TERZA DOMENICA DI QUARESIMA (A)

Cari amici  di Radio Maria  Buona Domenica,

Abbiamo percorso il  primo tratto del nostro cammino quaresimale ed è  necessario fare  una  sosta per  verificare  se stiamo camminando  sulla strada giusta.

Esaminiamo  se abbiamo tenuto fede  ai nostri impegni di preghiera,  di revisione di vita e di rinunce, fatti all’inizio,  oppure se ci siamo di  nuovo  adagiati nella mediocrità  consueta.

La  Madonna,  nel  suo ultimo messaggio, ci ha messo in  guardia dalle  seduzioni di satana, che ci allontana  da   Dio sulla  via facile  delle  cose  materiali e del  peccato.

Gesù ci ha  insegnato come si combatte  il tentatore e come si respingono le sue tentazioni. L’abilità  del   demonio  nell’ingannare è  insuperabile  e  solo  con  la  preghiera  possiamo scoprire le  insidie che ci tende e trovare la forza di respingerle.

Per questo la  Madonna ci invita a una profonda  preghiera  personale e  a guardare a  suo Figlio, seguendolo  verso il Calvario,  nella rinuncia e nel digiuno.

Anche noi,  come  la donna   samaritana  del vangelo,  lasciano l’acqua morta  delle pozzanghere  del  mondo, e attingiamo alla  fonte  dell’acqua viva  che solo Gesù ci può  donare.

Vostro Padre  Livio


Vangelo secondo Giovanni (Forma breve: Gv 4, 5-15.19b-26.39a.40-42)

In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo.

Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani.

Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: Dammi da bere!, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?».

Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua. Vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare».

Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità».

Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».

Molti Samaritani di quella città credettero in lui. E quando giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».

Parola del Signore