"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Marzo 2022 Pagina 14 di 16

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

PREGHIAMO INCESSANTEMENTE PERCHE’ NON ACCADA L’IRREPARABILE

Cari amici,

di giorno in giorno la guerra contro l’Ucraina mostra sempre più chiaramente il ghigno malefico di satana: “il suo potere di morte, odio e paura che ha visitato la terra”.

Le cronache ci riferiscono che avrebbe potuto esplodere la centrale nucleare di Zaporizhzhia a causa di un incendio. La sua potenza è tale che avrebbe potuto causare morti e distruzioni inimmaginabili in gran parte dell’Europa.

Anche i bombardamenti nella zona di Černobyl potrebbero sollevare radiazioni nucleari altamente nocive per le popolazioni più vicine, compresa la città di Kjev.

Questa guerra sta manifestando una carico di odio e di distruzione da lasciare esterrefatti. Ora comprendiamo gli ammonimenti della Regina della pace di questi ultimi tre anni.

Quante volte ci ha detto che satana vuole l’odio e la guerra! Non solo, ma vuole persino distruggere le nostre vite e il pianeta sul quale viviamo.

La Madonna vedeva quello che noi non vedevamo, perché questa guerra ha tutto l’aria di essere stata accuratamente preparata e sarà portata avanti, costi quello che costi, fino al raggiungimento degli scopi.

Nella programmazione di questo orribile misfatto è stato previsto anche l’uso di ordigni nucleari, che ad intermittenza vengono minacciati e nessuno dubita che saranno usati a causa della superbia, dell’invidia e dell’odio che si sono impossessati dei cuori.

La Regina della pace ci chiama attorno a sé per impedire con la preghiera che satana prevalga. Questo è il momento della invocazione incessante come mai prima. Infatti, gli effetti nefasti della guerra possono essere limitati dalle nostre preghiere.

La Madonna ci ha già salvato da due catastrofi nucleari ( nel 1984 e nel 1991). Potrà salvarci ancora? Certamente lo farà nel tempo dei segreti ( dal quarto al decimo), ma allora “le cose terribili” non accadranno a nostra insaputa.

Il mondo sarò avvertito tre giorni prima, in modo tale che ognuno decida se credere o non credere con le inevitabili conseguenze.

Allora comprenderemo che il tempo della pace passa attraverso l’esercizio libertà, questo inestimabile dono di Dio, che oggi viene sempre più svuotato e, se possibile, completamente eliminato.

Per questo la Madre, nel giorno dell’ultimo anniversario, ha invitato i suoi figli a pregare per Pace e la Libertà, doni divini dei quali satana ci sta espropriando.

Vostro Padre Livio

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Si può sopravvivere a una guerra atomica? La risposta di Brian Toon 


Uno scontro nucleare, anche solo regionale, sarebbe un evento distruttivo per tutta l’umanità? Cosa succederebbe di preciso? Lo scenario del prof. Toon

È possibile sopravvivere a uno scontro bellico che preveda l’uso di armi nucleari? Fino a quale distanza dai luoghi colpiti si sarebbe a rischio di vita? È davvero possibile l’estinzione umana in caso di guerra atomica?

Il Prof. Brian Toon, specializzato in scienze oceaniche e dell’atmosfera e allievo di Carl Sagan, ha risposto a queste domande alcuni anni fa in un TED Talk che riportiamo alla fine di questo articolo.

HIROSIMA E NAGASAKI: DUE CITTÀ ANCORA ABITATE

Tutti sappiamo delle due bombe atomiche per eccellenza, le prime sganciate sulla popolazione civile, a Hiroshima e Nagasaki, due città che sono state ricostruite e hanno continuato ad essere abitate.
Per quanto quindi un attacco nucleare sia un evento di magnitudine enorme dal grandissimo potere distruttivo avrebbe senso credere che, dopotutto, al netto di un possibile gran numero di vittime nell’immediato e molte altre nelle settimane successive nelle aree limitrofe all’esplosione, le conseguenze di un attacco nucleare sarebbero comunque circoscritte.

BOMBE NUCLEARI DI IERI E DI OGGI

Nella sua spiegazione Toon fa notare come le attuali bombe nucleari in dotazione alle varie (troppe) nazioni che ne dispongono sono non solo più numerose ma fino a centinaia di volte più potenti di quelle sganciate in Giappone nel 1945.

Inoltre, a scopo di dissuasione e deterrenza ma comunque alzando l’asticella della distruzione, i programmi nucleari di molte nazioni, USA e Russia in primis, prevedono la risposta massiccia ed automatica a un possibile attacco nucleare.
Quindi rispetto alla seconda guerra mondiale le esplosioni sarebbero di più e più potenti.

QUALI DANNI CAUSEREBBE UN’ESPLOSIONE NUCLEARE

Il Prof Toon illustra nel suo speech come in effetti il danno dell’esplosione di per sè sarebbe circoscritto: a seconda della potenza delle bombe si avrebbe un certo raggio di distruzione totale immediata, un raggio maggiore di luce abbagliante e calore che provocherebbero ustioni mortali e infine un’area di fallout radioattivo piuttosto estesa che causerebbe la morte delle persone esposte nell’arco delle successive settimane, tra dolori piuttosto atroci (in effetti dovendo morire per via di un attacco atomico essere annientati al centro dell’esplosione è forse per assurdo la via più indolore).

Il danno di una singola esplosione avrebbe quindi il potenziale di fare molti morti se questa avvenisse in un’area abitata e causerebbe danni diretti e indiretti su un’area vasta, rimaniamo però nel contesto di danni locali. Quale sarebbe allora il rischio per l’umanità?

ESPLOSIONI, POLVERE E INVERNO NUCLEARE

Quali sarebbero i danni per le parti del pianeta distanti dal punto dell’esplosione?
In primo luogo per le motivazioni già esposte è difficile che in caso di attacco nucleare la bomba sganciata sia solo una e in un solo punto, lo scenario più probabile è quello di una serie di esplosioni più o meno ravvicinate in un’area più o meno circoscritta (il territorio di 2 nazioni).

Nella simulazione esposta dal Prof. Toon si presenta il caso di una guerra nucleare tra India e Pakistan, due nazioni che da decenni sono sull’orlo di un conflitto nucleare, entrambe dotate di ordigni non particolarmente potenti rispetto alla media degli arsenali mondiali.

Basterebbe lo scambio lanci tra questi due paesi per sollevare in pochi giorni una nuvola di polvere tale da coprire gran parte della superficie terrestre a quote abbastanza elevate da non avere la formazione di pioggia e quindi precipitazioni in grado di riportare a terra queste polveri che rimarrebbero in sospensione per anni.

La diffusione di polveri ad alta quota dopo due settimane dallo scontro nucleare tra India e Pakistan (simulazione)

Nell’arco di questo periodo il minor apporto di luce solare renderebbe molto difficile la sopravvivenza della maggior parte delle specie vegetali e quasi impossibile o minimamente redditizia l’agricoltura. Al contempo la temperatura media della terra si abbasserebbe drasticamente, rendendo ancora più complessa la produzione di cibo.

Pertanto a poco varrebbe avere a disposizione un bunker in cui rifugiarsi oppure vivere in una nazione molto lontana dagli eventi bellici: una scontro atomico non prevede vincitori ed è arduo affermare che chi sopravvive alle esplosioni possa ritenersi fortunato.

Se fino ad oggi, nonostante gli enormi arsenali prodotti, non abbiamo ancora dato il via a un’apocalisse nucleare è perché l’impatto emotivo di Hiroshima e Nagasaki è ancora vivo e l’impegno di scienziati e attivisti nel sensibilizzare popolazioni e rappresentanti politici sul tema è stato forte e costante. Lo stesso Toon si trovò con Sagan e altri a spiegare i concetti esposti in questo articolo a Gorbachev e Reagan che, come ricorda lo stesso Toon, ascoltarono.

Da allora sono passati decenni e il ricordo si fa sempre meno forte, l’attenzione è sempre più spostata su altro e rischiamo di finire per pensare che, in fondo, un olocausto nucleare non sia davvero possibile.

Assistere in questi giorni alle serie minacce in questo senso da parte di una delle due maggiori potenze nucleari unite alla reazione tutt’altro che seria dei referenti a cui queste minacce erano e sono indirizzare, fino a portare all’avvio di uno scenario bellico che per anni poteva essere evitato con la diplomazia e il buonsenso ci dà la misura di come, in fondo, l’umanità stenti a imparare le lezioni impartite dalla Storia e come quindi il suicidio di massa sia ancora per la nostra specie un destino più che plausibile.

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla preparazione al tempo dei Segreti

Cari amici, a mio parere questa guerra durerà a lungo.

Il presidente russo vuole dedicare l’ultima parte della sua vita a realizzare il sogno che ha lungamente preparato ovvero la costituzione dell’impero russo euro-asiatico che comprende anche un protettorato sull’Europa. Il progetto è quello di far riacquisire alla Russia i domini che le erano stati sanzionati dal trattato di Jalta, dopo la Seconda guerra mondiale.

Il presidente Putin vuole raggiungere questo obiettivo a tutti i costi e userà tutte le armi necessarie.

È chiaro che una situazione del genere ci porta direttamente al tempo dei Segreti, in particolare quelli che vanno dal quarto al decimo. Gli eventi terribili che hanno visto i veggenti e che riguardano i Segreti dal quarto al decimo, secondo me non saranno molto diversi da quello che sta accadendo, ovvero i bombardamenti e la guerra. Forse nel tempo dei Segreti le bombe saranno quelle ideate negli ultimi decenni, ovvero mini bombe atomiche ma più distruttive di quelle che hanno colpito Hiroshima e Nagasaki. Stiamo quindi entrando in questo tempo.

Oltre alla grazia della consolazione della presenza della Madonna, abbiamo anche la grazia di conoscere il suo piano di salvezza.

La Madonna, specialmente per quanto riguarda i Segreti dal quarto al decimo, ha previsto che vengano rivelati tre giorni prima e che venga specificato l’evento, il luogo, il momento esatto e la durata. Questo ovviamente costringerà la gente a decidere. Tutti saremo passati al vaglio. Secondo la mia opinione gli eventi dei Segreti riguarderanno l’Europa, innanzitutto perché la guerra sta accadendo proprio qui e poi perché sarà necessario un esercito di Maria che ha risposto alla chiamata e che quindi crede alle apparizioni di Medjugorje e di conseguenza ai Segreti.

C’è anche la possibilità che i Segreti avvengano negli Stati Uniti, dove risiede un veggente e dove i messaggi di Medjugorje sono molto diffusi, ma credo che il centro sarà l’Europa. Qui ci sarà anche il segno sulla collina della apparizioni, proprio a Medjugorje.

Il vero combattimento spirituale per la fede sarà qui in Europa. In Italia c’è la Santa Sede, il Santo Padre. L’epicentro della grande battaglia escatologica sarà l’Europa.

Ringraziamo la Madonna per averci dato una prospettiva di speranza perché alla fine il suo Cuore Immacolato trionferà. La Chiesa trionferà con Maria. Il mondo avrà un tempo di pace. Sarà anche un tempo di ricostruzione dalle macerie, peggiori rispetto a quelle della Seconda guerra mondiale.

Il mio intento non è quello di terrorizzarvi, sia chiaro. Ritengo però che, alla luce di tutti gli appelli della Regina della pace, abbiamo ricevuto una grandissima grazia perché intanto possiamo preparare le nostre anime e dare prospettive di speranza.

Il futuro non sarà il nichilismo di chi dice che tutto verrà distrutto. Non c’è spazio per questo nella prospettiva cristiana. Per noi tutto rifiorirà, ci sarà un lungo tempo di pace. Dobbiamo passare attraverso le fiamme della fornace ardente, altrimenti non ci convertiremo. Se non toccheremo con mano quanto è brutto l’inferno, non ci convertiremo. Ci siamo induriti, ci siamo sbarazzati di Dio. Se non passiamo attraverso la prova non ci convertiremo e ci perderemo eternamente. Queste sono parole tutte tratte dai messaggi della Regina della pace. Io le riporto con un taglio più giornalistico, ma i concetti sono i questi.

La prospettiva di speranza è la presenza di Maria in tutto questo tempo. Che questa presenza sia la nostra forza. Camminiamo con coraggio!

Da: “La lettura cristiana della cronaca e della storia”

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La premio Nobel Svetlana Aleksievich: «Perché oltre il 60 per cento dei russi sostiene Putin»

di Fabrizio Dragosei-  Corriere  della Sera

«Dubito che Putin si fermi soltanto all’Ucraina, se riuscirà a vincere. Spero che l’Europa che si è schierata compatta, dica la sua, e anche gli Usa. Non a caso lui ci spaventa tutti con le armi nucleari»

Svetlana Aleksievich vive in Germania da quando ha dovuto lasciare ancora una volta la sua Bielorussia dopo la repressione delle manifestazioni democratiche del 2020. Ci eravamo sentiti al telefono quando lei aveva denunciato che uomini mascherati stavano tentando di entrare nel suo appartamento. Gli ambasciatori di vari Paesi europei andarono a casa sua fino a che non fu costretta ad andar via. Lukashenko era stato salvato da Putin. «Tutti erano stati arrestati o erano dovuti fuggire all’estero». Il premio Nobel per la Letteratura ricevuto nel 2015 non la proteggeva più.

Le notizie di queste ore sui giovani soldati russi morti in Ucraina e sui loro corpi che iniziano a tornare dalle madri mi ha fatto subito ripensare al suo «I ragazzi di zinco» sui tanti, tantissimi caduti della guerra in Afghanistan che contribuì al crollo del regime sovietico con il suo risultato disastroso.
«Sì, ci ho pensato anch’io. E sul fatto che i miei libri si ostinano a non voler diventare storia. Che la Russia torna sui suoi passi, cammina facendo dei giri. Ci ritroviamo in un punto assolutamente inaspettato della storia. Nessuno di noi pensava che qualcosa del genere fosse possibile».

Cosa le dicevano i sopravvissuti dell’Afghanistan quando li intervistava?
«A che serve il tuo libro? Perché? Come puoi raccontare veramente com’era? I cammelli morti e gli uomini morti in un’unica pozza di sangue. Chi lo vuole sapere?».

Molti dicono che Putin sia impazzito, che quello che sta facendo non è razionale.
«È facile lanciare accuse, sarebbe una spiegazione semplice, ma non sappiamo la verità. Temo che le cose stiano diversamente. Sono stati pubblicati dati nuovi: oltre il 60 per cento dei russi sosterrebbero Putin e questa guerra».

Ma sono dati reali o è la propaganda del Cremlino?
«Non abbiamo altri sondaggi, ma è sicuro che molta gente lo appoggia e dice che non si sa niente, che è tutto un cumulo di fake, di notizie inventate. Non può essere, non è realistico… Ma ora, dopo che hanno chiuso la radio Eco di Mosca e la tv Dozhd, in pratica è rimasta solo Novaya Gazeta. Nessuno in Russia saprà la verità, sarà un Paese chiuso. E che cosa avverrà veramente è difficile immaginarlo».

Il presidente russo non è il solo, quindi a nutrire sentimenti di «rivincita»?
«Credo che Putin rispecchi l’opinione dei russi medi che vivono in periferia, di quei russi che non possono tollerare umiliazioni, come dicono loro. Per i miei libri ho viaggiato molto per la Russia e tanti di quelli che ho sentito parlavano di umiliazione più di ogni altra cosa: nessuno ha paura di noi. E come si sono tirati su di morale quando hanno potuto dire che Putin li ha fatti rialzare in piedi dacché erano in ginocchio di fronte al mondo! Temo che questo sentimento di “imperialità” sia molto radicato. Quando c’è stato il crollo dell’Urss nel 1991 abbiamo esultato che tutto fosse successo pacificamente. Abbiamo sopravvalutato la morte del comunismo. Non è per niente vero, nient’affatto. Ce ne stiamo accorgendo. Quest’uomo rosso, l’homo sovieticus, adesso capiamo che è vivo. Molto di quello che c’era ai tempi sovietici ci ha lasciato un’impronta, ha lasciato la menzogna».

È questa l’eredità del comunismo?
«Se guardiamo indietro alla nostra storia, sia quella sovietica che quella post sovietica, è una enorme fossa comune, un bagno di sangue continuo».

Putin oggi fa leva su una maggioranza orgogliosa della rinascita del Grande Paese?
«Sì, penso proprio di sì. Se non sentisse intuitivamente questo appoggio, non farebbe quello che sta facendo. Almeno in questo modo così insolente, aggredire un Paese sovrano parlandone con tanto odio. Mi riferisco a quello che ha detto quando ha fatto una lezione di storia piena di analfabetismo. Ma questa è la sua visione del mondo. Insomma anziché andare verso il futuro si marcia indietro verso il Medioevo».

Quanto lontano potrebbe andare? Quali sono i suoi obiettivi?
«Molto lontano, temo. Dubito che si fermi soltanto all’Ucraina, se riuscirà a vincere. Spero che l’Europa che si è schierata compatta, dica la sua, e anche gli Usa. Non a caso lui ci spaventa tutti con le armi nucleari».

È possibile che si arrivi a tanto?
«È impensabile per noi. Ma nella testa di quegli uomini… Durante la famosa riunione del Consiglio di sicurezza guardavo le facce e non tutti avevano lo stesso entusiasmo di Putin. Tutti capiscono in fondo di essersi spinti troppo. Lo capiscono gli imprenditori, in molti lo capiscono».

Qualcosa potrebbe accadere in Russia?
«L’attuale sistema autoritario rende tutti così coesi che è difficile uscirne fuori. Come diceva l’eroina di un mio libro: ci si sente come una farfalla nel cemento. Sei dissenziente, non lo accetti, ma non ti puoi tirare fuori. Tutti dicono ora, che fare? Che fare? Io penso che bisogna lavorare con quel 60 per cento che sembra sostenere Putin. Bisogna parlare, spiegare. Ci sarà il lutto, ci saranno le bare, e peccato che debba essere questo il prezzo per togliere la benda dagli occhi. Il popolo aprirà gli occhi perché l’arrivo di 5.000 bare è pesante».

Il suo Paese, la Bielorussia, cosa è diventato? Una provincia della Russia?
«È una macchina del tempo, un museo del passato. E ora anche questo: Lukashenko non ha nessuna autonomia, la Bielorussia è piena di truppe russe, e visto che le perdite sono tante, Putin lo costringerà a partecipare alle ostilità».

E la gente cosa pensa?
«È contraria. A differenza di quella russa, la società bielorussa non appoggerà la guerra. I bielorussi hanno sempre visto gli ucraini come fratelli e sorelle, come il nostro popolo fraterno. Non c’è nessun odio come tra russi e ucraini che si danno nomignoli spregiativi,moskal , piccolo moscovita; khokhol , ciuffetto (quello dei cosacchi che scende dalla testa rapata)».

Cosa si aspetta?
«Penso che il mondo e soprattutto i politici devono trovare dei modi per fermare Putin, ma quali non lo so. Lui nelle trattative chiede solo la capitolazione dell’Ucraina e basta. Credo che tutto il mondo debba aiutare l’Ucraina. Ed io appoggio la formazione di una legione straniera con migliaia di persone che sono venute in soccorso e le armi che vengono fornite in Ucraina. Quando ho telefonato a una mia parente dicendole “Tenete duro, adesso arrivano le armi”, mi ha risposto “Svetlana mia, le armi le avremo, ma dove andiamo a cercare i giovani? I nostri ragazzi sono morti a migliaia”. Mi fa molto piacere che in me scorra sangue ucraino. Sono fiera di migliaia di quei ragazzi e di quella gente, bambini, vecchi che nei villaggi si gettano contro i carri armati a mani nude, si mettono in ginocchio per non farli passare. Dio mio, Dio mio!».

Lei ha scritto «Preghiera per Chernobyl» con i racconti dei sopravvissuti e dei parenti dei tanti morti. E ora le notizie dalla centrale di Zaporizhzhia spaventano tutti.
«Usiamo ancora i vecchi concetti lontano-vicino, amici-nemici, ma dopo Chernobyl questo non vuol dire più nulla. Al quarto giorno la nube di Chernobyl sorvolava già l’Africa e la Cina. Noi-loro, amici-nemici non ha più senso perché è il vento che decide dove andare.

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Svetlana Aleksievich, autrice bielorussa nata in Ucraina nel 1948, ha vinto il premio Nobel per la letteratura 2015. Cronista, giornalista d’inchiesta e scrittrice, Aleksievich nelle sue opere ha raccontano  in presa diretta i principali eventi che hanno caratterizzato la storia dell’Est Europa, come la caduta dell’Urss, Chernobyl, la prima guerra in Afghanistan.

Lo stile e l’approccio sia giornalistico sia narrativo di Aleksievich è sempre stato caratterizzato dal racconto dei grandi fatti storici attraverso la prospettiva degli ultimi, dalle donne soldato durante la seconda guerra mondiale (*La guerra non ha un volto femminile, *1985)ai tanti suicidi dopo il crollo dell’Unione Sovietica (Tempo di seconda mano. La vita in Russia dopo il crollo del comunismo, 2014).

Nel suo sito ufficiale spiega: “Ho sempre cercato un genere che fosse il più adatto alla mia visione del mondo, che esprimesse come le mie orecchie sentono e i miei occhi vedono. Ho cercato molto e finalmento ho scelto un genere in cui le voci umane parlassero di per sé.” Un approccio che mette, dunque, al centro la persona e la sua relazione con la Storia: “Nei miei libri persone reali parlano dei grandi eventi della nostra epoca, come la guerra, il disastro di Chernobyl, la caduta di un immenso impero.

Svetlana è figlia di un padre bielorusso e di una madre ucraina. E per lei il coinvolgimento anche di Minsk è particolarmente doloroso.

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

SATANA HA FATTO ESPLODERE UNA NUOVA GUERRA IN EUROPA CHE SARA’ QUELLA DECISIVA PER IL FUTURO DEL MONDO

Cari amici,

per comprendere la portata potenzialmente catastrofica della guerra contro l’Ucraina dobbiamo meditare sul messaggio della Madonna.

Certo, ci sono tante guerre nel mondo, ma è con questa che satana vuole distruggere le nostre vite e il pianeta sul quale viviamo.

La Madonna lo esprime con chiarezza, chiamandoci in suo aiuto con la preghiera “perché satana non prevalga”. Questa espressione sta a indicare una situazione di pericolo estremo per l’opera di Dio.

Che cosa succede se satana prevale? Succede che incendierà il mondo col suo “potere di odio e di morte” e “mieterà le anime” a man bassa.

Siamo entrati nel vivo del drammatico combattimento escatologico: da una parte la “Donna vestita di sole”, dall’altra “l’enorme drago rosso”, l’angelo ribelle, che tenta il colpo finale.

In mezzo ci siamo noi, chiamati ad una scelta chiara, perché non si può servire a due padroni. Fra Dio e il demonio non vi è un terreno neutrale sul quale stare a guardare.

La Madre chiama tutti i suoi figli a seguirla, anche quelli che sono lontani e si sono persi. E’ ben felice di offrire loro la salvezza nel tempo e nell’eternità.

Nel medesimo tempo li ammonisce ancora una volta. ” Figlioli, se non ritornate a Dio e ai suoi comandamenti, non avete futuro”.

Nel tempo della pandemia la Regina della pace ci ha datti i messaggi più drammatici della sua lunga permanenza. Questo sta a significare che gli eventi incombono e dovremo affrontarli.

E’ impossibile tergiversale o rimandare. Dobbiamo essere pronti, rivestiti delle armi di Dio, e vivere questo tempo come un dono di grazia e una occasione irripetibile per nobilitare la nostra vita.

Riguardo a questa guerra la Madonna ha usato parole nuove, di una incisività impressionate: ” Il suo potere ( di satana) di morte, odio e paura ha visitato la terra”.

Non vuole farci impaurire, ma farci capire fino a che punto estremo il maligno è riuscito a portare l’umanità.

“Perciò Dio ha mandato Me a voi per guidarvi”. Quale dono più grande poteva farci l’Onnipotente in questa angosciosa situazione? Si salverà chi ascolterà la Madonna e la seguirà con umiltà e coraggio.

Vostro Padre Livio

SE SIETE MIEI, VINCERETE – Catechesi – N. 16

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sull’importanza della preghiera

Cari amici,

siamo ancora un po’ in difficoltà nel realizzare la situazione nella quale ci troviamo. È chiaro che ormai i contorni sono ben definiti ma purtroppo siamo in tempo di guerra. Anche se questa guerra non ci tocca direttamente, è una guerra improvvisa che ci ha sorpreso e desta molta preoccupazione.

Durante la pandemia la Madonna, però, ci ha avvertiti dicendoci che satana vuole l’odio, la guerra, la distruzione delle nostre vite e del pianeta sul quale viviamo. La Madonna ha una visione celeste della situazione terrena, quindi sa perfettamente cosa sta accadendo e che cosa accadrà. Dal Cielo il mondo è visto con chiarezza. Dio vede nei cuori.

Si sono susseguite una prova dopo l’altra e la Madonna ce le aveva segnalate affinché ci preparassimo con la preghiera, con il coraggio, con la forza per inquadrare un tempo che è di prova. Sappiamo che Dio permette le prove per il nostro bene spirituale, perché – rifiutando la fede e la Croce – stavamo andando incontro alla perdizione eterna.

Il nuovo totalitarismo di massa, ovvero la chiusura a Dio globale avrebbe portato a un’impenitenza finale globale. Queste prove stanno risvegliando le nostre anime che erano assopite e stavano andando lentamente verso la morte spirituale.

Il vostro cuore brama la pace che diminuisce sempre più sulla terra.
Per questo gli uomini sono lontani da Dio,
le anime sono ammalate e vanno verso la morte spirituale
(messaggio del 25 dicembre 2019)

La pandemia e questa guerra sono calamità che Dio non ha mandato, ma ha permesso. Essendo queste prove molto dure, specialmente quella della guerra, Dio ha permesso che la Madonna fosse qui con noi a illuminarci, a consolarci, a guidarci, a fortificarci.

In questa situazione non dobbiamo farci travolgere dall’ansietà e dal disfattismo, noi cristiani dobbiamo cercare prima di tutto la presenza di Dio, la sua luce, il suo perdono. In questo tempo dobbiamo capire qual è la nostra missione. Cerchiamo di essere luce nelle tenebre, pace nel momento dell’odio. Andiamo controcorrente rispetto a quello che vediamo.

Certamente la guerra crea situazioni di inferno in cui le persone muoiono. IL nostro compito di cristiani è pregare per la pace, per tutti coloro che soffrono per la guerra, preghiamo affinché non si perdano le anime nell’odio e nel tempo della calamità abbiamo una missione che la Madonna ci ha già assegnato chiamandoci a essere la sua presenza, amore del suo amore, mani tese, portatori di pace. Questa è la nostra missione di guerra spirituale dalla parte del bene, dalla parte di Dio, della verità, del perdono.

Gli uomini sono colpevoli, ma il più colpevole è il serpente antico che presto verrà gettato nello stagno di fuoco e di zolfo. Noi dobbiamo pregare affinché ottenga il minor numero di anime possibile. Dobbiamo agire in prima linea affinché satana non prevalga.

Dentro di noi dobbiamo trovare un equilibrio spirituale. Non lasciamoci prendere dal panico, dalla paura, dall’ansia. Chiediamo alla Madonna i doni dello Spirito Santo, primo di tutti il discernimento che ci permette di distinguere il bene dal male, il giusto dall’ingiusto, il vero dal falso.

Nel messaggio del 25 febbraio la Regina della pace ha detto chiaramente che questa guerra è opera di satana che col suo potere di morte, odio e paura ha visitato la terra. Allarghiamo il cuore, le mani, le braccia per tutte le persone che stanno subendo questo terribile, ingiusto e folle conflitto.

Non lasciamoci prendere dall’ansia, il nostro pensiero e le nostre preghiere siano rivolti a chi sta vivendo una situazione ben peggiore della nostra. Cerchiamo la pace interiore e cerchiamo di fare il bene.

Preghiamo, preghiamo, preghiamo. Accompagniamo questi nostri fratelli con le più accorate preghiere.
Che questo tempo sia un tempo di grazia e di eroismo, finalizzato ad aiutare la Madonna a vincere questa grande battaglia.

Da: “La lettura cristiana della cronaca e della storia”

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

DAVVERO PUTIN MEDITA DI PRENDERSI L’EUROPA?

Cari amici,

con l’attacco della Russia all’Ucraina si è aperta una nuova pagina della storia che prevede, almeno in Europa, sconvolgimenti politici, sociali e culturali inimmaginabili e potenzialmente catastrofici.

Si stanno innescando degli eventi che porteranno al momento previsto dal Cielo nel quale l’umanità, dinanzi alla possibilità di autodistruzione, sarà chiamata a fare scelte non più rimandabili.

Ciò che sta emergendo con chiarezza è la volontà del Presidente russo di attuare un progetto, a lungo coltivato e preparato, che prevede “un ordine post-occidentale” ( Sergei Lavrov) nel quale la Russia abbia la rilevanza che le spetta.

Si tratterebbe per Mosca di ritornare nelle terre ex-sovietiche, di restaurare il dominio sulle popolazioni non russe, arrivando ad estendere un suo “protettorato sull’Unione Europea.”

Un nuovo impero euro-asiatico, di ispirazione cristiano-ortodossa, che abbia come perno di irradiazione mondiale quella che per i russi è la “terza Roma”, cioè Mosca.

L’ideologo di riferimento del presidente russo è Alexander Dugin dal quale attinge l’ispirazione per la sua politica. Infatti è da questo filosofo che proviene il profondo disprezzo che Putin ha per l’Europa e per la sua deriva post-cristiana.

Per Putin, infatti, l’Europa, avendo abbandonato le radici giudeo-cristiane, oltre a quelle della tradizione greco- romana, ha finito per svuotarsi culturalmente e spiritualmente, divenendo schiava di una cultura liberal che è una parodia della libertà.

“Le élite liberal vogliono che l’Europa perda la propria identità, con la politica dell’immigrazione e del gender. L’Europa perde quindi potere, la possibilità di autoaffermarsi, la sua natura interiore.”

“L’Europa è debole spiritualmente e mentalmente. Non è possibile curarla, perché le élite politiche non lo lasceranno fare. L’Europa sarà sempre più contraddittoria, sempre più idiota. I russi devono salvare l’Europa dalle élite liberal che la stanno distruggendo.

“L’approvazione dei matrimoni gay mi hanno fatto capire verso dove stava andando l’Europa. Si arriverà presto al momento finale, dopo ci sarà il caos, la guerra civile, la distruzione. Forse è troppo tardi per ribaltare la situazione” (A. Dugin).”

Come appare chiaro è già pronta la motivazione per nuove guerre in Europa, motivate per ricondurre il vecchio continente sulla retta via. Si tratta però di una strumentalizzazione della fede cristiana per fini politici, che devasteranno le nazioni europee come mai prima nel passato.

La via delle rinascita europea non è certo “il protettorato” del nuovo Zar, ma la risposta alla chiamata alla conversione che, da Medjugorje, si irradia in tutto il mondo e che sta rivitalizzando le popolazioni europee.

Con la Regina della pace fermiamo la guerra in Ucraina dove satana ha fatto visita col suo potere di morte, di odio e di paura. Il cristianesimo non conosce altre armi che la fede, la preghiera e la carità per salvare il mondo.

Vostro Padre Livio

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