Categoria: LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA Pagina 12 di 161

Cari amici, l’appuntamento dell’Editoriale è con un tema di particolare rilievo per conoscere il piano di salvezza della Regina della pace.
Programma di Padre Livio – Lunedì 15 Giugno 2026
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h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE
I cinque minuti dello Spirito Santo
h. 8.55: CITAZIONE DEL GIORNO
Da libro “Siate le mie mani di pace”
h.9.00: EDITORIALE
Il Papa agostiniano nei Segreti di Medjugorje
h. 10.00: CATECHESI
Siate le mie mani di pace (1)
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L’esistenza dell’inferno è una verità molto scomoda che si cerca invano di rimuovere. Gesù ha detto che l’inferno esiste: «Via da me, maledetti, nel fuoco eterno» e non lo dice soltanto ai demoni, lo dice anche agli uomini che lo hanno rifiutato. Alla tendenza odierna di eliminare il diavolo da una parte e l’inferno dall’altra, bisogna opporre la verità del Vangelo, la verità dell’insegnamento della Chiesa. L’inferno è una verità di fede, l’affermata dai Concili Ecumenici. Grazie a Dio anche il Paradiso è una verità di fede e lo è anche il purgatorio, che è la sua anticamera. Cerchiamo di temere che satana ci devii e ci porti alla perdizione, come ci ha messo in guardia la Regina dalla pace quando ha detto: «L’uomo moderno non vuole Dio e perciò l’umanità va verso la perdizione».
Certamente è nell’interesse di satana farci sapere che lui non esiste, che non esiste l’inferno; ma possiamo ben dire che l’inferno è anticipato già qui su questa Terra quando si vive senza Dio. La vita senza Dio è un vero inferno. E noi, avendo eliminato Dio, la Divina Rivelazione, avendo rifiutato la fede e la croce, come ha detto la Madonna, ci rendiamo conto che la nostra vita è sempre più infernale, perché quando cacciamo Dio, lo spazio non rimane vuoto ma viene riempito dal demonio. Difatti, proprio la Madonna ha detto che noi abbiamo voluto togliere Cristo e mettere noi stessi, abbiamo messo l’uomo al posto di Dio, ma in realtà abbiamo messo satana al posto di Dio. La vita dove satana regna, ce ne accorgiamo anche noi, è una prossimità dell’inferno. Anche dal punto di vista esistenziale è una vita feroce, è una vita brutta, una vita tormentata, è una vita degradata, è una vita disperata, una vita insopportabile.
Come ci dicono i Messaggi dalla Madonna, vanno all’inferno tutti quelli che respingono Dio e quindi, una volta respinto Dio, abbiamo tutto ciò che non è Dio, cioè la cattiveria, la menzogna, la superbia, la violenza, l’infinita proliferazione del male. Anche con il solo ragionamento possiamo arrivare a capire che allontanando Cristo, allontanando la luce e la verità, si affermano le tenebre e la menzogna. Diamoci da fare per percorrere la via che porta alla salvezza nel tempo della nostra vita e, siccome ben difficilmente ci sono persone che riescono a passare integralmente il cammino della vita senza commettere peccati gravi, ci sono certamente anche delle persone, anche alcuni santi, che hanno conservato la veste candida del Battesimo nel tempo della loro vita. Indubbiamente ci sono persone particolari che hanno avuto questa immensa grazia di passare attraverso il pellegrinaggio della vita senza commettere peccati gravi; ce ne sono diversi, ma la maggioranza, la stragrande maggioranza degli uomini sbanda nel percorso della vita per tanti motivi. Di per sé potremmo anche non sbandare, però sbandiamo perché satana fa il suo mestiere e noi non facciamo il nostro che è quello di premunirci dalle sue seduzioni e dai suoi inganni. E quindi ci fa deviare.
Ci sono tanti esempi nella Storia della Salvezza, nell’Antico e del Nuovo Testamento, di personaggi straordinari che però hanno sbandato. Il re Davide è uno di questi, ma poi ci ha lasciato dei Salmi penitenziali bellissimi. Ma ce ne sono tanti altri. Quindi non dobbiamo rammaricarci se anche noi siamo fra i peccatori, fra gli sbandati della vita. Basta il pentimento, la grazia dell’umiltà del pentimento e di rivolgersi a Dio come i figli si rivolgono al Padre per poter ritornare sulla via di Dio. D’altra parte, uno dei capolavori del Vangelo è proprio la Parabola del Figliol Prodigo che ha lasciato la casa del padre e poi si è trovato a pascolare i porci; nella mentalità del Medio Oriente il maiale è un animale impuro per eccellenza e quel ragazzo della Parabola si era trovato a contendere le carrube ai porci. Questo è quanto fa il diavolo quando ci allontana da Dio: ci nutre con i suoi escrementi. Siccome la maggioranza delle persone, specialmente oggi, fa l’esperienza del male e del peccato, non bisogna arrendersi, non bisogna cedere alla prepotenza del male, bisogna avere l’umiltà di inginocchiarsi davanti alla croce, di inginocchiarsi davanti al confessionale e quindi ottenere il perdono di Dio e riprendere il cammino sulla strada che porta alla salvezza.
Questo è un tempo particolare, un tempo di grandi seduzioni, ma anche di grandi conversioni, di tante conversioni. Anche in Occidente ci sono dei Paesi dove ci sono movimenti sempre numerosi di persone che oggi ritrovano la fede perché il vuoto, la mancanza di senso crea angoscia ed è insopportabile, specialmente quando si tratta di vuoti spirituali, vuoto di senso, vuoto di amore, vuoto di verità e quindi i nostri desideri più profondi sono disattesi.
I desideri profondi di felicità, di bellezza, di pulizia interiore, di santità e di amore quando non vengono soddisfatti producono infelicità e questa è la nostra situazione esistenziale dalla quale dobbiamo tirarci fuori. Anche il pensiero dell’inferno è un ammonimento salutare perchè esiste e si può sperimentare già in questa vita, così come si può sperimentare già in questa vita il Paradiso, così come si può sperimentare già in questa vita il purgatorio che è il cammino di purificazione.
Le parole più severe sull’inferno le ha dette Gesù Cristo: «Via da me, maledetti, nel fuoco eterno». Le ha dette lui. Non le ha dette ai demoni, le ha dette a quelli che l’hanno rifiutato e rinnegato in questa vita. L’inferno, purtroppo, è una strada che molti oggi stanno percorrendo; come ha detto la Madonna, un numero grande di persone va all’inferno oggi. L’insegnamento del Catechismo dalla Chiesa Cattolica ci dice che l’inferno è un’autoesclusione definitiva dalla comunione con Dio e con i beati; cioè è rifiuto, è autoesclusione di tutto ciò che è felicità, gioia, verità, pace, tutto ciò che è Dio nella sua infinita bellezza e santità e grazia. È come rifiutare il Sole, che cosa diventerebbe la Terra? Allo stesso modo è la vita umana senza Dio.
L’inferno è una libera scelta di chi muore in stato di peccato mortale senza pentirsi. Gesù parla ripetutamente del fuoco inestinguibile riservato a chi rifiuta di credere e di convertirsi. La parola rifiuto ritorna anche nei messaggi della Madonna: «avete rifiutato la fede e la Croce». Gesù dice che manderà i suoi angeli per raccogliere tutti gli operatori di iniquità e gettarli nella fornace ardente. Gli operatori di iniquità sono gli uomini cattivi che seguono il diavolo e quindi diventano dei diavoli anche loro, dei morti incarnati, come li chiamava Santa Caterina da Siena. Quindi il mite e umile di cuore Gesù non tace sulla verità dell’inferno, perché dovremmo tacere noi?
Gesù parla ripetutamente del fuoco inestinguibile riservato a chi rifiuta di credere e di convertirsi. Gesù dice che manderà i suoi angeli per raccogliere tutti gli operatori di iniquità e gettarli nella fornace ardente. Lui stesso pronuncerà la condanna nel giudizio finale: «Via, lontano da me, maledetti nel fuoco eterno». La pena principale dell’inferno consiste nella eterna separazione da Dio. Come dicono i veggenti a Medjugorje, non c’è uscita. Quindi la pena principale dell’inferno consiste nella separazione eterna da Dio, nel quale soltanto l’uomo può avere vita e felicità e per il quale è stato creato.
Preghiamo Dio perché ci salvi dalla dannazione eterna e ci accolga nel gregge dei suoi eletti. Questa è la preghiera della Chiesa, della Liturgia della Chiesa. Che il pensiero dell’inferno ci spinga alla conversione. È una possibilità della libertà creata che riguarda sia gli angeli sia gli uomini. Per gli angeli è già tutto avvenuto. Per noi, riguarda ciascuno nel cammino della sua vita.

Programma di Padre Livio – Venerdì 12 Giugno 2026
h. 8.50: Diretta su Radio Maria – Diretta video su blogdipadrelivio.it – su Facebook – su Digitale terrestre can 789 delle Tv Smart – su YouTube (in differita)
h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE
I cinque minuti dello Spirito Santo
h. 8.55 – 9.15: ALMANACCO DELLA FEDE
L’inferno è una verità di fede rivelata dal Vangelo e insegnata dalla Chiesa
L’inferno è un’autoesclusione definitiva dalla comunione con Dio e con i Beati.
L’inferno è una libera scelta di chi muore in stato di peccato mortale senza pentirsi.
Gesù parla ripetutamente del fuoco inestinguibile riservato a chi rifiuta di credere e di convertirsi.
Gesù dice che manderà i suoi angeli per raccogliere tutti gli operatori di iniquità e gettarli nella fornace ardente.
Egli pronuncerà la condanna: “Via lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno”.
La pena principale dell’inferno consiste nella separazione eterna da Dio, nel quale soltanto l’uomo può avere vita e felicità per le quali è stato creato.
Preghiamo Dio perché ci salvi dalla dannazione eterna e ci accolga nel gregge dei suoi eletti.
h. 9.15: LA CITAZIONE DEL GIORNO (5)
Tratta dal Libro: Siate le mie mani di luce
h. 9.15: ATTUALITA’
Accordo vicino fra USA e Iran?
Papa Leone: Lo storico discorso sui migranti
h. 9.35 – 9.45: VIATICO QUOTIDIANO
Pensiero sulla grandezza dell’umiltà
h. 9.40 – 10.00: I SEGRETI DI MEDJUGORJE
61. il tempo dell’Apocalisse non deve fare paura
L’Apocalisse cristiana è un tempo di grazia
È anche il tempo di “Satana sciolto dalle catene”
Satana tenta di distruggere la fede e il mondo
Cristo viene in soccorso della Chiesa inviando Maria
La Madonna sta chiamando il mondo alla Conversione
La Madonna sta preparando l’esercito dei suoi apostoli
La fede, la preghiera e le buone opere sono le armi della vittoria
h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO
h. 10.05: CATEHESI DI PADRE LIVIO
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La vita è un pellegrinaggio in salita, ha una partenza e un punto di arrivo che è quello in cui si passa dal tempo all’eternità. È molto importante, quando si arriva al termine della vita, che ci rapportiamo all’eternità e ci chiediamo se siamo sul sentiero che porta al Paradiso o dove stiamo camminando. Con l’ultimo istante veniamo giudicati, avremo o la gioia del Paradiso, o la temporanea purificazione del purgatorio, oppure l’eterna dannazione delle pene dell’inferno.
Nel Messaggio del 2 novembre 1983 la Regina della pace ha detto: «La maggior parte degli uomini, quando muore, va in purgatorio. Un numero pure molto grande va all’inferno. Soltanto un piccolo numero di anime va direttamente in Paradiso. Vi conviene rinunciare a tutto pur di essere portati direttamente in paradiso al momento della vostra morte». Questo significa che la maggior parte delle persone che muore va in un purgatorio perché è in grazia di Dio, se ha commesso peccati gravi si è confessata, si è pentita, ha ascoltato la voce della coscienza e ha chiesto perdono a Dio.
Lo sguardo rivolto a Dio è il presupposto per la salvezza, anche se si ha molto da purificare in noi stessi perché non possiamo entrare in Paradiso senza la veste candida, senza l’amore perfetto. Sulla sica della tradizione e di testi biblici, la Chiesa ha insegnato che per tutti quelli che sono in grazia di Dio ma che hanno ancora molto da purificare, devono stare temporaneamente in purgatorio che è un luogo di sofferenza perché l’anima desidera vedere Dio ma per il momento è lontana dalla visione beatifica e quindi soffre per essere lontana dal suo Signore che lei ama con tutto il cuore. La sofferenza del purgatorio purifica l’anima, affina la sua capacità di amare, la rende pronta per entrare in Paradiso.
Noi possiamo aiutare le anime del purgatorio con le nostre preghiere, in particolare con la Santa Messa. Con le nostre preghiere e i nostri sacrifici possiamo abbreviare il tempo di purificazione che un’anima deve passare in purgatorio.
Da una parte le anime del purgatorio gioiscono perché sono nel luogo della salvezza e sanno che vedranno il Signore, andranno in Paradiso; nel medesimo tempo soffrono perché ne sono separate. La Madonna ci ha invitato a non sottovalutare le sofferenze del purgatorio, ha proprio detto che la cosa più conveniente è andare direttamente in Paradiso: «Vi conviene rinunciare a tutto pur di essere portati direttamente in Paradiso al momento della vostra morte». Nei Messaggi precedenti la Commemorazione di tutti i fedeli defunti, la Madonna per anni ci ha ricordato che è il Cielo è la meta a cui tendere e ci ha parlato della carità che possiamo esercitare nei confronti delle anime del purgatorio. A uno dei veggenti la Regina della pace ha affidato il compito particolare di pregare proprio per le anime del purgatorio che i veggenti hanno visto e hanno raccontato che si tratta di un luogo in cui non si vede nulla, c’è una densa nebbia e si sentono le grida sofferenti delle anime purganti. Il purgatorio è un luogo di sofferenza, non c’è l’oscurità totale ma nemmeno il Sole.
Le anime del purgatorio attendono le nostre preghiere e i nostri sacrifici per abbreviare la loro permanenza lì, pensiamo quanto ci sono grate queste anime a cui abbreviamo i patimenti. È molto importante far celebrare Messe per le anime del purgatorio, anche le nostre preghiere sono importanti così come l’offerta di piccoli sacrifici. Specialmente ai nostri cari defunti possiamo manifestare concretamente il nostro amore abbreviando il tempo del purgatorio. La mamma della veggente Ivanka è morta due mesi prima dell’inizio delle apparizioni di Medjugorje; quando la ragazza ha chiesto notizie della mamma alla Madonna le ha detto: «Tua mamma è con me». La veggente ha raccontato questa cosa alla gente di Medjugorje che era gioiosa per quella notizia anche perché la mamma di Ivanka era una donna semplice, come tante altre e il fatto che fosse andata direttamente in Paradiso ha confortato molto la gente. Successivamente, in un’altra apparizione, Ivanka ha chiesto alla Madonna se la mamma avesse qualcosa da dirle e la Madonna ha detto che la mamma le mandava a dire di essere obbediente alla nonna. La Madonna, poi, è apparsa alla veggente con a fianco la mamma e per Ivanka è stata una grande gioia. Questi aneddoti sono molto importanti perché ci fanno capire che i nostri cari in Cielo sanno e vedono quello che noi facciamo, vedono anche i nostri bisogni e in Cielo pregano per noi.
Anche di Padre Slavko sappiamo che è andato direttamente in Paradiso. Il 24 novembre 2000 Padre Slavko è morto sul Križevac, dopo aver pregato la Via Crucis; il giorno successivo la Regina della pace ha dato questo Messaggio: «Cari figli, oggi che il Cielo vi è vicino in modo particolare, vi invito alla preghiera perché attraverso la preghiera mettiate Dio al primo posto. Figlioli, oggi vi sono vicina e benedico ognuno di voi con la mia benedizione materna perché possiate avere la forza e l’amore per tutte le persone che incontrate nella vostra vita terrena e perché possiate dare l’amore di Dio. Gioisco con voi e desidero dirvi che il vostro fratello Slavko è nato al Cielo e intercede per voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».
Andare direttamente in Paradiso, allora, non è così difficile se conduciamo una vita da buoni cristiani, teniamo curata la nostra anima con i Sacramenti della Confessione e dell’Eucarestia. Teniamo anche sempre presente le raccomandazioni della Regina della pace di pregare per le anime del purgatorio proprio per abbreviare le loro sofferenze e affinché possano entrare presto in Paradiso. Per affrettare la purificazione del purgatorio la Chiesa a raccomanda le preghiere, in particolare la Santa Messa in suffragio, le elemosine e le opere di carità, le opere di penitenza e le indulgenze a favore dei defunti. Il purgatorio è transitorio e terminerà con la fine del mondo, quando tutte le anime del purgatorio andranno in Paradiso.
Ecco cosa dice il Catechismo della Chiesa Cattolica a proposito del purgatorio:
Coloro che muoiono nella grazia e nell’amicizia di Dio, ma sono imperfettamente purificati, sebbene siano certi della loro salvezza eterna, vengono però sottoposti, dopo la loro morte, ad una purificazione, al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gioia del cielo (CCC 1030).
La Chiesa chiama purgatorio questa purificazione finale degli eletti, che è tutt’altra cosa dal castigo dei dannati. La Chiesa ha formulato la dottrina della fede relativa al purgatorio soprattutto nei Concili di Firenze e di Trento. La Tradizione della Chiesa, rifacendosi a certi passi della Scrittura, parla di un fuoco purificatore: «Per quanto riguarda alcune colpe leggere, si deve credere che c’è, prima del giudizio, un fuoco purificatore; infatti, colui che è la Verità afferma che, se qualcuno pronuncia una bestemmia contro lo Spirito Santo, non gli sarà perdonata né in questo secolo, né in quello futuro (Mt 12,32). Da questa affermazione si deduce che certe colpe possono essere rimesse in questo secolo, ma certe altre nel secolo futuro» (CCC 1031).
Questo insegnamento poggia anche sulla pratica della preghiera per i defunti di cui la Sacra Scrittura già parla: «Perciò [Giuda Maccabeo] fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato» (2 Mac 12,45). Fin dai primi tempi, la Chiesa ha onorato la memoria dei defunti e ha offerto per loro suffragi, in particolare il sacrificio eucaristico, affinché, purificati, possano giungere alla visione beatifica di Dio. La Chiesa raccomanda anche le elemosine, le indulgenze e le opere di penitenza a favore dei defunti: «Rechiamo loro soccorso e commemoriamoli. Se i figli di Giobbe sono stati purificati dal sacrificio del loro padre, perché dovremmo dubitare che le nostre offerte per i morti portino loro qualche consolazione? […] Non esitiamo a soccorrere coloro che sono morti e ad offrire per loro le nostre preghiere» (CCC 1032).

Programma di Padre Livio – Giovedì 11 Giugno 2026
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h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE
I cinque minuti dello Spirito Santo
h. 8.55 – 9.15: ALMANACCO DELLA FEDE
La purificazione delle anime del Purgatorio
È necessaria per chi muore in grazia di Dio ma imperfettamente purificato
Con essa si ottiene la necessaria santità per entrare nella gioia del Cielo
Questa purificazione dei salvati è tutt’altra cosa dal castigo dei dannati
Per affrettare la purificazione del Purgatorio la Chiesa da raccomanda le preghiere, in particolare la Santa Messa in suffragio, le elemosine e le opere di carità, le opere di penitenza e le indulgenze a favore dei defunti.
Il purgatorio è transitorio e terminerà con la fine del mondo.
h. 9.15: LA CITAZIONE DEL GIORNO (4)
Tratta dal Libro: Siate le mie mani di luce
h. 9.15: ATTUALITA’
Il Papa alla “Sagrada familia”
Il castello di Beaufort (di Roberto de Mattei)
h. 9.35 – 9.45: VIATICO QUOTIDIANO
Pensiero sulla grandezza dell’umiltà
h. 9.40 – 10.00: I SEGRETI DI MEDJUGORJE
60. Il significato teologico del tempo dei Segreti
Il tempo dei Segreti fa parte dell’Apocalisse
Con l’apparizione della Madonna a Medjugorje è iniziata l’Apocalisse
La Madonna è apparsa come la Donna del cap. 12 dell’Apocalisse
La Madonna ha detto che in futuro non apparirà più sulla terra
Con l’inizio dei Segreti l’umanità entra nel primo combattimento escatologico
Questa fase della Storia della salvezza è rivelata ampiamente nella Sacra Scrittura ed è insegnata dal Magistero della Chiesa.
La Regina della pace cambierà il mondo e lo introdurrà nel tempo di pace
prima del combattimento escatologico finale e la venuta di Cristo.
h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO
h. 10.05: CATEHESI DI PADRE LIVIO
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Le cose importanti della vita sono la salvezza della nostra anima, raggiungere la méta del Paradiso, mettere a fuoco la parte finale della nostra vita che deve essere un’accelerazione verso il Cielo, una purificazione. Dobbiamo puntare ad andare direttamente in Paradiso. La Madonna ha detto che se sapessimo cos’è il purgatorio faremmo di tutto per evitarlo. Umilmente, nella nostra pochezza e miseria, chiediamo a Dio di purificarci e santificarci. Il ladrone, una persona che non segue i Comandamenti, essendosi pentito con grande fede, nel momento della sua morte in croce, Gesù gli disse: “Oggi sarai con me in Paradiso”.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica descrive il Paradiso in modo un po’ diverso dal solito. Viene descritto come un luogo di gioia e felicità, nella pienezza dell’amore. Il Paradiso è un rapporto profondo con Cristo con il quale diventiamo figli nel Figlio. È un rapporto intimo con la Santissima Trinità con la quale entriamo nell’amore trinitario. La gioia del Paradiso è un rapporto interpersonale mediante Cristo, con il Padre e lo Spirito Santo. Diventiamo, così, partecipi della Comunione eterna dell’amore.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica, descrive il Paradiso dal punto di vista esistenziale, come compimento di quel desiderio di amore infinito che abbiamo nel cuore, molto diverso dalla felicità materiale con cui altre religioni lo dipingono. È la partecipazione alla vita trinitaria, alla comunione eterna dell’amore.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma che: “Coloro che muoiono nella grazie e nell’amicizia di Dio e sono perfettamente purificati, vivono per sempre con Cristo.” Per andare in Paradiso bisogna morire in grazia di Dio che è santificante e in un rapporto di amicizia filiale. Bisogna essere purificati non solo nei peccati gravi, ma anche nelle colpe più leggere. Tale purificazione avviene compiendo opere buone attraverso l’offerta della nostra sofferenza e dolore. Se siamo purificati entriamo in comunione con Cristo e viviamo per sempre con Lui. Questa è la descrizione più profonda e intima del Paradiso. Siamo intimamente uniti al Figlio, mediante la sua Santa umanità, siamo perfettamente uniti alla seconda Persona della Santissima Trinità e entriamo così nella comunione trinitaria. Il Catechismo continua citando: “Sono per sempre simili a Dio, perché lo vedono “così come egli è” (1 Gv3,2), “faccia a faccia” (1 Cor. 13,12)”. Passando dalla mediazione di Cristo possiamo vedere Dio così com’è. Senza intermediari o strumenti di passaggio possiamo vedere Dio faccia a faccia.
“La gioia consiste in una comunione di vita e di amore con la SS. Trinità, con la Vergine Maria, gli angeli e tutti i santi.” Non ci può essere una gioia più grande di questa, perché è la comunione eterna dell’amore. È la gioia della comunione d’amore con Dio e con tutte le sue creature. Conosceremo per nome tutti gli angeli e tutti Santi. Avremo molto tempo da impiegare nelle conoscenze reciproche.
La veggente Vicka ha raccontato la sua testimonianza del paradiso quando è stata portata dalla Madonna insieme al veggente Jakov. Racconta di aver visto questo grande spazio luminoso dove ci sono le persone che camminano, cantano e pregano, con vesti di diversi colori. Sono rappresentazioni rese possibili agli occhi umani e la Gospa nel descriverle disse di guardare come erano felici le persone. “Con la sua morte e resurrezione Cristo ci ha aperto il Cielo. “Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano” (1 Cor. 2,9).” Il Paradiso va al di là di ogni nostra concezione, rappresentazione e immaginazione. Facciamo di tutto per andarci, impostando la nostra vita come un pellegrinaggio verso il Cielo da compiere giorno per giorno, con semplicità, gioia e perseveranza.