Categoria: PENSIERO FESTIVO Pagina 41 di 55
SOLENNITA’ DEL CORPUS DOMINI

Cari amici,
oggi la Chiesa celebra la solennità del Corpus Domini, il mistero per eccellenza della fede, che è la presenza reale di Cristo col suo corpo, sangue, anima e divinità nel Sacramento della Santissima Eucaristia.
Gesù ha istituito questo Sacramento nell’ultima Cena con i suoi discepoli, alla vigilia della sua Passione. La Chiesa lo rivive in ogni santa Messa che è la celebrazione della passione, morte e resurrezione, il mistero pasquale con il quale Gesù ha redento il mondo.
La presenza reale e sostanziale del Verbo Incarnato nelle specie eucaristiche continua anche dopo la Santa Messa ed è per questo che i fedeli sono invitati alla adorazione del Santissimo Sacramento dell’altare, grazie al quale Gesù assicura la sua presenza nella vita della Chiesa.
Oggi siamo chiamati in modo particolare a rinnovare la nostra fede nell’Eucaristia e a esaminare quale posto abbia nella nostra vita la Santa Messa, la Santa Comunione e l’Adorazione eucaristica.
Lo scandalo del nostro tempo sono i supermercati pieni e le Chiese vuote, senza che ci siano anime che riservano a Gesù una sosta dinanzi al tabernacolo, nel quale l’Onnipotente è presente per la nostra vita e la nostra salvezza. Decidiamo di essere noi una di queste anime.
Vostro Padre Livio
Vangelo
La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6,51-58)
In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Parola del Signore.
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«Ave Verum Corpus natum ex Maria Virgine,
Vere passum, immolatum in cruce pro homine,
Cuius latus perforatum fluxit aqua et sanguine,
Esto nobis praegustatum in mortis examine.
O Iesu dulcis, O Iesu pie, O Iesu, fili Mariae,
Miserere mei. Amen.»
“Ave, o vero corpo, nato da Maria Vergine,
che veramente patì e fu immolato sulla croce per l’uomo,
dal cui fianco squarciato sgorgarono acqua e sangue:
fa’ che noi possiamo gustarti nella prova suprema della morte.
O Gesù dolce, o Gesù pio, o Gesù figlio di Maria.
Pietà di me. Amen.”
DOMENICA DELLA SANTISSIMA TRINITA’

Cari amici,
oggi celebriamo il mistero di Dio che è Uno solo, ma nel suo intimo è una comunione di tre persone, uguali e distinte, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
Con l’Incarnazione è il mistero centrale della fede cattolica e come tale trascendo le possibilità della mente umana, sia pure illuminata dalla fede.
Tuttavia ci è dato di comprendere la bellezza sublime di questo mistero, che riguarda Dio nella sua intimità inafferrabile. Dio non è una inaccessibile solitudine, ma una eterna comunione di amore.
Infatti le Tre Persone divine, che sono un solo Dio, sono fra loro relative. Il Padre è colui che genera, il Figlio è colui che è generato e lo Spirito Santo è il flusso di amore fra il Padre e il Figlio.
La mistero della Santissima Trinità, unitamente con quello della Incarnazione, è stato rivelato alla Vergine Maria nel momento dell’Annunciazione quando, grazie al sì dell’Ancella del Signore, il Verbo si è fatto carne nel suo grembo.
Per questo motivo la fede di Maria è e sarà per sempre la fede della Chiesa, in particolare oggi quando le due fondamenta del cristianesimo vengono messe in questione dalla dilagante e arrogante incredulità.
La Santissima Trinità è l’origine e il fine di tutte le cose. Da questo oceano di amore noi veniamo con l’opera della creazione e là siamo diretti grazie all’opera della redenzione e della santificazione.
Teniamo ben fissi gli occhi a questo traguardo della nostra vita, costudendo nella nostra anima la divina presenza, fonte di luce e di gioia nel nostro cammino verso l’eternità.
Vostro Padre Livio
Vangelo
Dio ha mandato il Figlio suo perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 3,16-18
In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio»
DOMENICA DI PENTECOSTE (A)

Cari amici di Radio Maria buona Domenica di Pentecoste!
Che la fiamma d’amore dello Spirito Santo scenda su tutta la Chiesa e su ognuno noi e rinnovi la faccia della terra.
Gesù salendo al Cielo ha promesso ai suoi discepoli che non li avrebbe lasciati soli, ma avrebbe inviato loro lo Spirito consolatore, che è il grande dono della Redenzione, dal quale procedono tutti gli altri.
Lo Spirito Santo infatti è l’Amore del Padre e del Figlio, che viene dato in dono all’umanità redenta e riconciliata con Dio.
C’è forse un dono più grande dell’amore che Dio riversa nei nostri cuori ricolmandoli di gioia e di pace?
Oggi è il giorno che anche noi dobbiamo aprire i cuori in una misura illimitata, per ricevere questo dono che viene dato a tutta la Chiesa in preghiera, come gli apostoli con Maria nel Cenacolo.
Oggi più che mai è necessario chiedere allo Spirito Santo la luce di sapienza per restare saldamente ancorati alla Verità rivelata, la forza per resistere alla potenza del male e della seduzione, il coraggio per affrontare i pericoli e le avversità, l’amore fedele fino al dono della vita.
Partecipando alla Santa Messa e ricevendo l’Eucaristia, chiediamo alla Spirito Santo di scendere su di noi, attraverso i Cuori di Gesù e di Maria, perché la nostra vita sia rinnovata, perché il mondo esca dalla palude del peccato e della morte e perché vengano giorni di pace su tutta la terra.
Vostro Padre Livio
Vangelo
Gv 20,19-23
Come il Padre ha mandato me anch’io mando voi.
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati»
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SEQUENZA
Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.
Consolatore perfetto,
ospite dolce dell’anima,
dolcissimo sollievo.
Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.
O luce beatissima,
invadi nell’intimo
il cuore dei tuoi fedeli.
Senza la tua forza,
nulla è nell’uomo,
nulla senza colpa.
Lava ciò che è sórdido,
bagna ciò che è árido,
sana ciò che sánguina.
Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato.
Dona ai tuoi fedeli,
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna. Amen
ASCENSIONE DEL SIGNORE

Cari amici, buona festa dell’Ascensione!
Il Signore risorto, dopo essere rimasto quaranta giorni qui sulla terra, mostrandosi ai suoi discepoli e fortificandoli nella fede, è salito al Cielo dove siede alla desta del Padre, come recitiamo nel Credo.
Questa espressione ci svela il significato profondo dell’Ascensione, che è l’incoronazione di Gesù come Signore e come Re del Cielo e della terra.
Con la sua Incarnazione, Passione, Morte e Resurrezione il Verbo ha redento il mondo, strappandolo dal potere del maligno, ed è divenuto la fonte di grazia e di vita per tutti gli uomini di tutti i tempi, per cui possiamo dire “Tuo è il Regno, tua la potenza e la gloria nei secoli.”
Salendo al Cielo, Gesù non ci ha lasciato soli, ma è presente nella Chiesa, mediante il dono dello Spirito Santo, in particolare è realmente presente nell’ Eucaristia che, per questo, viene chiamata “Il Cuore della Chiesa”.
Di qui l’importanza della nostra partecipazione alla Santa Messa domenicale, per fortificarci con la Parola di Gesù e per nutrirci col pane della vita, mangiando del quale non moriremo in eterno.
Gesù ritornerà sulla terra quando verrà sulle nubi del Cielo a giudicare i vivi e i morti.
Nel frattempo la Chiesa percorre il suo cammino portando la luce , la gioia e la speranza, in mezzo alle tribolazioni e alle persecuzioni del mondo.
Seguiamo la Chiesa, sostenuta e guidata da Maria, in questo momento in cui l’umanità è al bivio della vita e della morte, per non smarrire il cammino che ci porta alla gloria del Cielo.
Vostro Padre Livio
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Vangelo (Mt 28,16-20)
A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra.
In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro:
«A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato.
Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».
SESTA DOMENICA DI PASQUA

Cari amici,
Buona domenica! Che la gioia di Cristo risorto inondi i nostri cuori e che la sua grazia rinnovi la nostra vita.
La Domenica è il giorno in cui ci uniamo alla Chiesa celeste per celebrare la gloria dell’Agnello immolato, che ci ha liberato dal potere del male e della morte e ci ha introdotto nel Regno della luce e della pace.
Non c’è Domenica senza la nostra partecipazione alla S. Messa, nella quale ricevere il pane della vita, Cristo risorto: chi mangia questo pane vivrà in eterno.
Alziamo gli occhi al Cielo, al Paradiso, che è la meta a cui dobbiamo tendere lungo il pellegrinaggio della vita, superando tutte le insidie del mondo e del maligno.
Usciamo da labirinto oscuro dell’indifferenza e dell’incredulità, nel quale vaghiamo senza scopo e senza una direzione, per finire inghiottiti nell’abisso senza speranza.
Gesù nel vangelo ci ricorda che Lui è vivo e che risiede col Padre e con lo Spirito Santo nei cuori di coloro che credono e lo amano, osservando i suoi Comandamenti.
Oggi, festa della Mamma , accogliamo Maria come nostra madre e affidiamo ad essa la nostra vita, il nostro futuro e la speranza della nostra salvezza:
“Io sono vostra madre e vi amo” ci ha assicurato la Regina della pace.
Vostro Padre Livio
Vangelo
Pregherò il Padre e vi darà un altro Paràclito (Gv 14,15-21)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».