"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Categoria: PENSIERO FESTIVO Pagina 40 di 53

BUONA DOMENICA

SESTA DOMENICA DI PASQUA

Cari amici,

Buona domenica! Che la gioia di Cristo risorto inondi i nostri cuori e che la sua grazia rinnovi la nostra vita.

La Domenica è il giorno in cui ci uniamo alla Chiesa celeste per celebrare la gloria dell’Agnello immolato, che ci ha liberato dal potere del male e della morte e ci ha introdotto nel Regno della luce e della pace.

Non c’è Domenica senza la nostra partecipazione alla S. Messa, nella quale ricevere il pane della vita, Cristo risorto: chi mangia questo pane vivrà in eterno.

Alziamo gli occhi al Cielo, al Paradiso, che è la meta a cui dobbiamo tendere lungo il pellegrinaggio della vita, superando tutte le insidie del mondo e del maligno.

Usciamo da labirinto oscuro dell’indifferenza e dell’incredulità, nel quale vaghiamo senza scopo e senza una direzione, per finire inghiottiti nell’abisso senza speranza.

Gesù nel vangelo ci ricorda che Lui è vivo e che risiede col Padre e con lo Spirito Santo nei cuori di coloro che credono e lo amano, osservando i suoi Comandamenti.

Oggi, festa della Mamma , accogliamo Maria come nostra madre e affidiamo ad essa la nostra vita, il nostro futuro e la speranza della nostra salvezza:

“Io sono vostra madre e vi amo” ci ha assicurato la Regina della pace.

Vostro Padre Livio


Vangelo

Pregherò il Padre e vi darà un altro Paràclito (Gv 14,15-21)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».

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BUONA DOMENICA

QUINTA DOMENICA DI PASQUA

Cari  amici, 

buona Domenica!  Che la luce   di  Cristo risorto illumini le nostre menti e  il  suo amore  inondi i nostri cuori!

La  Domenica è il dono che Dio  ci ha  donato per  festeggiare la  nostra   salvezza  e  per  alzare  gli occhi al  Cielo che  è  la meta  della nostra  vita.

E’  il  giorno in  cui nutrire  la nostra anima con  la  Parola di Dio e con l’Eucaristia,  per  avere  la   forza  di affrontare i  combattimenti quotidiani contro il  male   che  insidia e  seduce  le nostre   anime.

Se trascorriamo la Domenica  come un giorno qualsiasi, inevitabilmente   ci indeboliamo e  corriamo  il   rischio di  perdere la  fede  e  la  bussola della vita,  come noi  stessi  possiamo costatare.

Viviamo dunque la Domenica  come  giorno di  grazia e  di  gioia e  impegniamoci a  partecipare  all’Eucaristia con costanza e con fervore.

Nel  Vangelo di  oggi Gesù ci invitare  a seguirlo perché  solo  Lui è  la  Via,  la  Verità  e la Vita.

Sono affermazioni che dobbiamo comprendere nella luce  dello  Spirito Santo,  per poter  attingere alla potenza  di grazia  che è racchiusa  in  ognuna di queste parole. 

Gesù  è  la   Via che conduce  al  Padre e senza di lui vaghiamo senza  una meta.

Gesu è  la  Verità che ci   illumina sul senso della  vita  e  senza  di  Lui annaspiamo nelle tenebre.

Gesù è   la  Vita   che ci tiene vivi  e,  se  non  siamo uniti a Lui,  diventiamo preda  della morte nel   tempo e nell’eternità.

Vostro Padre  Livio


Vangelo  Gv 14,1-12

Io sono la via, la verità e la vita.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: Vado a prepararvi un posto? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».

Parola del Signore

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BUONA DOMENICA

QUARTA  DOMENICA  DI  PASQUA

Cari  amici,

buona Domenica! Che la luce di Cristo Risorto inondi la nostra  vita e  la  ricolmi di luce di  e gioia, la luce  della Verità  e   la gioia  dell’Amore.

Vi  raccomando di santificare  la  Domenica  con  la partecipazione  alla Santa  Messa, per celebrare con la Chiesa   il  mistero pasquale  della morte  di Cristo per  amore   e della  Resurrezione a vita  nuova.

Se  siamo in una situazione di peccato grave, accediamo al  Sacramento della Penitenza prima di ricevere  l’Eucaristia. Poniamoci come obbiettivo irrinunciabile della  nostra vita cristiana  di vivere in grazia di Dio.

Oggi la  Liturgia ci propone il testo del  Vangelo dove Gesù si presenta come il  Buon  Pastore,  che è   pronto a dare  la  sua vita  per  la  salvezza delle  sue  pecore.

Il buon Pastore chiama le   sue   pecore,  ciascuna per  nome, e  le  conduce fuori in pascoli erbosi, camminando davanti ad esse. Le conduce e  le protegge,  difendendole dai lupi, dai ladri e dai briganti.

Le pecore si fidano del   Buon Pastore e lo seguono, perché conoscono la sua voce  e  la ascoltano,  mentre non seguono gli estranei e fuggono da  loro.

Ci sono anche i  falsi pastori,  che si presentano con le  sembianze di  agnelli, ma sono lupi rapaci. Sono ladri che vengono per rubare  uccidere e  distruggere.

Riflettiamo sulla tragedia del  nostro tempo durante  il quale il ladrone infernale ha decimato il gregge, che non ha saputo riconoscere la voce del drago in chi  si è presentato  con  le sembianze  di agnello.

Vostro Padre   Livio


Vangelo
Gv 10,1-10

Io sono la porta delle pecore.

In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante.

Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori.

E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce.

Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».

Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro. Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore.

Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.

Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

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BUONA DOMENICA

TERZA DOMENICA DI PASQUA

Cari amici di Radio Maria Buona Domenica!

In queste  domeniche  di Pasqua risplende in  modo particolare  la  gloria Cristo risorto, che  illumina il mondo e  le tenebre della nostra vita,  sottraendola  alla  potenza dell’inganno,  del male  e  della morte.

Senza  la fede  in Cristo risorto la  nostra  vita è  come  quella dei discepoli di Emmaus,  che percorrono il  loro cammino scoraggiati e afflitti, come se  la  loro vita,  dopo la morte  in Croce del  Maestro,  non avesse più  senso.

Eppure non mancavano motivi di speranza,  perché,  come loro stessi raccontano al  viandante  che li aveva affiancati, delle  donne  al mattino avevano  trovato  il  sepolcro vuoto e un angelo era  apparso loro affermando  che Gesù era vivo.

Questi poveretti però  non riescono ad uscire dalla tenebra  della  loro incredulità nonostante  che  due degli apostoli,  Pietro e Giovanni, siano corsi al  sepolcro trovandolo vuoto.  “ Ma  Lui non l’hanno visto”, dicono sconsolati.

Gesù allora si rivela  loro spiegando le Scritture e spezzando il Pane nella locanda dove si erano fermati a  mangiare. Cadono i veli dai loro occhi, lo riconoscono e ritornano solleciti a Gerusalemme a testimoniare agli Undici che  il Signore era risorto.

Così sia  per  noi,  cari amici, perché  è   proprio nella  lettura delle  Scritture e  nello spezzare  il Pane nella S.  Messa domenicale  che  possiamo incontrare  il Signore e testimoniare che Lui è  la fonte della vita e la  luce della  Verità,  in questo mondo di anime  ammalate  che,  senza  la fede in Cristo,   vanno verso la morte  spirituale.

Vostro Padre  Livio


Dal Vangelo secondo Luca
Lc 24,13-35

Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.

Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso.

Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».

Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.

Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero.

Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».

Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane

⚪️🔴DALLA NOSTRA CAPPELLA P.LIVIO COMMENTA IL VANGELO FESTIVO DOMENICA DELLA DIVINA MISERICORDIA🔴⚪️

BUONA DOMENICA

SECONDA DOMENICA  DI PASQUA O DELLA DIVINA  MISERICORDIA

Cari amici,

dobbiamo a  S.  Giovanni Paolo II questa Domenica dedicata  alla  Divina Misericordia, secondo la  richiesta fatta da Gesù  attraverso S.  Faustina Kowalska.

E’ grazie sempre  a  questo grande Pontefice se  il messaggio della Misericordia, che Gesù ha depositato nel cuore di Santa Faustina,  si è diffuso in tutta  la Chiesa, divenendo uni delle fonti più  feconde della spiritualità cattolica contemporanea.

Ed è anche grazie  a Radio Maria,  che per   prima  ha dato una versione radiofonica del Diario di S. Faustina facendolo conoscere in tutto il mondo, insieme  alla Coroncina della Divina Misericordia recitata da tutte  le Radio Maria del mondo.

Il messaggio della Divina Misericordia è di pura ispirazione evangelica e aiuta a comprendere il paradosso della fede cristiana fondata sul  mistero della Croce:  

“Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. “

Per quanti peccati una  persona abbia commesso e  per quanto gravi essi siano , la grazia del pentimento ottiene  il perdono e  la  vita eterna.

Non  esiste  nessun  peccato che si più  grande della Divina  Misericordia.


Dal Vangelo secondo Giovanni

Gv 20,19-31

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco.

 E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».

Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!».

 Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!».

Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».

Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

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