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Anno: 2022 Pagina 77 di 179
DOMENICA XIX DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici,
Buona Domenica! Oggi è il giorno del Signore, il giorno della sua Resurrezione, il giorno che spalanca le porte del tempo alla gioia dell’eternità.
E’ soprattutto il giorno dell’Eucaristia, alla quale dobbiamo partecipare con gioia e non come se fosse un obbligo da compiere.
Andiamo alla S. Messa tutti insieme in famiglia e mettiamoci nelle disposizioni di grazia di poter fare la Santa Comunione.
La Chiesa è la famiglia di Dio e la partecipazione alla S. Messa ci introduce nella Comunione di santi, di tutti coloro che in Cielo e sulla terra sono le pietre vive della Chiesa.
Nel Vangelo Gesù incoraggio i suoi discepoli, dicendo che sono un “piccolo gregge”, ma che hanno un dono inestimabile, quello di far parte del Regno di Dio.
Ci esorta a conservare questo tesoro prezioso, evitandoci di farci catturare dai falsi bene del mondo, in particolare dalla ricchezza che ci invita ancora una volta a condividere con chi ha bisogno.
Ci ammonisce ad essere degli “amministratori” fedeli del Regno nel quale ci ha chiamato e nel quale ognuno ha le sue responsabilità, perché nell’ora che non conosciamo verrà a chiedercene conto.
Che questo Domenica sia per tutti voi un giorno di pace e di gioia!
Vostro Padre Livio
PS Verrà trasmessa l’Omelia su Facebook alle h 11.15 e su Radio Maria alle 12.50
Notizia incidente pellegrini polacchi che andavano a Medjugorie

Caro Padre Livio,
stamattina un pullman con i pellegrini polacchi che andavano a Medjugorje è uscito fuori strada in Croazia (probabilmente un colpo di sonno dell’autista). 12 persone sono morte, 34 ferite.
Tra i pellegrini c’erano tre sacerdoti e 6 suore. La prego di pregare per i morti e i feriti.
L’incidente ha sconvolto la Polonia, in tanti si chiedono come si può morire sulla strada a Medjugorie…
Buonanotte,
Vladimiro R.
Caro Vladimiro,
Preghiamo volentieri per i morti, i feriti e i loro familiari.
Comprendo lo sgomento e gli interrogativi per questo grave incidente.
Tuttavia nel cuore abbiamo la certezza che chi muore sulla strada di Medjugorje entra in paradiso con Gesù e Maria
Anche loro dal Cielo intercederanno per noi e per la pace nel mondo.
Ave Maria
Padre Livio
L’ARRESTO DI PADRE JOZO E LA CHIUSURA DELLA CHIESA (17 Agosto 1981)

Andati a finire nel nulla i tentativi maldestri per impedire ai veggenti di recarsi sul Podbrdo, il regime comunista ha deciso di usare il pugno di ferro. Non è una novità che il potere dello stato, spesso dominato da ideologie antireligiose, abbia visto le apparizioni della Madonna come il fumo negli occhi, benché come potenziali avversari si trovasse davanti soltanto degli inermi ragazzi.
A Fatima il governo massonico è arrivato al punto di far rinchiudere in prigione due bambine e un bambino sotto i dieci anni. Prima ancora a Lourdes si era esposto al ridicolo, facendo costruire una palizzata davanti alla grotta. Ciò non aveva impedito a Bernadette di vedere la Madonna per l’ultima volta rimanendo al di qua del Gave. “La Madonna è la Madonna” (Vicka) e nulla può impedire la realizzazione dei suoi piani quando si risponde alla sua chiamata. La storia delle apparizioni mariane dimostra che le persecuzioni sono frequenti. Provengono dai nemici della religione, ma anche da parte di ministri della Chiesa. Quest’ultime sono spesso le più dolorose e anche le più pericolose.
Il nemico infernale gioca le sue carte su tutte le tavole pur di impedire i piani di Maria. La Donna vestita di sole e il dragone infernale combattono la loro battaglia attraverso gli uomini. Se la Madonna trova dei servi fedeli, ottiene sempre la vittoria, per quanto gli avversari siano agguerriti. La Storia della Salvezza dimostra che Dio ha conseguito vittorie eclatanti con un pugno di fedelissimi e non di rado con uno solo. In questo modo appare evidente agli occhi di tutti che non sono gli uomini che combattono, ma Dio stesso attraverso di loro.
La serpe infernale combatte la sua guerra contro Dio con due armi: quella della seduzione e quella della persecuzione. Le dosa con grande astuzia, scegliendo di volta in volta quella più idonea. Ciò corrisponde alla sua natura, che Gesù stesso ha messo a nudo, bollando Satana come “menzognero” e “omicida”. Nei primi dieci anni delle apparizioni, fino alla caduta del comunismo, il drago ha cercato di intimidire con la sua forza di repressione. Tuttavia non ha conseguito nessun risultato apprezzabile. La persecuzione è un’arma a doppio taglio, che spesso ottiene effetti opposti a quelli prefissi. Infatti, se da una parte riesce a piegare i più deboli, dall’altra finisce per rendere più tenaci quelli che resistono.
Così è avvenuto a Medjugorje, dove pochi iscritti al partito hanno ubbidito agli ordini, mentre la gran parte della popolazione, stretta intorno alla parrocchia, è rimasta fedele alla Madonna. Chi ha frequentato Medjugorje nei primi anni ricorda come fosse più vivo il fervore nel praticare la preghiera e il digiuno e nel dare testimonianza ai pellegrini. Nessuna forza esterna può cambiare i pensieri e i sentimenti se le persone non lo consentono. Se le chiese dell’Est europeo hanno resistito alla lunga persecuzione del comunismo ateo e materialista, che si era prefisso di distruggerle, ciò è dovuto alla saldezza interiore della fede, contro la quale il nemico è andato a sbattere. Dopo i settant’anni della schiavitù babilonese, come il Beato Giovanni Paolo II li ha definiti, il castello di carta del potere ateo è crollato e la Chiesa, che aveva conservato le radici intatte, ha ripreso a rifiorire.
L’arma della seduzione è infinitamente più insidiosa e con essa l’ingannatore ottiene le sue più consistenti vittorie. I progenitori hanno portato alla rovina il genere umano prestando i loro orecchi alle menzogne del serpente. “Satana vi distrugge con quello che vi offre”, ha ammonito la Regina della pace. Negli anni successivi alla guerra, quando il flusso dei pellegrini è ripreso ancora più forte, la tentazione dei beni materiali è stato lo strumento col quale il nemico ha cercato di intralciare il piano di Maria. La lotta non ammette tregue. L’impero delle tenebre non si dà mai per sconfitto. “In qualunque luogo io vada, ed è con me pure mio Figlio, là mi raggiunge anche Satana” ( 28 – 01 – 1987).
Non vi è dubbio che a Medjugorje l’arma della seduzione si stia dimostrando più pericolosa di quella della persecuzione. Dopo i primi assaggi per sondare la reazione della gente, il regime è passato alla persecuzione aperta, mobilitando le forze speciali di polizia. A muovere le cose non era tanto l’ostilità verso la religione, quanto il timore di un movimento popolare con ripercussioni politiche. Come agire senza dare troppo dell’occhio e non dare l’impressione, soprattutto a livello internazionale, che la libertà religiosa non fosse tutelata?
La prima drastica decisione fu quella di vietare alla gente di salire sul Podbrdo dove appariva la “Gospa”. La proibizione fu comunicata verso la metà di Agosto e precisamente il 12 Agosto 1981. Alle autorità interessava in primo luogo impedire l’assembramento della gente. Avrebbero ormai dovuto sapere che i veggenti avevano le apparizioni ovunque si trovassero.
“Mi sentivo molto abbattuta, anche se non sapevo che cosa significasse tale proibizione e come sarebbe andata a finire. Ho visto le sentinelle da tutte le parti. Che cosa si poteva fare?” (Vicka). Le sentinelle, appostate stabilmente di giorno e di notte in una dozzina di posti diversi, erano uomini della polizia di Citluk, di Mostar e persino del villaggio stesso. Sono rimaste molto a lungo, circa sei mesi. Poi, visto che non serviva a nulla, hanno lasciato perdere. Se i soldati messi a guardia del Sepolcro non hanno impedito a Gesù di risorgere, allo stesso modo le sentinelle disseminate sul Podbrdo non hanno impedito alla Madonna di apparire. “ La Madonna è più sapiente degli uomini.
Noi ci siamo incontrati alla solita ora, dietro una casa, e abbiamo incominciato a pregare. Non sapevano se la Madonna sarebbe venuta, ma è venuta subito. Era molto contenta; ha pregato con noi, ci ha incoraggiato e salutato; poi se n’è andata…Così noi ci siamo trovati meglio di prima. Ci radunavamo alla nostra ora, da qualche parte, e la Madonna ci appariva come prima. Anzi, più contenta di prima, quando ci appariva sul colle. Si intratteneva più a lungo con noi. Pregava, cantava e ci incoraggiava. Era presente poca gente; c’era meno chiasso. Che si poteva desiderare di meglio?” (Vicka).
L’altro colpo di mannaia, quello che avrebbe dovuto stroncare il fenomeno, fu l’imprigionamento del parroco, Padre Jozo, e la chiusura provvisoria della chiesa. Fra Jozo non era presente in parrocchia quando sono incominciate le apparizioni e, al suo rientro, aveva manifestato apertamente il suo scetticismo, sottoponendo i veggenti ad estenuanti interrogatori. Il Venerdì 3 Luglio, mentre si crogiolava nei suoi pensieri, passeggiando su e giù per la chiesa e pregando il Signore che gli desse luce, sentì una voce che gli diceva: “ Esci, proteggi i bambini”. Aperta la porta, vede i veggenti che gli corrono incontro, dicendo che la polizia stava cercandoli. Insieme ai sei ragazzi c’era anche Anna, la sorella maggiore di Vicka e, allora, intima amica di Marija.
Li conduce in canonica e li nasconde in una cameretta inutilizzata, chiudendo la porta a chiave. Rientra in chiesa giusto in tempo per affrontare la polizia che chiede dei veggenti. Il frate indica loro la strada da dove sono venuti dicendo: “Sì da quella parte”. E la polizia si butta all’inseguimento. Nel frattempo nella stanza della canonica la Gospa appare tutta gioiosa e rincuora i poveri ragazzi che tremano di paura. Pregano e cantano con Lei. Li lascia dicendo: “ Non abbiate paura. Avrete la forza di sopportare tutto questo”.
Qualche tempo dopo, durante la liturgia serale in chiesa, verso la fine del rosario, anche Padre Jozo vede l’apparizione insieme ai veggenti, nello stesso posto, accanto alla tribuna. E’ l’evento che cambia radicalmente il suo atteggiamento. La sua predicazione diventa improvvisamente più appassionata. La polizia, che aveva approvato la sua discrezione precedente, incomincia a preoccuparsi. Il 17 Agosto le forze speciali fanno irruzione in canonica. Le suore vengono sequestrate e il parroco viene arrestato. Dopo un processo farsa, il 22 Ottobre viene condannato a tre anni e mezzo di carcere.
Verrà però liberato dopo un anno e mezzo, grazie alla 40.000 lettere scritte al Presidente della Repubblica italiana, Sandro Pertini, per iniziativa del settimanale di Comunione e Liberazione. “Il Sabato”, perché facesse pressione sul governo della ex Jugoslavia guidato da Tito. Anch’io fui tra i firmatari della petizione, benché allora sapessi ben poco di Medjugorje. Quello che agli occhi degli uomini appariva una tragedia, non scalfì il morale dei veggenti. “Forse ti meraviglierà – risponde Vicka a fra J. Bubalo – ma ti posso dire che io non ero per niente preoccupata..Mi dispiaceva, ma tutto qui.
Neanche la Madonna era triste. Lei ci ha consolato subito e ci ha detto che non dovevamo preoccuparci per Fra Jozo perché lui avrebbe sopportato tutto per la gloria di Dio. Anch’io pensavo che tutto sarebbe finito bene. L’hanno imprigionato; ma che cos’è? Non era il solo. Anche altri stanno in prigione. E poi passa tutto…Io pregavo ogni giorno per lui, che Dio gli fosse vicino e lo aiutasse. Delle volte anche la Madonna pregava con noi per questa intenzione. Alcune volte ce lo ha anche fatto vedere. Grazie a Dio tutto è finito bene” (Vicka).
La “Gospa” ha provveduto anche a rincuorare la gente durante la liturgia serale, incaricando i veggenti di dire al popolo di non avere paura, di essere gioiosi, perché Lei avrebbe protetto Fra Jozo. Fu il piccolo Jakov ad annunciarlo in chiesa, accolto da un lunghissimo applauso.
Vostro Padre Livio –
(Medjugorje- Il Cielo sulla terra – Edizioni Piemme)
SULL’UCRAINA AMNESTY HA SBAGLIATO

di Lorenzo Cremonesi – Corriere della Sera – 6 Agosto 2022
In un nuovo rapporto l’organizzazione internazionale non fa differenze tra vittime e persecutori e non valuta il fatto che lo scontro spesso assume la forma di guerriglia urbana. Ma non c’è alcuna intenzione ucraina di usare i civili come scudi umani, i russi sparano invece ad alzo zero sulle aree abitate
Gli ucraini sparano dalle città? Le loro forze combattenti operano vicino agli ospedali, dormono nelle scuole? Ovvio, visto che proprio le loro città hanno cercato di difendere contro l’invasione russa. E ancora più ovvio se si tiene conto che gli ucraini hanno reagito con un esercito di volontari pronti a organizzare una vasta guerriglia partigiana per lo più di tipo urbano.
A Kiev sino al 23 febbraio non si credeva che Putin volesse eliminare Zelensky, si riteneva invece possibile un’offensiva limitata al Donbass e dunque sin dall’inizio gli ucraini hanno caparbiamente lottato per restare liberi. Sono queste semplici considerazioni che ci portano a giudicare in modo particolarmente duro il nuovo rapporto di Amnesty International, che critica le tattiche militari ucraine a suo dire responsabili dell’alto numero di vittime civili.
In genere in ogni teatro di battaglia gli ucraini hanno cercato di favorire l’evacuazione della popolazione. Quando iniziò l’attacco russo sul Donbass da Kiev giunse l’appello a lasciare le proprie case, poco dopo i missili di Putin massacrarono una sessantina di civili assiepati alla stazione ferroviaria di Kramatorsk che cercavano di fuggire. A Bucha i volontari partiti da Kiev aiutavano la propria gente a scappare sotto il fuoco dei carri armati russi, mentre i soldati (sempre russi) saccheggiavano.
È vero che gli ucraini adattano le scuole a dormitori, del resto lo stesso fanno i russi e ogni esercito che opera in aree urbane. Ed è anche vero che nelle città contese i danni causati dai proiettili ucraini sono paragonabili a quelli dei russi.
Ma non c’è alcuna intenzione ucraina di usare i civili come scudi umani. I russi sparano invece ad alzo zero sulle aree abitate. L’aspetto grave del rapporto di Amnesty è che non fa differenze tra vittime e persecutori. E, proprio per il profondo rispetto con cui abbiamo sempre guardato al fondamentale lavoro di Amnesty, ci preme in questo caso esprimere apertamente il nostro dissenso, argomentato da mesi di lavoro sul campo.
LA TRASFIGURAZIONE
BENEDETTO XVI – LA LEZIONE DELLA TRASFIGURAZIONE DI GESU’

L’ evangelista Luca sottolinea che Gesù salì sul monte “a pregare” (9,28) insieme agli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni e, “mentre pregava” (9,29), si verificò il luminoso mistero della sua trasfigurazione. Salire sulla montagna per i tre Apostoli ha perciò voluto dire essere coinvolti nella preghiera di Gesù, che si ritirava spesso in orazione, specialmente all’alba e dopo il tramonto, e talvolta per tutta la notte. Solo però quella volta, sulla montagna, Egli volle manifestare ai suoi amici la luce interiore che lo ricolmava quando pregava: il suo volto – leggiamo nel Vangelo – s’illuminò e le sue vesti lasciarono trasparire lo splendore della Persona divina del Verbo incarnato (cfr Lc 9,29).
C’è un altro dettaglio, proprio del racconto di san Luca, che merita di essere sottolineato: l’indicazione cioè dell’oggetto della conversazione di Gesù con Mosè ed Elia, apparsi accanto a Lui trasfigurato. Essi – narra l’Evangelista – “parlavano della sua dipartita (in greco éxodos), che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme” (9,31). Dunque, Gesù ascolta la Legge e i Profeti che gli parlano della sua morte e risurrezione. Nel suo dialogo intimo con il Padre, Egli non esce dalla storia, non sfugge alla missione per la quale è venuto nel mondo, anche se sa che per arrivare alla gloria dovrà passare attraverso la Croce. Anzi, Cristo entra più profondamente in questa missione, aderendo con tutto se stesso alla volontà del Padre, e ci mostra che la vera preghiera consiste proprio nell’unire la nostra volontà a quella di Dio.
Per un cristiano, pertanto, pregare non è evadere dalla realtà e dalle responsabilità che essa comporta, ma assumerle fino in fondo, confidando nell’amore fedele e inesauribile del Signore. Per questo, la verifica della trasfigurazione è, paradossalmente, l’agonia nel Getsemani (cfr Lc 22,39-46). Nell’imminenza della passione, Gesù ne sperimenterà l’angoscia mortale e si affiderà alla volontà divina; in quel momento la sua preghiera sarà pegno di salvezza per tutti noi. Cristo, infatti, supplicherà il Padre celeste di “liberarlo dalla morte” e, come scrive l’autore della lettera agli Ebrei, “fu esaudito per la sua pietà” (5,7). Di tale esaudimento è prova la risurrezione.
Cari fratelli e sorelle, la preghiera non è un accessorio, un optional, ma è questione di vita o di morte. Solo chi prega, infatti, cioè chi si affida a Dio con amore filiale, può entrare nella vita eterna, che è Dio stesso. Durante questo tempo di Quaresima, chiediamo a Maria, Madre del Verbo incarnato e Maestra di vita spirituale, di insegnarci a pregare come faceva il suo Figlio, perché la nostra esistenza sia trasformata dalla luce della sua presenza.
tratto da https://it.zenit.org/articles/benedetto-xvi-la-lezione-della-trasfigurazione-di-gesu
Perché Dio ha sciolto satana dalle catene permettendo tutto il male che ne è derivato?

Caro padre Livio,
La ammiro molto e la ringrazio per il suo impegno instancabile nel divulgare quanto più la parola della nostra madre Celeste e cercare di avvicinare quante più anime a Dio.
Non è molto che mi sono riavvicinarsi a Dio ed alla preghiera , diciamo che ho iniziato un percorso nuovo nel tentativo di condurre con me tutta la mia famiglia.
Per ora con scarso successo.
L'”angelo furbo” sa bene come distrarre i giovani e come infarcire la nostra vita di tanti problemi per farci guardare in basso invece che verso il cielo.
C’è una cosa nelle mie riflessioni che però proprio non riesco a comprendere: se è vero (come credo) che Dio ci ama tutti e ci vuole tutti ugualmente con sé, ed ha mandato sua madre a guidarci.
Come ha potuto permettere che satana nell’ultimo secolo abbia avuto campo libero?
La Madonna nelle sue apparizioni antecedenti a Medjugorje aveva detto che Dio ha permesso al demonio di agire per un secolo prima degli anni 2000 per tentare di distruggere la Chiesa; perché?
Dio nella sua onnipotenza ed onniscienza sapeva bene cosa avrebbe portato tutto questo. Conosce le armi del male, la nostra infinita debolezza e fragilità e tutto ciò che ne sarebbe conseguito. Perché ha lasciato che accadesse?
Tutto il male e l’orrore che si sono susseguiti dai primi del 1900 in poi e che si vedono sempre più….non riesco a farmene una ragione.</span> <p>Se anche fosse per la fiducia e la libertà che Dio ci ha concesso, permettendoci di scegliere ( ancora una volta) Lui sapeva come sarebbe andata.
Le sarei grata se potesse aiutarmi a capire. Nel frattempo prego il Signore che mi aiuti a camminare con lui.
Che Dio la benedica
Lucia
Cara Lucia,
la permissione divina del male è un grande mistero, che dobbiamo considerare dinanzi alla Croce di Cristo.
Guardandola con fede noi comprendiamo che l’amore di Dio è infinitamente più grande di tutti i peccati del mondo.
Quindi non soffermiamoci sul dilagare dell’iniquità ma sul sovrabbondare della Grazia che perdona e che redime.
La Madonna ci ha detto che ora non possiamo comprendere tutto, ma che ogni cosa si sarà chiara quando saremo dinanzi al Padre celeste.
Ave Maria
Padre Livio
I Passi della Conversione

Caro Padre Livio,
la ringrazio sempre per tutto quello che fa a radio Maria per tutti noi. Ascoltandola questi giorni ho compreso quanto sia importante e vitale per tutti noi raggiungere ciò che è il Centro del messaggio della Regina della Pace, e cioè La CONVERSIONE DEI CUORI e l’AMORE.
Proprio partendo dalle sue parole, ed essendo io vicina ad Assisi, meditando sulla forza della conversione di S. Francesco, ho provato come lui ad affrontare le mie difficoltà quotidiane in un modo nuovo:
Primo Passo: Liberarsi dalle catene del mio IO , cioè dispiaceri, piccoli risentimenti nei confronti di chi mi fa torto, malumori percè mi trovo imbrigliata in difficoltà pratiche, Prendendo atto che sono Tutte cose del Mondo, e non dello Spirito, pertanto piccolezze in confronto al Creato.
Secondo Passo: Con la maggiore leggerezza del cuore di aver rinunciato all’attaccamento a quelle cose materiali, come la Spogliazione di S. Francesco, si incomincia a trovarsi SOPRA al vecchio IO, cioè al di sopra di quelle cose,al di sopra della Mondanità, si comincia a VEDERE LA VERITA’ che è DIO.
Il Terzo Passo: Cominciare a Vedere la Verità, Dio , è la Fede
Questo che le racconto è il mio percorso di conversione. Capisco che è una cosa lunga da raccontare, ma glie lo scrivo in caso possa essere anche solo in parte, di qualche utilità ai fini dell’Obiettivo di Maria Santissima, che è la conversione dei cuori e la comprensione di Suo Figlio Via, Verità e Vita.
Grazie e buona giornata Padre Livio.
Claudia
E’ vicina la venuta di Cristo?

Carissimo Padre Livio,
Oggi è il compleanno della Madonna la quale, nel suo messaggio del 1 Agosto 1984, ha chiesto tre giorni da dedicare esclusivamente a Lei, dopo che per tanti secoli si è dedicata esclusivamente a noi.
Non so se Lei, Padre Livio, lo ha notato, ma a me sembra un messaggio di commiato da questa terra, come d’altra parte la Gospa stessa aveva rivelato dicendo che queste di Medjugorje sono le sue ultime apparizioni.
Non vedo infatti per quale motivo abbia rivelato soltanto ora il giorno della sua nascita.
Non le sembra che tutto questo indichi che la fine del mondo e la venuta di Cristo siano più vicine di quanto si pensi?
Federico da Campobasso
Caro Federico,
colgo un’ osservazione molto suggestiva nel tuo ragionamento. Effettivamente nel messaggio della Madonna si intravede una prospettiva di commiato.
Nel medesimo tempo la Madonna ci ha rivelato che al termine dei segreti ci sarà un tempo di pace e non la fine del mondo.
Quanto durerà questo tempo di pace, che precede la venuta di Cristo, non ci è dato di sapere. E’ un segreto sigillato da Gesù stesso.
Quindi non è possibile fare previsioni, anche se a mio giudizio, proprio perché la Madonna non verrà più a chiamare l’umanità alla conversione, non dovrebbe durare a lungo.
Intanto stiamo concentrati sul presente, perché è in questo momento che Dio ci ha collocato, chiedendoci di schierarci per il suo Regno.
Vostro Padre Livio
