difetti fisici?

Vicka: Sì, sono senza difetti fisici.  Vedi dei piccoli  gruppi di persone che pregano, ma in una lingua incomprensibile, una lingua di paradiso.

Padre Livio: Mentre guardavi che cosa sentivi nel cuore?

Vicka: Ma guarda, sentivo una grande gioia, una pace, una tranquillità che vi sono soltanto in paradiso.

Padre Livio: Senti Vicka: quella pace e quella gioia che hai sentito in paradiso, non le hai mai sperimentate qui sulla terra?

Vicka: Le sento quando la Madonna viene.

Padre Livio: Durante l’apparizione?

Vicka: Certamente, ma in paradiso è una cosa diversa. Sai, padre Livio, senti che c’è un atmosfera, una cosa…

Padre Livio: Una dimensione totalmente diversa.

Vicka: Una cosa troppo grande per la nostra comprensione.

Padre Livio: Anche l’apostolo Paolo dice di aver udito in cielo “cose indicibili”, che non si possono raccontare.

Vicka: Sì, anch’io penso così. E’ una cosa troppo grande per le nostre capacità. Mentre noi guardavamo tutte quelle persone la Madonna ci ha detto: “ Guardate come sono felici le persone che si trovano qui in paradiso”. E’ una gioia che non si può descrivere, che non si trova qui sulla terra.

Padre Livio: La Madonna ha ripetuto in più occasioni che la nostra vita è un cammino verso l’eternità. Perché secondo te insiste così tanto su questo pensiero?

Vicka: La Madonna ci invita a guardare di più alla vita eterna perché oggi la gente ci pensa pochissimo. Uno pensa che sta bene, che è in buona salute, che non è ancora la sua ora, che c’è ancora tanto tempo davanti.

Ma La Madonna ci vuole dire: “ Stai pronto, perché ad ogni momento Dio ti può chiamare.  Stai pronto, metti da parte le cose che passano e cerca l’amore di Dio, la sua grazia e guarda alla vita eterna che ti aspetta”.

Padre Livio: La Madonna ha anche detto: “ La vostra dimora è in cielo”. Come dire che Dio ci ha creato perché raggiungessimo il paradiso.

Vicka:  La Madonna con questo vuole dire che tutti siamo chiamati per il paradiso, nel senso che c’è posto per tutti e che è benvenuto chi ci vuole venire.

Padre Livio: Mi ha molto impressionato una affermazione che ha fatto la Madonna qui a Medjugorje. Lei che detto che vuole salvare tutte le anime e presentarle a Dio. Secondo te riuscirà in questo suo  piano sublime di infinita misericordia?

Vicka: La sua permanenza qui in mezzo a noi per così tanto tempo è già una risposta.

Padre Livio: Molti dipenderà anche dall’aiuto che noi sapremo darle.

Vicka: Certamente ci vuole l’aiuto della nostra preghiera e del nostro esempio.

Padre Livio: La Madonna parla spesso di un suo piano che si deve realizzare. Tu hai l’idea di che cosa significhi?

Vicka:  Sì, la Madonna in questo momento chiede preghiere per il suo piano, ma siamo ancora un po’ lontano perché si realizzi.

Padre Livio: Che cosa intendi dire?

Vicka: Lei tante volte ripete questa richiesta e questo significa che noi non ascoltiamo e che il suo piano non si realizza perché non facciamo abbastanza. Io penso che, quando si sarà realizzato, lei ci spiegherà di più e ci indicherà altro. Ma per ora attende il nostro aiuto perché il suo progetto si realizzi.

Padre Livio: Mi pare che la Madonna abbia detto che nel suo piano siamo tutti importanti.

Vicka: Ma noi siamo tutti dentro il suo piano. Non esiste per lei una persona che è di più e un’ altra che è di meno. La Madonna ama tutti con lo stesso amore. Io, che vedo ogni giorno la Madonna, non posso dire che mi ama di più degli altri.

Padre Livio: Volevo dire che, se noi tutti siamo importanti nel piano della Madonna, questo significa che tutti possiamo fare tanto per lei.

Vicka: Sì, questo è sicuro. Guarda come la Madonna è contenta quando noi ascoltiamo i suoi messaggi. Come è contenta quando noi preghiamo. Ora, che c’è il festival dei giovani, io sono sicura che la Madonna è contentissima nel vedere tanta gente, in particolare tanti giovani, che pregano, che ascoltano e che si confessano. E questa è già una parte del suo piano. La nostra conversione è parte del suo piano.

(Continua)

DALLA NOSTRA CAPPELLA PADRE LIVIO COMMENTA IL VANGELO FESTIVO

TESTI E DOCUMENTI

La “deriva orientale” russa nell’abbraccio mortale di Putin a Kim

di Stefano Caprio – Asia News – 17 Settembre 2023

Il leader del Cremlino ha accolto il dittatore di Pyongyang per trattare armi e tecnologia di basso livello. La distanza di Xi Jinping dai due “teppisti” e il gergo da “malavita” usato dal presidente russo nell’incontro. Il sostegno “materiale e spirituale” alla guerra santa del patriarca Kirill. 

Il Forum economico orientale di Vladivostok voleva essere, nelle intenzioni di Vladimir Putin, l’esaltazione del nuovo ruolo geopolitico della Russia, la celebrazione della “svolta verso Oriente” per dichiarare vittoria nella guerra contro l’Occidente e la globalizzazione, vero obiettivo dietro il fragile paravento della povera Ucraina. L’evento si è però rivelato assai meno simbolico e apocalittico, evidenziando piuttosto una “deriva orientale” del mondo russo e del suo leader, sceso sotto il livello perfino del “paria mondiale” per eccellenza, il dittatore nord-coreano Kim Jong-un.

La narrazione dell’incontro tra Kim e Putin ha superato anche le leggende del viaggio del 1950 in Russia di Mao Zedong, quando il “quattro volte grande” Maestro, Capo, Comandante e Timoniere percorse quasi diecimila chilometri nel vagone blindato per incontrare Iosif Stalin, il Padre dei Popoli, in una fusione dei culti della personalità, a tre mesi dalla rivoluzione cinese e a cinque anni dalla vittoria dell’Unione Sovietica sul nazismo. Fu quello il solenne inizio della Guerra Fredda tra Oriente e Occidente, anche se Pechino e Mosca cominciarono presto a guardarsi in cagnesco tra di loro, evidenziando una competizione ben più globale di quella della Russia con la stessa Europa.

Il treno di Kim ha percorso meno di settecento chilometri a 60 all’ora per coprire la distanza tra Pyongyang e Vladivostok, mentre il vero padrone dell’Asia, Xi Jinping, si è ben guardato dal farsi vedere in mezzo ai due “teppisti”, che dovevano parlare di scambi di armi e tecnologie a basso livello. L’occasione in effetti ha tirato fuori tutto lo spirito del gopnik che è in Putin, il quale girava per le strade di Leningrado per affermarsi tra gli altri piccoli delinquenti, e oggi probabilmente voleva vantarsi con il “compagno Kim” di aver fatto fuori perfino “l’amico Ženja”, quell’Evgenij Prigožin che aveva cercato di fare lo sbruffone ancora più di lui.

Il capetto coreano ha cercato di elevarsi alla solennità della “guerra santa della Russia contro l’Occidente globalista”, ma le dichiarazioni di Putin lo hanno trascinato fino ai bassifondi del gergo da malavita, con cui il padrino del Cremlino si esprime quando si sente a suo agio. Sui capitali che fuggono dalla Russia, egli ha ammonito a “non pestare sempre i piedi sullo stesso rastrello”, un’espressione minacciosa nei confronti di coloro che “hanno fregato i soldi onestamente guadagnati” con varie sanzioni e macchinazioni, ma rassicurando che “sistemeremo tutto, so che mi capiscono quelli a cui mi rivolgo”.

Agli imprenditori Putin rivolge assicurazioni tipicamente “di famiglia”: “non ci sarà nessuna de-privatizzazione, la procura farà il suo lavoro con chi se lo merita, ma nessuno si deve spaventare, basta osservare le regole”. Infatti i passaggi di varie aziende e compagnie alla proprietà dello Stato sono soltanto “procedure previste dalla legge”. Anche le dichiarazioni contro la guerra, come quella del fondatore di Yandex Arkadij Volož, sono solo “tentativi di questi personaggi per salvare il proprio business, tanto più che hanno preso e se ne sono andati, decidendo di legare il proprio destino ad altri Paesi… che Dio conservi loro la salute e una buona vita in Israele!”. La “deriva putiniana” si rende particolarmente evidente nelle espressioni di sapore antisemita, che sono per lui l’esempio tipico di “tradimento della patria”.

Secondo il leader russo infatti “ogni uomo decide dentro di sé che cosa vuole essere, se ha qualche senso di autocoscienza nazionale, o se vuole soltanto imitare altri modelli, rinunciando ad essere un russo nato in Unione Sovietica, e cercando di diventare una maschera di altri”. E qui l’ira di Putin ha preso improvvisamente la direzione dei tempi in cui egli stesso è salito al potere, favorito da un nume tutelare che oggi diventa il “traditore per eccellenza”, il politico ed economista Anatolij Čubajs. Fuggito all’estero poco dopo l’invasione dell’Ucraina, sopravvissuto anche a un tentativo di avvelenamento, il grande tessitore del sistema eltsiniano ha pubblicato di recente un articolo scientifico in cui viene presentato come “osservatore indipendente di Glasgow”, mandando Putin su tutte le furie: “Non capisco perché Anatolij Borisovič cerchi di nascondersi, mi hanno fatto vedere delle sue foto in cui si presenta come un Moiša Izrailevič”, intendendo con questo “un ebreo in fuga”, e deridendolo per i suoi scarsi successi nel campo delle nano-tecnologie, settore che Čubajs ha curato negli ultimi anni della sua eclettica e trentennale partecipazione al potere.

La fuga di Čubajs ha ispirato il padrino a prendersela anche con gli “operatori della cultura”, quei “circa 160-170 che se ne sono andati all’estero” dimenticando qualche zero, naturalmente soltanto per “le cose materiali da comprare allo shopping, case e appartamenti nelle zone turistiche”. Putin assicura che “nessuno da noi disturba quelli che non sono d’accordo con le autorità russe, ma loro hanno preferito andare, Dio sia con loro”, tanto più che almeno eviteranno di “scavare nel cervello di milioni di nostri cittadini, proponendo qualche loro valore non tradizionale”. Anche la legge russa sugli “agenti stranieri” non è una minaccia per nessuno, “è un calco di quella in vigore negli Usa dal 1938, solo molto più liberale”, e se qualche dettaglio va sistemato “ascoltiamo i suggerimenti degli attivisti umanitari, e alla fine ci atteniamo alle sentenze dei tribunali”.

Infine, sulla guerra in Ucraina ribadisce che “non possiamo smettere di combattere quando il nemico scatena la controffensiva, noi non siamo dei trozkisti, che non hanno uno scopo finale”. In questo può contare sul sostegno morale e spirituale del patriarca Kirill, che negli stessi giorni ha presieduto le solenni celebrazioni in onore del santo principe Aleksandr Nevskij, vincitore sugli svedesi e teutonici e amico degli invasori mongoli. Le sue spoglie nella Lavra a lui dedicata, in fondo alla Prospettiva Nevskij che attraversa i palazzi scenografici di San Pietroburgo, sono state di nuovo collocate nel sarcofago d’argento restituito dal Museo dell’Ermitage, senza tante proteste dei colleghi della Galleria Tretjakov come era invece avvenuto per l’icona della Trinità di Rublev.

Ispirandosi al condottiero duecentesco, ha proclamato il patriarca, “i cittadini della Russia devono ergersi a difesa della Patria, affinché possa uscire vittoriosa dalla lotta iniziata dalle forze dal male”. Bisogna essere pronti “nell’ora decisiva”, ha ricordato Kirill durante il sacro corteo per le vie della “capitale del nord”, città natale del presidente e del patriarca stesso, che lui vorrebbe fosse proclamata anche “capitale della cultura” russa. Il capo della Chiesa ortodossa incita alla nuova mobilitazione generale, per risolvere definitivamente la guerra: “Si devono mobilitare i soldati e le forze politiche, e anche la Chiesa dev’essere mobilitata, anzitutto per offrire le preghiere a sostegno dei nostri capi, dell’esercito, e per essere in prima linea accanto a loro”, magari con nuovi cappellani militari, anche perché qualcuno di essi è già caduto eroicamente al fronte.

Il patriarca ricorda ai fedeli ortodossi che “bisogna difendere la patria non soltanto dai nemici esterni, ma anche da quelli interni… la fede è quella forza che può mobilitare tutte le altre energie della persona!”. Mentre l’inviato del papa, il cardinale Zuppi, cercava a Pechino qualche sostegno per le missioni umanitarie, la distribuzione mondiale del grano e in qualche modo fermare la guerra; dalla Russia – dove presto potrebbe tornare – giungono solo proclami roboanti di conflitto globale e “metafisico” su tutti i fronti, dall’Ucraina a Vladivostok, al posto dell’unione dei popoli “dall’oceano Atlantico all’oceano Pacifico”, come auspicavano in passato i papi e i politici più sognatori. La speranza è che non si possa andare più in basso di quanto abbiano mostrato i compagni Kim, Volodja e Kirill, e che da questo livello si cominci a risalire, un poco per volta.

BUONA DOMENICA

DOMENICA 24.MA DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici di Radio Maria Buona Domenica!

La Domenica è nel medesimo tempo il primo e ultimo giorno
della settimana. E’ il primo perché Cristo risorto ha inaugurato i tempi nuovi
della Redenzione, ma è anche l’ultimo perché è il compimento
nell’eternità del nostro cammino nel tempo.

In questa luce soprannaturale apriamoci alla pace e alla gioia
di questo giorno benedetto, in modo particolare partecipando all’Eucaristia in unione con tutta la Chiesa.

Nel vangelo di oggi Gesù ci racconta una parabola che illustra
l’invocazione del Padre nostro: “Rimetti a noi i nostri debito,
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori.”

La parabola ha per protagonista un servo che ottiene dal suo
padrone la remissione di un debito di diecimila talenti. Subito dopo
però fa mettere in prigione un suo compagno che gli doveva 100
denari.

Saputo questo il padrone lo dà in mano agli aguzzini, finché non
abbia estinto il debito. La motivazione è improntata a una ferrea giustizia:

“Non dovevi tu aver pietà del tuo compagno, come io ho avuto
pietà di te”?

Cari amici, questa parabola ci richiamo ad una delle
componenti fondamentali della vita cristiana: la compassione e il
perdono, senza i quali la nostra fede sarebbe solo di facciata.

Non si tratta solo di un atteggiamento interiore di
bontà naturale, che potremmo trovare anche in chi non crede, ma
della presenza nei nostro cuore dell’amore misericordioso di Dio che perdona
a noi ciò che non siamo in grado di perdonare agli altri.

L’esortazione di Gesù è quella di conformare il nostro cuore
a quello del Padre celeste, facendo tutti gli sforzi necessario per
purificarci dall’egoismo, dalla volontà di sopraffare, dal gusto
amaro di farla pagare.

Non siamo cristiani se il cuore non è cristiano e perché diventi
cristiano è necessario sfrattare l’odio, la vendetta, la maldicenza, e
farvi entrare il perdono, la compassione e la bontà dei
sentimenti.

“Ricordati della tua fine e smetti di odiare” ci ricorda il Qoelet. E’
quanto il mondo d’oggi dovrebbe fare.

Vostro Padre Livio


Vangelo

Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 18,21-35

In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.

Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».

Parola del Signore.

🌟🖋️CI SCRIVONO🖋️🌟

Dio si manifesta come meno ce lo aspettiamo

Caro Padre Livio,

in risposta alla lettera di Serena, mi sento di dire che la sua posizione è simile a quella di tanti credenti che, una volta che si sono fatta un’idea di chi è Dio e di come dovrebbe essere la Chiesa, non accettano che Dio e la Chiesa possano essere anche altro rispetto al loro pensiero. E questo lo deduco dal Vangelo stesso nel passo di Luca 4,14-30 dove si narra che Gesù non venne accolto dai suoi compaesani come possibile messia perché figlio del falegname del posto che tutti conoscevano e quindi non poteva essere il messia potente che avrebbe liberato Israele dalla schiavitù dei Romani.   

Io invece credo che Dio possa manifestarsi come vuole e, soprattutto, come meno ce lo aspettiamo perché la Sua Sapienza ci supera infinitamente. Pertanto ritengo che sia una grave presunzione ritenere che Medjugorje non sia parte del progetto divino di salvezza del mondo, dal momento che vede al centro di tutto Maria, Madre della Chiesa. Lei si pone in continuazione dell’opera di salvezza iniziata da Gesù con la sua incarnazione, vita terrena, morte corporale, resurrezione e salita al cielo.

Infatti il Cristo ha affidato proprio a Lei e agli Apostoli il compito di annunciare la sua presenza fino ai confini della Terra. Maria dunque svolge perfettamente il compito affidatole dal Figlio di condurre più anime possibili alla salvezza, sottraendole al Maligno.

Infine anche i sei veggenti, come tutti gli altri passati e presenti, collaborano, in modo speciale, a questa opera di salvezza per scelta e non fingendo in alcun modo, essendo stati ripetutamente osservati e analizzati scientificamente durante le apparizioni. Inoltre, fatto non secondario, la loro vita è totalmente dedita a Dio, attraverso Maria, in parole ed opere pur in una evidente normalità di sposi e genitori di numerosi figli. Cosa potremmo desiderare di avere come testimoni più di così?

Un caro e fraterno saluto

Massimo


Quali dubbi si possono avere su Medjugorje?

Caro Padre Livio , mi chiamo Beatrice e sono di Seregno.Volevo rispondere con due parole alla mail di Serena: “Serena ma scusa guarda cos’è Radio Maria e chi è il Suo Direttore. Quali dubbi puoi avere su Medjugorje? Dai loro frutti li riconoscerete ha detto Gesù Cristo Nostro Signore. Padre Livio tornato da Medjugorje ha dato inizio a Radio Maria che aiuta tanti cristiani a svegliarsi e a prendere coscienza di sé stessi e del senso della propria esistenza. La Messa domenicale e la relativa omelia non sono sufficienti, abbiamo bisogno di nutrimento quotidiano. E ce lo ha dato la Madonna con Radio Maria.

Non avrei dubbi al tuo posto. E poi una battuta: possibile che noi cristiani crediamo solo a ciò che non si vede? “

Un saluto e un abbraccio fraterno.

Beatrice


Le critiche alle apparizioni di Medjugorje da parte di alcuni cristiani

Carissimo P.Livio, fa specie sentire certe valutazioni critiche da parte di cristiani che hanno in sé così poco discernimento. La storia della Chiesa è assai ricca di manifestazioni riguardo alla profondità della Grazia, la storia dei santi è lì a portata di mani e occhi per darci prove inconfutabili  della verità che si manifesta attraverso gli uomini e le donne che hanno risposto alla chiamata del cielo. La lettera di Serena mi ha molto meravigliato quando dice -“

“Recentemente ho voluto ascoltare il racconto di quando la Madonna avrebbe portato fisicamente Vicka e Jacov in paradiso, inferno e purgatorio.

Con il massimo rispetto per Lei e senza voler dare giudizio alcuno, voglio dirle che di fronte a queste “rappresentazioni” provo una grande tristezza e in esse vedo il male ed una grande lontananza dal nostro Signore che ci ha messo in guardia dai lupi rapaci. Mi dispiace solo che molti cristiani, soprattutto i più miti ed indifesi, si affidino ciecamente a quelle che sono, a mio modesto parere, espressioni lontane dalla fede e dalla Chiesa.”

Ora, non si capisce bene se Serena vive in questo tipo di  mondo o se ne immagina un altro riguardo al “MALE” o “AI LUPI RAPACI” , poiché poi ambedue i concetti mi pare riguardino quest’epoca fuori dalla fede e fuori dalle cose di  Dio, posso capire un atteggiamento critico, ci mancherebbe, ma la critica dev’essere sempre sostenuta dal buon senso della ragione, e qui non ne vedo. Non si capisce poi come si possa seguire Radio Maria che da sempre è, si può dire, una costola di Medjugorie, e quindi se se ne seguono programmi e le  direzioni non si dovrebbe rimanerci male su questioni che riguardano messaggi, veggenti, e tutto quello che ne deriva, che a mio parere sono e restano il cuore della radio e la prima motivazione che ha reso lo stesso P.LIVIO l’ottimo conduttore che è . Insomma, questo tipo di spirito critico con  l’essenza di radio Maria non combaciano, ma questa ultima osservazione che pongo, per fortuna ma più per Grazia , non è un mio problema. Non ho difficoltà a seguire la chiesa e Medjugorje in egual misura.

Sempre Ave Maria P.Livio.

Giuseppe.  


Radio Maria e Medjugorje

Carissimo padre Livio.

Ho letto e ascoltato la lettera di Serena, rispettosamente ma decisamente critica dei racconti dei veggenti di Medjugorje e del risalto che ad essi dà Radio Maria.

Non cerco di confutare, anche se, come Serena laureato (in Filosofia) sposato e con figli (ho 60 anni appena compiuti) ne sarei tentato.

Io ringrazio Radio Maria per il risalto che dà alle testimonianze dei veggenti di Medjugorje.

Grazie a questa insistenza infatti, dopo 41 anni di totale mia indifferenza (I filosofi sono ancor peggio degli avvocati come Serena! Sorridiamoci sopra!), nel 2022 mi sono deciso ad “andare a vedere” e sono andato in pellegrinaggio organizzato (la prima volta sconsiglio il “fai da te”) a Medjugorje, incontrando personalmente la veggente Ivanka.

Il mio giudizio è stato di totale credibilità della testimonianza della veggente: ci ha raccontato delle apparizioni con una normalità e semplicità assolute, in modo del tutto simile a come i Santi Vangeli ci raccontano di Gesù, dei suoi 3 anni di vita pubblica pieni di miracoli, della Sua Resurrezione, delle Sue apparizioni agli Apostoli, cosí resistenti a riconoscerLo da Risorto.

Dopo questo pellegrinaggio ho letteralmente “divorato” alcuni libri sui e dei veggenti: il mio giudizio si è rinforzato.

Probabilmente Serena, fosse vissuta al tempo delle apparizioni a Fatima, avrebbe scritto le stesse cose che ha scritto oggi su Medjugorje: giustamente Santa Madre Chiesa è molto prudente nel giudicare ma…qualcuno che all’inizio ci creda senza che ci sia ancora approvazione ufficiale è pur necessario!

Io ringrazio Radio Maria per il coraggio che ha avuto e che ha nel farsi altoparlante di apparizioni ancora in corso e con affetto invito anche Serena ad “andare a vedere”, senza farsi fuorviare dalle più che normali attività economiche che anche a Medjugorje sono potute nascere grazie alle apparizioni. A Medjugorje, come a Fatima e a Lourdes, non ci sono certo solo quelle… Guido (Torino)


Finché il  Signore vorrà  sosterrà  Radio Maria

Buongiorno carissimo padre Livio. Non le ho mai scritto, ( ma questa volta ho sentito che era il momento di farlo) anche se ascolto e sostengo radio Maria da quando è iniziata. L’apprezzo moltissimo e devo a lei, caro padre, e alle tante catechesi, anche di altri conduttori, che negli anni ho ascoltato, il mio cammino di fede,  l’amore per la Madonna e per la santa Chiesa cattolica. Tutto questo ha cambiato radicalmente la mia vita,e quella della mia famiglia. Ho sentito la chiamata a credere alle apparizioni di Medjugorje nel 1984. 

Vorrei rispondere a Serena con molta semplicità. 

Serena dice di vedere nel racconto del paradiso, inferno e purgatorio di Viska e Jacov, il male, e che è lontano da ciò che ci dice Gesù, che ci mette in guardia dai lupi rapaci. A parte il fatto che le parole di Gesù sull’inferno sono durissime…..”pianto e stridore di denti” eccetera…. personalmente, vedo nelle parole dei due veggenti di Medjugorje,  le stesse cose dette dalla Madonna a Fatima (apparizione approvata dalla Chiesa), da santi e mistici della Chiesa cattolica, quali padre Pio, Santa Caterina da Genova, santa Faustina Kovalska, e tanti altri. Come si possono definire esperienze lontane dalla fede e dalla Chiesa, se ricalcano ciò che la Chiesa insegna da sempre?

Poi Serena dice che vorrebbe che Radio Maria avesse preghiere, pensieri e catechesi, più vicine alle parole di Papa Francesco e della Chiesa. Io, in quasi 40 anni di ascolto, non ho mai sentito a Radio Maria una preghiera, o un pensiero, o una catechesi, diverse dalle parole del Catechismo della Chiesa cattolica, o dal magistero dei Papi che negli anni si sono susseguiti.

Spero che Serena continui ad ascoltare questo prezioso strumento, dono di Maria ai suoi figli. E che continui il suo cammino di fede.

A lei, caro padre, posso solo dire un grazie immenso. Per la sua fede, il suo coraggio, la sua perseveranza. Certamente tutti doni di Dio, donati a lei attraverso il Cuore Immacolato di Maria.

Finché il Signore vorrà, sosterrò Radio Maria, e pregherò per lei, carissimo padre.

Dio la benedica

Teresa 


Alcune brevi considerazioni a seguito della lettera di Serena.

1 – Sappiamo tutti, grazie anche a Lei, che la lotta in corso tra Bene e male non è solo a livello umano, ne para la Bibbia e ne
vediamo ogni giorno le molteplici ed efferate manifestazioni.
Maria ci indica la Preghiera quale unico strumento per conservare la Fede e combattere il male.

2 – Anche la risurrezione di Lazzaro ,operata da Gesù, ha prodotto reazioni opposte tra le persone, vedi Gv 12,10-11 :
” I sommi sacerdoti allora deliberarono di uccidere Lazzaro, poiché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù”. Occorre veramente un ulteriore Dono di Grazia per saper accogliere i Doni che Dio ci offre per fortificarsi nella Fede .
Lui comunque è rispettoso sempre della Liberta’ che ci ha donato .

3 – Sono stati effettuati test scientifici con gli strumenti modernissimi di investigazione che dimostrano assenza di malattia, allucinazioni o altro nei veggenti, risultati così integri mentalmente. La Vera Scienza è sempre al servizio di Dio.

4 – La Chiesa non può esprimere il suo parere definitivo sino al termine delle apparizioni, ma può intervenire se nota contraddizioni col Vangelo. Sino ad ora c’è stata una presa in carico da parte della Chiesa, in funzione di una tutela delle
Apparizioni di Medjugorje e recentemente, anche tramite il giudizio di osservatori ecclesiastici inviati dal Papa, c’è stata addirittura una legittimazione del pellegrinaggi.

5 – Come lei ben ricorda personaggi autorevoli quali Papa S. Giovanni Paolo II, Padre Amorth ecc….hanno creduto alle apparizioni di Medjugorje.

Preghiamo tutti perché questo grande Dono di Dio venga accolto nei cuori.


Grazie ancora Padre Livio


Licia


Non stacchiamoci mai dall’orazione

Caro Padre Livio,

Ho ascoltato e letto la lettera di Barbara da Bergamo e la sua risposta. 

Credo che la Madonna intenda proprio questo con l’ espressione  “in questo tempo di grazia” che sta ripetendo negli ultimi messaggi.

Infatti anch’io mi sono accorta che è adesso il momento della Grazia, dell’aggrapparsi a Lei, Nostra Madre con costanza nella preghiera!

E io che ero lontana dai Sacramenti e dalla Messa posso testimoniare che, grazie alla decisione di prendere il Rosario e pregare tutti giorni, grazie su grazie sono arrivate su me, la mia famiglia e persone intorno a me. Parlo di Grazie di conversione, di fede, di carità, ecco che Maria è già al nostro fianco nella battaglia quotidiana! 

Come insegna Santa Teresa d’Avila, qualsiasi cosa succeda, non stacchiamoci mai dall’orazione.

Chiedo ogni giorno la grazia di non lasciare mai la preghiera. 

Grazie Padre Livio, perché è merito anche di Radio Maria e del suo instancabile apostolato che è avvenuta in me la conversione. 

Un augurio di coraggio e perseveranza a tutti noi. 

Ave Maria 

Barbara da Siena 

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