"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2022 Pagina 152 di 179

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla preghiera

Cari amici,

la Madonna aveva ragione nel dire che nel mondo c’è la guerra perché nei cuori c’è l’odio. Infatti in atto c’è proprio una guerra di sterminio che colpisce anche i civili, le loro abitazioni e questo causa esodi di milioni di persone che fuggono da questa folle guerra.

Sembra quasi impossibile che tutto questo possa accadere ai giorni nostri.

Ieri, dopo l’Angelus il Santo Padre ha detto: «Imploro che cessino gli attacchi armati e prevalga il negoziato e prevalga pure il buon senso. E si torni a rispettare il diritto internazionale!»

Come la pandemia, anche questa guerra è scoppiata inaspettatamente e non sappiamo quanto durerà.

Le ipotesi sono molteplici e variegate. Le immagini sono allarmanti e destano incredulità e angoscia per questa popolazione che viene massacrata ingiustamente.

Cosa possiamo fare? Pregare, pregare, pregare.

Preghiamo la Regina della pace affinché questo conflitto cessi immediatamente.

Uniamo le nostre preghiere a quelle dei cari fratelli ucraini che sono disperati e soffrono terribilmente. Chiediamo alla Madonna che intervenga e porti la pace.

Preghiamo perché le parole prevalgano sugli spari e si arrivi quanto prima a un accordo.

Siamo entrati in una fase della Storia che sarà sicuramente tribolata. In fondo a questa buia galleria si intravede, però, una luce che fa crescere la speranza e ravviva le forze.

Per fede sappiamo che il futuro è luminoso. Dio illumina la Storia, rovescia i potenti e innalza gli umili. Già la fede nel governo divino del mondo ci deve rasserenare. In più c’è la presenza di Maria, questa è una grazia speciale di cui abbiamo assolutamente bisogno.

La Regina della pace con i suoi messaggi ci illumina su quanto sta succedendo. Satana cerca di prevalere, vuole distruggere il mondo. Noi dobbiamo stare dalla parte della Madonna e aiutarla con le nostre preghiere.

Figlioli, aiutatemi con la preghiera affinché satana non prevalga.
(messaggio del 25 febbraio 2022)

La Madonna ci ha portato subito al cuore del combattimento escatologico e ci ha invitati a schierarci con lei contro la potenza del male che si declina in odio, violenza, sopraffazione.

Satana cerca di prevalere e ha visitato la terra con il suo potere di odio, morte e paura.

Rispondiamo con l’arma della preghiera. Schieriamoci dalla parte del bene perché il male non prevalga.

Che il nostro cuore e le nostre mani siano rivolte a chi è calpestato, povero e non ha voce in questo mondo senza Dio.

In questi tempi di prova, l’atteggiamento interiore sia di pace e di fiducia nel futuro.

La Madonna è nostra Madre ed è con noi, sempre. Noi, suoi figli e apostoli del suo amore, dobbiamo essere portatori di speranza e di pace. In questo mondo agitato siamo luce che illumina, amore che riscalda, operatori di pace, dighe di bene che impediscono al male di prevalere.      

Affidiamoci alla Madonna e imploriamo il dono della pace nel mondo.          

Da: “La lettura cristiana della cronaca e della storia”     

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

THE GREAT RESET BYE  BYE !!  –  QUESTA  GUERRA  HA AFFOSSATO IL  PROGETTO DEL NUOVO MONDO SENZA DIO

Cari amici,


la guerra contro l’Ucraina è foriera di un futuro drammatico perché, come è già stato osservato, potrebbe durare a lungo a causa degli attori diretti o indiretti che ne sono coinvolti.


È una guerra che, se gli uomini non dimostreranno saggezza, potrebbe sfociare nella terza guerra mondiale e indurre nella tentazione di usare armi capaci di distruggere l’umanità e il pianeta sul quale vive.


Tuttavia è una guerra che, a mio sommesso parere, ha già ottenuto il risultato di scompaginare i progetti del Great Reset, al quale i grandi del mondo stavano lavorando anche in questo tempo di pandemia.


Questi progetti sono in parte già attuati e, nel loro sviluppo, prevedono un mondo profondamente trasformato dalla scienza e dalla tecnica, in vista di una umanità artefatta e di una società robotizzata, che prefigurano una vita senza senso, senza libertà, senza responsabilità, senza famiglia e senza relazioni umane.


L’uomo, prodotto alla guisa di una merce, viene immesso sul mercato globale ed è finalizzato al profitto, unico fine riconosciuto al mistero del vivere, finché le convenienze vengono meno. Allora si procede alla rottamazione e…avanti il prossimo.


Il progetto del Great Reset è pubblico ed è globale. A Davos hanno sempre partecipato i grandi del mondo. L’obbiettivo è quello di una “nuova creazione” realizzata dall’uomo stesso, al posto di quella che ci ha donato Dio Creatore.


Per questo darà inizio ad una “Nuova Era”, l’era dell’uomo al posto di “dio”, che sostituirà quella cristiana del Dio che si è fatto uomo per donarci la salvezza. Il passato cristiano sarà “resettato” e ci verrò dato in cambio un’era di oppressione e di schiavitù, nella quale la grande maggioranza dell’umanità verrà “calpestata”.


La Regina della pace ci ha ripetuto molte volte, negli ultimi 25 anni, che per un mondo senza Dio non c’è né futuro né salvezza eterna. È molto significativo che lo abbia ripetuto anche nell’ultimo messaggio, quando ci ha svelato la presenza di satana dietro la guerra.


Con l’inizio della guerra in Europa questo piano diabolico è saltato, perché ormai si va a un confronto globale di vita o di morte, al termine del quale l’orgoglio dei potenti sarà punito e la fede degli umili sarà vittoriosa.


Dobbiamo vagliare attentamente quello che accade e sostenere con la preghiera e con le opere i piani di Dio, che la Regina della pace ci indica.

Tutto questo farà sì che anche da un grande male Dio alla fine tragga un grande bene


Vostro Padre Livio

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Francesco: cessi questa guerra crudele in Ucraina, prevalga il negoziato

Marco Guerra – Città del Vaticano

Dopo l’Angelus, il Papa ha lanciato un nuovo appello per l’Ucraina, perché sia garantito l’accesso alle zone di guerra e si assicurino i corridoi umanitari. Francesco ringrazia tutti coloro che sono impegnati nell’accoglienza dei profughi e i giornalisti impegnati a raccontare la crudeltà del conflitto. Rilancia infine l’azione diplomatica della Santa Sede per i negoziati di pace

Papa Francesco torna sulla tragedia della guerra in Ucraina e rinnova il suo appello per la Pace. Il pensiero del Papa va subito alle ferite che straziano il popolo ucraino:

In Ucraina scorrono fiumi di sangue e di lacrime. Non si tratta solo di un’operazione militare, ma di guerra, che semina morte, distruzione e miseria. Le vittime sono sempre più numerose, così come le persone in fuga, specialmente mamme e bambini. In quel Paese martoriato cresce drammaticamente di ora in ora la necessità di assistenza umanitaria.

Assicurare i corridoi umanitari

Bisogna quindi che si assicuri subito protezione alla popolazione civile, questo riafferma con forza Francesco:

Rivolgo il mio accorato appello perché si assicurino davvero i corridoi umanitari, e sia garantito e facilitato l’accesso degli aiuti alle zone assediate, per offrire il vitale soccorso ai nostri fratelli e sorelle oppressi dalle bombe e dalla paura.

Prevalga il negoziato

Il Papa rivolge la sua gratitudine ai tanti operatori impegnati nell’accoglienza e chiede il rilancio dei negoziati:

Ringrazio tutti coloro che stanno accogliendo i profughi. Soprattutto imploro che cessino gli attacchi armati e prevalga il negoziato e prevalga il buon senso, pure. E si torni a rispettare il diritto internazionale!

Il grazie ai giornalisti

Un pensiero particolare va anche ai giornalisti che, con il loro lavoro, avvicinano tutto il mondo alla straziante realtà della guerra:

E vorrei ringraziare anche le giornaliste e i giornalisti che per garantire l’informazione mettono a rischio la propria vita: grazie, fratelli e sorelle, per questo vostro servizio! Un servizio che ci permette di essere vicini al dramma di quella popolazione e ci permette di valutare la crudeltà di una guerra. Grazie, fratelli e sorelle. Preghiamo insieme per l’Ucraina: qui davanti abbiamo le sue bandiere. Preghiamo insieme, come fratelli, la Madonna Regina dell’Ucraina.

La Santa Sede al servizio della pace

Francesco conclude ricordando lo sforzo diplomatico della Santa Sede e la sua ferma volontà di mettersi al servizio della pace:

La Santa Sede è disposta a fare di tutto, a mettersi al servizio per questa pace. In questi giorni, sono andati in Ucraina due cardinali, per servire il popolo, per aiutare. Il cardinale Krajewski, elemosiniere, per portare gli aiuti ai bisognosi, e il cardinale Czerny, prefetto ad interim del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale. Questa presenza dei due cardinali lì è la presenza non solo del Papa, ma di tutto il popolo cristiano che vuole avvicinarsi e dire: “La guerra è una pazzia! Fermatevi, per favore! Guardate questa crudeltà!”.

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟

Che cosa fare  davanti a questa guerra?

Grazie P.Livio per aver parlato della “caverna oscura”, della “ferita esistenziale” dovuta alla perdita del Paradiso.

Davanti alla guerra iniziata da Putin, mi sono chiesta come è possibile non rispondere con le armi, eppure la Madonna ci chiede di aiutarla con la preghiera, il digiuno, la rinuncia, la conversione, la fede, per dare voce ai poveri, ai calpestati in questo mondo senza Dio. 

Vediamo il popolo Ucraino pregare, molti cristiani pregano per la Pace, ma cosa significa lasciarci guidare dalla Madonna: certo se riusciamo a essere fedeli alle sue richieste la fede sposta le montagne ma concretamente cosa poteva fare il popolo Ucraino?  cosa possiamo fare?

Come lei ci ha segnalato la Madonna è intervenuta nel passato, dobbiamo forse affidarci completamente a Dio, aspettare e sperare nel Loro intervento, comunque di concreto c’è molto nelle richieste della Madonna.

Regina della Pace  prega per noi.

Stefania

Cara Stefania,

La Madonna  ci ha indicato l’ispiratore della  guerra, il demonio, che vuole impossessarsi delle  nostre anime con  l’odio e tutte  quelle crudeltà che la guerra  manifesta.  Nel  medesimo tempo vuole  distruggere  il  mondo e le nostre vite con gli ordigni  che siamo pronti ad  usare.

Le  uniche armi per  fermare  il  demonio e quindi la guerra sono la  preghiera  e  il digiuno, come ci insegnano concordemente  la  Madonna e  il  Papa. 

Ci viene anche chiesto uno sguardo di particolare  amore ”  per tutti coloro che sono calpestati,  poveri e non hanno voce in questo mondo senza Dio”.

Noi dobbiamo fare questo con  la certezza che la potenza di Dio opererà  per fermare  i  piani iniqui dell’impero delle tenebre.

Ciò non toglie  che noi possiamo farci un giudizio sulla realtà e distinguere,  ad  esempio, fra  chi è  l’aggredito e chi l’aggressore, anche se  spesso i torti e  le ragioni si aggrovigliano. 

Ciò che  invece dobbiamo evitare  è che l’odio e  la vendetta  entrino nei nostri cuori perché ucciderebbero le nostre anime.

Anche   nella guerra  di Bosnia i giovani di Medjugorje hanno combattuto in difesa delle  loro terra  e delle loro case,  ma senza odio nel cuore e fortificati dalla   preghiera.

Non  dimentichiamo che,  grazie  alla  preghiera,  Dio da un  grande male  può trarre  un grande  bene.

Questo accadrà  se  siamo fedeli e  perseveranti

Vostro Padre  Livio

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

PREGHIAMO INCESSANTEMENTE PERCHE’ NON ACCADA L’IRREPARABILE

Cari amici,

di giorno in giorno la guerra contro l’Ucraina mostra sempre più chiaramente il ghigno malefico di satana: “il suo potere di morte, odio e paura che ha visitato la terra”.

Le cronache ci riferiscono che avrebbe potuto esplodere la centrale nucleare di Zaporizhzhia a causa di un incendio. La sua potenza è tale che avrebbe potuto causare morti e distruzioni inimmaginabili in gran parte dell’Europa.

Anche i bombardamenti nella zona di Černobyl potrebbero sollevare radiazioni nucleari altamente nocive per le popolazioni più vicine, compresa la città di Kjev.

Questa guerra sta manifestando una carico di odio e di distruzione da lasciare esterrefatti. Ora comprendiamo gli ammonimenti della Regina della pace di questi ultimi tre anni.

Quante volte ci ha detto che satana vuole l’odio e la guerra! Non solo, ma vuole persino distruggere le nostre vite e il pianeta sul quale viviamo.

La Madonna vedeva quello che noi non vedevamo, perché questa guerra ha tutto l’aria di essere stata accuratamente preparata e sarà portata avanti, costi quello che costi, fino al raggiungimento degli scopi.

Nella programmazione di questo orribile misfatto è stato previsto anche l’uso di ordigni nucleari, che ad intermittenza vengono minacciati e nessuno dubita che saranno usati a causa della superbia, dell’invidia e dell’odio che si sono impossessati dei cuori.

La Regina della pace ci chiama attorno a sé per impedire con la preghiera che satana prevalga. Questo è il momento della invocazione incessante come mai prima. Infatti, gli effetti nefasti della guerra possono essere limitati dalle nostre preghiere.

La Madonna ci ha già salvato da due catastrofi nucleari ( nel 1984 e nel 1991). Potrà salvarci ancora? Certamente lo farà nel tempo dei segreti ( dal quarto al decimo), ma allora “le cose terribili” non accadranno a nostra insaputa.

Il mondo sarò avvertito tre giorni prima, in modo tale che ognuno decida se credere o non credere con le inevitabili conseguenze.

Allora comprenderemo che il tempo della pace passa attraverso l’esercizio libertà, questo inestimabile dono di Dio, che oggi viene sempre più svuotato e, se possibile, completamente eliminato.

Per questo la Madre, nel giorno dell’ultimo anniversario, ha invitato i suoi figli a pregare per Pace e la Libertà, doni divini dei quali satana ci sta espropriando.

Vostro Padre Livio

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Si può sopravvivere a una guerra atomica? La risposta di Brian Toon 


Uno scontro nucleare, anche solo regionale, sarebbe un evento distruttivo per tutta l’umanità? Cosa succederebbe di preciso? Lo scenario del prof. Toon

È possibile sopravvivere a uno scontro bellico che preveda l’uso di armi nucleari? Fino a quale distanza dai luoghi colpiti si sarebbe a rischio di vita? È davvero possibile l’estinzione umana in caso di guerra atomica?

Il Prof. Brian Toon, specializzato in scienze oceaniche e dell’atmosfera e allievo di Carl Sagan, ha risposto a queste domande alcuni anni fa in un TED Talk che riportiamo alla fine di questo articolo.

HIROSIMA E NAGASAKI: DUE CITTÀ ANCORA ABITATE

Tutti sappiamo delle due bombe atomiche per eccellenza, le prime sganciate sulla popolazione civile, a Hiroshima e Nagasaki, due città che sono state ricostruite e hanno continuato ad essere abitate.
Per quanto quindi un attacco nucleare sia un evento di magnitudine enorme dal grandissimo potere distruttivo avrebbe senso credere che, dopotutto, al netto di un possibile gran numero di vittime nell’immediato e molte altre nelle settimane successive nelle aree limitrofe all’esplosione, le conseguenze di un attacco nucleare sarebbero comunque circoscritte.

BOMBE NUCLEARI DI IERI E DI OGGI

Nella sua spiegazione Toon fa notare come le attuali bombe nucleari in dotazione alle varie (troppe) nazioni che ne dispongono sono non solo più numerose ma fino a centinaia di volte più potenti di quelle sganciate in Giappone nel 1945.

Inoltre, a scopo di dissuasione e deterrenza ma comunque alzando l’asticella della distruzione, i programmi nucleari di molte nazioni, USA e Russia in primis, prevedono la risposta massiccia ed automatica a un possibile attacco nucleare.
Quindi rispetto alla seconda guerra mondiale le esplosioni sarebbero di più e più potenti.

QUALI DANNI CAUSEREBBE UN’ESPLOSIONE NUCLEARE

Il Prof Toon illustra nel suo speech come in effetti il danno dell’esplosione di per sè sarebbe circoscritto: a seconda della potenza delle bombe si avrebbe un certo raggio di distruzione totale immediata, un raggio maggiore di luce abbagliante e calore che provocherebbero ustioni mortali e infine un’area di fallout radioattivo piuttosto estesa che causerebbe la morte delle persone esposte nell’arco delle successive settimane, tra dolori piuttosto atroci (in effetti dovendo morire per via di un attacco atomico essere annientati al centro dell’esplosione è forse per assurdo la via più indolore).

Il danno di una singola esplosione avrebbe quindi il potenziale di fare molti morti se questa avvenisse in un’area abitata e causerebbe danni diretti e indiretti su un’area vasta, rimaniamo però nel contesto di danni locali. Quale sarebbe allora il rischio per l’umanità?

ESPLOSIONI, POLVERE E INVERNO NUCLEARE

Quali sarebbero i danni per le parti del pianeta distanti dal punto dell’esplosione?
In primo luogo per le motivazioni già esposte è difficile che in caso di attacco nucleare la bomba sganciata sia solo una e in un solo punto, lo scenario più probabile è quello di una serie di esplosioni più o meno ravvicinate in un’area più o meno circoscritta (il territorio di 2 nazioni).

Nella simulazione esposta dal Prof. Toon si presenta il caso di una guerra nucleare tra India e Pakistan, due nazioni che da decenni sono sull’orlo di un conflitto nucleare, entrambe dotate di ordigni non particolarmente potenti rispetto alla media degli arsenali mondiali.

Basterebbe lo scambio lanci tra questi due paesi per sollevare in pochi giorni una nuvola di polvere tale da coprire gran parte della superficie terrestre a quote abbastanza elevate da non avere la formazione di pioggia e quindi precipitazioni in grado di riportare a terra queste polveri che rimarrebbero in sospensione per anni.

La diffusione di polveri ad alta quota dopo due settimane dallo scontro nucleare tra India e Pakistan (simulazione)

Nell’arco di questo periodo il minor apporto di luce solare renderebbe molto difficile la sopravvivenza della maggior parte delle specie vegetali e quasi impossibile o minimamente redditizia l’agricoltura. Al contempo la temperatura media della terra si abbasserebbe drasticamente, rendendo ancora più complessa la produzione di cibo.

Pertanto a poco varrebbe avere a disposizione un bunker in cui rifugiarsi oppure vivere in una nazione molto lontana dagli eventi bellici: una scontro atomico non prevede vincitori ed è arduo affermare che chi sopravvive alle esplosioni possa ritenersi fortunato.

Se fino ad oggi, nonostante gli enormi arsenali prodotti, non abbiamo ancora dato il via a un’apocalisse nucleare è perché l’impatto emotivo di Hiroshima e Nagasaki è ancora vivo e l’impegno di scienziati e attivisti nel sensibilizzare popolazioni e rappresentanti politici sul tema è stato forte e costante. Lo stesso Toon si trovò con Sagan e altri a spiegare i concetti esposti in questo articolo a Gorbachev e Reagan che, come ricorda lo stesso Toon, ascoltarono.

Da allora sono passati decenni e il ricordo si fa sempre meno forte, l’attenzione è sempre più spostata su altro e rischiamo di finire per pensare che, in fondo, un olocausto nucleare non sia davvero possibile.

Assistere in questi giorni alle serie minacce in questo senso da parte di una delle due maggiori potenze nucleari unite alla reazione tutt’altro che seria dei referenti a cui queste minacce erano e sono indirizzare, fino a portare all’avvio di uno scenario bellico che per anni poteva essere evitato con la diplomazia e il buonsenso ci dà la misura di come, in fondo, l’umanità stenti a imparare le lezioni impartite dalla Storia e come quindi il suicidio di massa sia ancora per la nostra specie un destino più che plausibile.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla preparazione al tempo dei Segreti

Cari amici, a mio parere questa guerra durerà a lungo.

Il presidente russo vuole dedicare l’ultima parte della sua vita a realizzare il sogno che ha lungamente preparato ovvero la costituzione dell’impero russo euro-asiatico che comprende anche un protettorato sull’Europa. Il progetto è quello di far riacquisire alla Russia i domini che le erano stati sanzionati dal trattato di Jalta, dopo la Seconda guerra mondiale.

Il presidente Putin vuole raggiungere questo obiettivo a tutti i costi e userà tutte le armi necessarie.

È chiaro che una situazione del genere ci porta direttamente al tempo dei Segreti, in particolare quelli che vanno dal quarto al decimo. Gli eventi terribili che hanno visto i veggenti e che riguardano i Segreti dal quarto al decimo, secondo me non saranno molto diversi da quello che sta accadendo, ovvero i bombardamenti e la guerra. Forse nel tempo dei Segreti le bombe saranno quelle ideate negli ultimi decenni, ovvero mini bombe atomiche ma più distruttive di quelle che hanno colpito Hiroshima e Nagasaki. Stiamo quindi entrando in questo tempo.

Oltre alla grazia della consolazione della presenza della Madonna, abbiamo anche la grazia di conoscere il suo piano di salvezza.

La Madonna, specialmente per quanto riguarda i Segreti dal quarto al decimo, ha previsto che vengano rivelati tre giorni prima e che venga specificato l’evento, il luogo, il momento esatto e la durata. Questo ovviamente costringerà la gente a decidere. Tutti saremo passati al vaglio. Secondo la mia opinione gli eventi dei Segreti riguarderanno l’Europa, innanzitutto perché la guerra sta accadendo proprio qui e poi perché sarà necessario un esercito di Maria che ha risposto alla chiamata e che quindi crede alle apparizioni di Medjugorje e di conseguenza ai Segreti.

C’è anche la possibilità che i Segreti avvengano negli Stati Uniti, dove risiede un veggente e dove i messaggi di Medjugorje sono molto diffusi, ma credo che il centro sarà l’Europa. Qui ci sarà anche il segno sulla collina della apparizioni, proprio a Medjugorje.

Il vero combattimento spirituale per la fede sarà qui in Europa. In Italia c’è la Santa Sede, il Santo Padre. L’epicentro della grande battaglia escatologica sarà l’Europa.

Ringraziamo la Madonna per averci dato una prospettiva di speranza perché alla fine il suo Cuore Immacolato trionferà. La Chiesa trionferà con Maria. Il mondo avrà un tempo di pace. Sarà anche un tempo di ricostruzione dalle macerie, peggiori rispetto a quelle della Seconda guerra mondiale.

Il mio intento non è quello di terrorizzarvi, sia chiaro. Ritengo però che, alla luce di tutti gli appelli della Regina della pace, abbiamo ricevuto una grandissima grazia perché intanto possiamo preparare le nostre anime e dare prospettive di speranza.

Il futuro non sarà il nichilismo di chi dice che tutto verrà distrutto. Non c’è spazio per questo nella prospettiva cristiana. Per noi tutto rifiorirà, ci sarà un lungo tempo di pace. Dobbiamo passare attraverso le fiamme della fornace ardente, altrimenti non ci convertiremo. Se non toccheremo con mano quanto è brutto l’inferno, non ci convertiremo. Ci siamo induriti, ci siamo sbarazzati di Dio. Se non passiamo attraverso la prova non ci convertiremo e ci perderemo eternamente. Queste sono parole tutte tratte dai messaggi della Regina della pace. Io le riporto con un taglio più giornalistico, ma i concetti sono i questi.

La prospettiva di speranza è la presenza di Maria in tutto questo tempo. Che questa presenza sia la nostra forza. Camminiamo con coraggio!

Da: “La lettura cristiana della cronaca e della storia”

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La premio Nobel Svetlana Aleksievich: «Perché oltre il 60 per cento dei russi sostiene Putin»

di Fabrizio Dragosei-  Corriere  della Sera

«Dubito che Putin si fermi soltanto all’Ucraina, se riuscirà a vincere. Spero che l’Europa che si è schierata compatta, dica la sua, e anche gli Usa. Non a caso lui ci spaventa tutti con le armi nucleari»

Svetlana Aleksievich vive in Germania da quando ha dovuto lasciare ancora una volta la sua Bielorussia dopo la repressione delle manifestazioni democratiche del 2020. Ci eravamo sentiti al telefono quando lei aveva denunciato che uomini mascherati stavano tentando di entrare nel suo appartamento. Gli ambasciatori di vari Paesi europei andarono a casa sua fino a che non fu costretta ad andar via. Lukashenko era stato salvato da Putin. «Tutti erano stati arrestati o erano dovuti fuggire all’estero». Il premio Nobel per la Letteratura ricevuto nel 2015 non la proteggeva più.

Le notizie di queste ore sui giovani soldati russi morti in Ucraina e sui loro corpi che iniziano a tornare dalle madri mi ha fatto subito ripensare al suo «I ragazzi di zinco» sui tanti, tantissimi caduti della guerra in Afghanistan che contribuì al crollo del regime sovietico con il suo risultato disastroso.
«Sì, ci ho pensato anch’io. E sul fatto che i miei libri si ostinano a non voler diventare storia. Che la Russia torna sui suoi passi, cammina facendo dei giri. Ci ritroviamo in un punto assolutamente inaspettato della storia. Nessuno di noi pensava che qualcosa del genere fosse possibile».

Cosa le dicevano i sopravvissuti dell’Afghanistan quando li intervistava?
«A che serve il tuo libro? Perché? Come puoi raccontare veramente com’era? I cammelli morti e gli uomini morti in un’unica pozza di sangue. Chi lo vuole sapere?».

Molti dicono che Putin sia impazzito, che quello che sta facendo non è razionale.
«È facile lanciare accuse, sarebbe una spiegazione semplice, ma non sappiamo la verità. Temo che le cose stiano diversamente. Sono stati pubblicati dati nuovi: oltre il 60 per cento dei russi sosterrebbero Putin e questa guerra».

Ma sono dati reali o è la propaganda del Cremlino?
«Non abbiamo altri sondaggi, ma è sicuro che molta gente lo appoggia e dice che non si sa niente, che è tutto un cumulo di fake, di notizie inventate. Non può essere, non è realistico… Ma ora, dopo che hanno chiuso la radio Eco di Mosca e la tv Dozhd, in pratica è rimasta solo Novaya Gazeta. Nessuno in Russia saprà la verità, sarà un Paese chiuso. E che cosa avverrà veramente è difficile immaginarlo».

Il presidente russo non è il solo, quindi a nutrire sentimenti di «rivincita»?
«Credo che Putin rispecchi l’opinione dei russi medi che vivono in periferia, di quei russi che non possono tollerare umiliazioni, come dicono loro. Per i miei libri ho viaggiato molto per la Russia e tanti di quelli che ho sentito parlavano di umiliazione più di ogni altra cosa: nessuno ha paura di noi. E come si sono tirati su di morale quando hanno potuto dire che Putin li ha fatti rialzare in piedi dacché erano in ginocchio di fronte al mondo! Temo che questo sentimento di “imperialità” sia molto radicato. Quando c’è stato il crollo dell’Urss nel 1991 abbiamo esultato che tutto fosse successo pacificamente. Abbiamo sopravvalutato la morte del comunismo. Non è per niente vero, nient’affatto. Ce ne stiamo accorgendo. Quest’uomo rosso, l’homo sovieticus, adesso capiamo che è vivo. Molto di quello che c’era ai tempi sovietici ci ha lasciato un’impronta, ha lasciato la menzogna».

È questa l’eredità del comunismo?
«Se guardiamo indietro alla nostra storia, sia quella sovietica che quella post sovietica, è una enorme fossa comune, un bagno di sangue continuo».

Putin oggi fa leva su una maggioranza orgogliosa della rinascita del Grande Paese?
«Sì, penso proprio di sì. Se non sentisse intuitivamente questo appoggio, non farebbe quello che sta facendo. Almeno in questo modo così insolente, aggredire un Paese sovrano parlandone con tanto odio. Mi riferisco a quello che ha detto quando ha fatto una lezione di storia piena di analfabetismo. Ma questa è la sua visione del mondo. Insomma anziché andare verso il futuro si marcia indietro verso il Medioevo».

Quanto lontano potrebbe andare? Quali sono i suoi obiettivi?
«Molto lontano, temo. Dubito che si fermi soltanto all’Ucraina, se riuscirà a vincere. Spero che l’Europa che si è schierata compatta, dica la sua, e anche gli Usa. Non a caso lui ci spaventa tutti con le armi nucleari».

È possibile che si arrivi a tanto?
«È impensabile per noi. Ma nella testa di quegli uomini… Durante la famosa riunione del Consiglio di sicurezza guardavo le facce e non tutti avevano lo stesso entusiasmo di Putin. Tutti capiscono in fondo di essersi spinti troppo. Lo capiscono gli imprenditori, in molti lo capiscono».

Qualcosa potrebbe accadere in Russia?
«L’attuale sistema autoritario rende tutti così coesi che è difficile uscirne fuori. Come diceva l’eroina di un mio libro: ci si sente come una farfalla nel cemento. Sei dissenziente, non lo accetti, ma non ti puoi tirare fuori. Tutti dicono ora, che fare? Che fare? Io penso che bisogna lavorare con quel 60 per cento che sembra sostenere Putin. Bisogna parlare, spiegare. Ci sarà il lutto, ci saranno le bare, e peccato che debba essere questo il prezzo per togliere la benda dagli occhi. Il popolo aprirà gli occhi perché l’arrivo di 5.000 bare è pesante».

Il suo Paese, la Bielorussia, cosa è diventato? Una provincia della Russia?
«È una macchina del tempo, un museo del passato. E ora anche questo: Lukashenko non ha nessuna autonomia, la Bielorussia è piena di truppe russe, e visto che le perdite sono tante, Putin lo costringerà a partecipare alle ostilità».

E la gente cosa pensa?
«È contraria. A differenza di quella russa, la società bielorussa non appoggerà la guerra. I bielorussi hanno sempre visto gli ucraini come fratelli e sorelle, come il nostro popolo fraterno. Non c’è nessun odio come tra russi e ucraini che si danno nomignoli spregiativi,moskal , piccolo moscovita; khokhol , ciuffetto (quello dei cosacchi che scende dalla testa rapata)».

Cosa si aspetta?
«Penso che il mondo e soprattutto i politici devono trovare dei modi per fermare Putin, ma quali non lo so. Lui nelle trattative chiede solo la capitolazione dell’Ucraina e basta. Credo che tutto il mondo debba aiutare l’Ucraina. Ed io appoggio la formazione di una legione straniera con migliaia di persone che sono venute in soccorso e le armi che vengono fornite in Ucraina. Quando ho telefonato a una mia parente dicendole “Tenete duro, adesso arrivano le armi”, mi ha risposto “Svetlana mia, le armi le avremo, ma dove andiamo a cercare i giovani? I nostri ragazzi sono morti a migliaia”. Mi fa molto piacere che in me scorra sangue ucraino. Sono fiera di migliaia di quei ragazzi e di quella gente, bambini, vecchi che nei villaggi si gettano contro i carri armati a mani nude, si mettono in ginocchio per non farli passare. Dio mio, Dio mio!».

Lei ha scritto «Preghiera per Chernobyl» con i racconti dei sopravvissuti e dei parenti dei tanti morti. E ora le notizie dalla centrale di Zaporizhzhia spaventano tutti.
«Usiamo ancora i vecchi concetti lontano-vicino, amici-nemici, ma dopo Chernobyl questo non vuol dire più nulla. Al quarto giorno la nube di Chernobyl sorvolava già l’Africa e la Cina. Noi-loro, amici-nemici non ha più senso perché è il vento che decide dove andare.

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Svetlana Aleksievich, autrice bielorussa nata in Ucraina nel 1948, ha vinto il premio Nobel per la letteratura 2015. Cronista, giornalista d’inchiesta e scrittrice, Aleksievich nelle sue opere ha raccontano  in presa diretta i principali eventi che hanno caratterizzato la storia dell’Est Europa, come la caduta dell’Urss, Chernobyl, la prima guerra in Afghanistan.

Lo stile e l’approccio sia giornalistico sia narrativo di Aleksievich è sempre stato caratterizzato dal racconto dei grandi fatti storici attraverso la prospettiva degli ultimi, dalle donne soldato durante la seconda guerra mondiale (*La guerra non ha un volto femminile, *1985)ai tanti suicidi dopo il crollo dell’Unione Sovietica (Tempo di seconda mano. La vita in Russia dopo il crollo del comunismo, 2014).

Nel suo sito ufficiale spiega: “Ho sempre cercato un genere che fosse il più adatto alla mia visione del mondo, che esprimesse come le mie orecchie sentono e i miei occhi vedono. Ho cercato molto e finalmento ho scelto un genere in cui le voci umane parlassero di per sé.” Un approccio che mette, dunque, al centro la persona e la sua relazione con la Storia: “Nei miei libri persone reali parlano dei grandi eventi della nostra epoca, come la guerra, il disastro di Chernobyl, la caduta di un immenso impero.

Svetlana è figlia di un padre bielorusso e di una madre ucraina. E per lei il coinvolgimento anche di Minsk è particolarmente doloroso.

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