Mese: Febbraio 2022 Pagina 11 di 13

Pensiero Spirituale sull’attualità del mito della caverna di Platone
Cari amici,
la condizione umana è quella simile a chi è rinchiuso in una caverna oscura dalla quale non ha voglia di uscire, anche se potrebbe farlo. L’uomo potrebbe venirne fuori e andare verso la luce del sole, ma non lo fa perché in fondo sta bene nella caverna, ormai i suoi occhi sono abituati al buio e se escono alla luce del sole si abbagliano.
Questa è la situazione dell’umanità prima di Cristo e anche dopo Cristo, ovvero dopo che lo ha rifiutato. La situazione dell’umanità che era uscita dalla caverna con la venuta del Signore, era entrata nel soprannaturale, rifiutando la fede e la Croce è ritornata nella caverna nella quale ora di trova e cerca di assestarsi, come pipistrelli.
Questa mia riflessione è scaturita dal mito della caverna tratto da uno dei capolavori di Platone, La Repubblica.
Platone, uno dei massimi pensatori di tutti i tempi, cinquecento anni prima di Cristo aveva concepito la condizione umana come quella di chi è chiuso in una caverna.
La grazia di Dio ha sempre abbracciato l’umanità, molti pensatori ne sono stati illuminati anche prima della venuta di Gesù Cristo e non sono stati abbandonati da Dio dopo il peccato originale.
Alcuni personaggi storici sono stati come dei profeti pagani, come ad esempio Melchisedec, i Magi. Si tratta di personaggi che la grazia ha illuminato e condotto alla verità. Platone è uno di questi grandi uomini che ci hanno descritto la condizione umana nella sua prigionia.
Platone ha potuto fare questo grazie al suo grande maestro Socrate, uno dei pensatori più significativi dell’umanità in assoluto. Socrate, a causa delle sue idee, fu costretto dagli ateniesi a bere la cicuta e fu condannato a morte (è proprio a lui che Platone fa riferimento alla fine del racconto).
La caverna è un luogo angosciante, dove i prigionieri, incatenati fin da fanciulli,
scorgono soltanto alcune ombre proiettate sulla parete che sta loro di fronte.
Essi ritengono che le ombre siano l’unica e vera realtà esistente e
non possono immaginare ciò che accade alle loro spalle.
Nella seconda parte del mito, Platone immagina che uno schiavo venga liberato dalle catene e trascinato all’esterno della caverna. Dopo aver scoperto che né le ombre che vedeva quando era incatenato, né gli oggetti portati lungo il muro e proiettati sul muro costituiscono la vera realtà, egli sarebbe abbagliato dalla luce del sole e solo poco per volta imparerebbe dapprima a discernere gli oggetti del mondo autentico e alla fine a guardare direttamente il sole (l’idea somma del bene).
Invece di rimanere a contemplare in solitudine il sole e il mondo reale, cioè il Bene e la verità, lo schiavo liberato decide di tornare nella caverna, per comunicare agli altri prigionieri ciò che ha visto e per aiutarli a liberarsi a loro volta della prigionia. I suoi occhi, però, faticheranno a riadattarsi al buio ed egli sarà deriso dagli altri schiavi, che si convinceranno che la luce esterna gli abbia rovinato gli occhi e quindi non gli crederanno. E alla fine, infastiditi dal suo tentativo di scioglierli e di portarli alla luce del sole, lo uccidono.
Questo è il mondo nel quale noi viviamo: ovvero siamo rinchiusi in una buia caverna, la condizione umana è proprio questa.
Si tratta di un’intuizione sollecitata dalla grazia che indica, appunto, che la condizione umana è una condizione di prigionia, di tenebra, di sofferenza, di schiavitù. La condizione umana è miserevole, ma il Verbo che si è fatto carne nel grembo della Vergine Maria ha assunto la condizione umana, è venuto come uomo in mezzo a noi.
La luce è venuta fra gli uomini ma le tenebre non l’hanno accolta. Così, il Figlio di Dio che è venuto a liberare l’umanità dalla caverna è stato ucciso. Nella Crocifissione da lui subita per amore, ha redento gli uomini dal peccato, li ha liberati dalla schiavitù della morte, è Risorto glorioso e ha dato loro la possibilità di diventare figli di Dio, di uscire dall’immanenza, dal soffocamento della finitezza.
Questo annuncio di Cristo risorto, che ci ha liberato dalla caverna (ovvero la condizione umana soggetta alla sofferenza, alla morte, all’ignoranza, alla cattiveria), è quello che l’umanità ha accolto nella predicazione degli Apostoli e ha permesso al cristianesimo di conquistare l’Impero Romano e di diffondersi in tutto il mondo.
Il fatto nuovo del tempo nel quale viviamo, ovvero l’attacco e la demolizione del cristianesimo (la reazione di quelli che sono nella caverna e irridono Colui che è venuto a liberarli e lo ammazzano), ha origine due-tre secoli fa in Europa.
Questo attacco alla fede è sfociato nel modernismo, nell’apostasia degli ultimi cinquant’anni.
La gente oggi ha una visione della vita di questo tipo: cerca di star bene su questa terra perché poi non si sa cosa ci sarà. Si accumula denaro, potenza, ricchezze terrene, senza pensare all’eternità.
Gli uomini si sono disfatti della visione cristiana della vita, che è un cammino verso la trascendenza.
Si muore senza preghiera, senza trascendenza, senza chiedere perdono per i peccati. Le eccezioni sono pochissime! Gli uomini non sono più orientati all’eternità. Si parla poco anche in chiesa di questo.
La caverna ci ha risucchiati tutti dentro. Quelli che guardano oltre il cerchio della finitezza sono una piccola minoranza.
Eppure Cristo Risorto è venuto per liberarci!
Esiste un altro mondo al di fuori della caverna. La caverna non è tutto, è un alloggio precario. Come si esce dalla caverna? Con la fede, che è una grazia immensa. Con la fede vediamo la luce, vediamo l’onnipotenza di Dio. La fede è come un fiore che va bagnato ogni giorno. Grazie alla fede entriamo nel mondo di Dio. La fede non è solo una grazia, è una risposta.
La fede deve essere alimentata ogni giorno, diversamente veniamo risucchiati nell’abisso.
La fede conserva la sua luminosità e non si spegne grazie alla preghiera. Con la preghiera usciamo dalla caverna, alimentiamo la fede, conosciamo Dio, apriamo il cuore al suo amore e entriamo in un altro mondo. Con la fede già qui su questa terra possiamo vivere una parte di Paradiso.
Siamo stati risucchiati nella caverna perché non abbiamo più pregato, abbiamo smesso di credere in Gesù Cristo.
Le tenebre ci hanno afferrati e risucchiati.
Cari amici, state meglio adesso che avete smesso di pregare e vivete nella caverna in mezzo a serpi e scorpioni e lontani dalla luce di Dio o la vostra vita era migliore prima, nell’amore di Dio, nella sua luce, con la grazia della fede alimentata dalla preghiera?
Da: “La lettura cristiana della cronaca e della storia”
La chiave di volta

Ciao carissimo Padre Livio,
Oggi per l’ennesima volta mi sono guardato il film The Passion.
Questo film stupendo, che secondo me è stato inspirato da Dio stesso, mi dà la possibilità di meditare in maniera mediatica la via crucis.
Mentre guardavo questo film con le lacrime, ho capito nel mio cuore la fortuna che Gesù ci ha dato con la sua Passione.
Gesù con la sua Passione e Risurrezione non solo mi ha liberato dal peccato originale, dono che la mia povera mente non può capire, ma Gesù ci ha dato la chiave di volta di tutto.
Sono 50 anni che sono cristiano, ma mi sembra di avere capito solo oggi che Gesù con il suo immenso Amore mi ha insegnato ad Amare veramente.
In questi giorni ero un po’ triste perché persone hanno ferito il mio io. Ho pensato tutta la settimana a queste persone con un leggera ira interiore. Ma oggi, guardando la Passione di Gesù, l’ira è sparita.
Oggi, ho capito nel mio cuore, cosa Gesù voglia dire quando ha detto che ci attirerà tutti a Lui quando sarà innalzato sulla croce.
La Croce di Gesù è la chiave di volta di tutto.
Se filtro tutto attraverso la Croce di Gesù tutte le cose cattive e tristi che sono nel mio cuore spariscono.
Dopo 50 anni di cristianesimo ho sentito questa verità nel mio cuore e mi ha dato gioia.
Ma anche ho capito che io come cristiano ho una responsabilità più grande dei giudei e dei pagani che crocifissero Gesù. Gesù ha chiesto a Dio di perdonare loro perché non sapevano cosa stavano facendo.
Ma io ho capito chi è Gesù e per questo non posso crocifiggerlo con il mio peccato.
La Regina della Pace ha ragione … Dobbiamo convertirci … Che significa capire chi è Gesù, amarli e rinunciare al peccato.
Non appena ho aperto la porta di casa per uscire, questo meraviglioso arcobaleno era di fronte a me.
Ho pensato che Dio ci parla in molti modi e a volte un arcobaleno è il suo abbraccio.
Grazie Gesù.
Buona domenica
Carlo
PERCHE LE REGINA DELLA PACE HA DECISO DI PROLUNGARE LE APPARIZIONI QUOTIDIANE

Cari amici,
chi si recava a Medjugorje prima del nuovo millennio e partecipava in particolare agli incontri con la veggente Vicka, si ricorderà la sua affermazione secondo cui, con la rivelazione del decimo segreto, sarebbero cessate le apparizioni quotidiane. Questa era la versione che davano tutti i sei veggenti.
In una delle conversazioni che Vicka ha fatto a Radio Maria negli anni successivi, in diretta telefonica con accanto Padre Livio che la intervistava, Vicka ha fatto una rivelazione di estrema importanza.
La Madonna le aveva detto che uno dei tre veggenti, che ora hanno le apparizioni quotidiane ( Vicka stessa, Marija e Ivan), avrebbe continuato ad avere tali apparizioni fino al terzo segreto ( il segno sulla collina).
In una successiva conversazione, sempre in diretta su Radio Maria con Padre Livio accanto, Vicka ha rivelato che la Madonna aveva ottenuto da suo Figlio di prolungare questa grazia fino al compimento del decimo segreto.
Non ho osato, né allora né dopo, chiedere a Vicka nessun altro particolare, neppure in privato, ben sapendo che sarebbe stato inutile.
Mi risulta però che non abbia mai rivelato questa decisione della Madonna ad altre persone, almeno pubblicamente, e neppure agli altri veggenti. Hanno però sentito tanti ascoltatori di Radio Maria.
Questo dunque è il fatto nella sua essenzialità, che si presta a riflessioni di particolare rilievo. La più importante è la promessa che la Madonna scenderà ogni giorno dal Cielo sulla terra durante tutto il tempo dei segreti e potrà confortarci e guidarci con i suoi messaggi.
A ben pensarci Vicka, che da molti anni, per ordine della Madonna, ha apparizioni private e non ha nuovi messaggi da comunicare, in realtà ci ha dato uno dei messaggi più importanti di Medjugorje: la decisione della Gospa di non lasciarsi soli nel tempo della grande tribolazione.
Il fatto che la Madonna abbia utilizzato Radio Maria per darci questo lieto annuncio non deve affatto meravigliare. Radio Maria è la Radio della Regina della pace ed è normale che la usi come suo strumento.
Resta aperta una domanda: chi dei tre veggenti che ora hanno le apparizioni quotidiane continuerà ad averle fino alla fine dei segreti?
Sono domande che vengono spontanee, ma io per esperienza personale, mi son ben guardato di porle a Vicka. Forse non lo sa neppure lei.
Vostro Padre Livio
Pensiero Spirituale sulla salvezza dell’anima

Cari amici,
la vita umana è un battito di ciglia. Passa. Non può essere una motivazione a se stessa.
Oggi la società cerca di motivare la vita attraverso la caccia alle farfalle. Secondo la filosofia prevalente, la vita servirebbe a rincorrere le gioie passeggere, effimere. Molte volte si tratta di gioie che vanno a discapito di altri, sono peccaminose, sanguinarie.
Una prospettiva di questo genere non può reggere al fatto che la vita comunque è una lotta, una fatica, una sofferenza, è una ricerca di felicità disattesa perché nulla di materiale ci può rendere veramente felici.
La vita in se stessa non si riesce a motivare, a giustificare.
Un interrogativo comune è: perché devo faticare e soffrire tanto se poi alla fine si muore?
Il cristianesimo è la religione dell’immortalità, della resurrezione, della vita eterna ed è stata sostituita dal nuovo modo di pensare secondo cui con la morte finisce tutto. Quanto sarà duro per coloro che pensano così comparire davanti al tribunale di Dio e venire condannati all’infernoci ammonisce la Regina della pace.
Per chi vive senza Dio c’è la morte senza Dio, c’è l’eternità senza Dio. La sua eternità è una lunga notte infernale.
La vita presentata dalla nuova religione atea e materialistica non giustifica la vita stessa, è vuota, non ha senso, non ha motivazione.
Noi cristiani sappiamo che la motivazione delle motivazioni è l’Eternità! Siamo un’anima immortale e spirituale orientata a Dio. Veniamo da Dio e a lui torniamo. Non siamo materia che finisce con la morte, la nostra anima tende al Cielo.
La vita deve essere vissuta in questa prospettiva, giorno dopo giorno.
Anche la Madonna ci ha detto che già su questa terra possiamo godere dei beni che Dio ci dà: la pace, la gioia, la serenità e anche il pane quotidiano.
Solamente nell’ottica cristiana la vita ha un senso!
Da: “La lettura cristiana della cronaca e della storia”
MEDJUGORJE E’ UN ALBERO SEMPRE VERDE CHE CRESCE E SI RINNOVA

Cari amici,
più il tempo passa e più Medjugorje è attuale. Più si addensano le tenebre e più rifulge la sua luce. Più l’umanità è in balia dell’imprevedibile e più ha bisogno di una roccia a cui aggrapparsi.
Più l’impero delle tenebre ostenta la sua forza e più si fa necessaria la presenza del Cielo. Più la paura del futuro invade i cuori e più si sente il bisogno delle parole di speranza della Regina della pace.
Chi ha seguito l’evento fin dai primi anni, ha visto l’attuarsi di un piano mirabile per la salvezza di una umanità che si è persa e non è più in grado di ritrovare la strada.
Non una sola parola della Santa Vergine ha perduto il suo valore e la sua attualità. I suoi messaggi sono vivi e donano la vita. La sua presenza si fa sempre più intensa e più necessaria.
La Regina della pace , con lo splendore della sua eterna giovinezza, ha portato su quella terra benedetta un oasi di paradiso. Ogni giorni il Cielo si apre e porta la sua pace su una umanità sempre più agitata e confusa.
Il tempo, che divora uomini e cose, nulla può contro quella luce immortale, che brilla e illumina senza consumarsi. Anche i veggenti, come tutti i mortali, invecchiano , ma la Regina è sempre quella giovinetta celeste che hanno visto il primo giorno sulla collina.
Gli uomini, assetati di assoluto, bisognosi di riaccendere la fiaccola della fede, fiaccati dalla zavorra dell’effimero, guardano sempre più numerosi a quella fonte di grazia e di speranza.
L’eterna giovinezza di Medjugorje, nonostante i lunghi periodi di prova, è il segno visibile di un mistero invisibile. Quella della venuta quotidiana sulla terra della Regina del Cielo.
Vostro Padre Livio
