"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Mese: Febbraio 2022 Pagina 10 di 13

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale  sul valore dell’uomo

Cari amici,

l’uomo è un mistero di profondità e di trascendenza. Per questo non possiamo accettare supinamente la versione del pensiero dominante secondo la quale l’uomo sarebbe un prodotto della terra che fa parte della catena animale e ne conseguirebbe che tutto ciò che l’uomo è lo si spiega con il fatto che avrebbe solamente un cervello più sviluppato. In questo modo l’uomo sarebbe ridotto ad una cosa. Questa versione dell’uomo che oscura la sua dignità e che lo identifica con il suo corpo è il pensiero dominante che ci ha permeato e che ha formato la nuova visione della vita al posto di quella cristiana.

In quest’ottica l’uomo sarebbe orientato a fare di se stesso uno strumento, non più una finalità, una persona alla quale tutto deve essere orientato. È un qualcosa che serve al fin fine per arricchire.

Satana regna perché regna il profitto, il denaro. Tutto oggi deve essere orientato a questo, anche gli uomini. Nella misura in cui non servono più, vengono scartati, come dice sempre papa Francesco.

Attraverso le leggi il mondo fa di tutto per scartare l’essere umano giudicato imperfetto o inutile, fin da quando è nel grembo materno, o improduttivo e quindi da eliminare quando è anziano.

Secondo questo pensiero satanico l’uomo dev’essere asservito alla produzione del denaro. Altrimenti non serve a niente.  

Questo è il motivo per cui satana regna.

L’uomo, invece, è un mistero insondabile. È un mistero immenso, profondo, meraviglioso!

La vita umana è straordinaria, non è certamente banale come quella di un animale.

Dentro di noi portiamo una ferita esistenziale, fin dal momento della nascita e nessuno ne è esente. Questa ferita è un’infelicità (chiamata anche “male di vivere”) insita in noi per cui cerchiamo di curarla cercando quelle felicità che dovrebbero sanarla, lenirla. Di conseguenza ci buttiamo sulle cose di questo mondo, nell’illusione di trovare la felicità. In realtà non è possibile questo perché, nell’ottica cristiana, la natura umana è stata creata a immagine di Dio e ricolmata del suo amore.

La prima coppia umana era felice, era colma di Dio, aveva i doni dell’immortalità, della sapienza, dell’integrità, dell’assenza di dolore. Originariamente Dio ci ha donato questa situazione paradisiaca, noi abbiamo scelto di perderla. Il riferimento, il ricordo di quella felicità è rimasto dentro di  noi e passiamo la vita a ricercarla.

Questa ferita aperta può essere guarita unicamente attingendo all’amore di Dio, che è un amore fedele, totale, che trasforma, che ricolma, che rende felici veramente.

Le persone veramente felici esistono e sono quelle che hanno il cuore aperto a Dio e al suo amore e pur camminando nella vita con tutte le asperità che la caratterizzano, la affrontano con una luce nello sguardo che le differenzia dalle altre.

Già in questa vita, che è un pellegrinaggio pieno di difficoltà, possiamo sperimentare la felicità.

Le persone semplici sono felici perché sentono l’amore di Dio, sentono la sua protezione, la sua paternità, la sua presenza, il suo aiuto, la sua compagnia. È un’esperienza largamente diffusa, difatti sarebbe poca cosa il cristianesimo se non avesse rallegrato milioni di cuori. Ogni giorno milioni di persone aprono il cuore a Dio, parlano con lui, sentono la sua presenza, gioiscono del suo amore. Sono queste le persone che tengono accesa la luce nel mondo e impediscono alle tenebre, alla cattiveria e all’odio di impossessarsi di tutta la terra!

Un aspetto di questa ferita esistenziale è quindi la nostalgia delle felicità perduta, l’aspirazione a ritrovarla, da cui scaturisce la ricerca di Dio e prodotti umani bellissimi che si declinano nella arti, nelle forme belle di pensiero, nelle manifestazioni alte delle capacità umane.

Un altro aspetto di questa ferita esistenziale è il veleno del serpente che è rimasto. Il peccato originale è il morso di satana col quale ci ha iniettato il veleno, ovvero l’odio contro Dio, la superbia, la cattiveria, l’inganno.

Questo veleno, benché col Battesimo venga eliminato il peccato originale, rimane in noi. L’uomo ha dentro di sé la spinta al male che la Sacra Scrittura chiama concupiscenza.

Non è in sé un peccato, ma è una spinta al peccato.

Perché Dio ha permesso che questa pulsione al male rimasse insita nel cuore umano? Dio ha lasciato questa spinta al male perché, con il combattimento spirituale e con la grazia, possiamo guarirla.

Se l’uomo non domina questa tendenza al male, essa esplode, sfocia nell’odio, nelle guerre.

Dal cuore dell’uomo il male poi si dilaga nella società inquinandola, rendendola invivibile, cattiva, superba, infernale.

Nelle Sacre Scritture non mancano le descrizioni delle proliferazioni del male che è latente in noi e può svilupparsi in modo iperbolico se non lo combattiamo, come succede nei giardini quando le erbe infestanti inizialmente sono rade, ma se non vengono estirpate continuamente sovrastano il giardino.

I vizi capitali altro non sono che l’elenco delle proliferazioni del male: lussuria, gola, avarizia, accidia, ira, invidia, superbia. Sono sette radici da cui nascono a loro volta altri vizi. È una situazione evidente, vera, tangibile. Il male latita nel nostro cuore e se non lo combattiamo ne diventa il padrone. Se tanti cuori non combattono il male, il mondo inizia a barcollare.

«Nel mondo c’è la guerra perché nei cuori c’è l’odio» ha detto la Madonna. Satana sta scardinando i cuori con l’odio, la superbia, la prepotenza, l’arroganza, l’avarizia.

Questo è l’uomo nelle sue profondità, questa è la natura umana nella su integrità: l’anima spirituale immortale con i suoi doni, la sua divina figliolanza, la sua tendenza alla verità, alla santità, all’immortalità, alla bellezza, all’amore.

Nella natura umana coesistono due ferite esistenziali: l’aspirazione a ciò che abbiamo perduto (la felicità che non ha fine) e la spinta al mael, alla cattiveria, all’odio, alla distruzione. Queste due tendenze possono essere sanate con la medicina della fede, della preghiera e dell’amore di Dio.

È così che la vita così come la concepiamo noi cristiani è un combattimento spirituale. Ogni giorno, con l’aiuto della preghiera e della grazia di Dio, dobbiamo cercare di far sì che l’amore di Dio si impadronisca del nostro cuore e che a sua volta produca le virtù, anziché i vizi: l’umiltà, la santità, la bontà, la generosità, la pazienza. Tutte quelle virtù che rendono la vita personale bella e degna di essere vissuta, di riflesso anche la vita familiare diventa migliore e di conseguenza i rapporti sociali sono più sereni e piacevoli.

Abbiamo perso la fede. Siamo diventati pagani. Nelle nostre vite manca il sole, la luce, il calore. Senza la fede, la vita sulla terra è come una lunga e gelida notte invernale. La società è degradata. Non c’è sincerità, non c’è bontà, non c’è compassione, comprensione. Al posto delle mani tese ci sono inganni, superbia, prepotenza.

È questo il mondo senza Dio al quale il mondo la Madonna oppone gli Apostoli del suo amore affinché facciano da diga al dilagare del male con la propria conversione personale.

L’uomo non è un animale! È un’espressione stupida e indegna. La grandezza e la profondità dell’uomo sono incommensurabili.

Ridurre l’uomo a questo stato è un inganno satanico.

Noi cristiani abbiamo il dovere di smascherare la menzogna e confutare il catechismo del demonio (secondo il quale Dio non c’è, non esiste l’Aldilà, l’uomo non ha l’anima ma è come un animale) che è diventato il pensiero unico della società moderna.

È in atto una vera e propria colonizzazione ideologica sistematica finalizzata a inculcare nelle menti (anche più giovani, a scuola) queste idee mendaci!

Dobbiamo fermare questa deriva che porta il mondo nell’abisso.

Il mondo verrà distrutto con la peggiore delle armi, ovvero la bimba atomica dell’odio.

Rispondiamo con la fede, apriamo i nostri cuori a Dio. Accogliamo gli accorati appelli della Madonna e arruoliamoci nell’esercito degli Apostoli di Maria!

Da: “La lettura cristiana della cronaca e della storia”

SE SIETE MIEI, VINCERETE – Catechesi N. 3

☕IL CAFFEINO QUOTIDIANO DI P. LIVIO☕

🌟🖊️CI SCRIVONO🖊️🌟    

La Madonna ci dice grazie perché Dio ci ha creati liberi 

Caro padre Livio,

la seguo ogni mattina ormai da anni e non ho potuto fare a meno di scriverle dopo che questa mattina in diretta ci ha chiesto il perché la Madonna concluda ogni suo messaggio a Medjugorje con la frase “grazie per aver risposto alla mia chiamata”. Risposta semplice – ho pensato – perché Dio ci ha creati liberi,anche di allontanarci da Lui, anche di noi accoglierlo. Ma lei non sa, caro padre,che sono proprio queste parole che alcuni anni fa mi hanno aiutato a credere davvero che la Madonna stesse apparendo da tanti anni in quella terra benedetta. Sono andata la prima volta a Medjugorje nell’agosto del 2012 al festival dei giovani. Non perché lo desiderassi davvero ma perché non avevo per quell’estate nulla di meglio da fare!!! Ero una cattolica che potrei definire “moderna”,cresciuta in seno alla Chiesa ma che proprio per questo si sentiva “a posto” e che certo non aveva bisogno di vedere segni speciali per credere di più. I primi giorni furono faticosi,tanta gente intorno,alcuni mi sembravano fanatici altri legati ad una Fede che a me sembrava medioevale… poi un giorno quelle parole mi toccarono il cuore: “grazie cari figli,per aver risposto alla mia chiamata!”. Ma come?!! La madre di Dio diceva a me “grazie che sei venuta qui e che mi ascolti”… aprii finalmente gli occhi,vidi quanta superbia c’era in me e come invece l’umiltà di Maria ancora una volta fosse il segno tangibile della sua presenza e della veridicità delle apparizioni (della cui verità fino a quel momento non ero così certa!). Da lì sono iniziate tante piccole conversioni nel mio cuore,il Rosario ogni giorno,tanti altri pellegrinaggi e,proprio grazie a Medjugorje,l’incontro con mio marito ed il nostro cammino di fede insieme. Ringrazio Maria per questi doni immensi,soprattutto per le sue parole piene di amore e speranza in questi tempi tanto confusi.

Che Dio la benedica padre,le assicuro la mia preghiera e quella della mia famiglia.
Con affetto,

Elisa 

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

L’INIZIO DEI SEGRETI NON E’ PREVEDIBILE. LE NOSTRE IPOTESI AL RIGUARDO SONO SCRITTE SULL’ ACQUA

Cari amici, il soprannaturale sorprende, come affermava S. Giovanni Paolo II e come impariamo dalla Storia della Salvezza e dalle stesse apparizioni mariane.

Non vi è dubbio, come affermano gli stessi veggenti di Medjugorje, che più il tempo passa e più l’inizio dei segreti si avvicina.

Non si potrebbe dire di più e neppure la scadenza del 40.mo anno può essere una indicazione plausibile. Dio infatti non governa col nostro calendario in mano.

La storia di Medjugorje ci conferma che gli interventi della Regina della pace, sia quelli nell’ambito personale o parrocchiale, come quelli a livello mondiale, hanno sempre colto di sorpresa.

E’ stata una sorpresa l’inizio delle apparizioni in un paese del blocco comunista; l’inizio dei messaggi regolari dati alla Parrocchia attraverso la veggente Marija; le apparizioni e i messaggi per i non credenti attraverso Mirjana, come anche la loro conclusione.

Anche il decimo segreto che hanno ricevuto tre veggenti, con la cessazione della apparizioni quotidiane, è stato una sorpresa. E’ stata una sorpresa la morte di P. Slavko, come pure quella di Nedjo, il chitarrista del gruppo di Ivan, volato in Cielo subito dopo aver assistito a una apparizione.

Soprattutto è risuonata come una sorpresa il messaggio che ha aperto l’anno 1991 che preannunciava in termini velati la caduta del comunismo e nel medesimo tempo l’inizio di una guerra nei Balcani che nessuno al mondo avrebbe ipotizzato.

E’ stata una sorpresa il messaggio della Madonna, all’inizio del millennio, riguardo a satana sciolto dalle catene. E’ stata una sorpresa il dilagare della Pandemia poco tempo dopo che la Madonna aveva preannunciato il tempo delle prove.

Il fatto che Mirjana abbia detto che avrà per tutta la vita l’apparizione della Madonna il 18 Marzo, non perché è il suo compleanno ma per motivi che un giorno comprenderemo, non autorizza a concludere che il 25 Marzo ci sarà la rivelazione del primo segreto.

Giocare a indovinello è una tentazione dalla quale dobbiamo guardarci, per non cedere a vane curiosità. La gravità degli eventi preannunciati, in particolare quelli dal quarto al decimo segreto, che la Madonna ha definito “terribili”, consiglia la massima serietà.

In ogni caso escludo che ci sia qualcuno che possa sapere qualcosa eccetto i veggenti stessi. Siccome il soprannaturale sorprende, è saggio vegliare e pregare, perché non ci accada come alla vergini stolte che, all’arrivo dello Sposo, sono rimaste senza olio nelle lampade

Vostro Padre Livio

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

SE SIETE MIEI, VINCERETE – Catechesi N.2

UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sul mistero che è l’uomo

Cari amici,

secondo il pensiero unico ormai dilagante, l’uomo sarebbe ridotto a un elemento della materia che si evolve e pertanto apparterrebbe al genere animale e condividerebbe la sorte degli animali. Vivrebbe quindi nella materia e tornerebbe nella materia.

Questa sarebbe la vita umana: il fenomeno di una materia che si perpetua nel tempo e che si evolve secondo leggi molte volte casuali.

L’uomo è un mistero insondabile. Noi stessi siamo un mistero inspiegabile a noi stessi. Se è vero che Dio è un mistero è anche vero quello che si dice dell’uomo, che è immagine di Dio.

Anche ciò che di più bello ha creato la storia umana, soprattutto per quanto riguarda le religioni, le filosofie, le letterature, è stato finalizzato a esplorare questo mistero che noi siamo a noi stessi.

Quello che c’è di più interessate e gratificante nella nostra vita è proprio capire noi stessi, renderci comprensibili a noi stessi e nel medesimo tempo riuscire a capire gli altri nella loro profondità, nella loro ricchezza, nella loro inafferrabilità.

A differenza di un animale, del quale possiamo esplorare tutto, l’uomo è inesplorabile perché ha in sé qualcosa di diverso dalla materia, ovvero l’anima spirituale immortale che è dotata di intelligenza, trascende il mondo, si chiede il perché delle cose, cerca la luce vera della verità. L’anima umana è dotata di una legge interiore che è la luce della moralità e che gli animali non hanno.

Ad esempio, in base alla legge della moralità un uomo non può uccidere un altro uomo. Per gli animali non è così, non c’è una legge morale che regola questo. Nessun animale si pone il problema di un uccidere un altro animale perché in esso non c’è né l’intelligenza, né la luce della moralità, né tanto meno la libertà di decidere di se stessi.

Questi sono tre aspetti della natura umana che tutti noi sperimentiamo che segnano l’abisso incolmabile che c’è fra l’uomo e l’animale. Senza pensare ad alcune peculiarità dell’essere umano, che proprio perché creato a immagine di Dio è capace di parlare con lui a tu per tu.

Questa grandezza dell’uomo è una costante della storia umana. L’uomo ha sempre colto la sua diversità e la sua grandezza che si sono espresse nelle filosofie, nelle culture…

In tutte le elevazioni umane l’uomo ha espresso quello che ha dentro di sé. Per questo ci appassioniamo a leggere un romanzo o a vedere un film di taglio esistenziale: portano a scoprire le profondità abissali del cuore umano. Come diceva il Manzoni: chi può riuscire a capire quel guazzabuglio che è il cuore umano?

A partire dal fatto che noi siamo un mistero a noi stessi vorrei mettere in evidenza alcuni aspetti della natura umana che dicono molto della nostra “stirpe regale” (altro che stirpe animale!)

Il primo è la ferita esistenziale. In noi c’è questa ferita che percepiamo in noi stessi. Ad esempio il bambino la percepisce nel momento in cui scopre che c’è la morte nel mondo.

Dentro di noi c’è una ferita che ci fa soffrire e che ci fa essere infelici nella vita. Molti autori lo hanno messo in evidenza, anche autori atei che chiamano questo il male di vivere. Questa ferita esistenziale è scavata proprio nel profondo di noi stessi e non ci lascia mai. Dentro di noi ci sono infatti desideri che non riusciamo a soddisfare, per cui questa ferita esistenziale si acutizza ogni volta. Un desiderio che ci preme dentro è sicuramente quello della felicità assoluta, che non sia un’illusione.

Cerchiamo la felicità, l’immortalità, l’amore vero. Sono aspirazioni che nascono dentro di noi e che hanno origine da questa ferita esistenziale. Vorremmo la comunione, l’amicizia, l’amore ma ci rendiamo conto della precarietà di tutto questo e alla fin fine o abbiamo la grazia di aprirci a Dio o rimaniamo chiusi in noi stessi, ci deprimiamo, ci angosciamo e siamo infelici.

Perché in noi c’è questa ferita esistenziale? Perché cerchiamo la felicità e non la otteniamo? Perché l’uomo è infelice? Questa infelicità ci è dovuta al ricordo che è rimasto nella natura umana di una felicità originaria. Noi siamo stati felici originariamente. C’è stato un tempo in cui la natura umana era felice perché era piena di Dio, del suo amore, della sua luce.

Abbiamo sperimentato una condizione umana in cui non c’erano la sofferenza, la morte, la lotta insita in noi tra anima e corpo. Abbiamo sperimentato una condizione umana di conoscenza della verità, di pienezza del sapere. Questa era la natura umana con i doni soprannaturali che Dio ha dato ai nostri progenitori e che loro stessi hanno perso a causa del peccato originale. Abbiamo ben presente in che condizioni sono usciti dal Paradiso terrestre, come ben li ha raffigurati il Masaccio nella Cappella Brancacci di Firenze: disperati, cupi e pieni di vergogna. Hanno perso tutto! Hanno perso la felicità che Dio aveva dato loro!

Nella natura umana è rimasta insita la traccia di questa felicità originaria, è rimasta questa ferita che ci portiamo appresso. Questa ferita esistenziale dipende dal fatto che la nostra natura umana ha sperimentato la pienezza, la verità, la felicità, l’amore e ha perso tutto perché qualcuno ha sibilato la tentazione di potersi impossessarsi di tutto e di essere lui (l’uomo) Dio al posto di Dio.

Questa ferita esistenziale è quindi una reminiscenza di una felicità originaria e questo ci aiuta a capire la profondità della natura umana che è irriducibile a un pugno di polvere! È un universo inesplorato e inesauribile, da esplorare sempre più.

Questa ferita esistenziale, che è la sofferenza della vita, possiamo riassumerla così: è la ricerca affannosa della felicità che non si realizza mai, passa da illusione a delusione continuamente.

Ci sono però persone che sono felici e serene, nonostante siano anche loro soggette a malattia, vecchiaia, morte, sofferenze, povertà, preoccupazioni. Talvolta si trovano persone felici anche nelle condizioni sociali più disagiate. Perché queste persone sono felici? Forse che in loro non c’è la ferita esistenziale che c’è in tutti noi? Per grazia di fede, queste persone hanno avuto in dono l’unica medicina che guarisce questa ferita esistenziale che tutti ci portiamo, ovvero l’amore di Dio.

L’amore di Dio è qualcosa di vero e di profondo. È lo Spirito Santo che è amore, è missionario, è pellegrinante da cuore a cuore in tutto il mondo, bussa alla porta del cuore per portare l’amore di Dio attraverso il quale porta l’amore del prossimo. Questo amore è la medicina che guarisce la nostra ferita esistenziale originaria.

In questo amore, man mano che lo assimiliamo e guarisce le lacerazioni del cuore, man mano che attingiamo da esso con la preghiera, questa ferita esistenziale scompare e dentro di noi entra la serenità, la pace, la gioia di vivere, il ringraziamento. E dal cuore viene espulsa la rabbia, l’inquietudine, l’insofferenza, la scontrosità. Questi sentimenti hanno radici esistenziali profonde: non siamo felici perché non abbiamo l’amore.

L’unico amore che guarisce è l’amore di Dio.

L’amore del prossimo è certamente importante, ma non deve essere richiesto, bisogna darlo. La Madonna ha detto di dare l’amore che lei dà a noi agli altri. Noi per primi, che abbiamo la grazia dell’amore di Dio che guarisce, dobbiamo dare il nostro amore al prossimo e con questo amore lo aiutiamo a guarire. Allora sì che i cuori si riconciliano, si scambiano l’amore e si vive bene su questa terra.

Questo è l’unico itinerario esistenziale da percorrere se vogliamo vivere una vita felice su questa terra, assaporando un pezzetto di Paradiso.

Mediante la fede e la preghiera riceviamo l’amore di Dio che guarisce la nostra ferita esistenziale che è scaturita dal rifiuto e dalla perdita della felicità e dell’amore di Dio, ma in noi ne è rimasta la nostalgia, il desiderio, la sete d’amore che è il motore della vita.

«Chi beve dell’acqua che io gli darò non avrà mai più sete» ha detto Gesù. Dobbiamo dissetarci a Lui, che è la vera fonte. Le altre sono acque che non dissetano.

Da: “La lettura cristiana della cronaca e della storia”

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IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE

PERCHE’ LA MADONNA RINGRAZIA AD OGNI MESSAGGIO? QUALE MISTERO SI NASCONDE?

Cari amici,

una delle particolarità dei numerosi messaggi della Regina della pace è il ringraziamento finale per aver risposto alla chiamata.

Quante migliaia di volte lo ha ripetuto. In nessun’altra apparizione mariana della storia si trova qualcosa di simile.

La Madonna non si stanca di ringraziare anche se a volte si è lamentata, in particolare nei primi anni, quando la Parrocchia era riluttante a seguirla sulla via della preghiera.

Si è anche dispiaciuta per il fatto che un certo numero di pellegrini, dopo aver risposto alla chiamata, non hanno perseverato.

Col tempo intorno alla Parrocchia territoriale si è formata una comunità spirituale di molti milioni di persone sparse in ogni angolo della terra.

La Madonna conta su tutte queste persone per raccogliere intorno a sé le anime smarrite, quando, nel tempo della prova, sarà decisiva la fedeltà dei suoi figli che testimoniano la sua presenza e la sua vittoria.

Tuttavia alla Gospa sta a cuore in primo luogo la riposta della Parrocchia di Medjugorje, poi quella di tutti gli altri. La Parrocchia che Lei ha scelto è la radice dell’albero rigoglioso che si estende in tutto il mondo.

All’inizio delle apparizioni tutta la Parrocchia ha risposto, caso più unico che raro, e tuttora, dopo tanti anni, è più che mai la sua Parrocchia, che porta sulle spalle enormi responsabilità.

La Madonna ha bisogno di questa fedeltà a tutta prova, perché l’albero che è stato piantato a Medjugorje rimanga verde e dia frutti fino alla fine dei tempi.

Nel momento drammatico del 1991, quando il crollo del comunismo rischiava di provocare una guerra atomica, con l’inevitabile distruzione del mondo, la Madonna si rivolse ai parrocchiani con queste parole: “Grazie perché non tradirete la mia presenza qui”.

La Regina della pace ha bisogno di una fedeltà assoluta a cominciare dalla Parrocchia di Medjugorje, perché Satana vuole la distruzione delle nostre vite e del pianeta sul quale viviamo.

La Gospa vincerà questa battaglia decisiva e il suo Cuore Immacolato trionferà, ma grazie alla fedeltà per la quale non cessa di ringraziare.

Dopo oltre 40 anni Medjugorje è più che mai la Parrocchia di Maria, il luogo della sua presenza che continuerà ancora a lungo. Non si è mai visto nulla di simile nella bimillenaria storia della Chiesa.

Vostro Padre Livio

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