"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2022 Pagina 87 di 179

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Beata Vergine Maria del Monte Carmelo

Ermes Dovico –  La  Nuova Bussola – 16 luglio 2022

Per la ricchezza di richiami biblici e mistici che reca con sé, si potrebbe dire che la festa della Madonna del Carmelo rivela in modo speciale la bellezza del disegno salvifico di Dio. Il Carmelo, nome d’origine ebraica che significa «giardino» o «vigna di Dio», è infatti citato in alcuni passi dell’Antico Testamento come simbolo di splendore e perfezione…

La festa della Madonna del Carmelo, legata alla storia particolarissima dell’Ordine carmelitano, è tra le più care alla pietà cristiana. E, pensando alla ricchezza di richiami biblici e mistici che reca con sé, si potrebbe dire che manifesta in modo speciale la bellezza del disegno salvifico di Dio.

Il Carmelo, nome d’origine ebraica che significa «giardino» o «vigna di Dio», è in senso stretto un monte (appartenente all’omonima catena montuosa) ai cui piedi sorge la città di Haifa, in Israele. È citato in alcuni passi dell’Antico Testamento come simbolo di splendore e perfezione. Caput tuum ut Carmelus, «la tua testa è (bella) come il Carmelo» (Ct 7, 6), dice lo sposo del Cantico dei Cantici per esprimere la bellezza della sposa. «Le è data la gloria del Libano, lo splendore del Carmelo e di Saron», annuncia Isaia in una delle sue profezie sulla venuta di Cristo (Is 35): in questo versetto i Padri della Chiesa hanno scorto un riferimento a Maria, la Madre del Salvatore.

Il monte Carmelo è inoltre teatro di uno degli episodi più celebri narrati nel Primo Libro dei Re, laddove Elia, l’unico profeta rimasto a difendere pubblicamente la purezza della fede in Dio e perseguitato sotto il regno di Acab (c. 874-853 a. C.), sfida e vince i 450 profeti di Baal (1 Re 18). Era il terzo anno della siccità che lo stesso Elia aveva preannunciato al re, come castigo divino per le continue offese al Signore e per la diffusione del culto degli idoli. La vista dal monte di una nube, piccola «come una mano d’uomo» che saliva dal mare, fu il segno che la siccità stava per finire: «D’un tratto il cielo si oscurò per le nubi e per il vento, e vi fu una grande pioggia». Quella piccola nube è stata letta dagli antichi Padri come un’immagine profetica della Beata Vergine, che ha accolto nel suo grembo il divin Figlio, divenendo feconda sorgente di vita e salvezza per l’umanità.

Al Carmelo, secondo la tradizione, sostò la Sacra Famiglia di ritorno dall’Egitto. A imitazione di Elia, fin dagli albori del cristianesimo si stanziarono sul monte sacro degli eremiti. Come si legge nel Libro delle istituzioni dei primi monaci del Carmelo, questi eremiti «nell’anno novantatré dell’Incarnazione del Figlio di Dio distrussero la loro antica casa e costruirono in onore di questa prima Vergine votata a Dio una cappella sul Monte Carmelo, là dove Elia in preghiera vide la piccola nube». Quando i primi crociati, alla fine dell’XI secolo, raggiunsero il Carmelo, vi trovarono dei religiosi che si dicevano eredi dei discepoli di Elia e osservavano la Regola di san Basilio. Da quanto detto si comprende perché l’Ordine carmelitano non abbia un fondatore nel senso comune del termine, ma riconosce da sempre come sua patrona la Beata Vergine – promettendo di servirla fedelmente, a maggior gloria di Dio – e guarda a Elia come al proprio padre spirituale.

Con l’aggregazione dei pellegrini latini, gli eremiti del Carmelo iniziarono a condurre vita cenobitica. All’inizio del XIII secolo chiesero a sant’Alberto, divenuto patriarca di Gerusalemme (1205-1214), di scrivere una regola per la loro comunità. Intorno al 1238, a causa dei saraceni, i frati carmelitani dovettero abbandonare la Terrasanta e si stabilirono in Europa, dove fondarono diversi monasteri, il primo dei quali sorse a Messina.

Ma perché la data del 16 luglio? Va ricordata al riguardo la figura di san Simone Stock, un inglese che fu il sesto priore dei carmelitani e si adoperò per trasformare il suo istituto in un ordine mendicante (a lui è attribuito il bellissimo inno Flos Carmeli). Ebbene, come riferisce la tradizione, il 16 luglio 1251 san Simone ricevette in dono lo scapolare dalla Beata Vergine, circondata da una moltitudine di angeli e con il Bambino in braccio. «Ecco il privilegio che dono a te e a tutti i figli del Carmelo. Chi morrà rivestito di questo abito non soffrirà il fuoco eterno», disse la Madonna al santo riguardo allo scapolare, detto comunemente «abitino» e consistente in due pezzetti di stoffa uniti da una cordicella. È il sacerdote che lo pone sul collo del fedele. E questi, consacrando sé stesso a Maria e ponendosi sotto la sua speciale protezione materna, si impegna a imitarne le virtù per contemplare un giorno il Volto di Dio.

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Putin tiene in ostaggio l’Ucraina, la tortura e mente sui morti e sulle esecuzioni con i missili

PAOLA PEDUZZI  16 LUG 2022-Il  foglio

Gli stranieri che vengono catturati da Mosca sono tutti accusati di essere mercenari e molti russi chiedono la pena di morte per questi ostaggi, così come per gli altri prigionieri ucraini

Paul Urey è morto il 10 luglio di malattia e stress in prigione, hanno detto le autorità della sedicente repubblica di Donetsk, nel Donbas occupato da Mosca. Il volontario britannico era stato catturato ad aprile, a un checkpoint di Zaporizhzhia, nel sud-est dell’Ucraina: i  russi lo avevano accusato di essere un mercenario. Aveva con sé l’insulina, di cui aveva bisogno per il diabete, ma i russi dicono che le sue condizioni erano preoccupanti dal punto di vista fisico e mentale: “Era in uno stato di depressione perché sentiva l’indifferenza nei confronti del suo destino da parte della sua patria”, hanno detto. La sua patria, Londra, ieri ha chiesto urgenti chiarimenti che non arriveranno, così come la Croce Rossa non è mai stata autorizzata a visitarlo. Gli stranieri che vengono catturati dai russi sono tutti accusati di essere mercenari e molti russi chiedono la pena di morte per questi ostaggi, così come per gli altri prigionieri ucraini.

Non si sa nulla delle loro condizioni, non sono permessi contatti con le famiglie, non si sa nemmeno dove siano imprigionati, anche se molti sono nella regione di Donetsk. Lo stress e l’indifferenza dei suoi hanno ucciso Urey, dicono i russi, così come i civili che muoiono sotto i missili che cadono nei centri abitati, sulle università, sui centri commerciali, ovunque, mirano, secondo loro, a obiettivi militari. Nelle regioni occupate dei russi, civili e politici ucraini sono imprigionati e torturati. Vladimir Putin vuole tenere in ostaggio un’intera nazione e a volte ci mostra, con quei colpi mortali lontanissimi dal fronte, come a Vinnytsia e a Dnipro, le esecuzioni sommarie, proprio come fanno i terroristi.

🎉⭐🪷AUGURI 🎉⭐🪷E BENEDIZIONI PER IL  COMPLEANNO DELLA  NOSTRA⭐ROBERTA⭐

Cari amici,

ho conosciuto Roberta fin dal 1986, quando venivo da Milano ad Erba , per fare delle  trasmissioni a Radio Maria su temi di spiritualità e sulle  apparizioni di Medjugorje.

Allora era  ancora una ragazzina, ma con idee   molto chiare su quello che gli piaceva fare.  Lo si vedeva dalla sua   padronanza del  mixer, dalla velocità e precisione dei suoi movimenti, ma soprattutto dalla sua voce inconfondibile che allietava al solo ascoltarla.

Quando mi sono trasferito definitivamente a Radio Maria nell’Ottobre del 1988 è stata Roberta che mi ha insegnato ad  usare  il  mixer e tutti  i trucchi della diretta radiofonica.

Allora c’era  tutto da fare e come  prima cosa ho  insegnato a Roberta a tenere  una agenda  quotidiana delle trasmissioni, cosa della quale mi è  grata  ancora oggi.

Per  alcuni anni siamo rimasti solo noi due in Radio da  mattina a sera, coadiuvati da qualche volontario. Abbiamo imparato a fare di  tutto realizzando nel  tempo quella straordinaria organizzazione della  Sede  centrale  che  produce  programmi 24 ore  al  giorno.

Roberta  è  innamorata di Radio Maria.  Nella diretta si trasforma e diffonde gioia in chi la ascolta. In realtà molto del  suo lavoro viene fatto  dietro le quinte. E’ lei che segue i programmi, che tiene i rapporti con i 150 conduttori,  che guida  il personale  interno, formato soprattutto da giovani desiderosi di imparare.

Non ha orari, ha  l’occhio su tutto, il suo sguardo si spinge sempre  più lontano,  dove c’è bisogno di Radio  Maria. Le  clessidre  per   realizzare le nuove  Radio Maria nel  mondo sono  la sua ultima invenzione.

Posso solo ringraziare  la  Madonna per il dono di questa  persona straordinaria  a Radio Maria, per   la  sua dedizione, per la  sua santa  intransigenza, per la  sua fedeltà  alla  chiamata,  per la sua perseveranza nel  compimento della missione. Molto di Radio Maria è farina del suo sacco.

Oggi è il giorno del suo  compleanno. Preghiamo per Roberta e  per Radio  Maria perché il più  bello  ma anche  il  più impegnativo deve ancora venire.

Vostro Padre Livio

( 17 Luglio 2022)

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Russia, l’Operazione di Putin non è più così «speciale»

MARTA OTTAVIANI – Avvenire 16 Luglio 2022

A Mosca è arrivata la stagione preferita dai suoi abitanti. Quella dove ci si dimentica dei mesi di freddo e di gelo, dove la città si riversa nelle piazze e lungo le rive della Moscova, con eleganti tavolini all’aperto, da cui ci si gode lo skyline cittadino, fatto di edifici di epoca sovietica e nuove costruzioni che hanno accettato la sfida della modernità.

I moscoviti aspettano questo periodo tutto l’anno, quest’anno più del solito, perché arrivava dopo il biennio di pandemia, durante il quale tutto è stato dimezzato. Purtroppo per loro, non è ancora arrivato il ritorno alla normalità, perché, per quanto Mosca cerchi di nascondere la polvere sotto il tappeto e la città appaia splendente nella sua stagione più bella, le preoccupazioni per la situazione economica si fanno sentire, insieme con un crescente disagio nei confronti della guerra.

A dirlo sono ben tre sondaggi, usciti a poca distanza l’uno dall’altro. Uno di questi, in particolare, è stato commissionato dalla presidenza russa e i suoi risultati sono stati tenuti nascosti, perché tutti a sfavore del Cremlino. A renderli noti è stato il sito di informazione indipendente Meduza. Il 30% degli intervistati è a favore di una cessazione immediata dell’attività militare in Ucraina. La percentuale di contrari al conflitto sale al 56% nella fascia di persone con età compresa fra i 18 e il 24 anni. Solo la fascia di chi ha più di 60 anni è a favore della continuazione della “Operazione militare speciale” di Putin, con il 76%. Segno di una spaccatura generazionale che in Russia è sempre più evidente, dove i più giovani sono attratti da modelli politici ed economici diversi, ma dove il potere rimane saldamente concentrato nelle mani di vecchi funzionari dei servizi segreti.

Se dunque i sentimenti nei confronti della guerra sono sempre più deboli, le preoccupazioni per la situazione economica diventano sempre più forti. Anche perché ormai i segni dell’isolamento a cui è stato sottoposto il Paese diventano sempre più evidenti, soprattutto nelle grandi città, dove le vie del centro e i centri commerciali più lussuosi sono pieni di negozi di “brand” stranieri che hanno tirato giù la saracinesca ormai da mesi.

Un sondaggio condotto dal progetto Chronicle e che ha interessato un campione di 1.800 persone, mostra come, in un mese, il consenso attorno all’operazione militare speciale sia sceso dal 64% al 55%. Non solo, la ricerca ha fotografato anche la situazione economica delle famiglie russe e i risultati dipingono un quadro poco roseo. Il 56,5% degli intervistati ha ammesso di essere stato costretto a risparmiare sul cibo, il 39,1% ha riscontrato una diminuzione del reddito familiare e l’11.8% ha perso il posto di lavoro per motivi direttamente connessi alle sanzioni. Appena il 3% del campione ritiene che l’annessione di nuovi territori porterà vantaggi alla Russia.

Un terzo sondaggio, condotto dall’agenzia Cros e pubblicato dal Moscow Times, evidenzia come i russi temano più l’aumento dei prezzi e la carenza di merci che l’aggravamento del conflitto militare: da mesi ormai i prodotti provenienti dall’estero scarseggiano sugli scaffali dei supermercati e si è consolidato un mercato “parallelo” di beni occidentali che a molti ha fatto ricordare (con una punta se vogliamo di ironia) i tempi dell’Unione Sovietica.

Russi sempre più poveri e soli quindi, e anche sempre più tagliati fuori dal circuito della libera informazione. Ieri il sito di inchiesta “Bellingcat”, lo stesso che ha seguito i retroscena dell’avvelenamento del dissidente Alexeij Navalny nel 2020, è stato dichiarato «indesiderabile» dalle autorità di Mosca, che lo han- no definito «una minaccia» per la sicurezza del Paese. Bellingcat, che ha dedicato diversi articoli alla guerra, era già stato inserito nell’elenco degli «agenti stranieri» in Russia nel 2021. Stessa sorte di Bellingcat anche per “The Insider” che ha una linea editoriale indipendente, con redazione e server in Lettonia per sfuggire alle persecuzioni del Cremlino. Ancora più spietate dopo l’inizio della guerra in Ucraina, lo scorso 24 febbraio.

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L’appoggio alla guerra è in caduta libera: a dirlo sono ben tre indagini commissionate dal potere, uscite a poca distanza l’una dall’altra, e tenute ben nascoste Il 30% vuole una cessazione immediata dell’attività militare in Ucraina e la percentuale di contrari al conflitto sale al 56% nella fascia fra i 18 e il 24 anni

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

Grazie  per la  sua   sincerità  per dire le cose  come stanno.

Caro padre Livio,

le scrivo questa email in quanto non riuscivo a scrivere sul blog. Sono un vecchio sostenitore di radio Maria da molti anni e seguo in particolare la trasmissione lettere cronache della storia.

 In particolare mi ha fatto piacere il commento che ha fatto nella trasmissione di venerdì 15 Luglio in merito alla guerra in Ucraina lei ha detto cose vere di quello che sta succedendo in questa guerra ha dato voce a chi è calpestato come ha detto la Madonna nel suo messaggio.

 Grazie per questa sua sincerità nel dire le cose come stanno. Io seguo sempre questa trasmissione perché lei vede le cose come la realtà sono da persona libera.

Ho poco tempo per leggere i giornali e per questo seguo la sua trasmissione come punto di riferimento.

Lei per me è un faro di luce in questa notte buia sono stato a Medjugorie già tre volte e spero di riuscire ad andare ad Agosto.

Che il signore la benedica e continui sempre così.

Le chiedo una preghiera per me e la mia famiglia grazie!

Nicola palazzo da Pignano Cremona 

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Due riflessioni

Caro Padre Livio,
intanto grazie per l’opera di radio Maria che porta avanti.
Anche se molto in ritardo (mancanza di tempo) volevo dare la mia considerazione su una tematica che avete trattato credo nella prima decade di giugno 2022 e cioè: perché Dio permette il male su questa terra.
Condivido tutte le risposte che avete dato (rifacendosi anche agli scritti di Maria Valtorta e al comportamento dei nostri progenitori).

Sintetizzando: Dio permette il dolore e le varie tribolazioni in modo che l’uomo ritorni a Dio, perché se no l’uomo si scorda di Dio, pensando di non aver più bisogno di Dio come sta facendo la nostra società (benessere dell’occidente) e come hanno fatto i nostri progenitori (Adamo/Eva).
Sui nostri progenitori però vorrei aggiungere che pur essendo in grazia di Dio e avevano tutto, non avevano ancora superato la prova.
Se avessero superato la prova allora penso, che sarebbero stati  come gli angeli o i santi in paradiso che amano sempre Dio, senza avere il bisogno di nessuna tribolazione per non dimenticarsi di Dio.


Invece con il peccato originale (disobbedendo a Dio), la morte/dolore è entrata nel mondo e cioè il mondo che conosciamo è una conseguenza del peccato originale.
Quindi a mio avviso questa affermazione (Dio permette il male, ….) vale perché c’è stato il peccato originale dei nostri progenitori e quindi vale per tutti noi.

Un altro punto che vorrei trattare è quello dove si svolgono i dieci segreti (che solo Dio sa).
Togliendo i primi due e il terzo che è un bellissimo segno che la Madonna lascerà sulla collina di Medjugorie, gli altri setti che sono molto duri/spaventosi dove si svolgeranno?
Se non ho capito male, la sua opinione è che si svolgeranno in gran parte (o forse tutti) in Europa.

Condivido la sua opinione e aggiungo la mia che qualcuno (non so quanti) si svolgeranno anche in Russia (Una parte di Russia sta in Europa oltre che in Asia).
Dico questo per i tre seguenti motivi:
1) quello che ci ha detto la Madonna (Fatima
     Medjugorie) alla fine il mio Cuore Immacolato
      trionferà e la Russia si convertirà.
2)  il male e le atrocità che la Russia sta facendo
       oggi in Ucraina, oltre la costante minaccia della
       bomba nucleare e quindi mettendo in pericolo il
        mondo (la creazione). Aggiungo pure che è dal
        1917 che la Russia fa e continua a fare del
         male alle persone e alle nazioni. Infatti, la
        seconda guerra mondiale è iniziata spartendosi
        la Polonia con la Germania nazista (51% della
        Polonia alla Russia,  49% alla Germania).
3)   tenendo conto di questi due punti e della
       tematica evidenziata prima nella mail,
       secondo me il popolo russo si convertirà,
       onorando più di qualsiasi altro popolo il Cuore
       Immacolato di Maria, come dice la Madonna,
        perché Dio gli farà la grazia che vedranno
         vivranno sulla loro pelle qualche segreto
         castigo, che li aiuterà a comprendere il male
         fatto.

Martino

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Rispondo a Claudia

Caro padre Livio e Claudia,

Anch’io mi sono domandata che futuro c’è per i nostri figli, proprio adesso che da 7 settimane sono nonna di una splendida Maddalena dono di Dio alla mia famiglia così martoriata da malattie e lutti. Non mi sono dimenticata che la Madonna ha detto di mettere al mondo i bambini in controcorrente rispetto al mondo che insinua un continuo fastidio nell’averli intorno.

 Le parole della Madonna sono un cardine attorno a cui deve girare la vita. O si crede o si è preda di qualsiasi paura. Mi rifiuto di pensare che il Signore si disinteressi di noi tutti. Siamo nel palmo della sua mano e ci cura come uccellini. Le prove sono sempre terribili ma servono a rafforzare la fede. È necessario seguire i segni e i suggerimenti del papa e della Madonna. Se Lei dice così, così è perché Lei vede oltre. Altrimenti noi da chi andiamo a sbattere la testa?

 Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole che danno la Vita. Appunto la vita, la nostra e quella dei nostri figli e nipoti. C’è un mondo preparato e garantito anche per loro, qui in terra e poi in Cielo. Ma intanto siamo qui e qui è il nostro compito!

Riguardo al secondo quesito che concerne i mezzi di comunicazione e informazione sono rimasta stupefatta quando, andando al santuario di Oropa, mi sono accorta di una lapide che riguarda Guglielmo Marconi. È posta sotto un arco in cima all’altura che domina la pianura dai 1200 metri di quota del santuario dedicato a Maria. Su quella lapide c’è scritto che Marconi ancor giovane, osservando la distesa della pianura, affidava a Maria i suoi studi e le sue intuizioni per il bene di tutti. Ecco che le onde radio sono sotto la diretta protezione di Maria madre di Dio e madre nostra.

Forse neanche tu padre Livio lo sai. Quest’anno si è avuta la quinta incoronazione di Maria e Gesù bambino in braccio a Lei. Hanno chiesto pezzetti di stoffa per confezionare il manto dell’incoronazione. Ne sono arrivati 17 mila.

 Io ho mandato un pezzo di una federa da cuscino usata da tutti e 4 i miei figli, compreso quello morto 6 anni fa in un incidente, il figlio maggiore. Per questo dico che le prove sono terribili! Ho anche 2 figli ammalati di distrofia muscolare e per loro è prevista poca vita. Ma ormai mi accorgo che può capitare di tutto da un momento all’altro e non necessariamente in negativo.

 Ad esempio, se noi preghiamo la Madonna può disinnescare qualsiasi arma atomica. Di cosa dobbiamo temere? Grazie e buona lunga continuazione alle tue onde radio, padre Livio, e a Claudia dico di non temere di dare più fratellini al suo bambino!!! Si godrà un bene immenso, segno della Misericordia di Dio per la sua famiglia! Ciao 

Luciana di Limbiate 

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Apocalisse e Satan….

Caro Padre Livio,
il telegiornale ha appena affermato che l’infernale bolla d’aria calda che invaderà l’Europa occidentale, prolungando il caldo torrido e la siccità a circa 2 milioni di persone, verrà soprannominata dagli esperti APOCALISSE”.
Il nuovo missile progettato da Mosca porta il nome di “SATAN”.

Mi viene da pensare che questo mondo che ha rinnegato Dio, continua a volerlo sfidare. Chissà… forse per esorcizzare la paura consapevole che nulla potrebbe l’uomo dinanzi alla potenza di Dio, oppure per prendersene gioco aumentando a dismisura quel narcisismo e quell’egocentrismo oramai dilaganti.

Una cosa è certa: questo mondo che ha rinnegato Dio continua a non voler vedere. Vive come se tutto dipendesse dall’uomo, ignorando che il tempo della prova è sempre più vicino e che quei 10 segreti presto arriveranno tutti.
Ma solo gli umili li vivranno senza subirli.

Un forte abbraccio. Grazie, per ogni Sua parola.
Rita

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Con  i nostri Pastori

Gent. p.Livio, grazie per tutte le energie e le parole di speranza che in questi tempi bui profonde per il bene, la verità e la salvezza di tutti e di coloro che si pongono in ascolto di Radio Maria. 

Lei è un dono e una grazia per tutti noi. 

Le vorrei porre solo una domanda ed è questa; la vittoria del Cuore Immacolato di Maria non avverrà senza i nostri Pastori (così ha detto la Madonna) 

Mi addolora constatare come altresì non pochi Pastori, sacerdoti e laici continuano a diffondere divisione e dubbi all’interno della Chiesa. Non riconoscono papa Francesco e non accettano il suo magistero; giudicano e condannano i pastori in comunione con lui. 

Anche riguardo il “Padre Nostro” continuano a pregare (sottovoce) con il “non ci indurre in tentazione” ecc. 

Cristallizzati nella “lettera” e nella tradizione pre-conciliare seminano dubbi e divisione nel popolo di Dio. 

Prego per loro… 

Grazie p.Livio per una sua eventuale risposta in merito. 

Il Signore la benedica! 

Donato

Caro  Donato,

la  Regina della  pace in circa  70 messaggi a  Mirjana ha concluso  incitandoci ad  amare i nostri Pastori  e  a  pregare  per loro.

E’ infatti così che noi possiamo aiutare  i nostri Pastori e la Chiesa.

Noi facciamolo e  non uniamo la nostra voce a quella  dei critici e dei demolitori.

Ave  Maria

Padre  Livio

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟 

Quello che è  successo nella seconda  guerra  mondiale  sta succedendo di nuovo

Carissimo padre Livio,

oggi ascoltando ciò che ha detto  riguardo la vita che conducono i nostri fratelli ucraini, nelle zone ormai conquistate dai Russi, io inorridisco nel nel pensare che quello che successe nella seconda guerra mondiale con i campi di concentramento stia per risuccedere di nuovo, con tutto quello che è stato fatto tutti gli anni a ricordare, per fare che non riaccada, siamo da capo, mi devasta questa cosa il nostro Signore non può permettere di nuovo questa atrocità.

 Possibile che non ci sia nessuno che possa porre fine tutto ciò? Ai Russi non glie ne importa nulla ne di leggi, regole, né di sanzioni loro vanno avanti dritti per la loro strada e questo è veramente grave per loro, per il mondo “forse perché non vengono puniti come si dice?”

Una soluzione un qualcosa deve pur esserci per fermare tutto ciò, ma non si può aspettare, bisogna fare subito qualcosa. Io mi sento impotente davanti a questo, posso pregare fare del bene, ma serve qualcuno di forza che possa risolvere. Lei cosa ne pensa Padre?

 La ringrazio infinitamente e che Dio la benedica per tutto quello che fa tutti i giorni per noi e il mondo!

Nadia 

Cara Nadia,

lei nella sua  semplicità  e onestà intellettuale vede quello che tanti  ammiratori nostrani dello  Zar russo non  vedono e  non  sentono.

Come si possa  giustificare o, peggio ancora,  difendere  un  personaggio del  genere, superbo e disumano, per  me è incomprensibile. 

Ma  tant’è, questo è  “il mistero di iniquitàche offusca le menti e inquina i cuori.

Il nostro compito è  di sostenere l’Ucraina, soprattutto con la  preghiera  e la  solidarietà  cristiana, come ci ha esortato  a  fare  la  Madonna  verso  “tutti coloro che sono calpestati, poveri  e   non  hanno voce in questo mondo senza Dio” ( 25 Febbraio 2022).

In  ogni caso è giunto il tempo dell’aut-aut. Nel tempo dei segreti  la  Madonna  ha deciso di cambiare  il  mondo e di schiacciare la testa al  serpente antico e   a  tutto quelli che  lo seguono,  se  non  si  pentiranno e  ritorneranno a  Dio.

Ave  Maria

Padre Livio

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

MARIJA DI MEDJUGORJE, REAGAN e GORBACIOV 

Nella seconda settimana del Novembre 1987 è stato a Medjuorje per due settimane l’ambasciatore del presidente Ronald Reagan dell’Europa centrale Alfred H. Kingon.

E’ venuto a pregare per il suo figlio ammalato e per le grazie ricevute. Lui segue con scrupolo tutti i messaggi di Medjugorje, digiuna regolarmente e prega molto.

 Durante la sua permanenza a Medjugorje, ha parlato con la veggente Marija. Poco prima di tornare in America, in un momento di grazia spirituale, è nata l’idea che potrebbe lui portare al presidente Reagan il messaggio di pace.

Sinceramente entusiasta, l’ambasciatore Kingon ha detto che inoltrerà questo messaggio al presidente non appena arriverà alla Casa Bianca. La veggente Marija Pavlovic ha scritto il seguente messaggio per il presidente:

“Caro Presidente Reagan! La Madre di Dio appare ogni giorno in questo piccolo paese di Medjugorje nella Jugoslavia. Lei ci viene con il messaggio della pace.

Noi sappiamo che lei si adopera per la pace nel mondo e noi la ricordiamo ogni giorno nelle nostre preghiere. Desideriamo che lei sappia che può contare sulle nostre preghiere e i nostri sacrifici.

 In questa maniera desideriamo aiutare il suo grande compito. La nostra Santa Madre ha detto che con le preghiere e con i digiuni possono essere evitate anche le guerre.

Che la aiuti questo messaggio e che l’apparizione quotidiana della Vergine sia segno anche per lei che Dio ama il suo popolo.

 Uniti nella preghiera, in cuore di Gesù e Maria, noi vi mostriamo il nostro amare e vi salutiamo con il segno della Regina della Pace”.

Questo messaggio ha firmato la veggente Marija Pavlovic e l’amica Kathleen Parisod che lo ha tradotto in inglese).

Questo messaggio è stato inoltrato a Reagan poco prima del suo incontro con il leader sovietico Gorbaciov durante il quale è stato firmato l’accordo sulla distruzione dei missili a corto e medio raggio.

L’8.12.87 è stata annunciata la telefonata per  Marija Pavlovic dalla Casa Bianca per le ore 19,00.

Cosi è stato. Ha condotto il colloquio l’interprete di Marija, Kathleen Parisod; dalla Casa Bianca parlava l’ambasciatore Kingon.

Aveva detto subito che era previsto che Reagan parlasse con Marija, ma non gli era possibile perchè ancora durava il colloquio con Gorbaciov.

 Dopodiche ha detto che, lui in persona, ha inoltrato il messaggio a Reagan e che questi era entusiasta del messaggio.

Ha detto inoltre che il presidente, dopo aver letto il messaggio, ha esclamato: “ora mi sto recando con un nuovo spirito all’incontro con Gorbaciov”.

La stessa sera verso le 21,30 veniva annunciato per tre volte la telefonata dalla Casa Bianca. Purtroppo tutte e tre le volte la comunicazione veniva interrotta non appena veniva stabilita.


Il 14 dicembre l’ambasciatore Alfred Kingon ha scritto una lettera alla veggente Marija Pavlovic dove le consiglia di scrivere un messaggio di pace a Gorbaciov e le assicura che questo messaggio potrebbe con sicurezza inoltrarlo a Mosca, per mezzo di Jack Matlock, direttamente al segretario di Gorbaciov.

 Nella stessa lettera Kingon scrive: “Sarebbe veramente molto bello se due grandi leaders mondiali e i due paesi più potenti del mondo potessero essere messi al corrente delle vostre preghiere e del nessaggio della Madonna’.


Più tardi, per Natale, la veggente Marija Pavlovic ha ricevuto la foto di Ronald Reagan e sotto la foto alcune parole scritte da lui: “A Marija Pavlovic con i più calorosi ringraziamenti e il mio augrio di ogni bene. Dio la benedica”. Ronald Reagan


(De “Sveta Bastina” -Febbr. 1988- Trad. di Mirjana Vasilj Zuccarini)

Cari amici, anche oggi, come ieri, i miracoli sono possibili nei cuori e nel mondo. Preghiamo la Regina della pace in questi tempi burrascosi perché le armi tacciano, gli uomini si guardino come fratelli e si stringano la mano.

Vostro Padre Livio

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕   

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Ucraina, il gulag dietro la cortina di fuoco: così la Russia opprime e sfrutta la popolazione nei territori occupati

di Federico Fubini e Andrea Nicastro- Corriere della sera – 15 Luglio 2022

Quello che succede a Mariupol, a Kupiansk, a Kherson non può essere visto da chi è fuori e solo a fatica e a grande rischio personale è testimoniato da chi lo vive. Il racconto del dramma che si sta consumando nei territori ucraini finiti nella mani dei russi.

Non c’è più una cortina di ferro a spezzare l’Europa, ma una di fuoco: corre lungo i duemila chilometri del fronte ucraino, dalla regione di Kherson nel Sud a quella di Kharkiv al Nord del fronte. Ciò che accade nella guerra combattuta dall’artiglieria è reso chiaro, se non altro, dalle distruzioni. Invece il dramma che si sta consumando dietro quella cortina di fuoco – nei territori ucraini occupati dalla Russia – non può essere visto da chi è fuori e solo a fatica e a grande rischio personale è testimoniato da chi lo vive.
Gli abusi, le minacce, le violenze o la sottrazione dei beni e della stessa identità ucraina non possono essere verificati in modo indipendente, perché i racconti arrivano da terre inaccessibili. Ma il Corriere ne ha raccolto un numero significativo, tutti convergenti a comporre il quadro di un territorio sconvolto da quattro forze che perversamente coesistono: la russificazione dell’Ucraina occupata, con all’orizzonte dell’autunno il progetto di vari pseudo-referendum che preludano all’annessione a Mosca; l’oppressione poliziesca; lo sfruttamento degli uomini e delle risorse. Il tutto facilitato dal rapido delinearsi di un ceto di collaborazionisti e di una zona grigia di ucraini che si inchinano ai nuovi padroni.

Il 10 giugno il capo dell’ «amministrazione civile transitoria dell’Oblast di Kharkiv», da Kupiansk (dunque nella parte occupata della regione) ha emanato un ukase, un decreto, su un foglio in carta intestata con l’immagine dell’aquila zarista a due teste. Annuncia «per stabilire ordine e sicurezza»l’entrata in vigore della legge marziale russa, la quale prevede il diritto per le autorità di imporre lavori forzati «per esigenze militari, di ricostruzione o di emergenza», uno stretto coprifuoco indicato sulla base del fuso orario di Mosca, divieti di adunanza, diritto di sequestro di proprietà privata e di coscrizione al lavoro per tutti cittadini oltre i 14 anni di età.

Non è il solo caso di provvedimenti draconiani presi dai nuovi governanti. A Kherson la nuova amministrazione «civile-militare» il 12 luglio ha pubblicato sul suo canale di Telegram un invito alla delazione a pagamento o meglio «appello agli abitanti della regione a fornire informazioni in cambio di un compenso». Si promette che le denunce resteranno anonime purché riguardino «persone osservate in attività sospette, interpretabili come spionaggio di individui, palazzi, oggetti, auto», oppure «persone che gestiscono siti, canali di chat o gruppi Internet anti-russi», o ancora «appartamenti che esse usano come basi per attività sovversive o per nascondersi». Chi denuncia, conclude l’ukase, «riceverà un sostanzioso premio monetario».

Non sembrano essere minacce vuote. Il governatore di Zaporizhya, Oleksandr Starukh, vive all’estremità del territorio ucraino libero dall’avanzata dell’esercito di Mosca e raccoglie spesso testimonianze di fuggitivi o voci dall’altra parte. Dice Starukh: «Dall’inizio della guerra solo nel nostro Oblast ci sono stati quattrocento rapimenti. Gente che si mostrava perplessa, capace di pensare o che addirittura si rifiutava di collaborare con gli occupanti. Alcuni sono stati liberati dopo essere stati torturati, altri non sono tornati. Tra loro cinque amministratori comunali e un deputato, ma tantissimi sono gli imprenditori. Dove comandano i russi – aggiunge Starukh – gli ucraini sono trattati come schiavi». Perché l’oppressione poliziesca non è mai fine a se stessa. Serve a paralizzare nel terrore e ridurre al silenzio. Ma serve anche al dispiegarsi di una vasta rete di sfruttamento delle risorse e della manodopera.

Borova è un villaggio agricolo di 16 mila abitanti nell’area di Kharkiv, dove l’armata russa è arrivata attorno a metà aprile. All’area sono stati presto assegnati un comandante civile bielorusso, Andrei Semashko, e un comandante militare russo di Novosibirsk di nome Sergei Razdorozhny. Il loro primo atto è stato minacciare di morte chi avesse dato sepoltura alle decine di soldati ucraini rimasti sul terreno nelle strade del villaggio. I piccoli ladri ora vengono pestati in piazza «per dare l’esempio». Ma il gesto più carico di conseguenze è stato un invito ai lavoratori delle funzioni essenziali –acqua o luce – a tornare nelle loro aziende a una condizione precisa: lavorare gratis. La testimonianza di questi eventi viene dai pochi fuggitivi e da un canale di Telegram alimentato da abitanti di Borova spintisi in auto fino a un caffè di Svatove, a sessanta chilometri a Sud-Est, dove si trova il più vicino accesso a Internet (le linee telefoniche verso l’Ucraina sono chiuse). Queste persone riferiscono regolarmente che chi si è rifiutato di lavorare senza paga sarebbe stato prelevato e torturato. Una decina i casi riferiti. Sempre dallo stesso edificio, il silenzio del villaggio si riempie di gemiti e urla abbastanza alte perché tutti odano e tutti ricordino. Non si tratta del solo caso di racconti del genere che filtrano dai territori sotto il tallone di Mosca.

Mariupol il nuovo «sindaco» Konstantin Ivashenko, un ucraino che guidava un’impresa locale, avrebbe rivolto un’offerta ai seimila dipendenti delle acciaierie rimasti in una città che ne ospitava almeno 50 mila. Non torneranno a lavorare a Azovstal perché quel simbolo della resistenza ucraina sarà raso al suolo – avrebbe detto Ivashenko – «per farci un parco». Gli operai rimasti potranno invece produrre o riparare attrezzatura militare russa nell’altra grande acciaieria di Mariupol, Ilych, oppure raccogliere macerie nelle strade. La sola condizione è che nessuno si aspetti di essere pagato, perché il solo compenso saranno razioni di cibo. È del resto probabilmente il solo bene essenziale che non manca il cibo, in uno degli spicchi di terra più fertili del mondo. Solo che anche su di esso si stanno sviluppando sempre nuove forme di sfruttamento troppo sistematiche perché siano solo frutto dell’avidità di singoli kapò locali.

Borova, nella regione di Kharviv, opachi intermediari incalzano i proprietari delle fattorie perché vendano le loro terre a prezzi stracciati. Nella regione di Zaporizhya la denuncia del governatore della parte libera, Oleksandr Starukh, non potrebbe essere più chiara: «I contadini ormai hanno un solo acquirente per i loro prodotti. Ed è lui a fare il prezzo: adesso una tonnellata di grano è venduta a 50 dollari» (il prezzo sul mercato internazionale è circa otto volte superiore). Nasce anche da qui la pressione fortissima a piegarsi all’autorità degli invasori. «Chi ha ricevuto dai russi l’autorizzazione ad esportare si arricchisce – osserva Starukh – mentre tanti contadini l’anno prossimo non avranno i soldi per le sementi e saranno alla mercé dall’aiuto di Mosca. È un ricatto ed è una colossale rapina, perché ci guadagneranno solo i collaborazionisti pro-russi». Che si tratti di un’operazione la cui regia è al centro del sistema putiniano lo dimostra del resto la proposta di legge 163025-8 presentata martedì pomeriggio alla Duma. Emenda le norme sulle dogane per «semplificare il passaggio di prodotti agricoli e alimentari attraverso il confine della Federazione Russa dalle aree adiacenti alle zone di operazioni militari speciali»: velocizza il furto dei raccolti ucraini.

L’altro volto dell’oppressione è far sentire gli oppressi un’unica cosa con i loro carcerieri, trasformare l’Ucraina occupata in una sorta di villaggio Potemkin della Federazione russa, schiacciandone l’identità per sovrapporvi quella del presunto impero di Vladimir Putin. Oggi nei territori occupati dai russi è in corso il più grande tentativo di lavaggio dei cervelli mai immaginato dai tempi di 1984 di George Orwell. «Appena conquistata una zona, la prima cosa che fanno è installare le antenne per trasmettere le loro tv – denuncia Oleksiy Honcharenko – un deputato ucraino attivissimo sui social a cui scrivono migliaia di persone anche dai territori occupati –. Accendono la loro propaganda e sperano che prima o poi la gente comincerà a credere in quel che dicono.

Se manca l’elettricità, come a Mariupol, mandano in strada grandi schermi a led montati su camion a mostrare i notiziari russi. Raccontano che gli ucraini sono nazisti, aiutati da nazisti tedeschi e italiani, che bombardano i quartieri civili delle proprie città e se la Russia non fosse intervenuta i gay e lesbiche europee avrebbero obbligato tutti a partecipare ai loro cortei». Per russificare, il primo passaggio è spezzare la speranza. Dice Honcharenko: «Cercano di convincere la gente che mai l’Ucraina saprà lanciare una controffensiva e che la gente deve solo rassegnarsi. Esattamente come avveniva nell’Unione sovietica». Dunque, continua il deputato, è fondamentale la «cancellazione della memoria: a Mariupol hanno addirittura cambiato il nome in Zdanov come ai tempi sovietici. Bruciano libri, sostituiscono monumenti ucraini con simbologie russe. Nelle scuole ci saranno solo libri russi che raccontano la solita vecchia favola che russi, bielorussi e ucraini sono lo stesso grande popolo e, in sostanza, l’Ucraina non esiste». Sta succedendo davvero.

Nella libreria della scuola di Borova, il villaggio vicino a Kharkiv, sono scomparsi i libri ucraini e sono apparsi quelli russi. «Se metti una persona in un campo di concentramento non è perché lo vuoi convincere, ma è perché ne vuoi spezzare la volontà e l’identità. Nei territori invasi, i russi si comportano allo stesso modo», sostiene il governatore di Zaporizhya Starukh. Seguono, inevitabilmente, misure amministrative dai livelli più minuti fino alle più grandi. Il canale Telegram di Borova riferisce che agli abitanti vengono offerti 15 rubli (25 centesimi di euro) per ogni palo decorato dalla bandiera russa. A chi chiede la cittadinanza dell’oppressore è riservato un premio di diecimila rubli (170 euro) e tra Kherson e Zaporizhya circa ventimila persone, secondo fonti russe, avrebbero ottenuto il passaporto. Russe diventano la rete telefonica, la scadente marca del latte nei negozi, le pensioni, la moneta (con le grivnie ucraine cambiate in rubli alla metà del loro valore). Russi sono il servizio dei bus, sempre vuoti, che collegano alla Crimea e il pacchetto di vacanze-studio che portano gli scolari di Kherson proprio in

Neanche queste azioni sono fini a se stesse, perché sembrano preludere a referendum – anch’essi Potemkin – di «annessione» dei territori alla Russia stessa se la situazione militare dell’autunno lo permetterà. Di recente Kyrylo Stremousov, un russo che è vicecapo dell’«amministrazione civile-militare» della regione di Kherson ha parlato di questa prospettiva e la stessa intelligence militare di Londra lo conferma apertamente. Ma niente di tutto questo sarebbe pensabile senza l’appoggio di ucraini che per convenienza, ambizione o adesione collaborano. La zona grigia È il caso di Volodymyr Saldo, già deputato nel parlamento ucraino, ma fulmineo nell’assumere una postura filo-Putin che gli è valsa la nomina a governatore di Kherson: ora si rivolge ai cittadini attraverso Telegram con la bandiera russa alle spalle. È il caso anche di Konstantin Ivaschenko, che ha colto l’arrivo dei russi per diventare finalmente qualcuno a Mariupol. Loro sono i nuovi kapò. Ma i racconti da dietro la cortina fanno capire che esiste una zona grigia più ampia – chissà quanto – di chi cerca di convincersi e di adattarsi invece di lottare. Neanche l’Ucraina è esente da ciascuno dei lati della sfaccettatissima natura umana.

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