L’ARRESTO DI PADRE  JOZO E  LA CHIUSURA  DELLA  CHIESA (17 Agosto 1981)

Andati a finire nel nulla i tentativi maldestri per impedire ai veggenti di recarsi sul Podbrdo, il regime comunista ha deciso di usare il pugno di ferro. Non è una novità che il potere dello stato, spesso dominato da ideologie antireligiose, abbia visto le apparizioni della Madonna come il fumo negli occhi, benché come potenziali avversari si trovasse davanti soltanto degli inermi ragazzi.

A Fatima il governo massonico è arrivato al punto di far rinchiudere in prigione due bambine e un bambino sotto i dieci anni. Prima ancora a Lourdes si era esposto al ridicolo, facendo costruire una palizzata davanti alla grotta. Ciò non aveva impedito a Bernadette di vedere la Madonna per l’ultima volta rimanendo al di qua del Gave. “La Madonna è la Madonna” (Vicka) e nulla può impedire la realizzazione dei suoi piani quando si risponde alla sua chiamata. La storia delle apparizioni mariane dimostra che le persecuzioni sono frequenti. Provengono dai nemici della religione, ma anche da parte di ministri della Chiesa. Quest’ultime sono spesso le più dolorose e anche le più pericolose.

 Il nemico infernale gioca le sue carte su tutte le tavole pur di impedire i piani di Maria. La Donna vestita di sole e il dragone infernale combattono la loro battaglia attraverso gli uomini. Se la Madonna trova dei servi fedeli, ottiene sempre la vittoria, per quanto gli avversari siano agguerriti. La Storia della Salvezza dimostra che Dio ha conseguito vittorie eclatanti con un pugno di fedelissimi e non di rado con uno solo. In questo modo appare evidente agli occhi di tutti che non sono gli uomini che combattono, ma Dio stesso attraverso di loro.

La serpe infernale combatte la sua guerra contro Dio con due armi: quella della seduzione e quella della persecuzione. Le dosa con grande astuzia, scegliendo di volta in volta quella più idonea. Ciò corrisponde alla sua natura, che Gesù stesso ha messo a nudo, bollando Satana come “menzognero” e “omicida”. Nei primi dieci anni delle apparizioni, fino alla caduta del comunismo, il drago ha cercato di intimidire con la sua forza di repressione. Tuttavia non ha conseguito nessun risultato apprezzabile. La persecuzione è un’arma a doppio taglio, che spesso ottiene effetti opposti a quelli prefissi. Infatti, se da una parte riesce a piegare i più deboli, dall’altra finisce per rendere più tenaci quelli che resistono.

Così è avvenuto a Medjugorje, dove pochi iscritti al partito hanno ubbidito agli ordini, mentre la gran parte della popolazione, stretta intorno alla parrocchia, è rimasta fedele alla Madonna. Chi ha frequentato Medjugorje nei primi anni ricorda come fosse più vivo il fervore nel praticare la preghiera e il digiuno e nel dare testimonianza ai pellegrini. Nessuna forza esterna può cambiare i pensieri e i sentimenti se le persone non lo consentono. Se le chiese dell’Est europeo hanno resistito alla lunga persecuzione del comunismo ateo e materialista, che si era prefisso di distruggerle, ciò è dovuto alla saldezza interiore della fede, contro la quale il nemico è andato a sbattere. Dopo i settant’anni della schiavitù babilonese, come il Beato Giovanni Paolo II li ha definiti, il castello di carta del potere ateo è crollato e la Chiesa, che aveva conservato le radici intatte, ha ripreso a rifiorire.

L’arma della seduzione è infinitamente più insidiosa e con essa l’ingannatore ottiene le sue più consistenti vittorie. I progenitori hanno portato alla rovina il genere umano prestando i loro orecchi alle menzogne del serpente. “Satana vi distrugge con quello che vi offre”, ha ammonito la Regina della pace. Negli anni successivi alla guerra, quando il flusso dei pellegrini è ripreso ancora più forte, la tentazione dei beni materiali è stato lo strumento col quale il nemico ha cercato di intralciare il piano di Maria. La lotta non ammette tregue. L’impero delle tenebre non si dà mai per sconfitto. “In qualunque luogo io vada, ed è con me pure mio Figlio, là mi raggiunge anche Satana” ( 28 – 01 – 1987).

Non vi è dubbio che a Medjugorje l’arma della seduzione si stia dimostrando più pericolosa di quella della persecuzione. Dopo i primi assaggi per sondare la reazione della gente, il regime è passato alla persecuzione aperta, mobilitando le forze speciali di polizia. A muovere le cose non era tanto l’ostilità verso la religione, quanto il timore di un movimento popolare con ripercussioni politiche. Come agire senza dare troppo dell’occhio e non dare l’impressione, soprattutto a livello internazionale, che la libertà religiosa non fosse tutelata?

La prima drastica decisione fu quella di vietare alla gente di salire sul Podbrdo dove appariva la “Gospa”. La proibizione fu comunicata verso la metà di Agosto e precisamente il 12 Agosto 1981. Alle autorità interessava in primo luogo impedire l’assembramento della gente. Avrebbero ormai dovuto sapere che i veggenti avevano le apparizioni ovunque si trovassero.

 “Mi sentivo molto abbattuta, anche se non sapevo che cosa significasse tale proibizione e come sarebbe andata a finire. Ho visto le sentinelle da tutte le parti. Che cosa si poteva fare?” (Vicka). Le sentinelle, appostate stabilmente di giorno e di notte in una dozzina di posti diversi, erano uomini della polizia di Citluk, di Mostar e persino del villaggio stesso. Sono rimaste molto a lungo, circa sei mesi. Poi, visto che non serviva a nulla, hanno lasciato perdere. Se i soldati messi a guardia del Sepolcro non hanno impedito a Gesù di risorgere, allo stesso modo le sentinelle disseminate sul Podbrdo non hanno impedito alla Madonna di apparire. “ La Madonna è più sapiente degli uomini.

 Noi ci siamo incontrati alla solita ora, dietro una casa, e abbiamo incominciato a pregare. Non sapevano se la Madonna sarebbe venuta, ma è venuta subito. Era molto contenta; ha pregato con noi, ci ha incoraggiato e salutato; poi se n’è andata…Così noi ci siamo trovati meglio di prima. Ci radunavamo alla nostra ora, da qualche parte, e la Madonna ci appariva come prima. Anzi, più contenta di prima, quando ci appariva sul colle. Si intratteneva più a lungo con noi. Pregava, cantava e ci incoraggiava. Era presente poca gente; c’era meno chiasso. Che si poteva desiderare di meglio?” (Vicka).

L’altro colpo di mannaia, quello che avrebbe dovuto stroncare il fenomeno, fu l’imprigionamento del parroco, Padre Jozo, e la chiusura provvisoria della chiesa. Fra Jozo non era presente in parrocchia quando sono incominciate le apparizioni e, al suo rientro, aveva manifestato apertamente il suo scetticismo, sottoponendo i veggenti ad estenuanti interrogatori. Il Venerdì 3 Luglio, mentre si crogiolava nei suoi pensieri, passeggiando su e giù per la chiesa e pregando il Signore che gli desse luce, sentì una voce che gli diceva: “ Esci, proteggi i bambini”. Aperta la porta, vede i veggenti che gli corrono incontro, dicendo che la polizia stava cercandoli. Insieme ai sei ragazzi c’era anche Anna, la sorella maggiore di Vicka e, allora, intima amica di Marija.

Li conduce in canonica e li nasconde in una cameretta inutilizzata, chiudendo la porta a chiave. Rientra in chiesa giusto in tempo per affrontare la polizia che chiede dei veggenti. Il frate indica loro la strada da dove sono venuti dicendo: “Sì da quella parte”. E la polizia si butta all’inseguimento. Nel frattempo nella stanza della canonica la Gospa appare tutta gioiosa e rincuora i poveri ragazzi che tremano di paura. Pregano e cantano con Lei. Li lascia dicendo: “ Non abbiate paura. Avrete la forza di sopportare tutto questo”.

Qualche tempo dopo, durante la liturgia serale in chiesa, verso la fine del rosario, anche Padre Jozo vede l’apparizione insieme ai veggenti, nello stesso posto, accanto alla tribuna. E’ l’evento che cambia radicalmente il suo atteggiamento. La sua predicazione diventa improvvisamente più appassionata. La polizia, che aveva approvato la sua discrezione precedente, incomincia a preoccuparsi. Il 17 Agosto le forze speciali fanno irruzione in canonica. Le suore vengono sequestrate e il parroco viene arrestato. Dopo un processo farsa, il 22 Ottobre viene condannato a tre anni e mezzo di carcere.

Verrà però liberato dopo un anno e mezzo, grazie alla 40.000 lettere scritte al Presidente della Repubblica italiana, Sandro Pertini, per iniziativa del settimanale di Comunione e Liberazione. “Il Sabato”, perché facesse pressione sul governo della ex Jugoslavia guidato da Tito.  Anch’io fui tra i firmatari della petizione, benché allora sapessi ben poco di Medjugorje. Quello che agli occhi degli uomini appariva una tragedia, non scalfì il morale dei veggenti. “Forse ti meraviglierà – risponde Vicka a fra J. Bubalo – ma ti posso dire che io non ero per niente preoccupata..Mi dispiaceva, ma tutto qui.

 Neanche la Madonna era triste. Lei ci ha consolato subito e ci ha detto che non dovevamo preoccuparci per Fra Jozo perché lui avrebbe sopportato tutto per la gloria di Dio. Anch’io pensavo che tutto sarebbe finito bene. L’hanno imprigionato; ma che cos’è? Non era il solo. Anche altri stanno in prigione. E poi passa tutto…Io pregavo ogni giorno per lui, che Dio gli fosse vicino e lo aiutasse. Delle volte anche la Madonna pregava con  noi per questa intenzione.  Alcune volte ce lo ha anche fatto vedere. Grazie a Dio tutto è finito bene” (Vicka).

La “Gospa” ha provveduto anche a rincuorare la gente durante la liturgia serale, incaricando i veggenti di dire al popolo di non avere paura, di essere gioiosi, perché Lei avrebbe protetto Fra Jozo. Fu il piccolo Jakov ad annunciarlo in chiesa, accolto da un lunghissimo applauso.

Vostro Padre Livio –

(Medjugorje- Il Cielo sulla terra  – Edizioni Piemme)