L’esistenza dell’inferno è una verità molto scomoda che si cerca invano di rimuovere. Gesù ha detto che l’inferno esiste: «Via da me, maledetti, nel fuoco eterno» e non lo dice soltanto ai demoni, lo dice anche agli uomini che lo hanno rifiutato. Alla tendenza odierna di eliminare il diavolo da una parte e l’inferno dall’altra, bisogna opporre la verità del Vangelo, la verità dell’insegnamento della Chiesa. L’inferno è una verità di fede, l’affermata dai Concili Ecumenici. Grazie a Dio anche il Paradiso è una verità di fede e lo è anche il purgatorio, che è la sua anticamera. Cerchiamo di temere che satana ci devii e ci porti alla perdizione, come ci ha messo in guardia la Regina dalla pace quando ha detto: «L’uomo moderno non vuole Dio e perciò l’umanità va verso la perdizione».
Certamente è nell’interesse di satana farci sapere che lui non esiste, che non esiste l’inferno; ma possiamo ben dire che l’inferno è anticipato già qui su questa Terra quando si vive senza Dio. La vita senza Dio è un vero inferno. E noi, avendo eliminato Dio, la Divina Rivelazione, avendo rifiutato la fede e la croce, come ha detto la Madonna, ci rendiamo conto che la nostra vita è sempre più infernale, perché quando cacciamo Dio, lo spazio non rimane vuoto ma viene riempito dal demonio. Difatti, proprio la Madonna ha detto che noi abbiamo voluto togliere Cristo e mettere noi stessi, abbiamo messo l’uomo al posto di Dio, ma in realtà abbiamo messo satana al posto di Dio. La vita dove satana regna, ce ne accorgiamo anche noi, è una prossimità dell’inferno. Anche dal punto di vista esistenziale è una vita feroce, è una vita brutta, una vita tormentata, è una vita degradata, è una vita disperata, una vita insopportabile.
Come ci dicono i Messaggi dalla Madonna, vanno all’inferno tutti quelli che respingono Dio e quindi, una volta respinto Dio, abbiamo tutto ciò che non è Dio, cioè la cattiveria, la menzogna, la superbia, la violenza, l’infinita proliferazione del male. Anche con il solo ragionamento possiamo arrivare a capire che allontanando Cristo, allontanando la luce e la verità, si affermano le tenebre e la menzogna. Diamoci da fare per percorrere la via che porta alla salvezza nel tempo della nostra vita e, siccome ben difficilmente ci sono persone che riescono a passare integralmente il cammino della vita senza commettere peccati gravi, ci sono certamente anche delle persone, anche alcuni santi, che hanno conservato la veste candida del Battesimo nel tempo della loro vita. Indubbiamente ci sono persone particolari che hanno avuto questa immensa grazia di passare attraverso il pellegrinaggio della vita senza commettere peccati gravi; ce ne sono diversi, ma la maggioranza, la stragrande maggioranza degli uomini sbanda nel percorso della vita per tanti motivi. Di per sé potremmo anche non sbandare, però sbandiamo perché satana fa il suo mestiere e noi non facciamo il nostro che è quello di premunirci dalle sue seduzioni e dai suoi inganni. E quindi ci fa deviare.
Ci sono tanti esempi nella Storia della Salvezza, nell’Antico e del Nuovo Testamento, di personaggi straordinari che però hanno sbandato. Il re Davide è uno di questi, ma poi ci ha lasciato dei Salmi penitenziali bellissimi. Ma ce ne sono tanti altri. Quindi non dobbiamo rammaricarci se anche noi siamo fra i peccatori, fra gli sbandati della vita. Basta il pentimento, la grazia dell’umiltà del pentimento e di rivolgersi a Dio come i figli si rivolgono al Padre per poter ritornare sulla via di Dio. D’altra parte, uno dei capolavori del Vangelo è proprio la Parabola del Figliol Prodigo che ha lasciato la casa del padre e poi si è trovato a pascolare i porci; nella mentalità del Medio Oriente il maiale è un animale impuro per eccellenza e quel ragazzo della Parabola si era trovato a contendere le carrube ai porci. Questo è quanto fa il diavolo quando ci allontana da Dio: ci nutre con i suoi escrementi. Siccome la maggioranza delle persone, specialmente oggi, fa l’esperienza del male e del peccato, non bisogna arrendersi, non bisogna cedere alla prepotenza del male, bisogna avere l’umiltà di inginocchiarsi davanti alla croce, di inginocchiarsi davanti al confessionale e quindi ottenere il perdono di Dio e riprendere il cammino sulla strada che porta alla salvezza.
Questo è un tempo particolare, un tempo di grandi seduzioni, ma anche di grandi conversioni, di tante conversioni. Anche in Occidente ci sono dei Paesi dove ci sono movimenti sempre numerosi di persone che oggi ritrovano la fede perché il vuoto, la mancanza di senso crea angoscia ed è insopportabile, specialmente quando si tratta di vuoti spirituali, vuoto di senso, vuoto di amore, vuoto di verità e quindi i nostri desideri più profondi sono disattesi.
I desideri profondi di felicità, di bellezza, di pulizia interiore, di santità e di amore quando non vengono soddisfatti producono infelicità e questa è la nostra situazione esistenziale dalla quale dobbiamo tirarci fuori. Anche il pensiero dell’inferno è un ammonimento salutare perchè esiste e si può sperimentare già in questa vita, così come si può sperimentare già in questa vita il Paradiso, così come si può sperimentare già in questa vita il purgatorio che è il cammino di purificazione.
Le parole più severe sull’inferno le ha dette Gesù Cristo: «Via da me, maledetti, nel fuoco eterno». Le ha dette lui. Non le ha dette ai demoni, le ha dette a quelli che l’hanno rifiutato e rinnegato in questa vita. L’inferno, purtroppo, è una strada che molti oggi stanno percorrendo; come ha detto la Madonna, un numero grande di persone va all’inferno oggi. L’insegnamento del Catechismo dalla Chiesa Cattolica ci dice che l’inferno è un’autoesclusione definitiva dalla comunione con Dio e con i beati; cioè è rifiuto, è autoesclusione di tutto ciò che è felicità, gioia, verità, pace, tutto ciò che è Dio nella sua infinita bellezza e santità e grazia. È come rifiutare il Sole, che cosa diventerebbe la Terra? Allo stesso modo è la vita umana senza Dio.
L’inferno è una libera scelta di chi muore in stato di peccato mortale senza pentirsi. Gesù parla ripetutamente del fuoco inestinguibile riservato a chi rifiuta di credere e di convertirsi. La parola rifiuto ritorna anche nei messaggi della Madonna: «avete rifiutato la fede e la Croce». Gesù dice che manderà i suoi angeli per raccogliere tutti gli operatori di iniquità e gettarli nella fornace ardente. Gli operatori di iniquità sono gli uomini cattivi che seguono il diavolo e quindi diventano dei diavoli anche loro, dei morti incarnati, come li chiamava Santa Caterina da Siena. Quindi il mite e umile di cuore Gesù non tace sulla verità dell’inferno, perché dovremmo tacere noi?
Gesù parla ripetutamente del fuoco inestinguibile riservato a chi rifiuta di credere e di convertirsi. Gesù dice che manderà i suoi angeli per raccogliere tutti gli operatori di iniquità e gettarli nella fornace ardente. Lui stesso pronuncerà la condanna nel giudizio finale: «Via, lontano da me, maledetti nel fuoco eterno». La pena principale dell’inferno consiste nella eterna separazione da Dio. Come dicono i veggenti a Medjugorje, non c’è uscita. Quindi la pena principale dell’inferno consiste nella separazione eterna da Dio, nel quale soltanto l’uomo può avere vita e felicità e per il quale è stato creato.
Preghiamo Dio perché ci salvi dalla dannazione eterna e ci accolga nel gregge dei suoi eletti. Questa è la preghiera della Chiesa, della Liturgia della Chiesa. Che il pensiero dell’inferno ci spinga alla conversione. È una possibilità della libertà creata che riguarda sia gli angeli sia gli uomini. Per gli angeli è già tutto avvenuto. Per noi, riguarda ciascuno nel cammino della sua vita.