SULL’UCRAINA AMNESTY HA SBAGLIATO

di Lorenzo Cremonesi – Corriere della Sera – 6 Agosto 2022

In un nuovo rapporto l’organizzazione internazionale non fa differenze tra vittime e persecutori e non valuta il fatto che lo scontro spesso assume la forma di guerriglia urbana. Ma non c’è alcuna intenzione ucraina di usare i civili come scudi umani, i russi sparano invece ad alzo zero sulle aree abitate

Gli ucraini sparano dalle città? Le loro forze combattenti operano vicino agli ospedali, dormono nelle scuole? Ovvio, visto che proprio le loro città hanno cercato di difendere contro l’invasione russa. E ancora più ovvio se si tiene conto che gli ucraini hanno reagito con un esercito di volontari pronti a organizzare una vasta guerriglia partigiana per lo più di tipo urbano.

 A Kiev sino al 23 febbraio non si credeva che Putin volesse eliminare Zelensky, si riteneva invece possibile un’offensiva limitata al Donbass e dunque sin dall’inizio gli ucraini hanno caparbiamente lottato per restare liberi. Sono queste semplici considerazioni che ci portano a giudicare in modo particolarmente duro il nuovo rapporto di Amnesty International, che critica le tattiche militari ucraine a suo dire responsabili dell’alto numero di vittime civili.

In genere in ogni teatro di battaglia gli ucraini hanno cercato di favorire l’evacuazione della popolazione. Quando iniziò l’attacco russo sul Donbass da Kiev giunse l’appello a lasciare le proprie case, poco dopo i missili di Putin massacrarono una sessantina di civili assiepati alla stazione ferroviaria di Kramatorsk che cercavano di fuggire. A Bucha i volontari partiti da Kiev aiutavano la propria gente a scappare sotto il fuoco dei carri armati russi, mentre i soldati (sempre russi) saccheggiavano.

 È vero che gli ucraini adattano le scuole a dormitori, del resto lo stesso fanno i russi e ogni esercito che opera in aree urbane. Ed è anche vero che nelle città contese i danni causati dai proiettili ucraini sono paragonabili a quelli dei russi.

 Ma non c’è alcuna intenzione ucraina di usare i civili come scudi umani. I russi sparano invece ad alzo zero sulle aree abitate. L’aspetto grave del rapporto di Amnesty è che non fa differenze tra vittime e persecutori. E, proprio per il profondo rispetto con cui abbiamo sempre guardato al fondamentale lavoro di Amnesty, ci preme in questo caso esprimere apertamente il nostro dissenso, argomentato da mesi di lavoro sul campo.